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lunedì 13 aprile 2026

Guardia costiera apre le porte ai bambini per “Giornata del Mare”. "Momento fondamentale per consolidare legame tra istituzioni e territorio


COMUNICATO - In occasione della Giornata del Mare, l’Ufficio Circondariale Marittimo di Lipari ha promosso una serie di iniziative volte a sensibilizzare la collettività sull’importanza del mare e la tutela dell’ecosistema marino. La Giornata del Mare, prevista dall’art. 52 del Codice della Nautica da Diporto, mira a sviluppare la cultura del mare inteso come risorsa di grande valore culturale, scientifico, ricreativo ed economico.

Le celebrazioni sono iniziate nella mattinata di venerdì 10 aprile, quando il comprensorio della Guardia Costiera – in località Pignataro – ha accolto i giovani studenti degli Istituti Comprensivi “Santa Lucia” e “Isole Eolie”. Grazie alla preziosa collaborazione della sezione locale della Lega Navale e dell’Associazione Radioamatori Eoliani (Protezione Civile Regionale), gli studenti delle classi elementari hanno partecipato a laboratori didattici e attività interattive, scoprendo da vicino i segreti del mondo sommerso e le regole per la sicurezza in mare.

All’evento ha preso parte anche il Sindaco del Comune di Lipari. Il programma è proseguito nella giornata di sabato 11 aprile, dedicata all’intera comunità. L’Ufficio Circondariale Marittimo ha aperto i propri ormeggi ai cittadini, offrendo l’eccezionale opportunità di salire a bordo delle motovedette adibite al soccorso d’altura. I visitatori hanno potuto approfondire la conoscenza delle tecnologie e dei mezzi impiegati quotidianamente dai militari per la salvaguardia della vita umana in mare e la protezione dell’ecosistema marino.

La “Giornata del Mare” rappresenta per la Guardia Costiera un momento fondamentale per consolidare il legame tra le istituzioni e il territorio, promuovendo i valori della sostenibilità e della legalità. La partecipazione della cittadinanza testimonia la crescente sensibilità verso la risorsa mare, pilastro identitario ed economico dell’arcipelago eoliano.

Giornata del Mare a Lipari: educazione, sicurezza e tutela dell’ecosistema marino 1

Vulcano: S.O.S. Sabbie nere

 

Comitato “Amici delle Sabbie Nere”,
Nell’isola di Vulcano, in uno dei luoghi più incantevoli dell’arcipelago delle Isole Eolie, si consuma da troppi anni un fenomeno silenzioso ma devastante: l’erosione costiera sta progressivamente cancellando l’arenile della splendida Baia delle Sabbie Nere. Quella che fino all’anno scorso era un’unica distesa di finissima sabbia vulcanica, meta ambita da turisti di tutto il mondo, che vanta tra i suoi primi visitatori fin dal 1961 la Regina Elisabetta, oggi appare profondamente sfigurata.
Il mare è avanzato lungo la zona centrale della baia ed ha separato la spiaggia in due tronconi isolati oramai da un tratto di mare di circa venti metri, l’acqua marina si appoggia ai muri di cinta di un albergo oggi in disuso (Eolian Hotel) e di giardini di abitazioni private (Residence “I Pagghiari”) come fossero banchine di un porto, compromettendo irrimediabilmente la completa fruizione della spiaggia.

Nella porzione di spiaggia verso ponente è crollato parte del muro di contenimento del moletto adiacente la struttura Alberghiera “Mari del Sud”, a tutt’oggi le parti crollate sono irrimediabilmente abbandonate nella battigia e vengono nel mese di luglio coperte con un po’ di sabbia, pur essendo un tratto frequentato da una moltitudine di turisti che giornalmente vengono esposti a rischio infortunio, oltre al fatto che vi sono disagi in termini di accessibilità alla spiaggia soprattutto per portatori di disabilità, anziani e bambini.

L’Arcipelago delle Eolie è stato riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità fin dal 2000, tale status, oltre a costituire un ambitissimo riconoscimento internazionale e un significativo richiamo turistico per l’intero arcipelago Eoliano comporta in capo all’Amministrazione Comunale in primis, oltre che al Demanio, dei precisi obblighi di preservazione dei luoghi; infatti, in base alla Convenzione UNESCO del 1972, ratificata dall’Italia, i siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale devono essere conservati, protetti e trasmessi integri per le generazioni future.

Le amministrazioni che si sono susseguite negli ultimi mandati non sembrano sempre avere compreso appieno l’importanza di tutelare la spiaggia, infatti, uno dei pochissimi interventi di mantenimento della spiaggia è stato effettuato alle Sabbie Nere nel 2024 con la collocazione di pochi metri cubi di sabbia vulcanica proprio nel punto in cui si sta manifestando il fenomeno erosivo.


Solo qualche giorno fa il Comune di Lipari risulta avere stanziato 10.000,00 euro per la “pettinatura” e livellamento della spiaggia, tale intervento purtroppo nell’area invasa dal mare non sarà eseguibile per cui forse sarebbe preferibile procedere a interventi più incisivi prima di intervenire sulla “pettinatura”. Per meglio far comprendere ai lettori la gravità della situazione va detto che l’erosione del tratto di spiaggia in forma così invasiva ed estesa si è verificato nell’arco di pochi mesi durante l’ultima stagione invernale pertanto, già dopo il termine della prossima estate sussiste il rischio che l’area allagata si estenda ulteriormente. Pertanto se non si dovesse intervenire immediatamente con un ripascimento, è reale il rischio che senza tale intervento lo stato di arretramento della spiaggia possa estendersi progressivamente e in maniera permanente e non più recuperabile con danni anche alle abitazioni e alle strutture ricettive.

Anche il pontile di emergenza presente nella baia risulta gravemente danneggiato, interdetto per motivi di sicurezza, risultando così inutilizzabile proprio per le finalità per cui era stato realizzato. Il Comitato “Amici delle Sabbie Nere”, promotore del presente intervento e fondato dall’ing. Sergio D’Andrea, è composto da frequentatori abituali dell’isola di Vulcano.

Con la presente lettera aperta, il Comitato si rivolge al Sindaco del Comune di Lipari, dott. Riccardo Gullo, al Consiglio Comunale e all’Agenzia del Demanio per conoscere quali azioni siano state adottate o si intendano adottare al fine di contrastare il grave stato di erosione della baia e delle sue infrastrutture, potendo utilizzando le risorse disponibili, quali i proventi della tassa di sbarco, i fondi destinati al dissesto idrogeologico, PNRR e altri eventuali finanziamenti.

Il Comitato “Amici delle Sabbie Nere” è dell’avviso che non sia più possibile differire l’intervento di ripascimento della spiaggia che si configura come urgente e improcrastinabile, ed è determinato a ottenere risposte chiare in tempistiche ragionevoli circa l’effettivo intendimento di volere porre in essere ogni azione e risorsa necessarie per mettere fine al degrado in cui attualmente versa la spiaggia. Pertanto, il “Comitato amici delle Sabbie Nere” si dichiara fin d’ora disponibile a collaborare con le Istituzioni per offrire il proprio contributo al risanamento della spiaggia.


Il Comitato “Amici delle Sabbie Nere – Vulcano”

Tumori, individuato il "motore" che scatena l'aggressività delle cellule


Convocato per il 16 aprile il consiglio comunale di Lipari


 

Tanti auguri di...

Buon compleanno a Annalise Donato, Gaetano Sardella, Giovanni Marzo, Vincenzo La Cava

Come eravamo, luoghi, cose e personaggi delle Eolie di un tempo (61° puntata: Anni 70 :Via Crucis vivente a Canneto)

Novecento, rubrica a cura di Giuseppe La Greca: 16 aprile 1978 Terremoto tra Lipari e Patti

Nella notte tra sabato 16 e domenica 17 aprile 1978 ben 50 scosse terrorizzano due terzi della Sicilia. L'epicentro è nel basso Tirreno a non molta distanza dall'arcipelago delle Eolie.

Nei comuni della fascia tirrenica della Sicilia, cioè lungo la costa settentrionale, si segnalano centinaia di senzatetto e migliaia di abitazioni lesionate più o meno gravemente.

I danni maggiori li subisce Patti, dove rimangono ferite nove persone ed il cinquanta per cento degli edifici crollarono o presentavano profonde crepe. La sede del Municipio era inagibile.

Cinque le vittime indirette del terrore. Due, un donna ed un uomo a Palermo, la donna colpita da infarto, l’uomo investito da un’automobile in corsa mentre cercava di raggiungere una piazza. Due morti (un uomo ed una donna) anche a Messina, deceduti in ospedale dove erano stati ricoverati perche colti da collasso.

A Lipari si registra la morte di Gaetano Merrina (77 anni), morto per infarto, dopo il ricovero in ospedale. Complessivamente si registrarono una quarantina tra feriti o contusi nel trambusto seguito alle scosse telluriche.

La prima scossa era durata dieci secondi, ed era stata del quinto grado della «Mercalli»; i sismografi dell'Istituto di geofisica all'Università di Messina l’avevano registrata alle 00,29 tra sabato e domenica. La più forte era seguita di poco, alle 00,33; ed aveva avuto una magnitudo 5,1 pari a un'intensità tra il settimo e l'ottavo grado della «scala Mercalli».

Nella mattinata successiva l'attività sismica era proseguita alle 7,20 con una scossa del sesto grado.

Lungo la costa settentrionale della Sicilia ed anche a Lipari, a volte ondulatorie, altre volte sussultorie, le scosse diffusero il panico e indussero centinaia di migliaia di cittadini a fuggire dalle loro abitazioni per cercare scampo negli slarghi o in campagna, dovunque purché lontano dai palazzi che si temeva potessero crollare.

I centri più danneggiati, oltre a Patti, furono Piraino, Castell'Umberto, Naso, Sinagra, Librizzi, Castroreale.



Il prof. Antonino Girlanda, che dirigeva l'istituto di geofisica dell'Università a Messina nei giorni del sisma ribadiva che il terremoto non presentava caratteristiche atipiche, ma era avvenuto in una zona di mare dove, anche nel recente passato vi erano state frequenti manifestazioni telluriche di natura tettonica.

Lipari, oltre il luttuoso caso di Merrina, non registrò che danni ai fabbricati, tuttavia, le sistemazioni “provvisorie” di alcune decine di famiglie si trascinarono per anni con l’occupazione del Convento dei Cappuccini (occupata per tutti gli anni ottonta) e dello Stabilimento termale di San Calogero(I locali saranno liberati nel 1983 con l'inizio dei lavori di ristrutturazione); nel contempo il consiglio comunale, sollecitato dal gruppo del P.C.I. prese in considerazione la realizzazione di Case Popolari e le edificazioni per case in edilizia economica e popolare.

Gli eoliani, ancora una volta, come nei secoli passati, ringraziarono il loro Santo Patrono di averli protetti.

Eolienews ricorda...Elena Natoli ved. Perna

 


La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento.

Oggi, 13 aprile: San Martino I

La vita di questo martire del dovere, che con ammirabile eroismo bevette fino all'ultima stilla il calice delle amarezze per la difesa della Chiesa, dovette certamente apparir grande ai suoi contemporanei!
Martino nacque a Todi nell'Umbria e studiò a Roma, ove si rese celebre per il suo sapere non meno che per le sue rare doti e virtù. Era appena stato consacrato sacerdote quando Papa Teodoro lo mandò come nunzio a Costantinopoli per tentare il richiamo dei Monoteliti all'unità della fede. Ma morto pochi anni dopo il Papa (649), Martino fu richiamato a Roma a succedergli.

Egli sali sulla Cattedra Apostolica col dolore di aver lasciato l'Oriente in preda alle eresie ed alle più gravi ribellioni. Onde, per prima cosa convocò il Concilio Lateranense, dove espose al venerando consesso la triste situazione e condannò gli eresiarchi principali: il patriarca Sergio, Paolo e Pirro; inoltre mandò un suo nunzio a Costantinopoli.

I Monoteliti anzichè sottomettersi s'accesero maggiormente di rabbia e tosto inviarono a Roma l'eresiarca Olimpio, coll'incarico di uccidere il Pontefice, o almeno di impadronirsi della sua persona.

Non avendo potuto ottenere il loro scopo, ricorsero a mezzi ancor più diabolici, calunniando il santo Pontefice presso l'imperatore, il quale, già infetto di eresia, fu spinto ad assecondare i loro empi disegni. Costante spedì tosto un secondo nucleo di satelliti che con la violenza e con l'inganno riuscirono a legarlo, e nella stessa notte 8 giugno 654, a imbarcarlo per Costantinopoli.

Colà giunto, dopo lungo e dolorissimo viaggio, fra privazioni e crudeli trattamenti, il santo Pontefice provò con irrefragabili ragioni la sua innocenza : ma invano. Costante tentò di costringerlo a sottoscrivere gli editti già condannati, ma il Papa disprezzando la minaccia, l'esilio e la morte stessa, rispose : « Non possumus ». Allora fu dai magistrati vilmente spogliato delle insegne pontificie, incatenato ed esposto all'infamia per le vie della città, mentre i fedeli gemevano. Fu poi messo in prigione per alcuni mesi, finché il 10 marzo del 655 venne deportato definitivamente in Crimea, per attendervi l'esecuzione della sentenza.

Di là il santo Pontefice scriveva : « Vivo fra le angosce dell'esilio, spogliato di tutto, lontano dalla mia sede; sostento il fragile mio corpo con duro pane, ma ciò non mi importa. Prego continuamente Iddio che, per intercessione dei Ss. Pietro e Paolo, tutti rimangano nella vera fede. Confido nella divina misericordia che chiuderà presto la mia mortale carriera... ». Il Signore esaudì la preghiera del santo pontefice, che morì martire del dovere per la difesa della giustizia e della verità, il 16 settembre del 665, dopo 6 anni di dolorosissimo pontificato.

Il suo corpo venne sepolto provvisoriamente in una cappella della B. Vergine, e poco dopo trasferito a Roma.

PRATICA. Ricordiamo che le sofferenze di questa vita, sopportate con pazienza, ci aumentano i meriti.

PREGHIERA. Dio, che ci allieti ogni anno con la solennità del tuo beato Martino Papa e martire, concedi, propizio, che mentre ne celebriamo la festa ci rallegriamo della sua protezione.

MARTIROLOGIO ROMANO. San Martino I, papa e martire, che condannò nel Sinodo Lateranense l’eresia monotelita; quando poi l’esarca Calliopa per ordine dell’imperatore Costante II assalì la Basilica Lateranense, fu strappato dalla sua sede e condotto a Costantinopoli, dove giacque prigioniero sotto strettissima sorveglianza; fu infine relegato nel Chersoneso, dove, dopo circa due anni, giunse alla fine delle sue tribolazioni e alla corona eterna.

Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie


 

 Si comunica alla gentile clientela, che all’ottica Sottile, si effettueranno visite Optometriche GRATUITE su PRENOTAZIONE.

domenica 12 aprile 2026

Istituzione divieti e regolamentazione viabilità nel centro urbano di Lipari dalle 18 per il cedimento sulla via Garibaldi



 

ATS PROGETTO FUTURO: I numeri vincenti del sorteggio effettuato oggi al Monteleone - Scoglio

 COMUNICATO STAMPA “ATS PROGETTO CALCIO FUTURO”

Si informa che in data odierna, in occasione della partita di calcio tra Lipari e Ludica, categoria Esordienti, si è svolto il sorteggio della lotteria per la raccolta fondi destinati al pagamento della SCIA antincendio delle tribune del campo sportivo. Di seguito i numeri vincenti:

1 premio (tv) nr. 00379 M. M. 

2 premio (lavatrice) nr. 0270 G.A. 

Un ringraziamento a tutti coloro che ci hanno sostenuto. 

Tesoriero Andrea 

Presidente 

ATS PROGETTO CALCIO FUTURO

Cedimento sulla via Garibaldi: Strada chiusa, si circola a senso unico alternato sulla XXIV maggio


Per un cedimento della sede stradale (domani se ne verificheranno i motivi) è stata chiusa la via Garibaldi. 
Le auto in entrata e in uscita da piazza Mazzini circoleranno a senso unico alternato, regolato dai semafori. L'uscita dal Corso V.E. avverrà attraverso la seconda parte del Corso, quella che inizia all'altezza della Chiesa del pozzo. (Per le foto grazie a Bartolo Giunta)

L'accoltellamento dopo una lite. Fermato un catanese. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 12 aprile 2026


 

Vulcano, riaperta la pozza dei fanghi. Chance per turismo ed economia. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 12 aprile 2026


 

Incendio in un immobile a Filicudi. A causarlo sarebbe stato un corto circuito

Fiamme l'altra notte a Filicudi, dove un incendio ha provocato ingenti danni in un locale adibito anche a parcheggio. 

Il rogo si è sviluppato in una struttura di proprietà della famiglia Anastasi. L’immobile si trova in località Rocca di Ciauli, nelle vicinanze dell’albergo di famiglia “La Canna”. 

A lanciare l’allarme è stato il proprietario della struttura, trovatosi di fronte alle fiamme, intorno alle tre e trenta del mattino, quando stava per recarsi al porto da dove doveva uscire con una imbarcazione per ritirare le reti, gettate il giorno prima. 

Immediatamente sono intervenuti i carabinieri che, con il supporto di alcuni residenti e dello stesso titolare della struttura, hanno affrontate le fiamme (sull’isola non c’è un presidio dei vigili del fuoco) che, oltre a carbonizzare due automobili,  si sono allargate alla struttura, con gravi danni, e un’ampia. 

Sulle cause che hanno scatenato l’incendio sembrano esserci pochi dubbi: si sarebbero scatenate a causa di un corto circuito. 

 

La Parola. Commento al Vangelo di domenica 12 aprile

Calcio, Terza categoria: Malfa ai playoff. Stromboli sconfitto dalla capolista (foto e video)


Con la vittoria odierna per 1 a 0, contro ilo Roccavaldina (rete di Giosuè La Mancusa a 30 secondi dalla fine)  il Malfa è ai playoff per la promozione in Seconda categoria. Il gol e i minuti finali, nel commento dell'amico "scatenato" Santino Ruggera sono visibili a questo link  (https://www.facebook.com/reel/2124036975052102)


Ennesima sconfitta casalinga per lo Stromboli superato per 4 a 0 dalla capolista Castanea (vedi  breve video)



Tanti auguri a...

Buon compleanno a Annalisa e Cristina Greco, Chiara Dottorini, Alex Pittari, Barbara Li Donni, Concetta Aiardo, Nicolò Sciacchitano , Ulisse Biviano, Maria Catanese, Gianmarco Lopes, Bartolo Losinno 





Comitato Eolie 2030: "Porto delle genti, un'opera pubblica prima contesa e poi abbandonata. Chi ha fallito?"

 
Riceviamo dal Comitato Eolie 2030 e pubblichiamo: 

La vicenda della spiaggia di Porto delle Genti richiede una lettura completa e priva di semplificazioni.

Parliamo di un intervento dal valore di diversi milioni di euro, un percorso avviato dalla precedente amministrazione e non concluso entro la fine del mandato. L’opera è stata successivamente ripresa e completata dall’attuale Amministrazione, che ne ha rivendicato il risultato in termini di capacità operativa e gestionale.
Nel dibattito pubblico, anche attraverso i canali riconducibili al movimento “Rinascita Eoliana”, il progetto è stato più volte presentato come esempio di efficacia amministrativa. Numerose le foto pubblicate e condivise che presentavano una spiaggia finalmente tornata ai vecchi splendori e superfici d’un tempo.
Gli eventi successivi impongono però una riflessione diversa.
A seguito di una seconda mareggiata di significativa intensità, la spiaggia è tornata a scomparire, compromettendo di fatto l’intervento realizzato e riportando il contesto a una condizione di criticità.
In questo quadro, è necessario riportare l’attenzione su alcuni elementi oggettivi:
- ogni opera pubblica nasce da una progettazione tecnica;
- ogni progetto è sottoposto a verifiche e validazioni;
- ogni fase esecutiva richiede controllo e responsabilità precise.
Committente, progettista, esecutore, controllore, realizzatore. Chi ha fallito?
Quando il risultato non regge alle condizioni ambientali “ampiamente prevedibili”, è doveroso attivare un processo di verifica puntuale: progettuale, esecutivo e amministrativo. Lo si deve quale forma di rispetto alla popolazione, perché la questione riguarda l’utilizzo di risorse pubbliche e, quindi, l’interesse diretto della comunità, oltre al rispetto di chi per queste opere si è speso nel corso della propria vita.
Porto delle Genti, inoltre, non è un luogo qualsiasi. Nella tradizione locale è associato all’approdo delle reliquie di San Bartolomeo, oggi patrono dell’isola, elemento che ne rafforza il valore simbolico e identitario oltre a quello urbano e turistico. È l’unica spiaggia prossima al centro storico, inserita in un contesto che, pur mantenendo la classificazione di area portuale e quindi non ancora balneabile, conserva una funzione centrale nell’immaginario collettivo e grandi potenzialità di fruizione.
Per queste ragioni:
1) è necessario chiarire in modo trasparente le responsabilità tecniche e amministrative;
2) è opportuno valutare le eventuali conseguenze derivanti da errori o carenze nelle fasi di progettazione, verifica ed esecuzione;
3) è indispensabile riconsiderare l’intervento con criteri adeguati alle dinamiche marine del sito;
4) è prioritario restituire alla comunità uno spazio che ha valore storico, simbolico e potenziale rilevanza turistica.
Una gestione corretta delle opere pubbliche si misura sulla capacità di affrontare e chiarire anche gli esiti problematici, non soltanto quelli favorevoli.

"Ospitiamo il mondo": A maggio Brand Eolie porta la grande stampa alle Eolie


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COMUNICATO STAMPA 

“Ospitiamo il Mondo. Identità, memoria e sapori: le Eolie svelano il proprio patrimonio universale” dal 15 al 17 maggio tra Lipari, Salina e Vulcano

Le Isole Eolie si preparano ad accogliere il mondo con un evento senza precedenti: “Ospitiamo il Mondo. Identità, memoria e sapori: le Eolie svelano il proprio patrimonio universale”, in programma dal 15 al 17 maggio tra Lipari, Salina e Vulcano.

Per la prima volta, l’arcipelago eoliano sarà protagonista di un’iniziativa strutturata e ambiziosa che vedrà la partecipazione di 18 giornalisti internazionali provenienti dalle più prestigiose testate giornalistiche mondiali più altri 15 italiani insieme a inviati di note trasmissioni televisive. L’obiettivo è chiaro: raccontare, valorizzare e proiettare su scala globale il patrimonio unico delle Eolie, riconosciuto dall’UNESCO per il suo straordinario valore naturalistico e culturale.

L’evento rappresenta il naturale sviluppo di un percorso già avviato con successo nei mesi scorsi: prima a Milano, presso il Circolo della Stampa, e successivamente a Roma, nella sede dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, dove l’iniziativa “Eolie patrimonio UNESCO: le Eolie si svelano ai giornalisti stranieri” ha suscitato un significativo interesse mediatico e posto le basi per questo importante progetto.

“Ospitiamo il Mondo” non è soltanto un evento, ma un vero e proprio progetto di sistema che coinvolge e unisce le eccellenze del territorio. Con un valore complessivo di 60 mila euro, l’iniziativa è resa possibile grazie alla sinergia tra ristoratori, albergatori, aziende vitivinicole e agricole, vettori marittimi e imprese del terziario, tutti impegnati a investire nella promozione di un territorio unico.

Attraverso un programma esperienziale che intreccia identità, memoria e sapori, i giornalisti saranno accompagnati alla scoperta delle tradizioni, della cultura enogastronomica e dei paesaggi straordinari dell’arcipelago, vivendo in prima persona l’autenticità delle Eolie.


L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia che punta con decisione al turismo esperienziale e alla destagionalizzazione, con l’obiettivo di trasformare l’attenzione mediatica in flussi turistici concreti e sostenibili durante gran parte dell'anno.

Grazie al coordinamento di Brand Eolie, l’arcipelago compie oggi un passo decisivo, investendo in comunicazione come mai fatto prima e innescando un processo virtuoso per la crescita della principale fonte economica del territorio: il turismo.

Situate in una posizione geografica privilegiata, al centro del Tirreno e del Mediterraneo, le Isole Eolie si candidano così a diventare sempre più una destinazione internazionale di riferimento, capace di coniugare bellezza, autenticità e innovazione.

Come eravamo, luoghi, cose e personaggi delle Eolie di un tempo (60° puntata: Anni 70 :Via Crucis vivente a Canneto)


 

Eolie news ricorda... Natalina Giunta

   


La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento.

Lipari, gli studenti festeggiano la Giornata nazionale del mare. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud di ieri, 11 aprile 2026


 

Oggi: Domenica della Divina Misericordia



La Festa della Divina Misericordia è la più importante forma di devozione alla Divina Misericordia tra tutte quelle rivelate da Gesù a Santa Faustina.

Gesù parlò per la prima volta di questa solennità a Plock nel 1931 proprio a Santa Faustina, quando le trasmise la sua volontà riguardo all'immagine: « La sera, stando nella mia cella, vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l'altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l'uno e l'altro pallido. Muta tenevo gli occhi fissi sul Signore; l'anima mia era presa da timore, ma anche da gioia grande. Dopo un istante, Gesù mi disse: Dipingi un'immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù, confido in Te. Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero. Prometto che l’anima, che venererà quest'immagine, non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in particolare nell’ora della morte, la vittoria sui nemici...»(Diario, p. 75).
La richiesta del dipinto che Gesù fece a Faustina fu cosa irrealizzabile date le sue scarse abilità artistiche ma provò ugualmente a dipingere il quadro senza riuscirci e ciò le provocò una sofferenza enorme. Ma il Signore non demorde e incoraggia ulteriormente la Santa nel portare a termine la sua opera: « Ad un tratto vidi il Signore che mi disse: Sappi che, se trascuri di dipingere quell'immagine e tutta l'opera della Misericordia, nel giorno del giudizio risponderai di un gran numero di anime »

Successivamente Faustina si trasferì a Vilnius dove incontrò il suo confessore e direttore spirituale, don Sopocko che incaricò l'artista pittore Eugeniusz Kazimirowski di dipingere questa immagine sacra mantenendo il segreto. Con i dettagli e le correzioni necessarie di Faustina Eugeniusz cercava di ottenere un'immagine fedele di Gesù Misericordioso esattamente come quella della visione, ma il risultato non era soddisfacente come fu chiaramente riportato sul diario della Santa: « Andai subito in cappella e mi sfogai piangendo a dirotto. Dissi al Signore: Chi può dipingerTi bello come sei? - All'improvviso udii queste parole: Non nella bellezza dei colori nè del pennello sta la grandezza di questa immagine, ma nella Mia grazia » L'immagine fu esposta nella finestra della cappella di Porta dell'Aurora a Vilnius, nei giorni 26-28 aprile 1935 e per la prima volta fu venerata pubblicamente durante le solennità di chiusura del Giubileo di 1900-ennio della Redenzione del Mondo.

Gesù Misericordioso


I due raggi rappresentano il Sangue e l'Acqua. Il raggio pallido rappresenta l'Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime. Entrambi i raggi uscirono dall'intimo della Mia Misericordia, quando sulla croce il Mio Cuore, già in agonia, venne squarciato con la lancia (...). Beato colui che vivrà alla loro ombra, poiché non lo colpirà la giusta mano di Dio

Ma l'immagine attuale fu realizzata successivamente da Adolf Hyla che si propose spontaneamente di dipingere una nuova opera e donarla alla Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia. Giunto a Cracovia Lagiewniki seguendo le indicazioni delle suore nel 1944 realizzò il dipinto e fu collocato nella cappella della Congregazione a Cracovia, dove è venerata fino ad oggi.

Oltre alla commissione dell'opera Gesù ordinò a Faustina come venerare la sua immagine impressa nel dipinto: « Io desidero che vi sia una festa della Misericordia: voglio che l'immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia »

Fu scelta proprio la domenica dopo Pasqua per il forte legame tra il mistero pasquale della Redenzione e il mistero della Divina Misericordia ed è il concetto principale della Novena alla Divina Misericordia che precede la festa e inizia il Venerdì Santo e durante la quale si recita la Coroncina. La festa non è soltanto un giorno di particolare adorazione di Dio nel mistero della misericordia, ma è un tempo di grazia per tutti gli uomini: «Desidero che la Festa della Misericordia sia un rifugio per tutte le anime e specialmente per i poveri peccatori. In quel giorno sono aperte le viscere della mia Misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicineranno alla sorgente della mia Misericordia. L'anima che si accosta alla confessione ed alla Santa Comunione, riceve il perdono totale delle colpe e delle pene. In quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto (Diario 699). Figlia mia, dì che la Festa della mia Misericordia è uscita dalle mie viscere a conforto del mondo intero » (Diario, p. 440).

Dal diario di Faustina si evince concretamente perché Gesù ha voluto fortemente l'istituzione della festa: « Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione. Concedo loro l'ultima tavola di salvezza, cioè la festa della Mia Misericordia. Se non adoreranno la Mia Misericordia, periranno per sempre » (Diario, p. 561)

L'importanza di questa festa si misura con le straordinarie promesse che Gesù ha legato ad essa: « In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene » (Diario, p. 235)

Per ottenere questi grandi doni bisogna adempiere alle condizioni del Culto alla Divina Misericordia (fiducia nella bontà di Dio e carità attiva verso il prossimo), essere in stato di grazia (dopo la confessione) e ricevere degnamente la santa Comunione: « Nessun'anima troverà giustificazione finché non si rivolgerà con fiducia alla Mia Misericordia e perciò la prima domenica dopo Pasqua deve essere la festa della Misericordia ed i sacerdoti in quel giorno debbono parlare alle anime della Mia grande ed insondabile Misericordia »(Diario, p.378).

PREGHIERA. Dio, Padre Misericordioso, che hai rivelato il Tuo amore nel Figlio Tuo Gesù Cristo, e l'hai riversato su di noi nello Spirito Santo Consolatore, Ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo. Chinati su di noi peccatori, risana la nostra debolezza, sconfiggi ogni male, fa' che tutti gli abitanti della terra sperimentino la Tua Misericordia, affinché in Te, Dio Uno e Trino, trovino sempre la fonte della speranza. Eterno Padre, per la dolorosa Passione e la Resurrezione del Tuo Figlio, abbi misericordia di noi e del mondo intero. Amen.

Buongiorno e buona domenica con quest'alba liparese