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mercoledì 17 giugno 2026

Con "Tienimi presente" al via venerdì la VII edizione di Racconti d’estate

Quando torni a casa e non è davvero casa. Quando vai via e non è davvero altrove. Quando sei un regista deluso dal mondo del cinema, e decidi di fare marcia indietro dalla Capitale e tornare nella tua città natale.

Alberto scrive il suo diario dentro il film un po’ Nanni Moretti e un po’ Massimo Troisi o, anche, “l’isola di Arturo” che mentre sono là, vorrebbero trovarsi qua, e appena tornati qua, subito hanno voglia di scappar via.


Ma il problema non è essere giovani, o essere del Sud, o essere precari. Il problema è non essere mai esattamente da nessuna parte. Alberto Palmiero, però, dice a sé stesso “non perderti” ... e sarà presente alla VII edizione di Racconti d’estate. Tenetelo presente!

L'Ansa del direttore Sarpi: Dissalatori nelle Eolie, Italia nostra chiede accesso agli atti ma Comune di Lipari emette decreti per occupazione e l’immissione in possesso delle aree

LIPARI, Giugno 17 ANSA - Italia nostra Sicilia accende i riflettori sui progetti dei quattro dissalatori nelle isole di Filicudi, Panarea, Stromboli e Alicudi, finanziati con fondi del Pnrr. Con una richiesta di accesso agli atti indirizzata al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, al Comune di Lipari e a tutti gli enti competenti, l’associazione ha chiesto di poter esaminare l’intera documentazione tecnica, ambientale e autorizzativa relativa agli interventi.

Il documento è stato sottoscritto dal presidente nazionale Edoardo Croci e dalla presidente regionale Nella Tranchina. “Non siamo contrari alla dissalazione – precisa Italia Nostra – e riconosciamo l’esigenza di assicurare adeguate risorse idriche alle comunità delle isole minori. Riteniamo però indispensabile verificare che opere di tale portata siano realmente compatibili con il patrimonio ambientale, paesaggistico, archeologico e culturale delle Eolie, riconosciute dall’Unesco come Patrimonio mondiale dell’umanità”.

Nel frattempo, il Comune di Lipari va avanti e con i decreti del dirigente del III settore, Mirko Ficarra, è stata autorizzata l’occupazione anticipata d’urgenza e l’immissione in possesso delle aree site a Filicudi, Alicudi e Panarea dove è stato previsto di realizzare le infrastrutture. Nessun decreto, al momento, per Stromboli. (ANSA)

Pontile aliscafi di Vulcano: Prove tecniche d'approdo in corso (foto e video)




 

Tanti auguri di...

Buon compleanno a Nuccio Bonarrigo, Patrizia Castelli, Luigi Del Pozzo, Nino Terrano, Melania Lo Schiavo, Antonella Mondello, Alessandra Andaloro

Eolienews ricorda Amedeo Romagnoli

 


La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

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Posidonia oceanica: il paradosso dei fondi europei. Finanziata la tutela, ma autorizzato lo sradicamento alle Isole Eolie?

 

COMUNICATO STAMPA


La Posidonia oceanica è una pianta acquatica: forma delle praterie sottomarine che purificano l’acqua e la rendono cristallina, nutrono organismi animali e vegetali, nonché proteggono la costa dall’erosione. La prateria di Posidonia è il massimo livello di sviluppo e complessità dell’ecosistema del Mediterraneo.


Il Comune di Lipari ha recentemente chiesto autorizzazione alla Regione Siciliana di modificare il progetto originale dei quattro dissalatori previsti per Alicudi, Filicudi, Panarea e Stromboli. La nuova proposta consiste nell’operazione di “espianto e trapianto” della Posidonia oceanica per consentire la posa delle condotte sottomarine dei nuovi impianti. Per limitare i danni all’ecosistema, la Regione aveva già vietato qualsiasi scavo o dragaggio che potesse danneggiare la prateria di Posidonia. Le prescrizioni disponevano infatti che l’attraversamento della prateria avvenisse senza toccare il fondale, mediante Trivellazione Orizzontale Controllata (TOC) sotterranea oppure posando la condotta al di fuori dell’area protetta. L’unica motivazione indicata a sostegno di tale modifica del progetto è il risparmio economico, a fronte però di una operazione di “espianto e trapianto” che è molto rischiosa per una pianta marina il cui tasso di crescita lineare dei rizomi è stimato in appena 100-1000 cm per secolo. Un cortocircuito economico e ambientale che si sta consumando alle spalle dei contribuenti e del nostro ecosistema marino.


Infatti, i progetti di realizzazione dei quattro dissalatori dovrebbero essere finanziati con i fondi del PNRR, le cui deroghe evidentemente permettono di scavalcare sia le leggi nazionali che la logica comune. La gestione dei fondi europei, troppo spesso percepiti come regali piovuti dall’alto, sono in realtà il frutto diretto del lavoro dei cittadini, alimentato dalle tasse che ognuno versa annualmente. Il paradosso strutturale a cui si assiste rasenta quindi l’assurdo. Da un lato, ingenti risorse pubbliche vengono stanziate e spese per la piantumazione e il ripristino della Posidonia oceanica, polmone verde dei nostri mari e baluardo contro l’erosione costiera. Dall’altro lato, in perfetta e schizofrenica contraddizione, altrettanto denaro pubblico viene impiegato per estirpare i medesimi banchi di Posidonia, sacrificati sull’altare di presunte opere di “pubblica utilità”. Viene spontaneo chiedersi quale utilità possa esserci nel distruggere un ecosistema protetto nell’area di addirittura quattro isole, per imporre progetti calati dall’alto, privi del consenso delle comunità locali e privi di una reale lungimiranza strategica. Una gestione che non si può che definire scellerata: i cittadini pagano due volte, prima per finanziare la devastazione e poi per ripristinarla. Utilizzare il denaro dei contribuenti per finanziare un’opera e, contemporaneamente, il suo esatto contrario, è un insulto alla logica economica e alla sensibilità ambientale.


Se la maggior parte della comunità è in disaccordo e protesta in ogni modo, una scelta può ancora ritenersi “pubblica”? Chi stabilisce cos’è di pubblica utilità?

Sarebbe doverosa quindi un’immediata inversione di rotta e un controllo rigoroso sulla coerenza dei finanziamenti pubblici. La transizione ecologica non può essere solo uno slogan dietro al quale nascondere lo scempio dei nostri mari, specialmente quando a pagarlo sono proprio gli stessi cittadini che vorrebbero proteggerli.

Movimento contro il Dissalatore sulla Spiaggia di Filicudi (MoDiSFi)

Eolienews ricorda Franchino Monteleone

 


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Oggi, 17 giugno: San Ranieri di Pisa


Ricco mercante, in grado di leggere il latino, entrò in relazione con una asceta di Pisa, si convertì e decise di abbandonare la vita mondana.
La vita di Ranieri ebbe una profonda trasformazione negli anni della giovinezza, nel 1140 andò in pellegrinaggio in Terra Santa, dove visse per tredici anni divenendo eremita. 
Nel 1153 ritornò a Pisa, preceduto da una fama di santità. Dopo un soggiorno di un anno presso il monastero di Sant'Andrea in Kinzica, si installò a San Vito, dove rimase sino alla morte. Si dedicò all'apostolato e alla predicazione. Il corpo venne sepolto in una cappella della cattedrale di Pisa. 
Il culto ebbe una grande fortuna a livello locale, e a partire dal XIII secolo divenne patrono della città. Ogni anno viene ricordato con una caratteristica luminara, secondo una tradizione che per alcuni avrebbe origine nell'anno stesso della morte del santo.
Non è provato che sia stato canonizzato da Alessandro III, ma il culto liturgico fu approvato nel XVII secolo e compare nel Martirologio romano. La sua vita scritta subito dopo la sua scomparsa dal canonico pisano Benincasa, che era stato suo confidente e consigliere.
Molte sono le leggende su Ranieri e vivono non solo legate alle sue gesta da vivo. Da tempo immemore i pisani si tramandano la tradizione riguardante una burrasca di san Ranieri, secondo la quale ogni anno il santo metterebbe alla prova i propri concittadini scatenando la pioggia sulle loro teste

Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie


 

martedì 16 giugno 2026

Sanità: Il calvario di tre giorni di un eoliano fragile e i rimpalli di responsabilità

Riceviamo e pubblichiamo questo documento inviato 

 Alla Direzione Generale dell'ASP di Messina

Alla Direzione Sanitaria dell'Ospedale di Lipari


Scrivo queste righe come figlia di un uomo che negli ultimi quattro giorni ha vissuto un percorso che mi lascia profondamente amareggiata e preoccupata per il funzionamento del sistema sanitario a cui siamo costretti a sottostare.

Sabato sera mio padre è caduto da un'altezza di circa due metri. È un uomo di 76 anni, diabetico e portatore di diverse patologie. Trasportato autonomamente all'ospedale di Lipari, è stato sottoposto agli accertamenti necessari, tra cui tac ed esami radiologici, che hanno evidenziato la brutta frattura di una vertebra .

I medici presenti hanno prontamente svolto il loro compito, attivando i contatti con le strutture della provincia in grado di gestire il caso, considerato che a Lipari non è presente un reparto di neurochirurgia.

La documentazione clinica è stata inviata inizialmente all'Ospedale Papardo di Messina e da quanto ci è stato comunicato, il quadro richiedeva da subito un intervento chirurgico. Tuttavia, il trasferimento presso la struttura messinese non è avvenuto prontamente per indisponibilità di posti letto e per la saturazione del reparto.

Successivamente è stato contattato anche il Policlinico di Messina ed anche in questo caso ci è stata comunicata l'indisponibilità di posti presso il reparto competente. Nel frattempo sono trascorsi  3 giorni. Giorni durante i quali un uomo anziano è rimasto immobilizzato sul lettino di un pronto soccorso, in attesa di una collocazione adeguata.

A rendere ancora più frustrante questa vicenda è stata la sensazione, se non quasi certezza, di assistere ad un rimpallo di responsabilità tra due strutture che avrebbero dovuto collaborare per garantire una tempestiva presa in carico del paziente.

Durante questi tre giorni, a noi familiari è stato più volte riferito che la difficoltà principale legata al mancato trasferimento sarebbe stata una diatriba tra l'Ospedale Papardo e il Policlinico di Messina. In particolare ci è stato spiegato che il Policlinico avrebbe valutato la possibilità di prendere in carico mio padre, ma solo e soltanto a seguito di indicazioni o addirittura "autorizzazioni" da parte della struttura che aveva già seguito mio padre negli anni precedenti, per altre patologie, ovvero l'Ospedale Papardo.


Purtroppo non siamo nelle condizioni di verificare autonomamente se queste informazioni siano fondate, ma possiamo affermare con certezza che per giorni abbiamo assistito a una situazione di stallo, fatta di comunicazioni difficili, telefonate senza risposte e continui rinvii che hanno inevitabilmente prolungato i tempi di trasferimento.

Nel tentativo disperato di trovare una soluzione siamo arrivati persino a coinvolgere figure di riferimento della sanita' provinciale, nella speranza di sbloccare una situazione che appariva costantemente ferma. Ma nonostante l'interessamento di diverse persone, il problema non è stato risolto nell'immediatezza.

Soltanto oggi, grazie all'impegno del Medico di turno che ha provato a cercare una soluzione oltre i confini della provincia, è stato possibile trovare un posto presso l'Ospedale Cannizzaro di Catania, dove è stato trasferito in elisoccorso qualche ora fa, dopo giorni di attesa che avrebbero potuto essere evitati con un sistema più efficiente e coordinato.

Ci tengo a precisare che questa lettera non vuole essere un attacco ai medici e agli operatori sanitari del pronto soccorso di Lipari, al contrario desideriamo ringraziare chi si è impegnato concretamente nella ricerca di una soluzione.

Se c'è un aspetto che più di ogni altro ci lascia indignati, non è nemmeno quello della mancanza di un posto letto immediatamente disponibile, perché comprendiamo che la Sanità debba confrontarsi ogni giorno con emergenze anche più gravi. Quello che non riusciamo ad accettare è il continuo rimpallo a cui abbiamo dovuto assistere tra strutture che avrebbero dovuto collaborare per garantire la migliore assistenza possibile ad un paziente fragile.

Per tre giorni abbiamo avuto la sensazione che nostro padre fosse diventato un caso da discutere anziché una persona da curare, lasciata lì ad aspettare mentre si cercava di capire chi dovesse prendersene carico.

Quando una famiglia arriva a pensare di dover coinvolgere addirittura le forze dell'ordine per ottenere risposte sul percorso di cura di un proprio caro, forse è l'ennesimo segnale che qualcosa nel sistema non stia funzionando come dovrebbe.

Con amarezza ma anche con la speranza che qualcosa possa cambiare.

Nota del direttore di Eolienews - La lettera è firmata ma non pubblichiamo il nome a tutela della privacy del nostro concittadino

Centomila euro per i festeggiamenti per San Bartolo (21/24 agosto 2026). Comune pubblica avviso per selezione operatore economico specializzato

 Per visualizzare l'Avviso pubblico integrale cliccare su questo
link https://www.comune.lipari.me.it/halley//ht/e1058/TMPJ027544.pdf

Ospedale di Lipari, pressing sull'Asp per garantire l'assistenza oncologica. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 16 giugno 2026


 

"Tenere la linea": un evento dedicato alla memoria di Luca Spoletini

A dieci anni dalla sua prematura scomparsa, il Dipartimento della Protezione Civile ricorda Luca Spoletini, a capo dell'ufficio stampa dal 2001 al 2010, con un'iniziativa dedicata alla sua eredità umana e professionale.

L’evento - a cui parteciperanno il Capo Dipartimento Fabio Ciciliano e il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini - sarà inoltre occasione per presentare il “Premio Luca Spoletini - Tenere la linea” destinato a valorizzare e premiare le migliori tesi dedicate alla comunicazione dell'emergenza e del rischio.

Luca Spoletini ha rappresentato un importante punto di riferimento per l'intero Servizio Nazionale della Protezione Civile. Con competenza, umanità, equilibrio e dedizione al servizio pubblico, ha contribuito a costruire un modello di comunicazione istituzionale fondato sulla credibilità, sulla trasparenza e sulla tempestività dell'informazione, anche nelle situazioni più complesse. Attraverso le testimonianze di giornalisti che hanno collaborato con lui durante le principali emergenze in Italia e all'estero, saranno ricordati il suo approccio professionale, la capacità di coordinamento dell'informazione e il suo contributo nel raccontare al pubblico il funzionamento e le attività del Servizio nazionale di protezione civile. Interverranno Luciano Del Castillo, Filippo Gaudenzi e Grazia Graziadei, Matteo Guidelli, Antonio Maria Mira e Marco Ventura.

L'iniziativa, intitolata "Tenere la linea", si terrà giovedì 18 giugno, alle ore 11.30 nell'Auditorium "Elio Di Cicco", in via Vitorchiano 2, a Roma.


Le Eolie scaldano i motori. Sarà un'estate da boom?. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 16 giugno 2026


 

La motovedetta CP 332 dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Lipari rientra dalla missione operativa in Albania

È rientrata nel primo pomeriggio di domenica 14 giugno nel porto di Lipari la motovedetta CP 332, unità navale SAR (Search and Rescue) assegnata all’Ufficio Circondariale Marittimo, al termine di un’intensa attività operativa di oltre un mese in acque territoriali albanesi. 
La M/V CP 332, con a bordo un equipaggio composto da otto militari della Guardia Costiera di Lipari e due militari abilitati rescue swimmer, al comando del 1° M.llo Np LENTI Ivano, ha preso parte all’operazione “J.O. Albania 2026” sotto l’egida dell’Agenzia europea FRONTEX. 
Nel corso della missione, l’unità navale ha percorso oltre 2520 miglia nautiche ed ha effettuato 190 ore di pattugliamento nel Mar Adriatico, sia in contesti diurni che notturni, nella quasi totalità in condizioni meteo marine particolarmente avverse. 
Partita lo scorso 10 maggio con destinazione il porto di Durazzo, la motovedetta ha garantito costante vigilanza e collaborazione con l’Autorità Marittima locale, svolgendo attività fondamentali di pattugliamento e vigilanza dell’intero litorale albanese. 
Ad accogliere l’equipaggio al rientro dalla delicata missione, erano presenti il Capo del Compartimento Marittimo di Milazzo – Capitano di Fregata Alessandro SARRO - e il Capo del Circondario Marittimo di Lipari - Tenente di Vascello (CP) Gianmaria ARANGIO -, i quali hanno espresso la propria gratitudine ed orgoglio per il prezioso lavoro svolto, sottolineando l’importanza della missione e la professionalità dimostrata da tutto il personale durante l’operazione internazionale. 
Un rientro che celebra il valore e il coraggio di uomini e donne impegnati quotidianamente a salvaguardare la vita in mare e a rappresentare, anche oltre i confini nazionali, l’impegno umanitario e operativo della Guardia Costiera italiana.

Dissalatori alle Eolie, Comune di Lipari chiede espianto e trapianto Posidonia. L'Ansa del direttore Sarpi


LIPARI, Giugno 16 ANSA - Il Comune di Lipari ha chiesto l'autorizzazione alla Regione Siciliana di modificare il progetto originale dei quattro dissalatori previsti per Alicudi, Filicudi, Panarea e Stromboli, finanziati con i fondi del Pnrr.

La nuova proposta consiste nell’operazione di 'espianto e trapianto' della Posidonia oceanica per consentire la posa delle condotte sottomarine dei nuovi impianti.

Per limitare i danni all’ecosistema, la Regione aveva già vietato qualsiasi scavo o dragaggio che potesse danneggiare la prateria di Posidonia. Non si è fatta attendere la reazione del Movimento contro il dissalatore sulla spiaggia di Filicudi, che in una nota sottolinea: “Il paradosso strutturale a cui si assiste rasenta l’assurdo. Da un lato, ingenti risorse pubbliche vengono stanziate e spese per la piantumazione e il ripristino della Posidonia oceanica, polmone verde dei nostri mari e baluardo contro l’erosione costiera. Dall’altro lato, in perfetta e schizofrenica contraddizione, altrettanto denaro pubblico viene impiegato per estirpare i medesimi banchi di Posidonia, sacrificati sull’altare di presunte opere di pubblica utilità". (ANSA)

Tanti auguri di...

Buon compleanno a Gabriele Murabito, Simona Zaia, Katia Merlino, Tindara Cincotta, Nour Samidi, Gianna Sidoti, Nancy Natoli, Alessio Profilio, Sonia Polis, Elisa Favaloro

A proposito di menopausa (di Alfredo Biancheri, medico)

In Italia la terapia ormonale sostitutiva( TSO)in menopausa nell’età compresa dai 50 ai 65 anni, è utilizzata soltanto dal 5% delle donne. E questo perché, questa terapia, è stata additata come responsabile del rischio di timori e di malattie cardiovascolari. Per certa letteratura la TSO serviva soltanto a lenire i disturbi della menopausa: vampate di calore, insonnia, alterazione dell’umore, secchezza vaginale e calo della libido. Dati i rischi , già detti, la posta, non valeva la candela. Oggi è cambiato l’approccio culturale. La terapia ormonale sostitutiva è una terapia preventiva che contribuisce alla protezione delle ossa contro l’Osteoporosi, ed alla protezione dell’apparato cardiovascolare contro l’ipertensione e la perdita della massa muscolare. Per non parlare poi di una migliore qualità di vita sociale e personale. La menopausa, pertanto, oggi non deve essere più affrontata come una gestione dei sintomi, ma come prevenzione e salute a lungo termine.

Eolienews ricorda Febronia Luca

 


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Le Eolie nelle stampe d' epoca (89° Puntata) : Piscità (Stromboli)

 

E' deceduta Anna Recupero ved. Lo Surdo

Le onoranze funebri sono a cura della ditta ALFA&OMEGA di Lipari
Alla famiglia le condoglianze di Eolienews

Oggi, 16 giugno: Santi Quirico e Giulitta

Quirico e Giulitta, furono martiri del IV secolo un piccolo bambino, di circa tre anni, e sua madre, una matrona di stirpe regale, di Iconio (Konya) in Licaonia, regione centrale dell'attuale Turchia.

Allo scoppio violento della persecuzione di Diocleziano di diffondeva la caccia ai cristiani, voluta dal governatore Domiziano, Giulitta, rimasta vedova e pensando verosimilmente alla salvezza del suo bambino più che a sè stessa, lasciò la sua città e i suoi averi, per scendere insieme con due ancelle verso Seleucia, nell'Isauria.

Anche qui, il governatore romano, Alessandro, mostrava di eseguire, con ferocia gli ordini di persecuzione degli editti imperiali. Giulitta ritenne quindi prudente proseguire per Tarso, nella Cilicia. Ma subito la condotta e gli atteggiamenti di Giulitta furono notati e presto e venne così denunciata come cristiana.

Proprio in quegli stessi giorni il governatore dell'Isauria, Alessandro, aveva ricevuto l'incarico speciale di recarsi a Tarso, per fare eseguire anche colà gli editti imperiali per cause sconosciute.

Giulitta, la cui reputazione era già nota ad Alessandro, venne per suo ordine raggiunta e tratta in arresto. Ella, non volendo separarsi dal suo bambino, si lasciò tradurre davanti all'implacabile governatore, tenendosi in braccio il piccolo Quirico. Alla vista dei gendarmi le ancelle se ne fuggirono spaventate osservando da lontano la sorte della povera Giuditta.

Alessandro interrogò a lungo la donna ma ne ottiene una sola risposta: 'Io sono cristiana'. Le venne così imposto di sacrificare agli Dei ma Giulitta si rifiuta. Alessandro ne fu talmente irritato, che, le fece strappar dalle braccia il figliuolo e la mise alla tortura.

Narra la tradizione che il tenero Quirico, sentendo la madre che in mezzo ai tormenti gridava 'Io sono cristiana', ripeteva anch'egli: 'Io sono cristiano'.

Nel frattempo, il governatore Alessandro, fatto togliere il fanciullo alla madre, lo teneva sulle sue ginocchia. Ma, per quanti sforzi facesse il governatore per distogliere gli occhi del fanciullo dal guardar la madre, il piccolo continuava a tenere gli occhi rivolti verso di lei ed a gridare 'Io sono cristiano'.

Alessandro, attratto anche dall'avvenenza del fanciullo, gli faceva carezze e se lo accostò per baciarlo; ma il fanciullo lo respingeva ripetutamente e assecondando i movimenti naturali e propri della sua età, si sforzava di sottrarglisi.

Finché il preside, adirato e fuori di sé, per un impeto di brutalità, prese per un piede il piccolo Quirico, e, dall'alto della gradinata marmorea su cui stava il suo seggio, lo scagliò furente al suolo, dinanzi agli occhi della madre.

Urtando sui gradini del tribunale, la vittima innocente si sfracellò il capo, e tutto il pavimento all'intorno fu bagnato del suo sangue. La madre, Giulitta, pure impietrita dal dolore, davanti al frutto del suo amore sfracellato per terra sui gradini dello spietato governatore, ferma nella fede e resa per grazia divina superiore, riuscì, davanti a quello straziante e raccapricciante spettacolo, a ringraziare tra le lacrime il Signore per aver preso l'anima del figlio nella gloria del Paradiso.

Poi anch'essa, scorticata e coperta di pece bollente, fu condannata alla decapitazione e il suo corpo fu gettato fuori città con quello del suo figliolo.

L'indomani le due ancelle, rilevarono i due corpi durante la notte e li seppellirono. Quando, con l'impero di Costantino, giunse anche per i Cristiani la pace e la sicurezza, una delle ancelle, che era sopravvissuta, poté indicare ai fedeli di Tarso il luogo dove erano state raccolte le spoglie del piccolo Quirico e di Giulitta ed ebbe così inizio, con l'affermarsi della popolarità della loro storia, la tenera devozione per i due Santi Martiri.

Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie


 

lunedì 15 giugno 2026

Riflessioni...di Francesco Coscione

Riceviamo e pubblichiamo: 
Ho trascorso una settimana a Padova per fare visita alla famiglia di mia figlia e, durante il viaggio di ritorno, mi è sorta spontanea una riflessione: cosa abbiamo noi in Sicilia, e in particolare a Lipari, in meno rispetto al ricco Nord-Est? È doveroso specificare che anche da quelle parti la situazione non è più splendida come qualche decennio fa. I populisti liquidano la questione sostenendo che sia tutta colpa dei migranti, colpevoli di rendere le città invivibili e di evadere le tasse, ma non è di questo che desidero parlare. Non mi dilungherò sulle singole differenze strutturali, che mi sembrano ovvie, ma vorrei soffermarmi su alcuni punti specifici.

Perché un cittadino siciliano deve subire il razionamento dell'acqua? I tetti delle nostre città sono costellati di serbatoi per creare riserve artificiali e a Lipari, nelle zone alte, l'acqua viene erogata ogni due settimane: se questo non si chiama razionamento, non saprei come definirlo (vedremo con la nuova condotta ma ci credo poco...). E ancora: perché tappare alla bell'e meglio le buche stradali deve essere celebrato come un evento straordinario? Perché le opere pubbliche diventano sempre un pretesto per dire: "quelli di prima non hanno fatto nulla, noi invece..."?

Perché in questo Paese l'essere furbi è diventato un vanto sociale? Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti: passare con il semaforo rosso; procedere in controsenso con biciclette, monopattini, scooter e auto; parcheggiare negli stalli riservati ai disabili o sulle strisce pedonali; bloccarsi in mezzo alla strada per chiacchierare o giustificarsi dicendo "io sto lavorando". E perché alcune imprese che appaltano lavori pubblici si sentono autorizzate a fare ciò che vogliono, nel silenzio totale di chi dovrebbe controllare?

Si potrebbe continuare per pagine intere. Ma oltre alla furbizia c'è un malessere più profondo, spesso mascherato ma che traspare continuamente: siamo tutti profondamente arrabbiati. Con chi, non lo sappiamo nemmeno noi. Basta una parola di troppo per scatenare insulti. Qualche giorno fa, presso uno stop (sì, esistono anche a Lipari, anche se sono sbiaditi o sistematicamente ignorati), un'auto ha tamponato quella che la precedeva. Un danno da nulla, eppure il "tamponatore" non è nemmeno sceso dal mezzo per scusarsi; anzi, si è mostrato infastidito dal fatto che il conducente davanti, con estrema educazione, gli avesse fatto notare il contatto.

Corriamo tutti come forsennati, ma per andare dove? Per fare cosa? Nei centri abitati il limite è di 30 km/h, fuori è di 50 km/h. Sfrecciando a 80 o 100 km/h, quanto denaro si guadagna in più a fine giornata? E quel pugno di monete vale forse la vita di un pedone o di un ciclista? Spesso vedo turisti stranieri che inseriscono Lipari come tappa del loro viaggio in moto: indossano caschi di ottima qualità, abbigliamento tecnico adeguato e mantengono una velocità moderata. Qui, invece, il casco si indossa spesso solo per evitare le multe, riducendosi a mini "scolapasta" del tutto inutili, con la solita scusa: "qui fa caldo, io non lo sopporto".

Finiamola di riempirci la bocca con la formula della "grande civiltà eoliana": è scomparsa, non se ne trova traccia. La civiltà eoliana è finita nei cassonetti dell'immondizia. Un paio di settimane fa, due turiste polacche mi hanno chiesto indicazioni per raggiungere Lipari da Quattrocchi a piedi, percorrendo un sentiero. Ho risposto che ormai i sentieri sono quasi del tutto cancellati dall'incuria. Una di loro mi ha guardato e ha detto: "Lipari è meravigliosa, ma è un luogo abbandonato e c'è troppa spazzatura!".

In questo caso non uso il "noi", ma il "loro": mi riferisco a chi getta i rifiuti nei giorni e negli orari sbagliati, alimentando uno scempio indecente. Però una domanda la pongo anche alle istituzioni: perché i cassonetti sono sempre spalancati, alla mercé di cani, gatti, gabbiani e topi grandi come gatti? L'Amministrazione non può limitarsi a scaricare la colpa sui cittadini; spetta a chi governa risolvere il problema, non foss'altro che per ragioni di salute pubblica. È del tutto inutile finanziare la disinfestazione contro le zanzare se poi i topi prosperano indisturbati, grassi come maialini. Queste attività rientrano nell'ordinaria amministrazione, sono i doveri minimi che chi governa deve garantire in virtù del mandato ricevuto.

Per gettare la spazzatura indifferenziata devo percorrere 500 metri, e un chilometro per il vetro: ho forse ottenuto uno sconto sulla Tari rispetto a chi ha i cassonetti sotto casa? Le mie tasse hanno forse un valore intrinseco inferiore rispetto a quelle pagate nel ricco Veneto?

Un'ultima nota, non meno importante: serve un'informazione regolare. Se Facebook deve essere utilizzato solo per fare proclami o disquisizioni di filosofia accademica, sarebbe molto più utile impiegarlo per rispondere ai cittadini che pongono domande concrete. Sporchiamoci le mani con le persone, diamo risposte, facciamo sentire la presenza delle istituzioni. Facciamoci vedere prima della campagna elettorale che, come una pioggerella primaverile, farà rispuntare gli "scomparsi" dalla vita pubblica, pronti a girare di notte alla ricerca dell'ultimo voto.

Eoliani, ritroviamo la nostra civiltà!

Francesco Coscione

Come eravamo, luoghi, cose e personaggi delle Eolie di un tempo (111° puntata):I Pooh girano a Lipari il video di Maria Marea (1993)

Malore mentre nuota, muore turista 59enne sulla spiaggia di Lipari. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 15 giugno 2026


 

Le Eolie nelle stampe d' epoca (88° Puntata) : Punta del Milazzese (Panarea)

“Una vela per il cuore" arriva alle Eolie con screening cardiologici gratuiti. Prima tappa, dal 22 giugno al 4 luglio a Vulcano

La campagna di prevenzione cardiovascolare Cardioteam – Una vela per il cuore, promossa da Cardioteam Foundation con il sostegno della Fondazione Sanlorenzo, prosegue il suo percorso verso le piccole isole, dove l’accesso alla prevenzione sanitaria è spesso limitato.

La barca a vela Serena fa rotta verso le Eolie, dove dal 22 giugno al 18 luglio offrirà servizi sanitari specialistici gratuiti e attività di sensibilizzazione sui corretti stili di vita. Per l’occasione, Serena si trasformerà in un vero e proprio ambulatorio galleggiante al servizio della comunità locale.

Dal 22 giugno al 4 luglio Serena fa tappa a Vulcano. Gli screening gratuiti saranno effettuati nella sede di Cardioteam, Va Porto Ponente S.N.

 

A bordo di Serena opererà un team composto da medici, cardiologi ed ecocardiografisti che offriranno gratuitamente screening cardiovascolari alle persone tra i 40 e i 75 anni. Il cuore della campagna è il Tree Screening, un modello di prevenzione che integra ecocardiogramma ed ecocolor Doppler dei tronchi sovraortici, permettendo di valutare lo stato di salute del cuore e delle arterie carotidi, contribuendo alla prevenzione di patologie cardiovascolari e cerebrovascolari.

 

Durante la permanenza alle Eolie, l’imbarcazione rappresenterà un presidio sanitario temporaneo aperto su appuntamento, ma anche un punto di riferimento per attività informative dedicate alla prevenzione, all’alimentazione equilibrata, all’attività fisica e al controllo dei principali fattori di rischio cardiovascolare.

 

Il progetto, sviluppato dal cardiochirurgo Marco Diena, presidente della Cardioteam Foundation, ha permesso nel corso degli anni di realizzare circa 24.000 controlli gratuiti in più di 80 città italiane, anche grazie all’impiego di ambulatori mobili sia terrestri sia navali.

La tappa di Vulcano assume quindi un valore importante per la comunità dell’isola, che potrà accedere a un servizio specialistico gratuito direttamente sul proprio territorio, in coerenza con l’obiettivo della campagna: portare la prevenzione anche nelle aree più periferiche e difficilmente raggiungibili.

 

Le prenotazioni per gli screening possono essere effettuate attraverso il sito ufficiale del progetto:
https://www.unavelaperilcuore.it/

 

È inoltre possibile sostenere l’iniziativa contribuendo con una donazione e “offrendo” simbolicamente miglia nautiche per accompagnare il viaggio della prevenzione:
https://www.retedeldono.it/progetto/cardioteam-una-vela-il-cuore-0

Gli orari delle attività economiche non possono essere decisi da una sola persona: Chiesta convocazione del consiglio comunale di Lipari

 Dopo avere depositato la proposta di Regolamento comunale per la disciplina degli intrattenimenti musicali, attualmente pubblicata sul sito istituzionale dell'Ente per consentire ai cittadini, alle associazioni e agli operatori economici di presentare osservazioni e contributi migliorativi prima dell'approvazione definitiva da parte del Consiglio Comunale, abbiamo compiuto un ulteriore passo per riportare all'interno delle istituzioni il confronto su una materia che incide direttamente sul futuro economico e turistico delle nostre isole.

Abbiamo infatti formalmente depositato una richiesta di convocazione del Consiglio Comunale, allegando una proposta di deliberazione avente ad oggetto l'approvazione di un "Atto di indirizzo ai sensi dell'art. 50, comma 7, del D.Lgs. n. 267/2000 per la disciplina degli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici".

La nostra iniziativa nasce a seguito dell'ordinanza ordinaria recentemente emanata dal Sindaco Gullo che, a nostro avviso, è stata adottata in maniera frettolosa, senza il necessario confronto politico e istituzionale e senza un preventivo coinvolgimento del Consiglio Comunale, al quale la legge attribuisce il compito di esprimere gli indirizzi sulla base dei quali il Sindaco esercita le proprie competenze.

Le limitazioni introdotte dall'ordinanza stanno già suscitando forti preoccupazioni tra gli operatori economici. Prevedere la chiusura delle attività alle ore 2.00 del mattino e addirittura imporre l'interruzione della somministrazione e della vendita all'esterno di alimenti e bevande alle ore 1.30 significa non comprendere la natura e le esigenze di un territorio a forte vocazione turistica come il nostro.

Parliamo di regole che rischiano di penalizzare pesantemente bar, ristoranti, pub, attività artigianali alimentari e tutte quelle imprese che rappresentano il motore dell'economia locale e che, soprattutto durante la stagione estiva, sostengono occupazione, investimenti e sviluppo.

Ma non si tratta soltanto di una questione che riguarda gli operatori economici. Si tratta anche del diritto dei visitatori e dei turisti di vivere pienamente il territorio che hanno scelto per le proprie vacanze. Pensare che in una destinazione turistica internazionale come le Eolie la vita economica e sociale debba sostanzialmente interrompersi alle ore 2.00 significa adottare una visione distante dalla realtà e dalle esigenze di un'economia che vive prevalentemente di turismo.

Naturalmente nessuno mette in discussione il diritto al riposo dei residenti e la necessità di garantire il rispetto delle regole. Proprio per questo riteniamo che servano norme equilibrate, ragionevoli e proporzionate, capaci di contemperare tutti gli interessi in gioco, anziché imporre limitazioni generalizzate che rischiano di danneggiare indistintamente un intero comparto produttivo.

Con la proposta di atto di indirizzo chiediamo che sia il Consiglio Comunale, nella sua funzione di massimo organo rappresentativo della comunità, a definire gli indirizzi politici generali in materia di orari di apertura e chiusura delle attività economiche, degli intrattenimenti musicali e delle attività di pubblico spettacolo, restituendo centralità al confronto democratico e alla partecipazione.

Le grandi scelte che incidono sul modello di sviluppo del territorio non possono essere assunte da una sola persona. Devono essere discusse pubblicamente, valutate collegialmente e condivise nelle sedi istituzionali preposte. 

I Consiglieri Comunali

Gaetano Orto, Cristina Dante, Lucy Iacono, Adolfo Sabatini, Raffaele Rifici, Angelo Portelli, Giorgia Santamaria

Tanti auguri di...

Buon compleanno a Serena Sciacchitano, Carmelo Bertè, Enrico Profilio, Nadia Maio, Lorenzo D'Amico

Eolienews ricorda Padre Alfredo Adornato

   




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Sanità nelle Eolie: il Coordinamento sollecita l'attuazione degli impegni per i servizi oncologici e d'urgenza

 


Comunicato - Il Coordinamento Eolie Sanità APS ha trasmesso in data odierna una nota ufficiale, i cui contenuti ricalcano le principali istanze avanzate dalle Associazioni nel corso dell’incontro tenutosi il 26 febbraio scorso presso il Comune di Lipari alla presenza dei vertici dell’ASP di Messina. L'atto si configura come un sollecito formale e urgente volto a richiedere la verifica dello stato dei servizi oncologici e la pronta attivazione del percorso terapeutico in loco presso il Presidio Ospedaliero di Lipari, in adempimento agli impegni assunti pubblicamente presso la Sala Comunale.

Nella nota viene evidenziato come la condizione di insularità non debba trasformarsi in una condanna a subire disagi insostenibili per i cittadini affetti da patologie invalidanti. Costringere i pazienti oncologici a estenuanti trasferimenti marittimi verso la Sicilia continentale rappresenta infatti una grave lesione del principio di equità nell’accesso alle cure. Per questa ragione, l'associazione pressa per l’immediato avvio dell'ambulatorio di oncologia integrato basato sul modello già attivo a Lampedusa, che consenta la somministrazione dei protocolli chemioterapici direttamente a Lipari attraverso un’équipe medica specialistica dedicata.

Contestualmente, la nota richiede un report trasparente sul funzionamento dell’Assistenza Domiciliare Integrata e delle Cure Palliative (ADI-P) nel Distretto, con l'indicazione dei tempi medi di attivazione e del personale in organico. Con la stagione estiva ormai avviata, si sollecitano inoltre certezze definitive sui tempi di operatività dei due posti di terapia sub-intensiva promessi prima dell'estate, unitamente a un riscontro sulle soluzioni destinate alle criticità e alle carenze di organico — in particolare nell'area ortopedica e nella riduzione dei tempi del CUP per i malati gravissimi — dettagliate nel documento consegnato alle autorità durante l'incontro di febbraio da parte dei rappresentanti delle altre associazioni.

Il Coordinamento ribadisce che la tutela della salute della comunità eoliana non può essere subordinata alle tempistiche della burocrazia. Viene pertanto ritenuta indispensabile l'istituzionalizzazione di un tavolo permanente di confronto, sul modello proposto per altro anche dal Sindaco di Lipari, quale strumento idoneo a garantire il monitoraggio continuo degli interventi ed evitare il mancato adempimento degli impegni presi. La nota si conclude con la formale richiesta di un riscontro scritto urgente e dell'immediata convocazione del tavolo tecnico.

Coordinamento Eolie Sanità - APS

Novecento, rubrica a cura di Giuseppe La Greca. Undici giugno 1986: L'incendio sul Freccia di Messina

 

Non è facile sintetizzare la grande tragedia di quel giorno. Nei mesi scorsi diversi amici e concittadini sono ritornati sull'argomento. Le testimonianze di molti superstiti non erano concordi, a volte risultarono addirittura antitetiche, inconciliabili.

Secondo alcuni la condotta dall'equipaggio, lo spirito di sacrificio del comandante, la tempestività dei soccorsi meritava un otto pieno. Altri superstiti affermavano esattamente il contrario, bocciando tutti senza pietà.

Voglio ricordare alcune delle persone che le cronache di quei giorni indicano quali protagonisti di salvataggi ed azioni meritorie di riconoscimenti da parte delle pubbliche amministrazioni: Antonio Fichera, uno dei marinai dell'equipaggio; Giovanni Biviano, di Lipari; Gaetano Megna, di Lipari; Pino Di Giorgi, di Lipari; Giuseppe Spadaro, macchinista della SNAV; Stefano Tani, romano, proprietario di un'agenzia di viaggi.



E' deceduto Francesco "Franco" Grillo

Le onoranze funebri sono a cura della ditta ALFA&OMEGA di Lipari
A Danilo e ai familiari tutti le condoglianze della famiglia Sarpi e di Eolienews

Oggi, 15 giugno: San Vito

L'onorevole menzione che di S. Vito, Modesto e Crescenzia si fa negli antichi martirologi, ci dà la più ferma sicurezza ch'essi hanno coraggiosamente confessato Cristo col sacrificio della loro vita. Ma i loro Atti sono talmente interpolati, che torna difficile ritrovarne il bandolo, perciò intorno ai particolari della loro vita regna molta incertezza. La tradizione ci dice che S. Vito apparteneva ad una ragguardevole e ricca famiglia di Mazara del Vallo della provincia di Trapani in Sicilia.


Suo padre, pagano, chiamavasi Iles. Rimasto vedovo, affidò il piccolo figliuolo ad una nutrice cristiana, chiamata Crescenzia, la quale d'accordo con Modesto suo marito, fece battezzare il bambino all'insaputa del padre, lo allevò nei principi della fede e gli coltivò in cuore un amore grandissimo a N. S. Gesù Cristo. Restituito al padre ancora in tenera età, non si può immaginare quanto costui si adoperasse per strappare dal cuore del santo fanciullo la fede e trascinarlo all'idolatria. Ma non riuscendovi nè colle minacce nè colle carezze lo fece battere crudelmente; se non che il pio fanciullo sopportò con pazienza le battiture e si mostrò più che mai costante nella fede.

Due riflessioni si impongono qui alla nostra attenzione. La prima riguarda la crudeltà del padre che giunse a tal punto di efferatezza verso la sua creatura per l'attaccamento che aveva alle turpitudini pagane. Come è detestabile la noncuranza di quei genitori che non si preoccupano mai di ciò che riguarda l'animo dei loro figli, anche quando sanno ch'essi sono in disgrazia di Dio, ma che sono tutto fuoco e vanno sulle furie se i figliuoli sono causa di qualche piccolo danno materiale in casa. La seconda riflessione ci porta ad ammirare nel tenero giovanetto S. Vito la forza meravigliosa della grazia di Dio: ciò desta nella nostra anima una grande fiducia nell'aiuto ch'Egli non ci lascerà mai mancare quando noi lotteremo contro i nemici della nostra salute.

Stiamo pur certi che nessuna tentazione, per quanto grande possa essere, avrà il potere di farci cadere nel peccato, se noi ricorreremo alla preghiera, al digiuno, alla mortificazione. In ogni evenienza potremo far nostre le parole del grande apostolo Paolo: « Omnia possum in Eo qui me confortat. Ogni cosa io posso coll'aiuto di Colui che mi conforta ». Alla fine Iles fu tanto inumano da consegnare suo figlio in mano di Valerio, governatore della provincia, crudele persecutore dei cristiani perchè ci pensasse lui a piegare l'animo del giovanetto ad adorare gli idoli. Ma Crescenzia e Modesto riuscirono a strappare il fanciullo dalle mani del persecutori e fuggirono con lui per l'Italia, dove però non trovarono quella tranquillità di cui andavano in cerca

Sbarcati in Lucania, ben presto vennero riconosciuti come cristiani e per questo furono incarcerati e subirono tutti e tre il martirio nella persecuzione di Diocleziano. S. Vito pei miracoli che operava era salito a tale rinomanza, che giuntane la fama a Diocleziano, quest'imperatore lo aveva fatto chiamare a corte, affinchè liberasse il suo figliuolo da una ossessione diabolica.

Avvenuta la liberazione, l'ingrato imperatore non avendo potuto persuaderlo colla più grande promessa di ricompensa a venerare gli dei, lo caricò di catene e con Modesto e Crescenzia fu gettato in prigione. Qualche giorno dopo avendo trovati i tre confessori ancor più inflessibili, comandò che fossero gettati in un'enorme caldaia ripiena di piombo liquefatto, di resina e di pece bollente: qui essi si misero a cantare i sacri inni. Furono allora tolti di là ed esposti ai leoni, i quali accovacciatisi si misero a lambire loro i piedi. Inferocito perciò l'imperatore, perchè vedeva la moltitudine commuoversi davanti al miracolo, ordinò che distesi sopra il cavalletto fossero loro tagliate le membra e divelte le ossa. Nel frattempo ci furono tuoni, folgori e grande terremoto: i templi degli dei rovinarono e molti pagani ne rimasero oppressi. Una pia matrona, per nome Fiorenza, imbalsamò i resti mortali dei tre martiri e li seppellì onorevolmente. 

PRATICA. Mediterò seriamente queste parole dei Santi: Nibil sum, nibil valeo, nibil possum, nibil habeo

PREGHIERA. O SS. Martiri Vito, Modesto e Crescenza, pregate per noi.

MARTIROLOGIO ROMANO. In Basilicata, san Vito, martire.


ICONOGRAFIA


Nell'iconografia San Vito viene raffigurato in statue e dipinti come soldato romano, con la palma e la croce, simboli del martirio e con l'immancabile cane, a volte anche con due. Questo perché, secondo la tradizione, Diocleziano gli mandò contro un cane arrabbiato, ma San Vito, quando lo ebbe davanti, lo guarì. Egli, pertanto, é invocato come protettore contro i morsi dei cani. Vi é addirittura una formula che si recita per allontanare i cani ritenuti idrofobi:

Santu Vitu, Santu Vitu,
e tri voti vi lu dicu.
E chiamativi 'stu cani
chi mi voli muzzucari.
Denti di cira e di ferru filatu,
ieccati 'nterra, canazzu arraggia
tu.


San Vito
titolo San Vito
autore Giuseppe Zacco anno 1828

In ricordo del miracolo per la figlia di Diocleziano, San Vito é invocato anche contro il cosiddetto Ballo di San Vito, malattia che porta forti crisi nervose e porta le persone ad agitarsi fortemente come se danzassero.

C'é anche il rosario di San Vito. Somiglia al rosario tradizionale, solo che l'Ave Maria nella prima posta viene sostituita con la seguente formula: Decimila voti l'oramu a Santu Vitu, l'oramu tutti l'uri, Santu Vitu lu protetturi. Nella seconda posta si dice vintimila voti, nella terza trentamila voti, nella quarta quarantamila voti, e infine nella quinta cinquantamila voti. Al termine di ogni posta si sostituisce il Padre nostro con questa preghiera: Santu Vitu di Mazara, cu lu vrazzu n'arripara e a lu populu divotu ci scanza lampi, trona, guerri, malatii e tirrimotu. (S.B.)

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Ma davvero non vi accorgete che ogni secondo si rischia la vita?. L'editoriale

Foto esemplificativa. Ma potremmo postarne di peggiori
 

(Editoriale di Salvatore Sarpi) Ma davvero non vi accorgete che ogni secondo sulle nostre strade si rischia la vita? 

Il "quesito" lo rivolgiamo all'amministrazione comunale di Lipari sperando che non cada nel vuoto. 

Non c'è strada di Lipari senza voragini, buche, manto stradale dissestato, sabbia e pietrisco...non c'è giorno senza che qualcuno cada da un mezzo a due ruote o danneggi ammortizzatori e altro. 

E questo non solo per i dannivori lavori della fibra. 

E' vero le buche c'erano anche prima... ma adesso la situazione è diventata insostenibile e pericolosissima.

Fatevelo un giro...uscite dal palazzo... scendete in strada, guardate il disastro...trovate una soluzione. 

Dite che la maggior parte sono strade provinciali?. 

Bene, intanto intervenite sulle comunali, concretamente e non con i rattoppi...che a lungo andare diventano peggio del buco . 

Per quelle provinciali battete i pugni sui tavoli di chi ha competenza.

Andate nei noleggi isolani e scoprirete quanti turisti, dopo aver noleggiato un mezzo a due ruote, lo restituiscono, dopo qualche ora, impauriti per lo stato disastroso delle nostre strade. 

Aspettiamo l'incidente serio ? Non ci sembra davvero il caso

Certo, alla fine della storia, resta la solita opzione: "E' colpa degli altri"

'Provate pure a credervi assolti
Siete lo stesso coinvolti' (Fabrizio De Andrè - Canzone del maggio)