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COMUNICATO
SÌ AL PAGAMEMTO AGEVOLATO DEI TRIBUTI NON RISCOSSI: IL CONSIGLIO DECIDE CON 9 VOTI A FAVORE, L’EX MAGGIORANZA RESTA A GUARDARE. ORA L’AMMINISTRAZIONE AGISCA!
Il Consiglio Comunale ha approvato oggi la mozione proposta dall’opposizione per l’introduzione della definizione agevolata delle entrate comunali, uno strumento previsto dalla Legge di Bilancio 2026 che consentirà a cittadini e imprese di regolarizzare la propria posizione con il Comune in modo sostenibile.
La mozione è stata approvata con 9 voti favorevoli – gli 8 consiglieri di opposizione (Orto, Russo, Sabatini, Iacono, Portelli, Dante, Rifici e Santamaria) più il consigliere Saltalamacchia – mentre i 7 consiglieri della ex maggioranza hanno scelto di astenersi. Astensione che nei fatti equivale a voto contrario.
Si tratta di un risultato politico chiaro e significativo.
Con questo atto, il Consiglio Comunale ha dato un indirizzo preciso: utilizzare strumenti concreti, previsti dalla legge dello Stato, per aiutare chi è in difficoltà e allo stesso tempo migliorare la capacità di riscossione dell’Ente.
La definizione agevolata non è un favore a qualcuno, ma una misura di buon senso: consente di trasformare crediti spesso inesigibili in entrate reali, alleggerendo al contempo il peso su famiglie e attività economiche che vogliono mettersi in regola.
Prendiamo atto con rammarico della scelta della ex maggioranza di non assumere una posizione chiara su un tema così importante. L’astensione su una misura che aiuta cittadini e imprese e rafforza i conti del Comune rappresenta una occasione mancata.
Adesso la palla passa all’Amministrazione, che dovrà dare seguito all’indirizzo approvato dal Consiglio, predisponendo in tempi rapidi la proposta di regolamento.
Noi Consiglieri di opposizione continueremo a vigilare affinché questo percorso venga portato avanti con serietà e senza ritardi, nell’interesse esclusivo della comunità.
Gaetano Orto, Nuccio Russo, Giorgia Santamaria, Lucy Iacono, Adolfo Sabatini, Angelo Portelli, Cristina Dante, Raffaele Rifici
Finisce con un tennistico 6 a 0 sul campo del Torregrotta il campionato "amaro" del Lipari IC, culminato con la retrocessione in Seconda categoria.
Seconda categoria alla quale aspira il Malfa che, nel penultimo incontro della stagione, sul campo dell'Olivarella, ha pareggiato per due a due. Fondamentale per l'accesso ai playoff per la promozione sarà l'ultima gara che il Malfa disputerà sul proprio campo con il Roccavaldina calcio.
Sempre in Terza categoria lo Stromboli è stato sperato per 5 a 0 dal Roccavaldina
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Buon compleanno a Elio Benenati, Denis Costanzo, Laura Principato, Lucia Cappadona, Mimmo Guerrini, Vittorio Lo Schiavo, Paolo Gemellaro, Sonia Coppolina
Maria Grazia Cucinotta ambasciatrice delle Eolie: “Un luogo dove ricominciare a vivere”. Alla Stampa Estera il fascino delle isole tra cinema, accoglienza e cucina dei grani antichi
Le Isole Eolie come simbolo di un nuovo lusso fatto di autenticità, salute e semplicità. È questo il messaggio emerso dall’evento “Eolie, Patrimonio Unesco: l’Arcipelago si svela ai giornalisti stranieri”, promosso da Brand Eolie e ospitato il 26 marzo nella sede dell’Associazione della Stampa Estera a Palazzo Grazioli, nell’ambito dei “Giovedì del Gusto”.
Testimonial d’eccezione l’attrice Maria Grazia Cucinotta, che ha legato indissolubilmente la sua carriera internazionale alle Eolie grazie al film “Il Postino”. Nel suo intervento, intenso e personale, l’attrice ha raccontato il profondo legame con l’arcipelago, ricordando l’accoglienza ricevuta durante le riprese e sottolineando come proprio l’isola di Salina e la sua comunità abbiano contribuito al successo della pellicola, proteggendo con discrezione anche la fragilità di Massimo Troisi.
“Alle Eolie si vive il vero lusso, quello della semplicità, dell’aria pulita, del cibo sano e del tempo scandito dal sole e dalle relazioni umane”, ha detto Cucinotta, definendo le isole “un punto di arrivo e al tempo stesso un luogo dove ricominciare davvero a vivere”. Un racconto che ha toccato anche storie simboliche legate al film, come quella di due stranieri incontratisi proprio grazie ai luoghi de “Il Postino” e oggi divisi tra Londra e Salina.
L’iniziativa ha registrato la partecipazione di circa cento tra giornalisti internazionali e rappresentanti istituzionali, confermando il crescente interesse verso l’arcipelago come destinazione strategica nel turismo internazionale. Al centro della narrazione, un modello di viaggio esperienziale che intreccia cultura, spiritualità, tradizioni e identità locali: dai cammini devozionali alle feste religiose, dai vini ai capperi, fino al recupero dei grani antichi.
Tra le novità di stagione, grande consenso per il primo piatto della primavera: caserecce realizzate con grani antichi eoliani, esaltate da un profumato pesto di finocchietto selvatico ed erbette locali, espressione di una cucina che recupera tradizioni e biodiversità. A chiudere, il dolce destinato a diventare icona dell’estate: le peschette messinesi farcite con crema alla Malvasia e arricchite da capperi canditi, in un equilibrio sorprendente tra dolcezza e note aromatiche.
Spazio anche alle prospettive di sviluppo, con la collaborazione tra Brand Eolie e Liberty Lines per incentivare il turismo destagionalizzato e sostenibile, anche attraverso tariffe agevolate allo studio per il prossimo autunno.
Le Eolie si
confermano così non solo meta turistica, ma esperienza totale: un viaggio che
coinvolge i sensi, genera memoria e rafforza il legame tra visitatore e
territorio. Un patrimonio da vivere e da condividere, capace di trasformarsi,
come sottolineato dalla Cucinotta, in “un regalo che ognuno può fare alla
propria vita”.
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La Regina arrivò nelle Eolie, proveniente da Gaeta, a bordo del “Marco Polo” sbarcando intorno alle 8,30 del mattino.
Come narra un breve articolo della “Stampa” di Torino: “Fu accolta da spontanea ed esultante dimostrazione con bandiere e musiche. Visitò anche la cattedrale, ove pregò e ricevette la benedizione. Ossequiata dalle Autorità, la Regina si è quindi imbarcata sul Marco Polo che salpò per Malta alle ore 11.00. La Regina espresse la sua commozione per l’accoglienza ricevuta e si disse entusiasta della bellezza dell’isola. La popolazione rimase entusiasta dalla visita inaspettata e gradita”.
Il Prof. Iacolino, nel corso di una conversazione, mi ha raccontato dei dettagli sulla visita della Regina Madre. Gli venne raccontato che all’uscita dalla Cattedrale la Sovrana fu avvicinata da uno o più coatti, che erano riuscito a superare il cordone di sicurezza, per consegnarle una supplica.
La sovrana, memore della morte del marito, Umberto I, per mano dell’anarchico Bresci, fu scossa dall’episodio ed ebbe un mancamento. Fu condotta, con la portantina vescovile, nell’abitazione del sindaco del tempo, Ferdinando Paino, sita in via Umberto I, ed assistita dai medici riprese conoscenza, per poi ripartire intorno alle 11.00.
La Regina Madre ha goduto di una vasta popolarità, a Napoli, nel 1889, la sovrana assaggiò un cosciotto di pollo portandolo alla bocca dopo averlo afferrato direttamente con le mani e ne nacque il detto: «Anche la regina Margherita mangia il pollo con le dita», sempre nella città partenopea, le fu dedicata la “Pizza Margherita”, a Siena gli è stato dedicato un panforte, a Stresa i dolci tipici le “Margheritine”. Parchi, giardini, Scuole, navi, Ospedali, Montagne, laghi, cittadine, portano il suo nome. Giosuè Carducci, infine, dedicò alla regina Margherita una delle sue Odi barbare (Alla Regina d'Italia).
Nel 2011 in occasione del 150° dell'Unità d'Italia e del 160° della nascita della Regina e stata realizzata la prima mostra monografica su Margherita di Savoia presso Palazzo Reale di Napoli e Villa Reale di Monza a cura di Elena Fontanella sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana.
L’episodio della visita della Regina Margherita è narrato nel romanzo di Francesca Maccani “Agata del Vento”.
Nella seconda gara stagionale del Regionale Sicilia Fmi, disputata sul tracciato di Noto, Lorenzo, che correva nella categoria 65 Cadetti, ha ottenuto due terzi posti.
La dottoressa Caterina Cacace, nativa di Lipari, è il nuovo direttore del Dipartimento Materno infantile dell'Asp Messina. L'incarico è stato ufficializzato con delibera del direttore generale Cuccì dello scorso 24 marzo
La dottoressa Cacace è anche Direttore della Struttura complessa di Pediatria dell'ospedale di Patti.
A Caterina, prezioso punto di riferimento per tante famiglie, comprese quelle eoliane, le nostre felicitazioni.
Ginostra, Stromboli: – Per anni, nel minuscolo borgo di Ginostra, nelle Eolie, il nome di Schanti, alias Mark Ravikiran Koppikar, evocava soltanto un’estate lenta, fatta di meditazioni all’alba, camminate leggere e una convivenza pacifica con gli isolani. Oggi, invece, quel nome è tornato al centro dell’attenzione nazionale per un episodio che nulla ha a che vedere con le sue stagioni eoliane: il ritrovamento di due bambini in un casolare isolato nei boschi di Gibilmanna, vicino a Cefalù, e lo scioglimento della piccola comunità che vi risiedeva. Due scenari opposti, due contesti lontani, un unico protagonista. Un santone “di passaggio” che Ginostra aveva accolto senza timori. Chi ha vissuto quegli anni a Ginostra ricorda bene la figura di Schanti, l’uomo che, per alcuni anni, appariva nelle estati ginostresi con il suo gruppo: un uomo dai modi pacati, barba lunga, abiti stravaganti, e un accento straniero. Arrivava quasi sempre d’estate, accompagnato da un piccolo gruppo di amici o seguaci, persone tranquille, rispettose, mai invadenti. La sua presenza non generò mai allarme né fastidio. Anzi, nel microcosmo ginostrese – abituato a ospiti eccentrici, artisti, viaggiatori solitari – Schanti si inserì con naturalezza. Le sue giornate di vacanza scorrevano tra meditazioni informali davanti al mare immobile, letture condivise all’ombra dei fichi, passeggiate verso i sentieri alti, cene semplici, spesso preparate con prodotti locali e saluti cordiali al molo, due parole con i pescatori, un sorriso ai bambini del posto. Per quello che si poteva vedere nessuna comunità chiusa, nessun minore coinvolto, nessuna attività che potesse destare sospetti. Ginostra lo considerava un “forestiero particolare”, a capo di un gruppo stravagante, ma nulla più.
Il casolare di Gibilmanna: un’altra storia, un altro tempo. Il quadro emerso, stando alle cronache, dalle recenti indagini a Gibilmanna è completamente diverso. Nel casolare isolato tra i boschi, le autorità hanno trovato: due bambini che vivevano in condizioni precarie, assenza di scolarizzazione e cure regolari, una piccola comunità di adulti che seguiva il santone e un contesto di isolamento prolungato dal resto della società. La Procura dei minori è intervenuta, i bambini sono stati affidati ai servizi sociali e la comunità è stata sciolta. Le indagini proseguono per chiarire ruoli, responsabilità e dinamiche interne al gruppo. È in questo contesto che il nome di Schanti è riemerso, collegando la cronaca attuale a un passato che, per Ginostra, aveva tutt’altro sapore.
Due capitoli che non si somigliano. Il contrasto tra le due realtà è evidente. A Ginostra, Schanti era un visitatore stagionale e rispettoso, senza comportamenti problematici. La sua spiritualità era leggera, quasi contemplativa, più vicina a un ritiro personale che a una guida organizzata.
A Gibilmanna, invece, si parla di una comunità stabile, di adulti che lo consideravano un riferimento, di minori coinvolti in un contesto di isolamento. Due mondi che non si toccano, se non per la figura del santone.
A Ginostra gli isolani ricordano: un uomo gentile, un gruppo tranquillo, nessun comportamento invasivo, nessuna richiesta strana, nessuna tensione con la comunità. Per molti, la notizia del suo coinvolgimento nel caso di Gibilmanna è stata uno shock. “Qui non ha mai fatto male a nessuno”, ripetono in diversi. E questo resta un dato di fatto. Il presente nelle mani della magistratura, il passato nelle memorie dell’isola. Mentre la vicenda giudiziaria segue il suo corso, Ginostra conserva un ricordo distinto, quasi impermeabile alla cronaca attuale. Le estati di Schanti sull’isola appartengono a un tempo diverso, fatto di luce e mare. Il caso di Gibilmanna, invece, apre interrogativi più ampi: sul ruolo delle comunità spirituali, sulla tutela dei minori, sulla fragilità di chi cerca alternative radicali alla società. Due storie lontane, unite solo da un nome e un’isola che, ancora una volta, dimostra di saper accogliere senza giudicare, ma anche di distinguere tra ciò che ha visto e ciò che oggi la cronaca racconta.
Gianluca Giuffrè
Buon compleanno a Dario Salvatore Forestiere, Anna Martinucci, Andrea Licari, Giovanni Paino, Felicia Zaia, Isabella Foti, Vincenzo Basile, Luca Lo Presti, Maria Rosa Merlo
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