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martedì 18 marzo 2008

Lipari: Locali dei servizi demografici. Interviene Biviano

"Assoluta carenza, inidoneità, anche in materia di sicurezza e di privacy, oltre ad evidenti barriere architettoniche artefatte, nei locali comunali adibiti a servizi demografici". La segnalazione-denuncia arriva dal consigliere comunale del PD Giacomo Biviano, investito della problematica dal responsabile dei servizi demografici del comune di Lipari, dott. Giuseppe Maiuri. La "pesante" e dettagliata segnalazione è stata inviata da Biviano al Prefetto di Messina, all’Assessore agli Enti Locali, al Garante della Privacy e per conoscenza al sindaco del Comune di Lipari, al Dirigente del I Settore.
IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA:
"Mi chiamo Giacomo Biviano, Consigliere Comunale presso il Municipio di Lipari.
Rappresentante in opposizione, ma certamente in opposizione a certe vergogne che persistono nel mio Ente. Appartengo al Partito Democratico ed evidenzio la mia collocazione, nella fattispecie, proprio perchè mi aggrada l’idea di essere stato direttamente investito del sottoelencato problema, dal Responsabile dei Servizi Demografici, Dott. Giuseppe Majuri, il quale, considerato politicamente super-partes, ha voluto richiamare la mia attenzione proprio in virtù della mia collocazione partitocratica.
I fatti, gentili Eccellenze. Il vecchio edificio municipale, splendito gioiello della civiltà e cultura eoliana, anni addietro, dall’attuale Sindaco, fu chiuso “ per evidenti carenze strutturali.......”.
Contestualmente si attribuì al “Palazzo della Cultura” la destinazione “temporanea” della casa Comune. Gli anni sono trascorsi, i lavori sono stati ultimati palesando, però, ulteriori deficienze. Insomma, tutto come prima: il vecchio municipio sempre più vecchio; il nuovo edificio, eretto per altre finalità, continua ad essere supplente del municipio stesso.
Ma, ed entro nel merito dell’argomento, proprio quella struttura, che attualmente ospita la sede municipale, sarebbe, qualora non s’intervenga immediatamente, da chiudere per evidenti lacune sotto il profilo sociale – politico – amministrativo. L’ufficio anagrafe, come evidenzia lo stesso Dott. Giuseppe Maiuri e dal sottoscritto testimoniato ispezionando meticolosamente la struttura, versa in una condizione paragonabile ai quartieri spagnoli del tempo di Masaniello. Lordume ovunque; corridoi trasformati in depositi di registri, datati anche 2007, alla mercè di quanti potrebbero addentrarsi nel corridoio tramite aperture logistiche incustodite. Non solo: un servizio di struttura architettonica prevista giustamente per i diversamente abili, è ostruita da plichi, pacchi, scaffali e materiale di risulta d’altro genere. Ne viene impedito, tra l’altro, il regolare funzionamento dell’ascensore edificato a favore soprattutto dei portatori di handicap.
Signori miei, vi esorto ad esprimere con forza la vostra assoluta vergogna. Non mi soffermo, dopotutto, alle infiltrazioni d’acqua ed umido che stanno macerando registri e documenti in genere; evidenzio però che la stessa collocazione degli impiegati è fortemente compromissiva per la loro salute psico-fisica. Gli stessi risultano ammassati in tugurio, nel quale i topi, potendo scegliere, preferirebbero collocarsi proprio in quei quartieri spagnoli cari e familiari al già citato Masaniello. Ora lo sostengo io, pregiatissime Eccellenze: Schifezze! Mi vergogno di appartenere ad una comunità che concepisce e permette queste schifezze. Ma sono convinto di trovare ristoro e giustizia nel vostro immediato intervento verso chi ha perpetrato questa condizione da mondo sotto-sviluppato. Per ora, nel ringraziarvi della vostra attenzione e riflessione, desidero fermarmi a questo punto.
Certo comunque, qualora non avessi riscontri celeri, di rivolgermi alle autorità giudiziarie evidenziando i reati di mancanza di privacy e sequestro disabili nella misura in cui agli stessi viene impedito di potere usufruire di quella libertà di movimento prevista dallo stesso architetto che ha realizzato quel Palazzo della Cultura.
Aggiungo altresì di chiamare in causa associazioni dei lavoratori ed organizzazioni di consumatori".
Le foto sono di Giacomo Biviano