COMUNICATO DEL 7/12/2008
Questo comunicato è relativo all’analisi dei segnali sismici, effettuata presso la sala di monitoraggio della sezione INGV di Napoli (Osservatorio Vesuviano), dove sono centralizzati i segnali della rete sismica a larga banda che opera sullo Stromboli.
Attualmente sono acquisiti i dati da 10 delle 13 stazioni che compongono la rete. L’attività sismica registrata nelle ultime 24h ha presentato le seguenti caratteristiche (tempi GMT):
L’analisi dei sismogrammi non ha evidenziato segnali sismici associabili ad eventi franosi.
L’ampiezza del tremore oscilla tra valori bassi e medio-bassi.
Il conteggio degli eventi Very Long Period (VLP) è reso difficoltoso dall’elevato livello di
rumore sismico a bassa frequenza di origine meteo-marina.
L’ampiezza massima dei segnali VLP non supera valori medio-bassi.
La localizzazione della sorgente dei segnali VLP mediante analisi della semblance è resa
difficoltosa dall’elevato livello di rumore sismico a bassa frequenza di origine meteo-marina.
I parametri di polarizzazione del segnale sismico nella banda di frequenza VLP sono disturbati
dall’elevato livello di rumore sismico a bassa frequenza di origine meteo-marina.
L’ampiezza degli explosion-quakes oscilla tra valori bassi e medio-bassi con qualche evento di
ampiezza medio-alta.
L’evento esplosivo delle 20:48 di ieri non è stato seguito da variazioni sostanziali dell’attività sismica. Il confronto quantitativo delle ampiezze del segnale dilatometrico indica che l’evento di ieri ha avuto un’ampiezza circa tripla rispetto ad un evento simile registrato il 29/2/2008
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domenica 7 dicembre 2008
Serrati controlli al porto di Milazzo
Operazione di controllo da parte della Capitaneria di Milazzo nell'area portuale mamertina. Personale militare, unitamente alla polizia stradale, ha posto in essere una operazione finalizzata all’accertamento di eventuali irregolarità per quanto riguarda gli autoveicoli imbarcati e sbarcati dalle navi traghetto nel porto di Milazzo. Sono stati controllati 84 veicoli, ai conducenti sono state contestate, complessivamente, 53 violazioni amministrative, ritirate 4 carte di circolazione e 2 patenti di guida.
Stromboli, attività del vulcano nella norma dice la protezione civile
Al momento non c'è nessun allarme a Stromboli e la situazione viene tenuta costantemente sotto controllo, come accade comunque durante tutto l'anno. L'attività dello Stromboli, spiega il responsabile del servizio previsione e prevenzione del Dipartimento, Bernardo De Bernardinis, è composta da 'fasi ordinarie di esplosioni minori, anche alcune centinaia al giorno, e poi da fasi impossibili da prevedere in cui le esplosioni accusano maggiore energia. Quella che si è verificata ieri sera è un'esplosione dieci volte superiore a quelle ordinarie". Ma, aggiunge, "si tratta comunque di esplosioni, con fuoriuscita di materiale nella sede dei crateri, che assolutamente rientrano nella normale attività del vulcano e non rappresentano un indice di anomalia o il segnale di una fase di maggiore attività del vulcano". Subito dopo l'esplosione è comunque scattata l'allerta al centro operativo della Protezione Civile, che tutto l'anno monitora l'attività del vulcano. Le verifiche hanno confermato che si è trattato di un'esplosione nella norma e che non c'è una risalita magmatica diversa da quella che c'è abitualmente.
Calcio: Per la Ludica incontro di primo piano. "Volano" gli allievi
Scontro tra formazioni di primo piano oggi pomeriggio al "F. Monteleone" di Lipari per il campionato di seconda categoria. Saranno di fronte la Ludica Lipari(15 punti ed una gara da recuperare) e la Messana Onlus(17 punti e la migliore difesa del torneo)
Intanto per il campionato allievi la Ludica Lipari si è imposta per 2 a zero al Torregrotta, una vittoria importante contro quella che a ragione può essere definita la migliore squadra del torneo.
Intanto per il campionato allievi la Ludica Lipari si è imposta per 2 a zero al Torregrotta, una vittoria importante contro quella che a ragione può essere definita la migliore squadra del torneo.
Lipari centro "tace", Canneto in fermento per il Natale
Mentre a Lipari centro, al di là delle iniziative dei privati e degli esercenti le attività commerciali, il Natale, a livello di iniziative, è decisamente sotto tono, a Canneto ci si è organizzati decisamente meglio. La frazione, grazie alla collaborazione tra cittadini, imprenditori e il locale comitato, si sta trasformando in un grande immenso presepe. Da Unci sino a Calandra e da qui lungo la via Cesare Battisti si stanno realizzando tutta una serie di "capanne" dove vengono rappresentati i vari momenti della vita quotidiana, le varie attività. Il tutto avrà come fulcro centrale la "grotta" che sarà allestita in piazza.
Vi proponiamo le foto di tre delle oltre 15 capanne(alla fine dovrebbero essere una ventina) sino ad oggi allestite o in fase di allestimento.


Legambiente Lipari sollecita la rimozione dei pontili della pomice
IL TESTO:
PRESO NOTA dell’ordinanza N° 34/2008 con la quale il Capo del Circondario Marittimo e Comandante del porto di Lipari ha ritenuto interdire, per la salvaguardia della sicurezza della navigazione e della vita umana in mare, l’uso del pontile Italpomice di Acquacalda e disciplinare le attività marittime nello specchio acqueo adiacente vietando l’utilizzazione dello stesso pontile, l’ormeggio di qualsiasi tipo unità navale; l’accesso, il transito e la sosta di persone e/o mezzi nonchè disciplinare le attività marittime nello specchio acqueo adiacente;
CONSIDERATO che, con la stessa ordinanza è fatto obbligo alla ditta “ITALPOMICE S.p.A.”, concessionaria del manufatto di apporre sia dal lato mare ce dal lato terra opportuna segnaletica diurna/notturna per rendere noti i divieti di cui sopra e di adottare tutte le cautele necessarie per evitare danni a persone e/o cose;
PREVEDENDO che le prossime mareggiate potrebbero portare al largo i nastri trasportatori, fili elettrici e motori nonchè parte di struttura metallica crollata, causando enorme danno ambientale alla flora marina locale; VISTO che l’ordinanza non fa menzione alla rimozione dei rottami sommersi come previsto dall’art.72 del codice della navigazione;
Legambiente chiede
All’Ufficio Circondariale Marittimo, a tutela della flora e fauna marina e dei cittadini che hanno il diritto di usufruire di una delle poche spiagge rimaste a Lipari, di emettere una ordinanza di revoca e rimozione totale – a totale carico dei concessionari - del pontile Italpomice di Acquacalda e - parimenti - considerandone la pericolosità e la minata tenuta strutturale, la rimozione dei pontili Pumex di Capo Rosso.
All’Amministrazione comunale di provvedere a bonificare le aree costiere di pertinenza al fine di evitare futuri pericoli per i bagnanti.
Sicuri dell’immediato riscontro, cordiali saluti
Legambiente
Piero Roux
PRESO NOTA dell’ordinanza N° 34/2008 con la quale il Capo del Circondario Marittimo e Comandante del porto di Lipari ha ritenuto interdire, per la salvaguardia della sicurezza della navigazione e della vita umana in mare, l’uso del pontile Italpomice di Acquacalda e disciplinare le attività marittime nello specchio acqueo adiacente vietando l’utilizzazione dello stesso pontile, l’ormeggio di qualsiasi tipo unità navale; l’accesso, il transito e la sosta di persone e/o mezzi nonchè disciplinare le attività marittime nello specchio acqueo adiacente;
CONSIDERATO che, con la stessa ordinanza è fatto obbligo alla ditta “ITALPOMICE S.p.A.”, concessionaria del manufatto di apporre sia dal lato mare ce dal lato terra opportuna segnaletica diurna/notturna per rendere noti i divieti di cui sopra e di adottare tutte le cautele necessarie per evitare danni a persone e/o cose;
PREVEDENDO che le prossime mareggiate potrebbero portare al largo i nastri trasportatori, fili elettrici e motori nonchè parte di struttura metallica crollata, causando enorme danno ambientale alla flora marina locale; VISTO che l’ordinanza non fa menzione alla rimozione dei rottami sommersi come previsto dall’art.72 del codice della navigazione;
Legambiente chiede
All’Ufficio Circondariale Marittimo, a tutela della flora e fauna marina e dei cittadini che hanno il diritto di usufruire di una delle poche spiagge rimaste a Lipari, di emettere una ordinanza di revoca e rimozione totale – a totale carico dei concessionari - del pontile Italpomice di Acquacalda e - parimenti - considerandone la pericolosità e la minata tenuta strutturale, la rimozione dei pontili Pumex di Capo Rosso.
All’Amministrazione comunale di provvedere a bonificare le aree costiere di pertinenza al fine di evitare futuri pericoli per i bagnanti.
Sicuri dell’immediato riscontro, cordiali saluti
Legambiente
Piero Roux
Stromboli torna a farsi sentire, un forte boato e massi lungo la Sciara
nella normale attività dello Stromboli. I sismografi dopo il boato sono tornati su valori normali. Si registrano solo piccole frane lungo la Sciara. Fortunatamente al momento dell'esplosione non vi erano escursionisti sui crateri sommitali. Se a Stromboli gli isolani non hanno dato peso all'evento, a Ginostra si è temuto il peggio: il piccolo borgo si trova ancora isolato e col pontile danneggiato. «Come scappare in caso di evacuazione - ha commentato il ginostrese Riccardo Lo Schiavo - se siamo senza un approdo»?
sabato 6 dicembre 2008
La Coop "I figli di Eolo"
Promossa da Legacoop Pesca Sicilia, come da noi già anticipato, è nata a Lipari ''I Figli di Eolo'', una cooperativa di pescaturismo e ittiturismo quasi tutta al femminile. La coop si propone di valorizzare la tradizione marinara eoliana, che affonda le radici nella notte dei tempi, sia attraverso lo sviluppo del settore della pesca, delle sue tradizioni, della salvaguardia del mare e del suo ambiente, sia reinterpretando la professione marinara e reinventado l'antico mestiere del pescatore, attraverso le attivita' collaterali e di diversificazione come l'ittiturismo e il pescaturismo.Nella foto il presidente Gugliotta Saragenny , Zaia Lucia, Saltalamacchia Grazia, Calderone Luana, Gugliotta Annarita, Ziino Sergio, Coluccio Ida, Puglisi Francesca e Profilio Iris.
Acquacalda: Un consiglio comunale straordinario. La richiesta del consigliere Biviano
Sollecito la signoria Sua, visto l’argomento in oggetto, di per se drammatico ed improrogabile, a voler convocare una seduta assembleare in località Acquacalda di Lipari, previa disponibilità dei locali, alla presenza, possibilmente, del R.u.p., del Direttore dei Lavori e del Progettista dei lavori di messa in sicurezza, dei rappresentanti della Provincia Regionale di Messina per quanto di competenza, relativo alla realizzazione del percorso alternativo sul lato Canneto-Acquacalda, dei tecnici e dirigenti interessati del Comune di Lipari, per quanto di competenza relativo a smantellamento e rimozione del pontile Italpomice, e dell’Amministrazione Comunale.
Gentile Presidente,
La presente e pressante richiesta scaturisce almeno da una considerazione di ordine morale riconducibile alla vostra Amministrazione.
Gli isolani di Acquacalda, dopotutto, hanno anch’essi contribuito, in termini elettorali, a riconfermare Mariano Bruno primo cittadino del Comune liparoto.
Anche per questo, e non solo per questo, non potete sottrarvi all’obbligo morale di coinvolgere quelle genti in prima persona durante i lavori assembleari che possono decidere il loro destino.
Presidente distinto, Acquacalda è letteralmente bombardata.
Non solo dai marosi, ma soprattutto dall’incoscienza per lo spregiudicato lassatismo verso quel territorio; è abbandonata e martoriata essenzialmente da Voi, che rappresentate la classe Dirigente di governo.
Pur dietro nostre pressanti richieste, infatti, non avete ritenuto opportuno, in tempi precedenti, convocare quel Consiglio in quella frazione.
La ragione era semplicissima: la paura di essere scoperti pubblicamente nell’avere abbandonato una frazione e infangato le promesse pre-elettorali. E lo avete dimostrato nel momento in cui qualche facile “cecchino” ha proposto, per far decadere la nostra richiesta, “.......affrontare l’argomento in tempi più maturi”. Identico attegiamento del coniglio che fugge di fronte alla iena di turno: adopera l’éscamotage per salvarsi le orecchie!
Sostengo il falso? Bene: Lo dimostri.
Convochi urgentemente quell’assise proprio nella tana della ..........iena di turno. Dimostri all’intera colletività che il Presidente Pino Longo, come nel suo costume, non è , politicamente parlando, s’intende, un codardo che ha bisogno di fuggire di fronte alle armi del cacciatore.
Perdoni per la metafora, stimato Presidente.
Tutto sommato, è quella che maggiormente esprimo, vista la mia estrazione essenziale di “uomo di campagna”.
Certo di essere manifestamente sconfessato, attendo sue risposte in merito.
Con stima,
Il Consigliere Comunale
Partito Democratico
(Dott. Giacomo Biviano)
TIRRENIA: META (PD), GOVERNO METTE IN CRISI COLLEGAMENTI ISOLE
(AGI) - “Dal prossimo 1 gennaio cesseranno le misure di sostegno al cabotaggio marittimo pubblico e privato e, grazie ad una sostanziale latitanza del governo su questo settore, sta montando un giustificato allarme in tutte le isole che, proprio dai collegamenti marittimi, traggono la principale fonte di attivita’, sviluppo e lavoro.” Lo denuncia il capogruppo del Partito Democratico in commissione Trasporti alla Camera, Michele Meta , in riferimento all’art. 26 del decreto anticrisi, che sulla “privatizzazione della Societa’ Tirrenia, e’ indicativo della confusione e dei pasticci del Governo sui collegamenti marittimi che devono garantire la continuita’ territoriale del Paese”.
“Nel decreto anticrisi - ricorda Meta - e’ previsto il rinvio per almeno un anno della liberalizzazione del cabotaggio marittimo, prevedendo un contributo insufficiente a garantire la continuita’ territoriale. Le conseguenze peggiori - sottolinea Meta - si avranno nei collegamenti con la Sardegna. Il presidente Soru , difatti, aveva gia’ avanzato proposte per garantire collegamenti efficienti e sicuri che pero’ hanno ricevuto risposte dal governo a dir poco evasive se non addirittura offensive.
“Il governatore della Sardegna - spiega Meta - aveva messo in campo una proposta davvero innovativa e coraggiosa, assumendosi fino in fondo la propria parte di responsabilita’ con grande rigore e coraggio. Il governo, invece, ha dimostrato solo di essere sordo ed indifferente alle esigenze dei cittadini sardi” “Il Gruppo del Partito Democratico - conclude Meta - ribadisce l’esigenza che nei prossimi giorni, prima della conversione del decreto, venga avviato un tavolo tra il Ministero, la Conferenza Stato-Regioni e le organizzazioni sindacali dei lavoratori per definire un percorso concordato teso ad evitare da un lato la svendita di Tirrenia e dall’altro che i collegamenti marittimi tra la penisola ed isole vengano penalizzati, salvaguardando i posti di lavoro”.
“Nel decreto anticrisi - ricorda Meta - e’ previsto il rinvio per almeno un anno della liberalizzazione del cabotaggio marittimo, prevedendo un contributo insufficiente a garantire la continuita’ territoriale. Le conseguenze peggiori - sottolinea Meta - si avranno nei collegamenti con la Sardegna. Il presidente Soru , difatti, aveva gia’ avanzato proposte per garantire collegamenti efficienti e sicuri che pero’ hanno ricevuto risposte dal governo a dir poco evasive se non addirittura offensive.
“Il governatore della Sardegna - spiega Meta - aveva messo in campo una proposta davvero innovativa e coraggiosa, assumendosi fino in fondo la propria parte di responsabilita’ con grande rigore e coraggio. Il governo, invece, ha dimostrato solo di essere sordo ed indifferente alle esigenze dei cittadini sardi” “Il Gruppo del Partito Democratico - conclude Meta - ribadisce l’esigenza che nei prossimi giorni, prima della conversione del decreto, venga avviato un tavolo tra il Ministero, la Conferenza Stato-Regioni e le organizzazioni sindacali dei lavoratori per definire un percorso concordato teso ad evitare da un lato la svendita di Tirrenia e dall’altro che i collegamenti marittimi tra la penisola ed isole vengano penalizzati, salvaguardando i posti di lavoro”.
Sul mercato il 100% di Tirrenia
(a href="http://www.ilsole24ore.com/homepage.shtml">ILSOLE24ORE.COM) La Commissione europea punta a una privatizzazione di Tirrenia che interessi il 100% delle azioni e non si accontenta di una quota dal 70% in su, come indicato dal ministero del Tesoro o, come altri auspicherebbero all'interno del Consiglio dei ministri, una percentuale di poco superiore al 50. Si va profilando, inoltre, una vendita dell'intero gruppo, col tramonto dell'ipotesi del passaggio alle Regioni delle quattro società regionali della compagnia. Intanto, Bruxelles mostra cautela in merito all'annunciato ok alla proroga di un anno delle attuali convenzioni statali del gruppo, che sono state assegnate, a suo tempo, senza gara e la cui scadenza sarebbe il prossimo 31 dicembre.Lunedì scorso, il ministro dei Trasporti Altero Matteoli aveva spiegato: «I nostri funzionari hanno ottenuto da Bruxelles un rinvio al 31 dicembre 2009, per Tirrenia. Rinvio che ci permetterà di lavorare meglio alla privatizzazione». Aveva parlato, insomma, come se la decisione della Commissione fosse già arrivata. In realtà, benché un accordo di massima ci sia, concordato il 19 novembre scorso, proprio dai funzionari ministeriali con la d.g. Concorrenza, la Commissione non ha ancora preso una posizione ufficiale. Tuttavia ha già fatto sapere, sia pure informalmente, che un eventuale via libera al rinvio di un anno sarà preceduto da una lettera con una serie di richieste di chiarimenti. Non a caso, ieri, il commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani, sulla proroga al Governo italiano, ha affermato: «Dobbiamo finire di esaminare la questione. Stiamo valutando il da farsi».Secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, la risposta dell'Ue si concentrerà su diversi temi, toccati durante l'incontro a Bruxelles di due settimane fa. In primo luogo, sulle quote della privatizzazione. L'intendimento del Tesoro, che controlla Tirrenia attraverso Fintecna, sarebbe di alienare non meno del 70% delle quote della compagnia (si veda Il Sole 24 Ore del 7 novembre). Tuttavia, nell'ultima versione della delibera del presidente del Consiglio sull'iter di privatizzazione, si dice solo che la procedura «avrà ad oggetto una quota del capitale superiore al 50%». Aprendo la strada a un'alienazione minore, rispetto all'obiettivo del Tesoro. L'Ue, però, si appresterebbe a chiedere espressamente la vendita dell'intero pacchetto di Tirrenia.Non solo: nella lettera che la Commissione si prepara a scrivere, Bruxelles sarebbe intenzionata ad ottenere chiarimenti anche sul sistema tariffario di Tirrenia e sulle linee che continueranno ad avere sovvenzioni dopo la privatizzazione (si tratta di collegamenti di pubblica utilità). L'Europa vorrebbe che le convenzioni si limitassero alle rotte indispensabili. È condivisa dall'Ue, invece, la decisione del Governo, sancita dal decreto anti-crisi (articolo 26 comma 3b) di cancellare il passaggio gratuito (come da legge 133/08) delle compagnie regionali di Tirrenia in capo alle Regioni, alcune delle quali erano tutt'altro che entusiaste del progetto. L'idea che si sta facendo strada nel Governo è di vendere l'intero gruppo. Il decreto ha stanziato, poi, 195 milioni per il prossimo triennio, destinati alla privatizzazione della compagnia. I 65 milioni del 2009 si aggiungono ai 109 già indirizzati alla società. Un provvedimento che non è piaciuto alla giunta regionale sarda, da sempre critica sulle sovvenzioni, la quale, contro il decreto, annuncia un ricorso alla Corte costituzionale e una denuncia all'Antitrust. Ieri, poi, Federmar-Cisal ha proclamato uno sciopero di Tirrenia il 15 e 16 dicembre.
Acquacalda rischia di essere spazzata via.....dalla Gazzetta del sud di oggi
Acquacalda rischia di essere spazzata via da una mareggiata
Salvatore Sarpi
Aiutateci a non far scomparire Acquacalda. Amareggiati ma non disposti ad arrendersi, i cittadini della frazione liparese nota in utto il mondo, attraverso il Comitato civico denominato C.A.S.T.A. chiedono aiuto al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio.
Con due missive, a firma del presidente Enzo Mottola, sollecitano autorevoli interventi per evitare il disfacimento della loro frazione. «Ci permettiamo – si legge nella lettera inviata al Presidente Napolitano – di rivolgerci a Lei, confidando nel suo altissimo senso civico, nella sua elevatissima sensibilità, in ogni circostanza evidenziata, nei confronti di chi vive situazioni drammatiche. Sappiamo quanto Ella ami l'arcipelago eoliano, di cui Acquacalda fa parte e per la quale chiediamo un suo intervento. In un contesto di gravissimi disagi che, quotidianamente, tutti gli abitanti delle sette isole affrontano (trasporti, sanità, lavoro, istruzione, gioventù) si sta evidenziando una situazione di reale invivibilità di tutta la nostra borgata che ci trascina, giorno dopo giorno, verso uno stato di profondo scoramento, rabbia, indignazione. Frane, crolli, inondazioni marine, strade impercorribili, mancanza di rifornimento idrico, sono all'ordine del giorno e segnano profondamente i circa 300 abitanti della zona.
Riteniamo – si legge nella lettera inviata al Capo dello Stato –, di avere pari dignità di esistenza rispetto agli abitanti di qualsiasi grande città. Ognuno di noi, secondo le proprie possibilità, ha fatto, e tuttora fa, enormi sacrifici per vivere decorosamente ed è disumano vedere minacciata la propria casa e se stessi da eventi calamitosi, senza dubbio naturali, ma che non avrebbero avuto un impatto così devastante se, chi di dovere, avesse attuato nel tempo le necessarie misure di prevenzione, curando il territorio. Ciò che maggiormente ci annichilisce è l'insipiente palleggiarsi delle responsabilità di tutte le istituzioni, senza che nulla di concreto venga attuato».
Nella lettera, inviata al Presidente Berlusconi, il C.A.S.T.A.sottolinea come da anni sia stato «denunciato il disfacimento di tutta la zona costiera, causato da un dissennato sfruttamento delle cave di pomice, unitamente ad un incontrollato insediamento umano, privo di adeguate infrastrutture urbanistiche, il tutto peggiorato da una costante erosione dal mare lungo tutta la costa, mai protetta. Le competenti autorità mai hanno preso nella dovuta considerazione ciò che, in maniera evidente, si manifestava giorno dopo giorno. L'incuria, l'inerzia, il rimpallarsi delle responsabilità, l'abominevole politica del muro contro muro, sono, a tutt'oggi, anche di fronte ad un tale disastro ambientale, atteggiamenti cui dobbiamo assistere inermi. Non possiamo e non vogliamo essere più testimoni di un annientamento territoriale che coinvolge la vita, le abitazioni, l'economia di tutta la frazione mettendo a repentaglio l'esistenza nostra e, ciò che ci sta più a cuore, il futuro dei nostri figli. Siamo certi che Lei, da "uomo del fare" – conclude la missiva del CASTA, firmata dal presidente Mottola – disporrà con urgenza, visto lo stato di grave calamità, affinché si attui, su tutta la costa, un serio piano di intervento decisivo, definitivo, attentamente monitorato perché non si trasformi nel solito carrozzone mangia-soldi, che tuteli finalmente questo ancora splendido territorio e chi qui svolge onestamente la sua vita».
Con due missive, a firma del presidente Enzo Mottola, sollecitano autorevoli interventi per evitare il disfacimento della loro frazione. «Ci permettiamo – si legge nella lettera inviata al Presidente Napolitano – di rivolgerci a Lei, confidando nel suo altissimo senso civico, nella sua elevatissima sensibilità, in ogni circostanza evidenziata, nei confronti di chi vive situazioni drammatiche. Sappiamo quanto Ella ami l'arcipelago eoliano, di cui Acquacalda fa parte e per la quale chiediamo un suo intervento. In un contesto di gravissimi disagi che, quotidianamente, tutti gli abitanti delle sette isole affrontano (trasporti, sanità, lavoro, istruzione, gioventù) si sta evidenziando una situazione di reale invivibilità di tutta la nostra borgata che ci trascina, giorno dopo giorno, verso uno stato di profondo scoramento, rabbia, indignazione. Frane, crolli, inondazioni marine, strade impercorribili, mancanza di rifornimento idrico, sono all'ordine del giorno e segnano profondamente i circa 300 abitanti della zona.
Riteniamo – si legge nella lettera inviata al Capo dello Stato –, di avere pari dignità di esistenza rispetto agli abitanti di qualsiasi grande città. Ognuno di noi, secondo le proprie possibilità, ha fatto, e tuttora fa, enormi sacrifici per vivere decorosamente ed è disumano vedere minacciata la propria casa e se stessi da eventi calamitosi, senza dubbio naturali, ma che non avrebbero avuto un impatto così devastante se, chi di dovere, avesse attuato nel tempo le necessarie misure di prevenzione, curando il territorio. Ciò che maggiormente ci annichilisce è l'insipiente palleggiarsi delle responsabilità di tutte le istituzioni, senza che nulla di concreto venga attuato».
Nella lettera, inviata al Presidente Berlusconi, il C.A.S.T.A.sottolinea come da anni sia stato «denunciato il disfacimento di tutta la zona costiera, causato da un dissennato sfruttamento delle cave di pomice, unitamente ad un incontrollato insediamento umano, privo di adeguate infrastrutture urbanistiche, il tutto peggiorato da una costante erosione dal mare lungo tutta la costa, mai protetta. Le competenti autorità mai hanno preso nella dovuta considerazione ciò che, in maniera evidente, si manifestava giorno dopo giorno. L'incuria, l'inerzia, il rimpallarsi delle responsabilità, l'abominevole politica del muro contro muro, sono, a tutt'oggi, anche di fronte ad un tale disastro ambientale, atteggiamenti cui dobbiamo assistere inermi. Non possiamo e non vogliamo essere più testimoni di un annientamento territoriale che coinvolge la vita, le abitazioni, l'economia di tutta la frazione mettendo a repentaglio l'esistenza nostra e, ciò che ci sta più a cuore, il futuro dei nostri figli. Siamo certi che Lei, da "uomo del fare" – conclude la missiva del CASTA, firmata dal presidente Mottola – disporrà con urgenza, visto lo stato di grave calamità, affinché si attui, su tutta la costa, un serio piano di intervento decisivo, definitivo, attentamente monitorato perché non si trasformi nel solito carrozzone mangia-soldi, che tuteli finalmente questo ancora splendido territorio e chi qui svolge onestamente la sua vita».
Trasporti. Il punto dopo la riunione di ieri al comune
(Christian Del Bono) Quest´oggi(ieri per chi legge) sono stato invitato a partecipare alla riunione, tenutasi al Comune di Lipari, alle 18.00, alla presenza di assessori, consiglieri e alcune rappresentanze di categoria, organizzata dal Sindaco Mariano Bruno in occasione del suo ritorno da Bruxelles.Per ciò che concerne la questione trasporti, sembra di capire che non ci siano notizie confortanti. La Comunità Europea, da quanto ci riferisce in nostro Sindaco, sembra confermare, senza lasciare spazio alle speranze, che l´unica strada perseguibile è quella della privatizzazione della Tirrenia.
A fronte di un rinnovo per un solo anno della convenzione con la Tirrenia ci troviamo nell´esigenza assoluta di porre in essere una strategia che ci consenta, da una parte, di assicurarci che il 2009 sia gestito dalla Siremar in modo appropriato (garantendoci naviglio e corse adeguate sia alle esigenze della mobilità che a quelle dello sviluppo turistico), dall´altra di lavorare al nostro quanto mai prossimo e rischioso futuro.
Riepilogo sotto alcune delle principali questioni che mi sembra si debbano considerare.
- Verificare che non vi sia la possibilità di ottenere una proroga più consistente
- Appurare che affettivamente non vi siano strade alternative a quella della privatizzazione (almeno del ramo Siremar)
- Lavorare al piano di razionalizzazione dei trasporti marittimi
o Verificando se è possibile utilizzare come base quello elaborato da TPS per la Regione Sicilia (la cui consegna ufficiale della seconda parte dovrebbe avvenire a breve)
o Ideandone uno ex novo?
- Valutare quali strumenti di pressione adottare:
o protesta popolare, cercando di massimizzare l´attenzione dei media?
o continuare le influenze sul governo centrale (interrogazioni e audizioni varie) e su quello regionale?
o un misto di entrambe le strategie?
In ogni caso urge prendere delle decisioni e stabilire una strategia comune da seguire così da evitare sprechi di energia ed azioni che potrebbero poi tra loro annullarsi senza ottenere il risultato sperato.
Quanto prima, su richiesta del Sindaco, l´Assessore Maggiore convocherà la Commissione Trasporti del Comune.
venerdì 5 dicembre 2008
Provinciale Acquacalda-Quattropani: Si continua a scherzare con il fuoco
Ieri mattino diversi interventi sono stati effettuati dai vigili del fuoco per le numerose frane (sono caduti massi di grandi dimensioni) verificatesi lungo la SP180 Quattropani-Acquacalda. E' stato anche chiesto l'intervento della Provincia.
Ancora una volta la Provvidenza ha evitato il peggio. Meglio non immaginare cosa poteva accadere se un masso, uno solo, di quelli caduti, avesse colpito un'autovettura in transito. Il tutti fra il disinteresse quasi generale. Nessuno si preoccupa, la Protezione Civile non interviene, si toglie, di volta in volta, solo il materiale franato e si aspetta, quasi con rassegnazione, la prossima pioggia (e la contestuale frana).
Chi ha attraversato ieri quella parte della Provinciale racconta di un incredibile il numero di pietre, massi, cumuli di terriccio, finiti sulla sede stradale. "Pazzesco" viene definito il quantitativo di materiale pronto a venire giù.
Un'altro disastro che, perdurando questo stato di cose, si può definire annunciato, prevedibile e, con il buon senso, anche evitabile.
Ancora una volta la Provvidenza ha evitato il peggio. Meglio non immaginare cosa poteva accadere se un masso, uno solo, di quelli caduti, avesse colpito un'autovettura in transito. Il tutti fra il disinteresse quasi generale. Nessuno si preoccupa, la Protezione Civile non interviene, si toglie, di volta in volta, solo il materiale franato e si aspetta, quasi con rassegnazione, la prossima pioggia (e la contestuale frana).
Chi ha attraversato ieri quella parte della Provinciale racconta di un incredibile il numero di pietre, massi, cumuli di terriccio, finiti sulla sede stradale. "Pazzesco" viene definito il quantitativo di materiale pronto a venire giù.
Un'altro disastro che, perdurando questo stato di cose, si può definire annunciato, prevedibile e, con il buon senso, anche evitabile.
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