Così come previsto è saltato stamane la seduta del consiglio comunale di Lipari per mancanza del numero legale. In prima chiamata presenti solo otto consiglieri: il presidente Pino Longo, Lelio Finocchiaro, Gesuele Fonti e Francesco Megna, Nunziatina D'Alia e Bartolo Lauria, Adolfo Sabatini e Giacomo Biviano.
Il consiglio dovrebbe, a questo punto, tornare in aula domani. Sono da approvare, tra l'altro, debiti fuori bilancio per circa 535 mila euro.
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giovedì 7 gennaio 2010
2 Gran Gala' 2009 " Premiazione Atleti FIJLKAM SICILIA JUDO 2009
Sabato 9 gennaio ci sarà la cerimonia di premiazione degli atleti che, per la stagione agonistica 2009, hanno ottenuto risultati nelle seguenti gare:1) Premiazione atleti medagliati ai Campionati Italiani di categoria
2) Premiazione atleti che hanno fatto parte della Rappresentativa Sicilia nel corso del 2009
3) Premiazione atleti vincitori del “ Gran Premio Sicilia 2009 “ ES, CA, JU
4) 4° premio SJO ( Sicily Judo Organitation)
La premiazione si svolgerà a Santa Venerina ( Giarre) presso la Sala del Vendemmiatore con inizio alle ore 16:30.
Per lo Sporting Club Judo Lipari riceveranno il premio:
Cassandra Finocchiaro (Rappresentativa Sicilia e Gran Premio Sicilia 2009 Cadette kg 63 )
Federica Finocchiaro (Trofeo Italia 2009 e Gran Premio Sicilia 2009 Esordiente kg 44 )
Francesca Cecilia Russo (Gran Premio Sicilia 2009 kg +70).
Nuove regole per l'invalidità civile: provvedimenti entro quattro mesi invece degli attuali due anni
Si schiude finalmente una nuova e diversa prospettiva per il tortuoso iter di declaratoria dell'invalidità civile, nel quale purtroppo si assiste ad una duplice offesa verso persone che da un lato lottano contro la malattia e dall'altro contro le lungaggini burocratiche. La nuova normativa, però, ha abolito diversi passaggi offrendo la concreta opportunità di ridurre i tempi. In precedenza (e ciò continua a valere per tutte le domande presentate entro il 31 dicembre 2009: circa 40.000) l'iter prevedeva che la domanda fosse presentata all'Ausl, la quale avviava il controllo medico sul quale si pronunciava poi una commissione di verifica dell'Inps, che poi restituiva la pratica all'Ausl la quale trasmetteva tutto alla prefettura, competente per l'emissione del decreto sul trattamento economico. Il risultato di tutto ciò era un tempo medio di due anni per ottenere un provvedimento nella nostra provincia. Le nuove direttive rese note dall'Inps, invece, impongono di concludere entro 120 giorni (30 per le patologie oncologiche) rendendo soprattutto tracciabile informaticamente la procedura, così da poter individuare i responsabili di eventuali ritardi, assicurando, si afferma dall'Istituto di previdenza, «un'assistenza certa, puntuale e tempestiva».
La nuova procedura (operativa per le domande presentate dal 1. gennaio 2010) dunque, prevede che la domanda sia inoltrara all'Inps tramite i patronati, accompagnata dal certificato di un medico certificatore che dovrà essersi dotato di codice Pin. Il documento infatti verrà trasmesso all'Inps telematicamente, con la contestuale indicazione della data della visita medica da parte della commissione dell'Asp (che dunque dovrà raccordarsi con l'Inps fornendo il calendario delle riunioni). Commissione Asp della quale farà parte anche un medico dell'Inps, evitando dunque il successivo passaggio dalla commissione di verifica Inps, che sarà richiesto solo in caso di procedura dubbia. La pratica tornerà quindi all'Inps che direttamente provvederà a liquidare il trattamento pensionistico: è stata infatti bypassata la competenza della prefettura, grazie ad una convenzione tra la Regione e il Ministero dell'Interno che solo in Sicilia ritardava. Dunque, adesso gli strumenti operativi ci sono: con l'auspicio che Inps e Asp dispongano delle risorse umane ed economiche per poterli impiegare al meglio, senza vanificare l'importante riforma.
Intanto, proseguono le verifiche straordinarie su alcune delle posizioni di invalidità civile della provincia: 4963 gli utenti soggetti a controllo da parte della commissione dell'Inps
La nuova procedura (operativa per le domande presentate dal 1. gennaio 2010) dunque, prevede che la domanda sia inoltrara all'Inps tramite i patronati, accompagnata dal certificato di un medico certificatore che dovrà essersi dotato di codice Pin. Il documento infatti verrà trasmesso all'Inps telematicamente, con la contestuale indicazione della data della visita medica da parte della commissione dell'Asp (che dunque dovrà raccordarsi con l'Inps fornendo il calendario delle riunioni). Commissione Asp della quale farà parte anche un medico dell'Inps, evitando dunque il successivo passaggio dalla commissione di verifica Inps, che sarà richiesto solo in caso di procedura dubbia. La pratica tornerà quindi all'Inps che direttamente provvederà a liquidare il trattamento pensionistico: è stata infatti bypassata la competenza della prefettura, grazie ad una convenzione tra la Regione e il Ministero dell'Interno che solo in Sicilia ritardava. Dunque, adesso gli strumenti operativi ci sono: con l'auspicio che Inps e Asp dispongano delle risorse umane ed economiche per poterli impiegare al meglio, senza vanificare l'importante riforma.
Intanto, proseguono le verifiche straordinarie su alcune delle posizioni di invalidità civile della provincia: 4963 gli utenti soggetti a controllo da parte della commissione dell'Inps
Tutti salvi i sette ospedali dell'Asp . Ma verranno attuati importanti provvedimenti di riorganizzazione, soprattutto fra Barcellona e Milazzo
(Natalia La Rosa- Gazzetta del sud) Una "rivoluzione" tutto sommato pacifica, accettata in maniera sostanzialmente serena dalle comunità locali, anche se non senza alcuni distinguo. La nuova configurazione dei servizi ospedalieri in provincia, contenuta nel piano di rimodulazione presentato nei giorni scorsi dall'Asp alla Regione dal direttore generale Salvatore Giuffrida, pone le basi del futuro sviluppo di un servizio delicato e indispensabile, come l'offerta di salute e cura in un territorio, come quello messinese, logisticamente disagiato e certo non servito in maniera capillare. Per questo, un primo essenziale risultato è quello che ha portato a mantenere tutti i sette ospedali della provincia divisi nei distretti Messina 1, con gli ospedali di Patti (152 posti letto), S. Agata Militello (86) e Mistretta (32), e Messina 2, con Taormina (222), Barcellona (110), Milazzo (160) e Lipari (32). Importante è stato anche il mantenimento del totale di 824 posti letto, che, però, sono stati rimodulati fra i singoli presidi come emerge dalla tabelle che pubblichiamo a fianco, e che sono tratte dal documento distribuito ai sindaci dei Comuni interessati durante l'assemblea tenutasi a Palazzo Zanca lo scorso 21 dicembre, al termine della quale il documento è stato approvato all'unanimità dei presenti.
Le novità di maggiore rilievo riguardano soprattutto gli ospedali di Barcellona e Milazzo, i due più vicini geograficamente, che vengono entrambi mantenuti, ma con profondi cambiamenti destinati ad evitare duplicazioni non in linea con le previsioni del piano sanitario. Per quanto riguarda il "Cutroni Zodda" di Barcellona, l'ospedale perderà l'unità operativa di Urologia che verrà trasferita a Milazzo, l'Unità di Nefrologia e Dialisi viene invece soppressa, con l'attivazione di un centro assistenza decentrata con otto posti afferente all'analoga Unità dell'ospedale di Milazzo, cui viene dunque accorpata. Dal nosocomio mamertino viene invece trasferita a Barcellona l'Unità di Neurologia, e sempre al Cutroni-Zodda vengono previsti due posti letto di Oncologia dipendenti dall'Oncologia medica dell'ospedale di Taormina. Da evidenziare che, ad esempio, nessun posto letto è previsto a Barcellona in Ortopedia e Traumatologia: per un ricovero bisognerà rivolgersi all'ospedale di Milazzo. Al contrario, nel nosocomio mamertino non è previsto alcun posto letto in Ginecologia e Ostetricia, salvo i due posti del reparto di Fisiopatologia della Riproduzione umana (FRU), attinente alla branca generale, ma certamente non sovrapponibile. Per il parto programmato, dunque, le gestanti dovranno recarsi a Barcellona nel cui ospedale, tra l'altro viene trasferita da Milazzo anche la Pediatria. Un altro aspetto rilevante riguarda l'ospedale di Taormina, il più grande fra quelli afferenti all'Asp: una delle contestazioni più accese ha recentemente riguardato l'ipotizzata abolizione di una delle due chirurgie generali. La soluzione trovata dall'azienda prevede il mantenimento di tutti i posti letto (16 per la generale, 18 per la generale ad indirizzo oncologico), ma la soppressione di uno dei due posti di primario. «Con i soldi risparmiati – sottolinea il manager – incrementeremo l'organico pagando altri chirurghi e migliorando i servizi all'utenza». Da notare poi come in tutti i presidi siano assegnati ai pronto soccorso posti letto di osservazione breve (in gergo OBI), necessari per valutare la gravità delle patologie ed evitare ricoveri impropri nei reparti ospedalieri.
Il piano non è ancora materialmente operativo, in quanto si attende la definitiva autorizzazione da parte dell'assessorato regionale, ma molte scelte dell'amministrazione sanitaria sono ormai indirizzate sulla strada già tracciata: tra esse ad esempio, quella di prorogare l'incarico a 69 medici assunti a tempo determinato nel settore dell'emergenza-urgenza, opzione sulla quale il management aziendale ha chiesto un parere alla Funzione pubblica.
Intanto, dopo il riordino della rete ospedaliera è ora imminente quello dei servizi di cure primarie con i Pta, i Presidi territoriali di assistenza. Novità dirompente, sotto il profilo organizzativo, ma anche territoriale, per la localizzazione delle nuove entità, sulle quali il dibattito è già aperto
Le novità di maggiore rilievo riguardano soprattutto gli ospedali di Barcellona e Milazzo, i due più vicini geograficamente, che vengono entrambi mantenuti, ma con profondi cambiamenti destinati ad evitare duplicazioni non in linea con le previsioni del piano sanitario. Per quanto riguarda il "Cutroni Zodda" di Barcellona, l'ospedale perderà l'unità operativa di Urologia che verrà trasferita a Milazzo, l'Unità di Nefrologia e Dialisi viene invece soppressa, con l'attivazione di un centro assistenza decentrata con otto posti afferente all'analoga Unità dell'ospedale di Milazzo, cui viene dunque accorpata. Dal nosocomio mamertino viene invece trasferita a Barcellona l'Unità di Neurologia, e sempre al Cutroni-Zodda vengono previsti due posti letto di Oncologia dipendenti dall'Oncologia medica dell'ospedale di Taormina. Da evidenziare che, ad esempio, nessun posto letto è previsto a Barcellona in Ortopedia e Traumatologia: per un ricovero bisognerà rivolgersi all'ospedale di Milazzo. Al contrario, nel nosocomio mamertino non è previsto alcun posto letto in Ginecologia e Ostetricia, salvo i due posti del reparto di Fisiopatologia della Riproduzione umana (FRU), attinente alla branca generale, ma certamente non sovrapponibile. Per il parto programmato, dunque, le gestanti dovranno recarsi a Barcellona nel cui ospedale, tra l'altro viene trasferita da Milazzo anche la Pediatria. Un altro aspetto rilevante riguarda l'ospedale di Taormina, il più grande fra quelli afferenti all'Asp: una delle contestazioni più accese ha recentemente riguardato l'ipotizzata abolizione di una delle due chirurgie generali. La soluzione trovata dall'azienda prevede il mantenimento di tutti i posti letto (16 per la generale, 18 per la generale ad indirizzo oncologico), ma la soppressione di uno dei due posti di primario. «Con i soldi risparmiati – sottolinea il manager – incrementeremo l'organico pagando altri chirurghi e migliorando i servizi all'utenza». Da notare poi come in tutti i presidi siano assegnati ai pronto soccorso posti letto di osservazione breve (in gergo OBI), necessari per valutare la gravità delle patologie ed evitare ricoveri impropri nei reparti ospedalieri.
Il piano non è ancora materialmente operativo, in quanto si attende la definitiva autorizzazione da parte dell'assessorato regionale, ma molte scelte dell'amministrazione sanitaria sono ormai indirizzate sulla strada già tracciata: tra esse ad esempio, quella di prorogare l'incarico a 69 medici assunti a tempo determinato nel settore dell'emergenza-urgenza, opzione sulla quale il management aziendale ha chiesto un parere alla Funzione pubblica.
Intanto, dopo il riordino della rete ospedaliera è ora imminente quello dei servizi di cure primarie con i Pta, i Presidi territoriali di assistenza. Novità dirompente, sotto il profilo organizzativo, ma anche territoriale, per la localizzazione delle nuove entità, sulle quali il dibattito è già aperto
Il "Bambinello" di casa in casa. Grande festa per le strade di Malfa
(Michele Merenda-Gazzetta del sud) Anche quest'anno nel comune di Malfa è stata perpetuata la storica "Uscita del Bambinello", tradizione secolare che trova le prime testimonianze addirittura nel XVII secolo. Si tratta, in linea generale, di una ricorrenza ripetuta durante l'Epifania in buona parte delle Eolie, con modalità di volta in volta diverse. L'evento ricorda l'inziativa di un Vescovo, il quale, durante una dura carestia, pensò di far girare in ogni casa la statua del Bambino Gesù per ingraziarsi la benevolenza Celeste. A Salina, addirittura, ogni comune ed ogni borgata presenta una tradizione con parametri differenti. La tradizione del comune di Malfa sembra però non avere paragoni nelle Eolie, se non in parte con quella di Alicudi; a Malfa, infatti, la statuetta è accompagnata da tanta gente, soprattutto giovani, e da suonatori di fisarmonica, chitarra e tamburello. Una volta c'erano anche strumenti poco convenzionali come il mandolino, il banjo ed il violino. Alla testa di tutte queste persone ci sono gli esponenti delle Confraternite di S. Lorenzo (patrono locale) e S. Giuseppe (il cui culto è anche molto sentito), che portano sul petto, rispettivamente, le distintive fasce rosse e gialle. Il nutrito gruppo gira per devozione di casa in casa ed ogni famiglia offre dolci, malvasia ed altre bevande. Ad un certo orario, dopo l'imbrunire, si sente suonare la campana della chiesa patronale, segnale che bisogna rientrare. Come ogni anno, dopo il giorno dell'Epifania, questi novelli Re Magi attendono la domenica successiva per completare il proprio giro. Tra le novità da registrare, la presenza di diverse donne nella Confraternita di S. Lorenzo.
mercoledì 6 gennaio 2010
MATTARELLA: LOMBARDO, LE RIFORME STRADA PER BATTERE LA MAFIA
Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, ha deposto una corona di fiori in occasione del 30° anniversario dell’uccisione di Pier Santi Mattarella.
La commemorazione è avvenuta in via Libertà, dove l’ex presidente della Regione fu ucciso il 6 gennaio del 1980. In rappresentanza del governo regionale, erano presenti anche gli assessori alle Autonomie locali e Funzione pubblica, Caterina Chinnici e alla Salute, Massimo Russo.
“Mattarella - ha detto Lombardo - perse la vita perché si schierò in maniera netta, ferma e determinata e lo fece ispirato dalla fede. Dopo trent’anni, credo che sia ancora inderogabile questo dovere morale di lottare perché la Sicilia sia normale e si possa definitivamente battere Cosa Nostra. Le regole, la trasparenza, l’efficienza dell’amministrazione pubblica, le riforme, il taglio degli sprechi e degli sperperi, l’eliminazione di privilegi - ha concluso - sono obiettivi che, anche per noi, sono importanti e attuali e ora dobbiamo avere il coraggio, la forza e la generosità per raggiungerli dopo trent’anni”.
IL VIDEO:
La commemorazione è avvenuta in via Libertà, dove l’ex presidente della Regione fu ucciso il 6 gennaio del 1980. In rappresentanza del governo regionale, erano presenti anche gli assessori alle Autonomie locali e Funzione pubblica, Caterina Chinnici e alla Salute, Massimo Russo.
“Mattarella - ha detto Lombardo - perse la vita perché si schierò in maniera netta, ferma e determinata e lo fece ispirato dalla fede. Dopo trent’anni, credo che sia ancora inderogabile questo dovere morale di lottare perché la Sicilia sia normale e si possa definitivamente battere Cosa Nostra. Le regole, la trasparenza, l’efficienza dell’amministrazione pubblica, le riforme, il taglio degli sprechi e degli sperperi, l’eliminazione di privilegi - ha concluso - sono obiettivi che, anche per noi, sono importanti e attuali e ora dobbiamo avere il coraggio, la forza e la generosità per raggiungerli dopo trent’anni”.
IL VIDEO:
Lipari: Incendio nel deposito Edilcisa. "Prova" sul campo di carabinieri e vigili del fuoco
E' ovvio che questa è una delle ipotesi e che le indagini si svolgono a trecentosessanta gradi. E' chiaro che se dovesse essere confermata la suddetta ipotesi bisogna accertare se si è trattato di un atto doloso o di una casualità. Cambierebbe, ovviamente, anche la lettura di quanto accaduto nel deposito Edilcisa di Canneto dentro.
Nel video e nella foto una fase del sopralluogo di stamani:
Lipari: Scatta l'allarme all'ufficio postale. Ma è solo un falso contatto
Sul posto è immediatamente arrivata una pattuglia dei carabinieri che ha provveduto ad una perlustrazione(nella foto) dei luoghi non riscontrando nulla di anomalo.
L'allarme è quindi rientrato.
Calcio. Lascia Merlo
Lascia per motivi personali e di salute Nicola Merlo, l'allenatore che ha guidato la formazione del Canneto in questa prima parte del campionato di terza categoria.Intanto oggi la formazione cannetara che doveva affrontare una trasferta non è partita. Non si sarebbe riuscito a raggiungere il minino di giocatori indispensabile per scendere in campo.
Privatizzazione di Tirrenia, si prepara una cordata (di Peppuccio Subba)
(Peppuccio Subba- Gazzetta del sud) Il 23 dicembre scorso è stato pubblicato il bando per la manifestazione d'interesse all'acquisto di n. 108.360 azioni, rappresentanti l'intero capitale sociale di Tirrenia spa. Si avvia così, concretamente, il processo di privatizzazione di Tirrenia che dovrà essere concluso entro il 30 settembre 2010.
Nella proceduta rientra anche la Siremar il cui pacchetto azionario è detenuto dalla società madre Tirrenia.Restano escluse le altre tre società minori del gruppo: Caremar, Saremar, Toremar, perché il loro capitale è stato trasferito, gratuitamente, dalla Tirrenia alle regioni interessate (Campania, Sardegna e Toscana), con effetto dal 21 novembre 2009. La Siremar è rimasta nelle maglie della privatizzazione per una decisione assunta dalla regione Sicilia che punta a partecipare al bando per l'acquisto di Tirrenia e della stessa Siremar.
A spiegare la posizione della Sicilia è stato l'assessore regionale ai trasporti, Nino Strano, dopo la decisione della giunta regionale (opposta a quelle delle altre regioni interessate) di rifiutare l'acquisizione gratuita di Siremar. Il rappresentante del governo regionale in un'intervista al Sole 24 Ore, ha dichiarato: «L'acquisizione gratuita è stata respinta perché a fronte della richiesta di assicurare alla Siremar una dotazione di 75 milioni di euro l'anno, ce ne hanno offerti 50. Non avremmo neanche potuto coprire i costi». Ha poi puntualizzato: «Con il governatore Lombardo, abbiamo pensato di essere in grado di competere per Tirrenia e Siremar insieme. Forti anche della disponibilità finanziaria tratta dai fondi Fesr e Fas». L'obiettivo, prosegue, «è partecipare a un'ipotesi in cui la regione diventi anche un elemento di gestione. Saremo noi a determinare le linee: non le subiremo ma le inventeremo, le organizzeremo, saremo noi a integrare il traffico sociale sovvenzionato col traffico turistico».
La regione per manifestare l'interesse all'acquisizione del pacchetto azionario Tirrenia deve optare tra due possibili soluzioni: costituire una società con privati o concorrere da sola. I probabili partners privati siciliani sono: Ustica Lines, Caronte & Tourist (del gruppo Franza) e Traghetti delle Isole.
Per garantire il livello dei servizi, svolti dalle società del gruppo Tirrenia, il governo italiano erogherà, annualmente, risorse finanziarie per complessivi 184,94 milioni di euro per un periodo fino a 8 anni per Tirrenia e fino a 12 per le quattro società regionali, così ripartiti: Tirrenia 72,685 milioni, Siremar 55,695 milioni, Saremar 13,686 milioni, Toremar 13 milioni e Caremar 29,869 milioni (ramo Campania 19,839 e ramo Lazio 10,030). La Regione siciliana deve affrettare i tempi in quanto la manifestazione di interesse deve essere presentata entro le ore 12 del 19 febbraio.
La commissione trasporti della Ue ha dato l'ok al riassetto del gruppo Tirrenia, progettato dal governo italiano, ma detta numerose condizioni e non lesina critiche all'impianto, tanto da annunciare già la richiesta della messa in mora dell'Italia. In particolare, tra le varie condizioni, Bruxelles stabilisce che le autorità italiane non devono imporre ai potenziali acquirenti condizioni di "natura pubblica", come il mantenimento dei livelli occupazionali, e che le società dovranno essere vendute a condizioni di mercato.
Il vicepresidente della Commissione trasporti della Ue, Antonio Tajani, in merito alla procedura, ha dichiarato: «Si è riusciti a raggiungere un accordo tra Roma e Bruxelles perché la privatizzazione proposta dall'Italia è in sintonia con le regole europee».La Regione siciliana deve stabilire le modalità di partecipazione. La via più sicura è quella di presentarsi con una "cordata" o di costituire una "new co" con armatori aventi sede sociale in Sicilia. E' molto probabile che parteciperanno, all'acquisto di Tirrenia e Siremar, anche armatori nazionali che già esercitano linee in concorrenza con quelle svolte da Tirrenia e che, a suo tempo, hanno sollecitato, presso l'Ue, la procedura di infrazione nei confronti della società di stato.
Intanto i lavoratori dipendenti di Tirrenia e Siremar e gli amministratori delle 14 piccole isole siciliane seguono con apprensione la vicenda delle due società. Gli operatori economici della Sicilia e, in particolare, quelli delle piccole isole sperano che la liberalizzazione delle linee Tirrenia e una migliore riorganizzazione di quelle Siremar, da parte di società miste o private, possano ridare nuovo impulso ai trasporti marittimi, per soddisfare le esigenze di mobilità dei cittadini, nonché quelle dei servizi postali e commerciali e contribuire, così, a promuovere lo sviluppo socio-economico di ciascuna isola.
Nella proceduta rientra anche la Siremar il cui pacchetto azionario è detenuto dalla società madre Tirrenia.Restano escluse le altre tre società minori del gruppo: Caremar, Saremar, Toremar, perché il loro capitale è stato trasferito, gratuitamente, dalla Tirrenia alle regioni interessate (Campania, Sardegna e Toscana), con effetto dal 21 novembre 2009. La Siremar è rimasta nelle maglie della privatizzazione per una decisione assunta dalla regione Sicilia che punta a partecipare al bando per l'acquisto di Tirrenia e della stessa Siremar.
A spiegare la posizione della Sicilia è stato l'assessore regionale ai trasporti, Nino Strano, dopo la decisione della giunta regionale (opposta a quelle delle altre regioni interessate) di rifiutare l'acquisizione gratuita di Siremar. Il rappresentante del governo regionale in un'intervista al Sole 24 Ore, ha dichiarato: «L'acquisizione gratuita è stata respinta perché a fronte della richiesta di assicurare alla Siremar una dotazione di 75 milioni di euro l'anno, ce ne hanno offerti 50. Non avremmo neanche potuto coprire i costi». Ha poi puntualizzato: «Con il governatore Lombardo, abbiamo pensato di essere in grado di competere per Tirrenia e Siremar insieme. Forti anche della disponibilità finanziaria tratta dai fondi Fesr e Fas». L'obiettivo, prosegue, «è partecipare a un'ipotesi in cui la regione diventi anche un elemento di gestione. Saremo noi a determinare le linee: non le subiremo ma le inventeremo, le organizzeremo, saremo noi a integrare il traffico sociale sovvenzionato col traffico turistico».
La regione per manifestare l'interesse all'acquisizione del pacchetto azionario Tirrenia deve optare tra due possibili soluzioni: costituire una società con privati o concorrere da sola. I probabili partners privati siciliani sono: Ustica Lines, Caronte & Tourist (del gruppo Franza) e Traghetti delle Isole.
Per garantire il livello dei servizi, svolti dalle società del gruppo Tirrenia, il governo italiano erogherà, annualmente, risorse finanziarie per complessivi 184,94 milioni di euro per un periodo fino a 8 anni per Tirrenia e fino a 12 per le quattro società regionali, così ripartiti: Tirrenia 72,685 milioni, Siremar 55,695 milioni, Saremar 13,686 milioni, Toremar 13 milioni e Caremar 29,869 milioni (ramo Campania 19,839 e ramo Lazio 10,030). La Regione siciliana deve affrettare i tempi in quanto la manifestazione di interesse deve essere presentata entro le ore 12 del 19 febbraio.
La commissione trasporti della Ue ha dato l'ok al riassetto del gruppo Tirrenia, progettato dal governo italiano, ma detta numerose condizioni e non lesina critiche all'impianto, tanto da annunciare già la richiesta della messa in mora dell'Italia. In particolare, tra le varie condizioni, Bruxelles stabilisce che le autorità italiane non devono imporre ai potenziali acquirenti condizioni di "natura pubblica", come il mantenimento dei livelli occupazionali, e che le società dovranno essere vendute a condizioni di mercato.
Il vicepresidente della Commissione trasporti della Ue, Antonio Tajani, in merito alla procedura, ha dichiarato: «Si è riusciti a raggiungere un accordo tra Roma e Bruxelles perché la privatizzazione proposta dall'Italia è in sintonia con le regole europee».La Regione siciliana deve stabilire le modalità di partecipazione. La via più sicura è quella di presentarsi con una "cordata" o di costituire una "new co" con armatori aventi sede sociale in Sicilia. E' molto probabile che parteciperanno, all'acquisto di Tirrenia e Siremar, anche armatori nazionali che già esercitano linee in concorrenza con quelle svolte da Tirrenia e che, a suo tempo, hanno sollecitato, presso l'Ue, la procedura di infrazione nei confronti della società di stato.
Intanto i lavoratori dipendenti di Tirrenia e Siremar e gli amministratori delle 14 piccole isole siciliane seguono con apprensione la vicenda delle due società. Gli operatori economici della Sicilia e, in particolare, quelli delle piccole isole sperano che la liberalizzazione delle linee Tirrenia e una migliore riorganizzazione di quelle Siremar, da parte di società miste o private, possano ridare nuovo impulso ai trasporti marittimi, per soddisfare le esigenze di mobilità dei cittadini, nonché quelle dei servizi postali e commerciali e contribuire, così, a promuovere lo sviluppo socio-economico di ciascuna isola.
Fondi del ticket. Marevivo " Nessun centesimo speso a Ginostra"
Una lettera è stata inviata dal prof. Riccardo Lo Schiavo (Delegato Generale Associazione Ambientalista MAREVIVO - Sezione di Ginostra-Sromboli) al sindaco del comune di Lipari
e p.c. al dott. Guido Bertolaso (Capo Dip. Protezione Civile - Commissario Emergenza Stromboli ) e a S.E. il Prefetto di Messina.
Oggetto: lavori messa in sicurezza stradina Timpone del fuoco a Ginostra con fondi Ticket.
Egregio signor Sindaco,
in riferimento alla nostra intercorsa corrispondenza in riferimento alla problematica di cui in oggetto, ed in particolare alla sua nota prot. 33695, del 31/08/2009, nonché alla Sua successiva del 14/10/2009 prot. 39842, inviata per conoscenza anche alle Istituzioni in indirizzo, in cui viene ribadita la volontà dell’Amministrazione di “ porre in essere idonei interventi per i lavori in oggetto”, mi spiace ribadire che:
1. I lavori certamente non sono iniziati;
2. l’appalto probabilmente non è stato affidato – a differenza di molteplici analoghi interventi sulle isole “maggiori”;
3. non risulta addirittura che alcun tecnico del Comune di Lipari abbia svolto alcun sopralluogo e pertanto si suppone alcuna perizia;
Nella speranza di essere smentito da fatti concreti, non posso esimermi dall’esprimere profondo rammarico nel constatare, signor Sindaco, che in tutti questi anni dei svariarti milioni di euro introitati dal Comune con i ticket nessun centesimo sia stato speso a Ginostra.
Cordiali saluti.
Riccardo Lo Schiavo
e p.c. al dott. Guido Bertolaso (Capo Dip. Protezione Civile - Commissario Emergenza Stromboli ) e a S.E. il Prefetto di Messina.
Oggetto: lavori messa in sicurezza stradina Timpone del fuoco a Ginostra con fondi Ticket.
Egregio signor Sindaco,
in riferimento alla nostra intercorsa corrispondenza in riferimento alla problematica di cui in oggetto, ed in particolare alla sua nota prot. 33695, del 31/08/2009, nonché alla Sua successiva del 14/10/2009 prot. 39842, inviata per conoscenza anche alle Istituzioni in indirizzo, in cui viene ribadita la volontà dell’Amministrazione di “ porre in essere idonei interventi per i lavori in oggetto”, mi spiace ribadire che:
1. I lavori certamente non sono iniziati;
2. l’appalto probabilmente non è stato affidato – a differenza di molteplici analoghi interventi sulle isole “maggiori”;
3. non risulta addirittura che alcun tecnico del Comune di Lipari abbia svolto alcun sopralluogo e pertanto si suppone alcuna perizia;
Nella speranza di essere smentito da fatti concreti, non posso esimermi dall’esprimere profondo rammarico nel constatare, signor Sindaco, che in tutti questi anni dei svariarti milioni di euro introitati dal Comune con i ticket nessun centesimo sia stato speso a Ginostra.
Cordiali saluti.
Riccardo Lo Schiavo
Pontile di Ginostra: "Solo lievi danni ma...". Lo Schiavo (Marevivo) scrive a Bertolaso
Il prof. Riccardo Lo Schiavo (Delegato Generale Associazione Ambientalista MAREVIVO- Sezione di Ginostra-Sromboli) ha scritto al Dott. Guido Bertolaso (Capo Dip. Protezione Civile- Commissario Emergenza Stromboli) e p.c. a S.E. il Prefetto di Messina, al sindaco del comune di Lipari e al giornale La Repubblica (redazione di Palermo)Oggetto: pontile di Ginostra, lievi danni.
Egregio dott. Bertolaso,
ritengo fortemente necessario “correggere” quanto pubblicato dal quotidiano la Repubblica la scorsa domenica 03 c.m.
Nell’articolo in questione difatti è affermato che “ il mare… ha letteralmente spezzato la stradella che congiunge il vecchio con il nuovo molo, entrambi crollati, enormi massi…”
Viceversa, forse per la bontà del progetto, forse per la perizia e la professionalità della ditta che ha eseguito parte dei lavori di messa in sicurezza, o forse ancora per un “miracolo”, nonostante le devastanti – gigantesche onde, montagne di mare, che per oltre quarantott’ore hanno letteralmente assediato e bombardato la vitale opera e la relativa stradina di accesso, entrambe le infrastrutture hanno perfettamente retto alla furia della natura riportando danni assolutamente lievi (che non è neppure necessario menzionare) e riparabili in poche ore e con la minima spesa.
Anche il vecchio scalo “Pertuso”, il porto naturale più piccolo del mondo, monumento storico della nostra frazione risulta assolutamente intatto.
Resta comunque assolutamente urgente e improcrastinabile che vengano ripresi ed ultimati al più presto i lavori di messa in sicurezza purtroppo interrotti lo scorso settembre.
Confidando come sempre nel Suo intervento, porgo cordiali saluti.
Ricccardo Lo Schiavo
martedì 5 gennaio 2010
Il punto sugli interventi al Faro di Lingua

Comunicato stampa
In data odierna, grazie alle condizioni meteo marine favorevoli, è stato possibile per l’equipaggio del pontone St. George della Adormar di Palermo, posizionare una parte dei massi previsti dal progetto realizzato dal Provveditorato Opere Marittime( per un totale di circa tremila tonnellate), per la messa in sicurezza del Faro di Punta Lingua.
Alcuni interventi preliminari erano stati posti in essere, nei due giorni precedenti, da alcune ditte edili dell’isola, che su richiesta del Sindaco Massimo Lo Schiavo, hanno attivamente partecipato per cercare di salvare il salvabile, nonostante le condizioni meteo marine non fossero delle migliori.
Gli interventi eseguiti dagli isolani sono stati di due tipi: con il primo si è provveduto ad effettuare delle infiltrazioni di cemento a presa rapida sotto la base della torre di illuminazione, le cui fondamenta erano state completamente erose dai marosi, lavorando per ben otto ore consecutive anche dopo il tramonto, evitando così che la torre rimanesse letteralmente “appesa”ad un sottile solaio di cemento; con il secondo intervento si è provveduto al posizionamento di massi naturali da terra, usufruendo di un accesso creato ad hoc da ruspe ed escavatori, impegnando uomini e mezzi per oltre 15 ore di lavoro.
Tangibile la soddisfazione del Sindaco di Santa Marina Salina: “Il giorno in cui mi sono reso conto che il crollo della torre del faro non era più solo un’ipotesi ma una dura realtà, e la situazione peggiorava di minuto in minuto, ho attivato tutti gli uffici e tutti i dipendenti comunali per arginare questa emergenza, predisponendo, tra le tante altre azioni, subito un’Ordinanza Sindacale( n° 1 del 02/01/2010) per far operare in loco le ditte edili dell’Isola, con propri mezzi e uomini.”
“Ciò che è stato fatto è solo un piccolissimo intervento” continua il Sindaco “ in attesa di azioni necessarie, indifferibili ed urgenti di più ampio respiro che proteggano tutta la costa del laghetto sul versante sud-occidentale, quello maggiormente esposto ai venti e che crea maggiori problemi all’abitato e alle strutture turistiche, alcune delle quali hanno subito danni notevoli. Tra qualche giorno l’Ufficio Tecnico Comunale predisporrà un sopralluogo definitivo e una dettagliata relazione che sarà inoltrata agli organi preposti alla salvaguardia di cose e persone”.
Sono previsti ulteriori due viaggi del pontone St George nei prossimi giorni, con altrettanti carichi di massi da posizionare a completamento del progetto, confidando nelle buone condizioni meteo marine, anche se le previsioni per il fine settimana non sono delle più rassicuranti.
Domenico Arabia
Ufficio Staff del Sindaco
In data odierna, grazie alle condizioni meteo marine favorevoli, è stato possibile per l’equipaggio del pontone St. George della Adormar di Palermo, posizionare una parte dei massi previsti dal progetto realizzato dal Provveditorato Opere Marittime( per un totale di circa tremila tonnellate), per la messa in sicurezza del Faro di Punta Lingua.
Alcuni interventi preliminari erano stati posti in essere, nei due giorni precedenti, da alcune ditte edili dell’isola, che su richiesta del Sindaco Massimo Lo Schiavo, hanno attivamente partecipato per cercare di salvare il salvabile, nonostante le condizioni meteo marine non fossero delle migliori.
Gli interventi eseguiti dagli isolani sono stati di due tipi: con il primo si è provveduto ad effettuare delle infiltrazioni di cemento a presa rapida sotto la base della torre di illuminazione, le cui fondamenta erano state completamente erose dai marosi, lavorando per ben otto ore consecutive anche dopo il tramonto, evitando così che la torre rimanesse letteralmente “appesa”ad un sottile solaio di cemento; con il secondo intervento si è provveduto al posizionamento di massi naturali da terra, usufruendo di un accesso creato ad hoc da ruspe ed escavatori, impegnando uomini e mezzi per oltre 15 ore di lavoro.
Tangibile la soddisfazione del Sindaco di Santa Marina Salina: “Il giorno in cui mi sono reso conto che il crollo della torre del faro non era più solo un’ipotesi ma una dura realtà, e la situazione peggiorava di minuto in minuto, ho attivato tutti gli uffici e tutti i dipendenti comunali per arginare questa emergenza, predisponendo, tra le tante altre azioni, subito un’Ordinanza Sindacale( n° 1 del 02/01/2010) per far operare in loco le ditte edili dell’Isola, con propri mezzi e uomini.”
“Ciò che è stato fatto è solo un piccolissimo intervento” continua il Sindaco “ in attesa di azioni necessarie, indifferibili ed urgenti di più ampio respiro che proteggano tutta la costa del laghetto sul versante sud-occidentale, quello maggiormente esposto ai venti e che crea maggiori problemi all’abitato e alle strutture turistiche, alcune delle quali hanno subito danni notevoli. Tra qualche giorno l’Ufficio Tecnico Comunale predisporrà un sopralluogo definitivo e una dettagliata relazione che sarà inoltrata agli organi preposti alla salvaguardia di cose e persone”.
Sono previsti ulteriori due viaggi del pontone St George nei prossimi giorni, con altrettanti carichi di massi da posizionare a completamento del progetto, confidando nelle buone condizioni meteo marine, anche se le previsioni per il fine settimana non sono delle più rassicuranti.
Domenico Arabia
Ufficio Staff del Sindaco
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