Sconfitta in trasferta per 5 a 4 per la Ludica Lipari di calcio a 5 sul campo del Trinacria Acireale.
Marcatori: Pellegrino Daniele ; Lo Presti Francesco ; Autogol 2
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sabato 26 ottobre 2013
“PRECARI, A RISCHIO 20 MILA POSTI DI LAVORO”
“Il decreto Pubblica Amministrazione licenziato dalla Camera e’ peggiorativo rispetto al testo approvato al Senato. Non solo non viene favorito il processo di stabilizzazione, reso impossibile dalle norme imposte ai comuni, ma anche la proroga dei contratti sara’ impedita alla maggior parte dei comuni siciliani essendo legata alle effettive dotazioni organiche vincolate alla spesa del personale e al patto di stabilita’”. Lo afferma il deputato e coordinatore regionale di SEL Erasmo Palazzotto.
Lo stesso Palazzotto prosegue: “In Sicilia gli effetti della norma saranno devastanti, poco meno di 2000 lavoratori potranno rientrare nel processo di stabilizzazione mentre per oltre 20mila precari il destino sara’ quello del licenziamento. Il risultato – prosegue Palazzotto – sara’ quello di appesantire le gia’ gravi condizioni di emergenza sociale nell’isola e la paralisi della pubblica amministrazione. Inoltre assisteremo alla beffa dell’aumento dei costi complessivi per via del necessario ricorso all’esternalizzazione dei servizi oggi svolti da personale precario. Se avevamo sentore della miope scelta della maggioranza che sostiene il governo Letta ci stupiamo – conclude il deputato – dell’astensione sul provvedimento da parte del M5S, che con questo voto si e’ assunto la corresponsabilita’ su una norma dall’esito disastroso per la Sicilia”.
Lo stesso Palazzotto prosegue: “In Sicilia gli effetti della norma saranno devastanti, poco meno di 2000 lavoratori potranno rientrare nel processo di stabilizzazione mentre per oltre 20mila precari il destino sara’ quello del licenziamento. Il risultato – prosegue Palazzotto – sara’ quello di appesantire le gia’ gravi condizioni di emergenza sociale nell’isola e la paralisi della pubblica amministrazione. Inoltre assisteremo alla beffa dell’aumento dei costi complessivi per via del necessario ricorso all’esternalizzazione dei servizi oggi svolti da personale precario. Se avevamo sentore della miope scelta della maggioranza che sostiene il governo Letta ci stupiamo – conclude il deputato – dell’astensione sul provvedimento da parte del M5S, che con questo voto si e’ assunto la corresponsabilita’ su una norma dall’esito disastroso per la Sicilia”.
Judo. Trasferta amara per Vitagliana
COMUNICATO
Purtroppo la gara di Alessandro Vitagliana si è conclusa troppo presto. L'atleta ha perso il primo incontro per qualche errore commesso e, purtroppo, un errore può costare una gara. Avrebbe potuto proseguire la competizione solo se il suo avversario avesse continuato a vincere fino alle semifinali ma non è stato così e il nostro atleta non ha potuto proseguire per un eventuale terzo o quinto posto. Speriamo di poter correggere gli errori nelle prossime competizioni per portare a Lipari una nuova cintura nera.
Purtroppo la gara di Alessandro Vitagliana si è conclusa troppo presto. L'atleta ha perso il primo incontro per qualche errore commesso e, purtroppo, un errore può costare una gara. Avrebbe potuto proseguire la competizione solo se il suo avversario avesse continuato a vincere fino alle semifinali ma non è stato così e il nostro atleta non ha potuto proseguire per un eventuale terzo o quinto posto. Speriamo di poter correggere gli errori nelle prossime competizioni per portare a Lipari una nuova cintura nera.
Calcio. Al via la terza categoria
Prende il via quest'oggi il campionato di terza categoria di calcio.
Tre le eoliane al via.
L'Eoliana che, nel primo turno, affronterà la Virtus Milazzo; il Malfa che esordirà contro il Milazzo s.r,l. e lo Scirocco Stromboli che giocherà all'esordio contro l'Arcigrazia
Tre le eoliane al via.
L'Eoliana che, nel primo turno, affronterà la Virtus Milazzo; il Malfa che esordirà contro il Milazzo s.r,l. e lo Scirocco Stromboli che giocherà all'esordio contro l'Arcigrazia
Prima Commissione ARS. "Cracolici parte col piede sbagliato"
"Se il buongiorno si vede dal mattino, allora il Presidente Cracolici parte decisamente col piede sbagliato, dimenticando che proprio la storia recente della Prima Commissione dimostra che non è più tempo di primedonne e che i Presidenti non possono e non potranno interpretare "pro domo sua" il proprio ruolo istituzionale."
Lo dichiara il Vice Presidente Vicario della I Commissione Vincenzo Figuccia, commentando le dichiarazioni rese dal Presidente della stessa Commissione.
"Non è certo e non è più il momento adatto perché un Presidente di Commissione si occupi prioritariamente dei rapporti fra il proprio partito ed il Governo - prosegue Figuccia - e che a tali rapporti adatti l'Agenda e i tempi della Commissione come se questa fosse un palcoscenico."
"Spero quindi che l'onorevole Cracolici sappia e voglia davvero assumere un ruolo super partes - conclude l'esponente del Partito dei Siciliani-Mpa - e tenga conto dell'evidenza dei fatti sul ruolo e la consistenza dell'opposizione, emersi dal voto di ieri per l'elezione dell'Ufficio di Presidenza della Commissione."
Auguri super-nonna Enny
Vulcani, la mappa dei rischi in Italia
Se una cosa non manca in Italia, sono i vulcani, con una ventina tra attivi e non sulla terraferma e una altra decina sottomarini. I vulcani estinti, cioè quelli la cui ultima eruzione risale ad oltre 10mila anni fa sono quelli dell'isola di Salina, dell'Amiata, dei Vulsini, Cimini, del lago di Vico, dei Sabatini, Isole Pontine, Roccamonfina e del Vulture: da loro non dobbiamo attenderci alcuna sorpresa. Ci sono poi, e qui la cosa si fa seria, i vulcani quiescenti. Si tratta di vulcani che hanno dato eruzioni negli ultimi 10mila anni ma che attualmente si trovano in una fase di riposo. Si trovano in questa situazione: Colli Albani, Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio, Lipari, Vulcano, Panarea, Isola Ferdinandea e Pantelleria. E a destare preoccupazione sono soprattutto Vesuvio e Campi Flegrei. Molto più dei due vulcani attivi, Etna e Stromboli.
"Secondo gli studi più recenti - osserva il Dipartimento della Protezione Civile - l’evento vulcanico che con maggiore probabilità si potrebbe verificare al Vesuvio è un’eruzione stromboliana violenta (VEI=3), con ricaduta di materiali piroclastici e formazione di colate di fango o lahars. Sulla base di ricerche condotte a partire da indagini geofisiche, inoltre, non si è rilevata la presenza di una camera magmatica superficiale con volume sufficiente a generare un’eruzione di tipo Pliniano".
"Sulla base di queste osservazioni - prosegue la Protezione Civile - la commissione incaricata di aggiornare il Piano ha stabilito che lo scenario di riferimento sia un evento di tipo sub-Pliniano, simile a quello del 1631 e analogo a quello già assunto nel precedente Piano. Questo scenario prevede la formazione di una colonna eruttiva sostenuta alta diversi chilometri, la caduta di bombe vulcaniche e blocchi nell'immediato intorno del cratere e di particelle di dimensioni minori - ceneri e lapilli - anche a diverse decine di chilometri di distanza, nonché la formazione di flussi piroclastici che scorrerebbero lungo le pendici del vulcano per alcuni chilometri". Roba seria.
Ma anche una eruzione nei Campi Flegrei - una caldera vulcanica di 12 chilometri per 15, sulla quale sono letteralmente stati costruiti diversi centri abitati e che è vicina alla città di Napoli - non sarebbe uno scherzo. Nel 1538 si è verificata l’ultima eruzione che, pur essendo fra le minori dell’intera storia eruttiva dei Campi Flegrei, ha interrotto un periodo di quiescenza di circa 3000 anni e, nel giro di pochi giorni, ha dato origine al cono di Monte Nuovo, alto circa 130 m. Da allora, l’attività ai Campi Flegrei è caratterizzata da fenomeni di bradisismo, attività fumarolica ed idrotermale localizzata nell’area della Solfatara."Si prevede che una futura eruzione ai Campi Flegrei - osserva la Protezione Civile - possa generare diverse fenomenologie, riassumibili essenzialmente nel lancio di bombe e blocchi di grosse dimensioni nell’immediato intorno del centro eruttivo, nello scorrimento di flussi piroclastici nel raggio di alcuni chilometri, nella ricaduta di ceneri e lapilli a distanza anche di molti chilometri. Per quanto concerne quest’ultimo fenomeno occorre considerare che, a differenza del Vesuvio, la città di Napoli si trova sottovento rispetto alla direzione dei venti dominanti e sarebbe pertanto coinvolta".
E' quindi qui - Vesuvio e Campi Flegrei - che bisogna guardare con attenzione e proccupazione, mentre i due vulcani attivi italiani, Stromboli ed Etna, non pongono problemi seri da un punto di vista di protezione civile. Le eruzioni dell'Etna sono infatti caratterizzate prevalentemente da attività stromboliana, effusione di colate laviche ed emissioni di ceneri. Le colate laviche dell'Etna in particolare, a causa della loro viscosità e della conseguente bassa velocità di scorrimento, non sono un pericolo per l'incolumità delle persone. Nel caso in cui la fuoriuscita di lava avvenga da bocche poste ad alta quota, raramente i flussi raggiungono i centri abitati: può succedere solamente nel caso di eruzioni di lunga durata, e in quel caso si può comunque intervenire per deviare il corso della lava, come si è fatto nel corso delle eruzioni del 1983, 1992, 2001 e 2002.
"Secondo gli studi più recenti - osserva il Dipartimento della Protezione Civile - l’evento vulcanico che con maggiore probabilità si potrebbe verificare al Vesuvio è un’eruzione stromboliana violenta (VEI=3), con ricaduta di materiali piroclastici e formazione di colate di fango o lahars. Sulla base di ricerche condotte a partire da indagini geofisiche, inoltre, non si è rilevata la presenza di una camera magmatica superficiale con volume sufficiente a generare un’eruzione di tipo Pliniano".
"Sulla base di queste osservazioni - prosegue la Protezione Civile - la commissione incaricata di aggiornare il Piano ha stabilito che lo scenario di riferimento sia un evento di tipo sub-Pliniano, simile a quello del 1631 e analogo a quello già assunto nel precedente Piano. Questo scenario prevede la formazione di una colonna eruttiva sostenuta alta diversi chilometri, la caduta di bombe vulcaniche e blocchi nell'immediato intorno del cratere e di particelle di dimensioni minori - ceneri e lapilli - anche a diverse decine di chilometri di distanza, nonché la formazione di flussi piroclastici che scorrerebbero lungo le pendici del vulcano per alcuni chilometri". Roba seria.
Ma anche una eruzione nei Campi Flegrei - una caldera vulcanica di 12 chilometri per 15, sulla quale sono letteralmente stati costruiti diversi centri abitati e che è vicina alla città di Napoli - non sarebbe uno scherzo. Nel 1538 si è verificata l’ultima eruzione che, pur essendo fra le minori dell’intera storia eruttiva dei Campi Flegrei, ha interrotto un periodo di quiescenza di circa 3000 anni e, nel giro di pochi giorni, ha dato origine al cono di Monte Nuovo, alto circa 130 m. Da allora, l’attività ai Campi Flegrei è caratterizzata da fenomeni di bradisismo, attività fumarolica ed idrotermale localizzata nell’area della Solfatara."Si prevede che una futura eruzione ai Campi Flegrei - osserva la Protezione Civile - possa generare diverse fenomenologie, riassumibili essenzialmente nel lancio di bombe e blocchi di grosse dimensioni nell’immediato intorno del centro eruttivo, nello scorrimento di flussi piroclastici nel raggio di alcuni chilometri, nella ricaduta di ceneri e lapilli a distanza anche di molti chilometri. Per quanto concerne quest’ultimo fenomeno occorre considerare che, a differenza del Vesuvio, la città di Napoli si trova sottovento rispetto alla direzione dei venti dominanti e sarebbe pertanto coinvolta".
E' quindi qui - Vesuvio e Campi Flegrei - che bisogna guardare con attenzione e proccupazione, mentre i due vulcani attivi italiani, Stromboli ed Etna, non pongono problemi seri da un punto di vista di protezione civile. Le eruzioni dell'Etna sono infatti caratterizzate prevalentemente da attività stromboliana, effusione di colate laviche ed emissioni di ceneri. Le colate laviche dell'Etna in particolare, a causa della loro viscosità e della conseguente bassa velocità di scorrimento, non sono un pericolo per l'incolumità delle persone. Nel caso in cui la fuoriuscita di lava avvenga da bocche poste ad alta quota, raramente i flussi raggiungono i centri abitati: può succedere solamente nel caso di eruzioni di lunga durata, e in quel caso si può comunque intervenire per deviare il corso della lava, come si è fatto nel corso delle eruzioni del 1983, 1992, 2001 e 2002.
Auguri ad Elisaveta Giannò per il suo 14° compleanno
Torna l'ora solare: lancette indietro di un'ora
Domani, l'ultima domenica
di ottobre riporta l’ora
solare. Dal 31 marzo, sette mesi fa, era in vigore
l’ora legale
Gli orologi devono essere spostati un’ora indietro, c’è
dunque un’ora in più di sonno. L’effetto sulle giornate
successive invece sarà quello di sembrare più corte.
Si torna comunque a quello che sarebbe naturale secondo l’orario astronomico.
L'ora legale tornerà domenica 30 marzo 2014.
L'ora legale in Italia è stata introdotta per la
prima volta nel 1916 con varie
interruzioni negli anni successivi (I dati sono
raccolti dall’Istituto Nazionale di
Ricerca Metrologica). È attiva stabilmente dal 1966 ma si utilizzava
all’inizio
solo per 4 mesi. Nel 1981 si è passati a 6 mesi e nel 1996 a 7 come
nel resto
d’Europa
Il primo ad avere l’idea è stato Benjamin Franklin che, nel 1784, in un articolo
Il primo ad avere l’idea è stato Benjamin Franklin che, nel 1784, in un articolo
sul Journal de Paris si chiedeva se non fosse utile sfruttare di più le ore di
luce
del pomeriggio per allungare la giornata nei mesi estivi. L’idea restò nel
cassetto
fino al 1907 quando William Willett propose il provvedimento al
governo
legale tutto l’anno. Sarebbe favorevole il 50% degli italiani
secondo la
associazione e si eliminerebbero i disagi legati al cambio due volte
all’anno. In
inverno ci sarebbe un’ora più di luce la sera, ma al mattino si
vedrebbe più tardi
anni di
prova con l’ora legale sempre in vigore: aumenterebbero gli introiti
turistici
e diminuirebbero gli incidenti stradali. C’è anche chi invece festeggia
venerdì 25 ottobre 2013
Monterosa: Croce illuminata tutta la notte con il contributo del dott. Brullo e l'opera dei volontari

È tornata ad illuminarsi, oggi per alcune ore (ma nei giorni a venire resterà illuminata per tutta la notte) la Croce posta in cima al Monterosa di Lipari. Ciò è stato reso possibile, dal punto di vista tecnico, grazie ai volontari Tindaro e Gesuele Fonti, Massimiliano Bertano, Luciano Giorgi e Bruno Gallus.
Ma alla base di tutto questo vi è il dott. Raffaele Brullo senza il cui contributo non sarebbe stato possibile effettuare questo nuovo intervento.
Il Dott. Raffaele Brullo, può essere considerato alla stregua di un vero Eoliano. Anche se lo è di adozione, da sempre porta in giro per il mondo con le sue navi, denominate "Lipari, ect.." il nome delle nostre isole. Per chi non lo ricordasse la Croce venne illuminata, per la prima volta, in occasione dell'arrivo a Lipari di Monsignor Francesco Micciché.
Dopo circa 15 anni un incendio distrusse l'impianto.
Nel 2008, Gesuele e Tindaro Fonti, insieme a Francesco Megna, con l'ausilio un un gruppo elettrogeno fecero in modo che la Croce venisse illuminata periodicamente. 
Nel 2009 i tre, con l'installazione di un piccolo pannello solare, fecero in modo che la Croce fosse illuminata tutti i giorni, anche se per alcune ore.Da allora, grazie ai contributi del Dottor Brullo é stata sempre illuminata e dai prossimi giorni, non appena verrà regolarizzato il meccanismo, resterà accesa per tutta la notte.....faro di luce e di speranza per chi naviga nei nostri mari e per gli eoliani tutti.
Inaugurata la mostra ‘Intima-Mente’ organizzata da Vento d’Arte.
E' stata inaugurata il 22 ottobre scorso, presso l’hotel Filadelfia di Lipari la mostra ‘Intima-Mente’, organizzata da Vento d’Arte.
Diverse sono le espressioni artistiche presenti, disegno, fotografia, pittura, e scultura realizzate dagli artisti:
Giuseppe Allegrino, Nino Allegrino, Marco Cappadona, Mirella Cavallo, Antonello Cincotta, Ada Conti, Daniela Costanzo, Emilie Di Paola, Emanuele Lo Cascio, Paolo Mezzapica, Emanuela Mondiello, Francesco Rizzo, Gianbattista Schiera, Alessia Sciacchitano, Toni Saltalamacchia.
Ai quali vanno i nostri ringraziamenti per aver aderito all’eVento con le loro suggestive ed intense opere.
La mostra sarà aperta da sabato 26 ottobre a sabato 2 novembre dalle ore 18 alle ore 21.
Buon Vento d’Arte!
Daniele Cannistrà
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