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giovedì 7 gennaio 2010

Tutti salvi i sette ospedali dell'Asp . Ma verranno attuati importanti provvedimenti di riorganizzazione, soprattutto fra Barcellona e Milazzo

(Natalia La Rosa- Gazzetta del sud) Una "rivoluzione" tutto sommato pacifica, accettata in maniera sostanzialmente serena dalle comunità locali, anche se non senza alcuni distinguo. La nuova configurazione dei servizi ospedalieri in provincia, contenuta nel piano di rimodulazione presentato nei giorni scorsi dall'Asp alla Regione dal direttore generale Salvatore Giuffrida, pone le basi del futuro sviluppo di un servizio delicato e indispensabile, come l'offerta di salute e cura in un territorio, come quello messinese, logisticamente disagiato e certo non servito in maniera capillare. Per questo, un primo essenziale risultato è quello che ha portato a mantenere tutti i sette ospedali della provincia divisi nei distretti Messina 1, con gli ospedali di Patti (152 posti letto), S. Agata Militello (86) e Mistretta (32), e Messina 2, con Taormina (222), Barcellona (110), Milazzo (160) e Lipari (32). Importante è stato anche il mantenimento del totale di 824 posti letto, che, però, sono stati rimodulati fra i singoli presidi come emerge dalla tabelle che pubblichiamo a fianco, e che sono tratte dal documento distribuito ai sindaci dei Comuni interessati durante l'assemblea tenutasi a Palazzo Zanca lo scorso 21 dicembre, al termine della quale il documento è stato approvato all'unanimità dei presenti.
Le novità di maggiore rilievo riguardano soprattutto gli ospedali di Barcellona e Milazzo, i due più vicini geograficamente, che vengono entrambi mantenuti, ma con profondi cambiamenti destinati ad evitare duplicazioni non in linea con le previsioni del piano sanitario. Per quanto riguarda il "Cutroni Zodda" di Barcellona, l'ospedale perderà l'unità operativa di Urologia che verrà trasferita a Milazzo, l'Unità di Nefrologia e Dialisi viene invece soppressa, con l'attivazione di un centro assistenza decentrata con otto posti afferente all'analoga Unità dell'ospedale di Milazzo, cui viene dunque accorpata. Dal nosocomio mamertino viene invece trasferita a Barcellona l'Unità di Neurologia, e sempre al Cutroni-Zodda vengono previsti due posti letto di Oncologia dipendenti dall'Oncologia medica dell'ospedale di Taormina. Da evidenziare che, ad esempio, nessun posto letto è previsto a Barcellona in Ortopedia e Traumatologia: per un ricovero bisognerà rivolgersi all'ospedale di Milazzo. Al contrario, nel nosocomio mamertino non è previsto alcun posto letto in Ginecologia e Ostetricia, salvo i due posti del reparto di Fisiopatologia della Riproduzione umana (FRU), attinente alla branca generale, ma certamente non sovrapponibile. Per il parto programmato, dunque, le gestanti dovranno recarsi a Barcellona nel cui ospedale, tra l'altro viene trasferita da Milazzo anche la Pediatria. Un altro aspetto rilevante riguarda l'ospedale di Taormina, il più grande fra quelli afferenti all'Asp: una delle contestazioni più accese ha recentemente riguardato l'ipotizzata abolizione di una delle due chirurgie generali. La soluzione trovata dall'azienda prevede il mantenimento di tutti i posti letto (16 per la generale, 18 per la generale ad indirizzo oncologico), ma la soppressione di uno dei due posti di primario. «Con i soldi risparmiati – sottolinea il manager – incrementeremo l'organico pagando altri chirurghi e migliorando i servizi all'utenza». Da notare poi come in tutti i presidi siano assegnati ai pronto soccorso posti letto di osservazione breve (in gergo OBI), necessari per valutare la gravità delle patologie ed evitare ricoveri impropri nei reparti ospedalieri.
Il piano non è ancora materialmente operativo, in quanto si attende la definitiva autorizzazione da parte dell'assessorato regionale, ma molte scelte dell'amministrazione sanitaria sono ormai indirizzate sulla strada già tracciata: tra esse ad esempio, quella di prorogare l'incarico a 69 medici assunti a tempo determinato nel settore dell'emergenza-urgenza, opzione sulla quale il management aziendale ha chiesto un parere alla Funzione pubblica.
Intanto, dopo il riordino della rete ospedaliera è ora imminente quello dei servizi di cure primarie con i Pta, i Presidi territoriali di assistenza. Novità dirompente, sotto il profilo organizzativo, ma anche territoriale, per la localizzazione delle nuove entità, sulle quali il dibattito è già aperto