Un ritorno carico di memoria, che ha impreziosito le celebrazioni del 24 agosto e rinnovato un legame religioso e culturale antico.
Il prezioso reliquiario messinese era infatti arrivato a Lipari il 22 agosto 1926, portando con sé un frammento della pelle di San Bartolomeo, ottenuto dall’arcivescovo di Messina Angelo Paino dal Patriarca e dal Capitolo della Cattedrale di Venezia.
La reliquia fu donata alla comunità eoliana e accolta nella baia di Portinente da una folla di fedeli.
Proprio in quella occasione monsignor Paino invitò i liparesi ad avere un proprio Vascelluzzo. L’appello fu raccolto dalla comunità: grazie alle offerte degli eoliani residenti e di quelli emigrati, nel 1930 venne realizzato il Vascelluzzo di Lipari, destinato a custodire la preziosa reliquia.
Quest’anno, dunque, il Vascelluzzo messinese è tornato a Lipari dopo un secolo, grazie alla disponibilità della Confraternita di Santa Maria dei Marinai di Messina.
Il 23 agosto era stato accolto a Marina Corta e accompagnato in processione verso la Cattedrale insieme al clero, al Seminario di Messina e alle confraternite dell’isola, in occasione dei Primi Vespri della solennità.
Il ritorno del Vascelluzzo ha riportato alla memoria quel viaggio del 1926.
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