(di Salvatore Sarpi) C'è un momento in cui il silenzio diventa complicità. Pianoconte quel momento lo ha già superato. Otto incendi in poco più di quarantotto ore non sono una coincidenza, non sono una casualità, non sono una semplice emergenza estiva. Sono il segnale di un territorio preso di mira da chi, con lucidità e vigliaccheria, continua ad appiccare il fuoco mettendo in pericolo persone, abitazioni, aziende agricole e beni pubblici.Chi incendia la nostra terra non è un vandalo. È un criminale. E come tale deve essere considerato. Ogni sterpaglia incendiata, ogni rogo innescato a pochi metri da una casa o da una scuola è un attentato alla sicurezza di un'intera comunità. Se oggi raccontiamo di fiamme domate, lo dobbiamo esclusivamente alla straordinaria rapidità d'intervento dei Vigili del fuoco, del Corpo Forestale, dei volontari e di tanti cittadini che non sono rimasti a guardare. Ma non si può continuare ad affidarsi alla buona sorte. Perché prima o poi il vento cambia, il fuoco corre più veloce e il prezzo da pagare diventa insopportabile.
C'è però una verità che sarebbe troppo comodo ignorare. Il piromane accende il fuoco, ma l'incuria gli prepara la strada. Bordi delle strade ricoperti da erbacce per mancata manutenzione degli Enti preposti. Ettari di terreni invasi da erbacce secche, appezzamenti lasciati all'abbandono per anni: tutto questo rappresenta il carburante perfetto per chi vuole distruggere. È una realtà sotto gli occhi di tutti e che ogni estate si ripresenta identica, come se nulla fosse accaduto negli anni precedenti.
La manutenzione del territorio non è un dettaglio, non è una scelta facoltativa e nemmeno una questione estetica. È prevenzione. È protezione civile. È tutela della vita umana. Ogni proprietario che lascia il proprio terreno trasformarsi in una polveriera si assume una responsabilità che va ben oltre il confine della sua proprietà. Perché quando il fuoco parte, non chiede a chi appartiene un campo. Travolge tutto ciò che incontra.
E accanto alle responsabilità dei privati ci sono quelle delle istituzioni. Il Comune non può limitarsi agli appelli o alle raccomandazioni. La legge offre strumenti precisi: diffidare gli inadempienti, imporre la pulizia dei terreni e, nei casi di inerzia, intervenire direttamente recuperando le spese sostenute. Le regole esistono per essere applicate, soprattutto quando è in gioco l'incolumità pubblica.
Naturalmente la priorità resta individuare chi continua ad appiccare questi incendi. Le indagini devono proseguire senza sosta e con ogni mezzo disponibile. Ma è evidente che la sola repressione non basta. Occorre investire nella prevenzione, rafforzare la videosorveglianza, aumentare i controlli e costruire una rete di collaborazione tra cittadini e forze dell'ordine. Perché un piromane si arresta, ma un territorio si difende ogni giorno.
Pianoconte non può diventare il teatro di un incendio annunciato. Non può essere ricordata come la frazione che ha aspettato la tragedia prima di reagire. Ogni rogo spento è una vittoria, ma anche un avvertimento. Continuare a sottovalutare ciò che sta accadendo sarebbe l'errore più grave. Perché il prossimo incendio potrebbe non concedere una seconda possibilità. E allora non serviranno più le parole, ma resteranno soltanto i rimpianti.
La manutenzione del territorio non è un dettaglio, non è una scelta facoltativa e nemmeno una questione estetica. È prevenzione. È protezione civile. È tutela della vita umana. Ogni proprietario che lascia il proprio terreno trasformarsi in una polveriera si assume una responsabilità che va ben oltre il confine della sua proprietà. Perché quando il fuoco parte, non chiede a chi appartiene un campo. Travolge tutto ciò che incontra.
E accanto alle responsabilità dei privati ci sono quelle delle istituzioni. Il Comune non può limitarsi agli appelli o alle raccomandazioni. La legge offre strumenti precisi: diffidare gli inadempienti, imporre la pulizia dei terreni e, nei casi di inerzia, intervenire direttamente recuperando le spese sostenute. Le regole esistono per essere applicate, soprattutto quando è in gioco l'incolumità pubblica.
Naturalmente la priorità resta individuare chi continua ad appiccare questi incendi. Le indagini devono proseguire senza sosta e con ogni mezzo disponibile. Ma è evidente che la sola repressione non basta. Occorre investire nella prevenzione, rafforzare la videosorveglianza, aumentare i controlli e costruire una rete di collaborazione tra cittadini e forze dell'ordine. Perché un piromane si arresta, ma un territorio si difende ogni giorno.
Pianoconte non può diventare il teatro di un incendio annunciato. Non può essere ricordata come la frazione che ha aspettato la tragedia prima di reagire. Ogni rogo spento è una vittoria, ma anche un avvertimento. Continuare a sottovalutare ciò che sta accadendo sarebbe l'errore più grave. Perché il prossimo incendio potrebbe non concedere una seconda possibilità. E allora non serviranno più le parole, ma resteranno soltanto i rimpianti.

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