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domenica 24 maggio 2026

Oggi: Pentecoste

« ...Vi dico la verità, è meglio per voi che me ne vada, perché se io non vado, non verrà a voi il Consolatore; quando sarò andato, ve lo manderò e venendo, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio ». Così aveva detto Gesù agli Apostoli poco tempo prima di salire al cielo.
Come nella creazione dell'uomo cooperarono tutte le tre Persone della SS. Trinità, così pure nella redenzione doveva cooperare il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Già aveva cooperato il Padre con la preparazione remota e col mandare il suo unico Figlio; aveva cooperato Gesù Cristo con la sua passione e morte: ora doveva cooperare lo Spirito Santo, col vivificare, sostenere e santificare le anime.
Asceso Gesù al cielo, gli Apostoli si radunarono nel cenacolo e con Maria Vergine si prepararono a ricevere il Consolatore promesso.

All'alba del decimo giorno un forte rumore scosse la casa, e in un attimo tutte le 120 persone che si trovavano radunate nell'ampia sala attorno a Maria, si inginocchiarono tremanti ed ecco che sopra le loro teste comparve un globo di fuoco dividendosi in tante fiammelle che andarono a posarsi su ciascuno, mentre una candida colomba aleggiava sul capo di Maria. « Repleti sunt omnes Spiritu Sancto, et coeperunt loqui variis linguis ». « Furono tutti ripieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare diverse lingue ».

Ammirabile discesa d'amore, meravigliosa opera dello Spirito: quale cambiamento, quale rigenerazione produsse!

Gli Apostoli, che ancora pensavano a un regno temporale del Messia, son diventati spirituali; da deboli e timidi pieni di forza e coraggio, poichè la grazia dello Spirito Santo li ha resi giusti, fedeli, umili, vincitori del mondo.

E mentre prima si erano nascosti ed avevano abbandonato il Maestro nella passione, ora si dividono il mondo, predicano a tutti Gesù risorto, rinfacciano a tutti i loro peccati e i vizi e non risparmiano neppure gli stessi crudeli imperatori, e anche nei più atroci tormenti non cessano di predicare Gesù.

S. Pietro, che pur costituito da Gesù capo della Chiesa, era stato vinto da una semplice servetta ed aveva rinnegato Gesù, ora dà inizio alla predicazione e converte subito 3.000 Giudei. Da quel giorno lo zelo degli Apostoli non conobbe confini.

E quella Chiesa fondata da Gesù, che sembrava essere travolta dalla bufera che accompagnò la sua morte, colla venuta dello Spirito Santo si rianima, si fortifica, esce da quelle mura, cominciando a far proseliti e stendendo le sue tende dall'uno all'altro mare.


Persecuzioni di ogni genere, calunnie, eresie, scismi, si scatenarono in ogni tempo contro la Chiesa, contro il Papa, ma essa assistita, confortata e aiutata dallo Spirito Santo, ha resistito impavidamente.

Morirono i persecutori, i malvagi ministri di Satana, si spensero le diverse sette antireligiose, ma la Chiesa, opera di Dio, rimase, come « torre ferma che non crolla mai ».

PRATICA. Invochiamo in questa giornata i doni dello Spirito Santo.

PREGHIERA. O Signore, che quest'oggi con l'illustrazione dello Spirito Santo hai ammaestrato i cuori dei fedeli, dà a noi di gustare per mezzo dello Spirito ciò che è bene e di godere sempre della Sua consolazione

OFFERTA. Sulla via dolorosa che conduce al Calvario io Ti chiedo, o Gesù, di divenirti compagno. Insegnami come si abbraccia la Croce e come quando si cade sotto il suo peso, ci si possa rialzare. Aiutami Tu, o Gesù Crocifisso, a vedere nel dolore un disegno d'amore e Tu che hai lasciato il Cielo per salvare la Terra ricordami sempre che sulla Terra io sono in attesa del Cielo!

Che io impari da Te come si ama per ben soffrire e come si soffre per ben amare.

Dammi l'Amore che rende fecondo il dolore e fà che il dolore alimenti ed accresca l'Amore! Nutrimi di Te perchè io vivo con Te nel tempo e nell'eternità!

Ma Tu che hai voluto cibarti della Volontà del Padre, fà che anch'io mi alimenti di essa in ogni attimo della mia giornata.

Con Te al Padre, sulla medesmi Croce, offro la mia sofferenza per quanti non lo conoscono ancora ed imploro alla messa copiosa gli operai necessari.

Valga la mia piccola offerta unita alla Tua a rendere valida la loro fatica, perchè venga presto il Tuo Regno. Signore, su tutta la Terra!

MARTIROLOGIO ROMANO. Giorno di Pentecoste, in cui si conclude il tempo sacro dei cinquanta giorni di Pasqua e, con l’effusione dello Spirito Santo sui discepoli a Gerusalemme, si fa memoria dei primordi della Chiesa e dell’inizio della missione degli Apostoli fra tutte le tribù, lingue, popoli e nazioni.

ICONOGRAFIA


Nell'iconografia della Pentecoste Cristo è assente nonostante fosse il mandatario dello Spirito Santo e lo accompagna con la sua luce, nella scena gli apostoli sono riuniti attorno alla Vergine che sostituisce Gesù.

Pentecoste del Chiostro di Santo Domingo de los Silos
Pentecoste del Chiostro di Santo Domingo de los Silos

I raggi o le lingue di fuoco generalmente provengono da una colomba, simbolo dello Spirito Santo e talvolta assumono la forma di nastri o funi che si fermano su ciascun apostolo; raramente la colomba è sostituita dalla mano di Dio, ma a volte i due simboli possono essere riuniti, come nel chiostro di Santo Domingo de los Silos, dove la colomba, affiancata da due angeli e sormontata dalla mano divina, emerge dalle nubi raffigurate da linee sinuose.

Tela della Pentescoste a Santa Maria del Suffragio a L'Aquila
Tela della Pentescoste a Santa Maria del Suffragio a L'Aquila

Bellissima la tela di autore ignoto nella Chiesa di Santa Maria del Suffragio a L'Aquila, l'artista nel rappresentare la classica scena ha aggiunto delle fiammelle sopra ogni apostolo e la Vergine a significato di aver ricevuto lo Spirito Santo.

Pentecoste
titolo Pentecoste
autore Lanfranco Giovanni anno XVII sec

Degna di ammirazione anche la tela di Lanfranco Giovanni, artista parmigiano vissuto a Roma e allievo di Guido Reni. Nell'opera oltre ai classici soggetti sono presenti anche altri seguaci di Cristo e gli angeli tra le nuvole che accompagnano lo Spirito Santo.

Pentecoste
titolo Pentecoste
autore Giotto anno 1303-1305

Diversamente Giotto l'affresco facente parte del ciclo della Cappella degli Scrovegni a Padova si caratterizza per l’originale impianto architettonico-spaziale, per lo Spirito che si manifesta sotto forma di raggi luminosi e per l’assenza di Maria. Infatti talvolta i Dodici sono riuniti nella stanza alta, ma tra loro non c’è la Vergine

Pentecoste
titolo Pentecoste
autore Juan Bautista Maíno anno 1615-20

Nella splendida tela di Juan Bautista Maíno, pittore spagnolo del XVII sec, l'artista ha implementato un modo innovativo di disporre i personaggi, oltre alla Vergine compare un'altra donna la Maddalena come descritto negli Atti degli apostopli: “erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù”. Le due figure più sorprendenti e importanti sono San Pietro con le chiavi del paradiso e San Luca mentre scrive uno dei suoi testi biblici.

Buongiorno e buona domenica con questa cartolina dalle Eolie


 

sabato 23 maggio 2026

Gullo: "Le Eolie si confermano ancora una volta protagoniste del grande cinema internazionale".


 

Stromboli, la festa con Mick Jagger. Ondata di critiche sul sindaco Gullo. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 23 maggio 2026


 

Giuffrè (FdI): "Ordinanze senza visione, così si paralizzano le isole"

 Riceviamo da Gianluca Giuffrè, responsabile isole Eolie di FdI

C’è un punto che va chiarito subito: i carabinieri hanno fatto il loro dovere. Hanno applicato un’ordinanza. Punto.

Il problema non sono loro. Il problema è l’ordinanza. E, più in profondità, l’idea di isola che quell’ordinanza tradisce.

Perché vietare la musica il mercoledì a Stromboli — un’isola che vive di turismo, cultura, ospitalità, relazioni internazionali — non è una misura amministrativa: è un messaggio politico. Un messaggio che dice: meglio il silenzio della vita, meglio la paura del movimento, meglio la quiete del museo che il respiro di una comunità viva.

 Il paradosso eoliano

Stromboli è un luogo che il mondo sogna. Un set naturale, un laboratorio culturale, un magnete per artisti, registi, scrittori, viaggiatori.

Eppure, viene governata come se fosse un oggetto fragile da chiudere in una teca. Come se la presenza di Mick Jagger, di un cast internazionale, di una produzione cinematografica fosse un fastidio da contenere, non un’opportunità da valorizzare.

Un’ordinanza che spegne la musica non tutela l’isola: la spegne.

 La legge applicata non basta: serve una visione

Applicare un divieto è facile. Costruire un futuro è difficile.

E qui sta il nodo: che futuro vogliamo per le Eolie?

Un arcipelago vivo, che produce lavoro, cultura, economia, accoglienza o un arcipelago imbalsamato, dove tutto è proibito per paura di disturbare qualcuno.

Non si può chiedere turismo e poi trattare i turisti come intrusi. Non si può invocare sviluppo e poi soffocare ogni forma di vita sociale. Non si può pretendere lavoro e poi spegnere la musica perché “è mercoledì”.

 Il caso Jagger non è folklore: è un campanello d’allarme

Che la musica provenisse da una cassa portatile o da un’orchestra sinfonica è irrilevante. Il punto è che un’isola che vive di relazioni internazionali non può permettersi ordinanze che sembrano scritte per un condominio litigioso.

Il mondo guarda. E quando il mondo guarda, bisogna decidere cosa mostrargli: la vitalità di un territorio o la sua paura.

La scelta è adesso

O si governa con una visione — moderna, aperta, consapevole — oppure si continua a produrre divieti che trasformano le Eolie in un luogo dove tutto è proibito e niente è possibile.

Le isole non si salvano imbalsamandole. Le isole si salvano tenendole vive.

Gianluca Giuffrè

Come eravamo, luoghi, cose e personaggi delle Eolie di un tempo (102° puntata)

Nella foto: Padre Alfredo Adornato, Bartolo Pavone, Don Rosingana, Franco Biancheri, Mons. Di Salvo, Don Picone, Don Gaetano Sardella, Felice Mirabito, Sara Merlino, Lidia De Vita, Emanuele Barretta,  Elvira Casaceli

Il video servizio del TGR Sicilia sulla bambina di Filicudi che ha scritto alla Meloni


Per visualizzare il servizio cliccare sulla foto

Le Eolie nelle stampe d' epoca (72° Puntata): Lipari vista da nord - est

Monsignor Di Pietro è il nuovo vescovo della diocesi di Locri - Gerace in Calabria

È monsignor Cesare Di Pietro, che arriva da Messina, il nuovo vescovo della diocesi di Locri-Gerace. È questa la scelta del Papa, resa nota alle 12 di oggi, che ha affidato la guida pastorale della diocesi calabrese a una figura già profondamente radicata nell’esperienza pastorale, accademica e amministrativa della Chiesa siciliana. Mons. Di Pietro succede a Mons. Francesco Oliva, che ha guidato la diocesi calabrese dal 5 maggio 2014 e che ha compiuto 75 anni lo scorso gennaio, raggiungendo dunque il limite d'età previsto dal Codice di Diritto Canonico per la presentazione della rinuncia all'ufficio pastorale

Nato a Messina il 12 marzo 1964, Di Pietro ha alle spalle un percorso formativo articolato e significativo. Dopo la laurea in Giurisprudenza conseguita presso l’Università di Messina, ha intrapreso il cammino ecclesiastico dedicandosi agli studi teologici e storici, fino a conseguire il dottorato in Storia della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma.

Un profilo, il suo, che unisce competenze giuridiche e sensibilità storico-ecclesiale, elementi che hanno segnato profondamente il suo servizio pastorale.

Di Pietro è stato ordinato sacerdote il 25 ottobre 1997. Nel maggio del 2018 Papa Francesco lo ha nominato vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela.

L’ordinazione episcopale è stata celebrata il 2 luglio 2018. Da allora, Mons. Di Pietro ha assunto diversi incarichi pastorali, formativi e amministrativi, diventando uno dei più stretti collaboratori dell’arcivescovo messinese.

Tra le responsabilità attualmente ricoperte figura anche quella di Vicario Generale, oltre all’attività accademica come docente di Storia della Chiesa, ambito nel quale continua a formare nuove generazioni di sacerdoti e laici impegnati.

La destinazione alla diocesi di Locri-Gerace viene interpretata come la scelta di un pastore capace di coniugare rigore organizzativo e attenzione pastorale. Il suo profilo è infatti descritto come equilibrato, preparato e particolarmente sensibile ai temi della formazione, della vicinanza alle comunità e della presenza della Chiesa nel tessuto sociale.

In territori complessi e ricchi di sfide sociali come quelli della Calabria, la figura di un vescovo con esperienza di governo ecclesiale e conoscenza delle dinamiche pastorali può rappresentare un elemento decisivo per il cammino delle comunità locali.

"Salute in Viaggio" di Caronte & Tourist con Croce Rossa Italiana arriva a Giostra. Screening gratuiti domani 24 maggio.

Quarto appuntamento con "Salute in Viaggio", l'iniziativa che porta la prevenzione nei villaggi periferici di Messina promossa dal Gruppo Caronte & Tourist per celebrare il suo 60° anniversario, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana.

 

L'evento è in programma domenica 24 maggio, dalle 9 alle 13, negli spazi antistanti la Chiesa San Matteo di Giostra, dove una task force di professionisti della salute accoglierà i cittadini delle aree limitrofe di Ritiro, Giostra, San Michele, Torrente Trapani e Tremonti per attività di screening e visite specialistiche gratuite, con particolare attenzione verso le persone in condizione di fragilità sociale alle quali il progetto si rivolge.

 

Saranno presenti medici specialisti in cardiologia, dermatologia, odontoiatria e otorinolaringoiatria affiancati da logopedisti, ortottisti, dietisti, igienisti dentali, audiometristi e terapisti della riabilitazione, grazie alla partecipazione dei professionisti iscritti all'Ordine TSRM-PSTRP di Messina. Una squadra multidisciplinare che metterà competenza e professionalità al servizio delle fasce più fragili della popolazione.

Tanti auguri di...

Buon compleanno a Loris Amato, Lorenza Merlino, Gabriella Cannistrà, Francesca Monroe, Nazzarena Garuti, Simone Alessi 


Eolienews ricorda...Elvira e Rinuccia Mirabito


La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento

Consegnata a Pianoconte la Borsa di studio in memoria di Tindara Costanzo Fonti


Consegnata ieri sera, a Pianoconte, la II Borsa di studio in memoria di Tindara Costanzo Fonti, istituita dalla famiglia. 

L'ha consegnata, a nome della famiglia, il marito Gesuele nelle mani di Don Lio Raffaele, a conclusione della Santa Messa durante la quale è stata ricordata Tindara nell'undicesimo anniversario della prematura dipartita

Si tratta di una borsa di studio atipica, rispetto a quelle classiche. Infatti non viene consegnata direttamente ad uno studente ma al sacerdote, il quale procederà a consegnarla ad una famiglia in difficoltà per supportare il proprio figlio/figlia negli studi. 

All'Immacolata da lunedì "La mostra dei diritti": esposizione dei lavori realizzati dai ragazzi della Prima delle scuole delle isole del Comune di Lipari

 

𝗟𝗔 𝗠𝗢𝗦𝗧𝗥𝗔 𝗗𝗘𝗜 𝗗𝗜𝗥𝗜𝗧𝗧𝗜 • "𝗗𝗜𝗥𝗜𝗧𝗧𝗜 𝗜𝗡 𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗘 𝗞𝗜𝗗𝗦!" 🧒👧 𝐀 𝐋𝐈𝐏𝐀𝐑𝐈

presso la Chiesa dell'Immacolata

𝗱𝗮 𝗹𝘂𝗻𝗲𝗱ì 𝟮𝟱 𝗮 𝘃𝗲𝗻𝗲𝗿𝗱ì 𝟮𝟵 𝗠𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼

dalle ore 10:00 alle ore 13:00.

I volontari del Servizio Civile Universale del Comune di Lipari vi invitano a scoprire l'esposizione dei lavori realizzati con passione dalle classi della scuola primaria di Lipari, Vulcano, Stromboli, Panarea, Filicudi e Alicudi, presentati in occasione della giornata “DIRITTI IN COMUNE KIDS”, giorno 11 Maggio.

Nel cuore di questa settimana, mercoledì 27 maggio, ricorre una data fondamentale: il 35° anniversario della ratifica da parte dell'Italia della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.

Un motivo in più per venire a dare uno sguardo al mondo attraverso gli occhi, i colori e i pensieri dei bambini delle nostre isole. 

𝐏𝐫𝐨𝐭𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐢 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐨𝐥𝐭𝐢𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐢!

Vi aspettiamo per sostenere la voce dei nostri piccoli grandi cittadini! ❤️

Oggi, 23 maggio: San Desiderio di Langres

 
Non di uno solo, ma di due Desideri fanno memoria oggi i calendari, o meglio il Martirologio Romano, perché nessuno dei due Santi è segnato nel Calendario della Chiesa universale.
Questi due Santi di nome Desiderio sono ambedue francesi, ambedue Vescovi, ambedue Martiri. Li divide, però, una distanza di due secoli esatti, perché il primo fu ucciso nel 407, mentre l'altro cadde duecent'anni dopo, nel 607.

Il Desiderio più anziano fu Vescovo di Langres, quando i feroci Vandali, barbari e Ariani, invasero la Francia. Assediata la città, i Vandali poterono conquistarla con grave difficoltà, perché i cittadini si batterono con indomito valore. Gli aggressori se ne vendicarono nel saccheggio, che fu d'inaudita ferocia. li Vescovo Desiderio cercò di mitigare le violenze, supplicando il capo dei barbari in nome del suo popolo. Gli presentò un Vangelo, ma il Vandalo, che pur era cristiano, anche se eretico, ordinò che il Vescovo fosse colpito a morte. Il libro del Vangelo fu macchiato dal suo sangue.

Non diversa fu la vicenda del secondo Desiderio, Vescovo di Vienne, nel Delfinato. Sul conto di lui e della sua attività apostolica possediamo diversi documenti. Sappiamo, tra l'altro, che fu zelante riformatore dei costumi ec-clesiastici nella propria diocesi.

Ma soprattutto egli si batté per convertire a miglior vita i Sovrani del tempo, ai quali rimproverò la condotta scandalosa. Incorse così nell'ira dei potenti, che una prima volta lo mandarono in esilio su un'isola, e più tardi, reintegrato nella sua dignità, lo fecero arrestare nella cattedrale.

Per strada, i soldati che lo trascinavano, andando forse al di là degli ordini avuti dal sovrano, lo massacrarono con le pietre, per finirlo poi a colpi di bastone. Anch'egli perciò venne onorato come Martire, soprattutto nella cit-tadina dove era stato ucciso, che più tardi prese il nome del Santo.

Questi due Santi sono i più noti tra quelli una decina in tutto chiamati Desiderio. In francese, tale nome suona Didier, ed è assai diffuso, sia nella toponomastica sia come nome di Battesimo. Più raro è invece in Italia il nome di Desiderio, portato da un celebre scultore fiorentino del '400, Desiderio da Settignano.

Eppure non tutti i Santi di nome Desiderio sono francesi come i due di oggi. Altri sono ricordati a Pistoia, a Pozzuoli, a Piacenza e a Gignese, in provincia di Novara. Il loro culto, però, ha avuto minor diffusione, limitando perciò anche la diffusione di questo bel nome, che esprime sia il desiderio di un figlio terreno, sia quello della sua eterna salvezza.

MARTIROLOGIO ROMANO. Presso Langres, in Frància, la passione di san Desidèrio Vescovo, il quale, vedendo che il suo popolo era straziato dall'esercito dei Vàndali, si presentò al loro Re per supplicarlo in favore di quello. Avendo poi il Re ordinato che subito lo scannassero, egli volentieri porse il collo per le pecorelle affidategli, e, percosso dalla spada, se ne volò a Cristo. Patirono insieme con lui anche molti altri appartenenti al suo gregge, i quali furono sepolti presso la medesima città.

Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie


 

Lunedì interruzione energia elettrica a Capo Rosso, Porticello, Rocche, Acquacalda

 


venerdì 22 maggio 2026

Malfa, la sfida a tre tra continuità e tentativi di svolta. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 22 maggio 2026


 

Costretta a lasciare l'isola per studiare. Appello di una bimba alla premier. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 22 maggio 2026


 

"Caso Stromboli". Gullo: "Macchinazione per raggiungere uno scopo con mezzi sleali"

Sul 

 

Stromboli, party con Mick Jagger interrotto dai carabinieri. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 22 maggio 2026


 

Si è conclusa al Freeland la prima fase del Torneo pulcini. Martedì e giovedì le semifinali. La classifica e il programma


 La classifica alla fine della prima fase 

Favaloro T.    ………  9

Cappadona T.  …… 8

Buscema T.  ………..8

DI Grado T.  …………8

Cincotta T.  ………… 8

Martedi si giocherà la prima semifinale (ore 17 e 30) : Cappadona - Di Grado 

Giovedì si giocherà la seconda semifinale (ore 17,30) : Buscema - Cincotta

Lettera aperta della Pro Loco "Amo Stromboli" e degli operatori turistici-commerciali e dei cittadini strombolani

 Stromboli 22 maggio 2026 

​In merito ad alcune notizie recentemente riportate dalla stampa, ci teniamo a precisare che l'isola di Stromboli e la sua comunità sono talmente abituate alla presenza di personalità importanti da vivere questi eventi con la massima naturalezza. Gli ospiti della nostra isola — così come dichiarato anche da diversi operatori turistici locali — hanno sempre trovato la massima accoglienza nel pieno rispetto della loro privacy, e ciò si è ripetuto anche in questa occasione.

​Alla festa improvvisata ha partecipato tutta l'isola. Gli ospiti sono stati accompagnati con sincero affetto fin all'imbarcadero dei mezzi di linea e desideriamo sottolineare che gli stessi hanno lasciato Stromboli con visibile commozione. Siamo certi che molti di loro ritorneranno a trovarci.

​L'intervento delle forze dell'ordine è stato determinato da un'ordinanza sindacale che non tiene conto delle peculiarità della nostra isola, dove mai si sono verificati episodi di "malamovida". Si tratta di un'ordinanza che non appare calibrata nemmeno in base all'effettiva presenza dei turisti sul territorio. Al contrario, gli ospiti si sono sentiti perfettamente a loro agio e lo saranno ancora in futuro; noi siamo sicuri che ritorneranno.

​Approfittiamo dell'occasione per ringraziarli di cuore per aver offerto a tutti noi la possibilità di vivere momenti magici, e per aver contribuito a risollevare le sorti economiche di un'isola che ha vissuto momenti drammatici a partire dal disastroso incendio del maggio 2022.

​Stendiamo invece un velo pietoso sull'incapacità di gestione dimostrata dall'amministrazione comunale di Lipari, nella persona del Sindaco, il quale — come abbiamo già avuto modo di dichiarare nei giorni scorsi — non ha, a nostro giudizio, garantito un'adeguata accoglienza. 

A Stromboli si spegne la musica e si accende la vergogna nazionale. Comunicato dei consiglieri d'opposizione

 COMUNICATO

A Stromboli si spegne la musica e si accende la vergogna nazionale

La notizia dell’interruzione, da parte delle forze dell’ordine, della festa privata organizzata a Stromboli per la conclusione delle riprese cinematografiche che hanno visto la presenza di personalità internazionali come Mick Jagger, Dakota Johnson, Saoirse Ronan e Isabella Rossellini, lascia francamente sgomenti.

Nessuno mette in discussione il lavoro dei Carabinieri, intervenuti nel pieno rispetto di un’ordinanza vigente. Ma proprio questo episodio dimostra, ancora una volta, quanto sia ormai anacronistico, rigido e privo di buon senso un sistema di divieti sulla musica amplificata che oggi finisce soltanto per rendere il nostro territorio oggetto di imbarazzo e di ironia.

Siamo arrivati al punto che una piccola cassa musicale a volume moderato, durante una festa privata legata ad una produzione cinematografica internazionale che ha dato enorme visibilità alle Eolie, diventa motivo di intervento repressivo. Una situazione che, obiettivamente, rischia di “far ridere i polli” e di trasmettere all’esterno l’immagine di un territorio incapace di distinguere tra degrado e sano intrattenimento.

La vicenda, infatti, è stata ripresa dai principali giornali nazionali, dalle agenzie stampa e perfino dai TG nazionali, causando una pessima figura per l’intero arcipelago eoliano. Ancora una volta le Eolie finiscono sulle cronache nazionali non per le loro bellezze, per l’accoglienza o per la cultura, ma per episodi di rigidità amministrativa che appaiono sinceramente incomprensibili.

Per questo sentiamo anche il dovere di rivolgere pubblicamente le nostre scuse a Mick Jagger e agli artisti coinvolti nella produzione cinematografica, invitandoli a tornare presto nelle nostre isole, certi che Stromboli e le Eolie vere siano ben diverse dall’immagine burocratica e assurda emersa in queste ore.

Ed è proprio per evitare situazioni paradossali come questa che, mesi fa, avevamo presentato una proposta di deliberazione consiliare finalizzata all’approvazione di un nuovo regolamento sugli intrattenimenti musicali, capace di contemperare in maniera equilibrata le esigenze dei residenti, del turismo, delle attività economiche e dell’ordine pubblico.

Un regolamento moderno, serio e ragionevole, pensato per superare una gestione fatta solo di divieti e ordinanze emergenziali. Un regolamento che potrà e dovrà essere ulteriormente migliorato nel confronto democratico in Consiglio Comunale, prevedendo anche specifiche deroghe per eventi particolari, manifestazioni culturali, produzioni cinematografiche, cerimonie ed iniziative organizzate anche da privati, sempre nel rispetto della quiete pubblica e del buon senso.

Eppure, ad oggi, di quella proposta non si conosce il destino. Sappiamo che, dopo oltre un mese, era stato avviato il relativo procedimento amministrativo. Da allora, però, dopo un ulteriore lungo periodo di silenzio, non abbiamo più ricevuto alcuna notizia.

A questo punto la domanda sorge spontanea: c’è realmente la volontà politica di portare avanti questo regolamento oppure si sta facendo di tutto per evitare che approdi in Consiglio Comunale?

Perché continuare a rinviare significa lasciare Stromboli e tutte le Eolie ostaggio di norme confuse, sproporzionate e spesso lontane dalla realtà concreta di territori che vivono di turismo, accoglienza e socialità.

Purtroppo, ancora una volta, emerge tutta l’ottusità amministrativa di un Sindaco e di un’Amministrazione sempre più distanti dalle esigenze reali delle isole e incapaci di offrire una visione moderna, equilibrata e credibile del futuro delle Eolie.


I Consiglieri Comunali

Gaetano Orto, Cristina Dante, Adolfo Sabatini, Giorgia Santamaria, Raffaele Rifici, Lucy Iacono Angelo Portelli

Tanti auguri di...

Buon compleanno a Federica Formica, Eugenio Sciacchitano, Armando Signiore, Софья Скоробогатова, Marika Marino, Claudia Bonica, Francesco Merlino, Giulia Lo Schiavo, Sara Moretto, Sandra Vanzini, Salvatore Mandarano, Annarita Gugliotta 


Anche Alicudi dice no al dissalatore che l'amministrazione liparese vuole realizzare. L'Ansa del direttore Sarpi

Lipari, 22 maggio (ANSA)Dopo Filicudi anche la piccola Alicudi dice no al dissalatore che l'amministrazione comunale di Lipari intende realizzare con i fondi del Pnrr. In un documento residenti e turisti, proprietari di case sull’isola, evidenziano come “un'opera così impattante tradisce i criteri di tutela di Alicudi, deturpando un paesaggio unico al mondo che abbiamo il dovere morale di consegnare intatto al futuro. Lo scarico di salamoia distruggerà i fondali e la posidonia e il rilascio di sostanze chimiche e salamoia altererà l'equilibrio dei fondali, allontanando il pesce e distruggendo le zone di riproduzione. Questo impianto minaccia direttamente la pesca artigianale, risorsa vitale e millenaria per l'economia e l'identità delle famiglie arcudare”. 
 I firmatari del documento sottolineano come l’isola è caratterizzata da una scarsità di litorali e che l'impianto occuperebbe aree oggi fruibili e agevoli, trasformando tratti di costa preziosi in zone industriali interdette e privando cittadini e turisti di uno dei pochi spazi di balneazione comodi e accessibili.
“Ad Alicudi – concludono - non serve un mostro di cemento. Basterebbe programmare qualche giro in più della nave cisterna nei periodi di necessità, insieme alla manutenzione della rete idrica già esistente. La soluzione è l'efficienza, non la distruzione”. Per fare fronte alle spese legali, necessarie per contrastare giuridicamente l'opera, è stata lanciata una raccolta fondi on line sposata da Marina La Rosa, ex concorrente della prima edizione del Grande fratello, habitué dell'isola (ANSA)

Istruzione: Si apre "spiraglio" affinchè la bambina di Filicudi frequenti la scuola media sull'isola

Prime reazioni dopo il caso, sollevato da Tiziana, la giovanissima studentessa di Filicudi, che, in una lettera alla premier Giorgia Meloni, ha chiesto di poter frequentare la scuola sull'isola, anche il prossimo anno scolastico, dopo la fine del percorso alle elementari e nonostante non esista più il CPE. 
L’Ufficio Scolastico Regionale (USR) per la Sicilia è intervenuto tempestivamente per fare chiarezza e rassicurare la comunità, pur manifestando una certa sorpresa per le modalità con cui è emersa la vicenda. "Sorprende – afferma Filippo Serra, Direttore Generale dell'USR Sicilia - apprendere questa notizia dagli organi di stampa, soprattutto perché, ad oggi, non è pervenuta alcuna comunicazione ufficiale dal Sindaco o una richiesta formale dalla famiglia.". 
Serra ha teso subito una mano per risolvere il problema: “Nel caso in cui dovessero pervenire a questo Ufficio eventuali istanze in tal senso, siamo disponibili a organizzare in organico di fatto un percorso scolastico per consentire alla bambina la prosecuzione degli studi nell’isola in cui risiede”. 
L'obiettivo primario dell'ufficio viene evidenziato resta quello di assicurare alla bambina un percorso educativo stimolante e, soprattutto, che le garantisca una "imprescindibile socializzazione e il confronto con i coetanei", elementi chiave per il pieno sviluppo delle competenze a quell'età.

Le Eolie nelle stampe d' epoca (71° Puntata): Panarea vista da nord


 

Eolienews ricorda...Roberta Cacace


La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

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Oggi, 22 maggio: Santa Rita da Cascia

Nacque Rita a Rocca Porena, paesello nei pressi di Cascia nell'Umbria, l'anno 1363.

Sotto la vigile cura dei genitori la bimba cresceva giudiziosa e pia, come un fiore di serra, con particolar tendenza alla solitudine ed alla preghiera.

Era suo vivo desiderio di consacrare a Dio la sua verginità, ma i genitori vollero che si sposasse. Lo sposo era burbero e collerico, ma Rita, armata di pazienza, tutto seppe sopportare, ricambiando bene per male, senza che in diciott'anni di matrimonio la concordia venisse infranta in quella casa.

Uomini pessimi le trucidarono il 'consorte. Ella, anzichè pensare a farne vendetta, pregava Dio per quegli infelici, non solo, ma si studiava di istillare nei suoi due figliuoli l'eroismo del perdono cristiano. Scorgendo che crescevano tuttavia bramosi della vendetta pregò istantemente il Signore che li volesse prendere in cielo prima che avessero tempo a macchiarsi di sangue. Dio l'esaudì.

Libera da ogni cura di famiglia, pregò di essere accolta nel monastero delle Agostiniane. Per ben due volte ricevette un brusco diniego, finché il Signore volle appagare il suo desiderio con un prodigio.

Stando nel cuore della notte in orazione, le comparvero S. Giovanni Battista, S. Agostino e S. Nicola da Tolentino, che le rivolsero parole di conforto, la invitarono a seguirli e miracolosamente la introdussero nel monastero. Quelle vergini, ammirate e commosse, non esitarono più a riceverla per loro consorella.

Non tardò molto la buona vedova a divenire lo specchio di ogni virtù. Ubbidiva colla semplicità di una fanciulla; la Superiora le ordinò un giorno di innaffiare un legno secco ed ella non esitò un istante a farlo.

Rita era l'innamorata del Crocifisso. La passione di Gesù era la sua meditazione prediletta e ne rimaneva così infiammata da versar abbondanti lacrime.

Un giorno, mentre pregava con più intenso fervore e supplicava l'amato Gesù ad associarla alla sua passione, un raggio di luce partì dal Crocifisso, si riflettè sul capo di Rita, poi una spina si staccò dal capo adorabile di Gesù e venne a trafiggere la sua fronte; vi produsse una profonda ferita seguita da un'insanabile piaga, che rimase fino alla morte; piaga che oltre ad acuti dolori esalava un grande fetore, per cui ella per non infastidire le sorelle amava restare solitaria e conversare con Dio.

Gesù la faceva davvero patire a sua imitazione. L'ultima sua malattia durò quattro anni: anni di acuto e lento martirio, che fornirono la misura della sua eroica pazienza e insaziabile brama di patire. Gesù, con un miracolo, mostrò quanto gli fosse caro il suo patire.

Era un rigidissimo inverno; il gelo e la neve erano abbondanti. Rita pregò una donna di Rocca Porena che andasse al suo antico orto e le portasse ciò che v'era di maturo e di fiorito. Si credette scherzasse: però, passando di là, quella signora scorse due freschi fichi ed una bella ed olezzante rosa era un regalo del suo Gesù.

Vicina a morire udì Gesù e la sua santa Madre che la invitavano alla celeste dimora, alla quale volò il 22 maggio del 1439.

I fedeli la chiamano la « Santa degli impossibili ».

PRATICA. Gesù comanda ad ogni cristiano di perdonare e pregare per i propri nemici: ecco il vero eroismo!

PREGHIERA. O Signore, che ti sei degnato di conferire a Rita tanta grazia da amare i suoi nemici e da portare nel cuore e in fronte i segni della tua carità e della tua passione, deh! concedici per l'intercessione e i meriti di lei di amare i nostri nemici e contemplare dolori della tua santa passione, così che conseguiamo il premio promesso agli amanti.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Càscia, in Umbria, santa Rita Vedova, Monaca dell'Ordine degli Eremiti di sant'Agostino, la quale, dopo le nozze del secolo, amò unicamente l'eterno sposo Cristo.

SUPPLICA A SANTA RITA





Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O' eccelsa Taumaturga del mondo cattolico, o' gloriosa S. Rita da Cascia, come sale bel la a te, dal nostro cuore, la preghiera in questo giorno, dedicato dalla Chiesa, alla tua solennità.

In quest'ora solenne in cui, mille e mille cuori, a te si rivolgono fidenti e pieni di santa speranza nella tua celeste protezione, anch'io unisco la mia umile preghiera perché dal Cuore Sacratissimo di Gesù, per i meriti della sua Madre Immacolata, mi ottenga le grazie di cui ho bisogno.

O gran Santa della Chiesa di Dio, non sarà possibile che la mia fiducia, nel tuo patrocinio, resti delusa! Non sei tu che i popoli chiamano la Santa degli impossibili, l'Avvocata dei casi disperati? Ed io appunto mi trovo in tante infelici condizioni per le mie colpe! Tu non vorrai allontanare da me il tuo sguardo: non sarà per me chiuso il tuo cuore; che anzi sono certo che sperimenterò la tua potente intercessione. Capisco, che ne sono indegno per i miei peccati; ebbene si rifulgerà la tua celeste carità, il tuo grande amore, ottienimi la salvezza dell'anima mia.

È questa la grazia che principalmente domando a Dio, per la tua intercessione in questo giorno sacro al tuo Natale in Paradiso; e con questa le altre grazie necessarie al mio stato.

O buona Santa Rita, appaga i miei voti, ascolta i miei gemiti, asciuga le mie lacrime, ed anche io proclamerò al mondo, che chi vuol grazia e la domanda a Dio, per mezzo di Santa Rita da Cascia, sicuramente sarà esaudito.

In questo giorno di gloria, in cui maggiore e più viva si ridesta la comune fiducia nel tuo patrocinio, ti prego di ottenere da Dio la benedizione, che imploro su me, sui presenti, sul Vicario di Gesù Cristo, sul cattolico Episcopato e Sacerdozio, sui tuoi Religiosi Confratelli e Consorelle, che formano l’eletta figliolanza del grande Sant'Agostino, sui benefattori del tuo Monastero di Cascia, sui promotori del tuo culto, sugli infermi, sui poveri, sui derelitti, sui peccatori, su tutti ed anche sulle Anime sante del Purgatorio.

O Santa Rita, Sposa amabilissima di Gesù Crocifisso, dal quale avesti in dono una delle spine della sua sacratissima corona, in questo giorno del tuo trionfo, aiutami e la tua protezione non mi venga mai meno nella vita e nel punto della mia morte. Amen.

Tre Padre nostro, Ave e Gloria.
D) Segnasti o Signore, la Tua serva Rita.
R) Col suggello della tua carità e della tua passione.


Orazione

O’ Dio, che Ti degnasti elargire a Santa Rita tanta grazia da amare i nemici, e da portare in cuore e in fronte i segni della Tua carità e passione, per l’intercessione ed i meriti di lei, Ti preghiamo concedici di perdonare i nostri nemici, e di meditare i dolori della Tua passione così che noi otteniamo il premio promesso ai miti e piangenti. Amen.

Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie