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giovedì 18 marzo 2021
Forza Sandro, forza guerriero, con il cuore e la preghiera siamo con te!
Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie e con il Santo del giorno
S. Cirillo si dedicò specialmente alla predicazione. Scrisse pure quelle meravigliose catechèsi, nelle quali la dottrina cristiana è esposta con limpidezza ammirabile, e i dogmi della fede solidamente difesi dagli attacchi degli Ariani.
Morto il santo vescovo Massimo, il Signore dispose che a suo successore venisse eletto S. Cirillo.
Il suo episcopato fu assai fortunoso. Dovette sostenere persecuzioni, ingiurie ed accuse da parte degli Ariani. Per sottrarsi alle violenze dei nemici, che in un conciliabolo lo avevano dichiarato decaduto dalla sua sede, dovette riparare a Tarso di Cilicia, presso il Vescovo di quella città. Morto l'imperatore Costanzo, Giuliano l'Apostata, suo successore, permise a tutti gli esuli il rimpatrio. S. Cirillo ritornò sollecito tra il suo gregge, dove con zelo apostolico si diede a confutare errori, correggere vizi, sopprimere abusi e rimettere nuovamente in vigore il vero culto cristiano.
Un secondo sacrificio chiese Dio a questo suo servo fedele, quando dovette nuovamente riprendere la via dell'esilio. Ritornò sotto l'imperatore Teodosio il Grande.
Due grandi avvenimenti illustrarono l'episcopato di S. Cirillo. Giuliano l'Apostata voleva smentire la profezia di Gesù Cristo circa la distruzione di Gerusalemme. E poichè questa infelice città aveva già sentito in tutto il suo rigore il peso della spada di Roma, Giuliano s'accinse a riedificarla.
S. Cirillo tentò di distogliere l'empio imperatore da un tale disegno e gli mosse severi rimproveri. Ma la sua parola non fece breccia sul cuore dell'Apostata.
Sappiamo ciò che avvenne: terremoti, folgori e fiamme distrussero le mura riedificate, incutendo spavento indicibile nei partigiani dell'imperatore e apportando allo stesso grande confusione.
Il secondo avvenimento è l'apparizione di una croce, che dal Calvario si estendeva fino al monte Oliveto, tanto splendente da vincere la luce del sole.
Già vecchio S. Cirillo intervenne al Concilio Ecumenico di Costantinopoli, dove fu condannata l'eresia di Macedonio e nuovamente l'ariana. Ritornato quindi fra il suo gregge quasi ottuagenario, si addormentò nel Signore nell'anno 386.
PRATICA. Ascoltiamo e mettiamo in pratica la parola di Dio.
PREGHIERA. Dacci, te ne preghiamo. Dio onnipotente, per intercessione del beato vescovo Girino, di avere di te, solo vero Dio, e di Colui che mandasti, Gesù Cristo, una tale conoscenza, che meritiamo di essere perpetuamente annoverati nelle pecorelle che ascoltano la sua voce.
mercoledì 17 marzo 2021
Coronavirus, la Sicilia torna sopra i 700 contagi giornalieri, ricoveri in aumento
In crescita anche il numero di ricoverati in ospedale: sono 734 quelli in regime ordinario (9 in più rispetto al dato di ieri) e 116 quelle in terapia intensiva (incremento di 3 pazienti)
Ricordando... Ninni Megna e Giovanni Ziino
Ricordiamo che le foto vengono pubblicate in modo casuale e a titolo gratuito dal direttore e non su richiesta dei lettori. Anniversari, ricordi, commemorazioni con foto a vostra scelta non sono a titolo gratuito
Lipari, torna in aula domani il Consuntivo 2019
Il presidente Giacomo Biviano, ieri stesso, a qualche ora di distanza da un “nulla di fatto” su questo ed altri argomenti, l'ha riconvocato, in sessione urgente.
Possibile, però, che per l'approvazione si debba aspettare venerdì . Domani potrebbero non esserci i numeri per la seduta.
Il manifesto della liparese Rachele Sciacchitano esposto nella mostra urbana in corso a Catania
Come da noi anticipato, oggi a Catania, in occasione del 160° dell'Unità d'Italia, si tiene, per le vie del centro storico, una mostra urbana di pubblica utilità, di manifesti progettati da studenti, cultori e professori del corso di secondo livello in Design della comunicazione visiva dell’Accademia di Belle Arti di Catania.
Tra gli autori che espongono i propri lavori vi è anche la liparese Rachele Sciacchitano (nella foto, in alto, accanto al suo manifesto).
Rachele nel manifesto "Amata unità d'Italia" ha voluto rimarcare come " Il 17 marzo 1861 viene proclamato il regno d'Italia, finalmente lo Stato è unito.
L'Italia, che noi oggi conosciamo e amiamo, ci viene consegnata dalle più importanti figure storiche del tempo, tra cui Garibaldi, Mazzini e il re Vittorio Emanuele II ".
Tra il politico e il possibile... (di Luca Chiofalo)
Non è chiaro solo a troppi di noi Eoliani che per resistere a questo sciagurato momento e rilanciarsi dobbiamo utilizzare gli strumenti rivolti alla tutela dello straordinario capolavoro naturale che immeritatamente abitiamo.
Non è di sinistra o di destra, è semplicemente la cosa più sensata. I piani di finanziamento europei più massicci si rivolgono all’ambiente ed alla sua protezione, tutto è orientato verso il “green” ed il “sosteniblile”, ma giusto noi che partiamo in vantaggio guardiamo altrove…
Tra le tante divagazioni, la “Zona Franca Urbana”, strumento evidentemente inadeguato al territorio e all’emergenza da affrontare, oltre che di quasi impossibile applicazione (basta documentarsi), in piena prima ondata covid inopinatamente al centro del dibattito pubblico, proposta con protervia come la soluzione principe alle nostre difficoltà da aggressive compagini che lamentavano l’insipienza (o la sordità…) di chi come me (amministratore in quel momento) non era d’accordo.
Oggi per fortuna, il cavallo di battaglia ZFU sembra essere diventato un cavallo zoppo che nessuno più si sente di cavalcare.
Considero sempre in buonafede il contributo al pubblico confronto di associazioni e singoli, ma consiglio misura e approfondimento prima di coinvolgere in battaglie con collettive ricadute una popolazione già abbastanza disorientata.
Per essere chiari, discutiamo in modo serrato ma diamoci obiettivi utili e possibili, imparando a remare tutti nella stessa direzione per raggiungerli!
Lo Cascio, con delicato sarcasmo, indica una strada che forse è la più adatta alle necessità del territorio ed alla sua valorizzazione: chi la vede diversamente, nel comune interesse, illustri altri percorsi praticabili e non fumosi, aggiunga senza fuorviare e bloccare ogni possibile progresso…
Perché l’attività politica non può essere un’avventura irresponsabile a danno collettivo.
CORDIALMENTE
LUCA CHIOFALO
Un agitatore – incubatore piastrinico per l’ospedale di Lipari. L'appello della sorella di un paziente deceduto
Ad un mese dalla morte di mio fratello è come se uscissi da una lunga apnea iniziata nei giorni della sua agonia a fine novembre 2020. Solo ora riesco a stabilire nessi tra vari fatti accaduti.
Da poco in pensione, la mia attività era quella di infermiera coordinatrice, ero caposala. Penso che un aspetto fondamentale dell’assistenza sanitaria sia espresso dal concetto di LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) in una Italia dalle grandi differenze tra le varie aree geografiche, tra nord, sud, est, ovest, città, paesi, isole maggiori, isole minori. In questa nazione con i LEA si danno a tutti gli stessi diritti e speranza di cura. Tra questi princìpi nell’attuale elenco di LEA, nell’assistenza ospedaliera sono incluse le attività trasfusionali.
Torno a quanto accaduto a Franco mio fratello che penso sia del tutto in collisione con i principi enunziati nel concetto di LEA.
Franco, dopo una vita di lavoro che lo ha fatto conoscere come un bravo cuoco, si ammala di leucemia acuta mieloide. La diagnosi ancora oggi non dà grandi speranze di guarigione, tuttavia solo nell’autunno 2020 le condizioni di mio fratello richiedono il supporto del centro trasfusionale. Le prime trasfusioni riesce a farle nel centro trasfusionale di Milazzo. Ringrazio tutto il personale di questa struttura per le puntuali terapie somministrate a Franco che spesso richiedevano anche considerazioni delle condizioni meteo con spostamenti all’ultimo momento.
Tuttavia Franco si aggrava, è stanco e vuole lasciare sempre meno casa sua, la sua isola. Chiediamo aiuto alla Medicina del P.O. di Lipari, di cui possiamo dire che con grande umanità e professionalità hanno seguito gli ultimi giorni di mio fratello. Un solo problema: a Lipari in antitesi al riconoscimento che le attività trasfusionali sono parte integrante dei LEA non è possibile fare trasfusione di piastrine. A Lipari manca un agitatore incubatore concentrato di piastrine e senza questo dispositivo il sangue diventa una pappetta coagulata ed intrasfondibile. Tutti i protocolli che spesso risentono della disponibilità di piastrine presso i vari centri di terapia, al di sotto di 10.000 piastrine, prevedono in mancanza univoca la trasfusione di piastrine. Senza piastrine mio fratello dopo Natale 2020 inizia ad avere emorragie perioculari, gengivali, urinarie e defeca sangue; queste sofferenze avrebbero potuto essere evitate.
A Lipari si muore, sia chiaro; Franco sarebbe morto ugualmente ma senza il problema delle continue e ripetute emorragie. La patologia di Franco era di tipo acuto ma esistono patologie delle piastrine che richiedono trasfusioni di piastrine come la trombocitopenia, malattia di cui un cittadino delle Isole Eolie si deve augurare di non soffrire mai. In una realtà che vede tutti gli eoliani donare sangue molto di più di quello che viene usato nell’ospedale di Lipari .
L’agitatore incubatore è un attrezzatura di facile utilizzo, con un costo intorno a 20.000 euro, ma quante risorse è giusto destinare ad evitare le sofferenze di Franco e di quanti potrebbero seguirlo?
Già tante risorse sono state destinate alle unità mobili di raccolta (più di 100.000 a mezzo auto-emoteca). Operanti nella provincia di Messina ci sono a mia conoscenza 5 auto-emoteche. Penso che l’agitatore incubatore di piastrine sia presente solo a Patti – Milazzo – Taormina e gli altri presidi come Lipari ne sono sprovvisti. Il corriere che continuamente fa la spola da Patti agli altri servizi privo di un tale dispositivo che esiste anche per i mezzi dei corrieri del sangue. Quindi salta non solo il concetto di LEA, ma anche quello di standard delle unità. Io penso tuttavia che questi aspetti di programmazione sanitaria certamente competono l’unico dirigente medico della struttura complessa trasfusionale di Patti a cui da qualche anno e’ stata data la coordinazione dell’attività di Medicina trasfusionale dell’ASP 5 di Messina.
A tale scopo ho avviato una campagna per chiedere questo apparecchio per le piastrine, per questa miglioria nel servizio di medicina trasfusionale garantito agli eoliani, che ha già raccolto il consenso di molti medici e personale dell’ospedale di Lipari.
Lucia Favaloro
Come comitato “L’Ospedale di Lipari non si tocca” ci stringiamo attorno a Lucia Favaloro ed a tutti i familiari di Franco e di quanti sono ancora oggi costretti a fare la spola tra Eolie e Milazzo per esami di routine e terapie relativamente semplici che potrebbero essere tranquillamente effettuate a Lipari, anche col personale attualmente disponibile.
Non aggiungiamo altro alla toccante e puntuale lettera di Lucia, se non l’invito a condividere questa lettera e la promessa che continueremo a batterci affinché tutti gli esami e terapie che possono essere svolte all’ospedale di Lipari vengano svolte qui, e che ci vengano forniti tutti i macchinari necessari.
Chi conosce situazioni di disagio simile, di gente costretta a viaggiare regolarmente per esami e terapia, è invitato a segnalarcelo sulla pagina facebook https://www.facebook.com/OspedaleEoliano/ o all’email assembleaospedalelipari@gmail.com.















