Oggetto: Panarea – Centro Comunale di Raccolta RSU previsto
a circa 3 metri dai confini di proprietà private e in strettissima
prossimità delle abitazioni. Richiesta urgente di intervento e sospensione
cautelativa dei lavori.
Egregio Signor Presidente,
i ricorrenti nel giudizio innanzi al T.A.R. Sicilia, Sezione staccata di
Catania (Sez. II), n. 1626/2026 R.G., si rivolgono per il tramite del
sottoscritto, Dr. Marco Abate, direttamente a Lei per sottoporLe una vicenda
che sta suscitando profonda preoccupazione a Panarea e che, per le sue implicazioni
ambientali, paesaggistiche e sociali, riteniamo meriti un urgente
interessamento della Presidenza della Regione siciliana.
Il Comune di Lipari sta realizzando sull’isola un nuovo Centro Comunale di Raccolta dei rifiuti (C.C.R.), finanziato nell’ambito del PNRR – Programma “Isole Verdi”.
Desideriamo chiarire immediatamente un punto essenziale: non contestiamo la necessità di dotare Panarea di un sistema moderno ed efficiente per la gestione dei rifiuti. Contestiamo la scelta di realizzare questo impianto proprio in quel luogo.
Il perimetro del nuovo C.C.R. è previsto a circa 3 metri dai
confini di proprietà private e a soli 20 metri dalla prima
abitazione. Questa prossimità assume ulteriore rilievo alla luce della
relazione tecnica dell’Ing. Salvatore Forte “Considerazioni sul progetto
esecutivo per la realizzazione di un centro comunale di raccolta RSU nel Comune
di Lipari, isola di Panarea”, datata 28 febbraio 2026, che analizza
specificamente gli impatti ambientali, gestionali e la distanza del C.R.C. dal
tessuto abitato.
-
richiama, quale elemento di valutazione della localizzazione, il principio secondo
cui, “[n]ell’ambito delle valutazioni ambientali relative alla gestione di
impianti destinati al trattamento di rifiuti urbani e speciali, la distanza
minima di 3 km dal centro abitato costituisce generalmente un criterio
escludente. Con riferimento alle case sparse, si procede inoltre alla
verifica della loro presenza entro un raggio di almeno 500 metri
dall’impianto; tale elemento rappresenta un ulteriore fattore penalizzante
ai fini della localizzazione e realizzazione dell’intervento”;
-
evidenzia che “[i] residenti collocati entro 50 m dall’impianto sarebbero
esposti, con elevata probabilità, a una pluralità di effetti - acustici,
odorigeni e luminosi - e considera altamente probabili effetti odorigeni e
acustici anche entro 100 m in direzione Sud-Est, tenuto conto della direzione
prevalente dei venti”.
Tutto questo avviene a Panarea, una piccola isola di straordinario valore ambientale e paesaggistico, inserita nel sistema europeo “Natura 2000”.
Una scelta effettuata senza un reale dialogo con la popolazione:
A rendere la situazione ancora più difficile da comprendere è stata, a nostro avviso, la mancanza di un autentico confronto preventivo con la popolazione interessata. Una decisione così delicata, destinata a modificare in maniera permanente una zona residenziale dell’isola e a incidere direttamente sulla vita delle persone che vi abitano, avrebbe meritato un processo trasparente di confronto sulle possibili localizzazioni. Questo confronto non vi è stato nella misura che una scelta di tale impatto avrebbe richiesto. La forte opposizione manifestatasi successivamente non può pertanto essere liquidata come contrarietà alla realizzazione di un’opera pubblica. Essa nasce innanzitutto da una domanda estremamente semplice: perché realizzare un Centro Comunale di Raccolta a circa tre metri dai confini di tre proprietà private e in così stretta prossimità di numerose abitazioni, senza avere prima discusso seriamente con la comunità le possibili alternative?
L’alternativa di Punta Palisi:
La domanda è ancora più pertinente perché un’alternativa era già stata concretamente presa in considerazione in passato. A Punta Palisi era stata, infatti, proposta una soluzione per la raccolta e la riduzione volumetrica dei rifiuti differenziati, in prossimità dell’area utilizzata tuttora dai mezzi del servizio di raccolta. Tale soluzione era stata presa in considerazione nella programmazione comunale già nel 2021.
Non sosteniamo in questa sede che quel progetto debba necessariamente essere riproposto nelle medesime forme: ogni localizzazione deve essere sottoposta alle necessarie verifiche tecniche e ambientali.
Il punto è un altro.
Punta Palisi dimostra che sono state considerate in passato localizzazioni alternative rispetto all’attuale area posta a ridosso delle abitazioni. Una precedente petizione promossa per sostenere una soluzione alternativa per la gestione dei rifiuti a Panarea aveva raccolto oltre 1.300 firme, a dimostrazione di quanto il tema della localizzazione sia sentito dalla comunità. In questi ultimi mesi, un’altra petizione per la revisione del progetto di C.C.R. di Panarea ha raccolto più di 950 firme.
Di fronte a questi precedenti, riteniamo legittimo chiedere perché non sia stato avviato un vero confronto pubblico e tecnico sulle alternative prima di scegliere un terreno il cui perimetro si colloca a circa tre metri dai confini di tre proprietà private e in strettissima prossimità del tessuto residenziale.
Una vicenda sulla quale il T.A.R. è già intervenuto:
Vi è poi un elemento istituzionale di particolare importanza. Il T.A.R.
Sicilia, Sezione staccata di Catania, con sentenza n. 623 del 27
aprile scorso, ha già annullato importanti atti del precedente
procedimento relativo alla medesima opera. Tale circostanza merita di
essere sottolineata anche alla luce delle erronee dichiarazioni
pubblicamente diffuse dall’Assessore comunale Gianni Iaconino sulla pagina
Facebook “Rinascita Eoliana –
Riccardo Gullo Sindaco”, che alleghiamo per opportuna conoscenza. Sul
piano ambientale, il T.A.R. ha stabilito che, sebbene un centro di raccolta non
sia automaticamente soggetto alla procedura di V.I.A., occorre valutare se, in
combinazione con gli altri interventi previsti nella stessa area, l’impatto
complessivo possa diventare significativo e negativo e rendere quindi
necessaria una verifica di assoggettabilità a V.I.A..
Un ulteriore elemento: il venir meno dell’urgenza legata al P.N.R.R.:
A ciò si aggiunge un ulteriore elemento che riteniamo meriti un chiarimento immediato. Il progetto era stato originariamente finanziato nell’ambito del PNRR – Missione 2, Componente 1, Investimento 3.1, Programma “Isole Verdi”. Le linee guida nazionali hanno fissato al 30 giugno 2026 il termine per l’ultimazione degli interventi, lasciando tempo fino al 31 agosto 2026 per la finalizzazione della documentazione necessaria alla rendicontazione.
I lavori del C.C.R. di Panarea sono, invece, iniziati soltanto il 21 luglio 2026, quando il termine per la loro ultimazione era già inutilmente decorso.
Questo assume particolare rilievo anche rispetto alla disciplina dei lavori durante la stagione turistica, compresi i giorni festivi. L’ordinanza sindacale n. 31 del 17 giugno 2026, successivamente rettificata e integrata il 26 giugno successivo, ha disposto dal 4 luglio al 5 settembre la sospensione generale dei lavori edili o rumorosi nelle isole del Comune, prevedendo una specifica deroga, tra gli altri, per le opere finanziate nell’ambito del P.N.R.R., proprio in ragione dei tempi stringenti di attuazione. Tale urgenza era legata alle scadenze finali del Piano. Considerato che il C.C.R. non è stato completato entro il 30 giugno, ci chiediamo se la deroga prevista dall’ordinanza possa ancora essere legittimamente applicata a questo cantiere. In particolare, il Comune dovrebbe dimostrare che l’intervento conservi concretamente la qualificazione e la copertura P.N.R.R. e che i lavori attualmente eseguiti siano ancora utili al conseguimento di un obiettivo realizzabile e rendicontabile entro il 31 agosto. Circostanza che, alla luce del recente avvio dei lavori (soltanto il 21 luglio) e dello stato attuale del cantiere documentato dalle fotografie allegate, appare meritevole di un urgente chiarimento.
La circostanza appare ancora più rilevante considerando che alcuni atti comunali pubblicati anche nel mese di agosto continuano formalmente a qualificare l’intervento come P.N.R.R.. Chiediamo, pertanto, che venga chiarito con urgenza quale sia oggi l’effettiva fonte di finanziamento dell’opera e, conseguentemente, se la deroga al divieto estivo dei lavori possa ancora essere legittimamente invocata.
È soprattutto questa situazione che ci induce a rivolgerci direttamente a Lei.
Quale interesse pubblico può giustificare la prosecuzione
accelerata dei lavori per realizzare un centro di raccolta dei rifiuti a circa
tre metri dai confini di tre proprietà private e in strettissima prossimità
delle abitazioni quando il T.A.R., tra poche settimane, dovrà decidere proprio
sulla richiesta di sospensione dell’opera?
La nostra richiesta:
-
la piena conformità del nuovo procedimento alla sentenza del
T.A.R. di Catania n. 623/2026, con particolare riferimento agli effetti
cumulativi e alla questione V.Inc.A./screening
V.I.A.;
-
le ragioni che hanno determinato la scelta di localizzare
il perimetro del C.C.R. a circa tre metri dai confini di tre proprietà private
e in strettissima prossimità di numerose abitazioni, nonostante l’estrema
delicatezza del contesto;
-
se siano state adeguatamente e comparativamente esaminate
le localizzazioni alternative, comprese quelle considerate negli anni
precedenti, come Punta Palisi;
- la possibilità, nell’ambito delle competenze regionali, di adottare ogni iniziativa utile a consentire una sospensione cautelativa dei lavori almeno fino alla decisione cautelare del T.A.R. al termine della camera di consiglio del 10 settembre p.v..
Non chiediamo alla Regione di sostituirsi al giudice
amministrativo, chiediamo esattamente il contrario, cioè che:
-
si consenta al giudice di
pronunciarsi prima che l’avanzamento dei lavori rischi di rendere inutile o
comunque molto meno efficace la tutela cautelare richiesta;
- una decisione destinata a incidere profondamente sul futuro di Panarea non venga imposta senza ascoltare chi sull’isola vive, lavora, investe e tutela da generazioni il suo territorio. Un servizio pubblico necessario può e deve essere realizzato, ma nel luogo giusto, con le necessarie garanzie ambientali e attraverso un confronto reale con la comunità interessata.
Panarea merita una soluzione condivisa e sostenibile, non una corsa contro il tempo per costruire un centro di raccolta dei rifiuti a circa tre metri dai confini di tre proprietà private e nel cuore di un’area residenziale.
Confidando nella Sua sensibilità istituzionale e nella Sua attenzione verso la tutela delle isole minori siciliane, restiamo in attesa di un Suo cortese e urgente riscontro.
Con osservanza.
Anche per i Sigg. Marina Abate,
Daniela Cecchele, Gennaro Matacena, Gabriella Ferrari Bravo, Lorenzo Matacena, Bruno Matacena, Antonio Marzo, Giovanni Marzo, Vincenzo
Tesoriero, Mirella Masi, Salvatore Tesoriero Matteo Garbaccio, e Paola Garbaccio Iaria, Marco Abate
Adesioni alla lettera

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