A ZA’ TONUZZA MENÙ DEGUSTAZIONE | 9 LUGLIO 2026
Questi due sposi (Aquila era giudeo originario del Ponto trapiantato a Roma, mentre Prisca detta anche Priscilla era romana) convertiti al cristianesimo, erano molto legati a San Paolo apostolo e furono suoi collaboratori nella diffusione del Vangelo. Erano stati scacciati da Roma da un editto dell'imperatore Claudio che espelleva i giudei, ed erano venuti a stabilirsi a Corinto. Qui Paolo li incontrò al suo arrivo nella città, nel 50: "si stabilì nella loro casa e lavorava"; di mestiere facevano i tessitori di tende. Quando Paolo andò a Efeso, verso l'anno 54, tutti e due lo accompagnarono. Nella loro casa si riunivano i cristiano, come precisa l'Apostolo stesso: "Vi salutano molto nel Signore Aquila e Prisca, con le comunità che si raduna nella loro casa". E sempre loro, a Efeso, completarono l'istruzione cristiana di Apollo . Verso il 57 tornarono a Roma, come attesta ancora Paolo: "Salutate Prisca e Aquila, miei collaboratori in Cristo Gesù". Egli aggiunge, alludendo ad avvenimenti per altro sconosciuti "per salvarmi la vita, essi hanno rischiato la loro testa, ed ad essi non io soltanto sono grato, ma tutte le chiese dei gentili". Verso la fine della sua vita Paolo prega Timoteo di salutare "Prisca e Aquila", i quali si erano recati evidentemente di nuova a Efeso, dove risiedeva Timoteo. Le reliquie di Aquila sono a Roma, dove la tradizione sostiene sia morto; lo hanno rivendicato come patrono i fabbricanti di tele per tende, naturalmente, ma anche gli architetti.
COMUNICATO
Accogliamo con favore la decisione del Presidente del Consiglio comunale Nuccio Russo di integrare l'ordine del giorno della seduta di venerdì prossimo con la discussione sull'emergenza idrica che sta mettendo in ginocchio Lipari e l'intero arcipelago eoliano.
È lo stesso argomento che avevamo chiesto di affrontare già nel precedente Consiglio comunale e che, con un comportamento gravissimo e politicamente irresponsabile, fu di fatto impedito dall'assenza dell'Amministrazione comunale, del dirigente competente e perfino dei consiglieri di maggioranza. Mentre i cittadini restavano senz'acqua, chi aveva il dovere di presentarsi in Aula ha preferito sottrarsi al confronto.
Adesso non ci sono più alibi.
Venerdì il Consiglio comunale dovrà diventare il luogo della verità.
La seduta sarà pubblica e rappresenterà un'importante occasione di confronto democratico. Ognuno potrà ascoltare le risposte dell'Amministrazione e rendersi conto personalmente della gravità della situazione. Noi saremo presenti con domande precise e con la determinazione di dare voce a una comunità intera.
La situazione è ormai insostenibile. Famiglie, anziani, attività commerciali, strutture ricettive e operatori turistici vivono ogni giorno il dramma della mancanza d'acqua, proprio nel pieno della stagione estiva. Migliaia di persone sono costrette a ricorrere alle autobotti, sostenendo ulteriori spese che non dovrebbero gravare sulle loro tasche. È vero che il Comune applica una tariffa agevolata, ma resta un costo che i cittadini sono costretti a pagare esclusivamente a causa dell'incapacità dell'Amministrazione di garantire un servizio pubblico essenziale.
Per questo chiediamo un provvedimento immediato: nei casi in cui il servizio idrico non venga assicurato attraverso la rete comunale, l'acqua distribuita con autobotte deve essere fatturata allo stesso costo dell'acqua erogata tramite acquedotto. Non chiediamo privilegi, chiediamo equità. Del resto, questa misura era già stata adottata dalla precedente Amministrazione per l'isola di Vulcano. Se allora era possibile, perché oggi non dovrebbe esserlo per tutti gli eoliani?
L'emergenza ha ormai superato il livello di guardia. Se questa Amministrazione non è in grado di affrontarla, abbia almeno l'onestà politica di ammetterlo e chieda immediatamente alla Regione Siciliana la nomina di un Commissario straordinario che assuma la gestione dell'intera crisi. Quando è in gioco un diritto fondamentale come l'acqua, l'orgoglio politico deve lasciare spazio al senso di responsabilità.
Fa ancora più riflettere ricordare quanto accadeva negli anni passati. L'attuale assessore ai servizi idrici, Giovanni Iacolino, era tra i più duri accusatori degli amministratori di allora. Gaetano Orto e Marco Giorguanni furono sottoposti a una violenta campagna politica e mediatica e persino rinviati a giudizio per avere richiesto maggiori quantitativi d'acqua nell'interesse della popolazione eoliana. Purtroppo lo stesso Assessore Iacolino non risparmio sciacallaggi per quella vicenda. Quel procedimento si è concluso con l'assoluzione piena, riconoscendo la correttezza del loro operato. Oggi la storia si è ribaltata: chi allora accusava governa, e sotto la sua responsabilità amministrativa le Eolie stanno vivendo una delle più gravi emergenze idriche degli ultimi decenni.
I cittadini non hanno bisogno di scaricabarile, propaganda o ricerca di colpevoli. Hanno bisogno dell'acqua. E l'acqua non può attendere.
I CONSIGLIERI COMUNALI
Gaetano Orto, Lucy Iacono, Raffaele Rifici, Adolfo Sabatini, Cristina Dante, Giorgia Santamaria, Angelo Portelli
Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento
Il Prefetto Renato Profili, a conclusione della cerimonia esprimeva la propria soddisfazione: non è stato fatto nulla di straordinario, ho fatto semplicemente il mio dovere”.
Con l’inaugurazione si completava un lavoro durato quasi due anni, che avevano visto impegnato il responsabile della Protezione Civile del Comune di Lipari nella pianificazione delle elisuperfici, nei sopralluoghi ed in decine e decine di conferenze di servizi presso la Prefettura di Messina.
La domanda di soccorsi rapidi e tempestivi tramite elicotteri era sul tavolo della discussione delle isole Eolie da almeno un decennio, ma sino al 1997 nessuna amministrazione aveva seriamente affrontato l’argomento. La richiesta delle elisuperfici proveniva sia dalla popolazione residente sia dai numerosi piloti delle eliambulanze costretti a non poter operare in sicurezza il soccorso sanitario. Gli elicotteri sino a quel momento erano costretti ad atterrare in aree non idonee, quali campi sportivi, strutture portuali, prive, il più delle volte, di un adeguato impianto di illuminazione.
I lavori sono stati eseguiti, in economia, dal Genio Campale di Bari – Palermo con una spesa complessiva di circa tre miliardi e mezzo di vecchie lire rispetto ai cinque miliardi inizialmente impegnati dall’Assessorato alla Sanità della Regione Siciliana, il primo caso, forse in Sicilia, in cui le somme sono state restituite alla Regione Sicilia.
Il grande rapporto di collaborazione tra il Prefetto Profili e l’amministrazione comunale di Lipari trovò il suo epilogo il 25 marzo 2000, con il conferimento della cittadinanza onoraria. “Per avere con il suo impegno, con disponibilità e sensibilità, contribuito a risolvere i numerosi e gravi problemi del Comune di Lipari e delle Eolie in generale”, si legge nella deliberazione del consiglio comunale.
Il dottor Profili, sottolineando di essere sensibilmente emozionato e profondamente onorato per il riconoscimento, affermava: “non ho fatto nulla di eccezionale, ho solo assolto il compiuto di un prefetto, cioè stare dietro le amministrazioni per sostenerle nelle loro iniziative”.
L’amministrazione Giorgianni ha deliberato nel corso del 2013 l’intestazione dell’elisuperficie di Lipari alla memoria del Prefetto Renato Profili.
A distanza di quasi 27 anni dalla programmazione e dalla realizzazione delle elisuperfici, numerosi sono stati i tentativi da parte delle successive amministrazioni di realizzare delle elisuperfici per uso commerciale ma, ancora alla data odierna, nessuna seria pianificazione è stata posta in essere in questa direzione.
Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento
Niccolò di Bocassio nacque probabilmente nel 1240 a Treviso da una famiglia assai modesta; ma lo zio, prete presso la chiesa di S. Andrea della città natale, può aver influenzato le sue scelte successive. Pare sia entrato nel 1257 nell'Ordine domenicano, dove acquisì la normale cultura dei membri dell'Ordine, completando poi gli studi teologici e divenendo lector, cioè insegnante di teologia, nelle scuole conventuali di Venezia e Genova, senza per questo interrompere i suoi legami con la sua città (come è provato dalla sua menzione in testamenti trevigiani di quegli anni). Della sua attività di insegnante è sopravvissuto solo un Commento al Vangelo di Matteo, pubblicato nel 1603.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in accoglimento delle difese svolte dall’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, difeso dall’Avvocatura dello Stato di Palermo e della ditta Ormeggio Eolie di Alessi Marco, difesa dall’avvocato Giuseppe Cincotta, ribaltando sul piano cautelare le precedenti sentenze del TAR Sicilia Catania, ha accolto la sospensiva al fine di “… poter consentire alla ditta Ormeggio Eolie di Alessi Marco lo svolgimento della sua attività poiché: a) la predetta ditta ha manifestato la volontà di voler operare mediante la realizzazione soltanto di un campo boe e non anche di un pontile galleggiante e di un basamento in calcestruzzo sull’arenile; b) con ordinanza n. 23 del 3.04.2026, il Comune di Lipari .… ha dichiarato non idonee alla balneazione ai sensi dell’art. 5 del D.lgs 116/08 le zone ritenute non idonee per la stagione 2026, includendovi anche quelle in questione ossia il tratto di mare di Porto delle Genti”.Al fianco della madrina dell'evento, Maria Grazia Cucinotta, la showgirl Alessia Mancini e Aurora Quattrocchi, trionfatrice ai David di Donatello. Presenti anche Cristian Medda e Luciano Lembo.
Buon compleanno a Antonino Giardina, Mario Trimboli, Agostino Portelli, Maria Giuffrè, Cristina Paterniti Barbaro, Giulia Parisse, Lucrezia Galletta, Margherita Cacace, Martina Cincotta, Ester Amendola
Al lavoro tecnici Comune Lipari. Protesta dei residenti
Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento
Il 16 ottobre 1890 a Corinaldo la terzogenita Maria veniva a rallegrare con i suoi vagiti la povera e laboriosa famiglia dei coniugi Goretti.Ebbe una buona e cristiana educazione dai genitori esemplari. Divenuta orfana di padre ancora in tenera età, aiutò la mamma, fu custode vigile dei fratellini, contribuì alla loro educazione cristiana, si applicò a sbrigare la maggior parte delle faccende domestiche, affinché la mamma potesse dedicarsi al lavoro per guadagnare il pane.
Prendeva tutto con rassegnazione e con filiale abbandono nel Signore.
Il 16 giugno 1901 Mar:letta, con una gioia indescrivibile, si accostò per la prima volta alla Mensa dell'Agnello Immacolato. A soli dodici anni, per il precoce sviluppo, era divenuta una giovanetta che si distingueva per la sua semplicità e per una purezza angelica. Coi Goretti coabitava un giovane, Alessandro Serenelli. Costui, divenuto orfano di madre quando ne aveva maggiormente bisogno, era di carattere chiuso, solitario. Il vizio dell'impurità, fomentato dalla lettura di stampe pornografiche, aveva guastato il suo cuore. Per due volte ebbe l'ardire di tentare Marietta. La fanciulla si rifiutò energicamente, anzi racchiudendosi in un'amara angoscia, pregò sempre di più Gesù affinché le desse la forza di combattere e di vincere. Ma, mentre la giovanetta confidava nell'aiuto divino, Alessandro macchinava un orrendo delitto, se, non fosse riuscito nel suo intento.
Il 5 luglio 1902 nell'aia adiacente al caseggiato, il lavoro agricolo ferveva come sempre. Alessandro montò su un carro; era serio e preoccupato: ad un certo punto con un pretesto qualsiasi lasciò la guida del carro a mamma Assunta, salì in fretta le scale ed entrò in casa; sul pianerottolo Marietta stava rammendando una camicia; passati alcuni istanti, riapparve sull'uscio e fissatala con occhio infuocato le intimò: « Maria, vieni dentro ».
Marietta non si mosse; il suo cuore innocente presagiva e tremava. Alessandro allora, invaso da satanico furore, la prese per un braccio e trascinatala brutalmente dentro, chiuse la porta con un calcio. La giovanetta si trasformò in lottatrice coraggiosa e intrepida. Al seduttore gridò: « No! No! Dio non vuole!... Che fai Alessandro?... Non mi toccare, è peccato; tu vai all'inferno! ». A nulla valsero queste sante parole, anzi la passione si tramutò in odio, e impugnato un coltello la trapassò quattordici volte, lasciando a terra la martire tramortita. L'ultimo grido della martire fece accorrere i vicini. Quale lo strazio di mamma Assunta nel vedere la sua Marietta così ridotta! Vane furono le cure dei medici: ormai le rimanevano poche ore di vita.
Non un lamento uscì dalle labbra della santa martire nelle lunghe venti ore di agonia, ma solo preghiere, e negli ultimi istanti di vita anche parole di perdono per il suo uccisore: « Sì, lo perdono; lo Perdono di cuore e spero che anche Dio lo perdoni, perché lo voglio con me in Paradiso ».
PRATICA. — Chi ama veramente la purezza rinuncia a tutto, anche alla vita.
PREGHIERA. — Ascoltaci, o Dio nostro Salvatore, e fa' che impariamo ad imitare S. Maria Goretti, tua vergine e martire, nelle molte tentazioni di questa misera vita, per poi conseguire l'eterna beatitudine in Cielo.
Lunedì 6 luglio, il Responsabile Unico del Procedimento (RUP) o un suo delegato potrebbero raggiungere Filicudi per dare esecuzione al decreto di occupazione temporanea del terreno destinato al nuovo impianto di dissalazione.
Il Comitato spontaneo di Filicudi ribadisce di non essere contrario alla realizzazione del dissalatore. L’acqua è una risorsa essenziale e l’isola ha bisogno di soluzioni efficaci e durature. L’obiettivo del Comitato è esclusivamente quello di preservare il valore ambientale, paesaggistico e archeologico dell’isola, individuando soluzioni che sappiano coniugare la tutela del territorio con le esigenze della comunità. Ciò che viene contestato è il metodo con cui è stata individuata la localizzazione dell’impianto: una scelta assunta senza un reale confronto con la popolazione e senza che siano mai stati resi pubblici gli studi e le valutazioni che l’hanno motivata.
In questi mesi residenti, proprietari e associazioni hanno chiesto ripetutamente incontri pubblici con l’Amministrazione comunale. Richieste rimaste senza risposta.
Il decreto notificato ai proprietari il 22 giugno dispone l’occupazione temporanea del terreno, motivandola con il carattere di particolare urgenza dell’intervento. Ma l’urgenza, secondo il Comitato, non può sostituire un’adeguata istruttoria.
Un provvedimento di pubblica utilità che comporta l’occupazione di un’area privata dovrebbe essere preceduto da una valutazione comparativa dei possibili siti alternativi. La giurisprudenza amministrativa ha più volte affermato che, quando esistono più localizzazioni possibili, la Pubblica Amministrazione è tenuta a motivare la scelta, dimostrando che rappresenta la soluzione più idonea, necessaria e proporzionata rispetto all’interesse pubblico perseguito.
Il Comitato si chiede quindi se tale valutazione comparativa sia stata realmente effettuata e, in caso affermativo, perché non sia mai stata resa pubblica né illustrata alla comunità.
Ad oggi il Comitato spontaneo ha raccolto oltre cento adesioni tra residenti, proprietari e amici dell’isola.
Nei prossimi giorni sarà lanciata una petizione, diffusa attraverso i social network e altri canali informativi, rivolta ai cittadini italiani e a tutti coloro che, in Italia e nel mondo, amano Filicudi e ritengono che un patrimonio naturale, paesaggistico e culturale di valore internazionale debba essere tutelato attraverso processi trasparenti, partecipati e rispettosi delle comunità locali.
Filicudi non chiede privilegi.
Difendere Filicudi significa difendere un principio che riguarda tutti: il diritto delle comunità a partecipare alle scelte che segnano il loro futuro
Buon compleanno a Giuseppe Manti, Maria Concetta Cracolici, Patrizia Russo, Antonio Pellegrino, Lucia Gugliotta, Giovanni Gugliotta, Alberto Russo, Ylenia Pittorino, Cristina Giovenco