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sabato 2 maggio 2026

“Pace del Mela: abusi sessuali su un minore. 47enne arrestato dai Carabinieri”

Legione Carabinieri “Sicilia”

Comando Provinciale di Messina

 

Comunicato stampa del 2 maggio 2026

 

Compagnia Carabinieri di Milazzo

  

I Carabinieri della Compagnia di Milazzo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un 47enne, già noto alle Forze dell’ordine, ritenuto gravemente indiziato del reato di “violenza sessuale su minori”.

Il provvedimento cautelare è scaturito da una denuncia presentata nei giorni scorsi dalla madre della vittima, a seguito della quale sono state tempestivamente avviate indagini condotte dai militari della Compagnia di Milazzo e coordinate dalla Procura barcellonese, diretta dal Dott. Giuseppe VERZERA.

 Le investigazioni hanno infatti consentito di raccogliere in breve tempo gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo in relazione a un episodio che si era verificato solo il giorno precedente della denuncia: in particolare, l’indagato - approfittando che il minore si trovava presso la casa al mare di uno zio - l’aveva attirato in spiaggia con pretesto mentre stava giocando con altri coetanei, per poi abusare sessualmente di lui.

In tale quadro, alla luce della gravità dei fatti contestati e delle modalità con cui erano state assunte le condotte, nonché del pericolo d’inquinamento probatorio e del concreto rischio di reiterazione del reato, il G.I.P. ha quindi ritenuto necessario adottare una misura cautelare personale nei confronti dell’uomo, ora ristretto presso il carcere di Barcellona Pozzo di Gotto. 

Quanto sopra, ai fini del corretto esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito, nonché tenuto conto dell’interesse pubblico ad una chiara esposizione dei fatti, sia pure nel doveroso riserbo di ulteriori elementi in ragione della attuale fase delle indagini preliminari. Con la precisazione che il procedimento è, allo stato, nella fase delle indagini preliminari, nella quale il soggetto indagato è da presumersi innocente fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti le responsabilità e con la puntualizzazione che l’eventuale giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e le difese davanti al giudice terzo ed imparziale, potrà concludersi anche con la prova dell'assenza di ogni forma di responsabilità in capo allo stesso indagato.


Come eravamo, luoghi, cose e personaggi delle Eolie di un tempo (87° puntata: : Luglio 1980 - Canneto - Pescato un pesce-vacca)

Nelle foto di Mario Profilio un pesce vacca, issato sul molo di Canneto, dopo la pesca. Siamo nel luglio 1980.

Il poeta di Lipari Davide Cortese nell'antologia poetica Roman Beat Generation

Magog, il progetto editoriale di Pangea, una delle più importanti riviste letterarie d'Italia, inaugura la collana "I poeti vivi", che sarà curata da Fabrizia Sabbatini e Davide Brullo. 
Il primo libro della collana sarà l'antologia poetica "Roman Beat Generation", curata da Edoardo Piazza e Fabrizia Sabbatini, che raccoglie le voci di dieci poeti, tra i quali è presente il poeta di Lipari Davide Cortese. 
Classe 1974, tradotto in numerose lingue (è recentemente uscita in Cina una importante antologia di poeti italiani tradotti da Liu Guopeng, tra i quali il poeta eoliano è presente. Antologia curata da Francesco De Luca) e presente in numerose antologie, Davide Cortese è anche autore di due romanzi e di due raccolte di racconti. 
L'antologia "Roman Beat Generation", impreziosita dalla prefazione del poeta Davide Brullo, verrà presentata a Roma dai curatori e dai poeti antologizzati, in data 8 maggio, alle ore 18, presso la libreria HoraFelix, sita in via Reggio Emilia.

Tanti auguri di...

Buon compleanno a Roberto Giardina, Marina Addamo, Simona Natoli, Lucia Cincotta, Bartolo Oliva, Michele Giorgio, Francesca Bertè, Andrea Godel, Stefano Falghera, Tony Saltalamacchia, Alina D'Amodio, Elena De Gregorio, Giorgio Saltalamacchia, Ciccino Lo Balbo, Vanessa Savoni, Giuseppe Mosca, Giuseppe Natoli, Moira Casella, Giulio Biviano


Eolienews ricorda...Tania e Nicola Puleo

 


La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento.

Come eravamo, luoghi, cose e personaggi delle Eolie di un tempo (86° puntata: Anni 70 :Via Crucis vivente a Canneto)


 

Eolienews ricorda...Rita Sulfaro

  


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Le Eolie nelle stampe d' epoca (53° Puntata ): Piccola feluca nel mare tra Lipari e Vulcano (Audot Pére 1835)

Oggi, 2 maggio: Sant' Atanasio

Si era alla fine del II secolo: ormai anche la decima ed ultima persecuzione volgeva al termine, quando un nuovo uragano stava per scatenarsi contro la Chiesa.

Ma Dio, sempre vigile e provvido, già preparava il vincitore di questa battaglia nella persona del grande dottore S. Atanasio. Nacque egli nel 296 da nobili e cristiani genitori. Giovane ancora, ebbe sotto i suoi occhi l'austero e grande spettacolo delle penitenze dei monaci d'Egitto; strinse pure relazione coll'eremita S. Antonio, alla cui scuola apprese l'esercizio della virtù e una magnanima fortezza d'animo, che sarà il suo baluardo contro le molteplici persecuzioni dei suoi nemici ariani.

Intanto S. Alessandro, patriarca di Alessandria, ammirato della santità e della scienza del giovane Atanasio, lo volle con sè; e dopo non molto tempo, vedendo i di lui mirabili progressi nell'interpretazione delle Sacre Scritture, lo ordinò sacerdote. Fu allora che il grande Dottore, conscio della sua grave responsabilità, si diede con maggior slancio agli studi sacri, divenendo, in breve, celebre per i suoi scritti. Intanto l'uragano che minacciava la Chiesa era scoppiato. Ario, uomo turbolento, negava pubblicamente l'unione con sostanziale di Gesù Cristo col Padre; per lui il mistero adorabile di un Dio fatto uomo e morto per noi non era che un sogno vano!

Certo, nulla di più deleterio poteva esservi di queste empie dottrine, che ben presto si estesero tra fedeli. A scongiurare un sì grave pericolo si convocò il Concilio di Nicea. Atanasio vi andò col vescovo Alessandro. Egli aveva pregato e studiato a lungo, e quando, giunto a Nicea, per invito del suo vescovo salì la cattedra, cominciò con tale ardore la confutazione dell'empia eresia, e fu Così limpido e così efficace il suo discorso, che appena ebbe finito, tutti i vescovi che presiedevano al concilio, in numero di 300, si alzarono e unanimi firmarono la condanna di Ario, proclamando Gesù Cristo consostanziale al Padre cioè figlio di Dio, perciò Dio anche Lui.

La vittoria era completa, ma questa per il grande Atanasio fu l'inizio di lotte continue, che non avrebbero avuto fine che con la sua morte.

Le persecuzioni di ogni sorta non smossero il grande Dottore dall'opera intrapresa, che divenne anzi più attiva quando alla morte di S. Alessandro dovette, per volontà di tutto il popolo, occuparne la sede episcopale.

Da quel giorno tutte le forze del nuovo Vescovo furono dirette contro l'Arianesimo. Cinque volte fu esiliato dalla sua sede, ma nulla mai potè vincerlo; troppo forte era il suo amore a Gesù Cristo per il quale avrebbe dato volentieri tutto il suo sangue.

Oltre che con la parola, difese la fede cattolica anche con gli scritti che sono numerosi. Morì pieno di meriti nel 373 a 76 anni di età, 46 dei quali trascorsi nella sede episcopale.

PRATICA. Da S. Atanasio dobbiamo imparare la fermezza nella fede cattolica anche in mezzo alle avversità della vita.

PREGHIERA. Deh! Signore, esaudisci le nostre preghiere che ti indirizziamo nella solennità del, tuo beato confessore e vescovo Atanasio; e per intercessione dei meriti di lui che seppe degnamente servirti, assolvici da tutti i peccati.

MARTIROLOGIO ROMANO. Memoria di sant’Atanasio, vescovo e dottore della Chiesa, di insigne santità e dottrina, che ad Alessandria d’Egitto dai tempi di Costantino fino a quelli dell’imperatore Valente combattè strenuamente per la retta fede e, subite molte congiure da parte degli ariani, fu più volte mandato in esilio; tornato infine alla Chiesa a lui affidata, dopo aver lottato e sofferto molto con eroica pazienza, nel quarantaseiesimo anno del suo sacerdozio riposò nella pace di Cristo.

Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie


 




















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venerdì 1 maggio 2026

Petizione con centinaia di firme per lo slittamento dei lavori nella galleria di Monterosa e sulla SP181




 

"Alle Sabbie Nere nulla di fatto ma la nostra battaglia continua". L'articolo della Gazzetta del sud del 1° maggio 2026


 

Panarea, il Tar accoglie il ricorso contro la piattaforma dei rifiuti. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 1° maggio 2026


 

Le Eolie nelle stampe d' epoca (52° puntata ): La casa di padron Francesco Re a Pozzo d'Agnello (Salina)


 

Al via l'avventura dei Pulcini della Ludica Lipari al Pulcino d'oro 2026 (3 foto)



Tanti auguri di...

 Buon compleanno a Katia Calenda, Raoul Raccuia, Mohamed Sammoudi, Veronica Gugliotta, Elisa Profilio, Melissa Stramandino, Pietro Giordano



Eolienews ricorda...Elio Errico

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Paura a Vulcano per 25 studenti del Maurolico di Messina: ipotesi intossicazione durante la gita

 (fonte: gazzettadelsud.it) Una disavventura di quelle che non si dimenticano, una nottata di ansia, alle Eolie, per la salute di 25 studenti del liceo classico Maurolico di Messina, le rispettive famiglie subito contattate, i docenti, gli organizzatori.

Una brutta esperienza materializzatasi durante un’apprezzata esperienza formativa e sportiva di tre giorni vissuta da 120 alunni, anche del liceo di Spadafora, dedicata alla pratica sportiva e alle bellezze naturali dell’isola di Vulcano. Tra il 28 e il 29 aprile – ha relazionato lo stesso Liceo – un numero significativo di studenti (25 come poi chiarito dalla dirigente De Francesco) ha manifestato sintomi gastrointestinali. I docenti, alle prime segnalazioni, hanno attivato l’assistenza sanitaria tramite i servizi competenti. Alcuni studenti sono stati accompagnati dai professori alla Guardia medica dell’isola e lo stesso medico in servizio a Vulcano si è poi recato in albergo a visitare e curare altri alunni. Dolori di stomaco, diarrea, vomito i sintomi, e per alcuni la febbre, anche oltre i 38 gradi. Gli organizzatori, come i docenti, si sono mobilitati. Le prime cure mediche sono valse, gradualmente, a mitigare sofferenze e disagi. Alcuni genitori hanno comunque preferito, l’indomani mattina, raggiungere in aliscafo Vulcano e riportare a casa i figli.

Non è mancato l’intervento dei carabinieri che hanno ascoltato organizzatori e docenti in relazione alle possibili cause dell’intossicazione e, in particolare, all’ultimo pasto consumato in una pizzeria della zona. Nessuna ipotesi può essere comunque esclusa anche perché solo una parte dei 120 giovani, che hanno condiviso l’ultimo pasto, ha accusato i sintomi notturni. Potrebbe trattarsi anche di un virus che ha colpito la comitiva. La comitiva ha fatto ritorno a Messina, ieri pomeriggio, secondo quanto programmato, in un clima di sollievo e ritrovato buonumore dopo quanto accaduto.

Come eravamo, luoghi, cose e personaggi delle Eolie di un tempo (85° puntata: Anni 70 :Via Crucis vivente a Canneto)


 

Eolienews ricorda...Baldassare Di Franco

 
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Oggi 1° maggio: San Giuseppe lavoratore

Nel Vangelo S. Giuseppe viene chiamato fabbro. Quando i Nazaretani udirono Gesù insegnare nella loro sinagoga, dissero di lui: « Non è Egli il figlio del legnaiuolo? ». E altra volta con stupore e disprezzo: « Non è costui il falegname? ».

Nessun dubbio quindi che S. Giuseppe non fosse un operaio vero, un lavoratore, un uomo di fatica. Si ritiene che sia stato falegname, e all'occasione anche fabbro, carpentiere, carradore. Maneggiava la pialla, la scure, la sega, il martello. Così tutti i giorni, dal mattino alla sera, per tutta la vita, faticando, sudando, consumando le forze.

Una delle raffigurazioni più frequenti del Santo Patriarca è quella in cui viene ritratto al banco con la pialla in mano e la sega accanto.

Uomo giusto, sapeva che il lavoro è legge per tutti. Non si ribellò, non si lamentò del suo mestiere, nè della fatica. Lavorò con assiduità, non di malavoglia, eseguendo bene, disimpegnando onestamente gli obblighi e i contratti.

Amò il lavoro. Nella sua umiltà non badò a tutte quelle ragioni che potevano parer buone e che avrebbero potuto indurlo a non occuparsi in cose materiali: l'essere discendente del grande Re Davide, l'essere sposo della Madre di Dio, il Padre putativo del Verbo Incarnato e la di lui guida. L'umiltà gli insegnò a conciliare la sua dignità con l'esercizio di un mestiere molto ordinario e faticoso.

Non si rammaricava di lasciare le sante conversazioni e la preghiera assieme a Gesù e Maria, che tanto consolavano ed elevavano il suo cuore, per attendere per lunghe ore ai lavori dell'officina.

Non ebbe mai la preoccupazione che gli mancasse il necessario. Non ebbe l'ansia e l'assillo di chi non ha fede in quella Provvidenza che sfama i passeri. Perciò, da uomo giusto, osservava esattamente il riposo settimanale del sabato prescritto da Dio agli Ebrei. Lasciava l'officina quando i doveri delle celebrazioni religiose glielo imponevano, o quando speciali voleri di Dio lo ispiravano a intraprendere dei viaggi.

S. Giuseppe non cercò nel lavoro il mezzo di soddisfare la cupidigia di guadagno o di ricchezza. Non fu un operaio incontentabile, pur essendo previdente. Non volle essere ricco, e non invidiò i ricchi. Sapeva essere sempre contento. Da uomo di fede trasformò la fatica quotidiana in un grande mezzo di elevazione, di merito, di esercizio di virtù.

Nutrire e crescere il Fanciullo Divino che si preparava a essere la vittima per la redenzione del mondo: questo era il motivo che rendeva sante e sommamente meritorie le fatiche di S. Giuseppe.

« Chi lo crederebbe? Un uomo acquista col sudore della sua fronte vestiario, nutrimento e sostentamento per il suo Dio! Mani consacrate, destinate a mantenere una vita così bella, quanto è glorioso il vostro ministero, e quanto mi sembra degna degli angeli la vostra sorte! Sudori veramente preziosi! » (Huguet). Col canto nel cuore e la preghiera sulle labbra, S. Giuseppe fu il più fortunato di tutti i lavoratori.

PRATICA. Stimiamo il lavoro. Lavoriamo con onestà, con diligenza, con pazienza, di buona voglia. Amiamo il lavoro. Santifichiamolo e rendiamolo meritorio vivendo abitualmente in grazia e offrendolo ogni giorno al Signore.

PREGHIERA. O Dio, Creatore delle cose, che hai stabilito la legge del lavoro al genere umano, concedici propizio che, sull'esempio e col patrocinio di S. Giuseppe, facciamo bene le opere che ci comandi e raggiungiamo il premio che prometti.

MARTIROLOGIO ROMANI. Solennità di san Giuseppe Lavoratore, Sposo della beata Vergine Maria, Confessore, Patrono dei lavoratori.

Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie