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domenica 31 gennaio 2021
....e se dalle consultazioni spuntasse il nome di Draghi ?(di Luca Chiofalo)

Tra gli argomenti usati da Renzi per ritirare la propria delegazione dal governo, quello maggiormente evidenziato (e condiviso, in “privato”, da quasi tutti) è stato l’inadeguato approccio da parte del premier Conte alla futura gestione del “recovery fund”.
Ai più tra gli addetti ai lavori, il piano immaginato per l’utilizzo dei fondi è parso lacunoso e con un’idea di governance farraginosa e verticistica, peraltro criticato anche dalle istituzioni europee.
I comuni cittadini si chiedono se fosse il caso di aprire una crisi in piena emergenza... legittimo e comprensibile il dubbio e lo sgomento, ma il politico deve fare il suo mestiere e guardare oltre, cioè non smettere di cercare una gestione ed un programma di governo migliore dell’attuale e preoccuparsi che le ingentissime risorse che avremo in dote dall’Europa per “aggiustare” il paese e la sua economia siano utilizzate nel miglior modo possibile.
Hic et nunc! Non avremo un’altra occasione di simile portata per modernizzare e migliorare l’Italia, dalla sanità alla scuola, passando per infrastrutture, digitalizzazione e ambiente.
L’auspicio, nell’interesse del paese, è che la crisi si risolva rapidamente e rafforzi la compagine di governo.
Se fosse Conte, su altri presupposti e su un contratto scritto che vincoli la nuova maggioranza, nuovamente incaricato di guidare il governo mi sentirei in buone mani;
ma, se il premier venuto fuori dalle consultazioni fosse Draghi, permettetemi di dire che sarei certo di essere nelle mani migliori.
CORDIALMENTE
LUCA CHIOFALOLa "preistoria" dei collegamenti con i traghetti: Il Savarese
( nella foto: il Raffaele Savarese nel porto di Milazzo)
"Vignettando". Nuova rubrica a cura di GRAZIA EMME MUSUMECI
Prende il via quest'oggi, grazie alla collaborazione con Grazia Emme Musumeci, questa nuova rubrica del nostro giornale.
Nel ringraziare la brava Grazia, per la collaborazione e per aver messo a nostra e a vostra disposizione le sue vignette, vi proponiamo la prima "Politica tra vulcani"
Sicilia “zona arancione”: l’ordinanza del presidente Musumeci che repisce quella nazionale con misure aggiuntive
A partire da lunedì 1 febbraio la Sicilia non sarà più "zona rossa" ma tornerà "arancione". Le misure saranno valide fino a giorno 15 febbraio compreso, come prevede l’ordinanza firmata dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci
http://pti.regione.sicilia.it/portal/pls/portal/docs/152657653.PDF
Il provvedimento recepisce la normativa nazionale sulla “zona arancione” all’articolo 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 14 gennaio e con le seguenti ulteriori misure aggiuntive.
Di seguito si riportano alcune delle misure della “zona arancione” previste dalla normativa nazionale:
Monsignor Lo Nardo consegue la "Licenza in Sacra Teologia con specializzazione in Catechetica".
Venerdì scorso il Rettore del Seminario Arcivescovile "San Pio X" di Messina, Mons. Alessandro Lo Nardo, ha conseguito il titolo di Licenza in Sacra Teologia con specializzazione in Catechetica.
A Mons. Lo Nardo le nostre felicitazioni.
sabato 30 gennaio 2021
Coronavirus, in Sicilia 846 i nuovi positivi e 35 i morti
Ricordando... Giovanna Ballato
Ricordiamo che le foto vengono pubblicate in modo casuale e a titolo gratuito dal direttore e non su richiesta dei lettori. Anniversari, ricordi, commemorazioni con foto a vostra scelta non sono a titolo gratuito
Sicilia. Tornano in classe anche gli alunni di II e III media. Nelle superiori solo dall'8 febbraio didattica in presenza per il 50 per cento degli studenti
Lo conferma l’assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale della Regione Siciliana, Roberto Lagalla, a seguito dell’ordinanza del ministro della Salute che riporta la Sicilia in zona arancione.
«Il differimento di una settimana del ritorno alla didattica in presenza per le scuole secondarie di secondo grado – afferma Lagalla - trova giustificazione nel principio di cautela comportamentale adottato dal Governo Musumeci, che intende per rassicurare le famiglie e l’opinione pubblica. Questa soluzione è indice di come ogni scelta sia stata adottata con ponderazione per garantire la più adeguata protezione degli operatori scolastici e degli studenti con l’obiettivo di evitare, nella settimana dall’1 al 6 febbraio, la sovrapposizione tra la riammissione completa della secondaria di primo grado e quella parziale della secondaria di secondo grado e di assicurare che studenti di età superiore ai 14 anni e operatori scolastici continuino a sottoporsi ai test nei siti di screening sanitario. Inoltre, il differimento del ritorno a scuola per le superiori intende consentire agli istituti scolastici e ai servizi territoriali (inclusa l’applicazione dei Piani provinciali per il rafforzamento dei trasporti) di ottimizzare l’organizzazione, in vista della ripresa delle attività didattiche in presenza. Infine, consente di monitorare ulteriormente, su scala regionale, l’andamento della curva epidemiologica a seguito della riammissione in presenza del 100% dell’utenza della scuola primaria e secondaria di primo grado, oltre che della scuola dell’infanzia».
Contestualmente alla ripresa delle attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado verranno adottate, su conforme disposizione dell’assessorato alla Salute, d’intesa con l’assessorato dell’Istruzione e della Formazione Professionale, ulteriori e regolari azioni di monitoraggio sanitario all’interno degli istituti scolastici, tanto su richiesta di questi ultimi, quanto per effetto di specifica programmazione da parte delle Asp competenti. «Tutto – conclude l’assessore Lagalla - con il primario obiettivo di coniugare l’indifferibile diritto alla studio con il fondamentale principio del diritto alla salute».





















