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domenica 13 settembre 2020

Lo Cascio : "Risultati CoGePa irrilevanti. Come può proporsi quale alternativa al parco ?"

Riceviamo da Pietro Lo Cascio e pubblichiamo: 
Ho letto con grande interesse la nota del dottore Pino Spinella in merito alla attività e alle competenze del CoGePa Eolie, che sarebbero rilanciate dalla legge regionale n. 9 del 2019 con l’affidamento del Piano di Gestione Locale.
Le iniziative previste da questo importante strumento, infatti, sono certamente motivo di conforto non solo per le categorie professionali direttamente interessate, ma per chiunque abbia a cuore il presente e il futuro del mare e del territorio dell’arcipelago.


Tuttavia, il PGL cui fa riferimento Spinella è quello redatto dall’ISPRA in collaborazione con altri enti scientifici già nel 2011; da allora prevede misure gestionali per il miglioramento delle risorse ittiche come la limitazione delle aree di pesca, limitazioni alla pesca di alcune specie (totano, lampuga, ecc.), il contrasto alla pesca illegale, la diversificazione delle attività attraverso la promozione di pescaturismo, ittiturismo, mercato del pesce, street food ittico, servizi ambientali, ecc., la formazione di guardia-pesca (nel PGL erano previste 15 unità).


Cosa è successo durante gli ultimi nove anni?
Mi risulta che l’unica Relazione annuale del programma di monitoraggio del PGL risalga al 2013, giacché quelle degli anni successivi – nonostante fossero previste – non sono mai state prodotte. La Relazione evidenzia come molte delle misure previste nell’ambito del FEP 2007-2013 siano rimaste
lettera morta: ciò riguarda tanto la formazione professionale, quanto la diversificazione delle attività, ma anche gli investimenti per il miglioramento della qualità di servizi (mercato ittico, celle frigorifere), la sperimentazione su alcuni attrezzi (palangari), il problema della pesca alla lampuga con i “cannizzi”, la valutazione delle interazioni tra pesca e cetacei (che è ben altra cosa dei titoli dei giornali internazionali dedicati alla “guerra” tra pescatori e delfini).


È dunque lodevole annunciare le azioni previste da un Piano di Gestione. Peccato che le stesse avrebbero potuto essere realizzate nell’ultimo decennio (dopo i FEP 2007-2013, infatti, ci sono stati i FEP 2013-2020), portando benefici al settore della pesca che alle Eolie soffre una crisi profonda, principalmente determinata dalla riduzione delle risorse ittiche costiere (conseguenza diretta dell’assenza di aree di ripopolamento) e della concorrenza rappresentata soprattutto dalla pesca illegale.


Invece, in questi anni non si è registrato nulla di rilevante, e non lo dico io, ma lo dicono i fatti e gli esperti indipendenti che hanno redatto la Relazione del programma di monitoraggio.
Se a ciò si aggiunge che il Piano di Gestione è costato circa 120000 euro, e il piano di monitoraggio dello stesso quasi 90000 euro, sorge il sospetto che la struttura del CoGePa e la sua scarsa incisività nella gestione della pesca alle Eolie siano assimilabili all’ennesimo “carrozzone”, tanto evocato e
temuto da chi avversa le politiche di conservazione e di gestione dell’ambiente in Italia.


E qui vengo al punto dolente della nota di Spinella, che – intuisco da quanto scrive – appartiene alla “consistente rappresentanza maggioritaria” avversa al Parco Nazionale terrestre e marino. Se l’alternativa alla gestione del mare decretata con l’istituzione del Parco è quella rappresentata dal
CoGePa, non mi pare che i risultati costituiscano un esempio di cui andare fieri, o da imitare in altre realtà. Naturalmente, se mi sto sbagliando, sarò lieto di apprendere in un’eventuale replica di Spinella quali azioni siano state intraprese negli anni scorsi – magari non ce ne siamo mai accorti – e quali ricadute concrete abbiano prodotto.


Un’ultima, doverosa considerazione. Spinella parla di “consistente rappresentanza maggioritaria” della comunità: 5000 firme contro il Parco sono certamente una cospicua componente, ma non rappresentano la maggioranza degli abitanti dell’arcipelago. Sulla “motivata opposizione”, poi, nutro forti dubbi: forse l’errore iniziale del timido tentativo di concertazione avviato dalla Regione è stato illustrare i vincoli – peraltro in gran parte vigenti – piuttosto che i vantaggi che comporta un Parco Nazionale; probabilmente l’opposizione sarebbe motivata da valutazioni più oggettive e meno umorali, ma questa ovviamente è una mia personale convinzione.


Resta il fatto che le Eolie non sono un’azienda o una ditta commerciale, ma una destinazione turistica oggi poco competitiva in un mercato internazionale dove altre destinazioni di pregio ambientale appaiono sempre più agguerrite, o maggiormente consapevoli della loro identità.
Purtroppo la politica pavida di questo paese e gli agitatori di spettri hanno avuto finora la meglio – in questo concordo con Spinella – privandoci di un riconoscimento e di uno strumento di gestione che per legge esiste dal 2007, l’unico forse in grado di tradurre fiumi di parole vuote in azioni concrete.

COSA AVEVA DETTO SPINELLA:

“Sull’Amp e sul Parco vi è una decisa opposizione da parte di una consistente maggioranza della nostra comunità , non avendo ben chiare le modalità di gestione , ma sulla gestione del mare è bene fare chiarezza perchè, a breve, entreranno in attività i Piani di Gestione Locale , rilanciati dalla legge Regionale n.9 del giugno 2019”. E’ quanto evidenzia in una nota il vicepresidente del Cogepa Eolie, Giuseppe Spinella.

” L’area di competenza del PGL Isole Eolie – spiega- è di 12 miglia da ogni singola isola. Tra gli obiettivi, in primis l’esercizio della pesca professionale con i sistemi tradizionali locali ed un esercizio della pesca nel principio della tutela e delle riproduzione degli stock’s. Al PGL viene affidata : la programmazione degli spazi marittimi , la tutela degli ambienti marino costieri ( Pulizia fondali, raccolta plastica, pulizia spiagge ecc.), la conoscenza , tutela e valorizzazione della biodiversità. Per queste azioni i PGL saranno collaborati da organismi scientifici accreditati presso la Regione Siciliana “.

Ed ancora, ” i PGL svolgeranno la loro attività attraverso una ” Governance” alla quale parteciperanno di diritto i Co.Ge.PA. e le altre forze dell’ordine che vigilano sul mare ed altri rappresentanti dei settori che svolgono la loro attività sul mare. Non potranno prendere parte alla Governance , organismi non comunitari. Quindi, al fine, di evitare sovrapposizioni ed interferenze – ha concluso il rag. Spinella- ogni iniziativa sarà oggetto di valutazione da parte della gestione dei PGL , responsabile della Risorsa Eolie”.

Accadde alle Eolie, pagine della nostra storia recente. 13 settembre 82: La regina di Danimarca a Lipari

Accanto alla Regina, in borghese il compianto maresciallo Giuseppe Gisabella. Alle spalle, un giovane Francesco Villari 

Riunione del comitato #iosonolorenza. Fatto il punto della situazione. Si proporrà all'amministrazione di costituirsi parte civile in un eventuale processo sulla morte di Lorenza.

Comunicato
Si è riunito il comitato  #iosonolorenza per fare il punto della situazione rispetto agli ultimi atti promossi dall’asp 5.
Tra gli interventi di rilievo da sottolineare quello del dott. De Gregorio che ha proposto un ulteriore incontro dopo giorno 17 (scadenza dei bandi) con il DG La Paglia per verificare la reale portata dei bandi e per affrontare ulteriori criticità ancora presenti presso la struttura ospedaliera di Lipari (assistenza ai diabetici ed ai pazienti che chiedono il rispetto dei piani terapeutici).
Sandro Biviano ribadisce la necessità di essere uniti prescindendo da ogni forma di appartenenza ideologica e condivide la proposta di De Gregorio.
Alessandro La Cava,avallando la proposta di De Gregorio,sottolinea che non c’è da abbassare la guardia sia rispetto ai risultati dei bandi emanati che nei confronti del personale sanitario attualmente in servizio che purtroppo negli ultimi anni si è distinto per un approccio quasi negligente ed a tratti impertinente nei confronti di tutti coloro che hanno richiesto assistenza prevalentemente al Pronto Soccorso.
Dopo avere ascoltato molte testimonianze che certificano quanto detto,si è deciso di rinviare l’incontro a sabato prossimo perché è volontà comune di costituirsi e strutturarsi per mantenere viva l’attenzione su un argomento sensibile a tutti.
In ultimo si è lanciata la proposta di chiedere all’amministrazione comunale di costituirsi parte civile nel processo che dovrà accertare aventuali responsabilità soggettive ed oggettive.

Storia eoliana: conosciamola attraverso lo storico G. La Greca - 13/09/1788 Lazzaro Spallanzani

13 settembre 1788 Lazzaro Spallanzani
Il viaggio alle Eolie del naturalista Lazzaro Spallanzani inizio il 24 agosto 1788 prendendo posto su un bastimento marsigliese in partenza da Napoli e diretto a Messina e che al ritorno avrebbe toccato Lipari per effettuarvi un carico di pomice.
Il 12 settembre compì la traversata Messina - Lipari. La sua sosta alle Eolie ebbe la durata complessiva di circa trentacinque giorni a partire dal 13 settembre. Il suo rientro a Messina avvenne non prima del 17 ottobre.
Lazzaro Spallanzani è, in assoluto, il primo scienziato italiano che in lungo e in largo, e con mentalità del tutto moderna, esplorò l'Arcipelago eoliano attenzionando, oltre che i fenomeni e ogni sorta di prodotti vulcanici, pure la realtà socio-economica di ciascuna comunità isolana. Nell'area di San Calogero notevoli sono state le sue osservazioni sulla natura vulcanica dei terreni con comparazioni alle lave dell'Ente, dello Stromboli, del Vesuvio ed ai fenomeni vulcanici di Pozzuoli. Spallanzani va una analitica descrizione delle varie tipologie di roccia vulcanica osservata.
Ci limitiamo a riportare gli aspetti descritti - paesaggistici della sua visita alle "Stufe" ed ai "Bagni" di Lipari.
(…) Ma le tanto rinomate Stufe di Lipari sembrano esser l'oggetto, che più d'ogni altro muova la curiosità del Viaggiatore. Non doveva io adunque ometterne la visita. Sebbene debbo dire che il viaggio per andarvi fu a me di maggiore istruzione, che le stufe medesime. Giacciono all'ouest a quattro miglia dalla Città, poco al di là della vetta d'un Monte, che dopo quello di S. Angelo e della Guardia è dei più alti dell'isola. La strada ch'io presi fu quella che dalla Città mena alle Stufe, ed è l'unica che senza disagi possa condurvi. Ella è considerevolmente lavoro dell'acque piovane, che altamente scavato hanno una immensa mole di tufo. (…).
Comincia a qualche centinajo di passi dalla Città, e senza interruzione arriva fino al di là della sommità del Monte delle Stufe. Cotesto Monte, come il più degli altri, varia negli andamenti, formando ora declivi soavi, ora ripidi e scoscesi, ora piani quasi orizzontali, ora dirupi poco meno verticali. (..).
Giunto poi che siasi al sommo del Monte, si apre all'ouest un'amplia pianura dell'istesso tufo, ma fatto terriccio, dove si semina frumento, e dove sono pochi vigneti. Luccicano su di essa frequenti pezzi di vetro suddiafano nericcio, e dei più belli e più puri che offra Lipari.(…).
Al di là di quella pianura evvi una facile discesa di dugento piedi all'incirca, a capo della quale esiston le Stufe. Quella prevenzion favorevole, che per la loro rinomanza aver potesse il curioso Viaggiatore, la perde ad un tratto all'aspetto delle medesime. Formano un gruppo di quattro, o cinque cave, più simili alle tane degli orsi, che alle abitazioni degli uomini, e nelle quali l'arte infinitesimale è più bambina, che nelle fabbriche dei Castori. Ogni cava per di sotto ha un'apertura, per cui entrano i caldi ed umidi vapori, ed un'altra per dissopra, da cui ne esalano. Entrato in una di esse, poco vi potei dimorare, meno per il calorico, che nel termometro marcava solamente il grado 48 2/3, che per un non so che di soffocante, che aveva l'interno ambiente. Queste Stufe ritengono ora poco più che il nome, essendo pressochè derelitte. Di fatti quando anche conservassero la loro virtù, e fossero vantaggiose contro diversi malori, come usarle, se mancano d'ogni comodità assolutamente necessaria per chi dee valersene?
Quando le visitò il Sig. Dolomieu, tutto il terreno su cui sono poste, era penetrato da cocenti vapori, che sotto forma di un denso fumo uscivano da piccole aperture del diametro d'uno o due pollici. Allorchè io ci andai, le cose di molto erano cangiate, come accader suole né vulcani, dove si manifesta più o meno la presenza del fuoco. Non vi era che un foro d'un pollice circa, da cui a volte a volta esalava una traccia sottile di fumo fetente di odore di solfo; ed allargato avendo io il foro, lo trovai attorniato da scarsa copia di molli sulfuri di ferro, ivi generati dall'unione del ferro, e del solfo. (…).
Il testè nominato francese dopo l'avere descritte le Stufe di Lipari, passa a far parole delle alterazioni cagionate da' vapori acidi sulfurei su le lave di quel luogo, notando che tutte, oltre l'esser diventate tenere, e più leggieri, e l'aver perduti i primitivi colori preso hanno una tinta bianca, frammischiata al giallo, al rosso, al violetto, e all'altre gradazioni, che soglion prodursi dagli ossidi del ferro. Avverte in oltre che le medesime vestite si sono d'una grossa crosta di sulfati di calce, che questi sulfati penetrano anche al di dentro; e che qualche lava è coperta dalla miniera del ferro detta fangosa. Spiega poi molto acconciamente, come mediante la combinazione dell'acido sulfurico con diverse terre, le lave si sieno rese più leggiere, e variamente colorate. (..).
Ove il viaggiatore Naturalista ha superata la sommità del Monte delle Stufe, egli è pervenuto da quella parte ai confini dell'Isola; giacchè al di sotto vede subito il mare, più basso di cui 460 piedi circa a misura d'occhio. Torcendo poscia il cammino al sud trova più sorgenti d'acqua calda, una delle quali forma i Bagni di Lipari antichissimi eglino pure come le Stufe, ma egualmente che loro pressochè abbandonate. E continuando i passi per la medesima direzione, si abbatte di nuovo in una prodigiosa immensità di lave decomposte, somigliantissime a quelle delle stufe, dipinte medesimamente con gli stessi varianti colori, e sparse altresì di croste di sulfato di calce.(…).

Tre volte mi recai alle Stufe. Le due prime mi ritornai alla Città per la stada istessa che preso aveva nell'andarvi, e che è scolpita nel tufo. Ma la terza rivolsi il passo a Campo Bianco, e al Monte della Castagna, e di là mi spinsi all'altissimo Monte S. Angelo. (..) La pendice del Monte delle Stufe, e l'amplia sua pianura sottogiacenti al tufo, formano, come si è osservato, un letto di pomici miste a più vetri, e a più smalti. . Ma ad un quarto di miglio dalle Stufe verso Campo Bianco, perdutosi di vista il tufo, ricompajono a nudo le pomici, che continuano con quelle di detto Campo, e le ho pur trovate nel cammino di là preso al Monte S. Angelo, il qual Monte ne abbonda egli stesso..(…).

LA PAROLA. Commento al vangelo di domenica 13 settembre 2020

La Chiesa festeggia oggi la memoria liturgica


Oggi è il 13 settembre. Buongiorno e buona domenica da Panarea e Stromboli. Auguri di Buon Compleanno a...

Buon Compleanno a Maria Groppo, Melania Imbruglia, Domenico Cipicchia, Mario Biviano, Bartolo Li Donni

Giorgianni ha incontrato i rappresentanti di "Amo Stromboli". Oliva: "Avviato sereno confronto". Lunedì il vulcano riapre sino ai 400 metri.

(Il punto di Rosa Oliva, componente del comitato "Amo Stromboli")
La riunione è stata molto positiva il nostro gruppo ha interloquito con il Sindaco Marco Giorgianni (presente anche la delegata municipale Maria Cusolito) in maniera qualificata per ogni argomento trattatoEgli ha rassegnato le sue difficoltà di carattere normativo che a suo giudizio limitano le sue azioni
Ci metterà a disposizione tutti i pareri che ha acquisito per la regolamentazione. Noi dal conto nostro abbiamo sottolineato che se c'è la volontà di possono anche trovare le soluzioni . Pertanto ci attiveremo per ottenere dei pareri legali.
Ci siamo inoltre intrattenuti sulla questione Rifiuti .Il piano della differenziata , così come avevamo detto ci è stato confermato che è partito il 4 Settembre ed è ancora sulla carta. A questo proposito l'amministrazione si attiverà immediatamente per pretendere il rispetto del capitolato d'appalto.
Ci è stato comunicato che da lunedì verrà emessa un'ordinanza per consentire l'accesso al vulcano sino a 400netri.
Ci siamo lasciati in un clima di fattiva collaborazione , inaugurando, speriamo, un percorso che procederà nel sereno confronto. Da lunedì al lavoro per il proseguo e grazie a tutti.

sabato 12 settembre 2020

VIENI A FARE IL MEDICO SULL'ISOLA! Le Eolie e Pantelleria lanciano la campagna per far arrivare medici nei propri ospedali

Da anni l'efficienza della sanità pubblica nelle zone disagiate è messa a dura prova da continui tagli, privatizzazioni e logiche aziendaliste.
La politica ci dice che siamo troppo pochi per meritare il diritto alla salute e i nostri ospedali sono i primi a soffrirne.
Gli ospedali di Lipari e Pantelleria hanno bisogno di medici.
Subito!
Per questa ragione, dalla collaborazione tra cittadini eoliani e panteschi che si sono mobilitati in difesa e per il potenziamento dei propri ospedali, nasce la campagna "Vieni a a fare il medico sull'isola!" .
Affinché domani non ci possano dire la solita filastrocca "nelle isole non ci vuole venire nessuno", invitiamo anche i medici che non possono o non vogliono partecipare ai bandi (ma che sarebbero felici di venire a lavorare nelle nostre isole, alle giuste condizioni) a lasciarci un feedback nel form che abbiamo predisposto.
Invitiamo tutti a diffondere su ogni canale possibile (whatsapp, facebook, instagram, ariticoli, passaparola...) le immagini ed il link della campagna.
Non rimane molto tempo: i bandi scadono il 17 Settembre!

Lipari, Ambulanza si guasta. Il medico fa l'autostop. L'articolo del nostro direttore sulla Gazzetta del sud del 12 settembre 2020

Ricordando... Emanuele Carnevale.


Ricordiamo che le foto vengono pubblicate in modo casuale e a titolo gratuito dal direttore e non su richiesta dei lettori.
Anniversari, ricordi, commemorazione con foto a vostra scelta non sono a titolo gratuito.

Piove su Salina e Vulcano e a Quattropani piccola grandinata (foto: Francesca Falconieri)


 

Analisi morfologica a Lipari: ora si può!. L'effettuazione dell'importante esame ora è realtà. La nota del comitato "L'ospedale di Lipari non si tocca"

Riceviamo e pubblichiamo:
Mentre attendiamo vigili e ansiosi i frutti della mobilitazione delle scorse settimane, per la difesa ed il potenziamento dell' Ospedale di Lipari, vogliamo darvi una bella notizia, che ci riempie il cuore di gioia.

Una futura mamma ieri ci ha inviato la foto di un'ecografia morfologica fatta all' Ospedale di Lipari, una delle prime, dopo che da anni presso il nostro nosocomio non ne venivano più effettuate!

Per ragioni di privacy, non metteremo nomi e foto, riteniamo però fondamentale condividere la buona notizia con tutti.
Dopo mesi di pressioni, lettere pubbliche, comunicazioni via pec, raccolta di segnalazioni e testimonianze da parte delle partorienti, finalmente le future mamme non sono più costrette a pendere l'aliscafo o a recarsi presso studi privati per un esame di fatto obbligatorio, per il percorso nascita del proprio bambino.
Oggi le nostre mamme possono prenotare una morfologica presso l'ospedale di Lipari.
Questo risultato, è stato ottenuto grazie ad un continuo dialogo e confronto sia con la comunità Eoliana, che con la direzione dell'ospedale di Lipari, con i medici che prestano servizio presso l'ospedale stesso, con l'Amministrazione e con il Consiglio Comunale.
La battaglia per poter effettuare la Morfologica qui a Lipari è stata la battaglia di tutti, una battaglia condivisa su tutti i fronti. Il plauso va ovviamente anche a tutte le donne e alle loro famiglie, che non si sono arrese ad una situazione di fatto, ma hanno continuato a segnalare e a denunciare la mortificazione dei propri diritti.
Questa esperienza ci ha insegnato che la mobilitazione dei cittadini, e il dialogo serrato con le istituzioni, sono fondamentali per la difesa dei nostri diritti e per l'ottenimento di risultati concreti.
Se non ci viene riconosciuto quello che ci è dovuto, continueremo a pretenderlo: il lavoro del Comitato continua!

Il comitato "L'ospedale di Lipari non si tocca"

MILAZZO, AVVICENDAMENTO AL COMANDO DELLA CAPITANERIA DI PORTO

Si è tenuta, presso Palazzo D’Amico, alla presenza del Direttore Marittimo della Sicilia Orientale Contrammiraglio Giancarlo Russo, la cerimonia del passaggio di consegne del comando della Capitaneria di porto di Milazzo - nel rispetto delle vigenti norme anti contagio - tra il Capitano di Fregata Francesco Terranova ed il parigrado Massimiliano Mezzani.
Durante il proprio discorso di commiato il comandante Terranova ha ringraziato l’Ammiraglio Russo per il diuturno sostegno assicuratogli durante l’intero periodo di comando; tra le attività più salienti, il comandante uscente ha voluto ricordare la cerimonia di consegna della bandiera di combattimento alla nave della Marina Militare “Luigi Rizzo”, la gestione dell’emergenza correlata all’eruzione del vulcano Stromboli, le numerose operazioni di polizia marittima di contrasto all’utilizzo di reti da pesca illegali, le molteplici indagini di polizia giudiziaria a tutela e protezione dell’ambiente marino e del demanio marittimo nonché il contributo della Capitaneria di porto mamertina all’istituzione dell’Area Marina Protetta di “Capo Milazzo”.
"Tutti questi risultati - ha detto il CF Terranova - sono stati possibili grazie all’impegno dell’equipaggio della Capitaneria di Porto di Milazzo, una squadra affiatata e professionale a cui va il mio ringraziamento più grande. Grazie per avermi supportato e seguito in imprese spesso difficili e che hanno richiesto grande abnegazione e spirito di sacrificio”.
Il Comandante Terranova, che lascia Milazzo dopo due anni di comando, verrà destinato a Roma al Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto dove ricoprirà un prestigioso nuovo incarico.
Il Capitano di Fregata Massimiliano Mezzani, proveniente dalla Capitaneria di Porto della Spezia, dove ha ricoperto l’incarico di Capo Servizio Sicurezza della navigazione e difesa portuale, ha esternato l’intendimento di operare nel segno della continuità assicurando la propria disponibilità al servizio dell’utenza.
La cerimonia si è conclusa con l’allocuzione del Direttore Marittimo che, nel salutare il comandante Terranova e porgere un benvenuto al comandante Mezzani, ha evidenziato il ruolo della Direzione Marittima nelle attività di coordinamento ed indirizzo dell’operato della Capitaneria di porto di Milazzo, realtà caratterizzata da un’importante portualità in un contesto ambientale di particolare pregio su tutto il territorio di giurisdizione.