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mercoledì 1 aprile 2026

Eolienews ricorda...Valentina Denaro

 La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento.

Le Eolie nelle stampe d'epoca (Trentesima puntata)

A Puddara (Pollara) (Salina)

La Chiesa festeggia Sant'Ugo di Grenoble.

S. Ugo nacque nel 1053 a Castelnuovo nel Delfinato, in Diocesi di Valenza.

Odilone, suo padre, era un bravo ufficiale che accoppiava i doveri del cristiano a quelli della sua professione. Consigliato da Ugo suo figlio, passò gli ultimi anni nella gran Certosa, in diocesi di Grenoble e morì centenario.

Sua madre, rimasta nel mondo, manifestò in sè il modello delle madri cristiane.

Nato da genitori si pii, Ugo parve tosto un fanciullo benedetto dal cielo. Attese con molto impegno ai suoi studi, senza trascurare la pietà. Aveva un grande desiderio di passare la sua vita nella solitudine, ma per le sue predare doti venne consacrato sacerdote e nominato canonico della cattedrale di Valenza. Amava la vita nascosta ed umile, mentre per le sue qualità e per il suo ingegno si distingueva fra tutti gli altri canonici.

Essendosi recato in quella città il vescovo di Die, Legato pontificio, ebbe a conoscere il giovane canonico e, apprezzandolo, se lo prese con sé. Gli affidò il difficile incarico di correggere gli abusi tra il clero: incarico che Ugo adempì con ogni impegno.

Nel 1080 il Legato pontificio convocò un concilio ad Avignone, nel quale trattavasi di eleggere un nuovo vescovo alla diocesi di Grenoble rimasta vacante. Il concilio unanimemente votò per Ugo, al quale fu giocoforza acconsentire.

In quei tempi i popoli, la cui istruzione era stata trascurata, si abbandonavano ai più detestabili vizi. S. Ugo subito comprese la situazione e avendo ricorso alla preghiera, deliberò di servirsi di tutti i mezzi possibili per rimediarvi. Con lunghe penitenze e fervide preghiere, invocò l'aiuto del cielo, ed aggiungendo saggi provvedimenti, in poco tempo la sua diocesi cambiò completamente aspetto. Permise Iddio che egli fosse travagliato da grandi infermità e da violente tentazioni, ma tutto superò con l'aiuto del Signore, inabissandosi sempre più nell'umiltà. Il molto lavoro non fu un impedimento alla sua vita ritirata e umile, anzi gliene infuse un così vivo desiderio, che Volle lasciare la diocesi per darsi alla solitudine. Conosciuta questa cosa, il Papa gli comandò di ritornare e rimanere tra le sue pecorelle, in vista del gran bene che vi operava, e S. Ugo ubbidiente subito vi ritornò, abbandonando per sempre ogni programma del genere.

Consigliò Brunone e i suoi compagni a ritirarsi a Certosa, località da lui ceduta a loro appositamente per fabbricarvi un cremo, e quivi spesso si recava a visitarli.

Aveva un grande orrore per ogni sorta di peccato benché minimo, per cui diceva sovente: « Le vanità e gli affetti disordinati possono mandare l'anima all'inferno ». Morì in tarda età il 1 aprile del 1132. Fu canonizzato nel 1134 da Innocenzo II.

PRATICA. Raccogliamoci nell'intimo del nostro cuore e quici piangiamo e detestiamo nostri peccati.

PREGHIERA. Deh! Signore, esaudisci le preghiere che t'innalziamo nella solennità del tuo beato confessore e pontefice Ugo e per l'intercessione e i meriti di lui, che seppe servirti degnamente, assolvici da tutti i nostri peccati.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Grenoble, in Frància, sant'Ugo Vescovo, che per molti anni condusse una vita solitaria, e illustre per la gloria di miracoli passò al Signore.

Oggi è mercoledì 1° aprile. Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie (Foto: Gaetano Di Giovanni)


 

Il 4 aprile "La Via Crucis" vivente dei Cantori popolari delle Eolie


 

martedì 31 marzo 2026

I ringraziamenti delle famiglie Iacono e Spanò


 

I ringraziamenti della famiglia Restuccia


 

Centro storico di Lipari: al via da domani l'area pedonale urbana. Cosa prevede l'ordinanza

1. VIA VITTORIO EMANUELE: Area Pedonale Urbana dalle ore 11:00 alle ore 06:00 del giorno successivo, dei giorni feriali,  dall’ingresso (senso di marcia) fino alla Piazza 25 Luglio (Ristorante il Galeone),  con divieto di transito a tutti i mezzi motorizzati, con contestuale divieto di sosta e rimozione forzata; nei giorni festivi, nel tratto sopra indicato, vige il divieto di transito e sosta 0/24.

2. MARINA CORTA: AREA PEDONALE dalle ore 18:00 alle ore 02:00 del giorno successivo, IN PIAZZA UGO DI SANT'ONOFRIO e nel tratto della VIA ROMA compreso tra la rampa che conduce alla Via Vittorio Emanuele e l’ingresso con la Piazza Ugo di Sant’Onofrio 

- Il doppio senso di circolazione, dalle ore 02:00 alle ore 18:00 nella Via Roma di Lipari;

- Divieto di sosta 0/24, con rimozione forzata, nella Via Roma.
- Divieto di sosta 0/24 con rimozione forzata, nella Piazza Ugo di Sant’Onofrio ad eccezione delle categorie per le quali vengono

istituiti i seguenti stalli
N.4 stalli per la sosta dei mezzi adibiti al trasporto dei prodotti ittici (in fondo alla Piazza);
N.1 stallo riservato alla fermata del bus di linea;
N.4 stalli per diversamente abili.
N. 2 stalli per pulmini degli alberghi e attività ricettive;
N. 2 stalli riservati al carico e scarico merci;
N. 3 Stalli, riservati ai mezzi adibiti al trasporto pubblico da Piazza (Taxi).

3. VIA GARIBALDI - AREA PEDONALE nella Via Garibaldi di Lipari (tratto compreso dall’incrocio con la Via Umberto I e l’ingresso della Piazza Ugo di Sant’Onofrio), dalle 09:00 alle ore 07:00 del giorno successivo, con divieto di transito e sosta (con rimozione forzata) per tutte le categorie di veicoli inclusi i veicoli muniti del contrassegno per diversamente abili.

4. VIA MAUROLICO - AREA PEDONALE URBANA 0/24 con divieto di sosta (rimozione forzata) per tutte le categorie di veicoli inclusi quelli muniti di contrassegno per diversamente abili.

5. VIA MONS.RE- Vengono revocati tutti gli stalli precedentemente realizzati nella Via Mons. Bernardino Re (tratto compreso tra l’incrocio di Via Vittorio Emanuele e l’ingresso della Curia Vescovile), ad eccezione degli spazi di sosta personalizzati realizzati con regolare Ordinanza e riservati ai diversamente abili, realizzando in tale tratto di strada, i seguenti spazi di sosta:

- conferma n.1 stallo di sosta riservato allo stazionamento dei veicoli in servizio di piazza (taxi);
- conferma n.4 stalli di sosta destinati per il carico e scarico di cose;
- conferma n.3 stalli riservati alla sosta dei veicoli per persone con disabilità munite dell’apposito contrassegno;
- conferma n.35 stalli destinati alla sosta di ciclomotori e motocicli.

Elezioni a Malfa, Siracusano è ancora l'unico candidato. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 31 marzo 2026


 

Violenzametro: Iniziativa dell'Arma dei carabinieri


 


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Comune di Lipari: Assunti ragioniere generale e responsabile avvocatura comunale


 

Tanti auguri di...

 Buon compleanno a Debora Luccese, Pasqui Bertè, Patrizia Giardina, Dario Di Losa

Eolienews ricorda...Immacolata La Torre

 


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Come eravamo, luoghi, cose e personaggi delle Eolie di un tempo (48° puntata: Anni 70 :Via Crucis vivente a Canneto: Il giudizio davanti a Pilato


Nella foto: Manlio Spinella (Il Cristo), Fulvio Natoli (Il centurione), Renato Tripi (Pilato)

Eolienews ricorda...Danilo Cravera

 


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Le Eolie nelle stampe d'epoca (Ventinovesima puntata)

 A Criesia i Santu Stefanu (La Chiesa di Santo Stefano - Filicudi)

Santo del giorno: San Beniamino


San Beniamino è vissuto in Persia verso il 400. Anche il Re persiano Isdeberge, adoratore del fuoco e del sole, perseguitava i Cristiani, e il diacono Beniamino fu da lui tenuto in carcere per due anni. Doveva essere un personaggio importante, anzi addirittura popolare, perché l'ambasciatore dell'Imperatore romano Teodosio, che negoziava un trattato di pace con il Re persiano, pose tra te condizioni anche quella di liberare l'illustre prigioniero.

Il Re Isdeberge, a sua volta, fece una controproposta: avrebbe liberato il diacono Beniamino se questi si fosse impegnato a cessare del tutto la sua opera di apostolato tra i persiani; e in questo senso parlò al prigioniero.

Vale la pena di riportare la risposta dell'intrepido cristiano, come ci è pervenuta dai Martirologi: « Non posso chiudere agli uomini le fonti della Grazia del mio Dio, — disse Beniamino. — Finché sarà in mio potere, illuminerò coloro che sono ciechi, mostrando loro la luce della verità. Non farlo, sarebbe incorrere nei castighi riserbati a coloro che nascondono i talenti del loro padrone ».

Si riferiva alla parabola evangelica del padrone che dà ai suoi servi i talenti d'oro, e al suo ritorno punisce quei servi che, oziosi e timorosi, li hanno nascosti, per paura di perderli, invece di metterli a frutto e di commerciarli fra gli uomini.

E in queste parole precise e decise, egli tracciava la linea di condotta di ogni cristiano, che non è solo depositario e custode dell'oro della verità, ma deve metterlo a frutto, donarlo al prossimo, insegnando e illuminando.
Fu liberato, malgrado queste sue ferme parole, per la pressione dell'ambasciatore romano; ma il fervente apostolo non perse tempo nei timori, e, come aveva dichiarato, riprese subito a istruire e a battezzare gli adoratori del fuoco.
Il Re persiano, libero dalla parola data, poté così di nuovo catturarlo, e gli impose di rinnegare la fede, sacrificando al simulacro del sole.
I Romani, come si sa, giustiziavano i condannati, secondo l'uso militare, decapitandoli con la spada. Era, per quei tempi, una forma di esecuzione abbastanza civile, e non priva di guerresca nobiltà. I persiani, invece, come molti altri popoli orientali, escogitavano di volta in volta atroci supplizi con i quali finivano i loro prigionieri.
E di raffinata atrocità fu anche il supplizio riserbato a San Beniamino, che ebbe il corpo trapassato da spilloni. Il Santo lo accettò e lo preferì coraggiosamente ai castighi riserbati a coloro che nascondono i talenti della verità.

Oggi è martedì 31 marzo. Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie

lunedì 30 marzo 2026

Lipari, pagamento agevolato dei tributi non riscossi. Via libera dal consiglio comunale con 9 voti: l'opposizione più Saltalamacchia

 COMUNICATO

SÌ AL PAGAMEMTO AGEVOLATO DEI TRIBUTI NON RISCOSSI: IL CONSIGLIO DECIDE CON  9 VOTI A  FAVORE, L’EX MAGGIORANZA RESTA A GUARDARE. ORA L’AMMINISTRAZIONE AGISCA!

Il Consiglio Comunale ha approvato oggi la mozione proposta dall’opposizione per l’introduzione della definizione agevolata delle entrate comunali, uno strumento previsto dalla Legge di Bilancio 2026 che consentirà a cittadini e imprese di regolarizzare la propria posizione con il Comune in modo sostenibile.

La mozione è stata approvata con 9 voti favorevoli – gli 8 consiglieri di opposizione (Orto, Russo, Sabatini, Iacono, Portelli, Dante, Rifici e Santamaria) più il consigliere Saltalamacchia  – mentre i 7 consiglieri della ex maggioranza hanno scelto di astenersi. Astensione che nei fatti equivale a voto contrario.

Si tratta di un risultato politico chiaro e significativo.

Con questo atto, il Consiglio Comunale ha dato un indirizzo preciso: utilizzare strumenti concreti, previsti dalla legge dello Stato, per aiutare chi è in difficoltà e allo stesso tempo migliorare la capacità di riscossione dell’Ente.

La definizione agevolata non è un favore a qualcuno, ma una misura di buon senso: consente di trasformare crediti spesso inesigibili in entrate reali, alleggerendo al contempo il peso su famiglie e attività economiche che vogliono mettersi in regola.

Prendiamo atto con rammarico della scelta della ex maggioranza di non assumere una posizione chiara su un tema così importante. L’astensione su una misura che aiuta cittadini e imprese e rafforza i conti del Comune rappresenta una occasione mancata.

Adesso la palla passa all’Amministrazione, che dovrà dare seguito all’indirizzo approvato dal Consiglio, predisponendo in tempi rapidi la proposta di regolamento.

Noi Consiglieri di opposizione continueremo a vigilare affinché questo percorso venga portato avanti con serietà e senza ritardi, nell’interesse esclusivo della comunità.

Gaetano Orto, Nuccio Russo, Giorgia Santamaria, Lucy Iacono, Adolfo Sabatini, Angelo Portelli, Cristina Dante, Raffaele Rifici

Calcio. Finisce con una sonora sconfitta il campionato del Lipari IC. Il Malfa in corsa per i play off per la promozione in 2° categoria

 

Finisce con un tennistico 6 a 0 sul campo del Torregrotta il campionato "amaro" del Lipari IC, culminato con la retrocessione in Seconda categoria. 

Seconda categoria alla quale aspira il Malfa che, nel penultimo incontro della stagione, sul campo dell'Olivarella, ha pareggiato per due a due. Fondamentale per l'accesso ai playoff per la promozione sarà l'ultima gara che il Malfa disputerà sul proprio campo con il Roccavaldina calcio.

Sempre in Terza categoria lo Stromboli è stato sperato per 5 a 0 dal Roccavaldina

Eolienews ricorda...Olga Sciacchitano

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Le Eolie nelle stampe d'epoca (Ventottesima puntata)

U vadduni a Castagna (Lipari)

Il Cappero delle Isole Eolie DOP a Roma: identità, territorio e visione condivisa

Roma, Palazzo Grazioli.
Una sala piena, oltre cento persone, stampa estera e operatori del settore.

E, al centro, le Isole Eolie.

Non come semplice destinazione turistica, ma come sistema vivo, fatto di prodotti, persone e storie.

Tra i protagonisti dell’evento “Il Giovedì del Gusto”, il Cappero delle Isole Eolie DOP ha rappresentato uno degli elementi più identitari del territorio, raccontato attraverso un intervento che ha unito passato, presente e prospettive future.

«È stata una grande emozione poter raccontare il nostro cappero davanti a una platea così attenta e internazionale» – commenta Antonello Cincotta – «non solo per le sue caratteristiche uniche, ma per tutto ciò che rappresenta: un equilibrio tra natura, lavoro e tradizione che si tramanda nel tempo».

Nel corso dell’incontro è emerso con forza un concetto chiave: il valore del cappero eoliano non risiede soltanto nella qualità del prodotto, ma nel legame profondo con il territorio che lo genera, fatto di suoli vulcanici, condizioni climatiche particolari e saperi tramandati.

Un patrimonio che oggi guarda anche al futuro, attraverso attività di promozione e valorizzazione sempre più orientate a mercati nazionali e internazionali.

Un ringraziamento particolare va a Brand Eolie, promotore dell’iniziativa, per aver creato un’occasione concreta di incontro e racconto, capace di mettere insieme diverse realtà eoliane: dalle produzioni tipiche all’accoglienza, fino alle esperienze legate al territorio.

Un lavoro di rete che rappresenta, oggi più che mai, una leva fondamentale per la crescita e il posizionamento delle Isole Eolie.

La presenza dell’Associazione del Cappero delle Isole Eolie DOP si inserisce proprio in questa visione: fare sistema per valorizzare un territorio unico, raccontandolo in modo autentico e coerente.

L’evento di Roma non è stato solo un momento di promozione.

È stato un segnale chiaro.

Le Eolie ci sono.
E hanno ancora molto da raccontare

Il Presidente
Lorenzo Cortese

Tanti auguri di...

Buon compleanno a Elio Benenati, Denis Costanzo, Laura Principato, Lucia Cappadona, Mimmo Guerrini, Vittorio Lo Schiavo, Paolo Gemellaro, Sonia Coppolina

Maria Grazia Cucinotta ambasciatrice delle Eolie: “Un luogo dove ricominciare a vivere”. Alla Stampa Estera il fascino delle isole tra cinema, accoglienza e cucina dei grani antichi


Comunicato

Maria Grazia Cucinotta ambasciatrice delle Eolie: “Un luogo dove ricominciare a vivere”. Alla Stampa Estera il fascino delle isole tra cinema, accoglienza e cucina dei grani antichi

Le Isole Eolie come simbolo di un nuovo lusso fatto di autenticità, salute e semplicità. È questo il messaggio emerso dall’evento “Eolie, Patrimonio Unesco: l’Arcipelago si svela ai giornalisti stranieri”, promosso da Brand Eolie e ospitato il 26 marzo nella sede dell’Associazione della Stampa Estera a Palazzo Grazioli, nell’ambito dei “Giovedì del Gusto”.

Testimonial d’eccezione l’attrice Maria Grazia Cucinotta, che ha legato indissolubilmente la sua carriera internazionale alle Eolie grazie al film “Il Postino”. Nel suo intervento, intenso e personale, l’attrice ha raccontato il profondo legame con l’arcipelago, ricordando l’accoglienza ricevuta durante le riprese e sottolineando come proprio l’isola di Salina e la sua comunità abbiano contribuito al successo della pellicola, proteggendo con discrezione anche la fragilità di Massimo Troisi.

“Alle Eolie si vive il vero lusso, quello della semplicità, dell’aria pulita, del cibo sano e del tempo scandito dal sole e dalle relazioni umane”, ha detto Cucinotta, definendo le isole “un punto di arrivo e al tempo stesso un luogo dove ricominciare davvero a vivere”. Un racconto che ha toccato anche storie simboliche legate al film, come quella di due stranieri incontratisi proprio grazie ai luoghi de “Il Postino” e oggi divisi tra Londra e Salina.

L’iniziativa ha registrato la partecipazione di circa cento tra giornalisti internazionali e rappresentanti istituzionali, confermando il crescente interesse verso l’arcipelago come destinazione strategica nel turismo internazionale. Al centro della narrazione, un modello di viaggio esperienziale che intreccia cultura, spiritualità, tradizioni e identità locali: dai cammini devozionali alle feste religiose, dai vini ai capperi, fino al recupero dei grani antichi.


Proprio la cucina è stata tra le protagoniste più apprezzate dell’evento, grazie a un buffet di undici portate firmato dagli chef eoliani guidati da Lucio Bernardi. Un percorso gastronomico capace di raccontare il territorio attraverso sapori autentici e contemporanei.

Tra le novità di stagione, grande consenso per il primo piatto della primavera: caserecce realizzate con grani antichi eoliani, esaltate da un profumato pesto di finocchietto selvatico ed erbette locali, espressione di una cucina che recupera tradizioni e biodiversità. A chiudere, il dolce destinato a diventare icona dell’estate: le peschette messinesi farcite con crema alla Malvasia e arricchite da capperi canditi, in un equilibrio sorprendente tra dolcezza e note aromatiche.

Spazio anche alle prospettive di sviluppo, con la collaborazione tra Brand Eolie e Liberty Lines per incentivare il turismo destagionalizzato e sostenibile, anche attraverso tariffe agevolate allo studio per il prossimo autunno.

Le Eolie si confermano così non solo meta turistica, ma esperienza totale: un viaggio che coinvolge i sensi, genera memoria e rafforza il legame tra visitatore e territorio. Un patrimonio da vivere e da condividere, capace di trasformarsi, come sottolineato dalla Cucinotta, in “un regalo che ognuno può fare alla propria vita”.

Eolienews ricorda...Rita Biviano ved. Mandarano


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Novecento, rubrica a cura di Giuseppe La Greca: 13 aprile 1902, la regina Margherita a Lipari

 Nel corso del 1902, precisamente il 13 aprile, la Regina Madre Margherita di Savoia (Torino, 20 novembre 1851 – Bordighera 4 gennaio 1926) visita Lipari.

La Regina arrivò nelle Eolie, proveniente da Gaeta, a bordo del “Marco Polo” sbarcando intorno alle 8,30 del mattino.

Come narra un breve articolo della “Stampa” di Torino: “Fu accolta da spontanea ed esultante dimostrazione con bandiere e musiche. Visitò anche la cattedrale, ove pregò e ricevette la benedizione. Ossequiata dalle Autorità, la Regina si è quindi imbarcata sul Marco Polo che salpò per Malta alle ore 11.00. La Regina espresse la sua commozione per l’accoglienza ricevuta e si disse entusiasta della bellezza dell’isola. La popolazione rimase entusiasta dalla visita inaspettata e gradita”.

Il Prof. Iacolino, nel corso di una conversazione, mi ha raccontato dei dettagli sulla visita della Regina Madre. Gli venne raccontato che all’uscita dalla Cattedrale la Sovrana fu avvicinata da uno o più coatti, che erano riuscito a superare il cordone di sicurezza, per consegnarle una supplica.

La sovrana, memore della morte del marito, Umberto I, per mano dell’anarchico Bresci, fu scossa dall’episodio ed ebbe un mancamento. Fu condotta, con la portantina vescovile, nell’abitazione del sindaco del tempo, Ferdinando Paino, sita in via Umberto I, ed assistita dai medici riprese conoscenza, per poi ripartire intorno alle 11.00.


Ferdinando Paino
 (1838 – 1914) ricoprì la carica di Sindaco in tre diversi mandati, il I dall’ottobre 1886 al dicembre 1887, nelle Liste elettorali del Comune di Lipari erano iscritti 348 elettori. Il II mandato prende l’avvio a dieci anni di distanza, tra il 10 gennaio 1897 e l’agosto 1899. Venne rieletto con una maggioranza di 14 consiglieri su 27 votanti. Il III mandato, infine, per un breve periodo, dall’ aprile all’agosto 1902 dove l’unico episodio di rilievo è la visita della Regina. Si tratta di una breve visita, circa tre ore, tuttavia, la popolazione liparota riuscì a omaggiare la popolare regina madre, che, come dice la cronaca giornalistica, espresse la sua commozione per l’accoglienza ricevuta e si disse entusiasta della bellezza della nostra isola.

La Regina Madre ha goduto di una vasta popolarità, a Napoli, nel 1889, la sovrana assaggiò un cosciotto di pollo portandolo alla bocca dopo averlo afferrato direttamente con le mani e ne nacque il detto: «Anche la regina Margherita mangia il pollo con le dita», sempre nella città partenopea, le fu dedicata la “Pizza Margherita”, a Siena gli è stato dedicato un panforte, a Stresa i dolci tipici le “Margheritine”. Parchi, giardini, Scuole, navi, Ospedali, Montagne, laghi, cittadine, portano il suo nome. Giosuè Carducci, infine, dedicò alla regina Margherita una delle sue Odi barbare (Alla Regina d'Italia).

Nel 2011 in occasione del 150° dell'Unità d'Italia e del 160° della nascita della Regina e stata realizzata la prima mostra monografica su Margherita di Savoia presso Palazzo Reale di Napoli e Villa Reale di Monza a cura di Elena Fontanella sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana.

 L’episodio della visita della Regina Margherita è narrato nel romanzo di Francesca Maccani “Agata del Vento”.  

Come eravamo, luoghi, cose e personaggi delle Eolie di un tempo (47° puntata: Anni 70 :Via Crucis vivente a Canneto: L'ultima cena)


 

Oggi: Beato Amedeo di Savoia.

Amedeo nacque a Thonon nel 1435, figlio del duca Ludovico I di Savoia e di Anna di Lusignano, e nipote dell'antipapa Felice V. Già da bambino fu promesso a Iolanda, figlia di Carlo VII di Francia. Crebbe diventando un bel ragazzo, purtroppo soggetto a crisi epilettiche, che egli accettò come una correzione all'inevitabile adulazione da parte dei cortigiani di suo padre e come un'opportunità per essere a più stretto contatto con Dio. La Messa quotidiana e la preghiera erano la sua fonte di forza.

Amedeo si sposò nel 1452, e la coppia si ritirò nella relativamente quieta provincia di Brescia, territorio che gli era stato assegnato oltre al governatorato del Piemonte. Questa scelta tuttavia contrariò talmente il fratello Filippo nei suoi confronti che quasi si preparò ad attaccare Amedeo, se loro padre non lo avesse arrestato.

Alla morte del genitore Amedeo fece subito rilasciare il fratello e gli organizzò un matrimonio con Margherita, figlia di Carlo, duca di Borgogna, lasciandogli anche i territori bresciani e conquistandosi così il suo affetto.

Amedeo venne provocato anche dalla famiglia degli Sforza di Milano. Quando il duca Francesco Sforza morì, il figlio Giangaleazzo, che si trovava in Francia, tentò di passare in incognito per la Savoia per tornare in Italia e fu arrestato.

Nonostante Amedeo lo avesse fatto subito rilasciare, fornendogli anche una scorta, Giangaleazzo non si mostrò riconoscente e addirittura arrivò a rompere con insolenza l'alleanza che suo padre aveva stilata con Amedeo. Era chiaro che Giangaleazzo desiderava solo arrivare alle armi, ma Amedeo trovò un'altra soluzione: gli diede in sposa la sorella Bona. Egli intervenne senza esitazioni quando si trattò di difendere il cristianesimo dalla minaccia turca, raccogliendo un esercito per la difesa del Peloponneso. Fu uno dei primi a rispondere all'invito di Pio II perché si tenesse un'assemblea di principi per affrontare il problema e per raccogliere uomini, armi e denaro.

La sua prima preoccupazione, tuttavia, era per i poveri: quando un ambasciatore si vantò delle mute di cani e delle razze differenti che il suo padrone aveva, il duca lo condusse su una terrazza fuori dal palazzo, dove ai tavoli predisposti venivano sfamati i poveri della città: «Queste sono le mie mute e i miei cani da caccia. È con l'aiuto di questa povera gente che inseguo la virtù e vado a caccia del regno dei cieli».

L'ambasciatore gli chiese quanti di loro pensava fossero impostori, approfittatori e ipocriti, e Amedeo rispose: «Non li giudico troppo severamente per non essere giudicato severamente da Dio». Nonostante la grande generosità, non ebbe mai problemi economici e grazie a un'attenta amministrazione riuscì anche a saldare i debiti contratti dai suoi predecessori.

La sua vita era estremamente austera: lontano dal concedersi qualsiasi privilegio nonostante la sua salute delicata, fece credere piuttosto di dovere digiunare per questo motivo. Con l'aumentare della sua debolezza, passò l'amministrazione del ducato alla moglie Iolanda (1469), ma i suoi sudditi si ribellarono ed egli stesso venne imprigionato fino a che il cognato, Luigi XI di Francia, non ottenne il suo rilascio. Quando si rese conto di essere prossimo alla morte affidò i figli alla moglie e pronunciò le ultime raccomandazioni alla presenza loro e dei suoi ministri: «Siate retti. Amate i poveri e Dio vi garantirà la pace».

Morì il 30 marzo 1472 e fu beatificato nel 1677.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Vercelli, beato Amedeo IX, duca di Savoia, che, durante il proprio governo, favorì in ogni modo la pace e sostenne incessantemente con i mezzi materiali e con l’impegno personale le cause dei poveri, delle vedove e degli orfani.