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martedì 30 luglio 2024
ISOLE EOLIE: CONTROLLI STRAORDINARI DEI CARABINIERI. 9 DENUNCE E 6 GIOVANI SEGNALATI QUALI ASSUNTORI DI DROGHE.
Durante le verifiche stradali, i militari dell’Arma hanno controllato più di 190 persone e circa 100 veicoli con la contestazione di numerose violazioni al Codice della Strada, anche per condotte che mettono in pericolo l’incolumità di automobilisti e pedoni. Con riferimento ai reati connessi alla circolazione stradale i Carabinieri di Santa Marina di Salina hanno denunciato una persona per rifiuto di sottoporsi all’accertamento sull’uso di alcool o stupefacenti, mentre i militari di Vulcano hanno proceduto, deferendolo all’Autorità Giudiziaria, nei confronti di un individuo per guisa sotto l’effetto di alcool e sanzionato tre individui per ubriachezza molesta, in quanto sorpresi mentre infastidivano cittadini e turisti sulla pubblica via.
Inoltre, durante il servizio, i Carabinieri delle Stazioni di Lipari e Stromboli hanno denunciato due individui per porto di coltello di genere vietato, mentre i militari di Vulcano hanno deferito un soggetto per furto aggravato di un cellulare, asportato ad un turista su pubblica via, infine, sempre i Carabinieri di Lipari hanno denunciato un uomo per omessa custodia delle armi regolarmente dichiarate.
Nell’ambito dei controlli ai locali pubblici, i Carabinieri di Vulcano hanno deferito la titolare di un ristorante per tentata frode nell’esercizio del commercio, ovvero per aver tentato di somministrare cibi congelati, attestandoli sui menù come freschi.
Nel corso dei predisposti servizi antidroga, i Carabinieri della Stazione di Vulcano hanno denunciato due persone per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, poiché trovati in possesso di droghe in parte suddivise in dosi pronte per la cessione. Nel medesimo contesto, sei persone, di età compresa tra i 21 e 35 anni, sono state segnalate alla Prefettura di Messina poiché trovate in possesso di modiche dosi di droga per uso personale.
Torneo under 15 al Freeland, se lo aggiudica il Noa team (Foto e video)
A nuoto da Alicudi raggiunge Capo Calavà: nuova impresa del medico nutrizionista Giovanni Brancato
Lo “squalo delle Eolie” colpisce ancora e, bracciata dopo bracciata, da Alicudi raggiunge Capo Calavà.
La straordinaria impresa messa a segno da Giovanni Brancato si è conclusa prima del previsto, riuscendo in “sole” 48 ore ad attraversare il braccio di mare che separa la costa gioiosana dall’isola più lontana dell’arcipelago eoliano.
È lungo l’elenco dei record segnati dal fuoriclasse Giovanni Brancato, che di professione è medico nutrizionista. Nato a Messina, residente a Lipari ma da parecchi anni abitante del comune ligure di Alassio, fra le varie prodezze compiute a nuoto (Corsica-Alassio, Olbia-Ostia, Palermo-Patti), spicca il record mondiale per la traversata in mare aperto dalla Tunisia alla Sardegna. Il primatista assoluto, settantenne solo all’anagrafe, è tra i testimonial di “Mare Sicuro” della Guardia Costiera.
Buon Compleanno
lunedì 29 luglio 2024
Lo splendido "Koru" di Jeff Bezos nel mare di Panarea (foto di Ezio Cairoli)
Nelle foto di Ezio Cairoli (che ringraziamo) il magnifico tre alberi “Koru” di Jeff Bezos nel mare di Panarea. Bezos, fondatore di Amazon e terzo uomo più ricco del mondo, sarà a bordo?. Al momento non si hanno certezze
Eoliani e amici delle Eolie che non ci sono più (84° puntata: Deceduti da gennaio a giugno 2024) (video di 6:50)
In questo video: Angela Provvidenti ved. Lazzaro, Angela Quadara (Lina) ved. Paino, Angelo Favaloro, Antonino Loprestini, Bartolina Ruggiero in Cavalletto, Bartolo Lo Surdo, Caterina Filolungo ved. Bartoli, Caterina Natoli ved. Favaloro, Caterina Quadara in Ficarra, Elena Scoglio ved. Lazzaro, Genj Groppo, Gino Vulcano, Giovanni Raffaele (Giovannazzo), Giuseppa Peluso ved. Cafarella, Giuseppe Fonti, Ivana Bonica, Nunziata Cannistrà, Pino Martinucci, Provvidenza Longo ved. Sardella, Stefano Caizzone; Adelina Falanga ved. Paino; Angelina Monte in Imbruglia; Bartolo Profilio; Carmela Fonti ved. Profilio; Decimo Francesco Segreto (Zu Cicciu); Francesca Casella ved. Spanò; Giovanna (Gina) Cincotta ved. Di Mech; Giovanni Russo (Augusto); Giuditta Bosetti ved. Subba; Grazia Natoli ved. Paino; Jonathan Giannò; Mohammed Sammoudi; Raffaele Pastena; Rita Landen in Ziino; Rosa Fonti ved. Iacono; Rosa Gualdi ved. Gugliotta; Salvatore Acquaro; Vittorio Lo Schiavo; Aurelio Li Donni, Bartolo Famularo, Bruno Patti, Concetta Barbaraci Mirabito, Cristoforo Saltalamacchia, Franco Villini, Giulio Cesare Giuffrè, Giuseppa Miano in Galletta, Maria Raffa, Mario Puglisi, Peppino Taranto, Tommaso Orioles, Urania Albergo ved. Adornato, Zefira Formica ved. Alessi
Sanità, firmato accordo con ospedali privati convenzionati
Quindici milioni di euro per il supporto che il sistema sanitario privato convenzionato darà all’abbattimento delle liste d’attesa, specialmente per i trapianti di midollo osseo e cornea e gli interventi di chirurgia oncologica in Sicilia, nonché per altre prestazioni di ricovero.
Casa di Comunità tipo hub a Lipari consiglio boccia richiesta deroga
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| - Alcuni dei consiglieri presenti - |
Si è anche discusso delle tematiche legate allo Stromboli (autoconvocazione richiesta da Saltalamacchia) . Non sono mancate le accuse al sindaco Riccardo Gullo sulla gestione della situazione, critiche anche per la sua assenza in aula.
Buon compleanno
Festival "Un mare di Cinema". Domani al Centro Studi proiezione del film "Il giudice e il boss"
“IL GIUDICE E IL BOSS”
Un film dove si racconta del giudice
Cesare Terranova e del maresciallo di polizia Lenin Mancuso, che indagando
sulla mafia dei corleonesi, scoprirono il Peccato originale della Repubblica
italiana, e per questo dovevano morire. Una lotta epica contro il male,
impersonato dal boss Luciano Liggio, e dagli uomini corrotti delle Istituzioni.
Se, il processo di Bari, istruito dal giudice Terranova dopo
dieci anni di duro lavoro, si fosse concluso con la condanna del clan dei
corleonesi, quante morti innocenti, quante stragi si sarebbero potuti evitare?
Ma le cose sono andate diversamente e il giudice Terranova e il maresciallo
Mancuso furono lasciati soli, umiliati e offesi, a combattere contro i mulini a
vento…
NOTE DI REGIA:
Cesare Terranova non è stato un giudice qualsiasi. Ma un modello a cui si sono
ispirati Gaetano Costa, Rocco Chinnici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Il
primo che ha avuto il coraggio di indagare sulla sanguinaria cosca dei
Corleonesi.
Il primo ad aver capito che la mafia era
un’organizzazione unitaria che agiva di concerto con elementi della politica,
della massoneria e della finanza.
Anche Lenin Mancuso, non è stato un poliziotto qualsiasi, ma uno dei migliori
poliziotti di Palermo. È stato l’esempio a cui si sono ispirati Ninni Cassarà,
Beppe Montana, Lillo Zucchetto, Natale Mondo e Roberto Antiochia, che ne hanno
seguito le orme, e per questo verranno uccisi anche loro dalla mafia.
Il 30 luglio al Festival di Lipari la pellicola con protagonista l'attore
Gaetano Bruno che parla dell'uccisione del magistrato Terranova
PALERMO I boss e i pentiti, come i malacarne di Corleone
e Gomorra, non gli sono mai piaciuti. E Pasquale Scimeca, il regista che ha
raccontato pure Placido Rizzotto, Pio La Torre e papa Francesco, torna al
cinema offrendo ai giovani la vita di un altro uomo retto e giusto, quella di
Cesare Terranova, il magistrato ucciso dalla mafia nel 1979 con il suo braccio
destro, il maresciallo Lenin Mancuso.
A questo magistrato che comprese per primo il peso del clan guidato da Luciano
Liggio si ispirarono Gaetano Costa, Rocco Chinnici, Giovanni Falcone, Paolo
Borsellino. Una scelta di campo per Scimeca quella di esaltare loro, evitando
di trasformare i Riina e i Provenzano in protagonisti di una epopea dove tutto
si confonde: «Al di là di ogni buona intenzione, risulta devastante e deviante
la lettura che spesso gli spettatori fanno dei criminali rappresentanti sullo
schermo».
Un rischio che non si corre con «Il giudice e il boss», film prodotto da Arbash in collaborazione con Rai Cinema.
Perché il giudice è Gaetano Bruno nei panni di Terranova. Affiancato da Peppino
Mazzotta, interprete del maresciallo Mancuso. Sono loro i modelli positivi
della storia, in contrapposizione all’allora capo dei Corleonesi, all’anagrafe
«Leggio» (Claudio Castrogiovanni).
La storia è quella di una guerra che forse il processo del 1969, tenuto a Bari
per «legittima suspicione», avrebbe potuto fermare. E invece i boss assolti per
insufficienza di prove tornarono spavaldi in Sicilia. Come Liggio. Infine,
arrestato e processato a Reggio Calabria, ma pronto a sbeffeggiare in aula il
giudice Terranova quando ormai i suoi killer lo avevano ucciso, insieme con
Mancuso.
Drammatico epilogo di un anno
funesto, il 1979, cominciato con il
delitto del giornalista Mario Francese, proseguito con l’eliminazione del
segretario provinciale della Dc Michele Reina e con l’agguato a Boris Giuliano,
il capo della squadra mobile. Era stato Terranova a lavorare da giudice nella
Palermo degli anni 70, impegnato nelle indagini su speculazione edilizia,
traffico internazionale di stupefacenti e finanza. Per Scimeca la scelta dei
temi e dei personaggi è finalizzata ad un esercizio di memoria: «Non si possono
ricordare le vittime della mafia solo nelle commemorazioni ufficiali. Bisogna
creare un movimento culturale che le faccia conoscere alle nuove generazioni,
come modelli di vita da seguire».
Per restituire lo stesso rispetto a tutte le vittime della mafia Scimeca dice che «tutte meritano di essere raccontate perché, come diceva Borsellino, “non basta l’azione repressiva della magistratura e delle forze dell’ordine, ma è necessaria una presa di coscienza civile e una forte azione culturale”».



















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