Al via dal 17 giugno a Lipari centro la ZTL (Zona a traffico limitato) dalle 6,00 alle 14,00 e l' area pedonale dalle 14,00 alle 6,00Tra le altre disposizioni il divieto di sosta (lato mare) nella via ten. Mariano Amendola. Nel tratto compreso tra l'incrocio Via vitt. Emanuele - Esso- Negozio Nuvola con doppio senso di circolazione . Nel lato mare ci saranno stalli riservati per carico e scarico merci .
In detta zona l'ingresso per carico e scarico merci avverrà dalle 6 alle 14 (entrata ed uscita dalla via Vittorio Emanuele - all'altezza del Bar Monti)
Divieto di sosta 0/24 in piazza Ugo sant'Onofrio (Marina Corta) . Tre stalli sono stati previsti, dietro la statua di San Bartolo, ai taxi per la sosta dalle 6,00 alle 14,00.
Ritorna, dopo qualche anno, il senso unico sulla Marina Garibaldi di Canneto ( da Unci a Calandra); eccezione per i mezzi pesanti che potranno circolare a doppio senso.
Sarà realizzato un piccolo parcheggio per i mezzi a due ruote, lato monte, tra la chiesa di San Cristoforo e il Piccolo Bar; un parcheggio di un'ora nella piazza San Cristoforo, lato mare, dall'incrocio tra via Risorgimento e il bar Mezzapica.
L'ordinanza completa è visualizzabile cliccando su questo link
http://www.comunelipari.gov.it/mc/mc_attachment.php?x=a59ee71f4a884b9f8d3200e8f75959e4&mc=7966
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giovedì 13 giugno 2013
Le precisazione del commissario Pelaggi. .... e il depuratore a Canneto Dentro sembra essere scontato
Riprendiamo dal sito del comune di Lipari e pubblichiamo una nota del commissario delegato Luigi Pelaggi inviata al sindaco Giorgianni dopo la pubblicazione di una nota nell'apposita rubrica gestita dal dottor Michele Giacomantonio
Il Commissario Delegato ha revocato, in data 13 luglio 2012, la convenzione a suo tempo stipulata (5 ottobre 2007) tra il Commissario Delegato, Sindaco di Lipari, e la Sogesid S.p.A., affidando la Direzione Lavori e gli oneri connessi al Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per la Sicilia e la Calabria sia per il dissalatore di Lipari, che per il depuratore di Lipari e per il dissalatore e depuratore di Vulcano.
In merito, poi, alle attività per la realizzazione del depuratore di Lipari, si rileva che non è esatto sostenere "che le diffìcoltà sorte nella localizzazione del depuratore sarebbero la conseguenza della scelta di non accettare la soluzione dei tecnici della Lotti, approvata all'epoca anche dal Comune di Lipari, che aveva previsto il depuratore in una galleria scavata a Pignataro ed aveva inserito questa scelta nel nuovo piano regolatore".
Infatti, già prima della nomina di questo Commissatro Delegato, sia la Protezione Civile che la Segreteria Tecnica della Direzione della Qualità della Vita del Ministero dell'Ambiente, avevano escluso la validità del predetto progetto, esprimendo riserve con riferimento alla complessità, realizzatività, alle incertezze geotecniche della soluzione proposta e alla eccessiva onerosità della stessa.
In particolare, la non praticabilità del progetto conseguiva alla constatazione che esso avrebbe impegnato un versante pericolosamente instabile, rientrante nel vincolo "area a rischio molto elevato" del Piano di Assetto Idrogeologico delle Isole Eolie. Una ipotetica realizzazione avrebbe, infatti, reso necessari ingenti ed invasivi interventi di consolidamento dell'intero versante con un impatto ambientale e paesaggistico enorme.
L'infelice ubicazione del deputatote a Pignataro è stata, poi, confermata in sede di iter di approvazione finale del Piano Regolatore Generale che ha escluso tale localizzazione.
Peraltro, va rilevato che la "bocciatura" del progetto che prevedeva la realizzazione del depuratore a Pignataro fu condivisa anche dal Sindaco del Comune di Lipari che, come risulta dagli atti, partecipò al relativo iter amministrativo.
Successivamente nel corso del 2010, a seguito di una approfondita istuttoria, effettuata dai tecnici di questo Uffìcio Commissariale, fu individuata per la locahzzazione del depuratote nell'area di "Canneto Dentro" già destinata ad insediamenti produttivi (dissalatore), che possedeva caratteristiche idonee ad ospitate il nuovo impianto.
Questa scelta, tuttavia, ha reso necessario il coinvolgimento del Consorzio degli Artigiani di Lipari in ordine alla compatibilità dei previsti insediamentì rispetto aIl'arca prescelta per il nuovo impianto.
Fu, quindi, elaborata una soluzione progettuale idonea a rendere compatibile le diverse esigenze, anche attraverso la predisposizione di un apposito "renderìng" presentato nel maggio 2010 ai rappresentanti del Comune di Lipari e al Consorzio degli Artigiani.
Il "progetto" del depuratote di Lipari a "Canneto Dentro" è stato approvato, poi, dalla Conferenza di Servizi del 22 settembre 2010 in sede "preliminare" ed il 6 dicembre 2010 in sede "definitiva".
Conseguentemente, non è neppure esatta l'affermazione che: "le soluzioni alternative si sono rivelate tutte sbagliate o impossibili ed hanno creato gravi preoccupazioni e tensioni nell'opinione pubblica. E' vero piuttosto che, nel corso del 2011, questo Uffìcio Commissariale ha dovuto fronteggiare, con talune resistenze della popolazione e di taluni rappresentati del Consiglio Comunale che si opponevarlo alla predetta localizzazione, anche una pluralità di problematiche, quali : l'iter di valutazione di impatto Ambientale; nuove attribuzioni dell'Uffìcio Commissariale per la realizzazione del dissalatore di Vulcano, con conseguenti studi e reperimento risorse economiche; riunioni in sede locale, con tentativi di organizzare visite presso analoghi impianti di depurazione; modifìche al progetto in base alle segnalazioni evidenziate dalla cittadinanza nell'incontro del 4 marzo 2011; predisposizione del progetto definitivo unifìcato ("depuratore di Lipari" e "depuratore e dissalatore di Vulcano"); predisposizione del bando di gara e del relativo disciplinare, pubblicato nel dicembre 2011; l'autorizzazione Regionale allo scarico del nuovo depuratore oggetto del bando di gara.
Infine, in merito alle problematiche relative al sequestro delll'impianto di pre-trattamento e dei possibili interventi di questo Ufficio Commissariale, si segnala che le Ordinanze delle Presidenza del Consiglio dei Ministri non prevedono, fra le incombenze del Commissario Delegato, compiti di natura gestionale, come pure si segnala che dalle indagini propedeutiche a suo tempo svolte per la programmazione degli interventi (in atto) è emersa l'irrealizzabilità di qualsiasi soluzione tecnica per trasformare l'attuale impianto di pretrattamento a "servizio depurativo", atteso che lo stesso si trova all'interno del cento abitato, a ridosso di strutture ricettive e completamente circondato da altri manufatti, senza alcuna possibilità di estensione e di rispetto delle distanze prescritte dalla legge. Per completezza, si porta a conoscenza che, dopo un iter reso estremamente difficoltoso da cause indipendenti dalla volontà dello scrivente, è imminente la sottoscrizione del contratto per la realizzazione del "depuratore di Lipari" e "del depuratore e dissalatore di Vulcano", opere che verranno ultimate nel più breve tempo possibile.
Luigi Pelaggi (Commissario delegato per l'emergenza fognaria e idrica)
Sagra della Ginestra a Vulcano. Comunicato di rettifica orario
L’A.S.R.C. Vulcano & la Parrocchia SS. Angeli Custodi di
Vulcano
Nel contesto dei festeggiamenti della Sagra della Ginestra
informano che per quanto riguarda il rientro da Vulcano a Lipari con la nave Ngi è previsto solo Sabato 15 alle ore 23:00 e non alle ore 23:30 come da
manifesto.
Centro storico e "basole ballerine"
Un notevole numero di "Basole ballerine" e/o sporgenti (vedi foto) quindi costituenti pericolo sia per i pedoni, che per i due mezzi a due ruote, ci vengono segnalate sulle vie Prof. Carnevale, Garibaldi, Maurolico, Umberto I°. Stamani-così come ci segnalano- alcuni fra i turisti, sbarcati dalle due navi da crociera, hanno fatto i conti con le "basole ballerine". Per fortuna senza gravi conseguenza.Un intervento è il minimo che si possa chiedere
Da Partylandia tanti auguri a Martina per il suo compleanno
AN RINASCE IN SICILIA? FORMICA, VINCIULLO, NANIA, GRANATA…
Fli c’è ancora? E Carmelo Briguglio, Fabio Granata, Italo Bocchino? Che fine ha fatto Gianfranco Fini? Benedetto Della Vedova, ex radicale, finiano di ferro, ala liberal della pattuglia An post-Fiuggi, ha fatto una breve comparsata in tv, sul dopo-amministrative, ed hanno scritto, in “calce”: Fli. Significa, dunque, che il partito, nato da una costola di An, a sua volta costola del Pdl, esiste. Solo che si sono perse le tracce.
Cercare la destra del centrodestra è diventata un’impresa. Siamo ai titoli di coda o è una diaspora ricomponibile? Alla vigilia delle amministrative c’è stata una levata di scuti anti-Pdl in Sicilia, da parte degli ex An. Niente a che vedere con l’ala finiana, sorprendentemente. La folata di libeccio è arrivata da Messina, grazie a Formica e Nania, e da Siracusa, per merito del “ribelle” Vinciullo, che non ha accettato i diktat della “zarina”, Stefania Prestigiacomo, king-maker (sconfitta) di Edy Bandiera, Udc, ex presidente del Consiglio comunale aretuseo, candidato sindaco (perdente) nella cittadina aretusea.
Carmelo Briguglio e Fabio Granata, i due body-guard di Gianfranco Fini, sono rimasti a guardare, smarriti dalla tracimazione finiana. Gli ex An riconoscibili, ma assai sbiaditi – secondo l’area post-Fiuggi vicina a Gianfranco Fini, sono Altero Matteoli, Gasparri e Renata Polverini. Una visibilità pagata a caro prezzo. Berlusconizzati, dicono i finiani, fino al midollo, e perciò stessi incapaci di rappresentare il futuro.
Allora avrebbe avuto ragione, tutto sommato, Ignazio La Russa, che con Giorgia Melloni, si sono separati consensualmente. Ignazio ha convinto il Cavaliere che era la soluzione migliore: amici come prima, sanguis unus caro una, ma per conto proprio, così da raccogliere i consensi dei camerati, altrimenti irrimediabilmente dispersi.
E Francesco Storace? Se Sparta piange, Atene non ride. Tutt’altro: l’ex presidente della Regione Lazio ha perduto Daniela Santanchè e il carisma. In Sicilia conserva, intatto, Nello Musumeci, che – come tutti sanno – vive di luce propria e non deve niente a nessuno, semmai è il contrario.
Qualche inguaribile ottimista, dopo un censimento dei delusi, degli arrabbiati, duri e puri, finiani e deberlusconizzati, crede che si possa rinascere sotto il vessillo di Alleanza Nazionale. Una nuova Fiuggi, insomma, dentro tutti quanti, da Ignazio La Russa e Giorgia Meloni a Gianfranco Fini, Fabio Granata, Renata Polverini, Briguglio, Francesco Storace, Formica e Vinciullo, per citare i nomi più prossimi. Gasparri e Matteoli sono ormai perduti per sempre, ma non si sa mai.
Ma si tratta solo di una mozione degli affetti piuttosto che di un possibile percorso. La nuova An dovrebbe avere a che fare con Silvio Berlusconi, accontentarsi del ruolo di dependance, sempre e comunque.
La sconfitta a Roma di Gianni Alemanno è stata vissuta come la fine della destra. Un’autentica catastrofe dopo il flop di Francesco Storace. Ha prostrato i berluscones ex An, ma non al punto da consigliare loro di prendere cappello e lasciare il Cavaliere. In più c’è il tesoretto ex Msi, ex An ancora nel forziere, con gli immobili e i dividendi: il possesso senza la proprietà e la diaspora sono un problema, ma c’è la deterrenza che la cospicua fortuna assegna ai titolari, della quale si deve pur tenere conto. Una questione che riguarda Fini, La Russa, Gasparri e pochi altri.
Piuttosto, è la diaspora siciliana che incuriosisce: Formica, Vinciullo, Nania, Granata, Briguglio, potrebbero fare di necessità virtù e ritrovare le ragioni per stare sotto lo stesso tetto. Sono stati trattati malamente dai forzisti del Pdl: o si ritirano a vita privata o fanno qualcosa di nuovo. Anzi, d’antico. Sempre che Nello Musumeci sia disposto a fare da chioccia. Certo, anche lui non è che debba ringraziare alcuno: la sua campagna elettorale è stata devastata proprio dai forzisti e la sua leadership a Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale siciliana, viene, di fatto, contesa da Francesco Cascio, ex presidente dell’Ars.
È una partita da giocare, ma il tavolo non c’è ancora. La Sicilia, però, è foriera di novità, come ognun sa.
Cercare la destra del centrodestra è diventata un’impresa. Siamo ai titoli di coda o è una diaspora ricomponibile? Alla vigilia delle amministrative c’è stata una levata di scuti anti-Pdl in Sicilia, da parte degli ex An. Niente a che vedere con l’ala finiana, sorprendentemente. La folata di libeccio è arrivata da Messina, grazie a Formica e Nania, e da Siracusa, per merito del “ribelle” Vinciullo, che non ha accettato i diktat della “zarina”, Stefania Prestigiacomo, king-maker (sconfitta) di Edy Bandiera, Udc, ex presidente del Consiglio comunale aretuseo, candidato sindaco (perdente) nella cittadina aretusea.
Carmelo Briguglio e Fabio Granata, i due body-guard di Gianfranco Fini, sono rimasti a guardare, smarriti dalla tracimazione finiana. Gli ex An riconoscibili, ma assai sbiaditi – secondo l’area post-Fiuggi vicina a Gianfranco Fini, sono Altero Matteoli, Gasparri e Renata Polverini. Una visibilità pagata a caro prezzo. Berlusconizzati, dicono i finiani, fino al midollo, e perciò stessi incapaci di rappresentare il futuro.
Allora avrebbe avuto ragione, tutto sommato, Ignazio La Russa, che con Giorgia Melloni, si sono separati consensualmente. Ignazio ha convinto il Cavaliere che era la soluzione migliore: amici come prima, sanguis unus caro una, ma per conto proprio, così da raccogliere i consensi dei camerati, altrimenti irrimediabilmente dispersi.
E Francesco Storace? Se Sparta piange, Atene non ride. Tutt’altro: l’ex presidente della Regione Lazio ha perduto Daniela Santanchè e il carisma. In Sicilia conserva, intatto, Nello Musumeci, che – come tutti sanno – vive di luce propria e non deve niente a nessuno, semmai è il contrario.
Qualche inguaribile ottimista, dopo un censimento dei delusi, degli arrabbiati, duri e puri, finiani e deberlusconizzati, crede che si possa rinascere sotto il vessillo di Alleanza Nazionale. Una nuova Fiuggi, insomma, dentro tutti quanti, da Ignazio La Russa e Giorgia Meloni a Gianfranco Fini, Fabio Granata, Renata Polverini, Briguglio, Francesco Storace, Formica e Vinciullo, per citare i nomi più prossimi. Gasparri e Matteoli sono ormai perduti per sempre, ma non si sa mai.
Ma si tratta solo di una mozione degli affetti piuttosto che di un possibile percorso. La nuova An dovrebbe avere a che fare con Silvio Berlusconi, accontentarsi del ruolo di dependance, sempre e comunque.
La sconfitta a Roma di Gianni Alemanno è stata vissuta come la fine della destra. Un’autentica catastrofe dopo il flop di Francesco Storace. Ha prostrato i berluscones ex An, ma non al punto da consigliare loro di prendere cappello e lasciare il Cavaliere. In più c’è il tesoretto ex Msi, ex An ancora nel forziere, con gli immobili e i dividendi: il possesso senza la proprietà e la diaspora sono un problema, ma c’è la deterrenza che la cospicua fortuna assegna ai titolari, della quale si deve pur tenere conto. Una questione che riguarda Fini, La Russa, Gasparri e pochi altri.
Piuttosto, è la diaspora siciliana che incuriosisce: Formica, Vinciullo, Nania, Granata, Briguglio, potrebbero fare di necessità virtù e ritrovare le ragioni per stare sotto lo stesso tetto. Sono stati trattati malamente dai forzisti del Pdl: o si ritirano a vita privata o fanno qualcosa di nuovo. Anzi, d’antico. Sempre che Nello Musumeci sia disposto a fare da chioccia. Certo, anche lui non è che debba ringraziare alcuno: la sua campagna elettorale è stata devastata proprio dai forzisti e la sua leadership a Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale siciliana, viene, di fatto, contesa da Francesco Cascio, ex presidente dell’Ars.
È una partita da giocare, ma il tavolo non c’è ancora. La Sicilia, però, è foriera di novità, come ognun sa.
Sospensiva chiusura tribunale di Lipari. Il Tar si riunirà il 26 giugno
Il Tar di Catania ha fissato, per il prossimo 26 giugno, l’udienza, inerente il ricorso presentato dal Comune di Lipari, per la sospensiva al decreto del Governo Monti che ha soppresso (tra le altre) anche la sezione staccata del tribunale di Lipari.
L'istanza per il Comune di Lipari è stata presentata dall'avvocato Fulvio Cintioli
L'istanza per il Comune di Lipari è stata presentata dall'avvocato Fulvio Cintioli
mercoledì 12 giugno 2013
Caputo decaduto da deputato regionale
blogsicilia.it - Il deputato regionale Salvino Caputo esponente di Fratelli d’Italia iscritto al gruppo Pdl all’Ars non potrà continuare a ricoprire la carica elettiva. L’esponente politico è stato dichiarato decaduto a far data dal 21 maggio per effetto di una condanna penale che gli è stata comminata in quella data.
Caputo, deputato regionale continuativamente da 4 legislature prima dell’attuale, era stato condannato in Cassazione con sentenza definitiva ad un anno e cinque mesi per ‘tentato abuso di ufficio’. Quando era sindaco di Monreale, infatti, Caputo si era attivato per tentare di fare cancellare alcune multe. La vicenda risale al 2004, ma le multe non furono mai cancellate. In primo grado Caputo era stato condannato a due anni, in appello era caduta l’accusa di ‘falso’ e la pena era stata ridotta.
Il giorno seguente alla sua condanna Caputo era stato eletto segretario della commissione parlamentare regionale Antimafia ma aveva lasciato il posto ufficialmente per far spazio al grillino Giorgio Ciaccio. una scelta motivata dall’esigenza di dare spazio alla rappresentanza dei 5 stelle dopo che la Commissione aveva scelto quale presidente Nello Musumeci.
La scelta è stata assunta dalla Commissione parlamentare verifica poteri e comunicata all’Ars riunita in seduta a sala d’Ercole. L’assemblea ne ha preso atto rendendo, di fatto, la scelta definitiva a far data proprio dal 21 maggio e questo ha fatto esplodere la polemica.
Per il deputato del Pdl Giorgio Assenza si tratta di un errore normativo grave perché la causa di ineleggibilità è intervenuta dopo l’insediamento nella carica di deputato e dunque Caputo non può essere dichiarato decaduto. Totò Cordaro del Cantiere popolare ha, invece, fatto presente che sulla vicenda l’aula avrebbe dovuto esprimersi con un voto e non semplicemente prenderne atto.
Immediata la replica del Presidente Giovanni Ardizzone per il quale l’autorevolezza di un Parlamento si valuta dalla sua capacità di rispettare le leggi anche quando non fa piacere a nessuno. “La Commissione si è espressa e la strada era obbligata dalla legge. Sulla interpretazione della stessa legge dovrà pronunciarsi il magistrato non certo il parlamento. In base ai precedenti e ad una sentenza del 1995 l’Assemblea non poteva che prendere atto e non aveva discrezionalità interpretativa”. Ardizzone ha poi chiuso la vicenda passando alla trattazione degli altri punti all’ordine del giorno.
A Caputo adesso subentrerà, non appena saranno effettuate tutte le verifiche di rito, il secondo dei non eletti essendo già entrato all’Ars il primo. Tocca adesso a Pietro Alongi eletto a Palermo con 5366 voti.
Caputo, deputato regionale continuativamente da 4 legislature prima dell’attuale, era stato condannato in Cassazione con sentenza definitiva ad un anno e cinque mesi per ‘tentato abuso di ufficio’. Quando era sindaco di Monreale, infatti, Caputo si era attivato per tentare di fare cancellare alcune multe. La vicenda risale al 2004, ma le multe non furono mai cancellate. In primo grado Caputo era stato condannato a due anni, in appello era caduta l’accusa di ‘falso’ e la pena era stata ridotta.
Il giorno seguente alla sua condanna Caputo era stato eletto segretario della commissione parlamentare regionale Antimafia ma aveva lasciato il posto ufficialmente per far spazio al grillino Giorgio Ciaccio. una scelta motivata dall’esigenza di dare spazio alla rappresentanza dei 5 stelle dopo che la Commissione aveva scelto quale presidente Nello Musumeci.
La scelta è stata assunta dalla Commissione parlamentare verifica poteri e comunicata all’Ars riunita in seduta a sala d’Ercole. L’assemblea ne ha preso atto rendendo, di fatto, la scelta definitiva a far data proprio dal 21 maggio e questo ha fatto esplodere la polemica.
Per il deputato del Pdl Giorgio Assenza si tratta di un errore normativo grave perché la causa di ineleggibilità è intervenuta dopo l’insediamento nella carica di deputato e dunque Caputo non può essere dichiarato decaduto. Totò Cordaro del Cantiere popolare ha, invece, fatto presente che sulla vicenda l’aula avrebbe dovuto esprimersi con un voto e non semplicemente prenderne atto.
Immediata la replica del Presidente Giovanni Ardizzone per il quale l’autorevolezza di un Parlamento si valuta dalla sua capacità di rispettare le leggi anche quando non fa piacere a nessuno. “La Commissione si è espressa e la strada era obbligata dalla legge. Sulla interpretazione della stessa legge dovrà pronunciarsi il magistrato non certo il parlamento. In base ai precedenti e ad una sentenza del 1995 l’Assemblea non poteva che prendere atto e non aveva discrezionalità interpretativa”. Ardizzone ha poi chiuso la vicenda passando alla trattazione degli altri punti all’ordine del giorno.
A Caputo adesso subentrerà, non appena saranno effettuate tutte le verifiche di rito, il secondo dei non eletti essendo già entrato all’Ars il primo. Tocca adesso a Pietro Alongi eletto a Palermo con 5366 voti.
Troupe televisiva domani a Ginostra
Domattina alle 7 e 30 sbarcherà a Ginostra una troupe televisiva per registrare un servizio che andrà in onda anche in Germania. Saranno sentiti ,per par condicio, la signora Karola e il consulente del Sindaco di Lipari.
Al centro la centralina fotovoltaica per la cui piena funzionalità la signora, tedesca residente a Ginostra, aveva lanciato un appello alla cancelliera tedesca
Al centro la centralina fotovoltaica per la cui piena funzionalità la signora, tedesca residente a Ginostra, aveva lanciato un appello alla cancelliera tedesca
Sidoti a Chiofalo: "Condivido in generale il tuo pensiero....e questa giunta non mi sta entusiasmando per niente"
Caro
Luca ,
condivido
in generale il tuo pensiero e non solo per quanto attiene gli eventi. Devi
sapere che nei pochi giorni che trascorro abitualmente a Lipari vengo spesso fermato
da "sostenitori" di questa amministrazione che criticano il mio
atteggiamento.
Ho
sempre risposto ai vari soggetti: "scusate ma in quello che scrivo ci sono
delle non verità?" la risposta è stata quasi sempre "non vogliamo
dire questo sono cose vere però bisogna dare tempo a questa amministrazione
sopratutto dopo 10 anni di non governo".
Trovo
molto riduttivo fare riferimento sempre alla cattiva gestione Mariano in quanto
la stessa non può e non deve rappresentare la giustificazione di quello che si
fa o non si fa oggi.
Questa
amministrazione deve misurarsi con quello che ha promesso ai suoi elettori in
campagna elettorale. Il resto sono solo balzelli.
Ammetto
di essere stato un pò troppo diretto nelle mie prime "incursioni" nel
modo di fare politica nelle Eolie ed in particolare nella gestione della
pubblica amministrazione. Penso però che in questi ultimi mesi mi sono autoregolamentato
limitando al minimo i miei interventi.
Conosco
molto bene il Sindaco in quanto siamo cresciuti insieme e penso che sia un buon
amministratore.
Ma
rimarco quanto dichiarato più volte. I problemi di oggi non li può affrontare
un singolo soggetto. Le scelte del nostro futuro devono passare attraverso la
condivisione di idee e di progetti all'interno di un gruppo di persone che
rappresentano l'intera comunità e non solo una parte di essa o solo la parte
politica.
Come
sai non sono alla ricerca di cariche, il mio attuale lavoro non mi lascia molto
tempo per altro, anche se non mi tiro mai indietro nel dare consigli agli amici
(vedi incarico di esperto nel Comune di S. Marina Salina che tra un pò volge al
termine).
Condivido
con Te che il calendario eventi tranne la grafica non porta con se elementi di novità
rispetto al passato ... ma forse non si poteva fare di più.
Certo
l'elemento "sorpresa" di settembre è scomparso.... E su questo
aspettiamo lumi dall'Assessore Sig. Cuccia.
Per
quanto attiene gli addetti ai lavori penso che in questo momento siano più
concentrati nella gestione delle loro imprese e nel mantenere posizioni di
mercato soddisfacenti almeno per pagarsi le spese.
Una
piccola critica ma non si offenda nessuno ... Questa Giunta non mi sta
entusiasmando per niente...
Angelo Sidoti
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