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giovedì 20 agosto 2026

Operativo da stamattina il nuovo pontile degli aliscafi a Vulcano. L'Ansa del direttore Sarpi

(La foto è del Giornale di Lipari di Peppe Paino) 
Lipari, agosto 20 (Ansa)Il nuovo pontile aliscafi di Vulcano è entrato regolarmente in funzione stamattina, come disposto dall’Autorità marittima liparese, nonostante la richiesta del sindaco Riccardo Gullo alla Regione di rinviarne l’apertura.

La struttura è stata resa operativa a partire dal collegamento delle 6.05 sulla tratta Eolie-Messina.

Gullo aveva chiesto il rinvio, motivandolo con criticità di carattere sanitario legate all’assenza di una copertura per i passeggeri in attesa.

Una problematica che dovrà essere affrontata con la realizzazione di una struttura adeguata a protezione dal sole e dagli agenti atmosferici.

Nell’immediato, a garantire un po’ di riparo sono stati gazebo e ombrelloni messi a disposizione da alcune attività commerciali dell’isola.

L’entrata in servizio del nuovo pontile segna comunque una svolta attesa da undici anni. Tanto è, infatti, trascorso dalla realizzazione dell’approdo di emergenza, dopo la distruzione del vecchio pontile da parte della nave Novelli.

Il nuovo scalo rappresenta inoltre un’importante infrastruttura anche in vista di eventuali necessità legate alla Protezione civile. (ansa)

I ringraziamenti della famiglia Paino


 


"Eureka, le soluzioni giuste per le tue comunicazioni"

Corso Vittorio Emanuele 287 Lipari 





Oggi, 20 agosto: San Samuele

Samuele è l’ultimo giudice d’Israele e il primo dei profeti; la sua vita è narrata principalmente nei capitoli 1-15 del I libro di Samuele della Bibbia, gli altri capitoli parlano di Saul primo re, mentre il secondo libro di Samuele, parla del grande re Davide.
La vicenda della sua vita inizia verso il 1070 a.C. e finisce verso il 980 a.C.; come per altre figure della Bibbia, anche la sua nascita è dovuta alle preghiere di una madre pia ma sterile, come Sara moglie di Abramo, la madre di Sansone, ecc.; il figlio viene considerato in questo modo un dono divino, assoluto, frutto della preghiera materna e della grazia divina; Samuele avrà così questo nome che ha il significato di “l’ho domandato al Signore”.
La madre Anna nell’implorare la sua nascita perché sterile, fa voto al Signore di consacrarlo a Lui, secondo le regole del nazireato, che comprendeva fra l’altro la crescita senza il taglio dei capelli e l’astensione dalle bevande alcoliche.
Una volta nato, Samuele è tenuto in famiglia fino allo svezzamento, che a quell’epoca era prolungato fino al secondo o terzo anno di vita; giunto il momento, con il consenso del marito e padre del bambino Elkana, la madre Anna lo conduce al santuario di Silo, nella Palestina centrale, dove si custodiva l’Arca dell’Alleanza e lo consegna al gran sacerdote Eli, affinché cresca nel tempio, come consacrato a Dio.
Prima di ritornare, Anna eleva a Dio un cantico di lode, in cui si sottolinea la potenza divina, che trasforma la prepotenza dei potenti in un trionfo finale dei più deboli e la sterilità emarginante di una donna, in una fertilità di madre, come nel suo caso.
Il primo libro di Samuele, scritto come il secondo, da un anonimo nel secolo IX a.C., prosegue con la descrizione del santuario di Silo, dove in contrapposizione al giusto sacerdote Eli, vi erano i due figli Ofni e Finees, anch’essi per discendenza sacerdoti del tempio, che però erano ‘perversi’ abusando delle donne addette ad alcuni incarichi e non erano giusti nella ripartizione delle parti degli animali offerti.
Samuele cresce nel tempio e già da piccolo porta la veste sacerdotale, la madre viene a trovarlo ogni anno portandogli in dono un mantello, quasi per assicurarlo della sua presenza e protezione, Anna per maggior gloria di Dio, concepirà altri tre maschi e due figlie.
Il rivelarsi di Dio attraverso la parola dei profeti, in quell’epoca era raro, però Egli si manifesta al fanciullo e per ben tre volte lo chiama di notte, ma Samuele pensa che sia il suo maestro Eli, che dorme in una stanza accanto, quest’ultimo, emblema della vera guida spirituale, senza sostituirsi a lui, lo istruisce a rispondere così: “Parla Signore, perché il tuo servo ti ascolta”.
E alla quarta chiamata, Dio nominandolo suo profeta, gli predice la punizione proprio del suo maestro Eli, per la debolezza dimostrata verso i figli degeneri; al mattino Samuele rivelerà la profezia ad Eli, il quale da quel momento diventerà un suo discepolo e da giusto qual’era, dirà: “Egli è il Signore! Faccia ciò che è bene ai suoi occhi”. Ormai l’investitura di Samuele è ufficiale in tutta Israele, egli come profeta non è un sognatore o un mistico colpito da estasi, ma un personaggio che opera all’interno della storia e le sue profezie non caddero mai a vuoto.
Gli anni passano e all’orizzonte di Israele compaiono le truppe dei Filistei, popolo di origine egeo cretese, dotati di forte tecnologia militare; gli ebrei si scontrano in battaglia, subendo una prima sconfitta ad Afek sulla costa mediterranea e poi una seconda più grave, in cui gli ebrei vengono sconfitti definitivamente, i figli del gran sacerdote uccisi in combattimento e l’Arca dell’Alleanza, che veniva portata nelle battaglie, secondo le usanze ebraiche, viene catturata dai Filistei.
La notizia portata da un messaggero ad Eli, rimasto nel santuario di Silo, fa cadere per il dolore dal seggio il vecchio sacerdote, che si fracassa il cranio e muore; la città di Silo viene poi distrutta, avverandosi del tutto la profezia di Samuele. L’Arca in mano dei Filistei, peregrinò per vario tempo nei loro territori, ma eventi disastrosi per loro, l’accompagnavano, per cui si convinsero a restituirla agli ebrei; ma non essendoci più il santuario, fu tenuta per venti anni in vari posti, fino al tempo del re David, quando sarà collocata definitivamente a Gerusalemme.
Samuele in questo periodo, svolge il suo ministero profetico riportando gli israeliti al culto di Iahweh e a prepararli alla riscossa sui filistei, che di fatto li opprimevano. Li raduna tutti a Masfa di Beniamino e con preghiere, digiuni, confessioni dei peccati, si parla della guerra contro gli oppressori; gli ebrei eleggono Samuele come giudice (1050-1030).
I filistei insospettiti, decidono di attaccare gli ebrei, Samuele invoca Dio e tuoni e rombi immensi si scatenano nell’aria, per cui i filistei terrorizzati scappano, venendo sconfitti fino a Bet-Kar, e da allora non entrarono più in Israele, almeno fino a quando Samuele fu giudice.
Dopo la distruzione di Silo egli dimorava a Rama, dove era nato e nuova sede dell’Arca e del santuario, ogni anno girava per il territorio d’Israele giudicando nelle vertenze, presiedendo adunanze; il resto della sua vita fino alla vecchiaia è passato sotto silenzio.
Ormai molto anziano, con i propri figli Ioel e Abijiah che non seguivano le orme del padre determinando un malgoverno, la minaccia di nuova invasione filistea, spinsero il popolo a chiedergli di rinunziare alla carica e di nominare un re, che governasse e marciasse alla testa dei soldati, come era uso di quel popolo.
Prima titubante poi convinto da Dio, a cui aveva ricorso con la preghiera, Samuele consacra re Saul, in tre fasi, prima privatamente a Rama, poi con il sorteggio a Masfa e poi a Galgala lo presenta al popolo, ungendolo re. Samuele scrisse il codice (statuto) sul diritto del regno, quindi si dimise da Giudice e si congedò dal popolo con un discorso memorabile, indicando la via per conservare l’amicizia con Dio.
I libri di Samuele continuano con il racconto delle gesta di Saul come sovrano, delle sue vittorie e anche delle sue disubbidienze ai voleri di Dio. Samuele a cui Dio parlava nel sonno, si recò da Saul dopo la grande battaglia contro gli Amaleciti a rimproverargli di non aver adempito allo sterminio totale di quel popolo e dei suoi animali e di aver invece salvata la vita al loro re Agag e di aver preso per bottino tutti gli armenti migliori.
Poi davanti a Saul, Samuele uccide il prigioniero Agag, re di quegli acerrimi nemici d’Israele (ci è difficile capire questi atteggiamenti estremi, ma tutto va inquadrato negli usi, nelle vendette, nelle guerre esasperate di quell’epoca) e nel contempo egli dice a Saul che il Signore lo ha ripudiato come re, per darlo ad un altro più degno.
Pur se dispiaciuto di aver dovuto ripudiare Saul, Samuele, sempre su indicazione di Dio, si reca da Iesse il betlemita; arrivato a Betlemme si fece condurre davanti i sette figli presenti di Iesse, ma nessuno di loro gli veniva indicato da Dio come il futuro re, ma c’era un ottavo figlio, Davide, il più piccolo che pascolava le pecore, allora fattolo venire, Samuele riconobbe in lui il prescelto e con il corno dell’olio, alla presenza dei fratelli, lo consacrò re d’Israele, poi si alzò e ritornò a Rama.
La sua figura ricompare ancora fuggevolmente nelle vicende che riguardano il re David, la persecuzione contro questi di Saul, i circoli dei profeti residenti a Najat, ecc. ma ormai è Davide che irrompe con tutta la sua grandiosità di re nei capitoli successivi del secondo libro di Samuele.
Il profeta morì verso i novanta anni, tra il compianto di tutti gli israeliti e fu seppellito nella sua proprietà di Rama. Dopo morto, Samuele viene evocato da Saul prima della battaglia contro i Filistei e gli predice la sconfitta dell’esercito israeliano e la morte sua e dei suoi figli, sul campo.
La personalità di Samuele è affascinante, egli è prima un prescelto consacrato sin da bambino, poi profeta adolescente, ma accettato dal suo maestro Eli; senza essere un condottiero di eserciti come lo erano i giudici d’Israele, egli assume questa carica per la sua vittoria sui nemici del suo paese, ottenuta però con la preghiera e l’invocazione a Dio e come novello Mosé, le forze della natura lo favoriscono nell’impresa.
Pensa di creare una dinastia, ma i suoi figli degeneri non ne sono degni, allora pur essendogli doloroso mettersi da parte, nomina un re per Israele nella persona di Saul, per il quale mostrava sincero affetto. La delusione della ripudiazione come sovrano, non gli da soddisfazione di rivincita, anzi lo rattrista e intimamente prega per lui, dovette usare le maniere forti con Saul ma temperate da grande condiscendenza ed umanità; non potendo fare più niente per lui, si ritira nel silenzio della sua Rama.
Viene richiamato da Dio per ungere il nuovo re David e forte nella fede in Dio, lo fa sapendo di sfidare l’ira di Saul; sarà il consigliere e profeta cercato dallo stesso David e infine profetizza la fine di Saul anche dopo morto, è stato certamente uno dei più grandi profeti d’Israele.
Le sua reliquie furono scoperte nel 406 d.C. e trasportate a Costantinopoli con una solennità eccezionale, tra due ali di folla continua, dalla Palestina a Calcedonia. Al tempo della IV Crociata, esse furono portate a Venezia dove sono tuttora, venerate nel tempio di S. Samuele; a partire dal 730 il suo nome compare in tutti i Martirologi Occidentali al 20 agosto.




Autore: Antonio Borrelli

Buongiorno e buon giovedì con questa cartolina dalle Eolie


 

mercoledì 19 agosto 2026

Panarea...e i rifiuti restano per strada nonostante l'impegno del operatori. "Assoluta mancanza di programmazione"

 

Riceviamo e pubblichiamo: 

Dopo la raccolta di questa mattina ancora l’isola risulta devastata dalle conseguenze di una gestione imprudente approssimativa ed espressione di una assoluta incapacità di programmare i picchi estivi . 

La gestione della turnazione della nave dedicata è , verosimilmente , la fonte principale dell’emergenza che poi viene accresciuta da una presenza di operatori sul posto molto limitata, oggi pare siano solo tre. Operatori che si prodigano oltre il normale per tentare di limitare l’emergenza .

Chi predispone i servizi dovrebbe rispondere spiegando le ragioni di queste criticità e della assoluta mancanza di programmazione . 

Il tutto in un contesto nel quale vi è altissima presenza di turisti .

Terriccio sulla strada a Pianoconte. Concittadino finisce in ospedale e la strada viene ripulita

 


L'asfalto pieno di terriccio venuto giù con la pioggia di ieri mattina ed un nostro concittadino, Massimo Giunta, stamane, mentre si stava recando al lavoro, è caduto riportando tutta una serie di contusioni ed escoriazioni che lo hanno costretto, una volta soccorso, a fare ricorso alle cure ospedaliere e, poi, a restare immobilizzato in casa tra gli inevitabili dolori. 

E' accaduto stamattina di buon'ora nel pressi della Madonnina a Pianoconte e solo il caso ha voluto non riportasse delle fratture essendo finito sotto il mezzo a due ruote. 

Eppure che la pioggia avesse trasportato del terriccio sulle varie sedi stradali era sotto gli occhi di tutti e una ricognizione sul territorio, magari da parte della Protezione civile comunale, con contestuale intervento nelle criticità, avrebbe potuto scongiurare quanto accaduto e quanto potrebbe accadere in altre zone.

La beffa - così come ci evidenzia lo stesso Giunta - è che, subito dopo, evidentemente avvertiti di quanto era accaduto, sono intervenuti i cantonieri per ripulire quel tratto della strada provinciale. 



Documento integrale con cui si chiede rinvio apertura pontile di Vulcano. Liberty Lines informa "da domani si opera nel molo nuovo"

Per visualizzare l'intero documento, comprensivo della nota della Pro Loco Vulcano e dell'operatore turistico Zitelli, cliccare su questo link 
https://drive.google.com/file/d/1We8Pfs8VY7nr5PRZq_D8trhn_X_bLB4f/view?usp=sharing


I consiglieri comunali d'opposizione sul nuovo pontile aliscafi di Vulcano: "Basta scuse, si garantisca l'apertura"


Forse, anche nell'attuale approdo "d'emergenza", i viaggiatori sono sotto il sole. La foto è di oggi. Ringraziamo il lettore che l'ha postata su un nostro post su fb




Al Sindaco del Comune di Lipari Dott. Riccardo Gullo; Responsabile del Servizio di Protezione Civile del Comune di Lipari Dott. Domenico Russo; All'Assessore Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità;  All'Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità Dipartimento delle Infrastrutture, Mobilità e Trasporti; Al Circomare di Lipari; Al Presidente della Regione Siciliana; Alla Prefettura di Messina; Alla Capitaneria di Porto di Milazzo; Alla Liberty Lines; Alla Pro Loco di Vulcano

OGGETTO: NUOVO PONTILE ALISCAFI DI VULCANO - BASTA SCUSE, SI GARANTISCA L'APERTURA

I sottoscritti Consiglieri comunali del Comune di Lipari, in relazione alla nota del Sindaco e del Responsabile della Protezione Civile del 18 agosto 2026, prot. n. 34314, ritengono necessario intervenire con fermezza, perché le argomentazioni utilizzate per mettere in discussione l'imminente attivazione del nuovo pontile appaiono tardive, contraddittorie e francamente incomprensibili.

La prima questione riguarda la tempistica. Dalla riunione del 5 agosto sono trascorsi 14 giorni. È quindi sorprendente che soltanto oggi, a due giorni dall'apertura, il Sindaco rappresenti nuove problematiche relative alla viabilità e alla sicurezza.

Se tali criticità esistevano, dovevano essere affrontate per tempo, attraverso il necessario coordinamento con gli uffici, la Polizia Municipale, la Capitaneria e tutti gli altri soggetti interessati.

Non si può arrivare alla vigilia dell'apertura di un'opera strategica per Vulcano e scoprire improvvisamente problemi che avrebbero dovuto essere preventivamente gestiti dall'Amministrazione.

Particolarmente poco convincente appare poi l'argomento della mancanza di una copertura.

Sia chiaro: una copertura è certamente necessaria e deve essere realizzata. Ma la domanda è molto semplice: oggi gli aliscafi attraccano in commistione con le navi. E nell'attuale area di attracco non esiste comunque una copertura adeguata per i passeggeri in attesa, ma solo una struttura precaria. Cosa cambierebbe, dunque, mantenendo l'attuale situazione? Nulla. Anzi, con il nuovo pontile si risolverebbero problemi ben più importanti e immediati.

L'attuale utilizzo promiscuo della banchina da parte di navi e aliscafi determina congestione, sovrapposizione delle operazioni e soprattutto una situazione di forte criticità per la sicurezza dei pedoni.

I passeggeri sono costretti a transitare in aree nelle quali operano e sostano camion, automezzi e altri mezzi destinati alle operazioni di imbarco sulle navi.

È questa la situazione che dovrebbe preoccupare maggiormente chi ha responsabilità in materia di sicurezza.

Il nuovo pontile nasce invece proprio per separare i flussi delle navi da quelli degli aliscafi, riducendo la congestione e le interferenze tra pedoni e mezzi e garantendo maggiore sicurezza.

Per questo appare paradossale che, proprio alla vigilia dell'apertura, si utilizzi la mancanza della copertura come argomento per rallentare un'opera che può contribuire concretamente a migliorare la sicurezza dell'area portuale. Se il problema è garantire ombra e riparo ai passeggeri, lo si risolva concretamente.

Nelle more della realizzazione della copertura definitiva si può ricorrere a strutture amovibili e temporanee, come già avvenuto in altre aree del territorio. Ma questo non può essere un reale impedimento all’apertura di un’opera che è stata collaudata e dotata di tutti i pareri necessari.

Si può aprire il pontile e, successivamente o contemporaneamente, realizzare la copertura. Questa sarebbe una soluzione seria e responsabile.

C'è poi una domanda che merita una risposta chiara:

Quale altro approdo delle isole appartenenti al Comune di Lipari è oggi dotato di una copertura strutturale per gli aliscafi? Nessuno, tranne l’attuale approdo degli aliscafi dell’isola di Lipari realizzato dalla precedente amministrazione dopo vent’anni dalla sua apertura.

Perché proprio adesso, a Vulcano, questa esigenza sembra essere diventata una condizione quasi imprescindibile? Perché tutte queste preoccupazioni e tutte queste scuse arrivano proprio ora, per Vulcano?

Sia chiaro: nessuno sostiene che il nuovo pontile non debba essere migliorato. La copertura va realizzata. L'accoglienza va migliorata. La viabilità va organizzata.

Ma tutto questo può e deve essere fatto senza impedire l’imminente apertura di un'opera che serve proprio a eliminare le criticità oggi esistenti.

Il nuovo pontile consente di separare i flussi, ridurre la congestione e soprattutto aumentare la sicurezza dei pedoni.

Dopo 14 giorni dalla riunione del 5 agosto non è serio arrivare a 48 ore dall'apertura sollevando problematiche che avrebbero dovuto essere affrontate e risolte per tempo.

Non è serio utilizzare l'assenza di una copertura come motivo per mettere in discussione il nuovo pontile.

E non è serio ignorare che la situazione attuale nella banchina di attracco degli aliscafi e delle navi presenta proprio quelle criticità di sicurezza e commistione dei flussi che il nuovo pontile dovrebbe contribuire a risolvere.

Per questo riteniamo che l'Amministrazione debba smettere di cercare problemi dell'ultima ora e concentrarsi sulle soluzioni.

Si apra immediatamente il nuovo pontile. Si separino i flussi. Si garantisca la sicurezza dei pedoni. Si realizzi successivamente o in contemporanea la copertura, anche inizialmente con una soluzione amovibile, nelle more di quella definitiva.

E soprattutto si smetta di utilizzare la copertura come alibi. Perché una domanda, a questo punto, è inevitabile e riteniamo doveroso porla pubblicamente: non è che dietro questa improvvisa e sproporzionata attenzione sul nuovo pontile di Vulcano vi siano interessi o beghe politiche che vanno oltre il reale interesse dei cittadini e della sicurezza dell'isola?

Ci auguriamo sinceramente che non sia così. Ma proprio per fugare ogni dubbio, chiediamo all'Amministrazione di dimostrarlo con i fatti.

Vulcano non ha bisogno di scuse. Ha bisogno del nuovo pontile, di sicurezza, di ordine e di soluzioni concrete.

I Consiglieri comunali
Gaetano Orto, Raffaele Rifici, Angelo Portelli, Cristina Dante, Lucy Iacono, Adolfo Sabatini, Giorgia Santamaria

Casa di comunità dell'Asp a Lipari. Appena aperta...ci piove dentro. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 19 agosto 2026


 

Pontile di Vulcano, Longi (FdI): «Nessun ostacolo alla apertura. Serve rispetto istituzionale» Con Ansa del direttore Sarpi

 COMUNICATO
L'onorevole Eliana Longi (FdI)Facciamo chiarezza sulla riapertura del pontile degli aliscafi. 

“Domani, giorno 20 agosto, è prevista l’apertura ufficiale del nuovo pontile degli aliscafi di Vulcano, al termine di un percorso lungo e complesso che ha coinvolto l’Assessorato regionale alle Infrastrutture, la Capitaneria di Porto, l’amministrazione comunale e gli operatori della navigazione. Dopo la consegna del pontile da parte dell’Assessorato regionale il 24 luglio, l’amministrazione comunale convoca per il 5 agosto, dopo 12 lunghi giorni, il tavolo tecnico per valutare e risolvere le criticità evidenziate dagli operatori, tra cui Liberty Lines. Nei giorni seguenti sono stati effettuati gli interventi e gli adempimenti richiesti, fino alla consegna odierna di una passerella necessaria all’ormeggio. Al termine di questo percorso e a seguito delle prove di ormeggio effettuate a luglio 2025 e nuovamente a luglio 2026, la Capitaneria ha emesso l’ordinanza che consente l’apertura dell’approdo. Per questo stupisce la nota diffusa ieri sera dal Comune, a poche ore dalla riapertura, con la quale viene chiesto un ulteriore rinvio. Una richiesta difficile da comprendere alla luce del lavoro svolto nei tavoli tecnici, dell’adempimento delle prescrizioni indicate dagli organi competenti e di una stagione estiva ormai inoltrata. Sosteniamo chi, in questi mesi, ha lavorato concretamente per restituire a Vulcano il proprio pontile. Ringrazio l’assessore regionale Alessandro Aricò per aver portato avanti gli adempimenti necessari e sostengo l’attività della Capitaneria di Porto, che si è impegnata per consentire la riapertura nel più breve tempo possibile. Serve rispetto istituzionale: un’amministrazione comunale non può sovrapporsi a un’ordinanza della Capitaneria, soprattutto dopo un percorso tecnico nel quale le criticità sono state affrontate nelle sedi competenti. Quanto alla copertura dell’area di attesa, ringrazio le attività commerciali di Vulcano che hanno messo a disposizione gazebo e ombrelloni per garantire riparo dal sole ai passeggeri. Se l’assenza di una tettoia fosse un elemento ostativo, bisognerebbe interrogarsi anche sulle condizioni di altri approdi delle Eolie, da Filicudi ad Alicudi, da Stromboli a Panarea. A Vulcano, nelle more della realizzazione della copertura definitiva, i privati stanno dimostrando senso di responsabilità. Ad oggi non risulta alcun elemento concretamente ostativo alla riapertura prevista per domani mattina. Mi stupisce anche la presa di posizione di alcuni albergatori e, soprattutto, della Pro Loco a favore del differimento dell’apertura del pontile, che invece renderebbe molto più sicuro, agevole e confortevole l’imbarco e lo sbarco dei passeggeri nel pieno della stagione turistica. Dopo mesi di disagi, Vulcano ha bisogno che il pontile torni operativo e che le istituzioni lavorino nella stessa direzione. Chi ricopre incarichi istituzionali ha il dovere di smussare gli angoli e non di accentuarli, nell’unico interesse della comunità.”

L'ANSA DEL DIRETTORE SARPI 

Longi (FdI), 'nulla osta per apertura pontile a Vulcano, serve rispetto istituzionale'

 L’onorevole Eliana Longi (FdI) esprime perplessità sulla richiesta del sindaco di Lipari di un rinvio, arrivata a poche ore dall'apertura. A suo giudizio, non ci sarebbero elementi concreti tali da impedire l'apertura dell’approdo, tanto più nel pieno della stagione turistica.

  “Serve rispetto istituzionale – sottolinea la deputata - Un’amministrazione comunale non dovrebbe sovrapporsi a un’ordinanza della Capitaneria dopo un percorso tecnico nel quale le criticità sarebbero già state affrontate nelle sedi competenti”. 

  Per ciò che riguarda la copertura dell’area di attesa per i passeggeri. Longi evidenzia che, in attesa della copertura definitiva, alcune attività commerciali di Vulcano hanno messo a disposizione gazebo e ombrelloni per offrire riparo dal sole. 

 “Vulcano – dice - ha bisogno di un pontile operativo e che le istituzioni lavorino nella stessa direzione, mettendo al centro gli interessi della comunità e della stagione turistica. (Ansa)

San Bartolomeo, l'appello dell'arcivescovo Accolla sulla grande festa di Lipari. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 19 agosto 2026


 

E' deceduta Maria Bambino in De Pasquale

Le onoranze funebri sono a cura della ditta ALFA&OMEGA di Lipari
Al caro Santino, alle figlie, ai generi e ai familiari tutti le sentite condoglianze 
della famiglia Sarpi e di Eolienews

 

L’effetto Instagram e l’illusione Eolie: quando l’overtourism consuma la bellezza (di Giacomo Montecristo - referente Azione Isole Eolie.

 Le Isole Eolie sono diventate uno dei simboli più evidenti di come l'algoritmo possa plasmare e saturare la geografia del viaggio. Reels su Instagram e video su TikTok proiettano in loop scatti di calette selvagge e aperitivi al tramonto. Il risultato è la creazione di un desiderio collettivo standardizzato: un’esperienza da consumare in poche ore, replicando esattamente lo scatto dell'influencer di turno.

Questo fenomeno alimentato dai social media ha fatto esplodere il turismo "mordi e fuggi". Centinaia di escursionisti sbarcano ogni giorno da minicrociere e imbarcazioni private, invadendo le viuzze di Stromboli o Panarea per poi ripartire prima del tramonto. A fronte di questo assalto estivo, i quotidiani locali e le comunità residenti continuano a denunciare l'insostenibilità di un modello basato su una stagionalità estrema, concentrata in appena un mese.

L'altra faccia dell'arcipelago: caro vita e spopolamento

Le Eolie non potranno vivere di un turismo inteso in questo modo. Dietro la patina patinata dei social media si nasconde una realtà complessa che pesa quotidianamente sulle spalle dei residenti:

I costi insostenibili della vita insulare: Raggiungere le isole comporta costi di collegamento altissimi che si riflettono inevitabilmente sui prezzi al consumo. La nota dolente è che questo caro vita non scompare a settembre, ma rimane una costante per tutto l'anno a carico di chi nell'arcipelago vi abita stabilmente.

L'emergenza abitativa: Trovare un alloggio per famiglie e giovani coppie è diventato quasi impossibile. L'esplosione delle affittanze brevi e la presenza di seconde case che rimangono sbarrate per dieci mesi all'anno privano la comunità locale del diritto alla casa.

Lavoro stagionale ed esodo giovanile: La mancanza di un'economia diversificata offre opportunità solo nei mesi estivi. Appena si chiude la stagione estiva, la difficoltà di trovare un impiego costringe i giovani ad andare via per cercare un futuro altrove.

L'abbandono invernale e il taglio dei servizi: Con l'arrivo dell'inverno, le Eolie si trasformano in isole sole e abbandonate al proprio destino. La perdita prolungata di residenti si traduce in un progressivo ridimensionamento dei servizi essenziali: le scuole vedono ridurre costantemente il numero degli iscritti e diversi uffici pubblici vengono chiusi o trasferiti sulla terraferma, a Milazzo.

Regolamentare per salvare la comunità

Le recenti richieste apparse sulla stampa locale chiedono con forza un cambio di rotta mirato a governare i flussi e difendere la vivibilità delle isole. Tra le misure urgenti evidenziate emergono:

1. Contingentamento dei vettori giornalieri: Limitare e calendarizzare le autorizzazioni di sbarco per le imbarcazioni non di linea e i vaporetti che portano visitatori occasionali nei porti minori.

2. Capacità di carico e gestione dei rifiuti: Stabilire un tetto massimo alle presenze contemporanee per isola e imporre ai trasporti commerciali l'obbligo di smaltire a proprio carico i rifiuti generati dai passeggeri in transito.

3. Pianificazione economica e tutela della residenzialità: Promuovere politiche destinate a incentivare l'affitto a lungo termine per residenti e diversificare il tessuto produttivo locale per rompere la monocultura del turismo mensile.

Senza interventi normativi incisivi e strutturali, le Eolie rischiano di trasformarsi nel fondale statico per una foto ricordo, privando le comunità residenti della propria identità e condannando l'arcipelago a un inesorabile svuotamento umano e culturale.

Giacomo MONTECRISTO - referente Azione Isole Eolie.

 


Ci sono luoghi che non si raccontano: si vivono.

Ristorante Da Giovanna a Panarea

Da Giovanna è il ristorante dove la tradizione eoliana incontra l'alta cucina: ingredienti selezionati, pesce freschissimo, sapori autentici e piatti raffinati, pensati per emozionare.

Ogni dettaglio è pensato per chi cerca il privilegio della discrezione, il lusso dell'autenticità e il piacere di esperienze che restano nella memoria.



Da Giovanna a Panarea, in via San Pietro, in questa estate, è il ristorante eoliano preferito del jet set nazionale ed internazionale, per chi desidera vivere un'esperienza di gusto in un ambiente elegante e riservato. 

Hunziker, Boccia, De Benedetti, Di Girolamo, De Zerbi, sposi ed invitati dei diversi matrimoni vip, tutti ammaliati dai sapori e dalla raffinatezza del Ristorante Da Giovanna

Sindaco di Lipari chiede rinvio apertura pontile aliscafi a Vulcano, L'Ansa del direttore Sarpi

Lipari, 19 agosto (Ansa) Il sindaco di Lipari, Riccardo Gullo, ha chiesto alla Regione il rinvio dell’apertura del nuovo pontile degli aliscafi di Vulcano, prevista per domani. La richiesta è stata avanzata all’assessorato regionale delle Infrastrutture e della Mobilità. Alla base della richiesta, si riferisce, ci sono criticità di carattere sanitario legate all’assenza di coperture per i passeggeri in attesa. Sul pontile, infatti, non è prevista alcuna protezione dal sole e dagli agenti atmosferici. Si profila così uno scontro con l’Autorità marittima, che ha disposto l’apertura con ordinanza del comandante del porto di Lipari, Gianmaria Arangio.

La criticità era già stata segnalata dal vicesindaco Saverio Merlino nella riunione del 5 agosto con l'Autorità marittima liparese.
Il sindaco ha quindi chiesto alla Regione di valutare il rinvio dell’apertura. 
Gullo ha inoltre sollecitato la convocazione urgente di una riunione operativa. (ansa)

Eolienews ricorda Orazio Costanzo

 La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento

Il cordoglio del sindaco Gullo e dell'amministrazione comunale per la scomparsa del prof. D'Amico


 

A Lipari: Hotel Villa Augustus

Cliccando sull'immagine in alto sarete trasferiti al nostro sito per informazioni e/o prenotazioni

Oggi, 19 agosto: San Giovanni Eudes

Giovanni nacque il 14 novembre 1601 da pia e modesta famiglia a Ri, un villaggio vicino ad Argentan nella Normandia. Fin da giovinetto diede prova di grande virtù e di profonda pietà, dimostrando una particolar devozione alla SS. Eucarestia ed a Maria Vergine.
Alunno dei Gesuiti nel collegio di Caen, compì brillantemente gli studi di Lettere e di Filosofia, dai Padri Gesuiti di Caen, ricevendone una solida formazione umana e spirituale. II 25 marzo 1623, entrò a far parte della Congregazione dell'Oratorio: venne ordinato sacerdote il 20 dicembre 1625; fu discepolo del cardinale Pierre de Bérulle e iniziò la sua attività pastorale dedicandosi alla cura degli appestati e alle missioni popolari. Ebbe fama di grande predicatore.

Fondò nel 1641 la Congregazione di Nostra Signora della Carità del Rifugio, un istituto religioso femminile destinato al recupero delle prostitute in cerca di redenzione: l'Ordine ottenne l'approvazione di papa Alessandro VII il 2 gennaio 1666.
Consacrato sacerdote a Parigi, incominciò subito a esercitare con zelo il suo apostolato, da essere definito dal celebre Padre Olier di San Sulpizio: « La rarità del suo secolo ».
Si dedicò quindi alle missioni e percorse la Normandia, una parte della Bretagna, la Borgogna, la Piccardia, la Sciampagna, la Brie, riportando ovunque grandissimi frutti.

Con l'approvazione del cardinale Richelieu, nel 1643 Giovanni Eudes abbandonò l'Oratorio e decise di dedicarsi alla formazione del clero secondo i dettami del Concilio di Trento: a tale scopo, il 25 marzo 1643 fondò a Caen la Congregazione di Gesù e Maria, una società di vita apostolica destinata particolarmente alla direzione dei seminari e alle missioni parrocchiali; nel 1674, la congregazione ottenne la particolare protezione di papa Clemente X.

Si fece promotore e diffusore della devozione ai Sacri cuori (in onore dei quali nel 1637 scrisse il libello "La vita e il regno di Gesù") e compose l'ufficio liturgico delle messe per le feste del Cuore Immacolato di Maria (celebrata per la prima volta nel 1648) e del Sacro Cuore di Gesù (1672). Dopo vent'anni di oratorio, ispirato dal Signore, fondò, assieme a cinque suoi compagni, la « Congregazione dei Sacerdoti di Gesù e di Maria » per la formazione dei chierici. Scopo della sua Congregazione è la direzione dei Seminari, le missioni al popolo e gli esercizi al clero. Diede ancora vita ad altre sante istituzioni, quali l'Ordine di Nostra Signora della Carità, l'Istituto del Buon Pastore d'Angers, e la Società del Cuore ammirabile della Madre di Dio.


Giovanni si impegnò particolarmente a promuovere il culto liturgico e la devozione ai Cuori Sacratissimi di Gesù e di Maria, celebrandone per il primo le feste ogni anno e lasciando alla sua Congregazione di celebrarle con grande solennità. Per questo ebbe dal Pontefice Leone XIII il bel titolo di autore del culto liturgico dei Cuori Sacratissimi di Gesù e di Maria.

Acceso di amore ardentissimo verso questi due Cuori amabili, ne scrisse l'ufficio liturgico, istituì in loro onore confraternite, e compose ammirabili libri di pietà.

Fedelissimo al Papato e suo strenuo difensore, oppose un argine all' eresia dei Giansenisti che in quei tempi devastava la Chiesa di Dio. Non si lasciò sviare né da odii, né da persecuzioni, né da calunnie, ma, qual fedele seguace di Gesù, pregò e perdonò ai suoi nemici.

All'età di 79 anni, affranto dalle fatiche e dagli anni, ripetendo di continuo i nomi soavissimi di Gesù e di Maria, tante volte invocati in vita, spirò santamente a Caen il 19 agosto 1680.

S. Pio X lo dichiarò beato e Pio XI lo ascrisse al catalogo dei Santi nell'anno 1925. La sua statua fu collocata nella basilica di S. Pietro, assieme a quelle dei santi fondatori di ordini religiosi.


PRATICA. Imitiamo S. Giovanni Eudes nella sua ardente devozione ai Cuori Sacratissimi di Gesù e di Maria.

PREGHIERA. O Signore, che per promuovere il culto al tuo Cuore sacratissimo e a quello immacolato della tua Madre, ti sei degnato di eleggere il beato Giovanni, concedici che seguendo i tuoi esempi giungiamo, sotto la sua protezione, anche noi al tuo dolcissimo amplesso nel cielo.

MARTIROLOGIO ROMANO. San Giovanni Eudes, sacerdote, che si dedicò per molti anni alla predicazione nelle parrocchie e fondò poi la Congregazione di Gesù e Maria per la formazione dei sacerdoti nei seminari e quella delle monache di Nostra Signora della Carità per confermare nella vita cristiana le donne penitenti; incrementò moltissimo la devozione verso i sacri Cuori di Gesù e di Maria, finché a Caen nella Normandia in Francia si addormentò piamente nel Signore.