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venerdì 11 marzo 2022
Nuovi arrivi alla " Casa dell'orto " di Zaia Luana Gaetana, via Marina Garibaldi (Canneto)
Alla " Casa dell'orto " di Zaia Luana Gaetana, via Marina Garibaldi (Canneto) nuovi arrivi e a prezzi assolutamente competitivi.
Nel fornitissimo reparto di Acquariologia è disponibile un nuovo vasto campionario di pesci e saranno proposte delle offerte imperdibili
Riparte la stagione delle fragole e dei coloratissimi fiori da balcone
Da noi, oltre ai fiori recisi, piante ornamentali e d'appartamento, un vasto assortimento di prodotti per l'orto, alberi da frutta, sementi, mangime, prodotti per i tuoi amici animali e tanto altro ancora
Si realizzano composizioni floreali per ogni
evenienza e a prezzi modici, addobbi per ogni tipo di cerimonia.
Si rilasciano preventivi
La "CASA DELL'ORTO" di Zaia Luana Gaetana, via Marina Garibaldi
(Canneto). Telefoni 3331061296 – 3317637715
Pnrr Sanità in Sicilia: tutti gli interventi. A Lipari centrale operativa territoriale, a Salina una Casa di comunità
Nel Messinese 6 “mini-ospedali”, 20 case di comunità e 7 centrali operative territoriali. 44 gli ospedali di comunità previsti in tutta la Sicilia
Quasi ottocento milioni di euro; 155 “case di comunità”; 50 centrali operative territoriali; 44 ospedali di comunità, di cui 6 nella provincia di Messina (11 nel Palermitano, 10 nel Catanese). Sono questi i numeri del “pacchetto” sanitario del Pnrr, il piano che dopo alcune settimane di mediazione - specie su qualche nodo in provincia di Palermo -, ha ottenuto il via libera della commissione Sanità dell'Ars, attraverso una risoluzione e un atto di indirizzo nel quale sono elencati tutti gli interventi, provincia per provincia.
Erano state diverse, da febbraio, le audizioni nella commissione presieduta dalla deputata Margherita La Rocca Ruvolo. La seduta chiave è stata quella del 1. marzo scorso, quando sono stati ascoltati l'assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, “padre” del maxi-piano da quasi 800 milioni, e Domenico Mantoan, direttore generale di Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali). Quest'ultimo ha spiegato che «Agenas svolgerà un ruolo di cerniera tra il Ministero e le Regioni sulla pertinenza delle allocazioni delle strutture previste nel Pnrr», evidenziando «l'importanza delle case di comunità, che saranno poste al centro dei servizi territoriali , mentre gli ospedali di comunità dovrebbero configurarsi come una struttura intermedia tra territorio e presidi per acuti».
Una volta presentato il piano, entro due mesi Agenas effettuerà la verifica della programmazione regionale «finalizzata alla firma del contratto tra ministro e presidente della Regione. Dopo la firma - ha chiarito ancora Mantoan -, la programmazione non potrà più essere cambiata e partirà il cronoprogramma, che prevede il mese di giugno 2026 come termine ultimo di ultimazione delle strutture».
Insomma, bisognerà attendere ancora qualche mese per il via libera definitivo, a Roma. Ma l'architettura del piano è stata definita e si traduce in risorse, investimenti e, almeno sulla carta, un ritorno al centro della scena della medicina territoriale, dopo anni di smantellamento.
Sono tre le tipologie di strutture previste. Le Case di comunità sono definite come «luogo fisico di prossimità e di facile individuazione, dove la comunità può accedere per entrare in contatto con il sistema di assistenza sanitaria e sociosanitaria». Le caratteristiche: medico h24, presenza di infermieri e specialisti. Poi sono le Centrali operative territoriali, alle quali spetta «una funzione di coordinamento della presa in carico della persona e raccordo tra servizi e professionisti coinvolti nei diversi setting assistenziali: attività territoriali, sanitarie e sociosanitarie, ospedaliere e dialoga con la rete dell'emergenza-urgenza». Ne è prevista una ogni 100 mila abitanti, o comunque a valenza distrettuale.
Infine gli ospedali di comunità, con almeno venti posti letto ogni 50-100 mila abitanti: strutture sanitarie «di ricovero breve», con una «funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero» e lo scopo di «evitare ricoveri ospedalieri impropri o di favorire dimissioni protette in luoghi più idonei al prevalere di fabbisogni sociosanitari, di stabilizzazione clinica, di recupero funzionale e dell'autonomia e più prossimi al domicilio». Ognuno di questi ospedali dovrà avere uno standard minimo di nove infermieri, sei operatori sociosanitari e un medico per almeno quattro ore al giorno, sette giorni su sette.
Nella provincia di Messina sono sei gli ospedali di comunità previsti dal Pnrr Sanità: uno nel capoluogo, nell'area dell'ex presidio ospedaliero Mandalari; uno a Taormina, in un terreno di contrada Marfaele; a Milazzo, nell'ex presidio di Vaccarella; a Barcellona, nell'ex presidio ospedaliero; a Patti, in località “case nuove Russo”; a Sant'Agata Militello, in via Catania.
Venti, invece, le case di comunità: tre a Messina (ex Mandalari, via del Vespro e Pistunina), le altre sono previste a Brolo, Taormina, Santa Domenica Vittoria, Roccalumera, Milazzo, Valdina, Salina, Barcellona, Montalbano Elicona, Novara di Sicilia, Patti, San Piero Patti, Sant'Agata di Militello, Castell'Umberto, Capo d'Orlando, Santo Stefano di Camastra, Mistretta.
Infine sono sette le centrali operative territoriali, divise sostanzialmente per distretti: una a Taormina (sempre in contrada Marfaele), una a Messina (ex Mandalari), una a Milazzo (ex presidio ospedaliero di Vaccarella), una a Lipari (nei pressi del distretto a San Giorgio), una a Barcellona, una in via Cattaneo a Patti e una a Sant'Agata Militello.
Per quanto riguarda le altre aree metropolitane, a Palermo sono previsti 39 case di comunità, 12 centrali operative territoriali e 11 ospedali di comunità; a Catania 29 case di comunità, 10 centrali operative territoriali e 10 ospedali di comunità.
Tutti interventi - la commissione Sanità dell'Ars ha voluto che venisse ribadito con la sua risoluzione, impegnando il Governo in tal senso - «aggiuntivi rispetto all'attuale programmazione ospedaliera e territoriale».
E' deceduto Romolo Longo
Covid alle Eolie. Numero nuovi contagiati pressoché uguale a quello dei guariti.
Resta sempre alto il numero dei contagi
Nel Distretto di Lipari (Comuni di Lipari, Leni, Malfa e Santa Marina Salina) i positivi sono 176 dei quali 15 conteggiati per la prima volta.
Il nove marzo i positivi erano 175
Auguri a ...
Buon Compleanno ad Antonio Quadara, Giacomo Favaloro, Francesco Paino, Peppe Grosso, Bartolina Gugliotta, Nunzia Trovato, Filippo Greco
Mael e i vulcani eoliani : si è concretizzato un sogno

sezione di Palermo diretta da Franco Italiano, della stazione dei Carabinieri di Vulcano agli ordini del Maresciallo Prizzi, della polizia Municipale nella persona dell’ispettore Li Volsi, Mael ha vissuto la tanto desiderata giornata vedendo da vicino un vulcano ed i suoi fenomeni.
A conclusione della giornata Mael ha voluto ringraziare tutti coloro che si sono impegnati affinché il sogno di un bimbo divenisse felice realtà. Ha saluto con ciao Stromboli e ciao Vulcano le nostre Isole
Tutti coloro che lo hanno conosciuto in questi giorni sì augurano ,con tutto il cuore, di rivederlo nelle nostre Eolie.








giovedì 10 marzo 2022
Chi era l'uomo trovato impiccato a Lipari nel 2009?. Il video di ieri sera a Chi l'ha visto (Rai Tre)
Dell'uomo trovato impiccato a Lipari nel 2009 e rimasto senza identità se ne è occupata, ieri sera, la nota trasmissione televisiva Chi l'ha visto.
La troupe è sbarcata a Lipari dopo l'interessamento di Aurora Beninati e Piero Roux.
L'uomo, da quanto si percepisce da un video era alto circa 1,90 e portava con sè una valigetta nera.
Riproponiamo il video nella speranza che, attraverso i social, qualcuno possa riconoscere, dalle pochissime sue immagini, l'uomo e dargli, finalmente, una identità
Covid alle Eolie: Continua a salire il numero dei contagi
Più sette rispetto al già alto dato precedente.
Diffusi dall'Ufficio commissariale per il Covid nella provincia di Messina i nuovi dati.Si riferiscono alla giornata del nove marzo.
Nel Distretto di Lipari (Comuni di Lipari, Leni, Malfa e Santa Marina Salina) i positivi sono 175 dei quali 15 conteggiati per la prima volta.
L'otto marzo i positivi erano 168
Vulcano, il 9 aprile la prova di evacuazione
Nuova ordinanza di Giorgianni "a tutela della salute pubblica".
Sicilia, i vescovi auspicano la ripresa delle processioni a partire da Pasqua
Processioni si, ma senza giochi pirotecnici
Dopo la sospensione improrogabile per via della pandemia, adesso le cose sono cambiate e le processioni religiose sono ad un passo dalla ripresa definitiva.
I vescovi siciliani, infatti, hanno riflettuto su quest'opportunità, ormai non tanto remota ed hanno deciso il da farsi: qualora il Governo italiano, il prossimo 31 marzo, decida di revocare lo stato di emergenza relativo alla pandemia provocata dal Covid 19, che da 2 anni ha cambiato lo stile di vita e le tradizioni di tutto il mondo, gli eventi riprenderanno senza tanti impedimenti. I vescovi si sono radunati ieri pomeriggio, presso la sede di Corso Calatafimi, a Palermo, dove si è svolta la sessione primaverile della Conferenza Episcopale Siciliana. Ha presieduto i lavori il Vice-presidente, monsignor Michele Pennisi.
In apertura della sessione i Vescovi hanno accolto monsignor Luigi Renna che per la prima volta partecipava ai lavori ed hanno rivolto un caloroso saluto a monsignor Salvatore Gristina, Arcivescovo emerito di Catania, che ha concluso il suo mandato di Presidente della CESi. Nel corso della sessione, è stato ribadito che le processioni religiose potrebbero riprendere a partire dalla domenica delle Palme, il prossimo 10 aprile.
«Quale gesto concreto di compassione col popolo ucraino, inoltre i Vescovi invitano tutti ad evitare i fuochi o le cosiddette “bombe pirotecniche” per le prossime feste pasquali, cioè quelle relative alla domenica delle Palme, alla Santa Pasqua ed al lunedì di Pasquetta. I vescovi vorrebbero vietare questi atti, in un momento storico nel quale uomini, donne, anziani e, specialmente, bambini sono atterriti dal suono delle sirene russe e uccisi dalle bombe belliche che vengono lanciate sul territorio ucraino e che lo stanno devastando. In segno concreto di solidarietà, si invita anzi a convertire il corrispettivo denaro speso per l'acquisto di fuochi pirotecnici in aiuti umanitari ai profughi che saranno accolti nelle nostre Diocesi e nelle nostre Città», conclude la nota.
