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lunedì 7 aprile 2025

Accadde oggi...lo scorso anno


 

Buongiorno...così!

Intitolato a Monnsignor Divola il Centro Pastorale di Canneto

 


Visita pastorale nello scorso fine settimana di Monsignor Giovanni Accolla nelle parrocchie dell'isola di Lipari, accolto, oltre che dai sacerdoti, dalle varie comunità parrocchiali e da tanti altri fedeli che hanno presenziato ai vari eventi. 
La presenza dell'arcivescovo è coincisa con l’intitolazione del Centro Pastorale, attiguo alla Basilica minore di San Cristoforo a Canneto, a Monsignor Gennaro Divola il sacerdote che, con grande zelo e impegno ha guidato la comunità cannetara per oltre 54 anni, a partire dal 1959 quando si è insediato.  
All'impegno di Monsignor Divola, nativo del piccolo Comune di Leni (Salina) e deceduto il ventiquattro dicembre 2020, si deve, tra l'altro, l'innalzamento della chiesa di San Cristoforo al livello di Basilica romana minore, così come decretato il 12 settembre del 2004 dal Santo Padre Giovanni Paolo II.




domenica 6 aprile 2025

Trasporti: Adesso si trovino soluzioni definitive. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 6 aprile 2025

La transazione siglata sui danni a Stromboli. Minoranza durissima. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 6 aprile 2025


 

Lipari IC centra la permanenza in Prima categoria

 Superando per 2 a 0 la Nuova Azzurra Fenice nell'incontro di playout, disputato oggi tra le mura amiche, il Lipari IC conquista il diritto alla permanenza nel campionato di Prima categoria, a conclusione di un campionato alquanto travagliato

Pescando nel nostro archivio. La Via Crucis dei Cantori Popolari (1° parte -3 foto - anni diversi)

Parla cumu ti fici mammata - Tasse e tributi di Rosa Oliva ex funzionario Montespaschi Serit

Riceviamo e pubblichiamo:

Non sono un’esperta di detti dialettali, ma mi viene in mente questo modo di dire a proposito di riscossione di tasse e tributi: la riscossione delle imposte riguarda altro.

E quindi "parla cumu ti fici mammata" potrebbe essere applicato a tutti quelli, me compresa, che si avventurano su terreni ostici e non a portata di mano. I tuttologi non sono specialisti.

Pensate, sulla riscossione di imposte, tasse e tributi è stato scritto persino un testo unico riformulato e riadattato da Quintino Sella a oggi.

I bilanci dei comuni sono in affanno perché i contribuenti non pagano le tasse. Semplicisticamente abbiamo liquidato il problema e allontanato ogni responsabilità. Partiamo dall'educazione civica per arrivare a quella fiscale, per favore. I bilanci dei comuni sono entrati in affanno da quando lo Stato ha deciso di sottrarre, in parte, alle casse comunali una serie di entrate derivanti dalla riscossione delle imposte erariali, tanto per fare un esempio la vecchia ricchezza mobile, poi Ilor su terreni e fabbricati e via via sino all’IMU dei giorni nostri. Altro problema, sempre per le entrate delle casse comunali: l'eliminazione del "non riscosso come riscosso", cioè l'anticipazione da parte dei privati esattori comunali, poi diventati Montespaschi Serit, sino ai giorni nostri Ufficio Riscossione delle Agenzie delle Entrate. I privati esattori in pratica alla consegna dei cosiddetti ruoli, a scadenze stabilite, per legge anticipavano allo Stato e quindi anche ai Comuni somme per conto dei contribuenti anche se questi non avevano pagato, salvo poi un recupero, che spesso alla fine non aveva luogo. Corsa quindi da parte degli Enti ai cosiddetti "ruoli gonfiati",  che altro non erano che un elenco di contribuenti che avrebbero dovuto pagare. Perché "gonfiati"? Perché comprendevano quote di difficile riscossione spesso a carico di contribuenti di cui era nota l’insolvenza . Perché ciò?  Per assicurare all'ente, in questo caso il Comune, la redazione di un bilancio di previsione di grande consistenza, e anticipazioni altrettanto consistenti. I ruoli per esempio non venivano mai epurati dai deceduti o dalle ditte cessate.

Tutto funzionale, appunto, ad assicurarsi le anticipazioni senza disturbare molto i contribuenti "facoltosi" e senza impegnarsi  nella caccia agli evasori. Se poi si poteva iscrivere a ruolo un prestanome per qualche ditta fantasma, sbagliando  a inserire gli zeri volutamente, ogni problema di bilancio era risolto. Fu l'abolizione del "non riscosso come riscosso”- così si chiamava - nel 1999, con l'abrogazione dell'articolo 32, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica del 28 gennaio 1988, n. 43,  che mise il collaudato sistema in affanno. Successivamente la situazione peggiorò con l'introduzione della possibilità di riscossione di tasse e tributi anche a soggetti diversi da quelli canonici. Sino a precipitare nel  2012 quando buona parte dell’imposta pagata sugli immobili e terreni, diventata IMU, fu sottratta in parte, alle casse dei comuni e dirottata alle casse dello Stato. Ecco che nacque la "favola" che i contribuenti sono evasori! Che gioco di parole su un concetto così importante come gli evasori, che non sono i poveri contribuenti tartassati a più non posso, ma quelli che gli enti e lo Stato non hanno mai perseguito i cosiddetti " evasori fiscali". Ritornando alle entrate comunali. Non vi è dubbio che sarebbe stato necessario "affilare le armi"  per ottenere e assicurarsi una buona entrata nelle casse dei Comuni.  Come? Mettendo mano ai ruoli (elenco dei contribuenti),  epurandoli dai deceduti e attivando gli accertamenti al fine di incrementare le entrate. Tutto ciò è avvenuto? In alcuni comuni no! Quindi come si presenta al contribuente un ente che deve riscuotere se non è credibile? Come si presenta un ente che non ha cognizione di chi ha pagato e chi no? Come si presenta un ente che nel  tentare di riscuotere dà inizio a contenziosi che costeranno un mare di soldi all'ente e al contribuente? Non è colpa del destino cinico e baro, né semplicisticamente dei contribuenti. È il motore che non funziona se la macchina non cammina. È responsabilità di chi non adotta l'educazione civica nel riscuotere le tasse, di chi non offre garanzie di esattezza, di chi non offre certezza dell’esazione, di chi non adotta le misure del buon padre di famiglia rispettoso dei diritti e dei doveri.

Ci sarebbe da ridere, però la situazione è tragica.

Il gioco di "è colpa vostra" non ha risparmiato i cittadini.

Rosa Oliva ex funzionario Montespaschi Serit

Giuffrè (FdI Eolie): “Sospensione tariffe marittime primo passo, ora serve soluzione definitiva "

 CIRCOLO FRANCO SERVELLO

                   ISOLE EOLIE

 

COMUNICATO:

 La sospensione degli aumenti tariffari dei collegamenti marittimi con le isole della Sicilia è solo un primo passo molto significativo che arriva in tempo con l’apertura della stagione turistica 2025. Auspichiamo adesso che si trovi una soluzione definitiva che consenta di evitare, più avanti, i rincari previsti che, se attuati, avrebbero pesanti ripercussioni economiche su tutte le isole siciliane. Apprezziamo e ringraziamo per l’intervento, il Presidente Schifani e l’Assessore regionale ai trasporti, Alessandro Aricò, con il quale abbiamo più volte interloquito come partito, che sono riusciti ad ottenere la sospensione degli aumenti dalla Società di navigazione S.N.S. con l’impegno di un’apertura di un tavolo negoziale con il Ministero dei Trasporti. Ci auguriamo che ciò possa portare ad una soluzione a lungo termine.

 Gianluca Giuffrè

Responsabile Comunale

Fratelli d’Italia

Tanti auguri!

Buon compleanno a Katia Berzi, Claudio Bartolo Mandarano, Tarik Mrh, Santino De Pasquale, Eloisa D'Ambra, Domenico Mandina, Rosy Merlino, Giusy Liotta, Bartolo Merlino, Gisella Natoli, Jatu Begawan Spirit, Eleonora Lo Schiavo, Giuseppe Rosario Villa 


La Parola. Video commento al Vangelo di domenica 6 aprile 2025

Accadde oggi...lo scorso anno


 

Oggi, 6 Aprile: San Pietro da Verona


Nacque a Verona, l'anno 1200. Benché i suoi genitori e tutti i suoi parenti fossero manichei, il nostro Pierino, protetto dalla divina grazia, rimase illeso da questa particolare religione, poiché a sette armi fu mandato dal padre ad una scuola cattolica, ove assieme ai primi elementi apprese la dottrina apostolica. 
Un suo zio vedendo il grande amore del fanciullo per la religione cattolica, tanto fece che lo tolse da quella scuola. 

Di comune accordo con il padre fu mandato all'Università di Bologna, ambiente allora di sfrenata scostumatezza.
Quanti fiori in mezzo a tanto marciume erano appassiti! Ma il giglio olezzante di Pietro, la candida sua anima, fu dal Divino Giardiniere serbata immacolata. 

Stomacato per tanto male, decise di abbandonare tutto e tutti e si chiuse nella pace del chiostro domenicano, sotto la guida del suo santo Fondatore. 
Suo principale studio era imitare i più fervorosi e cercare d'emularli. 

Ancora novizio, cadde in una gravissima malattia, che mise in pericolo la sua preziosa esistenza; per grazia di Dio superò questa crisi e, nonostante rimanesse assai indebolito, s'applicò agli studi così che meritò, ancora chierico, la cattedra di Sacra Scrittura e di teologia del suo convento. Fin d'allora con grande sapienza e zelo difese la dottrina cattolica e confutò gli eretici. 

Consacrato sacerdote, fu un instancabile ministro della parola di Dio nell'Italia Settentrionale e Centrale; migliaia erano le conversioni ch'egli operava colla sua parola e innumerevoli le anime che indirizzò alla santità. 

A suggello del suo apostolato, egli chiese al Signore il martirio, ma Gesù volle prima sottoporlo a un'altra prova, per meglio prepararlo a questo atto eroico.

Fu accusato da alcuni confratelli d'aver introdotto nella sua cella persone d'altro sesso ed essersi intrattenuto a lungo con esse. 

Pietro senza punto affermare o negare, umilmente confessò d'essere un grande peccatore. 
ll Superiore credendolo colpevole, gli proibì di predicare e lo mandò come penitente al convento di Jesi. Ma l'innocenza trionfa sempre e Pietro riconosciuto innocente fu d'allora in poi ammirato e venerato dagli stessi accusatori. Fu pure premiato dal Signore, il quale infuse nuova grazia alle sue prediche. Ma gli eretici vedendo l'immenso bene che compiva, pensarono di togliergli la vita. 
Conosciuta la via che avrebbe percorso per portarsi a Como, si posero in agguato, e al suo passaggio, assalitolo a colpi di sciabola l'uccisero il 6 aprile 1252. Prima di spirare balbettò una volta ancora il Credo, mentre il dito della sua destra, intinta nel proprio sangue scriveva nella sabbia: « Credo ». 

Buongiorno e buona domenica...così!