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giovedì 5 novembre 2020

Accadde alle Eolie, pagine della nostra "storia" recente. 5 novembre 2009: Giovanna Melandri e Saverio Merlino


 

Chiofalo: "Musumeci abbandoni la polemica "furbetta""

Riceviamo e pubblichiamo:
Mi si perdoni, ma all’ennesimo lamento di Musumeci verso il governo di Roma che posiziona la Sicilia in “zona arancione” (ingiustamente a suo dire, anche perché sono state “graziate” Campania e Lazio) ho provato sconforto…
É in buona compagnia in questo grottesco scaricabarile all’italiana (già stucchevole in tempi normali, inaccettabile e pericoloso nel dramma che viviamo), ma davvero non se ne può più.
A corrente alternata secondo convenienze contingenti e demagogiche, senti questi presidenti di regione passare da minacce di chiusura autonoma di tutto (se il governo non decide) a proteste per le chiusure (se il governo decide), da richieste di maggiore autonomia e differenziazione e pretesa di decisioni “centrali” e uniformi, ribaltando le accuse mosse al governo con rapidità e incoerenza disarmanti…
La verità che si cela dietro certe grottesche uscite è la “triste” volontà di non assumersi responsabilità sugli esiti di scelte difficili quanto necessarie, provando a scaricare sempre e comunque l’onere e le conseguenze politiche (ricadute e consenso) sul governo centrale.
Musumeci, glielo chiedo da siciliano, abbandoni la polemica politica “furbetta” e si preoccupi di non farci scivolare in zona rossa, mettendo contestualmente il sistema sanitario regionale (le Eolie vivono sul tema un disagio inqualificabile da troppo tempo) in condizione di reggere l’urto della pandemia e di curare meglio possibile tutti i siciliani che ne avranno bisogno.

CORDIALMENTE

LUCA CHIOFALO

"Santini"...di aspiranti politici (cinquantesima pubblicazione): Tina Squaddara


 

Coronavirus: Musumeci, Sicilia in zona arancione? Assurdo e irragionevole

"La scelta del governo nazionale di relegare la Sicilia a "zona arancione" appare assurda e irragionevole. L'ho detto e ripetuto stasera al ministro della Salute Speranza, che ha voluto adottare la grave decisione senza alcuna preventiva intesa con la Regione e al di fuori di ogni legittima spiegazione scientifica".
Lo dice il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, commentando l'inserimento dell'Isola nella "zona arancione".
"Un dato per tutti - prosegue - oggi la Campania ha avuto oltre quattromila nuovi positivi; la Sicilia poco più di mille. La Campania ha quasi 55 mila positivi, la Sicilia 18 mila. Vogliamo parlare del Lazio? Ricovera oggi 2.317 positivi a fronte dei 1.100 siciliani, con 217 in terapia intensiva a fronte dei nostri 148. Eppure, Campania e Lazio sono assegnate a "zona gialla". Perchè questa spasmodica voglia di colpire anzitempo centinaia di migliaia di imprese siciliane? Al governo Conte chiediamo di modificare il provvedimento, perchè ingiusto e ingiustificato. Le furbizie non pagano".

mercoledì 4 novembre 2020

Coranavirus in Sicilia. Positivi in salita, così come i decessi


In Sicilia oggi 1155 nuovi positivi. Le vittime, 19 in un giorno. Calano però i ricoveri in intensiva, adesso 148 contro i 150 di ieri.


Coronavirus, in Sicilia 3600posti letto per fronteggiare la pandemia

Sono complessivamente circa 3600 i posti letto dedicati alle cure del Covid-19 in Sicilia previsti nell’incremento dell’assistenza sviluppato dall’assessorato regionale alla Salute e condiviso con il Comitato tecnico scientifico.
I posti, individuati in strutture pubbliche e private di tutto il territorio siciliano, comprendono terapie intensive, degenze ordinarie e ricoveri in strutture dedicate alle cure in bassa complessità.
Lo sviluppo del piano, fortemente voluto dal governo Musumeci, ricalca una proiezione dell'andamento epidemiologico per singole aree con una soglia di stress maggiorato rispetto all'attuale situazione pandemica nell'Isola, ma soprattutto tiene conto del mantenimento dell'assistenza sanitaria per le altre patologie non Covid. La Sicilia, infatti, è una delle Regioni che al momento non ha sospeso le cure diverse dal Coronavirus né ha ridotto gli interventi programmati.
Sono previsti due scaglioni temporali, 15 novembre e 30 novembre, entro i quali saranno approntati i posti letto da parte dell’Aziende del sistema sanitario regionale. In particolare le terapie intensive raggiungeranno, all’ultima scadenza, 427 posti dedicati esclusivamente al Covid a cui potranno aggiungersi posti di terapia sub-intensiva convertibili a seconda delle eventuali necessità. Le degenze ordinarie raggiungeranno 2384 ricoveri dedicati, mentre saranno 780 i posti letto a disposizione nelle strutture a bassa complessità.
Nei territori delle Città Metropolitane, particolarmente interessate dal contagio da Covid 19, sono previsti complessivamente 252 posti di terapia intensiva e 1502 per i ricoveri ordinari, la restante dotazione è stata distribuita nelle altre province della Sicilia.
A completare l'offerta sanitaria, anche il contributo delle strutture non ospedaliere dedicate alla pandemia. Sul modello dei Covid hotel, attivati dalla Regione Siciliana già nell'aprile scorso (adoperati da soggetti in quarantena o isolamento, migrati, turisti etc), è particolarmente significativo infatti l'apporto dei Centri per le cure a bassa complessità dedicati a quei pazienti che non necessitano di un ricovero in ospedale pur avendo bisogno di assistenza sanitaria. Tali strutture sono già operative in larga parte del territorio regionale e vanno ad integrare l’intera proposta studiata dalla Regione per fronteggiare l’emergenza.

Di seguito la ripartizione per territorio. Nella prima colonna sono indicate le terapie intensive, a seguire i ricoveri ordinari e le cure a bassa complessità


Ag 30 160 98

Cl 36 140 50

Ct 105 595 120

En 22 140 30

Me 41 236 110

Pa 106 671 280

Rg 33 152 32

Sr 26 170 50

Tp 28 120 10

Incendi di fine agosto: in attesa dello Stato, Regione dichiara stato di crisi

 In attesa che dallo Stato arrivi il via libera agli aiuti economici per i danni provocati dagli incendi che hanno devastato la Sicilia dal 29 al 31 agosto scorso - e per i quali è stata trasmessa a Roma una richiesta ufficiale - il governo Musumeci, in forza delle legge regionale numero 13 recentemente approvata, ha provveduto a dichiarare lo stato di crisi e di emergenza che consentirà di intervenire immediatamente per ripristinare le necessarie condizioni di sicurezza nelle aree maggiormente colpite.

«Da Altofonte a San Vito Lo Capo - spiega il presidente della Regione – i roghi alimentati dal forte vento di scirocco hanno divorato boschi e macchie mediterranee, danneggiando servizi essenziali e innescando una serie di rischi sotto il profilo idrogeologico che vanno rimossi nel più breve tempo possibile. Da qui la decisione di operare subito in autonomia attraverso la nomina di un commissario delegato, al quale affiderò la valutazione delle priorità da affrontare e il coordinamento dei relativi interventi».

Sulla scorta delle segnalazioni pervenute dal Comune di Altofonte - il centro maggiormente devastato dai roghi - dal dipartimento regionale dello Sviluppo rurale e dal comando del Corpo forestale, il dipartimento della Protezione civile della presidenza della Regione ha effettuato una prima stima complessiva dei danni, quantificandoli in quaranta milioni di euro. E' stato appurato che gli incendi sviluppatisi a fine agosto, e che in totale sono stati 602, hanno distrutto circa 2.198 ettari di aree boschive e circa 1.922 ettari di aree vegetazionali. In particolare, la dichiarazione da parte della Regione dello stato di crisi e di emergenza e la richiesta inoltrata alla presidenza del Consiglio dei ministri riguarda ventitré Comuni, ricadenti nelle province di Palermo, Trapani, Enna e Messina.

Si tratta di: Altofonte, Aliminusa, Misilmeri, Monreale, Piana degli Albanesi, San Giuseppe Jato, Santa Cristina Gela, Termini Imerese, Alcamo, Buseto Palizzolo, Castellammare del Golfo, San Vito Lo Capo, Valderice, Aidone, Enna, Piazza Armerina, Gioiosa Marea, Librizzi, Mirto, Mistretta, Rometta, San Piero Patti e Tusa.

Proprio qualche settimana fa si era insediato il Tavolo di crisi voluto da Musumeci e presieduto dall'assessore all'Ambiente Toto Cordaro. Un passaggio, quest'ultimo, propedeutico alla proclamazione dello stato di calamità, da parte del governo regionale, e alla successiva richiesta a Roma della dichiarazione dello stato di emergenza. Proprio il giorno successivo ai roghi, Musumeci e Cordaro si erano recati nel Bosco della Moarda ad Altofonte, per testimoniare la vicinanza dell'amministrazione regionale ai cittadini del territorio. Nel frattempo sono stati completati, da parte della Protezione civile regionale, i sopralluoghi per individuare gli interventi di messa in sicurezza immediata delle zone, prevenendo così eventuali fenomeni di erosione dovuti alle piogge. Nei prossimi giorni, insieme all'Ufficio contro il dissesto idrogeologico, verranno individuate le priorità sulle quali intervenire.

Sicilia: Unicredit versa 64 mln di imposte nella casse della Regione

Per il terzo anno consecutivo, Unicredit verserà nelle casse della Regione le imposte pagate dalla banca all’erario. Un riconoscimento alla Sicilia, quindi, di una parte dei tributi annuali (circa 64 milioni di euro) versati dall’Istituto di credito per i redditi prodotti nell'Isola, così come prevede l’articolo 37 dello Statuto siciliano. A comunicare la notizia al governatore Nello Musumeci è stato il responsabile di UniCredit Sicilia, Salvatore Malandrino.

«La decisione dell'istituto di credito – sottolinea il presidente della Regione – rappresenta un ulteriore segnale di attenzione della banca verso il nostro territorio. Per questo motivo voglio esprimere un apprezzamento per la scelta, assunta, così come negli anni scorsi, in maniera condivisa con il ministero dell’Economia. Si tratta, senz'altro, di un ulteriore importante passo in avanti affinché, finalmente, il gettito di tutte le imposte erariali maturate nell’Isola, ancorché versate al di fuori per ragioni di carattere amministrativo, restino in Sicilia».

Un plauso viene espresso anche dal vicepresidente della Regione e assessore dell'Economia Gaetano Armao, impegnato da tempo in un lungo negoziato con il governo nazionale per il definitivo e completo riconoscimento delle previsioni statutarie in materia fiscale e tributaria.

Lipari: positivo al Covid, in attesa di un posto in un centro attrezzato, resta all'interno dell'ambulanza. E se si doveva effettuare un soccorso?

Quasi tre ore all'interno dell'unica ambulanza idonea, quella del 118, prima di essere trasferito in una struttura ospedaliera attrezzata per i soggetti affetti da Covid - 19. 

L'incredibile vicissitudine è accaduta stamane a Lipari ad uno nostro concittadino, uno dei diciotto positivi, che necessitava del ricovero fuori dall'isola 

Prelevato alle nove dalla sua abitazione, in attesa che venisse trovato un posto libero, è rimasto in ambulanza sino alle 11 e 50 circa, quando è stato imbarcato, senza la barella di biocontenimento, sull'elicottero che lo ha portato a destinazione. 

Perchè il paziente sia dovuto restare in ambulanza, in attesa del reperimento di un posto, resta un mistero. Eppure se non ricordiamo male all'interno dell'ospedale era stata attrezzata una stanza ad hoc in grado di ospitare i positivi al Covid in attesa di essere trasferiti.

Al di là delle vicissitudini di questo paziente vi è da sottolineare che se, in quell'ampio lasso di tempo, fosse stato necessario effettuare un soccorso non si sarebbe potuto effettuare. 

La seconda ambulanza, inviata a Lipari dall'ASP di Messina, non sarebbe potuta uscire in quanto non dispone nè di medico nè di altri operatori sanitari. 

(La foto è di Controcorrente eoliana)

Accadde alle Eolie, pagine della nostra "storia" recente. 4 novembre 2019: Bersaglieri sfilano a Lipari per la Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate


 


"Santini"...di aspiranti politici (quarantanovesima pubblicazione): Giuseppe Pellegrino

martedì 3 novembre 2020

Coronavirus: Sicilia ancora sopra i 1000 casi, 14 morti


Sono 1.048 (24 più dei nuovi casi di ieri) i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia nelle ultime 24 ore. I tamponi effettuati sono 8.015, contro gli 8.034 di ieri. È quanto emerge dal bollettino sull'emergenza Coronavirus del ministero della Salute e dell’Istituto Superiore della Sanità.

Le vittime da inizio pandemia sull'Isola sono 550, 14 in più di ieri. Il totale degli attualmente positivi è di 16.806, dei quali 15.584 sono in isolamento domiciliare. Sono 1.072 le persone ricoverate negli ospedali con sintomi, 47 in più di ieri, mentre le persone in terapia intensiva sono 150 (+8 rispetto a ieri).

Questa la suddivisione per province dei nuovi contagi odierni: 299 a Catania, 258 a Palermo, 133 a Trapani, 96 a Caltanissetta, 83 a Ragusa, 80 a Messina, 71 a Siracusa, 21 ad Agrigento, 7 ad Enna.

Tampone molecolare sabato, domenica e lunedì

I cittadini che oggi hanno effettuato il tampone veloce saranno sottoposti sabato, domenica e lunedì al tampone molecolare. Solo dopo il risultato (negativo) di questo potrà cessare la quarantena. Lo ha affermato, durante la diretta fb di oggi, il sindaco Marco Giorgianni.

Il primo cittadino ha anche confermato che tra coloro che sono stati stati sottoposti oggi al test è stato riscontrato un solo positivo. 

C'è anche un ulteriore positivo, emerso dall'esame effettuato in un laboratorio privato. 

ASP Messina, formazione oggi a Lipari per gli operatori ospedalieri sul rischio biologico e corretto utilizzo dei DPI


Continua l’attività di addestramento sul campo degli operatori sanitari dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina, voluta dalla direzione generale, con l'implementazione di buone pratiche per il contenimento del rischio biologico e corretto utilizzo dei dispositivi individuali di protezione per gli operatori sanitari ospedalieri.

L’attività di apprendimento tecnico-pratico il 2 novembre u.s. ha interessato Medici, Infermieri, Tecnici e Operatori di supporto del Presidio Ospedaliero di Lipari; alla sessione di lavoro hanno partecipato molti operatori i quali hanno apprezzato l’iniziativa anche per i risvolti pratici delle tecniche apprese.

L'ASP di Messina comunica che l‘attività di addestramento continuerà per offrire le medesime opportunità di apprendimento agli operatori di tutti gli altri Presidi Ospedalieri.