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venerdì 15 luglio 2011
Il ministro Romani: Il Governo su gara Siremar ha chiesto a D'Andrea di concludere entro luglio
Sulla gara per Siremar il governo ha chiesto al commissario straordinario Giancarlo D'Andrea di ''concludere entro luglio''. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani nel corso dell'audizione presso la commissione Trasporti della Camera. ''Attualmente e' in corso la valutazione delle offerte presentate'', ha spiegato il ministro ricordando che per la compagnia sono arrivate le offerte della Compagnia delle Isole e della Societa' di Navigazione Siciliana, costituita da Ustica Lines e Caronte. ''Abbiamo chiesto al commissario straordinario di concludere entro luglio'', ha affermato Romani.
giovedì 14 luglio 2011
La Compagnia teatrale "Piccolo Borgo Antico" domani a Vulcano
(di Luana Spanò) La Compagnia Teatrale Piccolo Borgo Antico di Lipari domani sera ore 21.30 a Vulcano all’anfiteatro Maracuja presenterà la commedia brillante in due atti liberamente tratta da “Pigiama per 6” di Marc Camelotti, “Purtativi u Pigiama”.
Una parodia dai ritmi veloci, della famiglia piccolo borghese.
Il presidente della Compagnia Angelo Biviano e la regista Tindara Falanga coglieranno l’occasione per ringraziare l’Assessore Ivan Ferlazzo, promotore e organizzatore della serata, sempre più vicino all’ attività della stessa , che da anni lavora sul territorio eoliano e siciliano, coinvolgendo numerosi giovani.
Il 20 luglio al castello di Lipari la Compagnia aprirà la sua decima rassegna teatrale estiva.
Soddisfazione di Federalberghi Isole Eolie per la parziale riapertura dell’ex stabilimento termale di S. Calogero
Soddisfazione da parte di Federalberghi Isole Eolie per la parziale riapertura dell’ex stabilimento termale di S. Calogero a Lipari che nell’occasione ha visto l’organizzazione dell’evento “Incontri mediterranei giornata internazionale delle arti 2011 d’acqua e di storia” mostra di arte contemporanea.
Ci auguriamo che l’iniziativa promossa dalla F.S.C. Group Service, in convenzione con il Comune di Lipari, possa rappresentare la prima di una serie di azioni concertate e finalizzate alla riqualificazione e alla valorizzazione di un sito di indiscusso valore storico e ambientale.
Cassonetti dei rifiuti nel parcheggio di via Franza. Cambiano di nuovo postazione. Tra le proteste
Stamani un nuovo spazio è stato realizzato all'ingresso del parcheggio (sul lato sinistro). Il trasferimento ha scatenato le proteste dei residenti che si vedono sottratti ben sei posti per il parcheggio libero delle auto. Sull'altro lato, ricordiamolo, vige la sosta oraria.
"Con questa nuova collocazione- ci hanno detto, rivolgendosi alla nostra redazione - diventa ancora più difficile trovare un posto. Principalmente se si considera che la parte alta del parcheggio (sempre sul lato sinistro) in questo periodo viene utilizzato dalle auto dei vacanzieri che alloggiano nelle strutture ricettive della zona. Auto che vengono posteggiate all'arrivo e riprese alla partenza".
Ma a protestare c'è anche chi ha un'attività commerciale nella zona, una abitazione, così come i passanti. I cassonetti, posti a ridosso del marciapiede- già da stamani- trasferivano un lezzo insopportabile.
Rifornimento idrico. Dalla Regione in arrivo 25mila tonnellate d'acqua per le isole minori
Venticinquemila tonnellate di acqua arriveranno dalla Regione per affrontare quella che per le isole minori siciliane si prospettava come una vera e propria emergenza idrica nel cuore dell'estate. L'invio avverrà tramite l'Ufficio per l'Emergenza Idrica". La novità è emersa nel corso dell'incontro tra i rappresentanti regionali e il sindaco di Lipari Mariano Bruno. Nei giorni scorsi avevano protestato vibratamente, oltre al sindaco Bruno, anche il presidente Ancim Sicilia, Massimo Lo Schiavo, la Federalberghi e la Confturismo. Il primo cittadino liparese soddisfatto del risultato ottenuto ha comunque evidenziato "l'assurdità della nota con la quale il Ministero della Difesa, che quest'anno ha tagliato del 10% i quantitativi di acqua per le isole minori, si rivolge alla Regione affinchè faccia fronte alle lamentele dei primi cittadini e della popolazione ed invii l'acqua necessaria".
Di tutto un po
Scossa tellurica - Un terremoto di magnitudo 2.4 è stato registrato ieri sera alle 20.48 nel Tirreno, a sud est delle isole Eolie. L' epicentro è stato localizzato a 133.3 km di profondità.
Tirrenia. Federmar chiede a CIN se ramo cabotaggio fa parte dei programmi aziendali
Con una lettera inviata oggi alla Compagnia Italiana di Navigazione (CIN) ed in copia al Ministro dei Trasporti ed alla Tirrenia, la Federmar-Cisal chiede la massima chiarezza per conoscere se l’acquisizione del ramo d’azienda “Cabotaggio” della Tirrenia rientra ancora nei programmi di questa società.
Per la Federmar-Cisal, infatti, la decisione della CIN di rinviare la chiusura del contratto di acquisto non dipende tanto da alcuni asseriti impedimenti che appaiono del tutto strumentali, come i riferimenti alle lungaggini per il parere dell’Antitrust dell’Unione Europea od alla concorrenza portata dalle navi noleggiate dalla Regione Sardegna, quanto dal fatto che appare evidente che da parte della cordata – formata dagli armatori Aponte, Grimaldi ed Onorato – vi sia un defilamento circa gli impegni che erano stati assunti nel corso della trattativa.
Poiché una conclusione negativa di questa vicenda comporterebbe quasi certamente, almeno allo stato attuale delle cose, il fallimento della Tirrenia, il sindacato manifesta una profonda preoccupazione rendendosi conto di quello che ciò significherebbe per i quasi duemila posti di lavoro tra personale navigante ed amministrativo.
Come ha già anticipato, la Federmar-Cisal sta vagliando la possibilità, qualora la situazione dovesse volgere al peggio, di istituire con i lavoratori interessati un società per gestire i servizi di collegamento effettuati dalla flotta Tirrenia.
mercoledì 13 luglio 2011
"Arte in piazza" nel centro storico di Lipari. Da domani 14 luglio
Questa settimana il centro di Lipari si vestirà d'arte. Da giovedì 14 luglio a domenica 17 luglio, dalle 18.00 alle 22.00 circa, nella piazzetta accanto all'ufficio postale, che si affaccia sul corso Vittorio Emauele II, gli artisti e le artiste locali allestiranno una mostra collettiva. Saranno presenti le opere di Tiziana Aiello, Francesco Biviano, Bartolo Ciampaglia, Renata Conti, Marcella Di Benedetto, Nilde De Pasquale, Janet Little, Paola Lo Cascio, MariaPia Mirabito, Loredana Salzano, Franca Scappin, Giorgia Sipione, Giacomo Sliggers, Aurora Varvaro.
Riapertura di S. Calogero. I video con gli interventi in fase di presentazione
Riaperture dell'edificio termale di San Calogero. Dopo i servizi e le interviste già proposte, e che troverete scorrendo il nostro giornale on line, in serata vi proponiamo tre video che racchiudono una serie di video relativi ad interventi effettuati stamani in fase di presentazione dell'evento.
S.Calogero. Intervento D.Starvaggi, G. Giunta, M. CorgnatiS. Calogero: Intervento Gaspare Motta, pschiatra e resp.le progetto "Libertà e Luce"
S. Calogero: Intervento sindaco Mariano Bruno
Michele Giacomantonio. Presentazione del libro "Recitazione della controversia liparitana"
Una banale vicenda della vendita di una partita di ceci diventa una questione internazionale, se ne occupano re e papi oltre a vescovi, viceré, magistrati, giurati ecc. Ad un certo punto esplode persino uno scontro durissimo che crea, in tutta la Sicilia, sofferenze, disagi ed anche qualche morto. Gli apparati dello Stato, che è il Regno di Sicilia, governato da un viceré, operano con gli strumenti del carcere e dell’espulsione, quelli religiosi con la scomunica e l’interdetto che erano, ancora all’inizio del settecento, in una società non secolarizzata, armi abbastanza micidiali perché condannavano, chi era colpito dalla scomunica, alla marginalità sociale e le comunità investite dall’interdetto, a vedersi impedite o ridotte funzioni importanti dell’esistenza come i battesimi, i matrimoni, i funerali e soprattutto il seppellimento in terra consacrata quali erano allora tutti i cimiteri.
Certamente la vendita di una partita di ceci -fosse o non fosse libera da balzelli e da diritti di mostra, lo sapessero o no i catapani cioè i vigili annonari dell’epoca che questi ceci appartenevano alla mensa vescovile e, una volta saputolo, decisero o meno di restituirli al commerciante – questa vendita non avrebbe potuto scatenare un simile putiferio se dietro di essa non si mascherasse qualcos’altro. E cosa? Da una parte la Legazia apostolica che faceva del re di Sicilia un “legato per nascita” del Papa col diritto di nominare i vescovi e anche decidere in seconda istanza su materie di competenza dei tribunali ecclesiastici; dall’altra l’eccezionale privilegio della Diocesi di Lipari che, grazie ad un’altra bolla di Urbano II, doveva essere ritenuta fuori dalla Legazia perché direttamente soggetta alla S. Sede. Ecco il nodo: il papa voleva far saltare la Legazia che interferiva fortemente nell’esercizio della sua autorità religiosa e per questo aveva nominato un vescovo, il Tedeschi, che doveva trovare l’occasione buona per fare esplodere il caso e quindi, collegandosi con altri vescovi della Sicilia – e specie con quelli di Catania, Girgenti e Marsala che erano i più sensibili alle esigenze della S. Sede – denunciare l’istituto della Legazia; dall’altra il re, il viceré, il Tribunale della Monarchia, i magistrati locali che, oltre a difendere la Legazia, non volevano riconoscere lo statuto speciale della Diocesi di Lipari e la ritenevano simile alle altre della Sicilia e quindi sottomessa alle regole della Legazia.
La controversia durò otto anni dal 22 gennaio 1711 al 2 settembre del 1719 quando proprio Clemente XI tolse l’interdetto che aveva colpito la diocesi di Lipari. Di fatto si trattò di un necessario compromesso fra la Santa Sede e il Governo di Palermo di fronte ad una situazione ogni giorno più insostenibile anche se, per molti aspetti, e così lo interpreta Sciascia nella sua Recitazione, apparve come la capitolazione dello Stato di fronte al potere della Chiesa. Di più, sempre secondo Sciascia, questo compromesso rappresentò la sconfitta di quella sorta di pool riformista-illuminato, che lo scrittore di Regalmuto definisce come l’emblema di una nuova classe dirigente quale la Sicilia non aveva mai avuto e non avrà fino ai nostri giorni. Una classe dirigente dispersa dalla “restaurazione” del 1719 cioè dal compromesso Chiesa-Stato. Una classe dirigente che lo stesso Sciascia indica in alcuni personaggi quale Giacomo Longo, giudice del Tribunale della Monarchia, Francesco Ingastone, giudice della Gran Corte, Ignazio Perlongo, avvocato del Tribunale del Real Patrimonio, e persino il capo della polizia Matteo del Vecchio che si distinse per assenza di scrupoli e per ferocia guadagnandosi, a compromesso concluso, una schioppettata ed il cadavere gettato in fondo ad un pozzo secco.
Lo speciale statuto della Diocesi di Lipari, invece, si esaurì nel 1749 quando il re Carlo III di Borbone riconobbe la competenza del Tribunale della Monarchia per un ricorso contro il Vescovo di Lipari e non si ebbero reazione alcuna né da parte del Vaticano, né della Diocesi.
La Legazia apostolica invece, pur ridimensionata dalla c.d. “concordia benedettina” voluta da Benedetto XIII con una bolla del 1728, si trascinerà sino al 13 maggio 1871 quando lo Stato italiano la abolì con la legge delle Guarentigie.
E’ interessante notare che persino il massone Garibaldi divenuto dittatore di Sicilia col beneplacito di Vittorio Emanuele, si presentò nella Cattedrale di Palermo con gli abiti e l’autorità di Legato pontificio e venne accolto dai canonici all’ingresso della chiesa e accompagnato al trono reale che era posto di fronte a quello episcopale ma in posizione più elevata perché il legato rappresentava il papa.
Leonardo Sciascia nel 1969 scrive, ne abbiamo già fatto cenno, sulla vicenda della controversia una Recitazione e la dedica ad Alexader Dubcek presidente della sfortunata primavera di Praga schiacciata dai carri armati sovietici. Qual’ è la tesi di Sciascia? Le ragioni del potere e della forza se pure hanno la meglio in un frangente storico grazie alla preponderanza dei mezzi e della violenza, non l’avranno però nel lungo periodo. Nel lungo periodo, le ragioni degli uomini che sostengono la speranza ed hanno mantenuto la schiena ritta finiranno coll’evidenziarsi ed anche col fruttificare.
Ma se la contrapposizione fra la primavera di Dubcek e il potere sovietico è chiara e netta e non si fatica a individuare da che parte stanno le ragioni della speranza ed a distinguerle da quelle della repressione, qual è la contrapposizione che emerge nella controversia liparitana? Chi rappresenterebbe la speranza? Lo stato di Sicilia di Vittorio Amedeo II di Savoia ( succeduto agli spagnoli e poi di nuovo sostituito prima dagli austriaci e ancora dagli spagnoli poi)? Nemmeno Sciascia sostiene questo. Sciascia vede la speranza in quel pugno di uomini che a suo dire rappresentò una nuova classe dirigente, “uomini che credevano in Dio, ma propugnavano il diritto dello Stato”, una sorta di precursori delle idee di quel cattolicesimo affermatosi col Vaticano II e cioè proprio negli anni in cui Sciascia scriveva la Rappresentazione. Ma pur volendo riconoscere questo spessore culturale e profetico al messinese Giacomo Longo, è difficile dire che valga lo stesso per Perlongo e Ingastone, e tantomeno per Matteo del Vecchio che Sciascia addirittura vuole accostare alla Emily di William Faulkner a cui lo scrittore americano dedicò una rosa perché ebbe la forza, per amore, di dormire per anni nel letto accanto al cadavere dell’amato. Sciascia depone idealmente una rosa sul pozzo secco dove fu gettato il Del Vecchio perché qui – a suo dire - il cadavere di questi dormì a fianco al cadavere dello Stato.
In realtà lo scontro del XVIII secolo che ci tramanda la Controversia non è uno scontro fra speranza e reazione codina, ma fra due tipi di potere che avevano tracimato entrambi su ambiti che esorbitavano dalla loro competenza. E così lo Stato pretendeva di impicciarsi –come abbiamo detto - nel governo della Chiesa, mentre la Chiesa rivendicava a sé competenze nel campo della giurisdizione soprattutto nei casi di materia cosiddetta mista e cioè quando i delitti riguardavano il clero e i beni ecclesiastici o investivano tematiche di ordine morale come gli adulteri, il concubinato ma anche i delitti sessuali. Si era cioè di fronte a due poteri che tendevano a trasbordare oltre i loro ambiti giacchè la pervasività è proprio del potere.
Punto di vista sbagliato o realtà? (di Daniele Corrieri)
Punto di vista sbagliato o realtà??? Di solito non critico ma osservo,; di solito non accuso ma provoco e attendo reazioni. Il tutto con lealtà e intento costruttivo.
Dove voglio parare??? Arrivo al punto.
Sul web ho acceso una polemica. Tra l’altro nel primo articolo scrissi: adesso si apre un putiferio. Non avevo torto. Mi riferisco ai pub notturni con relativa musica.
Due giorni fa parlai di ipotesi di disuguaglianza negli spazi pubblici con relativa lettera aperta all’Assessore Massimo D’Auria.
Non era un problema da poco conto, ma dei fatti che probabilmente cercavano risposte o eventuali dibattiti. Dentro di me pensai: se per il silenzio notturno è nato un putiferio, dove si citava la civiltà, la cultura, l’Unesco, pensa un po’ per un eventuale disparità di trattamento di alcuni eoliani cosa ne viene fuori per essere vicini alle attività eoliane. Incredibilmente silenzio assoluto!!!
Nessuna riga, tantomeno nessuna risposta dall’Assessore o da qualche consigliere comunale di maggioranza o di minoranza, ma soprattutto di coloro che amano il silenzio. Difatti silenzio assoluto!!! Cosa mi viene da pensare da persona che ragiona: come mai polemica per il silenzio e zero dibattito per gli spazi pubblici e concessioni varie??? Semplice, i pub e i bar notturni da attaccare, le cose serie “paura di dire”.
Conclusioni: non si vuole fare lavorare i bar e i pub perchè è facile il tema da parlare, ma non si parla del perché molti possono avere suoli pubblici anche fuori dalla loro sede legale e ubicazione. Quindi può lavorare e deve lavorare o meglio devono lavorare i soliti, perché gli altri non contano, tantomeno sono stati difesi con tanto calore come per il silenzio richiesto. Mi viene da ridere!!!
Non me ne vogliate ma penso che di strada per pensare Lipari come Capri o altre località "In" ne dovete fare, per avere mezzi di trasporto (navi e aliscafi) idonei e non vecchi e fumanti dovete aspettare il terzo millennio, per risolvervi il problema delle spiagge pulite a inizio stagione dovete aspettare che Eolo soffi talmente forte, inoltre vi tolgono parte di fornitura idrica,...vado avanti.? Non serve!! Dormite sereni e in assoluto silenzio.
Di solito il silenzio fa rumore ma in questo caso fa ridere!!! Per concludere non voglio offendere nessuno come del resto fare scuola a nessuno. Mi auguro che chi lavora o ha voglia di lavorare venga lasciato tranquillo, l’estate dura poco ma 365 giorni l’anno vi guardate in faccia. Suggeriscoa molti amici sull’isola, buon senso e capacità di capire i limiti di tutti i buon pensanti dell’isola che sanno solo blaterare!!! Un sorriso a tutti !!!
Daniele Corrieri
Acqua nelle isole minori è allarme. Del Bono (Federalberghi) scrive a Ministero della Difesa e Regione
La presente - scrive Christian Del Bono - per segnalare le difficoltà in cui versano le isole minori siciliane a seguito dell’emergenza idrica venutasi a creare a causa dei tagli imposti dal Ministero della Difesa – comunicati ai Sindaci nel corso dell’incontro tenutosi a Palermo presso il Dipartimento Regionale delle Acque e dei Rifiuti in data 16 novembre 2010 - e richiamati dal Presidente dell’ANCIM Sicilia, Massimo Lo Schiavo nella sua nota del 12 luglio 2011.
I tagli – operati su quantitativi che rimanevano invariati sin dal 2004 - appaiono oltretutto inopportuni e in contrasto con l’aumento dei posti letto e dei servizi in genere verificatosi negli ultimi anni.
Le difficoltà e le preoccupazioni interessano tutte le isole della Sicilia e in alcune di queste gli albergatori sono già in subbuglio tanto da essersi attivati per una raccolta di firme atta a sensibilizzare gli organi competenti al fine di scongiurare i disagi connessi ad un’emergenza che rischia anche di avere anche pesanti risvolti di carattere igienico-sanitario.
Si segnala altresì che il metodo di fornitura adottato per il 2011, con vincoli rigidi sui quantitativi settimanali, priva i soggetti gestori ed erogatori del servizio di quella flessibilità che in passato consentiva loro di ridistribuire in base ai consumi i quantitativi d’acqua da una settimana all’altra.
Le difficoltà e le preoccupazioni interessano tutte le isole della Sicilia e in alcune di queste gli albergatori sono già in subbuglio tanto da essersi attivati per una raccolta di firme atta a sensibilizzare gli organi competenti al fine di scongiurare i disagi connessi ad un’emergenza che rischia anche di avere anche pesanti risvolti di carattere igienico-sanitario.
Si segnala altresì che il metodo di fornitura adottato per il 2011, con vincoli rigidi sui quantitativi settimanali, priva i soggetti gestori ed erogatori del servizio di quella flessibilità che in passato consentiva loro di ridistribuire in base ai consumi i quantitativi d’acqua da una settimana all’altra.
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