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giovedì 13 settembre 2012
Eldorado: Compro oro. Massima valutazione
Vartuluzzo Ruggiero e la canzone popolare eoliana (di Michele Giacomantonio)
Intervento di
Michele Giacomantonio all’incontro”In memoria di Bartoluzzo Ruggiero” tenutosi
nella Chiesa dell’Immacolatamercoledì 12 settembre 2012 in occasione della
presentazione del fotolibro “Bartoluzzo. Una traccia sul mare Eoliano”
Vartuluzzo Ruggiero è stato certamente
un importante esponente, forse uno dei maggiori, della canzone popolare
eoliana. Diciamo questo sapendo che è
difficile fare raffronti con artisti di epoche lontane anche solo poche decine
di anni visto la scarsezza della documentazione scritta e canora, per il
passato.
Quella della canzone popolare
eoliana è una tradizione le cui radici si perdono nel tempo ed è solo, ancora
una volta, grazie a Luigi Salvatore d’Austria che possiamo fissare un punto di
orientamento sul finire dell’800. Nell’ottavo volume della sua opera,
quello dedicato alla parte generale, l’arciduca che amava le Eolie, parla di
questi canti che “seguono un ritmo
monotono… ma si ascoltano con piacere”.Li sente dalle donne che ramano sul
mare, dai giovani che trasportano il mosto, dalle donne che raccolgono i fichi
e che lavorano nei campi. L’argomento preferito, come è consuetudine della
poesia popolare, è l’amore. Ma nella canzone popolare eoliana, nei canti riportati
dall’Arciduca come in quelli di Vartuluzzu Ruggiero, l’amore per l’amata o
l’amato si accompagnano o si alternano con l’amore per la propria terra.. Così
l’arciduca scrive :
“Un ghiornu, bedda mia, mentre scrivìa
L’anima mia du pettu si staccò.
Ebbi un singhiuzzu e poi mentre chianìia,
a carta sutta l’l’uocchi si vagnò!”
Ma anche:
“Addiu Lipari mia, scuogghiu filici,
lassami arritirari ‘nta la paci,
su abbannunatu di parenti e amici,
pirciò si mi nni vaiu ‘un ti dispiaci!”
Sul finire dell’800 il canto
veniva accompagnato con strumenti musicali a corde come il contrabbasso, il
chitarrone, la chitarra francese, la chitarra da pizzicare, la chitarra
battente e il violino. Diffusi anche i flauti e gli ottorini. Di queste canzoni
Luigi Salvatore ci offre un ampio campionario. Si suonava e si cantava ai
matrimoni, a carnevale, in occasione della gettata del”astricu” che era sempre una grande festa ed aveva un rituale tutto
particolare.
A cavallo del secolo, fra l’800 e
il 900, anche Lipari ebbe la sua “bella epoque”.
Simbolo di questa stagione è il maestro Concetto Abate e la banda musicale
diretta da Edoardo Bongiorno. Si suonava in pubblico in via Garibaldi,
all’angolo con via Umberto I, dove allora vi era uno spiazzo un po’ più ampio
di adesso. Non c’era palco ma solo una pedana per il maestro e al di sopra del
corpo bandistico lo stagnino Giovanni Rodà montava una illuminazione
primordiale fatta di tubi dove scorreva l’acetilene. Si suonava in pubblico ma
anche nelle case private e nei circoli cittadini.
Gli anni del fascismo invece non
lasciarono spazio alle tradizioni locali. Ai canti popolari si tentò di
sostituire canzoni come Giovinezza,
giovinezza, Allarmi siam fascisti,
Faccetta nera.. La vena popolare si
limitò a produrre i cosiddetti “muttetti” e cioè composizioni in versi di
genere faceto, per lo più privi di risvolti sociali, anche per non cadere nelle
mire delle autorità e della milizia. Di quel periodo ricordiamo Maniaci ad
Acquacalda e Turiddu Giardina a Lipari .
La canzone popolare eoliana era mantenuta in vita da Giovanni Giardina
detto“Vanni l’Uorbu”, perché da bambino era caduto in una vasca di calce ed era
rimasto cieco, che si accompagnava con l’organetto. Vanni veniva invitato ai
pranzi ed alle feste delle famiglie benestanti che lo ricompensavano per lo più
con qualche portata del pranzo.
Chiuso il periodo fascista,
nell’immediato dopoguerra riprende la canzone popolare ed emerge la figura di
Angelo Villanti barbiere, cantante e suonatore. Era detto il cantore della fame
che allora era una esperienza molto diffusa fra la gente e proprio della fame
parlava in una sua canzone famosa intitolata “Carrube” che si concludeva col desiderio di morire perché
nell’aldilà non c’è più bisogno di mangiare:
“Iò vi lassu e mi ni vaiu,
‘nta du munnu ca ‘un si mancia;
e cu resta ca s’arrancia
finu a quannu ‘un veni dà”
Il dopoguerra fu un periodo
fertile di associazioni culturali, circoli ricreativi e filodrammatiche. Fra le
altre si ricorda l’associazione studentesca “5S” (Siamo studenti sempre senza
soldi). Villanti rimase a Lipari anche quando tutti i suoi figli emigrarono,
poi nel 1958 emigrò anche lui a Melbourne dove nel 1963 morì.
Gli anni 50 sono gli anni che
Pino Paino definisce della “diaspora”. Sono
molti i giovani che fuggono dalle Eolie e con essi molti talenti. Solo nel 1973
si ha un forte segnale di ripresa con la nascita del “FolkArte delle Eolie”
promosso da Angelo Merlino, Italo Paino, Pino Paino, Nino Sulfaro e Bartolino
Ruggiero. Vartuluzzo ne diventa il direttore del gruppo folkloristico. Questo
gruppo non ha vita facile perché deve
fare i conti con l’indifferenza e forse anche l’ostilità della amministrazione
locale che tenta di privarli anche della sede. Eppure la sua attività si mostrò
intensa e con larghi consensi. Si esibirono in cerimonie pubbliche come quella
in Vescovado per l’ingresso in diocesi di Mons. Di Salvo, al Carasco durante il
congresso nazionale di neurologia, nelle saghe paesane di a cominciare dalla festa di S. Bartolo a
Lipari, poi a Canneto, Acquacalda, Quattropani, Pianoconte, nei dancing come il
Turmalin prima che le bande musicali locali venissero soppiantate dalle
discoteche.
Leonida Bongiorno notava sul
Notiziario del gennaio 1974 che “le
musiche, le danze, i canti, quasi tutte creazione del Folk e in particolare
dell’inesauribile Bartoluzzo hanno ridato alle Eolie una dimensione da tempo
smarrita. E’ rinata una tradizione popolare che sembrava destinata a scomparire
definitivamente”.
Fra le canzoni della tradizione
eoliana che , accompagnava con la musica del suo inseparabile mandolino,
Vartuluzzu riprende e riformula vi è “A ittata i l’astricu”. Di quella antica
riprende il ritornello:
“Li cummari, cummarieddi,
“Li cummari, cummarieddi,
tutti arrivanu chi cistieddi,
chini i pani, cassatieddi,
sfinci fritti, spicchitieddi.
Oh c’arriva, oh c’assuma
Oh chi ciauru i maccarruna”
In Vartuluzzu non manca la
tradizione della canzone d’amore. Ricordiamo “Anciulinedda”:
Anciulinedda mia si com’ on sciuri,
bedda di modi e bedda di culuri,
‘nta la to faccia si cum‘a ‘na rosa,
ti amerei i sempri cum’a ‘na sposa”.
E non mancano le canzoni che
esprimono l’amore per la sua terra come Ierà,
Stromboli, Turisti i tuttu u munnu. Di quest’ultima ricordiamo la sestina
iniziale:
“Turisti i tuttu u munnu
v’ospitamu,
a Lipari c’è sciuru di zagara.
Muntagni janchi e beddi
Puru avemu,
ginestra gialla e sciuri in quantità”.
Non mancano però le canzoni
dedicate al lavoro come “U cianciuolo”
che parla di Bastianu il pescatore:
“Passa la luna veni lu scuru,
Bastianu pripara la rizza, a lampara,
Li marinari cu birrittieddu,
pani, formaggi, buttigghia e cutieddu.
Sunnu cuntenti,
vannu a piscari,,,
e lu cianciuolu…
lu ettano a mari.”
E non manca nemmeno la canzone
epica dedicata alla “ruina” del 1545 compiuta da Ariadeno detto il Barbarossa.
“Nove mila l’abitanti,
si purtaru tutti quanti,
li trattaru cumu schiavi,
‘bannunati e morti i fami.
Arrivati ‘nta du munnu,
si truvaru spaisati,
nni murieru tanti, tanti,
Liparuoti ammazzati”.
L’attività del FolkArte delle
Isole Eolie, come quella del Piccolo Teatro Eoliano che da questa era stato
generato, durarono due anni e poi si esaurirono. Il Folk cercò di rivivere
qualche tempo dopo ad opera di Zitelli e di Sparacino ma ormai il nucleo si era
disgregato. Vartoluzzo continuava la sua strada sempre più richiesto non solo
negli incontri nelle isole ma anche all’estero dagli isolani dell’emigrazione.
Andò in Australia, Germania, in America. Memorabile rimane – come ha ricordato
recentemente Felice D’Ambra - una sua esibizione a New York durante
un matrimonio col suo violino nell’esecuzione dell’Ave Maria di Shubert.. Alle
Eolie intanto, anche sulla sua scia altri cantautori si facevano strada come i
fratelli Angelo e Benito Merlino che si affermerà soprattutto in Francia dove
andrà a vivere.
Di Bartoluzzo rimangono oltre al
ricordo della sua passione e del suo sorriso, la sua musica e le numerose
canzoni che ci ha lasciato in eredità.
A Salina è ancora trionfo etiope
La fatica dei podisti e poi la loro gioia nell’essere giunti al traguardo, insieme alla bellezza dei luoghi, hanno caratterizzato il “tappone” di Salina (14.5 km), terza tappa del “Giro Podistico delle Isole Eolie”. La manifestazione internazionale Fidal, organizzata dalla Polisportiva Europa, ha completato, così, il “giro di boa”, poiché mancano adesso soltanto due appuntamenti agonistici alla conclusione. A rendere impegnativa e selettiva la Santa Marina Salina-Rinella, oltre alla distanza, i circa 7 chilometri di salite, che hanno messo a dura prova i muscoli degli atleti, ed il caldo sole eoliano. Il racconto tecnico della prova ha visto i successi degli etiopi Zelalem Bacha Regasa e Alem Fikre Kifle, che hanno centrato, così, i tris. Bacha Regasa si è imposto in rimonta, superando il suo ultimo rivale, l’emiliano Luigi Guidetti (Corradini Rubiera), proprio nella lunga discesa che conduceva al traguardo di Rinella. L’africano ha fatto bloccare il cronometro dopo 52’11”, 51” meno di Guidetti. Ottimo terzo Emanuele Marchi (Atletica Gavardo), che ha concluso la prova in 53’ 08”. Dietro di loro, si sono piazzati nell’ordine: Matteo Redolfi (Atletica Aviano), Sergio Trinca (Atletica San Rocco Verona), Fausto Barbieri (Gabbi Bologna) e Paolo Davoli (Podistica Biasola). Tra le donne gara solitaria di Alem Fikre Kifle, che è giunta dodicesima assoluta con il tempo di 1h02”10, chiudendo – di fatto – i conti per l’affermazione finale al Giro. Superlativa prestazione di Daniela Vassalli (Runners Bergamo), capace di far valere a Salina tutte le sue qualità muscolari. Il crono di 1h3” 56” le è valso la seconda piazza di giornata e, soprattutto, il sorpasso in classifica operato ai danni della slovacca Eva Neznama dell’Atletica Gavardo Brescia, che è rimasta attardata di quasi tre minuti. Quarta si è classificata Valentina Gualandi (Gabbi Bologna), quinta Annarosa Mongera (Pol. Madonnina), sesta Roberta Lodesani (Corradini Rubiera) e settima la messinese Francesca Colafati (Fidippide). Al termine della corsa, podisti ed accompagnatori si sono goduti, subito dopo la premiazione, un gradito ristoro offerto dalle Amministrazioni dei comuni di Leni, Malfa e Santa Marina. Oggi meritato riposo per tutti, che precederà il secondo trasferimento di venerdì a Lipari, con il caratteristico circuito nel centro cittadino (5.650 Km).
Presentazione fotolibro su Bartoluzzo. L'intervento del sindaco Giorgianni e i "ricordi" del figlio Giovanni
Con questo video iniziamo a proporvi tutta una serie di filmati (interventi, canzoni) estrapolate da quella che è stata la serata di presentazione del fotolibro su Bartoluzzo Ruggiero
Ricordando.....Bartoluzzo (foto di Antonio Iacullo) 1 di 5
Pubblichiamo alcune foto scattate da Antonio Iacullo durante la serata dedicata al foto-libro su Bartoluzzo
Nelle foto: Laura Lo Ricco; Cristina Velardita con Salvatore e Daniele Portelli; Famularo Bartolo
Nelle foto: Laura Lo Ricco; Cristina Velardita con Salvatore e Daniele Portelli; Famularo Bartolo
Auguri a....
Gli auguri di oggi sono per Linda Aiello
Volete fare gli auguri ai vostri cari? Inviateceli. Raccomandiamo solo di farlo con qualche giorno in anticipo. L'indirizzo a cui spedirli è s.sarpi@libero.it
N.B. Gli auguri (di qualunque genere) con le foto sono a pagamento (vedi tariffario in alto a questa pagina), così come gli auguri (anche senza foto) che non siano di Buon Compleanno
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N.B. Gli auguri (di qualunque genere) con le foto sono a pagamento (vedi tariffario in alto a questa pagina), così come gli auguri (anche senza foto) che non siano di Buon Compleanno
Dramma ad Alicudi. L'articolo del nostro direttore pubblicato sulla Gazzetta del Sud
ALICUDI Il diciottenne isolano si era immerso in apnea con un amico in prossimità dell'area portuale
MUORE INSEGUENDO UNA CERNIA
Corpo recuperato dopo 15 ore di ricerche con zavorra ancora allacciata
Salvatore Sarpi
ALICUDI

Tragedia nella piccola
isola eoliana di Alicudi dove un diciottenne, figlio di un isolano e
di una cittadina tedesca, ha perso la
vita in mare dopo essersi immerso in apnea, martedì, intorno alle 17 e 30,
unitamente ad un amico in prossimità dell’area portuale. Gilberto Samuele
Virgona, 19 anni ad aprile, nato a Monaco di Baviera, profondo conoscitore dei fondali dell’isola ed
abile sub, avrebbe perso la vita nel tentativo di catturare una cernia.
Ad
individuare la zona del ritrovamento, dopo oltre 15 ore di febbrili
ricerche, è stato un sub fiorentino in vacanza nell’isola. Il cadavere è stato poi recuperato dal Nucleo sommozzatori dei carabinieri di Messina, nel tratto di mare
denominato ai “Tre scogli” (a circa trecento metri dal porto), ad una
profondità di circa 28 metri. Il giovane aveva ancora ben allacciata la zavorra. Su disposizione del
magistrato di turno, dottor Mirko Piloni, il corpo è stato trasportato a Lipari a bordo del
gommone dell’Arma di stanza a Filicudi. Poi il trasferimento all’obitorio del cimitero di Lipari a disposizione dell’autorità
giudiziaria che, nelle prossime ore, disporrà l'autopsia.
A dare l'allarme è statoil compagno d’immersione.
Sul posto per le ricerche, oltre al gommone dei carabinieri di stanza
nell'isola di Filicudi, la motovedetta dell'Arma che staziona a Lipari e due
unità del Circomare- Guardia Costiera di Lipari, sono intervenuti ben tre
elicotteri: della Marina militare, dell'Aeronautica e della Polizia.
I velivoli (una delle primissime volte in Italia) hanno operato anche di
notte grazie ai raggi infrarossi di cui sono dotati. Inoltre l'elicottero
Rescue Sar della Marina, attraverso una speciale apparecchiatura, ha
controllato la temperatura sottomarina onde riscontrare eventuali variazioni
che consentissero di individuare il corpo. L'area battuta, sin da subito, è stata
quella posta a circa 300/400 metri dal porto. Area, dove in effetti, è stato
poi ritrovato Gilberto. Il fatto che indossasse ancora la zavorra lascia
presumere che possa essere stato colto da un improvviso malore che non gli ha
consentito neanche di liberarsi dei pesi per tentare di tornare in superficie.
Immensa la disperazione dei parenti, ma anche dei residenti nella piccola isola dove il giovane era conosciuto e ben voluto.
Distrutta dal dolore, la madre Cristine che si trovava a Lipari ha fatto ritorno nel cuore della notte con una barca privata ad Alicudi. Grande commozione anche a Lipari dove Gilberto era di casa in quanto ha frequentato sino allo scorso anno scolastico il liceo scientifico “Isa Conti”, conseguendo la maturità con il punteggio di 63/100.
Tra l’altro, Gilberto, descritto dai suoi ex compagni di classe, affranti dal dolore, come un gran bravo ragazzo, era fidanzato con una ragazza di Lipari. Non appena si è diffusa la notizia del suo trasferimento all’obitorio del cimitero liparese, il sito è diventato meta di un vero e proprio “pellegrinaggio” di giovani e meno giovani. Nell’impossibilità di vederlo c’è chi ha lasciato un fiore davanti alla porta dell’obitorio e chi sommessamente ha provato a ricordarlo o a pregare per lui.
Con un mezzo di linea sono giunti a Lipari da Alicudi anche i genitori affranti dal dolore e che non riescono a capacitarsi di una così immane tragedia.
MUORE INSEGUENDO UNA CERNIA
Corpo recuperato dopo 15 ore di ricerche con zavorra ancora allacciata
Salvatore Sarpi
ALICUDI

Tragedia nella piccola
isola eoliana di Alicudi dove un diciottenne, figlio di un isolano e
di una cittadina tedesca, ha perso la
vita in mare dopo essersi immerso in apnea, martedì, intorno alle 17 e 30,
unitamente ad un amico in prossimità dell’area portuale. Gilberto Samuele
Virgona, 19 anni ad aprile, nato a Monaco di Baviera, profondo conoscitore dei fondali dell’isola ed
abile sub, avrebbe perso la vita nel tentativo di catturare una cernia. Immensa la disperazione dei parenti, ma anche dei residenti nella piccola isola dove il giovane era conosciuto e ben voluto.
Distrutta dal dolore, la madre Cristine che si trovava a Lipari ha fatto ritorno nel cuore della notte con una barca privata ad Alicudi. Grande commozione anche a Lipari dove Gilberto era di casa in quanto ha frequentato sino allo scorso anno scolastico il liceo scientifico “Isa Conti”, conseguendo la maturità con il punteggio di 63/100.
Tra l’altro, Gilberto, descritto dai suoi ex compagni di classe, affranti dal dolore, come un gran bravo ragazzo, era fidanzato con una ragazza di Lipari. Non appena si è diffusa la notizia del suo trasferimento all’obitorio del cimitero liparese, il sito è diventato meta di un vero e proprio “pellegrinaggio” di giovani e meno giovani. Nell’impossibilità di vederlo c’è chi ha lasciato un fiore davanti alla porta dell’obitorio e chi sommessamente ha provato a ricordarlo o a pregare per lui.
Con un mezzo di linea sono giunti a Lipari da Alicudi anche i genitori affranti dal dolore e che non riescono a capacitarsi di una così immane tragedia.
mercoledì 12 settembre 2012
Ciao Gilberto. L'editoriale di Salvatore Sarpi
Ciao Gilberto,ciao a te che conoscevo solo di vista; ciao a te che adesso conosco ancora di più attraverso il ricordo di alcuni tuoi e miei amici; ciao Gilberto, a te che eri un bravo ragazzo, un ragazzo speciale, un amico gioviale e sincero.
Si, bravo, speciale, gioviale, sincero....perchè così ti ricordano i tuoi amici su quella tua pagina di fb (accessibile a tutti) all'indirizzo https://www.facebook.com/gilberto.virgona diventata da oggi un "muro" dove ti ricordano, ti tengono fortemente stretto al cuore, ti rendono merito per ciò che eri....per cosa saresti stato... se quei fondali della tua amata Alicudi non ti avessero sottratto a loro... e perchè no...anche a noi che non ti conoscevamo.... ma che ti portiamo ugualmente nel cuore.... come un amico, un figlio "speciale"
Un pensiero.... per la mamma di Gilberto (di Silvia Carbone)
Un giovane ci lascia, una giovane vita se ne va, un dolore ingiustificato, insopportabile.
Il mio pensiero va alla madre.
Io sono madre e a lei penso, al suo dolore, al suo strazio, allo strappo che le taglia in due la vita: il prima e il dopo....e tremo.
E mi viene in mente uno dei passi più belli del Manzoni : LA MADRE DI CECILIA
....Scendeva dalla soglia d'uno di quegli usci, e veniva verso il convoglio, una donna, il cui aspetto annunziava una giovinezza avanzata, ma non trascorsa; e vi traspariva una bellezza velata e offuscata, ma non guasta, da una gran passione, e da un languor mortale: quella bellezza molle a un tempo e maestosa, che brilla nel sangue lombardo. La sua andatura era affaticata, ma non cascante; gli occhi non davan lacrime, ma portavan segno d'averne sparse tante; c'era in quel dolore un non so che di pacato e di profondo, che attestava un'anima tutta consapevole e presente a sentirlo. Ma non era il solo suo aspetto che, tra tante miserie, la indicasse così particolarmente alla pietà, e ravvivasse per lei quel sentimento ormai stracco e ammortito ne' cuori. Portava essa in collo una bambina di forse nov'anni, morta; ma tutta ben accomodata, co' capelli divisi sulla fronte, con un vestito bianchissimo, come se quelle mani l'avessero adornata per una festa promessa da tanto tempo, e data per premio. Né la teneva a giacere, ma sorretta, a sedere sur un braccio, col petto appoggiato al petto, come se fosse stata viva; se non che una manina bianca a guisa di cera spenzolava da una parte, con una certa inanimata gravezza, e il capo posava sull'omero della madre, con un abbandono piú forte del sonno: della madre, ché, se anche la somiglianza de' volti non n'avesse fatto fede, l'avrebbe detto chiaramente quello de' due ch'esprimeva ancora un sentimento....
Per Gilberto......da le "Confabule" di Acirrab
"...ed oggi la morte si sente più bella,attraente:ha strappato delle carni giovani e le ha indossate presentandosi,egocentrica, nelle nostre isole!Come lurida puttana cerca consensi e gratifiche sbandierando il suo trofeo di pelle...nuova! Che tu sia maledetta cagna prolifera!...E spunterà una notte quando, un'altra morte,avvelenerà la tua la tua lercia esistenza donando ai vermi anche la falce!" tratto da "le Confabule" di Acirrab
Foto-libro su Bartoluzzo. All'Immacolata tra ricordi, canzoni e commozione
La serata, aperta dal sindaco Marco Giorgianni che ha voluto anche ricordare, seppure con brevi ma toccanti parole, il giovane Gilberto Virgona, sta vedendo un alternarsi di "ricordi" di Bartoluzzo, raccontati da persone che l'hanno conosciuto, con canzoni del "vate eoliano" interpretate da artisti locali accompagnati dai Portelli (padre e figlio) al mandolino e al pianoforte.
Dell'evento del quale, a seguire, vi proporremo tutta una serie di altre foto, filmati( testimonianze e canzoni), vi proponiamo adesso alcuni scatti fotografici.
1) Il presidente del consiglio comunale Adolfo Sabatini si prodiga per accompagnare in chiesa una turista diversamente abile;
2) Una parte del pubblico (a destra il sindaco Giorgianni, Sabatini e l'assessore Masin;
4) il duo Portelli
SANITA':TICKET,PUNTI NASCITA,LABORATORI:PRECISAZIONI
Palermo, 12 set. (SICILIAE) - "I provvedimenti riguardanti la normativa sul ticket, l'aggregazione dei laboratori di analisi e la riqualificazione dei punti nascita sono stati assunti in adempimento alle prescrizioni del Piano Operativo 2010-2012, approvato in Giunta e in Commissione Sanita' all'Ars, che la Regione ha sottoscritto con i ministeri della Salute e dell'Economia".
Lo precisa il Dipartimento attivita' sanitarie dell'assessorato regionale della Salute in relazione ad alcune affermazioni riportate dagli organi di stampa.che ha partecipato a tutte le riunioni del tavolo tecnico ministeriale I rappresentanti del Dipartimento, che sottolineano di aver partecipato a tutte le riunioni del tavolo tecnico ministeriale, ricordano che "come confermato dai verbali delle verifiche trimestrali operate dal tavolo tecnico, al rigoroso adempimento degli impegni assunti e' correlata la erogazione in favore della Sicilia di alcune centinaia di milioni".
Per ulteriore chiarezza si rendono noti gli stralci dei verbali relativi ai tre provvedimenti adottati dall'assessorato regionale della Salute.
TICKET: Il Piano Operativo prevedeva l'adeguamento della normativa regionale sull'esenzione del ticket a quella nazionale.
Di tale adempimento si da' atto nel verbale di verifica del 24 luglio 2012 che cosi' recita: "Con l'articolo 1 della legge regionale n. 6 del 10 gennaio 2012, la Regione ha provveduto all'adeguamento normativo della legge regionale preesistente, basato sull'Isee, alla normativa nazionale di cui all'art.8 della legge 537/93". Il recepimento della legge nazionale ha consentito - come gia' espressamente previsto nel verbale di verifica del 13 luglio 2011 - l'erogazione di 60 milioni di euro, pari al 7,5% delle risorse complessive di competenza della Regione siciliana.
LABORATORI D'ANALISI: Il Piano Operativo stabilisce che entro il 2012 i laboratori d'analisi abbiano un volume di produzione non inferiore alle 200 mila prestazioni annue, prevedendo la predisposizione di un piano di aggregazione entro il 30 giugno 2012.
Il tavolo tecnico ministeriale, nella riunione del 24 luglio 2012, richiama la Regione al predetto adempimento, verbalizzando quanto segue: "E' necessario che la Regione adotti un provvedimento che avvii concretamente il processo di aggregazione realizzando una soglia gia' significativamente piu' elevata di quella media, oggi riscontrabile, per portarla poi entro una tempistica certa a quella minima di 200 mila esami".
Come scritto a pagina 28 del relativo verbale, l'adozione del provvedimento di aggregazione dei laboratori d'analisi rientra tra gli adempimenti obbligatori, alla verifica dei quali sara' erogata alla Sicilia una ulteriore quota di 240 milioni. In relazione a quanto sopra prescritto, e' stato emanato il 9 agosto 2012 il decreto che aggiorna i requisiti per l'autorizzazione, l'accreditamento istituzionale e la contrattualizzazione delle strutture di medicina di laboratorio pubbliche e private.
"E' appena il caso di precisare - aggiungono dal Dipartimento attivita' sanitarie - che d'intesa con il Ministero, per rendere meno traumatico il passaggio al nuovo sistema di accreditamento, la Sicilia e' stata anzi autorizzata a graduare il termine per il raggiungimento della soglia delle 200 mila prestazioni annue, prevedendo che per il biennio 2013-2014 il limite sara' di 100 mila prestazioni e che l'entrata a regime del limite delle 200 mila prestazioni annue e' fissata al primo gennaio 2015".
Nel parere espresso dai Ministeri della Salute e dell'Economia il 13 marzo 2012, e' specificato che "con il decreto 2536/11 si risponde positivamente alle richieste ministeriali".
"Lo stesso ministro della Salute, Renato Balduzzi - ribadiscono dagli uffici dell'assessorato - ha scritto in una nota testualmente "che la Regione Sicilia si e' adoperata per una tempestiva riforma del settore materno-infantile in ottemperanza all'Accordo del dicembre 2010 che, oltre a individuare modalita' operative per il superamento delle altre criticita' connesse all'evento parto, sottolinea la necessita' di addivenire ad una riduzione progressiva dei punti nascita con numero di parti inferiore a 1000/anno, consentendo la permanenza di punti nascita con numerosita' inferiore e comunque non al di sotto dei 500 parti/anno, solo sulla scorta di motivate e specifiche valutazioni, cosi' da evitare tra l'altro di creare situazioni di ingiustificato privilegio per questa o quell'area geografica del Paese".
"Anche in questo caso - concludono dagli uffici del Dipartimento - il decreto prevede la necessaria gradualita', stabilendo che la soglia minima dei punti nascita in Sicilia sia inizialmente fissata in 500 parti annui, ferma restando la soglia standard dei 1000 parti da raggiungere progressivamente nel triennio".
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