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giovedì 27 luglio 2023

Vulcano, pomeriggio di fuoco. Le fiamme sarebbero partite da uno scooter che ha preso fuoco: La nota del delegato Gilberto Iacono

(di Gilberto Iacono) Grande lavoro da parte del gruppo forestale antincendio di Vulcano, sempre presente e attivo sul territorio, guidati da spirito di servizio ma da grande amore verso la propria terra. 

Grazie anche all’intervento dei vigili del fuoco che, con uomini e mezzi e il loro elicottero, hanno dato un primo stop alle fiamme, in una zona poco raggiungibile a piedi, in località Portella di Gelso. In ultimo i Canadair e un elicottero hanno permesso  di poter fermare le fiamme

Un grazie va anche ai carabinieri di Vulcano, ai volontari di Protezione civile e alla polizia municipale presenti tutti anche per garantire la sicurezza e la viabilità



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Dalla Gazzetta del sud del 27 luglio 2023


 

Dalla Gazzetta del sud del 27 luglio 2023


 

Sabato I.Dee, in collaborazione con il Parco Archeologico delle Isole Eolie, propone letture ispirate al mito delle Amazzoni


Amazzoni :

Pentesilea, l’armi e gli amori

Sabato 29 luglio 2023 alle ore 19,15 al Teatro al Castello di Lipari l’Associazione Culturale I.Dee, in collaborazione con il Parco Archeologico delle Isole Eolie, propone letture ispirate al mito delle Amazzoni, favolose guerriere figlie di Ares, che amministravano una comunità di sole donne nelle lontane regioni della Scizia, sul Mar Nero.

Come scrive Eva Cantarella, il concetto di matriarcato era così lontano dalla cultura greca da farlo identificare con un popolo di donne quasi selvagge, che si amputavano un seno per meglio maneggiare l’arco e che erano destinate, comunque, a soccombere per mano di uomini.

Secondo le fonti più antiche, Ippolita - regina delle Amazzoni prima di Pentesilea - fu uccisa da Eracle;  secondo altre ella venne stuprata da Teseo, da cui ebbe il figlio Ippolito. Autori più recenti sostengono che Ippolita fu uccisa per errore da Pentesilea e che questa cercasse lo scontro con il più grande guerriero acheo per morire da valorosa sul campo di battaglia, scontando così la sua colpa.

Il mito però diviene inarrestabile : pare che Achille si innamorasse di Pentesilea, dopo averla ferita mortalmente, oppure che tra i due guerrieri nascesse una passione tormentata e distruttiva, una storia di amore e morte che trasforma il mito in pura poesia.

Saranno letti testi tratti da Calvino, Von Kleist, Strukul, Cantarella, Lynn, Haynes, Carrozzo, Virgilio.

Messa in scena di Emanuela Mondiello. Allestimento scenico Renata Conti. Accompagnamento musicale Gianfranco Guarino.

Con la partecipazione di : Paola Centurrino, Arianna Giuffrè, Antonella Longo, Maria Clara Martinelli, Emanuela Mondiello, Tilde Pajno, Sabrina Radicchi, Giordana Rossetti.

 

 Lipari, Teatro al Castello sabato 29 luglio  ore 19,15.

 Ingresso libero

"Storia delle Eolie" conosciamola attraverso lo storico La Greca: 27 luglio 1929 ...La Grande Evasione

27 luglio 1929
La Grande Evasione
La clamorosa fuga di Rosselli, Lussu e Nitti nel luglio del 1929 rappresentò una vera e propria cesura nella storia della Colonia di Lipari.
Dai documenti di archivio risulta che le autorità fasciste erano state abbondantemente ed esattamente informate dal progetto di evasione di Carlo Rosselli, Emilio Lussu e Francesco Fausto Nitti. Le informazioni venivano dai confidenti infiltrati nell’ambiente dell’emigrazione antifascista. Tanto più bruciante fu quindi lo smacco e esplose l’ira del capo della polizia Bocchini allorché “nonostante le misure adottate con ogni diligenza” il 27 luglio 1929 i tre antifascisti se ne partirono da Lipari.
«Nella notte dal 27 al 28 luglio sono evasi da Lipari i confinati ex deputato Emilio Lussu, prof. Carlo Rosselli e Francesco Fausto Nitti». Attenzione alle date. Il giornale ufficiale del regime, il “Popolo d’Italia”, impiega più di una settimana a decidere se pubblicare o no la notizia, e sia pure in quella forma scheletrica soltanto il 9 agosto 1929.
La verità è che di quella evasione si stanno già occupando i giornali di mezzo mondo. A Parigi Salvemini si è fatto «impresario» del terzetto dei fuggiaschi e li trascina da una conferenza stampa all’altra. A ragione. La fuga da Lipari sarà l’evasione più importante e più clamorosa del ventennio, insieme con l’uscita clandestina dall’Italia di Filippo Turati. «Il raid di Lipari - scriverà Lussu - fu una vera impresa di guerra, in cui la audacia di pochi uomini infranse lo sbarramento di un’isola di deportazione e, con rapidità fulminea, trasse in salvo dei condannati politici». «Fu sì un capolavoro di organizzazione, ma in fondo non fu che una fuga. Ora, a scappare tutti suon buoni».
Da quella fuga il fascismo riceve un colpo all’immagine di cui porterà a lungo il segno. Non per niente nei primissimi giorni di libertà Lussu scrive un pamphlet (un instant book, si direbbe oggi) in cui descrive l’autentico sistema carcerario in cui il fascismo ha imprigionato la vita degli italiani.
Un posto di rilievo nella memorialistica della grande evasione trova l’eoliano Edoardo Bongiorno.
Nitti: (…) Un bravissimo ed onestissimo cittadino, il sig. Buongiorno, socialista, ci fu amico in segreto fin dal primi giorni, era stato perseguitato e minacciato, lui liparese, di “confino” in un’isola! Doveva quindi essere molto prudente nei suoi rapporti con noi. Ma sempre ricorderemo la sua fisionomia aperta e leale di brav’uomo e il suo gran cuore.
Busoni: Edoardo Bongiorno, a torto dimenticato nella rievocazione televisiva della fuga diversi anni or sono fatta dalla TV, era una singolare ed esemplare figura di cittadino democratico. Fino dal lontano 1895, quando aveva 16 anni, aveva fondato a Lipari il Movimento operaio socialista. Per la sua correttezza, la sua dirittura, la sua serenità, la sua fede professata con fermezza e cortesia, e per la quale non aveva mai perduto occasione durante tutta la sua vita di cercare di comunicarla e trasmetterla agli altri con la parola e l’esempio, era da tutti considerato con riguardo e simpatia, ed era generalmente conosciuto dai liparesi, malgrado la modesta ascendenza e la modesta condizione economica, come “don Eduardu”.
Musicologo appassionato aveva diretto per molti anni la Scuola di musica. Capobanda del corpo musicale locale – di cui per un certo periodo fu anche direttore – si era trovato poi a farne parte anche durante il periodo fascista, quando era invalsa l’abitudine di far precedere ogni manifestazione dal suolo di “Giovinezza” o della “Marcia reale”. Ebbene, al suolo di quegli inni, il capomusica Bongiorno non partecipava ed ostentava il suo gesto polemico mantenendo in tutta evidenza – con compiacimento particolare di noi confinati – abbassato il suo strumento, per riprendere poi a suonare le musiche del repertorio normale.
Naturalmente, per quanto più che rispettato dai suoi concittadini, era nell’occhio delle autorità che, dopo la fuga di Rosselli, Lussu e Nitti, lo diffidarono a lasciare l’isola senza loro autorizzazione. E la sua casa veniva messa ripetutamente a soqquadro con  perquisizioni diurne e notturne e grave disagio soprattutto dalla moglie. Fu tra l’una e le due di una di quelle notti che ai tre poliziotti i quali lo invitavano a controllare la perquisizione disse: “Fate per vostro conto quello che volete. Ma se nelle vostre tasche avete delle carte compromettenti che vi hanno ordinato di inserire in un mio libro per scoprirle alla prossima perquisizione, arrestatemi subito e dite che le avete già trovate”.
Per poter contribuire con lo stipendio della moglie, insegnante da Canneto e che doveva percorrere ogni giorno cinque chilometri a piedi all’andata e al ritorno, aveva ottenuto l’incarico di gestire un’agenzia marittima. Due eminenti fascisti locali scrissero alla società concedente per fargli togliere il posto. Edoardo venne a conoscenza anche dei loro nomi, e il figlio Leonida fu stupito che, incontrandoli, il padre accettasse le loro abituali manifestazioni di affetto e di amicizia invece di rinfacciare aspramente la loro malvagità e doppiezza. E quasi sentisse la non espressa sorpresa del figlio, ripreso il cammino, ponendogli una mano sulla spalla gli disse: “non ti meravigliare: è povera gente”.
Lo stesso atteggiamento tenne anche quando, presidente del CLN dopo la liberazione, il governatore alleato colonnello Joe, gli chiese di fornirgli indicazioni circa i fascisti liparesi da processare, facendo scorrere fra le mani un foglio sul quale erano i nomi di Ninì Fiorentino, di Vitale, Lino Carnevale, Saltalamacchia e altri. Rispose: “Questa gente io non la conosco”. E a chi poi, negli anni che seguirono e che videro la fortunosa rimonta politica di alcuni di quei fascisti frettolosamente confluiti nella democrazia cristiana, gli rimproverava quelle generosità considerata eccessiva anche per il suo alto senso d’umanità, spiegava: “La vendetta e l’odio non sono mai state buon nutrimento. Mi è bastato mortificarli dimostrando loro che li avevo sempre ignorati”.
Fu nel suo bugigattolo d’agenzia a Sottomonastero dove, fra il rilascio di una polizza e di un biglietto di viaggio studiava i suoi amati spartiti musicali, che si consultava con Nitti e particolarmente con Rosselli, per i dettagli della fuga e fu lì che consegnò a Rosselli le cartine nautiche poi passate a me per farle giungere a Firenze alla moglie di Carlo, la quale li inoltrò a Parigi e servirono ai guidatori del motoscafo per venire a prelevare i fuggitivi. Anticlericale e tuttavia credente, col suo carattere bonario e cordiale che non  disdegnava le facezie, non mancava di motteggiare e redarguire anche con invettive dantesche i parroci liparesi i quali malgrado ciò, continuarono a stimarlo e a volergli bene; finché sull’ultima panca della chiesa di S. Pietro, il 2 gennaio 1961, alla fine del rito funebre per un nipote a lui caro, silenziosamente e placidamente, reclinata la testa sulle mani poggiate sul pomo del bastone, immobile e fermo nella sua forte figura di un metro e ottantadue di altezza, “don Eduardu” si addormentò del sotto eterno.
Di lui ha raccontato Giuseppe di Salvo nel “Progresso italo-australiano” di Thoresbury  che Filippo Turati col quale era in contatto ebbe a dire: “è un innovatore sociale di tale compatta levatura quell’Edoardo, che la sua personalità diviene quasi un enigma e un rimprovero per gli uomini di poca fede”.

Vulcano, poderoso incendio


 

Rincari costo carburante, Aricò: «Dopo incontro disertato, stupisce richiesta dei sindaci delle isole. A breve Avviso per contributi»

«Prima disertano la riunione e subito dopo sollecitano un incontro urgente. Sorprende l’atteggiamento poco istituzionale di alcuni sindaci delle Isole minori sul tema dei rincari del trasporto dei carburanti. Già per martedì 25 luglio, in piena emergenza incendi e con un vertice su Fontanarossa, avevamo convocato un incontro con gli amministratori al quale hanno partecipato soltanto due sindaci su otto». Lo dichiara l’assessore alle Infrastrutture e alla mobilità, Alessandro Aricò, dopo la richiesta arrivata dai primi cittadini.


«Come già a conoscenza dei sindaci - continua l'esponente del governo Schifani -  il governo regionale aveva provveduto a un intervento a tempo di record stanziando, con un emendamento al “Collegato bis”, 800 mila euro come totale copertura dei rincari affrontati dalle ditte di autotrasporto. Con la stessa celerità si stanno muovendo gli uffici del dipartimento: già sabato 29 luglio, giorno in cui è prevista la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge, sarà emanato l’avviso rivolto agli autotrasportatori per ottenere i benefici». 

Aricò ricorda i recenti interventi del governo regionale per venire incontro alle richieste degli amministratori delle Isole minori. «A seguito delle note vicende che hanno portato il gruppo Caronte & Tourist a operare sul mercato libero - evidenzia l'assessore il governo regionale ha immediatamente scongiurato ogni tipo di aumento delle tariffe e di diminuzione del servizio intervenendo sugli armatori ottenendo che venissero mantenuti i prezzi e i servizi per turisti e residenti».

Auguri di...

Buon Compleanno a Andrea Patti, Walter La Mancusa, Franco Cavallaro, Roberta Vorzitelli, Giuseppina Lauricella, Loredana Barile, Ida Coluccio



Museo Diocesano di Lipari: Sabato presentazione delle opere restaurate


 

Il pensiero di Don Bernardino Giordano: Rendi felici gli altri

La Chiesa festeggia oggi San Pantaleone


E' deceduto Angelo Cincotta

Le onoranze funebri sono a cura della ditta
ALFA&OMEGA di Lipari
Alla famiglia le nostre condoglianze

Oggi è il 27 luglio. Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie.