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domenica 3 ottobre 2021
Storia eoliana: conosciamola attraverso lo storico G. La Greca. 3 Agosto 1888: L'ultima eruzione di Vulcano
3 agosto 1888
L’ultima eruzione
di Vulcano
La notte tra il 3 ed il 4 agosto 1888 il cratere
di Vulcano sussultò violentemente. Furono scene apocalittiche quelle che si
videro allora e che, a rapide intermittenze, si susseguirono per ben diciotto
mesi. Colonne di fumo che si levavano dal cratere, bolidi di enormi dimensioni
che cadevano in mare e nella piana del Porto, nuvoloni di ceneri grigiastre che
venivano a posarsi sulla città e le campagne di Lipari. Il primo telegramma,
spedito al prefetto dal Sindaco Giuseppe La Rosa in quella stessa notte,
suonava così "Verificatesi tre eruzioni di ceneri e lapilli. Per ora nessun allarme".
***
Il Gran Cratere della Fossa iniziò a manifestare la ripresa
dell’attività vulcanica sin dal 1873 attraverso forti detonazioni e con
l’apertura, nel mese di settembre dello stesso anno, di una voragine nel fondo
del cratere sul lato di nord-est, dove era collocata la così detta “Grotta delle fumarole”. Le
manifestazioni più evidenti erano date da frequenti esplosioni con getto di
vapore, cenere e pietre infuocate. Questo fenomeno era durato circa 45 giorni
per poi ritornare alla iniziale quiete. Brevi eruzioni di cenere si
registrarono, inoltre, nel luglio 1876, nel settembre 1877, e nell'agosto 1878:
finché nel 1879, il 16 gennaio, si rimanifestò lo stato eruttivo allarmante,
con energiche esplosioni intermittenti con presenza di vapori, cenere e pietre
infuocate. In tale periodo all’interno del cratere si amplio la depressione
iniziale sul fianco di nord-est, e subì altre notevoli modificazioni tali da renderlo
difficilmente accessibile; per cui fu quasi abbandonata l’industria nel suo
interno. L’attività eruttiva cessò nel corso del mese di giugno dello stesso
anno, e per i successivi nove anni.
La notte del 3 agosto 1888,
infine, il risveglio con il maggior grado di violenza mai registrato a memoria
d’uomo nell’isola di Vulcano e nelle altre isole delle Eolie. L’eruzione è
preceduta, nella notte tra il 2 ed il 3 agosto, intorno alla mezzanotte, da un
leggero terremoto, avvertito esclusivamente dal fanalista che si trovava di
guarda sulla Torre del Faro di Gelso, alta 33 metri.
Nella notte tra il 3 ed il 4 agosto dal cratere di Vulcano si vide apparire
del fumo nero, rischiarato da frequenti lampi di scariche elettriche: e con
detonazioni a poco a poco incalzanti, crebbe la intensità eruttiva, tanto che
sul far del giorno, verso le 4,30, incominciarono forti esplosioni, che a brevi
intervalli davano fortissime proiezioni di vapori, ceneri e massi infuocati, i
quali ricadendo per un raggio di due chilometri dal centro del cratere,
determinarono dei danni specialmente sul lato Nord, oggi l’abitato di Porto
Levante, che aveva vaste aree coltivate, un caseggiato costituito dalle
officine sparse della fabbrica, dall'abitazione del signor A. E. Narlian,
(amministratore e comproprietario di Stevenson) e del reclusorio dei coatti, addetti pure ai
lavori. I massi che piombavano come grandine,
di cui alcuni voluminosi fino a mezzo metro cubico e più, sfondarono i tetti,
incendiarono i depositi di zolfo accumulato nei magazzini, divamparono qua e là
parzialmente delle vigne, dei boschi di ginestre e di piante arboree.
Gli abitanti dell’area di Vulcano Porto e Vulcanello, fortemente
allarmanti, vengono evacuati nella vicina Lipari, mentre quelli del Piano e di
Gelso, ancorché intimoriti non subiscono danni particolari se non la pioggia di
cenere. Dopo le prime esplosioni forti, altre più deboli ne succedettero fino
alle 10 del mattino, quando avvenne una ulteriore violenta eruzione, che eguagliò
per intensità la prima.
Dopo le prime eruzioni il vulcano manifesta una tregua di circa 12
giorni, durante i quali da la sensazione di ritornare allo stato di normalità,
ma all'alba del 19 agosto ricominciarono le eruzioni con esplosioni violente,
sempre accompagnate da forti detonazioni, e con abbondante cenere carica di
elettricità e mista ad altro materiale grosso e minuto. Il prodotto eruttivo,
rappresentato da una immensa colonna di vapore e di cenere, spinta a due e più
chilometri di altezza, si diffondeva nell’aria ed acquistava un aspetto
grandioso.
L’attività eruttiva, ad intermittenza, andrà avanti per circa due anni
per cessare definitivamente (almeno si spera).
sabato 2 ottobre 2021
Commemorazione defunti. Riproposizione video "Eoliani che non ci sono più" ( 13° Filmato: durata 4 minuti circa)
Proseguiamo con la riproposizione delle pubblicazioni di "Eoliani che non si sono più"....dedicate ai nostri concittadini che ci hanno lasciato. Ricordiamo che sono slide fotografiche realizzate da tempo, motivo per il quale non è possibile aggiungere foto
Abbiamo provato ad identificare i defunti di questo video. Per qualcuno abbiamo messo solo il cognome, per altri il nome con cui erano conosciuti, altri sono rimasti anonimi Copertina: Caterina La Torre; 1) ? Coppola, Domenico Iacono, Antonino Natoli; 2) Rosina Spanò; 3) Nunziata Lo Ricco; 4) Stefano Oliva; 5) Pino Alessi; 6) Matilde Mandarano; 7) Nino Sulfaro; 8) Stefano Scibilia; 9) Sarino Merlo; 9) Stefano Cincotta; 10) Jolanda Villani; 11) Antonio Biviano; 12) Salvatore (Tureddu) Greco; 13) ? Coniugi Deidda; 14) Peppuccio Favaloro; 15) Angelo Ziino; 16) Rosaria Saltalamacchia; 17) Ruccio Veneziano Orioles; 18) Giuseppina Trimboli; 19) Maria Pia Acunto; 20) Agostino Scaffidi; 21) Aldo Favaloro; 22) Angela Aiello; 23) Angelino Maiuri; 24) Anna Maria Famularo; 25) Annetta Falanga; 26) Antonia Portelli; 27) Antonio Greco; 28) Antonio Quadara; 29) Aristide Mollica; 30) Bartolo Casella; 31) Bartolo Errico; 32) Bartolo Gualdi; 33) Bartolomea Casamento; 34) Bartolomeo Di Stefano; 35) Caterina Biviano; 36) Caterina La Torre; 37) Italo Paino e Girolamo Caleca; 38) Oreste Bruno Longo; 39) ?; 40) ?; 41) Angelino Cincotta
Abbiamo provato ad identificare i defunti di questo video. Per qualcuno abbiamo messo solo il cognome, per altri il nome con cui erano conosciuti, altri sono rimasti anonimi Copertina: Caterina La Torre; 1) ? Coppola, Domenico Iacono, Antonino Natoli; 2) Rosina Spanò; 3) Nunziata Lo Ricco; 4) Stefano Oliva; 5) Pino Alessi; 6) Matilde Mandarano; 7) Nino Sulfaro; 8) Stefano Scibilia; 9) Sarino Merlo; 9) Stefano Cincotta; 10) Jolanda Villani; 11) Antonio Biviano; 12) Salvatore (Tureddu) Greco; 13) ? Coniugi Deidda; 14) Peppuccio Favaloro; 15) Angelo Ziino; 16) Rosaria Saltalamacchia; 17) Ruccio Veneziano Orioles; 18) Giuseppina Trimboli; 19) Maria Pia Acunto; 20) Agostino Scaffidi; 21) Aldo Favaloro; 22) Angela Aiello; 23) Angelino Maiuri; 24) Anna Maria Famularo; 25) Annetta Falanga; 26) Antonia Portelli; 27) Antonio Greco; 28) Antonio Quadara; 29) Aristide Mollica; 30) Bartolo Casella; 31) Bartolo Errico; 32) Bartolo Gualdi; 33) Bartolomea Casamento; 34) Bartolomeo Di Stefano; 35) Caterina Biviano; 36) Caterina La Torre; 37) Italo Paino e Girolamo Caleca; 38) Oreste Bruno Longo; 39) ?; 40) ?; 41) Angelino Cincotta
Filicudi Wildlife Conservation: Firmate la nostra petizione per l'area marina protetta.
(di Filicudi Wildlife Conservation) In questi giorni siamo in barca con i pescatori Eoliani per sperimentare dissuasori e attrezzi da pesca alternativi finalizzati a mitigare le interazioni negative con i delfini. Uno sforzo che è continuamente minacciato dalle attività di pesca commerciali spesso illegali. Questi tipi di pesca intensiva compromettono non solo la salute del mare ma anche l'economia locale portando molti pescatori Eoliani ad abbandonare i loro mestieri per la carenza di pesce dovuta al sovrasfruttamento del mare senza limiti.
Nel nostro piccolo stiamo cercando di contribuire alla tutela del mare e alla rinascita della tradizione di pesca Eoliana ma se non si prendono provvedimenti seri contro le illegalità di queste grandi barche che vengono da fuori si potrà fare ben poco e tutti i nostri sforzi saranno vani. Assurdo che questi pirati del mare possano agire a loro piacimento distruggendo il nostro mare che potrebbe dare da vivere e da mangiare a tutti gli isolani che da sempre lo hanno vissuto rispettandolo e sostenendosi con esso in modo equilibrato. Chi più del pescatore Eoliano ha il diritto di sostenersi con il suo mare se lo fa con rispetto e consapevolezza? Questi pirati arrivano, prelevano e se ne tornano in porto senza neanche essere visti a terra. Non serve a niente rimuovere i loro attrezzi dal mare perché ne rimettono più di prima, bisogna bloccarli in porto prima che li mettano. Impossibile creare con loro nessun tipo di contatto proprio perché spesso neanche sbarcano nelle isole prima di rientrare in porto lungo la costa Siciliana e Calabra.
La rinascita alle Eolie potrà avvenire solo se verrà istituita un'area marina protetta dove solo i pescatori Eoliani che rispettino le regole e un codice di condotta di pesca sostenibile abbiano la possibilità di pescare. Solo se le sanzioni per le illegalità di pesca saranno più frequenti e severe soprattutto per i pescatori che adottano trucchi e cavilli legislativi per compiere le illegalità "legalmente ". Solo se alcune aree fondamentali come le meravigliose praterie di Posidonia oceanica verranno interdette alla pesca per consentire il ripopolamento ittico. Solo se tutti noi adottassimo un comportamento più rispettoso, saggio e "informato " verso il consumo di pesce, cercando di evitare di comprare o favorire il commercio di quello pescato illegalmente (tonno, gamberoni, caponi ecc.). Non possiamo più giustificarci con l'ignoranza di non sapere o l'ipocrisia di non voler vedere se viviamo queste isole tutti i giorni o anche solo nel periodo estivo. E magari potremmo anche per un pò rinunciare al piacere atavico di sentirci cacciatori raccoglitori (assolutamente negativo dove l' habitat è già sfruttato da pesca commerciale e altre minacce). Anche il prelievo di un singolo riproduttore può essere determinante in un habitat fortemente compromesso. "Ne prendo solo uno per mangiare"...così dicono tutti...più o meno 10000 persone in una stagione su un isola di 9 km di perimetro! Proprio in questi giorni non mancano gli sportivi dilettanti che dopo aver sparato ad una cernia in tana, impossibilitati a recuperarla perché troppo profonda fanno uso delle bombole per prelevare il bottino. Non aggiungo altro.
Firmate la nostra petizione per l'area marina protetta. Solo così possiamo salvare il mare Eoliano.
Firma la petizione: https://www.change.org/.../presidenza-del-consiglio-dei...
www.filicudiconservation.com
#filicudiwildlifeconservation #areamarinaprotettaisoleeolie
Life Delfi
Oggi la II proiezione per cinema al museo: Alla ricerca di Van Gogh
Alla ricerca di Van Gogh – Haibo Yu (2016)
(v.o. mandarino-inglese con sottotitoli in italiano)
Nella ricca filmografia dedicata a Vincent Van Gogh sembra singolare affermare che uno dei film più belli sia quello dove l’artista e i suoi quadri non appaiono quasi mai. Appaiono invece decine di lavoratori cinesi che lavorano alle riproduzioni dei suoi dipinti per il mercato occidentale e che troviamo nelle gallerie o nei negozi di souvenir all’esterno dei musei. Con gli anni la loro manualità ha raggiunto vette assolute. Alla ricerca di Van Gogh è un film lieve e profondo sempre in bilico tra arte e finzione, tra ciò che si diventa per necessità e ciò che si poteva diventare in condizioni diverse. Il sogno di questi lavoratori è quello di potere vedere dal vivo le opere che per anni hanno copiato e sarà il finale a regalarci una delle scene più emozionanti viste sul grande schermo negli ultimi anni.
Sabato 2 ottobre ore 18-Chiesa di S.Caterina al Castello
Il film sarà introdotto da Sergio Barone.
(v.o. mandarino-inglese con sottotitoli in italiano)
Nella ricca filmografia dedicata a Vincent Van Gogh sembra singolare affermare che uno dei film più belli sia quello dove l’artista e i suoi quadri non appaiono quasi mai. Appaiono invece decine di lavoratori cinesi che lavorano alle riproduzioni dei suoi dipinti per il mercato occidentale e che troviamo nelle gallerie o nei negozi di souvenir all’esterno dei musei. Con gli anni la loro manualità ha raggiunto vette assolute. Alla ricerca di Van Gogh è un film lieve e profondo sempre in bilico tra arte e finzione, tra ciò che si diventa per necessità e ciò che si poteva diventare in condizioni diverse. Il sogno di questi lavoratori è quello di potere vedere dal vivo le opere che per anni hanno copiato e sarà il finale a regalarci una delle scene più emozionanti viste sul grande schermo negli ultimi anni.
Sabato 2 ottobre ore 18-Chiesa di S.Caterina al Castello
Il film sarà introdotto da Sergio Barone.
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