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domenica 26 luglio 2026

Eolienews ricorda Enrico Monteleone


La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento

Oggi, 26 luglio: Santi Anna e Gioacchino

S. Anna nacque a Betlemme in umile dimora, e fu predestinata da Dio ad andare sposa a Gioachino. Entrambi erano della stirpe di David. I due sposi scelti dal Cielo a darci l'Immacolata da tanti anni sospiravano un figlio e pregavano con lacrime l'Onnipotente affinché esaudisse i loro desideri. Come l'antica Anna, madre di Samuele, effondeva presso il Signore le sue preci e faceva voto di consacrargli interamente il figlio che le avrebbe mandato, così la madre di Maria prometteva di consacrare a Dio la prole che le avrebbe concesso.


Avanzata ormai d'età e sterile, il suo stato era allora considerato come un castigo del cielo, come un'esclusione dal partecipare alla nascita del Messia. Tanto che Gioacchino, giunto in tarda età senza prole, venne allontanato dal tempio di Gerusalemme dallo scriba Ruben, perché non era consentito accedervi a chi non avesse procreato.


Gioacchino cacciato dal tempio
titolo Gioacchino cacciato dal tempio
autore Gaudenzio Ferrari anno 1508 - 1510

Gioacchino si ritirò nel deserto, tra i pastori. Mentre era separato da Anna un angelo le sarebbe apparso e le avrebbe annunciato l'imminente concepimento di un figlio: lo stesso angelo sarebbe apparso contemporaneamente in sogno anche a Gioacchino. I due si ricongiunsero alla Porta Aurea di Gerusalemme scambiandosi un affettuoso bacio e in quell'istante si narra si ebbe l'Immacolata Concezione di Maria.


Incontro di Anna e Gioacchino alla Porta d'Oro
titolo Incontro di Anna e Gioacchino alla Porta d'Oro
autore Giotto anno 1303-1305 circa


Anna seppe così pazientare e soffrire la ignominia e il compatimento delle donne nazaretane e Iddio le preparò la più grande consolazione, eleggendola a genitrice della Madre del Salvatore.

I due si ritirarono in disparte per pregare e ottenere da Dio la grazia che arrivò con l'annuncio di un angelo: « Anna, il Signore ha ascoltato la tua preghiera e tu concepirai e partorirai e si parlerà della tua prole in tutto il mondo »

« Veramente beata, e mille volte beata sei tu, o Anna, esclama il Damasceno, che hai messo al mondo quella bambina che Dio ricolmò di beatitudine, Maria, che il suo nome stesso rende singolarmente veneranda; la quale ha prodotto Cristo, il fiore di vita: la Vergine, la cui nascita fu gloriosa, e il suo parto sarà ancor più sublime. Noi pure, o beatissima donna, ci felicitiamo con te d'aver avuto il privilegio di darci la speranza di tutti i cuori, la prole cioè della promessa. Sì, sei beata, e beato è il frutto del tuo seno. Le anime pie glorificano il tuo germe, ed ogni lingua celebra con gioia la tua maternità. E certo, è degno, sommamente degno, lodare colei che Dio favorì di un oracolo e diede a noi il meraviglioso frutto, donde è uscito il grazioso Gesù ».

La santità di Anna fu certamente in rapporto con la sua dignità. La fede, l'amore vivissimo a Dio, l'intima unione con Lui, l'esattissima osservanza della legge divina, la purità, la carità, la prudenza, la fortezza, tutte le virtù si intrecciarono in lei. La santità eccelsa della figlia doveva pure esser per lei un continuo stimolo per crescere ogni giorno nella virtù. E se la Vergine, col visitare S. Elisabetta e col trattenersi con lei per tre mesi, riempì di benedizioni quella casa, chi può mai dire quanto abbondantemente fosse ricolma di grazia Anna, che per più anni visse con la Vergine e l'ebbe soggetta ed ubbidiente?

Maria contava tre anni ed allora Anna con Gioachino, suo santo sposo, condusse la figliuola al Tempio e l'abbandonò nelle mani di Dio.

Fu grande dolore per lei, ma lo seppe sopportare con la serenità dei giusti che vedono in tutti gli eventi un disegno della Provvidenza per il bene delle anime.

La missione a lei assegnata era ormai compiuta ed ella spirava in Gerusalemme tra le braccia della figlia benedetta. Pare che morisse all'età di 69 anni.

PREGHIERA Doloroso fu per Anna il distacco dall'eletta figliuola, ma seppe compierlo prontamente. Sappiamo anche noi lasciar liberi i figli di seguire la via per cui Dio li chiama.

PREGHIERA. Dio, che ti sei degnato di conferire alla beata Anna la grazia di diventare madre della Genitrice dell'Unigenito Figlio tuo, concedici propizio, che mentre ne celebriamo la festa, siamo soccorsi dal suo patrocinio.

MARTIROLOGIO ROMANO Memoria dei santi Gioacchino e Anna, genitori dell’immacolata Vergine Maria Madre di Dio, i cui nomi sono conservati da antica tradizione cristiana.

Buongiorno e buona domenica con questa cartolina dalle Eolie


 

sabato 25 luglio 2026

Pianoconte: due ragazzi cadono con il motociclo su questa buca.

 


Due turisti in motociclo sono caduti a Pianoconte su questa buca, una delle tante lasciate dopo i lavori della fibra. Sul posto sono intervenuti la polizia municipale e l'ambulanza del 118. Per fortuna hanno riportato solo escoriazioni. Mi raccomando continuiamo a scherzare con i rischi che corrono i nostri ragazzi e i turisti. 

Nb. La foto è estratta da un filmato su fb

Nuova tragedia a Lipari: Giovane ritrovato cadavere nel suo letto

A.B. un 35enne di origini rumene ha perso la vita, semberebbe per cause naturali, nel sonno, all'interno dell'abitazione che occupava. 
Il medico del 118 che è intervenuto non ha potuto fare altro che constatarne il decesso. 

Il giovane era inserito all'interno di una attività di ristorazione di Canneto. 

Lipari, disposto intervento per il pontile di Acquacalda. L'articolo del direttore Sarpi Sulla Gazzetta del sud del 25 luglio 2026


 

Panarea e Filicudi, riserve sulle strategie del sindaco. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 25 luglio 2026


 

Accadde a Lipari il 25 luglio del 2004


 

Le Eolie nelle stampe d'epoca (109° puntata): Stromboli


 

Liberty Lines: positivo il primo bilancio della stagione estiva, in crescita il traffico passeggeri

COMUNICATO STAMPA
Liberty Lines traccia un primo bilancio della stagione estiva, che evidenzia un andamento positivo del traffico passeggeri rispetto allo stesso periodo del 2025. I dati registrati dalla Compagnia confermano una crescita diffusa sui principali collegamenti marittimi, sostenuta dall'aumento della domanda e dal progressivo rafforzamento dell'offerta.

Nel dettaglio, considerando dati dal primo di maggio, i collegamenti con le isole Egadi hanno fatto registrare un incremento del 12,9% dei passeggeri trasportati rispetto allo scorso anno, mentre la crescita si attesta al 4,8% per le isole Eolie, 17% per le Pelagie e 5,8% per Ustica.

Anche i passeggeri dello Stretto di Messina, storicamente meno suscettibili ad oscillazioni stagionali, hanno fatto registrare un incremento del 1%.

A trainare questa crescita non è solo il successo delle destinazioni, ma anche un significativo piano di investimenti che ha rinnovato profondamente i collegamenti marittimi. Liberty Lines ha completato il programma di ammodernamento della flotta con l’introduzione di nove unità ibride di ultima generazione, conclusosi nell’aprile 2026 con l’entrata in servizio della Ettore Morace.

L’investimento ha consentito di aumentare la capacità di trasporto, migliorando al contempo sostenibilità, comfort e affidabilità. Le nuove navi, con una capienza di 251 passeggeri, superano sia gli standard previsti dai contratti di servizio pubblico sia la capacità delle unità precedenti, oggi cedute ad altri operatori.

Grazie a queste innovazioni, la capacità complessiva della flotta è cresciuta di oltre il 36%, permettendo di soddisfare meglio la domanda nei periodi di punta e di offrire più posti ai viaggiatori. Inoltre, le nuove unità garantiscono maggiore comfort, più spazio per i bagagli e migliori prestazioni in condizioni meteomarine difficili, contribuendo a rendere più accessibili le isole e a migliorare l’esperienza di viaggio.

Terzo intervento di derattizzazione, disinfestazione e deblatizzazione a Santa Marina Salina


 

Eolienews ricorda Domenica Gazzara

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Eolienews ricorda Ivana Barbuto ved. Maiorana

 


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Ogg a Villa Santa Lucia di Lipari presentazione del libro "Isole misteriose" di Giuseppe La Greca


 

Oggi, 25 luglio: San Giacomo. A Canneto (Lipari) si festeggia San Cristoforo



S. Giacomo il Maggiore fu uno dei dodici Apostoli. Perchè i Samaritani non avevano voluto ricevere i discepoli mandati da Gesù, Giacomo, col fratello Giovanni, si accostò al Divino Maestro e gli disse: « Signore, vuoi che diciamo al fuoco di discendere dal cielo a consumarli? ». 

Ma Gesù benignamente rispose: « Non sapete di che spirito siete. Il Figlio dell'uomo non è venuto a perder le anime, ma a salvarle ». E S. Giacomo mostrò poi d'aver fatto frutto dell'eloquente lezione. 

Nacque in Galilea circa dodici anni prima di Gesù. Era fratello di S. Giovanni, figlio di Zebedeo pescatore in Betsaida, sul lago di Tiberiade e di Salome, discepola di Gesù. L'appellativo « maggiore » gli venne dal fatto che la sua chiamata fu antecedente a quella dell'altro S. Giacomo, figlio di Alfeo, che fu detto perciò « minore ». 

Chiamato all'apostolato da Gesù stesso, lo segui generosamente, abbandonando le reti e la barca del padre. Questa generosità gli fruttò una speciale benevolenza da parte del Divin Maestro sì da aver parte alle più intime confidenze di Lui: assistette con S. Pietro e S. Giovanni alla risurrezione della figlia di Giàiro, alla tua Trasfigurazione, partecipando pure molto da vicino all'agonia di Gesù nell'orto del Getsemani. 
Essendo anch'egli uomo soggetto alle miserie, con S. Giovanni, come narra il Vangelo, consigliò sua madre Salome di domandare a Gesù che essi potessero entrare nel suo regno, e sedere alla destra e alla sinistra di Lui. Ed il Divin Maestro volto a loro disse: « Potete voi bere il calice che sto per bere, ed essere battezzati col battesimo col quale io sarò battezzato? ». 
« Si, lo possiamo », risposero in fretta i due Apostoli. Ma Gesù replicò che in effetto essi avrebbero bevuto il suo calice, ma quanto all'essere collocati nei primi posti nel regno dei cieli era cosa spettante al Padre suo. 
Disceso lo Spirito Santo nella Pentecoste, S. Giacomo fu uno dei più zelanti predicatori del Vangelo. tanto da spingersi fino in Spagna. Quivi lasciò un'impronta tale che molti secoli dopo, quando i Mori invasero quella terra mettendola a ferro e a fuoco, S. Giacomo era universalmente invocato e più di una volta fu veduto un guerriero celeste su di un cavallo bianco che faceva terribile strage degli infedeli. 
Dalla Spagna tornato in Gerusalemme verso il 43, per ordine del re Erode Agrippa che voleva rendersi grato ai Giudei, fu fatto incarcerare e poi decapitare. 
L'eroica confessione della sua fede convertì il soldato che l'aveva condotto ai giudici, il quale perciò ebbe anch'egli la grazia di morire martire. Il suo corpo, mèta di continui pellegrinaggi, riposa nella basilica di Compostela in Spagna. 


Oggi si festeggia anche San Cristoforo. Nelle Eolie è il protettore di Canneto

Il più antico testo degli Atti di san Cristoforo, in lingua latina, risale al VII secolo; ma è con la narrazione della Legenda Aurea di Jacopo da Varagine che la storia di san Cristoforo divenne famosa durante il Medioevo.
Secondo la leggenda agiografica orientale, Cristoforo, un omone dall'aspetto animalesco, entrato nell'esercito imperiale, si convertì al cristianesimo e annunciò la sua fede ai commilitoni. Scoperto, venne sottoposto a numerose torture. Due donne, Niceta e Aquilina, che avrebbero dovuto corromperlo, furono invece da lui convertite. Alla fine Cristoforo venne decapitato.
In Occidente prevalse invece un altro aspetto, quello legato al significato etimologico del suo nome: Cristoforo infatti significa, in greco, "(colui che) porta Cristo". Così la leggenda parla di un cananeo, per alcuni un gigante, che faceva il traghettatore su un fiume. Era un uomo burbero e viveva da solo in un bosco, di cui era padrone. Secondo alcune storie il fiume era in Licia. Una notte gli si presentò un fanciullo per farsi portare al di là del fiume; Reprobus (questo era il nome dell'uomo prima del battesimo, secondo alcune versioni), anche se grande e robusto, si sarebbe piegato sotto il peso di quell'esile creatura, che sembrava pesare sempre di più ad ogni passo. In alcune versioni sarebbe cresciuta anche la corrente del fiume, che si faceva più vorticosa. Il gigante sembrava essere sopraffatto, ma alla fine, stremato, riuscì a raggiungere l'altra riva. Al meravigliato traghettatore il bambino avrebbe rivelato di essere il Cristo, confessandogli inoltre che aveva portato sulle sue spalle non solo il peso del corpicino del bambino, ma il peso del mondo intero. Dopo aver ricevuto il battesimo, Cristoforo si recò in Licia a predicare e qui subì il martirio.
Questo aspetto di Cristoforo suggerisce che con l'avvento di Cristo l'uomo non è più responsabile del proprio piccolo mondo, ma di tutto il creato. Trasportare un giovane maschio dall'altra parte del bosco poteva essere, anticamente, una qualche forma di iniziazione ai misteri della natura, della foresta, dell'acqua, o iniziarlo alla vita adulta. Da quando però Cristo irrompe nel mondo, tutto cambia profondamente: un bimbo cristiano porta su di sé la responsabilità del mondo intero, anche quello al di là del bosco. "Hai portato il peso del mondo sulle tue spalle": questa la differenza tra l'uomo del prima e l'uomo del dopo Cristo.
In alcuni paesi, tra i quali quelli anglosassoni, esiste la storia di Iron John, o di Eisenhans, come raccontano i fratelli Grimm. Il protagonista della fiaba è un uomo selvatico che viene ripescato nel fondo di uno stagno, dove si trovava chissà da quanto tempo.
Il santo cristiano Cristoforo viene raffigurato in moltissime icone e affreschi bizantini con le fattezze di Cinocefalo. Nella Passio sancti Christophori martyris, un testo presente in varie opere di patristica e che ebbe molta diffusione in epoca medioevale, viene narrata la leggenda del santo, che sarebbe proprio un Cinocefalo convertitosi al Cristianesimo. San Cristoforo Cinocefalo presenta caratteri comuni sia al dio egizio Anubi (San Cristoforo traghetta Gesù bambino, così come Anubi "traghetta" le anime fra il regno dei vivi a quello dei morti), sia ai molteplici racconti di Cinocefali (talvolta San Cristoforo viene rappresentato come un gigante, attributo condiviso da diverse popolazioni di uomini-cane).
La figura di San Cristoforo, sebbene acquisisca alcuni tratti del mito dei Cinocefali (il gigantismo, l'abbrutimento prima della conversione) ne ribalta completamente lo status morale nella sua santità. Un autore altomedievale (IX secolo d.C.), il monaco benedettino Ratramno di Corbie (Ratramnus) nella Epistola de Cynocephalis afferma che i Cinocefali debbano essere considerati come esseri umani. Questo documento esprime un duplice e più complesso atteggiamento verso i popoli mostruosiche si sviluppa nel tempo, che vede al di là dell'ostilità prevalente, anche l'accettazione come parte della creazione di Dio.
La figura di San Cristoforo sarebbe, anche, un retaggio di culti pagani legati al moto astronomico di Sirio, stella appartenente alla costellazione del Cane Maggiore. La festa del santo cade il 25 luglio e il riferimento astronomico riguarderebbe il periodo della "canicola", quello in cui il sorgere e tramontare di Sirio coincidono con quelli del Sole. In quel periodo cadeva anche la festa di un "santo" cane, san Guinefort di Lione.
Dal Martirologio Romano: "In Licia nell'odierna Turchia, san Cristoforo, martire."
Già nel 452 esisteva una chiesa dedicata al suo culto in Bitinia (oggi Turchia), e un secolo dopo un monastero a Taormina portava il suo nome. Nel Medioevo il culto di san Cristoforo era largamente diffuso prima in Oriente e poi in Occidente.
San Cristoforo è uno dei quattordici Santi ausiliatori ("che recano aiuto") particolarmente invocati in occasione di gravi calamità naturali o per la protezione da disgrazie o pericoli specifici. Il patrocinio di san Cristoforo era particolarmente invocato durante le epidemie di peste.
San Cristoforo è stato sempre venerato come il patrono di quelli che hanno a che fare con il trasporto, come barcaioli, pellegrini, pendolari, viandanti, viaggiatori, facchini, ferrovieri, automobilisti. Nei tempi moderni il suo culto è stato rilanciato su scala mondiale perché è stato proclamato protettore degli automobilisti. Nel 1933 a Parigi fu eretta una chiesa dedicata al santo nel quartiere Javel ove si trovano grandi fabbriche di automobili. 

Diffusissime sono le immagini di San Cristoforo su autoadesivi e portachiavi. 
San Cristoforo viene sempre rappresentato all'esterno della chiesa. Si dice che chi vede la sua immagine quel giorno non muore.

Buongiorno e buon sabato con questa cartolina dalle Eolie


 

venerdì 24 luglio 2026


 

Lipari, le opere a tutela di Acquacalda. La protezione civile dà l'ultimo okay. Dalla Gazzetta del sud del 23 luglio 2026


 

Eolie, crociata dell'Asp per la "guida ecologica". L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 24 luglio 2026


 

La gara da 1,4 miliardi per le isole minori, il confronto si accende. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 24 luglio 2026


 

Da una discarica improvvisata a un esempio di civiltà: nasce “Adotta un angolo di Filicudi” Due fotografie. Due modi opposti di vivere un’isola

 


Nella prima c’è un angolo di Filicudi che tutti conoscono: cassonetti circondati da rifiuti ingombranti, degrado, cattivo impatto ambientale e un pessimo biglietto da visita per residenti e turisti.

Nella seconda c’è la stessa idea trasformata: un’area ordinata, delimitata con semplici staccionate in legno, cartelli chiari, raccolta differenziata valorizzata e uno spazio che comunica rispetto per l’isola.

È da questo confronto che nasce il progetto “Adotta un angolo di Filicudi”, un’iniziativa civica semplice ma concreta.

L’obiettivo non è soltanto ripulire alcuni punti critici, ma creare un modello di collaborazione tra cittadini, attività turistiche, proprietari di case, associazioni e Comune.

Ogni area potrà essere “adottata” da chi desidera contribuire al decoro dell’isola: una famiglia, un’impresa, un’associazione o un gruppo di amici. Un piccolo cartello indicherà chi si prende cura di quello spazio, trasformando un gesto di volontariato in un esempio visibile di amore per Filicudi.

Non servono grandi investimenti. Bastano buon senso, materiali naturali, qualche fioriera, una staccionata in legno, una corretta informazione sulla raccolta differenziata e soprattutto la volontà di fare la propria parte.

Il messaggio è semplice:

Non aspettiamo che qualcuno cambi Filicudi. Iniziamo noi, un angolo alla volta

Salina, due ferite nella collisione tra catamarano e gommone. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 24 luglio 2026


 

Per "Un mare di cinema" domani proiezione al Centro Studi del documentario "Gela - Normandia. Il viaggio". Presente il regista