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lunedì 15 giugno 2026

Novecento, rubrica a cura di Giuseppe La Greca. Undici giugno 1986: L'incendio sul Freccia di Messina

 

Non è facile sintetizzare la grande tragedia di quel giorno. Nei mesi scorsi diversi amici e concittadini sono ritornati sull'argomento. Le testimonianze di molti superstiti non erano concordi, a volte risultarono addirittura antitetiche, inconciliabili.

Secondo alcuni la condotta dall'equipaggio, lo spirito di sacrificio del comandante, la tempestività dei soccorsi meritava un otto pieno. Altri superstiti affermavano esattamente il contrario, bocciando tutti senza pietà.

Voglio ricordare alcune delle persone che le cronache di quei giorni indicano quali protagonisti di salvataggi ed azioni meritorie di riconoscimenti da parte delle pubbliche amministrazioni: Antonio Fichera, uno dei marinai dell'equipaggio; Giovanni Biviano, di Lipari; Gaetano Megna, di Lipari; Pino Di Giorgi, di Lipari; Giuseppe Spadaro, macchinista della SNAV; Stefano Tani, romano, proprietario di un'agenzia di viaggi.



E' deceduto Francesco "Franco" Grillo

Le onoranze funebri sono a cura della ditta ALFA&OMEGA di Lipari
A Danilo e ai familiari tutti le condoglianze della famiglia Sarpi e di Eolienews

Oggi, 15 giugno: San Vito

L'onorevole menzione che di S. Vito, Modesto e Crescenzia si fa negli antichi martirologi, ci dà la più ferma sicurezza ch'essi hanno coraggiosamente confessato Cristo col sacrificio della loro vita. Ma i loro Atti sono talmente interpolati, che torna difficile ritrovarne il bandolo, perciò intorno ai particolari della loro vita regna molta incertezza. La tradizione ci dice che S. Vito apparteneva ad una ragguardevole e ricca famiglia di Mazara del Vallo della provincia di Trapani in Sicilia.


Suo padre, pagano, chiamavasi Iles. Rimasto vedovo, affidò il piccolo figliuolo ad una nutrice cristiana, chiamata Crescenzia, la quale d'accordo con Modesto suo marito, fece battezzare il bambino all'insaputa del padre, lo allevò nei principi della fede e gli coltivò in cuore un amore grandissimo a N. S. Gesù Cristo. Restituito al padre ancora in tenera età, non si può immaginare quanto costui si adoperasse per strappare dal cuore del santo fanciullo la fede e trascinarlo all'idolatria. Ma non riuscendovi nè colle minacce nè colle carezze lo fece battere crudelmente; se non che il pio fanciullo sopportò con pazienza le battiture e si mostrò più che mai costante nella fede.

Due riflessioni si impongono qui alla nostra attenzione. La prima riguarda la crudeltà del padre che giunse a tal punto di efferatezza verso la sua creatura per l'attaccamento che aveva alle turpitudini pagane. Come è detestabile la noncuranza di quei genitori che non si preoccupano mai di ciò che riguarda l'animo dei loro figli, anche quando sanno ch'essi sono in disgrazia di Dio, ma che sono tutto fuoco e vanno sulle furie se i figliuoli sono causa di qualche piccolo danno materiale in casa. La seconda riflessione ci porta ad ammirare nel tenero giovanetto S. Vito la forza meravigliosa della grazia di Dio: ciò desta nella nostra anima una grande fiducia nell'aiuto ch'Egli non ci lascerà mai mancare quando noi lotteremo contro i nemici della nostra salute.

Stiamo pur certi che nessuna tentazione, per quanto grande possa essere, avrà il potere di farci cadere nel peccato, se noi ricorreremo alla preghiera, al digiuno, alla mortificazione. In ogni evenienza potremo far nostre le parole del grande apostolo Paolo: « Omnia possum in Eo qui me confortat. Ogni cosa io posso coll'aiuto di Colui che mi conforta ». Alla fine Iles fu tanto inumano da consegnare suo figlio in mano di Valerio, governatore della provincia, crudele persecutore dei cristiani perchè ci pensasse lui a piegare l'animo del giovanetto ad adorare gli idoli. Ma Crescenzia e Modesto riuscirono a strappare il fanciullo dalle mani del persecutori e fuggirono con lui per l'Italia, dove però non trovarono quella tranquillità di cui andavano in cerca

Sbarcati in Lucania, ben presto vennero riconosciuti come cristiani e per questo furono incarcerati e subirono tutti e tre il martirio nella persecuzione di Diocleziano. S. Vito pei miracoli che operava era salito a tale rinomanza, che giuntane la fama a Diocleziano, quest'imperatore lo aveva fatto chiamare a corte, affinchè liberasse il suo figliuolo da una ossessione diabolica.

Avvenuta la liberazione, l'ingrato imperatore non avendo potuto persuaderlo colla più grande promessa di ricompensa a venerare gli dei, lo caricò di catene e con Modesto e Crescenzia fu gettato in prigione. Qualche giorno dopo avendo trovati i tre confessori ancor più inflessibili, comandò che fossero gettati in un'enorme caldaia ripiena di piombo liquefatto, di resina e di pece bollente: qui essi si misero a cantare i sacri inni. Furono allora tolti di là ed esposti ai leoni, i quali accovacciatisi si misero a lambire loro i piedi. Inferocito perciò l'imperatore, perchè vedeva la moltitudine commuoversi davanti al miracolo, ordinò che distesi sopra il cavalletto fossero loro tagliate le membra e divelte le ossa. Nel frattempo ci furono tuoni, folgori e grande terremoto: i templi degli dei rovinarono e molti pagani ne rimasero oppressi. Una pia matrona, per nome Fiorenza, imbalsamò i resti mortali dei tre martiri e li seppellì onorevolmente. 

PRATICA. Mediterò seriamente queste parole dei Santi: Nibil sum, nibil valeo, nibil possum, nibil habeo

PREGHIERA. O SS. Martiri Vito, Modesto e Crescenza, pregate per noi.

MARTIROLOGIO ROMANO. In Basilicata, san Vito, martire.


ICONOGRAFIA


Nell'iconografia San Vito viene raffigurato in statue e dipinti come soldato romano, con la palma e la croce, simboli del martirio e con l'immancabile cane, a volte anche con due. Questo perché, secondo la tradizione, Diocleziano gli mandò contro un cane arrabbiato, ma San Vito, quando lo ebbe davanti, lo guarì. Egli, pertanto, é invocato come protettore contro i morsi dei cani. Vi é addirittura una formula che si recita per allontanare i cani ritenuti idrofobi:

Santu Vitu, Santu Vitu,
e tri voti vi lu dicu.
E chiamativi 'stu cani
chi mi voli muzzucari.
Denti di cira e di ferru filatu,
ieccati 'nterra, canazzu arraggia
tu.


San Vito
titolo San Vito
autore Giuseppe Zacco anno 1828

In ricordo del miracolo per la figlia di Diocleziano, San Vito é invocato anche contro il cosiddetto Ballo di San Vito, malattia che porta forti crisi nervose e porta le persone ad agitarsi fortemente come se danzassero.

C'é anche il rosario di San Vito. Somiglia al rosario tradizionale, solo che l'Ave Maria nella prima posta viene sostituita con la seguente formula: Decimila voti l'oramu a Santu Vitu, l'oramu tutti l'uri, Santu Vitu lu protetturi. Nella seconda posta si dice vintimila voti, nella terza trentamila voti, nella quarta quarantamila voti, e infine nella quinta cinquantamila voti. Al termine di ogni posta si sostituisce il Padre nostro con questa preghiera: Santu Vitu di Mazara, cu lu vrazzu n'arripara e a lu populu divotu ci scanza lampi, trona, guerri, malatii e tirrimotu. (S.B.)

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Ma davvero non vi accorgete che ogni secondo si rischia la vita?. L'editoriale

Foto esemplificativa. Ma potremmo postarne di peggiori
 

(Editoriale di Salvatore Sarpi) Ma davvero non vi accorgete che ogni secondo sulle nostre strade si rischia la vita? 

Il "quesito" lo rivolgiamo all'amministrazione comunale di Lipari sperando che non cada nel vuoto. 

Non c'è strada di Lipari senza voragini, buche, manto stradale dissestato, sabbia e pietrisco...non c'è giorno senza che qualcuno cada da un mezzo a due ruote o danneggi ammortizzatori e altro. 

E questo non solo per i dannivori lavori della fibra. 

E' vero le buche c'erano anche prima... ma adesso la situazione è diventata insostenibile e pericolosissima.

Fatevelo un giro...uscite dal palazzo... scendete in strada, guardate il disastro...trovate una soluzione. 

Dite che la maggior parte sono strade provinciali?. 

Bene, intanto intervenite sulle comunali, concretamente e non con i rattoppi...che a lungo andare diventano peggio del buco . 

Per quelle provinciali battete i pugni sui tavoli di chi ha competenza.

Andate nei noleggi isolani e scoprirete quanti turisti, dopo aver noleggiato un mezzo a due ruote, lo restituiscono, dopo qualche ora, impauriti per lo stato disastroso delle nostre strade. 

Aspettiamo l'incidente serio ? Non ci sembra davvero il caso

Certo, alla fine della storia, resta la solita opzione: "E' colpa degli altri"

'Provate pure a credervi assolti
Siete lo stesso coinvolti' (Fabrizio De Andrè - Canzone del maggio)

Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie


 

domenica 14 giugno 2026

  Cercasi marinaio con possibilità di rilevare imbarcazione dal prossimo anno. Contattare il 3792251613 o 3490908325. Ottima paga

Piazza Mazzini...real time...pulizie straordinarie con improvvisato team di operatori ecologici (video)


 

Martedì interruzione energia elettrica in varie zone di Lipari centro


 

Malfa, Virgona e Paino ai vertici del Consiglio. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 14 giugno 2026


 

Lipari, inaugurati parcheggi d'interscambio. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 14 giugno 2026


 

Eolienews ricorda Roberto Amendola

  La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento

Quattropani: restaurata l’edicola votiva di Valle Pera e la Madonnina

Grazie alla lodevole iniziativa di alcuni abitanti di Quattropani, sono state restaurate l'edicola votiva di Valle Pera e la statua della Madonna ivi custodita. 
Il tempietto è stato restituito alla popolazione con una piccola cerimonia durante la quale Padre Giuseppe Cosa ha dispensato le rituali benedizioni. 
Un sentito grazie a quanti hanno dimostrato di avere a cuore il loro paese e queste testimonianze tangibili di fede e di devozione. 
La foto è di Luca Spanò.

Tragedia a Canneto. Turista colto da malore in acqua perde la vita nonostante i soccorsi

 Tragedia nel mare di Canneto. Un turista di 59 anni, originario di Siracusa, intento a godersi una nuotata, dopo essersi allontanato da un noto lido della zona, è stato colto da un malore improvviso che gli ha impedito di tornare a riva. 
Fortunatamente, un altro turista straniero che si trovava a transitare a bordo di un gommone ha notato i suoi disperati segnali di richiesta d'aiuto e non ha esitato a prenderlo a bordo e a lanciare l’allarme, puntando a tutta velocità verso il molo della frazione. 
Lì, allertata dalla chiamata d’emergenza, attendeva già un’ambulanza del 118 con il personale medico pronto a intervenire.

I sanitari hanno avviato tempestivamente le manovre di rianimazione, praticando a lungo il massaggio cardiaco nel disperato tentativo di strapparlo alla morte. Nonostante la determinazione dell'équipe medica e i ripetuti sforzi, il cuore dell'uomo non ha ripreso a battere e il medico ha dovuto, alla fine, constatarne il decesso.

Sono intervenuti gli uomini della Guardia costiera e dei carabinieri per effettuare tutti gli accertamenti del caso e ricostruire le dinamiche del drammatico evento. 

A termine delle formalità di rito, la salma del turista è stata trasferita alla camera mortuaria del cimitero di Lipari, lasciando la comunità locale e i bagnanti sotto shock per una fatalità tanto rapida quanto dolorosa.