Scrive l'assessore Gianni Iacolino su fb in "Rinascita eoliana - Riccardo Gullo sindaco"
𝐔𝐧𝐚 𝐧𝐨𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐯𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐫𝐚𝐦𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐫𝐫𝐮𝐛𝐛𝐚.
È risaputo, Ficarra e Picone lo dicono sempre, che le grandi rivoluzioni nascono sempre davanti a un caffè. I nostri eroi dell'opposizione, fedeli a questa nobile tradizione, presidiano con encomiabile costanza i tavoli dei bar locali, da cui dirigono con sagacia la loro battaglia contro chi, incautamente, continua a costruire strade, aprire cantieri e assumere personale. Una vera vergogna. Come si permettono?
C’è un momento, nella vita amministrativa di un Comune, in cui finalmente le cose iniziano a muoversi: opere pubbliche che partono in tutte le isole, concorsi che ripartono dopo anni di stallo, una pianta organica che torna a respirare, un bilancio che, dopo stagioni di emergenza, viene ricostruita pezzo per pezzo con un lavoro tecnico serio e faticoso.
E proprio in quel momento, come in una commedia dal copione fin troppo prevedibile, arriva puntuale l’ingiunzione dell’ATI Messina, proprio al momento giusto per dare ossigeno e speranza a chi ambisce a ritornare nel palazzo.
𝐔𝐧 𝐜𝐚𝐬𝐨? 𝐔𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐢𝐧𝐜𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚? 𝐎 𝐟𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐢𝐧𝐜𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐩𝐞𝐫𝐟𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐝𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐛𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐢𝐚𝐭𝐞?
Il déjà-vu che nessuno ricorda (o finge di non ricordare) viene rilanciata con toni apocalittici da alcune testate locali e viene presentata come una rivelazione improvvisa, peccato, però, che non sia affatto nuova.
Un provvedimento analogo, infatti, era già stato emesso prima dell’approvazione dell’ultimo bilancio (2025), e l’Amministrazione lo aveva regolarmente impugnato. Quel procedimento è tuttora al vaglio del TAR.
E qui nasce la prima domanda spontanea: com’è possibile che un ente con funzioni pubbliche, l'ATI, emetta un nuovo provvedimento mentre il precedente è ancora sub iudice?
Qual è la fretta?
O meglio: di chi è la fretta?
Il tempismo perfetto… per chi vuole bloccare tutto!
Il nuovo atto dell’ATI arriva esattamente mentre:
il Comuna avvia numerosi cantieri per la realizzazione di opere importanti;
il Comune sta completando i concorsi per ricostruire la pianta organica;
si tiene la riunione tecnica ricognitiva sul bilancio tecnico;
si tenta finalmente di uscire da una crisi amministrativa che dura da anni.
È difficile non notare che un provvedimento del genere, emesso proprio ora, tenta di produrre due effetti molto concreti:
1. bloccare o rallenta le assunzioni, quelle che altri — in passato — non hanno voluto, saputo o potuto fare;
2. rimettere in discussione il bilancio, un meccanismo già visto e rivisto, noto a tutta la cittadinanza, il cui ritardo, tanto agognato da chi si è opposto in tutti i modi, tanti danni ha creato.
Sembra quasi un manuale di maccartismo amministrativo: non si attacca direttamente, non si dice “fermate tutto”, ma si crea un clima di sospetto, si getta un’ombra, si insinua il dubbio.
E il risultato desiderato è lo stesso: spargere discredito e tentare la paralisi amministrativa.
La domanda che nessuno vuole fare (ma che è doveroso porre) è: chi ha firmato questo provvedimento?
È la stessa persona che, come alcune ricostruzioni giornalistiche sottolineano, ha ricoperto ruoli nel Comune di Lipari? Certamente capta anche nella vita amministrativa che qualche amicizia non viene dimenticata?
Se anche questo capitasse a Lipari – sempre astrattamente parlando -, non sarebbe illegale, certo. Ma sarebbe quantomeno opportuno chiarirlo, al fine di non destare sospetti tra i più maliziosi.
C’è poi un’altra questione, più sostanziale:
ATI Messina, invece di attivarsi per assumere il servizio come previsto dalla legge, perché continua a produrre atti che complicano la vita dei Comuni, già complicata dalla stessa incapacità di passare alla fase operativa gestionale?
La sensazione, sempre più diffusa, è che si stia assistendo a un rovesciamento dei ruoli:
l’ente che dovrebbe garantire un servizio essenziale sembra impegnato più a generare contenziosi che ad assumersi il servizio in regime di gestione unica e di tariffa unica come è già avvenuto nella maggior parte delle “Province siciliane”, quindi a risolvere i problemi e non a crearli.
Sobriamente, senza gridare allo scandalo, basta osservare i fatti:
un provvedimento emesso nel momento più delicato per il Comune, un precedente ancora pendente al TAR, un tempismo che definire “curioso” è un eufemismo, e un clima di sospetto che ricorda certe stagioni in cui bastava un’ombra per bloccare tutto, ma questo non accadrà!
La replica dei consiglieri d'opposizione
Non tutte le caramelle sono innocue: Iacolino, la legalità ad intermittenza e gli atti che pesano
Caro Assessore Iacolino,
definire “caramella alla carrubba” un provvedimento dell’ATI Messina significa solo una cosa: non avere argomenti nel merito.
Comprendiamo tuttavia il riferimento gastronomico. Le caramelle alla carrubba, a quanto pare, non mancano mai nella stanza del Sindaco, elegantemente esposte e generosamente offerte a chi quella stanza la frequenta con particolare assiduità.
Forse, mentre vergava il suo intervento, ne stava gustando una. Si spiega così la leggerezza con cui liquida un atto amministrativo che, invece, pesa eccome.
Ma qui non siamo davanti a una caramella.
Siamo davanti a un provvedimento che smentisce in modo netto la legittimità degli aumenti tariffari che avete difeso.Ed è singolare — molto singolare — che oggi venga messo in discussione, con allusioni nemmeno troppo velate, proprio un provvedimento firmato da Giuseppe Torre, già Segretario Generale del Comune di Lipari.
Quando Torre sedeva a Lipari e controreplicava alle nostre osservazioni in Consiglio, veniva citato come riferimento autorevole.
Spesso Lei stesso si trincerava dietro le sue parole per respingere ogni nostra contestazione.
Allora era garanzia di legalità.
Oggi diventa improvvisamente sospetto.
Non è un’allusione?
O la credibilità vale solo quando conviene?
La verità è che finché gli atti sostenevano la vostra narrazione erano impeccabili.
Quando invece un provvedimento mette nero su bianco ciò che abbiamo sempre sostenuto — e cioè che su tariffe e bilancio esistono criticità serie — allora scatta il sospetto, il tempismo “curioso”, la teoria della coincidenza perfetta.
Parliamo poi dei cantieri, che Lei evoca con enfasi.
Il 90% di quei cantieri è frutto della programmazione, della lungimiranza e dei finanziamenti ottenuti da chi vi ha preceduto.
Voi vi siete limitati — e meno male che lo avete fatto, anche se malamente — a portarli in esecuzione.
Peraltro con ritardi tali da mettere seriamente a rischio la perdita di alcuni finanziamenti già acquisiti. E questo purtroppo è un rischio concreto, in quanto la scadenza è il prossimo 30 giugno e alcuni di questi interventi non sono stati neanche consegnati. Un disastro.
Per non parlare del finanziamento di 3 milioni e mezzo per il prolungamento del pontile aliscafi, perso da questa Amministrazione.
Altro che rivoluzioni davanti al caffè.
E sui concorsi?
Ricordiamo all’Assessore che la gran parte delle procedure concorsuali è stata bandita dalla precedente amministrazione.
Alcune sono state concluse in tempi record, tanto che vi siete ritrovati immediatamente sei nuovi assunti di diverse categorie.
Gli altri concorsi già banditi hanno trovato luce solo per due procedure, peraltro conclusesi di recente dopo oltre tre o quattro anni.
Gli altri sono finiti nel dimenticatoio, sostituiti da percorsi alternativi.
Chissà perché.
Quanto poi a ciò che sta accadendo nella procedura per dirigente, proprio nel momento in cui si era giunti alla fase conclusiva, alla nomina del vincitore per scorrimento da una graduatoria richiesta da voi, dopo che altri due avevano rinunciato, ecco il colpo di scena: si cambia procedura, con un vero e proprio atto di Giunta, disponendo l’indizione di un altro concorso dopo che il primo è fallito.
Altri soldi, altro sperpero di denaro.
Ecco che allora affiorano i cattivi pensieri. Possibile che il Sindaco e l’Amministrazione comunale abbiano tempestivamente cambiato la procedura di assunzione in corso, interferendo nella stessa, perché il candidato meglio posizionato dopo le rinunce, proveniente da un’altra graduatoria, non era di loro gradimento?
Speriamo e ci auguriamo che non sia così. Ma, come diceva il saggio Andreotti, “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina”.
Cosa ci dice al riguardo il prode difensore della legalità, Iacolino?
Quando la politica entra in procedimenti che dovrebbero restare rigorosamente tecnici, il tema non è il “tempismo” degli altri, ma la coerenza propria.
La legalità non è uno slogan.
Non è un vessillo da agitare quando serve e da relativizzare quando disturba.
Si predica bene.
Ma poi?
Su questo argomento ritorneremo presto. Eccome se ritorneremo.
Noi continuiamo a fare una cosa semplice: leggere gli atti.
E quando gli atti parlano, le battute non bastano più, caro Assessore ai Servizi Idrici Iacolino
I Consiglieri Comunali
Gaetano Orto, Cristina Dante, Lucy Iacono, Adolfo Sabatini, Raffaele Rifici, Angelo Portelli, Giorgia Santamaria
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