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mercoledì 17 giugno 2026

Eolienews ricorda Amedeo Romagnoli

 


La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento

Posidonia oceanica: il paradosso dei fondi europei. Finanziata la tutela, ma autorizzato lo sradicamento alle Isole Eolie?

 

COMUNICATO STAMPA


La Posidonia oceanica è una pianta acquatica: forma delle praterie sottomarine che purificano l’acqua e la rendono cristallina, nutrono organismi animali e vegetali, nonché proteggono la costa dall’erosione. La prateria di Posidonia è il massimo livello di sviluppo e complessità dell’ecosistema del Mediterraneo.


Il Comune di Lipari ha recentemente chiesto autorizzazione alla Regione Siciliana di modificare il progetto originale dei quattro dissalatori previsti per Alicudi, Filicudi, Panarea e Stromboli. La nuova proposta consiste nell’operazione di “espianto e trapianto” della Posidonia oceanica per consentire la posa delle condotte sottomarine dei nuovi impianti. Per limitare i danni all’ecosistema, la Regione aveva già vietato qualsiasi scavo o dragaggio che potesse danneggiare la prateria di Posidonia. Le prescrizioni disponevano infatti che l’attraversamento della prateria avvenisse senza toccare il fondale, mediante Trivellazione Orizzontale Controllata (TOC) sotterranea oppure posando la condotta al di fuori dell’area protetta. L’unica motivazione indicata a sostegno di tale modifica del progetto è il risparmio economico, a fronte però di una operazione di “espianto e trapianto” che è molto rischiosa per una pianta marina il cui tasso di crescita lineare dei rizomi è stimato in appena 100-1000 cm per secolo. Un cortocircuito economico e ambientale che si sta consumando alle spalle dei contribuenti e del nostro ecosistema marino.


Infatti, i progetti di realizzazione dei quattro dissalatori dovrebbero essere finanziati con i fondi del PNRR, le cui deroghe evidentemente permettono di scavalcare sia le leggi nazionali che la logica comune. La gestione dei fondi europei, troppo spesso percepiti come regali piovuti dall’alto, sono in realtà il frutto diretto del lavoro dei cittadini, alimentato dalle tasse che ognuno versa annualmente. Il paradosso strutturale a cui si assiste rasenta quindi l’assurdo. Da un lato, ingenti risorse pubbliche vengono stanziate e spese per la piantumazione e il ripristino della Posidonia oceanica, polmone verde dei nostri mari e baluardo contro l’erosione costiera. Dall’altro lato, in perfetta e schizofrenica contraddizione, altrettanto denaro pubblico viene impiegato per estirpare i medesimi banchi di Posidonia, sacrificati sull’altare di presunte opere di “pubblica utilità”. Viene spontaneo chiedersi quale utilità possa esserci nel distruggere un ecosistema protetto nell’area di addirittura quattro isole, per imporre progetti calati dall’alto, privi del consenso delle comunità locali e privi di una reale lungimiranza strategica. Una gestione che non si può che definire scellerata: i cittadini pagano due volte, prima per finanziare la devastazione e poi per ripristinarla. Utilizzare il denaro dei contribuenti per finanziare un’opera e, contemporaneamente, il suo esatto contrario, è un insulto alla logica economica e alla sensibilità ambientale.


Se la maggior parte della comunità è in disaccordo e protesta in ogni modo, una scelta può ancora ritenersi “pubblica”? Chi stabilisce cos’è di pubblica utilità?

Sarebbe doverosa quindi un’immediata inversione di rotta e un controllo rigoroso sulla coerenza dei finanziamenti pubblici. La transizione ecologica non può essere solo uno slogan dietro al quale nascondere lo scempio dei nostri mari, specialmente quando a pagarlo sono proprio gli stessi cittadini che vorrebbero proteggerli.

Movimento contro il Dissalatore sulla Spiaggia di Filicudi (MoDiSFi)

Eolienews ricorda Franchino Monteleone

 


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Oggi, 17 giugno: San Ranieri di Pisa


Ricco mercante, in grado di leggere il latino, entrò in relazione con una asceta di Pisa, si convertì e decise di abbandonare la vita mondana.
La vita di Ranieri ebbe una profonda trasformazione negli anni della giovinezza, nel 1140 andò in pellegrinaggio in Terra Santa, dove visse per tredici anni divenendo eremita. 
Nel 1153 ritornò a Pisa, preceduto da una fama di santità. Dopo un soggiorno di un anno presso il monastero di Sant'Andrea in Kinzica, si installò a San Vito, dove rimase sino alla morte. Si dedicò all'apostolato e alla predicazione. Il corpo venne sepolto in una cappella della cattedrale di Pisa. 
Il culto ebbe una grande fortuna a livello locale, e a partire dal XIII secolo divenne patrono della città. Ogni anno viene ricordato con una caratteristica luminara, secondo una tradizione che per alcuni avrebbe origine nell'anno stesso della morte del santo.
Non è provato che sia stato canonizzato da Alessandro III, ma il culto liturgico fu approvato nel XVII secolo e compare nel Martirologio romano. La sua vita scritta subito dopo la sua scomparsa dal canonico pisano Benincasa, che era stato suo confidente e consigliere.
Molte sono le leggende su Ranieri e vivono non solo legate alle sue gesta da vivo. Da tempo immemore i pisani si tramandano la tradizione riguardante una burrasca di san Ranieri, secondo la quale ogni anno il santo metterebbe alla prova i propri concittadini scatenando la pioggia sulle loro teste

Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie


 

martedì 16 giugno 2026

Sanità: Il calvario di tre giorni di un eoliano fragile e i rimpalli di responsabilità

Riceviamo e pubblichiamo questo documento inviato 

 Alla Direzione Generale dell'ASP di Messina

Alla Direzione Sanitaria dell'Ospedale di Lipari


Scrivo queste righe come figlia di un uomo che negli ultimi quattro giorni ha vissuto un percorso che mi lascia profondamente amareggiata e preoccupata per il funzionamento del sistema sanitario a cui siamo costretti a sottostare.

Sabato sera mio padre è caduto da un'altezza di circa due metri. È un uomo di 76 anni, diabetico e portatore di diverse patologie. Trasportato autonomamente all'ospedale di Lipari, è stato sottoposto agli accertamenti necessari, tra cui tac ed esami radiologici, che hanno evidenziato la brutta frattura di una vertebra .

I medici presenti hanno prontamente svolto il loro compito, attivando i contatti con le strutture della provincia in grado di gestire il caso, considerato che a Lipari non è presente un reparto di neurochirurgia.

La documentazione clinica è stata inviata inizialmente all'Ospedale Papardo di Messina e da quanto ci è stato comunicato, il quadro richiedeva da subito un intervento chirurgico. Tuttavia, il trasferimento presso la struttura messinese non è avvenuto prontamente per indisponibilità di posti letto e per la saturazione del reparto.

Successivamente è stato contattato anche il Policlinico di Messina ed anche in questo caso ci è stata comunicata l'indisponibilità di posti presso il reparto competente. Nel frattempo sono trascorsi  3 giorni. Giorni durante i quali un uomo anziano è rimasto immobilizzato sul lettino di un pronto soccorso, in attesa di una collocazione adeguata.

A rendere ancora più frustrante questa vicenda è stata la sensazione, se non quasi certezza, di assistere ad un rimpallo di responsabilità tra due strutture che avrebbero dovuto collaborare per garantire una tempestiva presa in carico del paziente.

Durante questi tre giorni, a noi familiari è stato più volte riferito che la difficoltà principale legata al mancato trasferimento sarebbe stata una diatriba tra l'Ospedale Papardo e il Policlinico di Messina. In particolare ci è stato spiegato che il Policlinico avrebbe valutato la possibilità di prendere in carico mio padre, ma solo e soltanto a seguito di indicazioni o addirittura "autorizzazioni" da parte della struttura che aveva già seguito mio padre negli anni precedenti, per altre patologie, ovvero l'Ospedale Papardo.


Purtroppo non siamo nelle condizioni di verificare autonomamente se queste informazioni siano fondate, ma possiamo affermare con certezza che per giorni abbiamo assistito a una situazione di stallo, fatta di comunicazioni difficili, telefonate senza risposte e continui rinvii che hanno inevitabilmente prolungato i tempi di trasferimento.

Nel tentativo disperato di trovare una soluzione siamo arrivati persino a coinvolgere figure di riferimento della sanita' provinciale, nella speranza di sbloccare una situazione che appariva costantemente ferma. Ma nonostante l'interessamento di diverse persone, il problema non è stato risolto nell'immediatezza.

Soltanto oggi, grazie all'impegno del Medico di turno che ha provato a cercare una soluzione oltre i confini della provincia, è stato possibile trovare un posto presso l'Ospedale Cannizzaro di Catania, dove è stato trasferito in elisoccorso qualche ora fa, dopo giorni di attesa che avrebbero potuto essere evitati con un sistema più efficiente e coordinato.

Ci tengo a precisare che questa lettera non vuole essere un attacco ai medici e agli operatori sanitari del pronto soccorso di Lipari, al contrario desideriamo ringraziare chi si è impegnato concretamente nella ricerca di una soluzione.

Se c'è un aspetto che più di ogni altro ci lascia indignati, non è nemmeno quello della mancanza di un posto letto immediatamente disponibile, perché comprendiamo che la Sanità debba confrontarsi ogni giorno con emergenze anche più gravi. Quello che non riusciamo ad accettare è il continuo rimpallo a cui abbiamo dovuto assistere tra strutture che avrebbero dovuto collaborare per garantire la migliore assistenza possibile ad un paziente fragile.

Per tre giorni abbiamo avuto la sensazione che nostro padre fosse diventato un caso da discutere anziché una persona da curare, lasciata lì ad aspettare mentre si cercava di capire chi dovesse prendersene carico.

Quando una famiglia arriva a pensare di dover coinvolgere addirittura le forze dell'ordine per ottenere risposte sul percorso di cura di un proprio caro, forse è l'ennesimo segnale che qualcosa nel sistema non stia funzionando come dovrebbe.

Con amarezza ma anche con la speranza che qualcosa possa cambiare.

Nota del direttore di Eolienews - La lettera è firmata ma non pubblichiamo il nome a tutela della privacy del nostro concittadino

Centomila euro per i festeggiamenti per San Bartolo (21/24 agosto 2026). Comune pubblica avviso per selezione operatore economico specializzato

 Per visualizzare l'Avviso pubblico integrale cliccare su questo
link https://www.comune.lipari.me.it/halley//ht/e1058/TMPJ027544.pdf

Ospedale di Lipari, pressing sull'Asp per garantire l'assistenza oncologica. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 16 giugno 2026


 

"Tenere la linea": un evento dedicato alla memoria di Luca Spoletini

A dieci anni dalla sua prematura scomparsa, il Dipartimento della Protezione Civile ricorda Luca Spoletini, a capo dell'ufficio stampa dal 2001 al 2010, con un'iniziativa dedicata alla sua eredità umana e professionale.

L’evento - a cui parteciperanno il Capo Dipartimento Fabio Ciciliano e il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini - sarà inoltre occasione per presentare il “Premio Luca Spoletini - Tenere la linea” destinato a valorizzare e premiare le migliori tesi dedicate alla comunicazione dell'emergenza e del rischio.

Luca Spoletini ha rappresentato un importante punto di riferimento per l'intero Servizio Nazionale della Protezione Civile. Con competenza, umanità, equilibrio e dedizione al servizio pubblico, ha contribuito a costruire un modello di comunicazione istituzionale fondato sulla credibilità, sulla trasparenza e sulla tempestività dell'informazione, anche nelle situazioni più complesse. Attraverso le testimonianze di giornalisti che hanno collaborato con lui durante le principali emergenze in Italia e all'estero, saranno ricordati il suo approccio professionale, la capacità di coordinamento dell'informazione e il suo contributo nel raccontare al pubblico il funzionamento e le attività del Servizio nazionale di protezione civile. Interverranno Luciano Del Castillo, Filippo Gaudenzi e Grazia Graziadei, Matteo Guidelli, Antonio Maria Mira e Marco Ventura.

L'iniziativa, intitolata "Tenere la linea", si terrà giovedì 18 giugno, alle ore 11.30 nell'Auditorium "Elio Di Cicco", in via Vitorchiano 2, a Roma.


Le Eolie scaldano i motori. Sarà un'estate da boom?. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 16 giugno 2026


 

La motovedetta CP 332 dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Lipari rientra dalla missione operativa in Albania

È rientrata nel primo pomeriggio di domenica 14 giugno nel porto di Lipari la motovedetta CP 332, unità navale SAR (Search and Rescue) assegnata all’Ufficio Circondariale Marittimo, al termine di un’intensa attività operativa di oltre un mese in acque territoriali albanesi. 
La M/V CP 332, con a bordo un equipaggio composto da otto militari della Guardia Costiera di Lipari e due militari abilitati rescue swimmer, al comando del 1° M.llo Np LENTI Ivano, ha preso parte all’operazione “J.O. Albania 2026” sotto l’egida dell’Agenzia europea FRONTEX. 
Nel corso della missione, l’unità navale ha percorso oltre 2520 miglia nautiche ed ha effettuato 190 ore di pattugliamento nel Mar Adriatico, sia in contesti diurni che notturni, nella quasi totalità in condizioni meteo marine particolarmente avverse. 
Partita lo scorso 10 maggio con destinazione il porto di Durazzo, la motovedetta ha garantito costante vigilanza e collaborazione con l’Autorità Marittima locale, svolgendo attività fondamentali di pattugliamento e vigilanza dell’intero litorale albanese. 
Ad accogliere l’equipaggio al rientro dalla delicata missione, erano presenti il Capo del Compartimento Marittimo di Milazzo – Capitano di Fregata Alessandro SARRO - e il Capo del Circondario Marittimo di Lipari - Tenente di Vascello (CP) Gianmaria ARANGIO -, i quali hanno espresso la propria gratitudine ed orgoglio per il prezioso lavoro svolto, sottolineando l’importanza della missione e la professionalità dimostrata da tutto il personale durante l’operazione internazionale. 
Un rientro che celebra il valore e il coraggio di uomini e donne impegnati quotidianamente a salvaguardare la vita in mare e a rappresentare, anche oltre i confini nazionali, l’impegno umanitario e operativo della Guardia Costiera italiana.

Dissalatori alle Eolie, Comune di Lipari chiede espianto e trapianto Posidonia. L'Ansa del direttore Sarpi


LIPARI, Giugno 16 ANSA - Il Comune di Lipari ha chiesto l'autorizzazione alla Regione Siciliana di modificare il progetto originale dei quattro dissalatori previsti per Alicudi, Filicudi, Panarea e Stromboli, finanziati con i fondi del Pnrr.

La nuova proposta consiste nell’operazione di 'espianto e trapianto' della Posidonia oceanica per consentire la posa delle condotte sottomarine dei nuovi impianti.

Per limitare i danni all’ecosistema, la Regione aveva già vietato qualsiasi scavo o dragaggio che potesse danneggiare la prateria di Posidonia. Non si è fatta attendere la reazione del Movimento contro il dissalatore sulla spiaggia di Filicudi, che in una nota sottolinea: “Il paradosso strutturale a cui si assiste rasenta l’assurdo. Da un lato, ingenti risorse pubbliche vengono stanziate e spese per la piantumazione e il ripristino della Posidonia oceanica, polmone verde dei nostri mari e baluardo contro l’erosione costiera. Dall’altro lato, in perfetta e schizofrenica contraddizione, altrettanto denaro pubblico viene impiegato per estirpare i medesimi banchi di Posidonia, sacrificati sull’altare di presunte opere di pubblica utilità". (ANSA)

Tanti auguri di...

Buon compleanno a Gabriele Murabito, Simona Zaia, Katia Merlino, Tindara Cincotta, Nour Samidi, Gianna Sidoti, Nancy Natoli, Alessio Profilio, Sonia Polis, Elisa Favaloro

A proposito di menopausa (di Alfredo Biancheri, medico)

In Italia la terapia ormonale sostitutiva( TSO)in menopausa nell’età compresa dai 50 ai 65 anni, è utilizzata soltanto dal 5% delle donne. E questo perché, questa terapia, è stata additata come responsabile del rischio di timori e di malattie cardiovascolari. Per certa letteratura la TSO serviva soltanto a lenire i disturbi della menopausa: vampate di calore, insonnia, alterazione dell’umore, secchezza vaginale e calo della libido. Dati i rischi , già detti, la posta, non valeva la candela. Oggi è cambiato l’approccio culturale. La terapia ormonale sostitutiva è una terapia preventiva che contribuisce alla protezione delle ossa contro l’Osteoporosi, ed alla protezione dell’apparato cardiovascolare contro l’ipertensione e la perdita della massa muscolare. Per non parlare poi di una migliore qualità di vita sociale e personale. La menopausa, pertanto, oggi non deve essere più affrontata come una gestione dei sintomi, ma come prevenzione e salute a lungo termine.