Liberty Lines, già affidataria fino al 30 settembre 2018 del servizio di trasporto veloce passeggeri nello Stretto di Messina, agiva nell’intento di ottenere il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale da lei subito in conseguenza della nota del settembre 2018 con la quale l’allora ministro dei Trasporti Toninelli, al fine di scongiurare il pericolo d’interruzione di servizio pubblico, piuttosto che prorogare per ulteriori dodici mesi il contratto in essere con la Società, di fatto consentì la gestione a Bluferries; atto questo riconosciuto illegittimo dal Consiglio di Stato con una sentenza del febbraio 2023. Di qui, la richiesta risarcitoria sulla quale si è adesso pronunciato il Tar del Lazio.
I giudici si sono occupati di accertare se, nel caso specifico, fosse stato possibile rinvenire nella condotta tenuta dall’Amministrazione tutti gli elementi costitutivi dell’ingiustizia del danno. Partendo dal fatto che Liberty «non possa pretendere il risarcimento del danno da mancata aggiudicazione, non essendovi alcuna prova che, in caso di mancato affidamento diretto a Bluferries e indizione immediata di una relativa gara, si sarebbe aggiudicata il servizio fin dal 1° ottobre 2018», il Tar ha ritenuto che la società abbia "sicuramente perso la chance di poter conseguire tale risultato a causa di un comportamento illegittimo della stazione appaltante che, avendo affidato il servizio esercitando in modo scorretto la propria funzione, l’ha sostanzialmente privata della possibilità di ottenerne l’aggiudicazione». Da ciò il diritto al risarcimento dovuto.

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