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lunedì 8 giugno 2026

Novecento, rubrica a cura di Giuseppe La Greca: Due giugno 1972, la scalata della Canna di Filicudi

Il 2 giugno 1972 una singolare ed unica scalata in cordata viene effettuata da cinque guide alpine di Macugnaga sulla Canna di Filicudi, il grande obelisco naturale di roccia vulcanica, che si erge a poco più d'un miglio dalla costa occidentale dell’isola Eoliana. L'idea era nata a Carlo Ravasio, direttore del giornale di Macugnaga “Il Rosa”, dopo aver ammirato quella meraviglia della natura. Ecco un'impresa per le sue guide; un incontro fra gente del nord e gente del sud, fra la montagna e il mare.

Le prime notizie sull'iniziativa sono pubblicate nel mese di aprile 1972 dal giornale “Il Rosa” di Macugnaga. Leggiamo l'articolo per rivedere le sensazioni di quegli anni. (…) L'IdeaMentre tutta Macugnaga si prepara a festeggiare il 1° centenario della Est Rosa, il nostro giornale non poteva limitarsi alla semplice registrazione dei fatti; così, per un'idea del nostro Direttore, concretata fin dall'ottobre scorso, a Lipari, in un incontro col Presidente di quell'Azienda di soggiorno, ing. Giuseppe Rodriguez, si prepara un'impresa memorabile: la scalata, ad opera delle nostre Guide, della celebre “Canna” di Filicudi. Che cos'è la Canna? È un tremendo faraglione, a forma di torre, che esce dal mare, a nord dell'isola di Filicudi, una delle sette isole Eolie, e si slancia nel cielo per quasi cento metri; una vera meraviglia della natura, roccia durissima che per milioni di anni ha resistito a tutti gli assalti delle onde; basalto, gneis, serpentino, come ha giudicato il nostro Luciano Bettineschi. Nessuno ne ha mai tentato la scalata. Bisogna avvicinarla con la barca, attaccare la roccia che si erge a picco, o quasi; solo qualche cengetta, qualche piattaforma, ma esigua, la interrompono, qua e là. Bene, su questa torre, unica al mondo, il 2 giugno, saliranno le nostre Guide, Luciano Bettineschi, partito col nostro Direttore in avanscoperta, ha giudicato l'impresa difficile, specie per l'ultimo tratto, ma fattibile. Non solo, ma sulla vetta (altra idea uscita dalla fucina del nostro giornale) sarà posta una bella Madonnina di bronzo. Una Madonnina protettrice dei marinai, dei pescatori, dono di Macugnaga a Filicudi. Dai ghiacciai del Rosa al fuoco delle Eolie. Impresa memorabile.

L'articolo proseguiva esponendo il programma delle iniziative. La spedizione, era stata battezzata «dai ghiacciai del Rosa all'Isola del Fuoco», con una durata di 4 giorni, dal 1° al 4 giugno; i partecipanti alla scalata erano stati designati dal capo delle guide di Macugnaga, Felice Jacchini. Alla spedizione prese parte anche il coro alpino «Monte Rosa» diretto dal maestro Micheli, che doveva partecipare alle manifestazioni di contorno, in programma a Lipari e a Messina, con danze in costume siciliano e fuochi d'artificio.


Nell'Arcipelago la spedizione in arrivo è raccontata dal “Notiziario delle Isole Eolie” nel numero di maggio.(…) «Le Eolie ospitano un avvenimento eccezionale: le guide del Monte Rosa scaleranno l'inviolata “Canna” di Filicudi per deporvi, in vetta, una Madonnina di Bronzo, dono di Macugnaga all'isola, che resterà a ricordo del centenario dell'est Rosa, ed a protezione degli abitanti dell'Arcipelago, della gente che dal mare trae mezzo di vita, dei forestieri. L'avvenimento ha un duplice significato; accomunare in un caloroso ideale abbraccio di amicizia e di fede due lembi della stessa Patria profondamente diversi; dare impronta umana, palpitante, attraverso un'impresa sportiva pura che richiede eccezionali doti personali e fisiche, ad un atto di fede sublime qual è la posa della Madonnina. Macugnaga non vuole soltanto donare qualcosa che resti a ricordo di un'impresa o di un ideale gemellaggio, ma vuole soprattutto dimostrare come la Fede sia al di sopra delle cose terrene e come Essa si conquisti, per la pace e la fraternità, con grandi sacrifici da parte dell'Uomo.

Significativo avvenimento – le isole Eolie sono liete e riconoscenti di essere sede di questo significativo grande avvenimento. La popolazione ha compreso in pieno il significato dell'avvenimento e accorrerà in massa, coi mezzi di cui dispone, per assistere ad una impresa che la Madonnina, dell'alto dell'unica torre di roccia al mondo, ricorderà per sempre.

I cinque scalatori erano: Luciano Bettineschi, Felice Jacchini, capo delle guide di Macugnaga, e suo fratello Carlo Jacchini (1931), Michele Pala (1932 - 2012) e Lino Pironi (1932 – 1988).

§ 2 giugno

La Canna, alta una novantina di metri, è stata vinta dopo otto ore di fatica, sotto un sole infuocato mentre oltre duemila persone assistevano all'impresa degli alpinisti dalle imbarcazioni. La scalata è cominciata verso le 7,30. Capo cordata è Felice Jacchini. Quando i cinque alpinisti hanno raggiunto la vetta, alle 15, dai natanti è partito un interminabile scrosciante applauso. Sulle barche, al termine della scalata, c'è stato un brindisi generale con la Malvasia. Tra gli spettatori, circa duemila, un centinaio di soci dell'Est Rosa, la folta comitiva giunta appositamente da Macugnaga, numerosi turisti italiani e stranieri che si trovano nelle Eolie e i quattrocento medici che partecipano, a Lipari, al trentatreesimo congresso della società di ortopedia e traumatologia dell'Italia meridionale e insulare. 


In cima alla Canna i cinque hanno collocato una Madonnina di bronzo, alta un metro e trenta, opera dello scultore siciliano Coco che lavora a Milano. La statua, in precedenza è stata benedetta dal vescovo di Lipari monsignor Nicolosi.

Gli scalatori sono arrivati alle Eolie il giorno prima, un po’ preoccupati per l'impresa che presenta parecchie difficoltà tecniche: infatti, in più punti, la parete è del quarto e quinto grado superiore.

« E poi — dichiararono i cinque di Macugnaga — di solito siamo abituati a "sentire" sotto di noi, anche da altezze di molto superiori, la neve. Qui, invece, abbiamo dovuto superare l'impasse psicologica di scrutare dall'alto il mare che sarà bellissimo, ma incute sempre un gran rispetto e un pò di paura».

Nel tardo pomeriggio, si è svolta la cerimonia nel municipio di Lipari, con scambio di doni tra il sindaco Francesco Vitale e quello di Macugnaga Spartaco Montagnani. Sono presenti anche i presidenti delle aziende di turismo delle Eolie Giuseppe Rodriguez e di Macugnaga Salvatore Generoso. «Da parte nostra — ha detto l'ing. Rodriguez — siamo stati assai contenti di ospitare i rocciatori di Macugnaga. Noi che abbiamo ospitato alle Eolie i più grandi campioni subacquei del mondo, adesso potremo vantarci di aver avuto con noi i campioni del Monte Rosa ». 



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