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sabato 22 novembre 2008

Ginostra, il porto, i danari spesi e da spendere, la soluzione migliore. Rammarico, riflessioni e interrogativi di un cittadino

Riceviamo dal rag. Roberto Piemonte e pubblichiamo.
Caro Direttore,
ho letto degli ennesimi danni subiti dal Porto di Ginostra a causa degli odierni eventi meteomarini.
Avendo vissuto la mia infanzia a Ginostra ed avendo anche un immobile, sito nello stesso borgo, non posso non manifestare tutto il mio rammarico ed il mio sconforto nell'apprendere, dalle notizie che giungono, che il porto avrebbe subito, ancora una volta, danni ingenti e rischia
di non poter essere agibile per consentire l'approdo dei mezzi.
Oggi però mi chiedo, e spero se lo chiedano anche gli abitanti di Ginostra, le Autorità competenti, il progettista e che Lei, attraverso il suo sito, ne faccia un tema di approfondimento:
- quanto denaro pubblico è stato, fino ad oggi, speso per ripararare i danni provocati dal maltempo al porticciolo?;
- quanto durerà e/o resisterà il prossimo intervento che mi auguro venga fatto al più presto?
- è giusto continuare a spendere, forse inultimente, dei soldi per una struttura che ha richiesto e, nel tempo, richiederà certamente ulteriori interventi?;
- alla luce dell'esperienza vissuta, sarà il caso, con gli stessi danari, pensare di realizzare una nuovo porto nella zona di Lazzaro ove, sicuramente, sarebbe più riparato e protetto dalla violenza dei marosi e dunque sempre utilizzabile anche nel caso di interventi di protezione civile ed ovviamente richiederebbe ben pochi interventi?
Mi auguro che i miei quesiti trovino delle risposte adeguate e che, in tempi di crisi, come quelli odierni, chi ci governa, in coscienza, sappia individuare delle soluzioni che, per una mano, facciano salvo il diritto all'esistenza degli abitanti di Ginostra e per l'altra realizzino delle infrastrutture idonee alla loro importante funzione untilizzando, con parsimonia, il pubblico denaro.-
Roberto Piemonte
Caro Roberto,
mi trovi pienamente d'accordo sul fatto che non si possono continuare a gettare denari in mare per una struttura sempre a rischio e quindi non efficiente (lo dimostrano i fatti); fatto salvo che i residenti a Ginostra non possono e non debbono rinunciare al loro diritto alla mobilità, è mia opinione che è giunto, per chi ha obblighi e competenze, il momento di riflettere(forse era meglio farlo prima ed ascoltare chi sosteneva che in quella zona un porto non aveva nè senso nè lunga vita) sul da farsi e avere il "coraggio" di puntare decisi, se è il caso, su altre soluzioni.
Le tue domande pertinenti e precise, che credono siano le stesse che molti eoliani si pongono, oltre a trovare adeguate risposte e ad avviare un eventuale "dibattito" a cui questa redazione darà spazio, devono essere da input per avviare un costruttivo dibattito, pacate e realistiche riflessioni, interventi concreti e non di "pia assistenza" per i ginostresi, non fonte di continuo finanziamento per quelle(a) imprese(a) che ormai con assiduità sono costrette ad intervenire su quel molo e che, giustamente, rivendicano e incassano le relative spettanze

Ginostra: Molo di protezione civile sconvolto dal mare

Lo spazio temporale tra le 12,00 e le 12 e 30 si è rivelato quest'oggi indimenticabile(in negativo) per le Eolie. Poco prima che ad Acquacalda crollasse in mare il pontile dell'Italpomice, a Ginostra un’onda di violenza inaudita, alta circa 12 metri, si è abbattuta sul molo di protezione civile causando danni, che da lontano (è infatti praticamente impossibile avvicinarsi) sembrano ingentissimi e che riguarderebbero la parte portante della struttura.

La parte centrale del pontile prima dell'inabissamento

Questa foto ci è stata inviata da un nostro amico, nonchè lettore di Eolienews, e immortala il momento in cui la parte centrale del pontile dell'Italpomice sta per inabissarsi.
Grazie anche a nome dei lettori del nostro giornale online



Acquacalda: Crolla il pontile dell'Italpomice

Ore 12.30- Sotto l'imperversare del vento e dei marosi crolla la parte centrale del pontile dell'Italpomice. Una struttura che già da qualche tempo mostrava, tra l'altro, i segni dell'usura del tempo e dell'azione corrosiva dei marosi.

In basso: Il pontile dell'Italpomice quando era in attività e veniva utilizzato per caricare i mercantili

Eolie isolate. Si contano i danni, in particolare a Ginostra

Eolie isolate a seguito delle violente raffiche di vento da ovest- nord-ovest che hanno ingrossato il mare e il cui moto ondoso viene stimato in forze sette-otto. Stromboli, Ginostra, Panarea, Alicudi e Filicudi non sono raggiunte da aliscafi e traghetti da ieri pomeriggio. Questa mattina si sono anche fermati i mezzi in partenza da Milazzo per Vulcano, Lipari, Salina e ritorno. Stop anche al collegamento da e per Messina.
Danni ingenti a Ginostra dove il mare ha inghiottito tre imbarcazioni dal vecchio molo del Pertuso ed ha nuovamente danneggiato l'approdo della Protezione Civile, asportando il grigliato dell'approdo aliscafi. La strada di collegamento con il borgo risulta danneggiata in più punti ed invasa da detriti e massi.
Le mareggiate a Lipari hanno interessato nuovamente la frazione di Acquacalda abbattendosi nella zona di San Gaetano, dove sono in corso i lavori per la protezione dell'abitato. Le forte raffiche di vento, che hanno raggiunto anche i 75 km/h, hanno inferto un duro colpo alle attività agricole, spezzato rami, rovesciato motocicli, abbattute delimitazioni e recinzioni e danneggiato anche alcuni pali della rete elettrica. La pioggia del mattino ha creato i soliti disagi in via Roma e a Canneto e non solo a Calandra.
Nelle foto in basso: una "fontana" a Canneto, lo "spettacolo" del mare da Quattrocchi






Lipari: "Riaprono" le cave di pomice..per un sopraluogo ai fini della messa in sicurezza

"Riapriranno" il prossimo 27 novembre, a quasi quattordici mesi di distanza, le cave di pomice di Porticello a Lipari. Una riapertura dell'area ancora sottosequestro finalizzata esclusivamente ad una minuziosa ispezione da parte della Protezione civile e che segue i numerosi solleciti avanzati dal comune di Lipari, attraverso il dirigente del IV settore Domenico Russo, sui rischi per la pubblica incolumità ad essa collegati. Rischi, legati allo stato di abbandono delle cave, alla mancata messa in sicurezza e alla non attuazione dei cosidetti profili d'abbandono, che si manifestano in particolare in caso di precipitazioni atmosferiche che spingono sin sulla strada provinciale limitrofa ogni tipo e quantità di materiale.
Per non parlare poi dell'azione delle acque meteoriche che stanno scavando tutt'intorno alla stessa strada facendo paventare il rischio di un suo "collasso". Situazione, tra l'altro, "toccata con mano" dall'ing. Salvatore Cocina, responsabile del Dipartimento della Protezione civile regionale, durante il volo di verifica compiuto in occasione della frana di Acquacalda. Al sopraluogo di squisita natura tecnica, oltre alla Protezione civile regionale, prenderanno parte uomini del NOE (Nucleo operativo ecologico) dei carabinieri, dell'Ente minerario, della Forestale, del comune di Lipari e della Provincia regionale. Nei giorni scorsi Giuseppe Picciolo (PD) aveva presentato una interrogazione irgente all'assessore regionale al Territorio ed Ambiente sulla necessità di mettere in sicurezza le cave di pomice di Porticello. Premettendo che "le cave in località Porticello, dismesse e attualmente sotto sequestro giudiziario, non sono curate e idoneamente custodite e, pertanto, in occasione di condizioni metorologiche avverse producono spargimento di detriti lungo gli assi viari limitrofi, impedendo di fatto la circolazione" aveva chiesto di sapere "quali ragioni hanno finora impedito di procedere alla corretta manutenzione delle cave di pomice; se non si ritenesse, in vista della stagione invernale, di dovere predisporre un intervento urgente: se si condividesse la consapevolezza che, se abbandonata a se stessa, la cava nel tempo può produrre danni anche maggiori all'intera orografia della zona di Porticello".

venerdì 21 novembre 2008

Le dichiarazioni dell'on. Mantini: "Anche la tratta Eolie-Napoli come trasporto pubblico locale"

Le dichiarazioni dell'on. Pierluigi Mantini, Presidente dell'Osservatorio Parlamentare per il Turismo.
"Il convegno promosso dalle amministrazioni comunali di Lipari e delle isole minori siciliane, presso la Sala del Refettorio della Camera dei Deputati, è stato sicuramente un successo per l'attenzione suscitata negli ambienti politici e istituzionali sul grave ed annoso problema dei collegamenti di trasposto con le isole minori.
Intervenendo al Convegno anche in qualità di Presidente dell’Osservatorio Parlamentare per il Turismo ho inteso sottolineare che la sicurezza e l'efficienza dei trasporti non siano solo un diritto costituzionale dei cittadini isolani ma anche un interesse fondamentale dell'Italia sotto il profilo del turismo e dell'allungamento della stagione turistica. Condivido pienamente le richieste avanzate e in particolare:
-il rispetto del principio della continuità territoriale e la domanda di mobilità dei cittadini delle isole minori siciliane che garantisce il soddisfacimento dei bisogni primari del cittadino (salute, istruzione, sicurezza, giustizia, lavoro), nonché l'uguaglianza sostanziale di cui all'art. 3 della Costituzione e trattato di Amsterdam;
-il rinnovo della convenzione con la società Siremar sino ml 31/12/2012 così come previsto nel comma 998 dell'art. 1 della legge n0296 del 27/12/2006, con una razionalizzazione dei costi e degli itinerari, che preveda dei servizi adeguati ad assicurare il soddisfacimento delle esigenze connesse alla mobilità e allo sviluppo economico e sociale delle comunità isolane (comma I dell'art. 8 della legge n° 684/74) attraverso una necessaria fase di concertazione con le stesse; l'apertura di un tavolo di concertazione tra le Amministrazioni centrali, regionali e locali che possa valutare i servizi oggetto di convenzione;
-l'aumento della spesa prevista nel comma 998 dell'art. n°1 della Legge n0296/2006 per il sastegno della convenzione, assolutamente non idonea a garantire le stesse; considerata la mancata richiesta da parte della Regione siciliana per la cessione gratuita della Siremar, il blocco del processo di privatizzazione della stessa attraverso la scorporo dalla privatizzazione della Tirrenia, in quanto in contrasto con quanto stabilito dal 4° comma dell'art. 57 del DL n° 112/2008 che cita "in deroga agli articoli 10, 17 e 18 del decreto legislativo n° 422 del 1997 e sussistendo comprovate esigenze economiche sociali, ambientali anche al fine di assicurare il rispetto dal principio della continuità territoriale e la domanda di mobilità dei cittadini, le Regioni possono affidare, l'esercizio di servizi di cabotaggio a società di capitale da esse interamente partecipate secondo le modalità stabilite dal diritto comunitario" con l'avvio presso l'Unione Europea dal processo di deroga alla privatizzazione;
-che per la Siremar si preveda una compagine sociale costituita dallo Stato, dalla Regione e dai Comuni isolani interessati; che la nuova Siremar sia dotata di un adeguato sostegno finanziario a carico dello Stato e della Regione in base al principio che le ragioni di economia relativa illa spesa pubblica non possono valere nel caso di servizi così essenziali senza che nessuno intervenga in sostituzione;
-il blocco della dismissione del naviglio in atto avviato dalla Siremar che sta comportando disagio notevole alle popolazioni delle isole minori della Sicilia;
-il mantenimento degli attuali livelli occupazionali; di considerare li tratta Eolie-Napoli come trasporto pubblico locale al pari dei collegamenti con Milazzo;
che la Regione Siciliana, nella questione dei trasporti marittimi, assuma un ruolo attivo dichiarando immediatamente la propria disponibilità ad entrare nella proprietà e nella gestione della nuova Siremar a fianco dello Stato e delle altre amministrazioni isolane interessate, stanziando a tal fine le risorse adeguate.
In tal senso confermo il mio impegno personale per tutte le iniziative utili a sollecitare il governo nazionale e la Regione Sicilia all'adempimento di fondamentali doveri"

Filicudi, acqua a perdere. L'intervento di Fonti e Megna

Una lettera è stata inviata dai consiglieri comunali Gesuele Fonti e Francesco Megna (IL FARO) all' Assessore ai Servizi Idrici, al Dirigente del IV Settore e per conoscenza al Sindaco del comune di Lipari. Oggetto l' approvvigionamento idrico a mezzo navi cisterna a Filicudi.
Hanno evidenziato di essere venuti a conoscendo di una segnalazione degli abitanti e cioè che "allorquando nella zona portuale arriva la nave cisterna della Società Marnavi di Napoli è parecchio il liquido che finisce in mare"
Megna e Fonti hanno di accertare con immediatezza quanto segnalato dai cittadini di Filicudi.
Contestualmente, i consiglieri comunali, reiterano la richiesta più volte avanzata di conoscere i quantitativi di acqua in entrata dal dissalatore e navi cisterna e in uscita all’utenza, isola per isola.

Trasporti marittimi: Ruolo di primo piano per la Federalberghi delle Eolie

La Federalberghi Isole Eolie ha deciso di giocare un ruolo importante nel processo di riorganizzazione del trasporto marittimo alle Eolie, nella speranza che questo possa contribuire a portare al rinnovo della convenzione con la Siremar e al mantenimento/miglioramento del nostro sistema trasporti. Oltre a partecipare alla Commissione Trasporti del Comune di Lipari, Federalberghi si è prodigata direttamente per l’organizzazione del convegno tenutosi a Lipari lo scorso 15 novembre presso l’hotel La Filadelfia e soprattutto ha fornito un contributo essenziale nel rapporto tra maggioranza e opposizione affinché si arrivasse alla stesura di quel documento unico che ha consentito di incorporare le migliori istanze provenienti da una parte e dall’altra. Si tratta del documento approvato il 18 novembre dal Consiglio Comunale, poi presentato a Roma al Convegno tenutosi il 19 c.m. a Montecitorio e trasmesso alla Commissione Parlamentare Trasporti.
Federalberghi è stata ufficialmente ringraziata dal Sindaco di Leni, Podetti, per l’organizzazione (in collaborazione con l’Associazione Ama Le Eolie) del Convegno di Roma. L’importanza della presenza di Federalberghi è stata evidenziata dal Senatore Giovanni Pistorio che ne ha auspicato la partecipazione al tavolo tecnico assieme allo Stato, alla Regione e ai Comuni. Inoltre, nel corso del convegno di Montecitorio, Federalberghi ha voluto dare un segnale importante sia coinvolgendo direttamente gli Onorevoli Pistorio e Mantini sia garantendo, a proprie spese, la presenza di ben dieci associati. Oltre al Presidente ( Christian Del Bono ) e al Vicepresidente ( Alberto Oliviero ) erano infatti presenti: Caterina Conti , Nino Di Giovanni , Anselmo Urso , Eleonora Zagami , Augusto D'Albora , Alberto Oliviero , Pippo Raffiti e Franco Cotroneo.
Il Presidente di Federalberghi ha evidenziato che, nonostante ci si trovi spesso ad operare circondati da infrastrutture inadeguate, le Isole Eolie rappresentano un prodotto turistico “maturo” che si confronta quotidianamente con un mercato globale. Un quadro trasporti certo ed efficiente che consenta di programmare e rendere accessibili le Eolie a costi competitivi deve essere uno dei presupposti basilari della nostra politica di sviluppo turistico. Egli ha aggiunto che data l’irreversibilità del processo di privatizzazione, diventa a questo punto fondamentale ottenere da una parte una proroga adeguata della convenzione, dall’altra la possibilità di partecipare attivamente alla stesura del bando di affidamento dei servizi marittimi. La cui formulazione non potrà, ovviamente, prescindere da un’analisi dei costi di gestione e dei ricavi del sistema trasporti e dallo studio di una strategia che consenta di razionalizzarne le linee ed innovarne i servizi.

Cimitero di Pianoconte: Il grazie del consigliere Biviano all'assessore China

Questa la lettera che il consigliere Giacomo Biviano ha inviato all’Assessore ai Servizi Cimiteriali Rag. Giulio China.
IL TESTO:
Affettuoso e garbato Assessore China,
I due aggettivi con i quali l’ho contraddistinta, mi creda, mai, politicamente parlando, forse sono stati è sono più appropiati per sottolineare la sua concreta affidabilità verso le genti da noi amministrate o rappresentate.
Con la presente, infatti, desidero renderle pubblico riconoscimento all’iniziativa da Ella intrapresa affinchè finalmente, si riesca ad ampliare il precario e minuscolo Camposanto di Pianoconte.
Ella, Assessore China, si è dimostrato “affettuoso”, proprio perchè con consapevolezza umana ha interpretato le esigenze della comunità pianicontara; “Garbato”, in virtù del fatto che garbatamente ma in modo deciso ha indirizzato un sollecito perentorio all’Amministrazione intera affinchè la stessa, in veste del Sindaco e per manovalanza dirigenziale, esiti pratiche di individuazione e quindi di esproprio di terreni deputati alla stessa opera.
A nome di quanti rappresento e di quanti si identificano nel problema stesso la ringrazio con infinita vicinanza. Fermo restando, caro Assessore China, di comprendere che la mia del 13/05/2008 ebbe soltanto lo scopo di rappresentarle un argomento unite ad esigenze a Lei particolarmente care, visto il suo approccio fattivo alla quotidianità di quanti ci circondano e di quanti, purtroppo, ci salutano.
Stimandola,
Il Consigliere Comunale
Partito Democratico
(Dott. Giacomo Biviano)
L'assessore China, nei giorni scorsi, era intervenuto con una netta presa di posizione sulla delicata problematica. Ecco che cosa aveva scritto:
A seguito di molteplici lamentele ricevute dai residenti della frazione di Pianoconte e alle note dei consiglieri Gesuele Fonti, Francesco Megna e Giacomo Biviano, in merito alla inammissibilità di trovare nel cimitero della borgata loculi disponibili per la sepoltura dei defunti, considerato che nel piano triennale delle opere pubbliche 2008-2010 è stata prevista la realizzazione dell'ampliamento del su menzionato cimitero e che non è stato approntato un progetto esecutivo rappresentativo dell'ampliamento, si invitano i dirigenti a provvedere alla nomina di un tecnico comunale che possa redigere la relativa progettazione, affinchè si proceda all'acquisto o esproprio del terreno confinante. Tale richiesta ha carattere d'urgenza.
Giulio China
Assessore ai cimiteri del Comune di Lipari

Ex Pumex e Mozione D'Alia sui trasporti. Gli articoli sulla Gazzetta del Sud di oggi

I lavoratori non hanno ricevuto l'indennità di fine rapporto
Alecci sollecita a Lombardo la stabilizzazione degli ex Pumex
Salvatore Sarpi
Lipari
Il prefetto Francesco Alecci interviene con una lettera al presidente della Regione Raffaele Lombardo sulla "delicatissima situazione che attiene le condizioni di vita dei lavoratori ex Pumex, ancora più significativa nella propria negatività in quanto rapportata alle anguste dimensioni dell'isola di Lipari sotto l'aspetto delle inesistenti soluzioni lavorative alternative".
Il prefetto ha auspicato, ove ritenuta necessaria, la convocazione presso la Presidenza della Regione di una apposita riunione, alla quale chiede di partecipare personalmente, con tutte le realtà istituzionali che sulla vicenda risultano titolari di proprie competenze affinchè da un esame congiunto possa derivare l'assunzione delle più opportune determinazioni da parte della Regione siciliana.
Il dottor Alecci ha evidenziato di aver ricevuto nei giorni scorsi, durante una sua visita a Lipari, una delegazione dei 38 lavoratori ex Pumex, l'azienda pomicifera liparese. «Questi – ha scritto il prefetto – sono impegnati quali LSU presso il comune di Lipari, in attività proprie dell'ente, originariamente per 6 ore al giorno, successivamente ridotte, mentre nei loro confronti era stato previsto da parte dell'assessorato regionale del Lavoro l'inserimento in strutture dell'assessorato regionale dei Beni Culturali già presenti o in fase di istituzione nell'arcipelago eoliano. Questa iniziativa non si è ad oggi realizzata. Nonostante le reiterate pressanti richieste a codesta Regione non si è infatti proceduto ad alcun atto determinativo da parte della giunta regionale per instaurare uno stabile rapporto di lavoro nel settore dei Beni Culturali. Nella riunione i lavoratori hanno ripetuto con forza la impossibilità di proseguire oltre in questa situazione che si è ulteriormente aggravata in quanto «nessuno di loro ha ricevuto dal precedente datore di lavoro l'indennità di fine rapporto».
Scorporarla dalla Tirrenia
D'Alia: evitare la privatizzazione della Siremar
«Il governo rinnovi la convenzione con la società Siremar per assicurare adeguati servizi di collegamento con le isole minori della Sicilia: il processo di privatizzazione che interessa l'azienda sta recando notevoli disagi ai cittadini e non assicura la mobilità e lo sviluppo economico delle comunità isolane».
Lo chiede una mozione presentata al Senato dal Gruppo Udc-Svp e Autonomie, a prima firma del presidente Gianpiero D'Alia e sottoscritta anche dal senatore del Pd Raffaele Ranucci. «La natura delle isole siciliane, tutte abitate per l'intero anno e collegate in zone decentrate del Paese, fa si -sostiene D'Alia- che non esistano le condizioni per garantire un'attività di cabotaggio privato.
«Bisogna bloccare il processo di privatizzazione della Siremar attraverso lo scorporo della privatizzazione della Tirrenia, con il conseguente avvio in sede europea del processo di deroga. Il Governo -chiede D'Alia- faccia con Tirrenia ciò che ha fatto con Alitalia: sono in ballo il principio della continuità territoriale, la domanda di mobilità dei cittadini e i loro stessi bisogni, nonchè l'uguaglianza sostanziale garantita dalla Costituzione».
«Ci aspettiamo poi un forte coinvolgimento della Regione Siciliana nel gestione della nuova Siremar a fianco dello Stato, perchè siano stanziate risorse adeguate che mantengano inalterati i servizi e gli attuali livelli occupazionali».
Intanto ha provocato disagi limitatili lo sciopero dei marittimi delle navi del gruppo Tirrenia. Gli utenti sono stati preventivamente avvertiti e inoltre sulle stesse rotte servite dalla Tirrenia operano altri gruppi armatoriali privati.
I sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno garantito i collegamenti marittimi nelle "fasce protette": di primo mattino e in tarda serata. Fermi dunque solo i traghetti ed i mezzi veloci in partenza dalle 12 di ieri e fino alle 12 di oggi. È il caso ad esempio, a Napoli, del traghetto Vincenzo Florio che, giunto ieri mattina da Palermo, ripartirà soltanto domani sera per il capoluogo siciliano.

Crisi occupazionale degli ex lavoratori Pumex. Il prefetto Alecci scrive al Presidente Lombardo

Questo il testo della lettera che il prefetto di Messina Francesco Alecci ha inviato nei giorni scorsi al Presidente della Regione Raffaele Lombardo sulla delicata situazione degli ex lavoratori Pumex.
"Ho presieduto una riunione presso il comune di Lipari in relazione all'attività connessa all'incarico di Commissario delegato per l'emergenza delle Isole Eolie conferitomi dal mese di Febbraio u.s. con apposita ordinanza del Presidente del consiglio dei ministri.
Nell'occasione, ho aderito di buon grado alla richiesta di ricevere una delegazione dei 38 lavoratori ex pumex, azienda operante nel settore della estrazione della pomice nell'isola di Lipari e che, a seguito di un provvedimento dell'autorità giudiziaria di sequestro dell'area dello stabilimento, non ha più potuto proseguire da circa un anno la propria attività ed ha dovuto quindi porre in mobilità i dipendenti in questione.
Dopo aver personalmente partecipato il giorno 15/10/2007, con una delegazione di esponenti sindacali dei lavoratori e della parte datoriale e con il sindaco, ad un'apposita riunione convocata a Roma, presso il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale che non ebbe però alcun utile sviluppo, la vicenda è stata successivamente seguita con attenzione dall'Assessorato del Lavoro della Regione Siciliana.
La situazione attuale vede le cennate 38 persone impegnate quali LSU presso il comune di Lipari in attività proprie dell'ente civico, originariamente per 6 ore al giorno successivamente ridotte, mentre nei loro confronti era stato previsto da parte dell'Assessorato Regionale del Lavoro, l'inserimento in strutture dell'Assessorato Regionale dei Beni Culturali già presenti o in fase di istituzione nell'arcipelago eoliano.
Questa iniziativa non si è ad oggi realizzata.
Nonostante le reiterate pressanti richieste a codesta Regione non si è infatti proceduto ad alcun atto determinativo da parte della Giunta Regionale per instaurare uno stabile rapporto di lavoro nel settore dei Beni Culturali.
Nella riunione di ieri i lavoratori hanno ripetuto con forza la impossibilità di proseguire oltre in questa situazione che si è ancora vieppiù aggravata atteso che nessuno di loro ha tutt'oggi ricevuto dal precedente datore di lavoro la indennità di fine rapporto. Impossibiole comunque risulta per i medesimi proseguire un'attività che in atto produce a loro benificio un reddito mensile di poche centinaia di euro, anche a causa della anzidetta riduzione del periodo orario di impiego giornaliero da 6 a 4 ore non ricevendo il comune di Lipari alcuna integrazione da altri Enti per sostenere la retribuzione in discorso.
Nel corso dell'incontro surrichiamato mi sono state pertanto rivolte vivissime premure per intervenire nei confronti di codesta Presidenza al fine di sollecitare il succitato atto determinativo da parte della Regione siciliana che consentirebbe una stabile attività occupazionale per i lavoratori interessati, i quali hanno precisato come nessuno dei medesimi possa essere definito “lavoratore precario” giacchè il loro precedente regolare rapporto di lavoro-che per taluni durava da decenni- è stato interrotto improvvisamente in seguito alla esecuzione di atti della competente Autorità Giudiziaria e non per cause connesse a crisi aziendale o di mercato.
Rassegno tutto quanto sopra alla personale attenzione della Signora Vostra, segnalando la delicatissima situazione che attiene le condizioni di vita dei lavoratori anzidetti, ancora più significativa nella propria negatività in quanto rapportata alle anguste dimensioni dell'isola di Lipari sotto l'aspetto delle inesistenti soluzioni lavorative alternative, rivolgendo l'auspicio che, ove ritenuta necessaria, possa essere indetta con urgenza presso codesta Presidenza una apposita riunione, alla quale chiedo sin d'ora di partecipare personalmente, con tutte le realtà istituzionali che sulla vicenda di cui trattasi risultano titolari di proprie competenze affinchè da un esame congiunto possa derivare la assunzione delle più opportune determinazioni da parte di codesta Regione Siciliana".

giovedì 20 novembre 2008

EOLIE: PER UNESCO NESSUN PROBLEMA, NON RISCHIANO CANCELLAZIONE

"Non esiste un 'problema Eolie' per l'Unesco". Lo ha assicurato, rispondendo ai giornalisti, il presidente della commissione nazionale italiana per l'Unesco Gianni Puglisi, in occasione dell'apertura della Giornata mondiale della Filosofia, promossa dall'Unesco, che si svolge a Palermo press la sede della Fondazione Banco di Sicilia.
Puglisi, parlando alla presenza del direttore generale dell'Unesco, Koichiro Matsuura, ha detto che "non c'e' un problema Eolie a meno che unilateralmente non si pensi di modificare il sito". Matsuura al riguardo ha puntualizzato che il comitato dell'Unesco "e' lieto delle misure che sono state adottate. Aspettiamo adesso un rapporto dal governo italiano per il febbraio 2009". Rispondendo a un'altra domanda dei giornalisti, Matsuura in precedenza aveva escluso che vi siano siti siciliani o italiani che rischiano di essere cancellati. Parlando poi dei nove siti siciliani tutelati dall'Unesco (cinque naturali e quattro culturali), Matsuura ha sottolineato: "E' importante che la comunita' locale si occupi della tutela di questi siti. Il rischio riguarda il loro stato di conservazione. E noi dobbiamo pensare alla loro salvaguardia per tramandarli alle future generazioni. Uno dei pericoli riguarda i disastri naturali come i terremoti e i maremoti. L'altro pericolo e' rappresentato dall'urbanizzazione dallo svilupo economico che non deve danneggiare i siti. Un'altra questione importante -ha aggiunto Matsuura- riguarda la ricettivita' dei siti: e' fondamentale garantire l'accesso ai turisti". Matsuura, in Sicilia per la prima volta, si e' detto molto lieto di visitare l'isola. Domani si rechera' alla Valle dei Templi di Agrigento.

Trasporti: Soddisfazione del sindaco Bruno per la nuova risoluzione "Valducci" e il testo di quest'ultima

Riceviamo dal sindaco di Lipari Mariano Bruno e pubblichiamo.
Con viva soddisfazione, Vi rimetto copia del nuovo testo approvato dalla IX Commissione della Camera dei Deputati, appena fattomi pervenire dall'On.le Garofalo, nel cui contesto potrete notare che, nell'impegnare il Governo,al punto 2 vengono recepite le istanze approvate all'unanimità dal Consiglio Comunale di Lipari nella seduta del 18/11/2008, e dai Sindaci delle isole Minori della Sicilia e della Campania nel corso dell'incontro tenutosi a Roma il giorno 19 c.
Con la collaborazione delle associazioni e della cittadinanza, si potranno conseguire risultati ancora migliori.
Il lavoro paga sempre.
Siamo solo all'inizio di una grande battaglia che tutti uniti dobbiamo affrontare nell'interesse delle nostre comunità insulari.(MARIANO BRUNO)
NUOVO TESTO APPROVATO DALLA COMMISSIONE
7-00033 Valducci: Nuove convenzioni tra lo Stato e le società del gruppo Tirrenia e privatizzazione delle società esercenti servizi di cabotaggio pubblico
La IX Commissione,
premesso che:
la Tirrenia e le società regionali da questa controllate (Caremar, Saremar, Siremar e Toremar) esercitano il servizio pubblico di cabotaggio marittimo fra la penisola e le isole maggiori e minori in base a specifiche convenzioni in scadenza alla fine del 2008;
la legge finanziaria per il 2007 (commi 998 e 999 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296) ha predisposto la stipula di nuove convenzioni tra lo Stato e le società del gruppo Tirrenia aventi scadenza non anteriore al 31 dicembre 2012 al fine di privatizzare le società esercenti servizi di cabotaggio pubblico;
il Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni 2009-2013, deliberato dal Consiglio dei ministri il 18 giugno 2008, ha confermato la volontà del Governo di attuare tempestivamente, in coerenza anche con quanto previsto dalla legge finanziaria per il 2007, il processo di privatizzazione della Tirrenia;
il decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422 e, successivamente, il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, hanno attribuito alle regioni le funzioni in materia di servizio pubblico di cabotaggio marittimo che si svolgono all’interno del loro territorio, prevedendo altresì la possibilità per le regioni Campania, Sardegna, Sicilia e Toscana di richiedere, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del dereto-legge, il trasferimento a titolo gratuito della partecipazione totalitaria detenuta da Tirrenia di navigazione Spa rispettivamente nelle società Caremar, Saremar, Siremar e Toremar; nessuna delle regioni interessate ha peraltro esercitato tale facoltà entro i termini previsti;
ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 14 novembre 1995, n. 481, il Consiglio dei ministri ha deliberato, nella seduta del 6 novembre 2008, la definizione dei criteri di privatizzazione e delle modalità di dismissione della partecipazione detenuta indirettamente dal Ministro dell’economia e delle finanze nel capitale di Tirrenia di navigazione S.p.A.; il relativo schema di decreto sarà trasmesso alle Camere per l’espressione del parere da parte delle competenti Commissioni parlamentari;
dall’ampia attività conoscitiva svolta dalla Commissione mediante audizioni informali dei soggetti interessati è emerso che:
a) gran parte dell’attività della società Tirrenia di navigazione S.p.A. può essere svolta come libera attività imprenditoriale, secondo condizioni di mercato;
b) le sovvenzioni a carico del bilancio dello Stato rappresentano una quota rilevante delle entrate del gruppo Tirrenia e i costi operativi risultano mediamente più elevati rispetto a quelli delle società private del settore;
c) deve essere realizzato un significativo recupero di efficienza della gestione, in linea con gli obiettivi individuati dal piano industriale del gruppo, definito nel 2007 e non ancora approvato, e con i criteri per la determinazione degli oneri di servizio pubblico e delle dinamiche tariffarie, di cui alla delibera CIPE del 9 novembre 2007;
risulta pertanto indispensabile completare rapidamente il processo di liberalizzazione del settore del cabotaggio pubblico e privatizzare le società esercenti i servizi di collegamento marittimo che rivestono carattere di pubblica utilità;
occorre al tempo stesso garantire la continuità e la qualità del servizio anche per le tratte che non rivestono interesse di mercato e, in particolare, assicurare la continuità territoriale e l’erogazione dei servizi essenziali per i collegamenti con le isole maggiori e minori, e tra le isole stesse;
impegna il Governo
a pervenire sollecitamente, se possibile entro il 30 giugno 2009, e comunque non oltre il 31 dicembre 2009, alla privatizzazione della società Tirrenia di navigazione S.p.A., da effettuarsi mediante ricorso a procedura competitiva, aperta, trasparente e non discriminatoria;
ad assumere sollecitamente, sentite le regioni e gli enti locali interessati, le opportune iniziative finalizzate al completamento, da parte delle amministrazioni competenti, dell’iter di approvazione delle nuove convenzioni con la Tirrenia e con le società regionali, almeno per quanto concerne le tratte che non rivestono interesse di mercato, ma che risultano indispensabili per assicurare la continuità territoriale e il diritto alla mobilità dei cittadini, con riferimento ai collegamenti con le isole maggiori e minori e tra le isole stesse;
a valutare la possibilità di prorogare le convenzioni in essere con il gruppo Tirrenia, qualora risulti indispensabile in vista della definizione delle nuove convenzioni e dell’attuazione della privatizzazione e, in ogni caso, per il tempo strettamente necessario al conseguimento di tali obiettivi;
ad assicurare, anche attraverso lo stanziamento delle risorse finanziarie necessarie, che, per tutta la fase che precederà la privatizzazione, continuino ad essere prestati i servizi attualmente offerti;
ad individuare le misure opportune per garantire, anche oltre la scadenza delle nuove convenzioni, il mantenimento in esercizio dei collegamenti necessari ad assicurare la continuità territoriale e il diritto alla mobilità dei cittadini;
a prevedere altresì, nell’ambito della privatizzazione, adeguate misure di salvaguardia dei livelli occupazionali e di tutela nei confronti dei dipendenti del gruppo Tirrenia.
(8-00011) «Valducci, Moffa».