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domenica 16 agosto 2026

Eolienews ricorda Annamaria Lopes


La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento

Clamoroso furto al museo a Messina, nel giorno di Ferragosto: rubate quattro preziose opere di Antonello

Clamoroso furto d'arte nella serata di ieri, 15 agosto a Messina. 
Una banda, approfittando del clima di festa nella città dello Stretto dovuto anche alla tradizionale processione della Vara, è riuscita a introdursi all'interno delle sale espositive del Museo Accascina eludendo i sistemi di allarme e le protezioni di sicurezza e riuscendo a sottrarre quattro capolavori attribuiti al maestro Antonello da Messina.

I malviventi hanno agito con precisione, portando via tre tavole su cinque appartenenti al celebre Polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, estratta e asportata direttamente dall'interno di una teca blindata.

Sul posto sono intervenute le forze di polizia insieme agli specialisti della Scientifica, che hanno avviato i rilievi tecnici per ricostruire la dinamica dell'effrazione e raccogliere elementi utili a identificare i responsabili.
Il museo oggi resterà chiuso

La Parola, video commento al Vangelo di domenica 16 agosto 2026

Oggi, 16 agosto: San Rocco

Di questo Santo, che fu uno dei più illustri del secolo XIV e uno dei più cari a tutta la cristianità, si hanno poche notizie. Oriundo di Montpellier (Francia), della sua giovinezza si narrano cose meravigliose. Ventenne, rimasto privo del padre e della madre, distribuì parte dei suoi beni ai poveri e parte li donò ad uno zio paterno. Quindi, vestitosi da pellegrino, si avviò elemosinando alla volta di Roma, per visitare il centro del Cristianesimo, sede della verità e della civiltà, e per vedere il Pastore Supremo dei popoli e delle nazioni, il Papa.

Nell'attraversare le contrade della nostra bella Italia, seppe che la peste faceva strage in parecchie parti della penisola. Ed ecco S. Rocco nel genovesato, in Toscana, a Cesena, a Rimini e specialmente ad Acquapendente farsi consolatore dei poveri ammalati ed operare prodigi di cristiana carità. Fu salutato ovunque quale salvatore, ed in Roma il suo nome risuonò in benedizione. Ma egli schivava la lode e per evitarla, poco dopo aver soddisfatta la sua pietà, lasciò la Città Eterna e si portò a Piacenza, dove infieriva allora il morbo fatale. Qui il suo apostolato ebbe del meraviglioso, dell'eroico, del sovrumano, e Dio lo benedisse talmente, che gli bastava alle volte un segno di croce per rendere la sanità anche, a molti. Ma infine anch'egli fu attaccato dalla peste: per non essere di peso a nessuno si ritirò in un antro fuori della città, dove, consumato da febbre, soffrì dolori indicibili. La Divina Provvidenza però (come già un giorno al grande Anacoreta della Tebaide), quotidianamente gli inviava un pane per mezzo di un cane. Guarito per grazia di Dio e per l'aiuto datogli da un pio signore, che sulle orme del cane aveva rintracciato il povero sofferente, Rocco lasciò Piacenza e si ritirò in Francia. Quivi, creduto una spia, connivente lo stesso suo zio, a cui aveva lasciato parte dei suoi beni, fu messo in prigione. Passò quindi i suoi ultimi anni sconosciuto.


Alla sua morte, avvenuta come si ritiene il 16 agosto 1378, furono udite voci di fanciulli che gridavano: È morto il Santo! E le campane suonarono a festa da sole. S. Rocco era passato a ricevere il premio delle sue fatiche e delle sue opere buone.

Si seppe la storia della sua santa vita da uno scritto da lui lasciato all'edificazione dei posteri, ma più di tutto la sua santità ci fu resa nota dagli innumerevoli miracoli che la Provvidenza operò sulla sua tomba gloriosa. La devozione a S. Rocco è universale ed è invocato contro le malattie contagiose.

PRATICA. Visitiamo ed aiutiamo gli infermi, preghiamo per essi.


PREGHIERA. O Dio, che concedeste a S. Rocco la grazia di guarire col segno della croce quelli che erano infetti di peste, noi vi supplichiamo per i suoi meriti e per sua intercessione, di preservarci dal contagio e dalla morte subitanea ed improvvisa.

MARTIROLOGIO ROMANO. In Lombardia, san Rocco, che, originario di Montpellier in Francia, acquistò fama di santità con il suo pio peregrinare per l’Italia curando gli appestati.


ICONOGRAFIA


Nell'iconografia San Rocco spicca sicuramente per gli attributi inconfondibili che sottolineano la sua vita di apostolato tra i malati. Fra gli attributi più importanti vi è sicuramente il cane che fu per il Taumaturgo il segno tangibile della Divina Provvidenza che lo soccorse nelle condizioni di bisogno estremo. È simbolo della sua fedeltà alla chiamata divina.


San Rocco
titolo San Rocco
autore Raimondo Butera anno 1838


La conchiglia ricorda il pellegrinaggio a Santiago, ogni pellegrino che si recava in Galizia prelevava la conchiglia dalle spiagge, come segno dell’avvenuto pellegrinaggio. È simbolo della perseveranza: la vita di fede è per il discepolo è un cammino di fedeltà rinnovabile nelle cadute.

La piaga ricorda il morbo della peste che il Santo contrasse nei pressi di Piacenza. È simbolo della carità cristiana.


L'Angelo Celeste è l'anello che congiunge l'esperienza terrena del Santo alla presenza Divina che infonde coraggio, specie nei momenti di sofferenza solitarie e di umana ingratitudine. È simbolo della presenza Divina, che accompagna i passi del quotidiano


San Rocco
titolo San Rocco
autore Carlo Alberto Baratta anno 1640 - 1660

Il bastone richiama i lunghissimi cammini del pellegrino, con cui esercitò la carità in maniera insigne ed eroica, lenendo piaghe fisiche e morali, asciugando lacrime e consolando gli afflitti. È simbolo del pellegrinaggio della vita, un cammino verso l’Eterno

La “Croce rossa”, presente in poche riproduzioni, ricorda la voglia a forma di croce che aveva sul petto fin dalla nascita. È simbolo della predilezione divina ad essere Apostolo di Carità.


Il pane fu il sostegno nella famosa pausa a Piacenza, dove il Santo si isolò perché malato. Un cane gli portava l’alimento, prelevandolo dalla mensa del suo padrone Gottardo. È il simbolo dell’Eucarestia, sostegno nel cammino della vita.

La zucca o borraccia richiama ancora una volta il pellegrinaggio, custodiva l’acqua per lenire l’arsura nel cammino. È simbolo della sete del divino che c’è in ogni uomo.


titolo
autore Alessandro Zamboni anno 1863


Il sanrocchino è sempre un abito legato al pellegrinaggio, mantello corto di tela, che serviva a proteggere dalle intemperie. È simbolo della protezione divina e del senso della come pellegrinaggio verso l’Eterno.

La tavoletta fa memoria della scena agiografica in cui si racconta della grazia chiesta nel momento della morte da San Rocco: Il Signore accoglie la preghiera sincera dei suoi figli: Rocco anche in morte si mostra uomo di Carità. È simbolo della comunione dei Santi e quindi della preghiera di intercessione.


Bernardo Strozzi
titolo Bernardo Strozzi
autore san-rocco-bernardo-strozzi.jpg anno 1640


La Corona del Rosario che compare poche volte ricorda la sua vita di preghiera del Rosario che nasce proprio nel periodo storico in cui visse Rocco di Montpellier. È simbolo dell'orazione cristiana semplice e quotidiana.

Di notevole pregio il polittico di San Rocco, opera di Antonio Gandino, si compone di una grande tela centrale centinata, raffigurante il santo, contornata da undici tele quadrate più piccole, dove sono narrati altrettanti episodi della sua vita. In ordine, dal primo in basso a sinistra all'ultimo in basso a destra, si trovano: I genitori di san Rocco invocano alla Beata Vergine la grazia della sua nascita, Nascita di san Rocco a Montpellier, San Rocco distribuisce i suoi beni ai poveri, Confessione di san Rocco prima del pellegrinaggio in Italia, San Rocco riceve la comunione a Roma, San Rocco riceve la benedizione di papa Urbano V, San Rocco soccorre gli appestati, San Rocco benedice un gregge, San Rocco ammalato riceve un pane da un cane, San Rocco in preghiera riceve l'illuminazione divina e Morte di san Rocco ad Angera.


 

Buongiorno e buona domenica con questa cartolina dalle Eolie


 



 
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sabato 15 agosto 2026

I due soccorsi in contemporanea ed una sola ambulanza. L'editoriale di Salvatore Sarpi

A Lipari c’è un problema che, soprattutto nel periodo estivo, rischia di trasformarsi in una vera e propria emergenza nell’emergenza: all’ospedale è disponibile una sola ambulanza del 118 operativa per i soccorsi sul territorio.

Una situazione che, ieri, ha evidenziato, ancora una volta, tutte le sue criticità. Mentre il personale soccorritore del 118 era impegnato in un intervento in codice rosso, a circa otto chilometri dall’ospedale, si è verificato, a Quattrocchi, un incidente che richiedeva l’intervento dei soccorritori. 

Con l’unica ambulanza disponibile già impegnata, la giovane coinvolta nell’incidente è stata così raggiunta dai soccorsi soltanto dopo circa un’ora. 

Un’attesa che, fortunatamente, non ha avuto conseguenze gravi: sul posto sono intervenute due infermiere dell’ospedale, in quel momento fuori servizio, che hanno prestato le prime cure alla ragazza, la quale non ha riportato danni di particolare gravità.

Ma una domanda è inevitabile: cosa sarebbe accaduto se la giovane fosse stata in pericolo di vita? 

L’episodio non rappresenta, peraltro, un caso isolato. Situazioni analoghe si sono già verificate in passato e ripropongono un problema che merita una risposta concreta, soprattutto in un territorio dove i tempi di intervento possono essere inevitabilmente condizionati dalla disponibilità dei mezzi. 

È importante sottolineare che nessuna responsabilità può essere attribuita al personale del 118 impegnato nel soccorso. Gli operatori fanno il loro lavoro con professionalità e non possono certo avere il dono dell’ubiquità: se l’unica ambulanza è impegnata in un intervento urgente, non può contemporaneamente essere disponibile per un secondo soccorso.

Il punto, dunque, è un altro: la dotazione dei mezzi di emergenza è sufficiente a garantire la sicurezza di una popolazione che, nei mesi estivi, aumenta considerevolmente per effetto delle presenze turistiche? 

La risposta, alla luce di quanto accaduto, è più che ovvia: NO

 Per questo sarebbe opportuno valutare, almeno per il mese di agosto, quando sull’isola si registra un considerevole afflusso di turisti, l’attivazione dell’ambulanza dell’ospedale anche per i soccorsi sul territorio, affiancandola a quella del 118.

Non si tratta di chiedere un privilegio, ma di garantire una maggiore sicurezza a chi vive e a chi soggiorna a Lipari. Due emergenze che si verificano contemporaneamente non sono un’ipotesi teorica: è già accaduto. E la prossima volta potrebbe essere coinvolta una persona per la quale anche pochi minuti possono fare la differenza.

L’auspicio è quindi che l’episodio di questi giorni non venga considerato soltanto come un incidente fortunatamente risoltosi senza gravi conseguenze, ma come un campanello d’allarme. Perché nell’emergenza sanitaria non si può contare sulla fortuna: bisogna poter contare sui mezzi e sull’organizzazione.

Salvatore Sarpi

A Lipari: Hotel Villa Augustus

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Ginostra ancora segnata dal maltempo di luglio. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 15 agosto 2026


 

Accadde a Lipari il 15 agosto 2020. Camion dei rifiuti "vola" in mare a Bagnamare. Solo un miracolo evitò possibile tragedia




 

Lipari, in arrivo il Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze

 A Lipari si prepara a nascere il Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze. La proposta, avanzata dalla giunta guidata dal sindaco Riccardo Gullo, approderà ora all’esame del Consiglio comunale presieduto da Nuccio Russo, chiamato a dare il via libera al relativo regolamento.

Lo schema è già stato approvato dall’amministrazione e punta a coinvolgere direttamente le nuove generazioni nella vita istituzionale della comunità. L’obiettivo è creare uno spazio di partecipazione nel quale bambini e adolescenti possano esprimere idee, esigenze e proposte sui temi che riguardano il territorio e la loro quotidianità.

L’iniziativa si inserisce nel solco tracciato dalla Regione Siciliana, che ha riconosciuto nel Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze una funzione educativa e sociale, considerandolo uno strumento per avvicinare le nuove generazioni alla partecipazione democratica.

Il progetto mira quindi a favorire un confronto concreto sui servizi, sugli spazi urbani e sulle esigenze dei più giovani, trasformando le loro istanze in proposte da portare all’attenzione dell’amministrazione comunale.

Per la giunta Gullo si tratta anche di dare attuazione ai principi della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, garantendo ai minori la possibilità di essere ascoltati sulle questioni che incidono sulla loro crescita e sul benessere della collettività.

Il Comune di Lipari ha inoltre già aderito al percorso di accreditamento come “Città amica dei bambini e delle bambine”, promosso dal Comitato italiano per l’Unicef Fondazione ETS.

Il nuovo organismo rappresenterà dunque un ulteriore tassello nelle politiche dedicate all’infanzia e all’adolescenza, con l’intento di rendere i più giovani protagonisti della vita pubblica dell’isola e di rafforzare il dialogo tra le istituzioni e le nuove generazioni.


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Stromboli, domani XXVI "Maratona dei vulcani"

 

Foto d'archivio
Si disputerà domani a Stromboli, dalle 18 alle 20, la XXVI edizione della "Maratona dei Vulcani".

Queste le vie interessate: Via Mons. A. Di Mattina (ex Via Marina) - Via Regina Elena - Via Riposto - Via Vittorio Emanuele - Via Roma - Via Pizzillo

Eolienews ricorda Roberto Materia

 


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