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lunedì 23 febbraio 2026

Condanna definitiva per omicidio stradale per l'automobilista che travolse e uccise Valentino Trovato

 Era l’alba del 25 agosto 2017 quando a Lipari, lungo la via Falcone e Borsellino, una Smart e uno scooter si scontrarono violentemente. 

Sul mezzo a due ruote, come si ricorderà, viaggiavano Valentino Trovato, 37 anni, e una giovane isolana. 

Per il PR originario di Acireale, ma con radici liparesi e fortemente radicato sul territorio, non ci fu nulla da fare: morì poche ore dopo, nonostante un disperato trasferimento in elisoccorso a Messina: la ragazza rimase gravemente ferita. 

A distanza di oltre otto anni, per il palermitano Francesco Guglielmino, che all’epoca aveva 27 anni ed era alla guida dell’auto, è arrivata la condanna definitiva per omicidio stradale. 

La quarta sezione della Corte di Cassazione, presieduta da Lucia Vignale, ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’imputato, confermando la pena di un anno e mezzo già stabilita nei precedenti gradi di giudizio. 

La Suprema Corte ha così avallato le decisioni della Corte d'Appello di Messina e del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, che, pur riconoscendo le attenuanti generiche, hanno ritenuto provata la responsabilità dell’automobilista. 

Guglielmino è stato condannato anche al risarcimento dei familiari della vittima, costituitisi parte civile insieme all’Associazione nazionale familiari e vittime della strada, oltre al pagamento di 3 mila euro alla Cassa delle ammende e di oltre 11 mila euro di spese processuali. 

Secondo la ricostruzione, emersa nel corso dei processi, a seguito di consulenza redatta dal perito del Tribunale, Guglielmino viaggiava ad una velocità superiore ai 50 chilometri orari, non adeguata alle condizioni della carreggiata. Il giovane, inoltre, sarebbe risultato in stato di ebbrezza, con un tasso alcolemico pari a 0,86 grammi per litro, e avrebbe invaso la corsia opposta. 

Anche la vittima, tuttavia, presentava profili di responsabilità: secondo i giudici, viaggiava a una velocità di circa 10 chilometri orari oltre il limite con un tasso alcolemico di 0,48 grammi per litro. Elementi che hanno portato al riconoscimento di un concorso di colpa del 30%. 

La difesa dell’imputato ha sempre contestato la dinamica, sostenendo che Guglielmino fosse stato costretto a spostarsi verso sinistra a causa di mezzi parcheggiati irregolarmente e mettendo in dubbio sia il limite di velocità, sia l’attendibilità del test alcolemico.

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