Sono stati in tutto 560 i nuovi casi di covid in Sicilia registrati nelle ultime 24 ore. I morti sono stati 14 e il totale delle vittime siciliane del virus sale così a quota 4.201. Ieri i casi erano stati 539.
Buone notizie dagli ospedali: al momento in Sicilia sono ricoverate 794 persone (ieri erano 813), stabile il numero dei pazienti che hanno bisogno di una terapia intensiva (oggi 118, ieri 117) e in calo chi ha bisogno dell’area medica (oggi 676, ieri 696).
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giovedì 4 marzo 2021
Arriva il cornetto Algida ispirato al cannolo siciliano firmato dalla chef eoliana Martina Caruso
La limited edition 2021 del celebre cornetto Algida è affidata alla chef stellata eoliana Martina Caruso che firma il gelato ispirato al cannolo siciliano.
Il cono avrà una cialda con cannella ripiena di gelato alla panna con ricotta con un cuore di salsa all’arancia e granella di pistacchio.
Martina Caruso, che è anche «patron» del ristorante «Signum» di Salina, è la più giovane chef che ha ricevuto l’ambita stella Michelin in Italia.
Il cono avrà una cialda con cannella ripiena di gelato alla panna con ricotta con un cuore di salsa all’arancia e granella di pistacchio.
Martina Caruso, che è anche «patron» del ristorante «Signum» di Salina, è la più giovane chef che ha ricevuto l’ambita stella Michelin in Italia.
Ricordando... Giovanni Violante
Ricordiamo che le foto vengono pubblicate in modo casuale e a titolo gratuito dal direttore e non su richiesta dei lettori. Anniversari, ricordi, commemorazioni con foto a vostra scelta non sono a titolo gratuito
Precari: stabilizzazione Asu, ok da governo Musumeci
Parere favorevole del Governo regionale, d’intesa con la Commissione bilancio dell’Ars, per la stabilizzazione di circa 4.600 lavoratori Asu da anni condannati al precariato.
«La stabilizzazione di tale risorsa umana, impegnata nei Comuni, nelle Aziende sanitarie provinciali e nelle Camere di Commercio dell’Isola - commentano gli assessori al Lavoro Antonio Scavone, alle Autonomie locali Marco Zambuto e all’Economia, Gaetano Armao - non comporta aumenti di spesa e restituisce dignità a migliaia di famiglie siciliane mentre per il presidente della Regione Nello Musumeci «il voto di oggi costituisce una ulteriore, importante tappa nel processo di fuoriuscita dal precariato di migliaia di lavoratori per troppo tempo rimasti pegno umano della peggiore politica».
«La stabilizzazione di tale risorsa umana, impegnata nei Comuni, nelle Aziende sanitarie provinciali e nelle Camere di Commercio dell’Isola - commentano gli assessori al Lavoro Antonio Scavone, alle Autonomie locali Marco Zambuto e all’Economia, Gaetano Armao - non comporta aumenti di spesa e restituisce dignità a migliaia di famiglie siciliane mentre per il presidente della Regione Nello Musumeci «il voto di oggi costituisce una ulteriore, importante tappa nel processo di fuoriuscita dal precariato di migliaia di lavoratori per troppo tempo rimasti pegno umano della peggiore politica».
TefraNet, l’INGV lancia l’App per il monitoraggio in tempo reale delle emissioni di cenere vulcanica
Una nuova App per dispositivi iOS e Android consente ai cittadini residenti nelle aree vulcaniche attive di segnalare in real-time la ricaduta a terra di ceneri e lapilli durante le eruzioniTefraNet è la nuova App che l’Istituto Nazionale diGeofisica e Vulcanologia (INGV) ha sviluppato nell’ambito del monitoraggio vulcanico. Adatta ai device portatili maggiormente in uso (smarthphone e tablet), TefraNet vuole coinvolgere attivamente i cittadini delle aree esposte al rischio di caduta di tefra, ovvero ceneri, lapilli e bombe prodotti dalle attività esplosive più intense, attraverso la raccolta di informazioni in tempo reale.
TefraNet, che conta già centinaia di utenti registrati, ha conosciuto un importante banco di prova nel corso dell’attuale crisi eruttiva dell’Etna caratterizzata da una sequenza di fontane di lava, fornendo ottimi risultati in termini di risposta del pubblico con segnalazioni inviate da cittadini residenti anche in aree piuttosto distanti dal vulcano. Ciò ha permesso ai ricercatori dell’INGV di osservare in real-time la ricaduta di tefra nelle diverse zone siciliane interessate, nonché di avere una visione della colonna eruttiva da varie angolazioni, dati a loro volta utili a studiare in tempo reale l’eruzione in corso.
L’App nasce nell’ambito del Progetto premiale “Ash-RESILIENCE – A research infrastructure for volcanic ash hazard assessment to aviation and communities living near Italian active volcanoes”, finanziato nel 2015 dal MIUR e volto a realizzare strumenti in grado di mitigare gli effetti della caduta dei prodotti dell’attività vulcanica esplosiva nelle due principali aree metropolitane italiane con vulcani attivi all’interno del loro territorio, ovvero Catania e Napoli.
Dal 1998 l’Etna è stato interessato da oltre 200 eventi parossistici, caratterizzati da forte attività stromboliana e fontane di lava dai crateri sommitali, che hanno generato colonne eruttive alte fino a 10 km sopra il vulcano seguite da cadute di tefra nelle aree circostanti.
L’emissione di ceneri in atmosfera e la loro dispersione al suolo hanno importanti implicazioni anche in materia di protezione civile: la sorveglianza costante del vulcano e lo studio dei suoi depositi risultano, infatti, fondamentali per lo sviluppo e la validazione di modelli di simulazione della propagazione dei tefra in atmosfera e la loro successiva ricaduta a terra, con l’obiettivo di mitigare quanto più possibile i rischi per le popolazioni residenti nelle località maggiormente esposte.
Le aree metropolitane di Catania e Napoli sono densamente popolate. In esse, infatti, si registrano, rispettivamente, quasi un milione di abitanti e oltre tre milioni di abitanti. Persone che, per lo più, vivono alle pendici dell’Etna, del Vesuvio e nei Campi Flegrei. Inoltre, all’interno dei loro territori ospitano due scali aeroportuali molto trafficati, quello di Catania Fontanarossa e di Napoli Capodichino, considerando, oltretutto, che sul territorio catanese ha sede la base militare di Sigonella, noto presidio NATO. In zone con queste caratteristiche, dunque, l’emissione di prodotti piroclastici in atmosfera e la loro ricaduta a terra possono aumentare notevolmente i rischi legati alla viabilità nonché alle ordinarie operazioni aeroportuali.
Per ridurre e ‘controllare’ questi rischi, grazie all’App TefraNet i cittadini possono ora partecipare al monitoraggio in real-time dell’Etna, segnalando e condividendo in tempo reale – durante l’eruzione – importanti informazioni sulla ricaduta al suolo di ceneri, lapilli e bombe vulcaniche. I dati, tra cui immagini geo-referenziate, osservazioni e localizzazioni GPS, vengono archiviati in un geodatabase all’interno dell’App e possono essere visualizzati ‘navigando’ tra le segnalazioni attraverso una ricerca per data o per evento.
Il prossimo obiettivo, oltre all’implementazione dell’App per il monitoraggio dell’area partenopea, sarà quello di creare una versione di TefraNet in inglese. In futuro, infatti, l’App potrà essere adattata anche a vulcani presenti in altre regioni d’Italia e del mondo dove la dispersione di cenere in atmosfera rappresenta un problema per la vita di tutti giorni, fornendo così informazioni utili alle popolazioni residenti sulla caduta di tefra al suolo.
Per eventuali suggerimenti e feedback sull’App è possibile inviare una mail all’indirizzo tefranet@ingv.it.
TefraNet, INGV launches an App for real-time monitoring of volcanic ash emissions
A new App for iOS and Android devices allows citizens residing in active volcanic areas to report in real-time the ash fallout during eruptions
TefraNet is the new App that the Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) has developed in the field of volcanic monitoring. Suitable for the most commonly used portable devices (smartphones and tablets), TefraNet seeks to actively involve the citizens of the areas exposed to the risk of tephra fallout, i.e. ash, lapilli and bombs produced by the most intense explosive activities, by collecting information in real time.
TefraNet, which already has hundreds of registered users, has been put to the test during the current eruptive crisis of Etna characterized by a sequence of lava fountains. It has provided excellent results in terms of public response with reports sent by citizens also residing in fairly distant areas from the volcano. This allowed INGV researchers to observe the tephra fallout in real-time in the various Sicilian areas concerned, as well as to have a view of the eruptive column from various points, in order to study the ongoing eruption in real-time.
The App was developed as part of the Project “Ash-RESILIENCE - A research infrastructure for volcanic ash hazard assessment to aviation and communities living near Italian active volcanoes”, funded in 2015 by MIUR. The project aimed at creating tools capable of mitigating the effects of the fall of explosive volcanic activity’s products in the two Italian metropolitan areas with active volcanoes within their territory, Catania and Naples.
Since 1998, Etna has been affected by more than 200 paroxysmal events, characterized by strong Strombolian activity and lava fountains from the summit craters, which generated eruptive columns up to 10 km high above the volcano, followed by tephra falls in the surrounding areas.
The injection of ash into the atmosphere and its dispersal on the ground also have important implications for civil protection reasons: the constant surveillance of the volcano and the study of its tephra deposits are, in fact, fundamental for the development and validation of numerical models. These models simulate the propagation of tephra in the atmosphere and their subsequent fallout on the ground, with the aim of mitigating the risks for those living in the most exposed locations as much as possible.
The metropolitan areas of Catania and Naples are densely inhabited, with populations of almost one million and over three million, respectively, the people living mainly on the slopes of Etna, Vesuvius and in the Campi Flegrei. In addition, these territories have two very busy airports, namely Catania Fontanarossa and Naples Capodichino, while the NATO military base of Sigonella is located in the Catania area too. In areas with these characteristics, the emission of pyroclastic products into the atmosphere and their fallout on the ground can therefore significantly increase the risks associated with traffic and ordinary airport operations.
To mitigate and 'control' these risks, thanks to the TefraNet App, citizens can now participate in real-time monitoring of Etna, reporting and sharing - during the eruption - important information on the ash fallout on the ground. The acquired data, including geo-referenced images, observations and GPS locations, are stored in a geodatabase within the App and can be viewed by 'browsing' the reports through a search by date or by event.
The next goal, in addition to implementing the App for monitoring the Neapolitan area, will be to create a version of TefraNet in English. In the future, the App can also be adapted to volcanoes in other regions of Italy and around the world where the dispersal of ash into the atmosphere represents a problem for everyday life, thus providing useful information to the resident populations on tephra falls on the ground.
For any suggestions and feedback on the App, you can send an email to tefranet@ingv.it.
TefraNet, che conta già centinaia di utenti registrati, ha conosciuto un importante banco di prova nel corso dell’attuale crisi eruttiva dell’Etna caratterizzata da una sequenza di fontane di lava, fornendo ottimi risultati in termini di risposta del pubblico con segnalazioni inviate da cittadini residenti anche in aree piuttosto distanti dal vulcano. Ciò ha permesso ai ricercatori dell’INGV di osservare in real-time la ricaduta di tefra nelle diverse zone siciliane interessate, nonché di avere una visione della colonna eruttiva da varie angolazioni, dati a loro volta utili a studiare in tempo reale l’eruzione in corso.
L’App nasce nell’ambito del Progetto premiale “Ash-RESILIENCE – A research infrastructure for volcanic ash hazard assessment to aviation and communities living near Italian active volcanoes”, finanziato nel 2015 dal MIUR e volto a realizzare strumenti in grado di mitigare gli effetti della caduta dei prodotti dell’attività vulcanica esplosiva nelle due principali aree metropolitane italiane con vulcani attivi all’interno del loro territorio, ovvero Catania e Napoli.
Dal 1998 l’Etna è stato interessato da oltre 200 eventi parossistici, caratterizzati da forte attività stromboliana e fontane di lava dai crateri sommitali, che hanno generato colonne eruttive alte fino a 10 km sopra il vulcano seguite da cadute di tefra nelle aree circostanti.
L’emissione di ceneri in atmosfera e la loro dispersione al suolo hanno importanti implicazioni anche in materia di protezione civile: la sorveglianza costante del vulcano e lo studio dei suoi depositi risultano, infatti, fondamentali per lo sviluppo e la validazione di modelli di simulazione della propagazione dei tefra in atmosfera e la loro successiva ricaduta a terra, con l’obiettivo di mitigare quanto più possibile i rischi per le popolazioni residenti nelle località maggiormente esposte.
Le aree metropolitane di Catania e Napoli sono densamente popolate. In esse, infatti, si registrano, rispettivamente, quasi un milione di abitanti e oltre tre milioni di abitanti. Persone che, per lo più, vivono alle pendici dell’Etna, del Vesuvio e nei Campi Flegrei. Inoltre, all’interno dei loro territori ospitano due scali aeroportuali molto trafficati, quello di Catania Fontanarossa e di Napoli Capodichino, considerando, oltretutto, che sul territorio catanese ha sede la base militare di Sigonella, noto presidio NATO. In zone con queste caratteristiche, dunque, l’emissione di prodotti piroclastici in atmosfera e la loro ricaduta a terra possono aumentare notevolmente i rischi legati alla viabilità nonché alle ordinarie operazioni aeroportuali.
Per ridurre e ‘controllare’ questi rischi, grazie all’App TefraNet i cittadini possono ora partecipare al monitoraggio in real-time dell’Etna, segnalando e condividendo in tempo reale – durante l’eruzione – importanti informazioni sulla ricaduta al suolo di ceneri, lapilli e bombe vulcaniche. I dati, tra cui immagini geo-referenziate, osservazioni e localizzazioni GPS, vengono archiviati in un geodatabase all’interno dell’App e possono essere visualizzati ‘navigando’ tra le segnalazioni attraverso una ricerca per data o per evento.
Il prossimo obiettivo, oltre all’implementazione dell’App per il monitoraggio dell’area partenopea, sarà quello di creare una versione di TefraNet in inglese. In futuro, infatti, l’App potrà essere adattata anche a vulcani presenti in altre regioni d’Italia e del mondo dove la dispersione di cenere in atmosfera rappresenta un problema per la vita di tutti giorni, fornendo così informazioni utili alle popolazioni residenti sulla caduta di tefra al suolo.
Per eventuali suggerimenti e feedback sull’App è possibile inviare una mail all’indirizzo tefranet@ingv.it.
TefraNet, INGV launches an App for real-time monitoring of volcanic ash emissions
A new App for iOS and Android devices allows citizens residing in active volcanic areas to report in real-time the ash fallout during eruptions
TefraNet is the new App that the Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) has developed in the field of volcanic monitoring. Suitable for the most commonly used portable devices (smartphones and tablets), TefraNet seeks to actively involve the citizens of the areas exposed to the risk of tephra fallout, i.e. ash, lapilli and bombs produced by the most intense explosive activities, by collecting information in real time.
TefraNet, which already has hundreds of registered users, has been put to the test during the current eruptive crisis of Etna characterized by a sequence of lava fountains. It has provided excellent results in terms of public response with reports sent by citizens also residing in fairly distant areas from the volcano. This allowed INGV researchers to observe the tephra fallout in real-time in the various Sicilian areas concerned, as well as to have a view of the eruptive column from various points, in order to study the ongoing eruption in real-time.
The App was developed as part of the Project “Ash-RESILIENCE - A research infrastructure for volcanic ash hazard assessment to aviation and communities living near Italian active volcanoes”, funded in 2015 by MIUR. The project aimed at creating tools capable of mitigating the effects of the fall of explosive volcanic activity’s products in the two Italian metropolitan areas with active volcanoes within their territory, Catania and Naples.
Since 1998, Etna has been affected by more than 200 paroxysmal events, characterized by strong Strombolian activity and lava fountains from the summit craters, which generated eruptive columns up to 10 km high above the volcano, followed by tephra falls in the surrounding areas.
The injection of ash into the atmosphere and its dispersal on the ground also have important implications for civil protection reasons: the constant surveillance of the volcano and the study of its tephra deposits are, in fact, fundamental for the development and validation of numerical models. These models simulate the propagation of tephra in the atmosphere and their subsequent fallout on the ground, with the aim of mitigating the risks for those living in the most exposed locations as much as possible.
The metropolitan areas of Catania and Naples are densely inhabited, with populations of almost one million and over three million, respectively, the people living mainly on the slopes of Etna, Vesuvius and in the Campi Flegrei. In addition, these territories have two very busy airports, namely Catania Fontanarossa and Naples Capodichino, while the NATO military base of Sigonella is located in the Catania area too. In areas with these characteristics, the emission of pyroclastic products into the atmosphere and their fallout on the ground can therefore significantly increase the risks associated with traffic and ordinary airport operations.
To mitigate and 'control' these risks, thanks to the TefraNet App, citizens can now participate in real-time monitoring of Etna, reporting and sharing - during the eruption - important information on the ash fallout on the ground. The acquired data, including geo-referenced images, observations and GPS locations, are stored in a geodatabase within the App and can be viewed by 'browsing' the reports through a search by date or by event.
The next goal, in addition to implementing the App for monitoring the Neapolitan area, will be to create a version of TefraNet in English. In the future, the App can also be adapted to volcanoes in other regions of Italy and around the world where the dispersal of ash into the atmosphere represents a problem for everyday life, thus providing useful information to the resident populations on tephra falls on the ground.
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Covid: Razza, Regioni recepiscono indicazioni da Roma ma servono più vaccini
«E’ ingenerosa, falsata nella sua ricostruzione e infondata nei fatti la rappresentazione secondo la quale, nell’ambito della campagna vaccinale, le Regioni procedono per conto proprio e senza un indirizzo unitario. Va ricordato ancora una volta come le Regioni non abbiano stabilito che la Fase3 del Piano (insegnanti, forze dell’ordine, forze armate, penitenziari, servizi essenziali) anticipasse la Fase2 (fragili e over 70): ciò, invece, è stato determinato a livello nazionale dalla struttura commissariale che, a sua volta, ha dovuto recepire le indicazioni dell’Agenzia regolatrice del farmaco che ha autorizzato il vaccino di AstraZeneca solo sulla popolazione under 65, mentre – come è noto – nel resto del mondo non esiste questa limitazione. Così come è opportuno ribadire che, proprio nell’ambito della categoria dei servizi essenziali, le Regione non hanno declinato un ordine di priorità, che invece era stato chiesto uniforme per tutto il Paese. E su questo punto non abbiamo mai ricevuto una risposta da parte della struttura commissariale».Lo dice l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza.
«Al posto di sostenere polemiche, che mortificano migliaia di operatori sanitari - prosegue l'esponente del governo Musumeci - ci aspettiamo vengano attivate tutte le procedure per autorizzare gli altri vaccini già disponibili (a partire dallo Sputnik V) e aumentare l’approvvigionamento nazionale delle fiale. Se ci fossero centinaia di migliaia di dosi a settimana, infatti, in ogni Regione non ci sarebbe neppure il problema di scegliere da dove partire! Semmai saremmo tutti ventre a terra a moltiplicare le sedi vaccinali e distribuire fiale ai medici di famiglia. Fin dall’inizio dell’emergenza, la Sicilia, su disposizione del presidente Musumeci, ha scelto un'organizzazione in collaborazione con la Protezione civile e il concorso di Forze armate ed enti locali: vorremmo poter vaccinare per 24 ore al giorno! Senza subire polemiche infondate e, magari, ricevendo le risorse umane aggiuntive promesse e finora arrivate in numero contenuto. Adesso più che mai è tempo di lavorare, non di polemizzare».
«Al posto di sostenere polemiche, che mortificano migliaia di operatori sanitari - prosegue l'esponente del governo Musumeci - ci aspettiamo vengano attivate tutte le procedure per autorizzare gli altri vaccini già disponibili (a partire dallo Sputnik V) e aumentare l’approvvigionamento nazionale delle fiale. Se ci fossero centinaia di migliaia di dosi a settimana, infatti, in ogni Regione non ci sarebbe neppure il problema di scegliere da dove partire! Semmai saremmo tutti ventre a terra a moltiplicare le sedi vaccinali e distribuire fiale ai medici di famiglia. Fin dall’inizio dell’emergenza, la Sicilia, su disposizione del presidente Musumeci, ha scelto un'organizzazione in collaborazione con la Protezione civile e il concorso di Forze armate ed enti locali: vorremmo poter vaccinare per 24 ore al giorno! Senza subire polemiche infondate e, magari, ricevendo le risorse umane aggiuntive promesse e finora arrivate in numero contenuto. Adesso più che mai è tempo di lavorare, non di polemizzare».
Rifiuti, il Piano della Regione approvato anche dal Cga: la Giunta lo rende operativo
La Regione Siciliana ha finalmente il suo Piano di gestione dei rifiuti urbani. A seguito del definitivo parere favorevole da parte del Cga, Palazzo Orleans si dota di uno strumento di pianificazione aggiornato e in linea con gli orientamenti e le prescrizioni dell’attuale quadro normativo del settore. Dopo un iter lungo e complesso, si potrà ora dare impulso alla fase di razionalizzazione del settore, impartire le necessarie direttive per l’impiantistica e per la gestione dei servizi e fissare gli obiettivi per tutti gli attori della filiera.
L’aggiornamento del Piano, che ha condotto alla sua definitiva approvazione, si è reso necessario al fine di adeguare la pianificazione regionale per la gestione dei rifiuti urbani nell’Isola al contesto attuale di produzione, alla sopravvenuta normativa europea e alle più recenti direttive comunitarie del 2018. Il Piano regionale dei rifiuti risaliva al 2012 e, benché integrato nel 2016, era stato ritenuto dalla Commissione Europea non conforme - tra l’altro - agli obiettivi di raccolta differenziata e troppo legato allo smaltimento in discarica.
Il governo Musumeci ha da subito avviato la redazione dello strumento di pianificazione rifiuti e ha consumato due fasi procedimentali necessarie, una tecnica e una amministrativa, a seguito delle quali il Piano ha ricevuto, nei vari passaggi procedurali previsti, la condivisione di tutti i livelli istituzionali. E’ stata consumata, in particolare, la necessaria procedura di valutazione ambientale strategica (Vas), che ha rappresentato il più ampio ambito della concertazione dei contenuti del Piano con tutti i soggetti competenti in materia ambientale, ivi compresi gli Enti locali dell’Isola, le Srr, le associazioni ambientaliste. Tutti hanno potuto contribuire con le proprie osservazioni, che sono state puntualmente valutate dalla Regione e idoneamente riscontrate e accolte.
Si è ora conclusa anche la seconda fase, quella amministrativa, prevista da una peculiare norma regionale, che ha imposto la trasmissione del Piano prima all’Ufficio legislativo e legale della Regione e, di seguito, al Consiglio di Giustizia Amministrativa, per i pareri di competenza. Con l’adozione del Piano che, dopo l’approvazione della Giunta regionale, sarà emanato con Decreto presidenziale di rango regolamentare e, quindi, con una forte efficacia prescrittiva, viene anche soddisfatta la condizionalità ex ante relativa al settore dei rifiuti, imposta dall’Unione Europea.
«Adesso la Regione - commenta il presidente Nello Musumeci- al pari di tutte le altre, potrà ancor più agevolmente accedere a tutte quelle risorse comunitarie, fondamentali per lo sviluppo delle infrastrutture del settore. È stata una procedura che abbiamo portato avanti con fatica, assieme all’assessore tecnico Alberto Pierobon. La fase successiva, altrettanto delicata e complessa, è adesso affidata al neo assessore Daniela Baglieri, sempre secondo le linee che il mio governo ha indicato sin dall’inizio».
L’aggiornamento del Piano, che ha condotto alla sua definitiva approvazione, si è reso necessario al fine di adeguare la pianificazione regionale per la gestione dei rifiuti urbani nell’Isola al contesto attuale di produzione, alla sopravvenuta normativa europea e alle più recenti direttive comunitarie del 2018. Il Piano regionale dei rifiuti risaliva al 2012 e, benché integrato nel 2016, era stato ritenuto dalla Commissione Europea non conforme - tra l’altro - agli obiettivi di raccolta differenziata e troppo legato allo smaltimento in discarica.
Il governo Musumeci ha da subito avviato la redazione dello strumento di pianificazione rifiuti e ha consumato due fasi procedimentali necessarie, una tecnica e una amministrativa, a seguito delle quali il Piano ha ricevuto, nei vari passaggi procedurali previsti, la condivisione di tutti i livelli istituzionali. E’ stata consumata, in particolare, la necessaria procedura di valutazione ambientale strategica (Vas), che ha rappresentato il più ampio ambito della concertazione dei contenuti del Piano con tutti i soggetti competenti in materia ambientale, ivi compresi gli Enti locali dell’Isola, le Srr, le associazioni ambientaliste. Tutti hanno potuto contribuire con le proprie osservazioni, che sono state puntualmente valutate dalla Regione e idoneamente riscontrate e accolte.
Si è ora conclusa anche la seconda fase, quella amministrativa, prevista da una peculiare norma regionale, che ha imposto la trasmissione del Piano prima all’Ufficio legislativo e legale della Regione e, di seguito, al Consiglio di Giustizia Amministrativa, per i pareri di competenza. Con l’adozione del Piano che, dopo l’approvazione della Giunta regionale, sarà emanato con Decreto presidenziale di rango regolamentare e, quindi, con una forte efficacia prescrittiva, viene anche soddisfatta la condizionalità ex ante relativa al settore dei rifiuti, imposta dall’Unione Europea.
«Adesso la Regione - commenta il presidente Nello Musumeci- al pari di tutte le altre, potrà ancor più agevolmente accedere a tutte quelle risorse comunitarie, fondamentali per lo sviluppo delle infrastrutture del settore. È stata una procedura che abbiamo portato avanti con fatica, assieme all’assessore tecnico Alberto Pierobon. La fase successiva, altrettanto delicata e complessa, è adesso affidata al neo assessore Daniela Baglieri, sempre secondo le linee che il mio governo ha indicato sin dall’inizio».
Santa Marina Salina: CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PER ATTIVITÀ ECONOMICHE,ARTIGIANALI E COMMERCIALI. DOMANDE ENTRO IL 7 APRILE (di Carmela Mannuccia)
COMUNE DI SANTA MARINA SALINA; AVVISO CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO A VALERE SUL FONDO DI SOSTEGNO ALLE ATTIVITÀ ECONOMICHE,ARTIGIANALI E COMMERCIALI DELLE AREE INTERNE DI CUI AL DPCM 24 SETTEMBRE 2020
SCADENZA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE 07 APRILE 2021
SCADENZA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE 07 APRILE 2021
Bando e modello di domanda sul sito www.comune.santa-marina-salina.me.it sezione “bandi e esiti di gara”
Buongiorno con questa "cartolina" dalle Eolie e con il Santo del giorno
Da Canneto vista su Panarea e Stromboli (Foto Roberto Greco)
IL SANTO DEL GIORNO
IL SANTO DEL GIORNO
Fra i numerosi santi morti nel fiore della giovinezza, c'è da annoverare Casimiro, figlio di Casimiro III, re di Polonia.
Nacque questo Santo il 5 ottobre dell'anno 1458, e ricevette dall'ottima madre un'educazione veramente santa. Affidato più tardi alle cure del pio e dotto canonico Dugloss, fece tale progresso negli studi e nella via della santità, da suscitare meraviglia nello stesso maestro. Vestì sempre dimessamente ed ebbe quasi orrore per il lusso; un rozzo cilicio gli martoriava le membra e la sua mente era continuamente fissa nel mistero della passione di Gesù Cristo. Il santo Sacrificio della Messa a cui assisteva ogni giorno e la devozione a Maria furono la sua delizia.
In uno sfogo d'amore verso questa cara Madre compose un inno che recitò ogni giorno fino alla morte e che volle con sè anche nel sepolcro. La notte era per questo santo il tempo dell'orazione, e il breve riposo che concedeva al suo corpo sovente era preso sul nudo pavimento.
Richiesto come re dal popolo ungherese. solo costretto dall'autorità paterna si risolvette ad accettare. Ma prima ancor di giungere alla frontiera avendo avuto notizia della conciliazione avvenuta tra il popolo e l'antica dinastia, immediatamente rifiutò di procedere oltre. Fatto ritorno alla reggia paterna e ottenuto il permesso di ritirarsi dalla corte, incominciò una vita di immolazione continua, unita intimamente a Dio ed occupata in cose spirituali.
Dodici anni durò questo tenore di vita.
Colpito dall'etisia, il suo volto divenne sempre più pallido, ma non perse mai quell'aspetto angelico e serafico che Io distingueva. Fino all'ultimo fu ilare ed affabile. Conosciuto per rivelazione il giorno della sua morte, vi si preparò con grande fervore, e ricevuti i Ss. Sacramenti con vivo trasporto di spirito, morì nel Signore a Vilna, città principale della Lituania.
La sua salma venne sepolta nella chiesa di S. Stanislao con pompa e onori principeschi.
La sua tomba fu méta di continui e devoti pellegrinaggi, e fonte inesauribile di grazie e benedizioni.
Centovent'anni dopo la sua morte si volle rimuoverne i resti mortali per esporli alla venerazione dei fedeli, ma oh, meraviglia! quel corpo vergine che non aveva conosciuto il peccato, fu trovato incorrotto e intatto nelle vesti principesche in cui era stato avvolto. S. Casimiro fu canonizzato da Papa Leone X nel 1521, e il popolo polacco lo volle suo protettore.
Aliscafi: problemi di posto, da lunedì a venerdì, nelle prime corse del mattino
A causa della limitazione dei posti, dovuta all'emergenza pandemica, le prime corse del mattino dalle Eolie verso la costa sicula,, nei giorni feriali, risultano spesso complete, incluso qualche ritorno da Milazzo
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