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mercoledì 22 gennaio 2025

Oggi: San Vincenzo di Saragozza

S. Vincenzo, illustre martire di Gesù. Cristo, nacque a Saragozza in Spagna. Sotto la disciplina di Valerio, vescovo di quella città, fu istruito nelle scienze e nella pietà. In breve fece tali progressi che meritò di essere consacrato diacono coll'incarico (nonostante fosse ancora assai giovane) di predicare la parola divina.

Incrudeliva allora la persecuzione contro i Cristiani, mossa dagli imperatori Diocleziano e Massimiano nell'anno 303. Tra i persecutori si distinse Daciano, governatore della Spagna, il quale ordinò che tutti i Cristiani fossero arrestati e rinchiusi in orride prigioni.

Fra questi furono arrestati Vincenzo ed il vescovo Valerio. Tradotti davanti al giudice, Vincenzo, cui Valerio aveva ceduto la parola, disse: « Noi siamo cristiani, disposti a soffrire qualunque pena per il culto del vero Dio ».

Daciano si contentò di mandare Valerio in esilio, rivolgendo tutto il suo furore contro il giovane 'Vincenzo.

Prima di tutto fu condannato allo stiramento delle membra ed ai flagelli, il che gli venne fatto con tanto strazio che alla fine si videro scoperte le ossa. Il giudiet a tal vista si raddolcì un po'; ma vedendo che Vincenzc era desideroso di soffrire maggiormente, lo condannò al supplizio del fuoco, che è senza dubbio la più crudele di tutte le pene. Vincenzo, intrepido in mezzo a quei nuovi tormenti, novello S. Lorenzo, diceva ai carnefici: « Tagliate e mangiate, da questo lato sono già cotto » Il governatore, disperato di non poter vincere queste campione della fede, lo rimandò in carcere, con l'ordine di farlo distendere sopra appuntite schegge di vasi rotti e di mettergli i piedi tra i ceppi. Ma Iddio non abbandonò il suo servo: gli Angeli del cielo vennero z confortarlo e a cantare con lui le lodi al Signore.

Il carceriere ne fu profondamente colpito e si convertì, ricevendo poco dopo il santo Battesimo.

La notizia di questa conversione ferì il cuore di Daciano, che pianse di rabbia. Ciononostante, il Santo in quiete, e permise ai fedeli di andarlo a visitare. Questi, piangendo, baciavano le cicatrici delle sut piaghe e raccoglievano il suo sangue con pannolini che poi ritenevano come preziose reliquie.

In seguito il Santo fu messo sopra di un morbide letto di piume, ma tosto morì.

Daciano ordinò che il suo cadavere fosse gettato in un campo, come cibo alle bestie; ma Iddio mandò un corvo a difenderlo dagli uccelli rapaci.

Daciano neppur a questo prodigio si arrese, ma fece gettare il cadavere in alto mare cucito in un sacco, attaccandolo ad una macina, affinché andasse a fondo.

Il santo corpo però, per virtù divina, galleggiò sopra le acque finché le onde lo sospinsero sul lido, dove i Cristiani lo raccolsero e lo riposero nel sepolcro, sopra del quale fu poi fabbricata una grande chiesa in suo onore.

PRATICA. Chi mi separerà dalla Carità di Cristo? La tribolazione... la fame... la persecuzione? Sono sicuro che né questa, né tutte le potenze del mondo, saranno bastanti a separarmi dall'amor di Dio (S. Paolo).

PREGHIERA. Sii propizio, Signore, alle nostre suppliche affinché noi che ci riconosciamo rei per la nostra iniquità, ne siamo liberati per intercessione del santo martire Vincenzo.

Rissa in Sfarandina - Lipari: Pugno duro del giudice sportivo, 37 giornate di squalifica in totale


 

Buongiorno...così!


 

martedì 21 gennaio 2025

Stromboli, mezzi in azione per riattivare l'approdo aliscafi. Dalla Gazzetta del sud del 21 gennaio 2024


 

"Eoliani che non ci sono più" ( Riproposizione 29° video: durata 5 minuti circa)

 In questo video: 1) Ignazia Cullotta; 2) Pino Cullotta; 3) Mimmo Cusolito; 4) Vito Dai; 5) Lucia D'Albora; 6) Marcello D'Albora; 7) Totò D'Alia; 8) Angelo D'Ambra; 9) Caterina D'Ambra; 10) Gaetano D'Ambra; 11) Giovanni D'Ambra; 12) Giovanni D'Ambra; 13) Livio D'Ambra; 14) Vittorio D'Ambra; 15) Giovannino De Fina; 16) De Fina; 17) De Fina; 18) Anna De Maria; 19) Anna De Maria; 20) Mina De Salvo; 21) Olimpia Marraffa; 22) Giovanni Sarpi; 23) Pino Sarpi; 24) Vincenzo Sarpi; 25) Vito De Vita; 26) Giovanni Deidda; 27) Antonietta Del Gais; 28) Bartolo Della Chiesa; 29) Francesco Della Chiesa; 30) Iole Denaro; 31) Giovannino Dentici; 32) Salvatore Di Fede; 33) Baldassare Di Franco; 34) Pino Di Giorgi; 35) Franca Di Giovanni; 36) Antonino De Losa; 37) Rosa Di Maggio; 38) Stella Di Maggio; 39) Salvatore Di Mauro; 40) Ernesto Di Mech; 41) Peppino Di Mech; 42) Raoul Di Perri; 43) Bartolomeo Di Stefano; 44) Filippo Di Stefano; 45) Franco Di Stefano; 46) Giuseppina Di Stefano; 47) Vittorio Di Stefano; 48) Agostino Dioguardi; 49) Maria Grazia Divola; 50) Domenica Speziale; 51) Domenico Villani e Nunzio Scolaro; 52) Bartolino Ferlazzo; 53) Don Bruno Maiorana; 54) Don Filici; 55) Don Giovannino Bonica e Don Pino Raffaele; 56) Don Pino Raffaele, Giulio China e Mariano Sparacino; 57) Don Pino Raffaele; 58) Don Sabbaturi Barbera; 59) Franco Donato; 60) Bartolo Errico

      

Acquacalda, un'altra missione urgente. Dalla Gazzetta del sud del 21 gennaio 2024


 

Reso agibile il lato sud del molo di Stromboli. intanto proseguono i lavori di pulizia post mareggiata

A Stromboli, da stamattina è già attivo e operativo il lato sud del molo di Scari. 
La ditta, incaricata dal Comune, ha, infatti, proceduto a sostituire il grigliato scardinato e portato via dai marosi. 
Per quanto riguarda, invece, il lato nord dello stesso molo, i lavori hanno subito un rallentamento, a causa della pioggia, caduta sull’isola, ma dovrebbero essere definiti entro oggi.
Intanto, ad opera di cittadini volontari e uomini della Protezione civile comunale
proseguono a Lipari le operazioni di pulizia

Tanti auguri!

Buon compleanno a Marta Merlino, Noemi Zaia, Agnese Scafidi, Mario Faralla, Giovanna Paris, Anna Salmieri, Bruno Coluccio, Liliana Lauricella, Mario Paino, Filomena Parisi, Adelaide Favaloro 











Salute, Schifani firma decreto: Faraoni nuovo assessore

Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha firmato stamattina il decreto di nomina del nuovo assessore della Salute, Daniela Faraoni. Il giuramento è previsto durante la seduta dell’Ars di oggi pomeriggio.

Lipari: Sopralluogo post mareggiata del sindaco della Città Metropolitana di Messina. In arrivo fondi


 Sopralluogo stamane a Lipari del sindaco della Città metropolitana di Messina, Federico Basile, congiuntamente a tecnici e dirigenti di Palazzo dei Leoni, accompagnato dal sindaco Riccardo Gullo, per rendersi conto dei danni causati dalla mareggiata, in particolare alle strutture di competenza provinciale. Sono state individuate delle criticità per le quali il sindaco metropolitano ha dato la disponibilità a mettere in campo una prima trance di finanziamenti per gli interventi più urgenti, a fronte di una progettualità complessiva di circa 800 mila euro per i quali bisogna attendere l'approvazione del bilancio che dovrebbe avvenire entro febbraio.
Basile ha anche anticipato che si conta di appaltare, entro quest’anno, i lavori, per oltre un milione e mezzo, sui due ponti dell’area pomicifera di Porticello, le cui corsie lato mare sono inagibili e transennate fin dal lontano 2017. 

IL COMUNICATO



𝗟𝗶𝗽𝗮𝗿𝗶, 𝗶𝗹 𝘀𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗼 𝗺𝗲𝘁𝗿𝗼𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗕𝗮𝘀𝗶𝗹𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹'𝗶𝘀𝗼𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗱𝗮𝗻𝗻𝗶 

Il sindaco metropolitano Federico Basile si è recato stamani a Lipari per una ricognizione dei luoghi colpiti dagli eventi climatici dei giorni scorsi.

Basile, accompagnato dal direttore generale Giuseppe Campagna, dal capo di Gabinetto Laura Castelli, da dirigenti e tecnici di Palazzo dei Leoni, ha incontrato il primo cittadino di Lipari Riccardo Gullo e successivamente, in collegamento, i sindaci dell'isola di Salina Domenico Arabia (Santa Marina Salina), Ireneo Giardinello (Leni) e il vice sindaco di Malfa, Giuseppe Siracusano, per fare il punto sulle emergenze in atto e verificare quali soluzioni immediate possano essere adottate.

In particolare, la ricognizione è iniziata dalla banchina di Sottomonastero ed è proseguita a Canneto, Porticello e Acquacalda.

"I danni provocati dai recenti eventi meteorologici – ha affermato Basile – hanno creato particolari disagi e oggi sono qui per valutare la reale situazione dei luoghi e poter disporre lavori immediati di mitigazione delle criticità in atto. In tal senso, inseriremo ulteriori interventi rispetto a quelli già programmati dalla Città Metropolitana di Messina per poter dare risposte in tempi brevi alla cittadinanza isolana".




C.S. Lipari, una storia tinte rosso - blu : Articolo Lipari - Fiumefreddo 2 a 2

Il #pensiero di Don Bernardino Giordano: Autorevolezza

Oggi: Sant'Agnese

Sant' Agnese


Fra le innumerevoli vergini che hanno sacrificato la vita per la fede di Gesù Cristo, emerge quale fiore Sant'Agnese.

Nacque a Roma da genitori cristiani, appartenenti ad illustre famiglia patrizia, verso la fine del m secolo.

Giovanetta consacrò al Signore la sua verginità e riuscì a portare il giglio intatto dinanzi al suo Sposo Divino.

Giunta all'età di dodici anni le sue ricchezze e la sua avvenenza indussero molti giovani delle più nobili famiglie romane a domandarla in isposa.

Agnese però, fedele alla sua decisione rifiutò sempre ogni proposta di matrimonio, adducendo che ad un altro Sposo molto più ricco e nobile di loro aveva dato il suo cuore: alludeva a Gesù Cristo. Questi suoi rifiuti però fecero capire che era cristiana e giacché infuriava in quei tempi la persecuzione di Diocleziano, fu accusata ed arrestata. L'umile ma forte vergine in quella tenera età fu condotta al giudice, che, per impressionarla e indurla a rinunciare alla fede di Gesù Cristo, la fece incatenare e le minacciò i più spietati tormenti. Agnese non si scompose.

Dalle minacce dei tormenti il giudice passò alle carezze e alle lusinghe, credendo forse che queste potessero fare qualche breccia nell'animo di quella tenera fanciulla. Riuscito inutile anche questo tentativo, l'inumano giudice ordinò che fosse condotta in un luogo di prostituzione.

Agnese, compresa del pericolo, ma sicura della grazia di Dio, con dolce arguzia, rivolta al giudice, gli disse : « Non è il nostro Cristo sì poco amante dei suoi servi, che sia per dimenticarsi di me e per abbandonarmi in questo cimento. Egli stesso è pronto a soccorrere quelli che amano la pudicizia, nè permetterà che io perda il dono della verginale integrità ». Sperimentò infatti quanto Gesù l'amasse, poichè un giovane che osò imprudentemente guardarla, fu colpito da tale sprazzo di luce che cadde a terra accecato.

Il giudice, avuto notizia del miracolo, la condannò alla iugulazione e fu mandata al rogo, ma la tradizione vuole che le fiamme si divisero sotto il suo corpo senza neppur lambirlo ed i suoi capelli crebbero tanto da coprire la sua nudità.

Il carnefice che non aveva cuore di eseguire la sentenza, usò tutte le lusinghe possibili per rimuoverla dal suo santo proponimento; ma Agnese generosamente rispondeva che non avrebbe mai tradita la fede che aveva giurata al suo Sposo Celeste. Dopo ciò, si pose per un poco a pregare, indi chinò la testa. Il carnefice trema: tuttavia sguaina la spada, l'abbassa con forza e recide alla casta giovane la testa, mentre l'anima vola agli eterni amplessi del suo Sposo celeste.


Sant'Agnese


Il suo corpo fu sepolto vicino a Roma, sulla via Nomentana. Ai tempi di Costantino il Grande, nel luogo della sepoltura, fu innalzata una basilica che Papa Onorio II fece restaurare nel settimo secolo e che tuttora sussiste, dove innumerevoli turbe si recano ogni anno ad onorare la grande Santa.

PRATICA. Quanto più uno si diletta e gode della castità, tanto più egli è custodito e guardato dagli Angeli, i quali si compiacciono di conversare coi casti, perchè li riconoscono simili ad essi (S. Ambrogio).

PREGHIERA. Dio onnipotente ed eterno che scegli le cose deboli del mondo per abbattere le forti, concedi a noi la grazia di una santa vita quale fu quella della tua martire Agnese, per venire poi un giorno a goderti in Paradiso.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Roma la passione di sant'Agnèse, Vergine e Martire, la quale, sotto Sinfrónio, Prefetto della città, gettata nel fuoco, e questo estintosi per le sue orazioni, fu percossa con la spada. Di lei così scrive il beato Girólamo : « Con gli scritti e con le lingue di tutte le genti, specialmente nelle chiese, fu lodata la vita di Agnèse; la quale vinse e l'età e il tiranno, e col martirio consacrò la gloria della castità ».

Nel giorno di Sant'Agnese è tradizione in Vaticano fare la benedizione degli agnelli, questi due piccoli bovini vengono ornati con fiori bianchi in onore alla verginità della Santa e poi offerti al Papa per la creazione dei famosi palli (paramenti liturgici usati nella Chiesa cattolica, costituiti da una striscia di stoffa di lana bianca avvolta sulle spalle). Dopo la benedizione i due piccoli amici vengono trasportati nel monastero delle benedettine di Santa Cecilia in Trastevere dove ricevono le migliori cure per poter essere poi tosati pochi giorni prima della Pasqua e usati per la tessitura dei palli. Infine il 29 giugno vengono consegnati agli arcivescovi metropoliti il 29 giugno, nella solennità dei santi Pietro e Paolo.

Pallio del Papa

Buongiorno...così!