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sabato 2 gennaio 2016

Grande Guerra (1915-18) I caduti eoliani (rubrica a cura di Giuseppe Cirino). Il settimo caduto eoliano : Merlino Angelo

IL SETTIMO CADUTO EOLIANO NELLA GRANDE GUERRA

MERLINO ANGELO

Merlino Angelo di Bartolomeo  nato a Lipari (Canneto) il 16 marzo 1895 – distretto militare di Messina
Soldato del 47° Reggimento  Fanteria di Linea  
Morto il 1° dicembre 1915  a Mantova per le  ferite riportate in combattimento all’età di 20 anni
Sepoltura: Sacrario di Mantova

Unità di appartenenza

Brigata Ferrara – 47 ° / 48° Reggimento di Fanteria

Sede dei reggimenti in tempo di pace: 47° Fanteria , Lecce – 48° Fanteria Ferrara.
Distretti di reclutamento: Belluno, Bologna, Cefalù, Firenze, Monza, Parma, Sacile, Salerno.
Periodi di permanenza della Brigata Ferrara al fronte:

Anno 1915:
-          Dal 5 luglio al 18 agosto: Castel Nuovo – Q.92 (San Michele);
-          Dal 7 al 25 novembre: Cima3 e Cima 4 del Monte San Michele – Valloncello Alberato Isonzo – Cappella diruita di San Martino;
-          Dal 13 al 29 dicembre: Cima 3 e Cima 4 – Valloncello Albero Isolato – Cappella diruita di San Martino.

Alla fine della Guerra le perdite della Brigata Ferrara ammonteranno a :

47° Reggimento
Ufficiali
Truppa
Morti
Feriti
Dispersi
Morti
Feriti
Dispersi
88
231
85
1487
7102
3362

48° Reggimento
Ufficiali
Truppa
Morti
Feriti
Dispersi
Morti
Feriti
Dispersi
88
250
107
1216
8353
3755


Circostanze della Morte del soldato Merlino Angelo

Dai diari di guerra della Brigata Ferrara:

Il 7 novembre del 1915 la Brigata è in linea sul Carso schierata fra Cima 4 del San Michele e la Strada Sdraussina – San Martino.
                Iniziatasi la 4^ Battaglia dell’Isonzo (10 novembre – 5 dicembre), fra il 10 e 24 novembre assalta più volte Cima 4; il 21, il II/47° riesce ad occupare parte della così detta “Trincea curna”, catturando circa 200 prigionieri; respinto nella notte un ritorno offensivo del nemico, il giorno successivo viene conquistata la posizione detta “La Cappella”, con la cattura di circa 230 prigionieri; infine, il giorno 23, il II/48° penetra nella trincea nemica detta “Superiore” (fra Cima 4 e l’Albero Isolato), e vi conquista un ridotto, catturando altri 500 prigionieri. Alla brigata , esausta per l’aspra lotta e per le fortissime perdite subite (circa 1400 uomini dei quali 76 ufficiali) viene concesso il meritato riposo; fra il 23 e il 26 novembre viene sostituita e inviata a Romans per riordinarsi. Il 13 dicembre torna di nuovo in linea fra Cima 4 e San Martino, ove i reparti si alternano fino al 29, giorno in cui la brigata viene inviata a riposo a Chiopris.
                Il Soldato Merlino Angelo venne ferito, sul finire della  4^ Battaglia dell’Isonzo, tra  il Settore di Monte San Michele e Monte San Gabriele. Quasi certamente la ferità non fu mortale, ed il fante morì per complicazioni sopraggiunte da infezioni.   Durante il 1° Conflitto Mondiale, non erano ancora stati scoperti gli antibiotici e ferite oggi curabili, divenivano mortali a causa della cancrena o per setticemia.  Ciò si deduce anche dal fatto che, dal primi punti di soccorso spesso improvvisati nelle immediate vicinanze della prima linea (ospedaletti da campo), i feriti venivano successivamente inviati ad ospedali periferici dove si trattavano i casi più urgenti. Il tasso di mortalità in questa fase era molto alto, circa il 60% dei feriti non sopravviveva; mentre gli altri venivano inviati per cure più accurate negli ospedali centrali posti fuori dalla zona di guerra, ma anche, li molti continuavano a morire per le complicazioni che sopraggiungevano. E’ quindi provabile, che questo sia stato il percorso seguito da Merlino Angelo,  dal suo ferimento al giorno della sua morte, avvenuta il 1° dicembre 1915 a Mantova.
   
Dal 10 novembre al 5 dicembre (4^ Battaglia dell’Isonzo) il 47° reggimento subirà le seguenti perdite

Ufficiali
Truppa
Morti
Feriti
Dispersi
Morti
Feriti
Dispersi
9
29
1
149
357
1


Altri Caduti Eoliani appartenenti alla Brigata Ferrara:

-          Merlino Angelo;
-          Natoli Antonino di Antonino;
-          Taranto Raffaele.

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