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sabato 1 novembre 2025

Riti e usanze della Festa dei morti in Sicilia. Altro che Hallowen!!

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E' lontana, tanto lontana la tradizione siciliana del "Giorno dei morti" dalla festa di Halloween.

“U iornu di morti”, che si "celebra" in Sicilia il due novembre, rappresenta una visione serena della morte e una considerazione benevola dei defunti.
Nel film “Baaria” di Tornatore vi è una scena in cui gli anziani si recano al capezzale di un moribondo per raccomandargli di portare i saluti ai loro cari, appena arrivato all’aldilà. Non si tratta di una trovata del regista, ma della rappresentazione di un’usanza un tempo tipica in Sicilia. Ciò testimonia il rapporto dei siciliani con la morte e con i morti: di accettazione, rispetto, venerazione.
Ed è questo lo spirito con cui si manifesta il culto dei morti il due novembre.
Nella tradizione siciliana,la notte del primo novembre i morti lasciano le tombe e si incamminano per le strade delle città per "recuperare" giocattoli, dolci, vestiti nuovi da portare ai bambini. Ogni paese, poi, descrive l’evento riferendolo ai propri luoghi o arricchendolo di particolari.
A Cianciana, ad esempio, il punto di partenza dei defunti è il Convento di S.Antonio dei Riformati. Da lì i morti escono per attraversare la piazza e giungere al Calvario, dove, recitata la preghiera al Crocifisso, discendono la via del Carmelo, distribuendo i doni ai bambini buoni. Ad Acireale i morti girano per la città vestiti di bianco e con scarpe di seta per evitare i rumori che possano mettere in allerta i venditori delle mercanzie da rubare per portarle ai loro piccoli parenti. A Salaparuta i morti solitamente non entrano nelle case e lasciano i regali dinanzi le porte o sui davanzali delle finestre, dove li attendono, ben riposti, scarpe o canestrini. Sempre nel Trapanese, altra tradizione a Monte Erice. Lì i defunti, abbandonata la chiesa dei Cappuccini, si dirigono a Rocca Chiana, dove improvvisano banchetti e gustano le prelibatezze locali. Poi, dopo essersi “appanzati”, i morti golosi vanno nelle case dei bambini a deporre i doni. E i bambini, riconoscenti, il giorno dopo si recano alla Chiesa dei Cappuccini per ringraziarli. Nel Palermitano, a Borgetto e a Partitico, i morti sono avvolti in un lenzuolo e camminano, con le torce accese e i piedi scalzi, a due a due, salmodiando litanie e il rosario.
Si è detto dei morti. E i bambini? Prima di prendere sonno, la notte della festa di tutti i santi, recitano, o meglio recitavano, una speciale preghiera propiziatrice di abbondanza di regali. “Animi santi, animi santi/ io sugnu unu e vuiatri sìti tanti:/ mentri sugnu ‘ntra stu munnu di guai/ cosi di morti mittiminni assai”. I doni l’indomani arriveranno puntuali, ma occorrerà cercarli. Quei mattacchioni dei morti li infilano nei posti più reconditi. E a volte, persino, si divertono a lasciare, là dove dovrebbero trovarsi i regali, cose insignificanti (cianfrusaglie, pezzi di carbone), facendo intendere che la stagione si è rivelata magra per la non buona condotta dei piccoli. La mattina perciò i fanciulli, appena svegliatisi, frugano dappertutto: sotto i letti, dentro gli armadi, negli angoli più reconditi dei ripostigli. Li troveranno però, dopo tanto affanno, i doni, e solitamente saranno giocattoli, frutti di martorana, “pupi di zuccaro”. Questi “pupi” si differenziano secondo il sesso dei destinatari: paladini a cavallo o, più tardi, cow-boy per i maschi, dame settecentesche per le femmine. Nel passato più lontano, quando la miseria si toccava con la mano, “li cosi di li morti” si sostanziavano in roba utile: vestiti o scarpe. Sì scarpe, soprattutto. Tanto che era frequente, la notte di ognissanti, appendere sui muri un paio di ciabatte vecchie che l’indomani, per incanto, si trasformavano in scarpe nuove o scarpine di zucchero.
A Palermo, poi, è tradizione visitare, nel giorno della commemorazione dei defunti, le Catacombe dei Cappuccini. Lì sono custoditi scheletri e corpi mummificati, avvolti in panni scuri o addobbati con costumi d’epoca, attaccati alle pareti per essere esposti alla curiosità di chi viene a osservarli.
Il due novembre i cimiteri si affollano dei parenti in visita ai loro defunti. Ma, per ragioni logistiche, e perché quella data è lavorativa, tanti si recano presso le tombe dei loro cari il giorno dedicato a tutti i Santi. In diversi paesi tuttavia, dove la tradizione è più solida, anche il due novembre scuole e uffici restano chiusi. Una volta si rimaneva presso i marmi delle sepolture, adornati di crisantemi, sino a quando i ceri e i lumini accesi non si fossero consumati ed era buona creanza portare i fiori alle lapidi abbandonate dei morti dimenticati. Da dove ha origine la particolare e suggestiva commemorazione dei defunti siciliana? Pare abbia radici molto lontane. Rinvierebbe, secondo alcuni, ai culti greci-romani dei defunti e si legherebbe alla tradizione del “cunsulu”. Ai parenti del de cuius si era solito, e in alcuni paesi accade ancora, offrire pietanze per consolarli dal dolore. L’afflizione per la perdita dei cari era tanta e tale da non avere cuore per preparare da mangiare. Gli antropologi attribuiscono all’offerta dei cibi (“u cunsulu”) un duplice significato: uno materiale, l’assistenza solidale, propria della civiltà contadina, ai congiunti del defunto; l’altro simbolico, che si manifesta nei dolci antropomorfici, cioè con sembianze umane, tipici del giorno dei morti, tra i quali spiccano singolari biscotti detti “crozze ri morti”, cioè ossa dei morti. Oltre ad offrire le vivande ai parenti e alle anime dei morti, ci si ciba degli stessi defunti. In tal modo, col “cunsulu”, si raggiunge una speciale comunanza con i trapassati.
Cosa resta ai bambini siciliani, attratti dalle maschere del terrore e dalle scorribande goliardiche del “dolcetto o scherzetto”, di quel culto gentile dei morti proprio della nostra tradizione? Poco o niente e tanta, tanta confusione
*L'articolo di cui sopra prende spunto e acquisce dati da Spettacoli e feste popolari siciliane, descritte da Giuseppe Pitrè "Biblioteca delle tradizioni popolari Siciliane", vol XII (1881 Palermo)e da Siciliainformazioni

Scrivevamo così...oggi...lo scorso anno


 

Tanti auguri di...

Buon compleanno a Mery Saltalamacchia, Giovanni Bruno, Rosanna Fiorentino, Sandra Matanza, Santina Gitto, Kalum Kelum, Kasun Ranasinghe, Giuseppe Soraci, Santina Fonti 


La celebrazione di Ognissanti tra sacro e profano

Già la cristianità primitiva era solita celebrare feste in onore dei Santi: i primi resoconti scritti risalgono a Tertulliano e a Gregorio di Nizza (223-395 d.C.), ma solo le pagine scritte da Sant’ Ephraem, morto nel 373 d.C., danno una sicura testimonianza della "festa celebrata in onore dei martiri della terra" il giorno 13 maggio.
La festa, dunque, nacque nel nord Europa e giunse a Roma il 13 maggio del 609 d.C., quando Papa Bonifacio IV dedicò il Pantheon di Roma alla Vergine Maria e a tutti i martiri.
Le ragioni dello spostamento della data al primo novembre non sono certe: sembra che fin dall’800 d.c. Alcuino, consigliere di Carlo Magno, decise di stabilire la santissima solennità di tutti i Santi in questa data e di celebrarla con una festa di tre giorni. In questo modo, la Chiesa voleva cristianizzare la festa pagana del Capo d'anno del popolo Celtico, che cadeva ai primi di novembre. Nel tentativo di far perdere significato ai riti legati alla festa di Samhain, nell'anno 835 Papa Gregorio Magno spostò la festa di Ognissanti, dedicata a tutti i Santi del Paradiso, dal 13 maggio al primo novembre, come avveniva già da tempo in Francia. Lo stesso Papa Gregorio III fece costruire all'interno della Basilica Vaticana la cappella di Ognissanti. In inglese la festa di "Ognissanti" si chiama "All Hallows' Day"; la vigilia del giorno di Ognissanti, cioè il 31 ottobre, si chiama All Hallow' Eve. Queste parole si sono trasformate prima in "Hallows' Even", e da lì ad Halloween il passo è stato breve. Nonostante i tentativi della Chiesa Cristiana di eliminare i riti pagani, Halloween è rimasta una festa legata al mistero, alla magia, al mondo delle streghe e degli spiriti. La stretta associazione con la commemorazione dei defunti, celebrata il giorno successivo, fu istituita solo nel 998 d.C.: si pensava che i morti entrassero in comunicazione coi vivi. Così, l’abate Odilone di Cluny diede disposizioni per celebrare il rito dei defunti a partire dal vespro del primo novembre. Il giorno seguente era invece commemorato con un'Eucarestia offerta al Signore, "pro requie omnium defunctorum", un'usanza che ben presto si diffuse in tutta l'Europa cristiana e che fu ufficialmente istituzionalizzata da Papa Gregorio IV. Fu Papa Sisto IV, nel 1474, che rese obbligatoria la solennità in tutta la Chiesa d'Occidente, per celebrare la comunione tra la Chiesa gloriosa e la Chiesa ancora pellegrinante e sofferente.
Il 1° giugno 1949, la Costituzione italiana inserisce il giorno di Ognissanti tra quelli considerati "festivi, agli effetti della osservanza del completo orario festivo e del divieto di compiere determinati atti giuridici". Come l’Italia, anche altri paesi europei come l’Austria, il Belgio, la Spagna, la Francia, la Grecia, il Lussemburgo hanno istituito ufficialmente questa celebrazione.

1 e 2 novembre: Le Sante Messe al cimitero di Lipari centro


 

Scambio culturale di un gruppo di studenti e professori del Conti a Melbourne. L'orgoglio della professoressa Basile

 Riceviamo e pubblichiamo: 

Con orgogliosa gioia seguo l’importante scambio culturale di un gruppo di studenti e Professori dell’ Istituto Superiore Isa Conti a Melbourne. Un desiderio, quasi un sogno, che si è trasformato in realtà. La convenzione per un twinning- learning da me firmata nell’anno scolastico 2023 con il Principal dell’Albert Park College, Steven Cook e la collaborazione formalizzata con Il Presidente della società Eoliana a Melbourne ,hanno dato vita a un importante progetto internazionale di alto profilo culturale e formativo legato al fenomeno della migrazione eoliana in Australia.

Un’emozione nata negli uffici di Presidenza e di Segretaria dell’ I. S. Conti con
l’ impegno della professoressa M. Lazzarini e la competenza linguistica del prof. G. Scalogna, successivamente arricchita da partners del territorio di noto spessore ; un progetto scevro da ogni interesse , ambizione o personale vantaggio, guidato da un’unica stella polare : lo spirito di servizio.
F.to:
Prof.ssa Tommasa Basile

Oggi 1° novembre: Ognissanti

La festa di oggi ha per oggetto la glorificazione di tutti i Santi che sono in cielo: Angeli, Martiri, Confessori, Vergini. La sua origine viene dalla commemorazione di tutti i martiri che fin dal secolo quarto si faceva in alcune chiese particolari.

Bonifacio IV nel secolo sui chiese ed ottenne dall'imperatore Foca il Pantheon che Marco Agrippa aveva dedicato a Giove Vendicatore e lo consacrò dedicandolo a Maria SS. Regina di tutti i Martiri. Il tempio venne chiamato S. Maria ad Martires e nella Chiesa di Roma fu stabilita la festa della dedicazione per il giorno 13 maggio.
Terminata l'epoca della persecuzione, si senti il bisogno di presentare all'imitazione dei fedeli anche le anime che si erano santificate nelle condizioni di tempo e di luogo comuni a tutti. Con questo nuovo indirizzo, la festa di tutti i Martiri venne trasportata dal 13 maggio al I novembre, e dedicata a tutti i Santi del paradiso.

Per quanto sia grande il numero dei Santi di cui la Chiesa celebra la festa nel corso dell'anno, è certo molto più grande il numero di coloro dei quali non conosce il nome, le virtù, i meriti. Quante anime sante di tutte le età, di tutte le condizioni sociali, presso tutti i popoli! Santi nella gerarchia ecclesiastica, nei deserti, nei monasteri, tra i professionisti, tra gli operai, tra le donne di casa, tra i poveri, tra gli ammalati! Quanti servi fedeli di Dio nascosti nell'oscurità di una vita umile e sconosciuta! Quante anime grandi pur tra le occupazioni più basse e più comuni! Santi che Dio ha pienamente ricompensati! Era quindi giusto che la Chiesa li celebrasse ed onorasse, e ciò fece con l'istituzione della presente solennità.

In tal modo, tra quella immensa folla di cui parla l'evangelista S. Giovanni, « che nessuno può contare, di tutte le genti,_ tribù e popoli e lingue che stanno davanti al trono e davanti all'Agnello, rivestiti di bianche vesti, con le palme nelle mani » noi veneriamo quei virtuosi che nell'oscurità della loro condizione e tra privazioni di ogni sorta condussero una vita innocente e santa; quelli che non si sono lasciati abbagliare dalle cose del mondo, ma le hanno stimate nella loro realtà; rendiamo omaggio a quelle persone che pur tra gli splendori e gli onori mondani si sono conservate umili e pure; veneriamo quelli che si son fatti santi seguendo con purità di cuore le massime del Vangelo; onoriamo i nostri fratelli, che nella stessa casa, con le stesse regole di vita, con le medesime passioni, con le stesse tentazioni ed ostacoli, hanno raggiunto il cielo ed ora godono perfetta felicità. Certo, questa folla immensa che noi oggi festeggiamo, questa turba innumerevole di eroi che hanno raggiunto la mèta, pur passando attraverso le difficoltà della vita presente, devono essere per noi di grande consolazione e di incitamento ad imitarli.

Eolienews, l'informazione a portata di click....in tempo reale

Buongiorno. Oggi è sabato 1° novembre


 

venerdì 31 ottobre 2025

Il Comune di Lipari, indice concorso fotografico: “Creature del Mare: Ritratti di Pesci". Modalità di partecipaazione

 CONCORSO FOTOGRAFICO

Creature del Mare: Ritratti di Pesci

Il Comune di Lipari, indice il concorso fotografico: “Creature del Mare: Ritratti di Pesci.

L’idea progettuale nasce dalla volontà di valorizzare la pesca, parte integrante della storia e della cultura delle Eolie. La pesca a Lipari vanta una lunga tradizione, tramandata di generazione in generazione.

Per promuovere la cultura di una pesca e di un’economia più sostenibile si terranno a Lipari, oltre a questo concorso, anche un ciclo di eventi e laboratori volti a coinvolgere e sensibilizzare il pubblico su questi temi nell’ambito del progetto finanziato “Eolie: La pesca dal gusto sostenibile”, a valere sull’Avviso pubblico approvato con DDG n. 432 del 31/10/2024 (Codice intervento 222402 (2-2024)) dal Dipartimento della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana.

Il concorso in collaborazione con il Centro Studi e Ricerche di Storia e Problemi Eoliani Onlus e ALDA+ Srl Benefit Corporation si propone di valorizzare le diverse specie marine che abitano il mare delle Isole Eolie, mettendo in risalto l’unicità della biodiversità e la ricchezza del territorio.

Una giuria di esperti selezionerà le fotografie più rappresentative, con l’obiettivo di incoraggiare la creatività e promuovere una maggiore consapevolezza sull’importanza della conservazione delle risorse marine, e stabilirà quali siano le prime tre opere da premiare.

Tutte le fotografie selezionate saranno esposte in una mostra presso la Chiesa delle Anime del Purgatorio, al molo di Marina Corta, che sarà inaugurata in data 21 novembre 2025 alle ore 16:30.

Contestualmente alla inaugurazione della esposizione avverrà la premiazione delle prime tre opere classificati. Gli autori delle fotografie premiate riceveranno targhe celebrative a ricordo dell’evento.

Regolamento

● Possono partecipare gratuitamente al concorso cittadini italiani e stranieri di ogni età con opere fotografiche

● Le fotografie dovranno essere inviate al Centro Studi e Ricerche di Storia e Problemi Eoliani in allegato ad una -mail inviata oppure anche tramite WeTransfer all’indirizzo centrostudieolie81@gmail.com, entro e non oltre il 10 novembre 2025,

● Le fotografie dovranno avere formato .jpg, con risoluzione minima di 300 dpi e dimensioni non inferiori a 18x13 cm.

● Le fotografie dovranno essere prive di firma, loghi o watermark e ogni partecipante potrà inviare una sola fotografia.

Per maggiori informazioni sul concorso fotografico è possibile contattare il numero 090 9812987 dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:30 alle 12:30.

Accadde oggi...nel 1992 (fonte: accaddeoggi.it)


 

Sanità "in codice rosso" tra silenzi e immobilismo. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 31 ottobre 2025


 

Eoliani e amici delle Eolie... che non ci sono più (Riproposizione 86° puntata)

  In questo filmato: Ada Di Lorenzo ved. Cincotta, Ada Finocchiaro in Cappadona, Adele Turchio ved. Mancuso, Adelfa Raffaele, Adelina Falanga ved. Paino, Adrian Martin, Agatino Ferrara, Agnese Tiralongo in Mollica 

A Lipari la Giornata mondiale della pesca. L'Ansa del direttore Sarpi


Lipari, 31 ottobre 25 (Ansa) L’Apostolato del Mare della Conferenza Episcopale italiana celebrerà, a Lipari la “Giornata mondiale della pesca 2025” il 21e il 22 novembre: un'occasione per riflettere sul settore, le sue sfide, la sostenibilità e l'importanza per l'alimentazione e l'economia.

Il tema sarà «Coltivare il lavoro, custodire il mare» nell’ottica di “coltivare” il lavoro della pesca e dare ai pescatori e alle loro famiglie un futuro dignitoso, ma anche custodire il mare come ambiente di vita. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’Apostolato del Mare della diocesi di Messina, prevede, tra l’altro: la benedizione degli strumenti di pesca, il lancio di una corona di fiori per i caduti del mare e l’inaugurazione di una mostra fotografica sulle specie ittiche; la presentazione di una nuova applicazione per sensibilizzare sulla pesca sostenibile. (ANSA)

N.B. Nell'immagine il programma completo