Italia Nostra Sicilia accende i riflettori sui progetti di realizzazione dei quattro dissalatori previsti nelle isole di Filicudi, Panarea, Stromboli e Alicudi e finanziati con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Con una articolata richiesta di accesso agli atti indirizzata al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, al Comune di Lipari e a tutti gli enti competenti, l’Associazione ha chiesto di poter esaminare l’intera documentazione tecnica, ambientale e autorizzativa relativa agli interventi. Il documento è stato sottoscritto dal Presidente Nazionale di Italia Nostra Edoardo Croci e dalla Presidente Regionale di IN Sicilia Nella Tranchina, a conferma della rilevanza nazionale della questione e della necessità di garantire la massima tutela per uno dei territori più preziosi del Mediterraneo. «Non siamo contrari alla dissalazione in quanto tale – precisa Italia Nostra – e riconosciamo l’esigenza di assicurare adeguate risorse idriche alle comunità delle isole minori. Riteniamo però indispensabile verificare che opere di tale portata siano realmente compatibili con il patrimonio ambientale, paesaggistico, archeologico e culturale delle Eolie, riconosciute dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità».
L’Associazione evidenzia una serie di questioni che meritano approfondimenti: la proporzionalità degli impianti rispetto ai reali fabbisogni delle isole, caratterizzati da una forte stagionalità; l’impatto paesaggistico delle opere; la sostenibilità economica dei progetti e dei costi di gestione nel lungo periodo; gli effetti ambientali derivanti dagli scarichi delle salamoie prodotte dai processi di dissalazione. Tali reflui presentano normalmente concentrazioni saline superiori a quelle naturali e possono contenere residui delle sostanze chimiche utilizzate per proteggere le membrane durante il processo di dissalazione a osmosi inversa.
Particolare
preoccupazione suscita la tutela degli ecosistemi marini e delle praterie di
Posidonia oceanica, habitat protetto di importanza strategica per il
Mediterraneo. Nella nota si richiama inoltre uno studio scientifico svolto sul
dissalatore di Lipari che avrebbe evidenziato alterazioni delle caratteristiche
delle acque marine e una riduzione della biodiversità nelle aree prossime agli
scarichi. Uno dei punti centrali dell’iniziativa riguarda la compatibilità
degli interventi con lo status UNESCO delle Isole Eolie. Italia Nostra chiede
infatti di verificare se i progetti siano stati sottoposti a specifiche
valutazioni in relazione alla conservazione del Valore Universale Eccezionale
che ha determinato l’iscrizione dell’arcipelago nella World Heritage List e se
siano stati coinvolti gli organismi competenti per la gestione del sito.
Attenzione viene inoltre rivolta al progetto previsto
a Filicudi, localizzato in prossimità dell’area archeologica di Capo Graziano e
di importanti testimonianze archeologiche sommerse, rispetto alle quali
l’Associazione ritiene necessario acquisire ulteriori elementi conoscitivi.
Per Italia Nostra la questione non riguarda soltanto
la realizzazione di quattro infrastrutture idriche, ma il modello di gestione
di un territorio unico al mondo, sottoposto a molteplici vincoli ambientali e
culturali.
«L’obiettivo – conclude l’Associazione – non è
bloccare preventivamente gli interventi, ma garantire che ogni decisione venga
assunta sulla base di dati scientifici, valutazioni complete, trasparenza
amministrativa e pieno coinvolgimento delle comunità locali. Quando si
interviene in un sito UNESCO, il livello di attenzione deve essere massimo».
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