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giovedì 5 giugno 2014

Legambiente Eolie: Salvo il ficus di Vulcano

Comunicato Stampa
Nella mattinata odierna, a seguito di colloquio con il Geom. Carmelo Meduri, del Comune di Lipari, abbiamo appreso che il Ficus collocato nell’area di Porto Levante, oggetto di segnalazioni da parte del consigliere Lo Cascio e dei cittadini dell’isola di Vulcano, non sarà abbattuto, ma mantenuto, con la realizzazione di una aiuola intorno allo stesso.
Si esprime apprezzamento per la sensibilità dimostra sia dal Comando del Corpo Forestale di Lipari sia per il tecnico comunale, che ritornando sui propri passi, hanno accolto le richieste della cittadinanza.
Nei prossimi giorni, incontreremo il sindaco di Lipari per affrontare, altre richieste, prima fra tutte quella relativa alla lottizzazione da realizzarsi a Canneto nell’area a monte della Cesare Battisti.
Il presidente del Circolo
Dott. Giuseppe La Greca

Isole minori d'Italia, progetto "PFU Zero". Iniziativa di Marevivo ed Eco Tyre

Marevivo ed EcoTyre, il consorzio che si occupa del ritiro e del recupero degli Pneumatici Fuori Uso, illustrano in conferenza stampa, giovedì 5 giugno, alle ore 10,30, nella sede nazionale di Marevivo – Scalo de Pinedo, Lungotevere Arnaldo da Brescia, il progetto 'PFU Zero nelle Isole Minori', il cui obiettivo è rimuovere, a terra e in mare, gli Pneumatici Fuori Uso abbandonati sulle isole minori italiane.
Sono undici le isole italiane (anche le Eolie) coinvolte nel progetto che prevede il recupero gratuito di PFU in mare e a terra. Nel corso della presentazione, saranno resi noti i Comuni aderenti e le date delle varie tappe, che si concluderanno nei primi giorni di luglio. Parteciperanno: Rosalba Giugni, Presidente Marevivo; Enrico Ambrogio, Presidente EcoTyre.

Tornano le bandiere verdi dei pediatri Selezionate 83 spiagge a misura di bambino. Ci sono anche la Marina di Lipari, Acquacalda e Canneto

Acqua pulita e bassa vicino alla riva, sabbia per costruire castelli e torri, giochi per bambini ma anche presenza di bagnini per la sicurezza, con nei dintorni gelaterie, pizzerie, locali per l’aperitivo e spazi per lo sport.  
Sono a 83 le località marine ad essersi aggiudicate le bandiere verdi dei pediatri 2014, e a figurare sulla mappa del mare italiano a misura di “under 18”. Anche quest’anno, infatti, la ricerca assegna le bandiere verdi alle spiagge migliori d’Italia per le famiglie con prole al seguito, da 0 a 18 anni, in base alle indicazioni di 147 pediatri.  
 «In questi anni - ricorda all’Adnkronos Salute il pediatra di Milano Italo Farnetani, che ha curato il lavoro verificando i risultati ottenuti in precedenti rilevazioni - sono stati coinvolti complessivamente quasi mille colleghi, di cui una parte scelti a campione, selezionati fra pediatri che abitano in zone di mare. In sette anni sono variati sia i pediatri ai quali è stato somministrato un questionario, sia i criteri di individuazione delle spiagge. Nel 2008 e 2009, infatti - ricorda - sono state richieste località di mare definite “mondane”, dove fossero presenti attrezzature turistiche rivolte sia ai genitori che ai bambini. Nel 2010 invece abbiamo cercato quelle “incontaminate”, in cui la natura prevalesse sulle strutture turistiche. Fino a questo punto erano state individuate 51 località turistiche. Nel 2011 sono state scelte dai pediatri 25 spiagge con maggiori attrezzature turistiche e l’anno dopo è stato chiesto ai pediatri di scegliere fra quelle che avessero ottenuto la “bandiera blu” le mete più “a misura di bimbo”».  
 Nel tempo sono stati adottati diversi criteri di selezione anche in base alla dislocazione geografica, tanto che con gli anni è emersa una distribuzione omogenea in tutto il territorio nazionale «e nessuna regione che si affaccia sul mare è restata priva di una località adatta ai bambini. Quest’anno - continua Farnetani - abbiamo deciso di chiedere a 147 pediatri di verificare se le spiagge selezionate in precedenza avessero sempre le caratteristiche di idoneità ai bambini. Ebbene, nessuna località è stata esclusa e tutte le bandiere verdi sono state riconfermate».  
 La bandiera verde si basa soprattutto «sulla idoneità ambientale per famiglie e bambini, pertanto sono in gioco caratteristiche piuttosto costanti nel tempo», prosegue l’esperto, che ha realizzato la prima mappa pediatrica del mare per i bambini, ma anche per le famiglie moderne.  
 «Ormai bimbi e ragazzini vanno al mare non per curarsi, come si faceva nell’Ottocento, ma per stare all’aria aperta, insieme ai genitori e per divertirsi. La quasi totalità dei pediatri ha chiaramente indicato che i bambini stanno bene quando stanno bene anche i genitori, pertanto - dice Farnetani - i requisiti delle località di mare per i bambini sono piuttosto semplici: sabbia meglio di sassi e rocce, un po’ di spazio fra gli ombrelloni per giocare, acqua che non diventi subito alta in modo che possano immergersi in sicurezza».  
 I pediatri hanno sempre privilegiato le spiagge attrezzate ove ci fosse la presenza degli assistenti di spiaggia, indispensabili per intervenire in caso di emergenza, e questo anche «per la garanzia di pulizia, perciò sicurezza, e per la presenza anche di un bar che possa rispondere alle varie esigenze dei bambini, per esempio per lo spuntino di metà mattinata, la merenda, oppure anche per scaldare latte o altri pasti per i più piccini».  
 Il consiglio ai genitori «è di scegliere le vacanze in base alle loro esigenze. La possibilità di avere bandiere verdi sparse per tutta Italia aumenta anche la chance di una scelta su misura», dice Farnetani. Nell’elenco di quest’anno sono evidenziate alcune località che sono adatte ai genitori che hanno figli con meno di 6 anni. Perché questa scelta? «I bambini fino a 3 anni giocano soprattutto da soli e fino a 6 anni preferiscono giocare più con i genitori che con i coetanei. In questa logica, se i genitori vogliono scegliere una spiaggia isolata, in mezzo alla natura, spesso in `paradisi terrestri´, possono farlo più facilmente e i pediatri hanno anche indicato località adatte alla vita di un bambino piccolo in spiaggia, ma il consiglio è di farlo solo quando il bambino ha meno di sei anni. Dopo infatti cercherà la compagnia dei coetanei».  
Nelle Eolie bandiere verdi per Marina di Lipari-Acquacalda-Canneto 

Oggi a Messina, conferenza su “Storia dell’Arma ed una memoria messinese”

Oggi, Giovedì 5 giugno, alle ore 19.30, a Messina, in via XXIV Maggio, presso il Monte di Pietà nell'ambito del programma eventi della Mostra sul Bicentenario dell’Arma, l’Avv. Nello Di Salvo, appassionato di Storia dell’Arma dei Carabinieri terrà una conferenza dal titolo “Storia dell’Arma ed una memoria messinese”; una dettagliata ed avvincente esposizione sul percorso storico dell’Arma dal 1814 al 2014,  nell’occasione della celebrazione del suo Bicentenario; saranno inoltre trattate vicende inerenti le gesta di Carabinieri in servizio nella Provincia di Messina.
L’evento conclude la Mostra “ I Carabinieri nella Provincia di Messina dal 1861 ai giorni nostri” allestita nello storico complesso monumentale cittadino.

Ustica Lines ridimensiona (2 euro) il prezzo del bagaglio. Federalberghi azzeramento del "balzello"

Qualcosa si è mosso dopo che il nostro giornale, unico a sottolineare la "legnata"  subita dagli eoliani per il trasporto bagaglio sui mezzi Ustica Lines, ha posto alla pubblica attenzione le lamentele dei viaggiatori.
In tal senso abbiamo ricevuto questa nota di Federalberghi:
A seguito delle segnalazioni pervenute nei giorni scorsi, abbiamo scritto alla Usticalines, chiedendo di rivedere la decisione di far pagare € 6 in aggiunta al biglietto di viaggio per quanti trasportino un bagaglio che superi le misure (60X40X20) stabilite dal regolamento interno della compagnia, dichiara Christian Del Bono, presidente di Federalberghi Isole Eolie isole minori Sicilia. Siamo stati, devo dire, continua Del Bono, puntualmente interpellati dalla Usticalines, la quale ha provveduto a ridimensionare a € 2 il prezzo aggiuntivo da far pagare per ogni bagaglio in eccesso.
Pur apprezzando la pronta disponibilità dimostrata dalla compagnia e comprendendone in parte i motivi connessi alla necessità di regolamentare e gestire il trasporto bagagli, non possiamo comunque ritenerci soddisfatti, insiste Del Bono, in quanto la decisione penalizza, oltre ai residenti, anche i visitatori che hanno scelto di trascorrere le proprie vacanze alle isole. In particolare, rischia di creare non pochi disagi e danni agli agenti di viaggio che hanno già venduto i propri pacchetti senza specificare la possibilità del pagamento di una fee aggiuntiva per i bagagli in “eccesso”. Ci appelliamo, pertanto, ancora una volta al buon senso e alla disponibilità della Usticalines, convinti che questa possa ulteriormente rivedere le proprie decisioni, azzerando il fastidioso e “pericoloso” balzello.
Di contro, prendiamo atto con soddisfazione – conclude Del Bono - della decisione di Siremar Compagnia delle Isole di continuare a non far pagare alcun importo aggiuntivo a quanti utilizzeranno i propri mezzi di navigazione.
 Christian Del Bono
Presidente Federalberghi Isole Minori della Sicilia
Presidente Federalberghi Isole Eolie

mercoledì 4 giugno 2014

S. Marina Salina... ovvero quando gli amministratori non stanno sul piedistallo ed "operano". Assessori disboscano strade provinciali

E oggi il comune di Santa Marina Salina (assessori in testa) si è sostituito alla Provincia per la pulizia delle strade.

Gli auguri ai festeggiati di oggi

Eolienews augura Buon Compleanno ad Alice Profilio, Giancarlo D'Ambra, Rosy Errico e Chiara Bucchieri

Cittadino Unesco: "All'Audizione della IV Commissione su parchi e riserve, invitati per non parlare, che disappunto" !

Carissimi amici, Cittadini UNESCO,
"what a disappointment" direbbero gli inglesi!
Cosa altro dire a proposito della odierna "Audizione in merito ai progetti di riforma della legislazione regionale sui parchi e le riserve" da parte della IV Commissione Assemblea Regionale Siciliana alla nostra Associazione.
Voglio tralasciare l'aspetto che ormai definirei "folkloristico" dell'atavico ritardo dei lavori parlamentari: convocazione alle ore 10,00 e inizio lavori alle ore 11,30 senza scuse di sorta...! E dire che vi era gente che veniva da tutte le provincie della Sicilia...!!
Ho scoperto che l'invito in audizione non significa che si possa parlare.
Sono stati sentiti le associazioni "ambientalistiche" canoniche (Legambiente, WWF, Lipu e CAI), i presidente e i direttori dei Parchi già istituiti, i responsabili delle Riserve (non tutti), il Codacons, i rappresentanti dei Comitati promotori dei parchi, qualche docente universitario in pensione, mancavano i coltivatori diretti, qualche altra categoria professionale, le associazioni venatorie (la cui assenza è stata fatta notare dall'On. Nino Germanà, ma non componente della IV commissione, che devo dire attento anche alla questione Eolie e puntuale alle 10,00) mentre noi, Cittadini UNESCO, pur se invitati non eravamo nel programma degli interventi parlanti:?!?
E nessuno altro c'era delle Eolie e/o delle altre isole di Sicilia.
Così, dopo un paio di ore, abbiamo avuto la grazia di ascoltare, indirettamente, l'impegno di poter essere sentiti in un'altra occasione sempre sullo stesso argomento, sempre che si ricordino di invitarci, ma per parlare questa volta.
Mah! A pensare male, mi dicono che a volte non si sbaglia. Forse, "baronato" ambientalista preoccupato di perdere qualche poltrona? Forse, preoccupazione di qualche sindaco e/o assessore assente? O, forse, più semplicemente assenze di risposte ma solo passerella.
Già, so che il presidente On. Trizzino non condividerà questa mia analisi, ma al di là di qualcuno che, in audizione e autorizzato a parlare, ha detto che la legge sui parchi così gli piace, qualcun altro che ha detto che così non gli piace, qualcun altro che il DDL è buono, qualcun altro invece che non è buono, qualcun altro che ha detto che non vuole i presidenti dei Parchi nominati da presidente della Regione ma scelti nel territorio (pare perché uno già nominato non sapeva l'indirizzo della sede del Parco, mentre, invece, se lo sa "fa le cose giuste": motivazione di alta valenza scientifica!), qualcun altro che mancano i soldi per il loro funzionamento, qualcun altro che ha presentato il suo curriculum vitae, e solo un intervento brevissimo ma animato che non vuole che si realizzino i "Parchi Avventura per i ragazzi" dentro i Parchi Naturali e le Riserve. Altro non ho avuto il piacere di ascoltare e, credetemi, ce l'ho messa tutta a rimanere seduto sperando che da un momento all'altro avvenisse qualcosa che desse motivo di questa presenza.
A parte il fatto che ai presenti, pardon, al presente non è stato consegnato alcun documento e/o DDL da visionare e/o integrare e/o altro...forse me lo spediscono.
Questo è quanto accaduto oggi a Palermo in audizione presso la IV Commissione in diretta Streaming mentre fuori in piazza centinaia di cittadini protestavano per mancanza di lavoro!
Alle 13,05, me ne sono andato...
Torneremo a breve sull'argomento e chiederemo, nuovamente, di essere invitati ma per parlare: pare che si debba specificare...!?
Alla prossima.
Roberto Sauerborn

Decreto Franceschini per i beni culturali e il turismo

Il segretario del PD eoliano, Saverio Merlino, ritenendo si tratti di "Un buon decreto con ottime opportunità da non perdere" ci gira il testo del Decreto Franceschini, ovvero "DISPOSIZIONI URGENTI PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALE, LO SVILUPPO DELLA CULTURA E IL RILANCIO DEL TURISMO"

Il testo integrale del decreto si può leggere cliccando sul link sottostante

http://eolienews.blogspot.it/2014/06/decreto-franceschini-per-i-beni_3.html

Dimissioni da Nuovo Giorno dei consiglieri della Circoscrizione di Stromboli e del consigliere Caccetta. La replica del presidente Sabatini

” I consiglieri di circoscrizione di Stromboli, dimissionari da Nuovo Giorno, fanno parte di un gruppo che ha utilizzato solo un simbolo già costituito per potersi presentare come lista civica a Stromboli. Politicamente non abbiamo nulla in comune. Il nostro è solo un rapporto d'amicizia".
Questa la replica del presidente del consiglio comunale di Lipari, nonchè presidente di Nuovo Giorno, Adolfo Sabatini alla lettera di dimissioni in blocco dal movimento dei consiglieri di circoscrizione di Stromboli. 
Sabatini, per quanto riguarda le dimissioni da Nuovo Giorno del consigliere comunale Antonella Caccetta, si limita a dire: "Auguri".
Esclude, comunque, possa trattarsi di una presa di posizione contro la sua persona o quella del sindaco.

Milazzo. Carabinieri del nucleo radiomobile e della stazione arrestano 3 cittadini rumeni per furto aggravato di rame

LEGIONE CARABINIERI “SICILIA”
Comando Provinciale di Messina
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Comunicato stampa di giorno 4 Giugno 2014

Compagnia di Milazzo
Milazzo, Carabinieri del Nucleo Radiomobile e della Stazione arrestano 3 cittadini rumeni per furto aggravato di 1800 kg di rame all’interno di una ditta.

La Società “CELGAS”  sita a Milazzo in via Gramsci, nell’ultimo mese aveva registrato già due furti di circa 1700 Kg di rame. A seguito di questo primo furto, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile, guidati dal Maresciallo Capo Angelo Floramo, in perfetta sinergia con i Carabinieri della Stazione di Milazzo, agli ordini del Maresciallo Capo Tommaso La Rosa, cominciavano una serrata attività di indagine, analizzando le tracce lasciate dai ladri di rame, con l’intento di risalire alla loro identità. Alcune notti fa, l’attività di osservazione e vigilanza ad alcuni obiettivi ritenuti “sensibili” dava i suoi frutti. Una pattuglia si accorgeva che degli sconosciuti travisati da passamontagna, avevano parcheggiato un furgone bianco all’esterno, avevano forzato il cancello d’ingresso della “CELGAS” e si erano introdotti, armati di strumenti da effrazione, all’interno di un capannone. In pochi minuti I Carabinieri del Radiomobile e quelli della Stazione di Milazzo eseguivano un vero e proprio blitz, bloccando in flagranza di reato tre cittadini rumeni:
  • MENET DANUL GEORGE, classe 1971, residente a Spadafora, già noto alle Forze di Polizia;
  • PAVEL MARIAN, classe 1991, residente a Spadafora;
  • DOROICAN MIHAI, classe 1988, residente a Messina.
I tre, introdottisi in quell’azienda, avevano già preparato circa 1800 kg di rame, danneggiando più di 10 bobine. I cavi di rame erano stati sapientemente tranciati in pezzi più piccoli, in modo da renderne più facile il trasporto.
I tre venivano tratti in arresto per tentato furto aggravato e danneggiamento in concorso e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria venivano ristretti presso le proprie abitazioni in regime di arresti domiciliari. Gli arnesi da scasso e il furgone venivano sottoposti a sequestro, mentre il rame veniva restituito al legittimo proprietario.
I tre arresti sono un importante risultato operativo e gli inquirenti sono fiduciosi che rappresenteranno un freno al fenomeno dei furti di rame in tutto il comprensorio milazzese. Le indagini continuano, per ricondurre nella responsabilità dei tre, altri furti consumati nei mesi scorsi nella fascia tirrenica.

Smarrito un portachiavi nei pressi dell'ufficio postale di Lipari

E' stato smarrito stamani davanti all'ufficio postale di Lipari un portachiavi con un telecomando ed una chiave d'automobile
Se qualcuno l'ha trovato può contattare il proprietario al 360.28.91.41 o il nostro direttore al 339.57.98.235

Taormina, incendio alla Discoteca Meridien del 9 maggio. I carabinieri eseguono due misure cautelari.

LEGIONE CARABINIERI “SICILIA”
Comando Provinciale di Messina
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Comunicato stampa bis del 4 giugno 2014
Compagnia Carabinieri di Taormina
Taormina, incendio alla Discoteca Meridien del 9 maggio, i Carabinieri eseguono due misure cautelari.
In molti ricorderanno il rocambolesco tentativo di incendiare il Meridien, noto locale rivierasco di Taormina. Erano le due di notte del 9 maggio quando un violento incendio veniva appiccato da due inesperti ed incauti piromani alla veranda esterna del Meridien. Numerosi passanti in transito per la strada statale, avevano notato le fiamme e subito segnalato ai Vigili del Fuoco e ai Carabinieri il grave episodio.
Nel primo intervento si era pensato ad un possibile incendio accidentale dovuto ad un corto circuito o ancor peggio all’ipotesi di una ritorsione legata al racket delle estorsioni, ma il quadro della vicenda di lì a poco avrebbe assunto dei contorni ben differenti e forse più grotteschi.
La pattuglia dei Carabinieri prontamente intervenuta, mentre ancora erano in corso le attività dei vigili del fuoco si era dedicata alla prima fondamentale attività di indagine individuando da subito la natura dolosa dell’evento nelle figure di due loschi individui che nel cuore della notte avevano tentato di appiccare il fuoco alle suppellettili della veranda.
Dopo il primo spavento dovuto all’incendio giungevano le prime sorprese. Gli inquirenti, affiancati dai titolari, nei monitor della videosorveglianza cominciavano a notare strani elementi. Dalle immagini si potevano apprezzare, nitidamente, le sagome due uomini che accedevano dalla spiaggia e cominciano a cospargere di liquido infiammabile i divanetti e le altre suppellettili presenti sulla veranda del locale.
Esclusa dunque l’ipotesi del corto circuito si rendevano palesi, ben più gravi congetture. Nel frattempo, la visione dei filmati dimostrava come le fiamme, pochi istanti prima avessero avviluppato tutti i mobili e le attrezzature musicali. Poi una scena tragicomica ripresa dalle telecamere, con uno dei piromani che prendeva fuoco e correva verso il mare. Nulla di grave per fortuna, anche grazie alla vicinanza delle acque. In realtà forse per un errore di valutazione un po’ di benzina doveva essere finita sulle scarpe e sui pantaloni tanto da prendere fuoco insieme alle suppellettili. Poi l’uomo che corre verso la spiaggia e si butta in acqua.
Mentre il fuoco inizia a fare i suoi danni i due piromani si allontanavano dalla spiaggia, da dove erano giunti.
Le immagini del sistema di video sorveglianza però sono fin troppo chiare e consentono di identificare almeno uno degli autori. Carabinieri e titolari, davanti ai monitor concordano sull’identità di uno dei piromani. Troppo profonda la conoscenza di quell’individuo, si tratta del vecchio gestore dello stesso locale, con il quale si erano create varie questioni di rancore.
Forse una serie di controversie insolute alla base dell’insano e maldestro gesto criminale che avrebbe potuto portare a danni ben più gravi. Si è poi infatti appurato che alcune persone stavano riposando a pochi metri dall’incendio.
Appena acquisiti gli elementi sufficienti, i Carabinieri della Stazione di Taormina con i colleghi di Graniti, nel pieno della notte avviavano le ricerche sul territorio di Catania, sede dell’abitazione del presunto incendiario.
Era fondamentale comprendere se fosse realmente lui il colpevole e chi fosse poi il suo complice. Solo poche ore dopo, nella prima mattinata si è riusciti a raggiungere l’uomo a Catania e interrogarlo negli uffici della Compagnia di Catania Piazza Dante. Qui i Carabinieri di Taormina hanno posto il reo di fronte alla proprie responsabilità rese inoppugnabili dalle prove fino al allora raccolte. Di fronte all’inconfutabilità delle immagini e delle altre risultanze investigative, G.C. 58enne agente di commercio catanese, ha ammesso le proprie responsabilità fornendo una precisa ricostruzione dei fatti. È stato poi agevole individuare il complice e raggiungerlo presso la propria attività commerciale sempre a Catania. Così anche C.S., 36 enne catanese, commerciante di abiti, è stato raggiunto presso il proprio esercizio commerciale e posto di fronte alle proprie responsabilità. L’uomo in questo caso si è detto totalmente estraneo al motivo del contendere ed ha dichiarato di aver aiutato l’amico, senza un’apparente ragione e per spirito di amicizia.
Al termine dell’attività i carabinieri della Compagnia di Taormina, non essendo più sussistenti gli elementi per un arresto in flagranza hanno deferito in stato di libertà G.C. e C.S. per incendio doloso aggravato.
I danni causati da questa maldestra vendetta ammontavano a circa 40.000 euro.


Ieri quale esito delle indagini sono state emesse ed eseguite due misure cautelari a carico degli autori dell’insano gesto. Nei confronti di G.C. 58enne agente di commercio catanese, ritenuto la mente del disegno criminale, l’Autorità Giudiziaria ha emesso un provvedimento cautelare di detenzione agli arresti domiciliari che i Carabinieri della Stazione di Taormina hanno subito eseguito. Anche nei confronti del complice C.S. 36 enne catanese, commerciante di abiti, l’Autorità Giudiziaria non è rimasta inerte ed ha emesso un provvedimento di allontanamento dai luoghi frequentati dalle vittime. Anche questo provvedimento è stato subito notificato dai Carabinieri della Stazione di Taormina. In questo modo si è dato legittimo sfogo e tutela ai timori delle vittime che temevano ulteriori ripercussioni. La tempestiva attività di indagine dei Carabinieri ed il preciso e tempestivo coordinamento con l’Autorità Giudiziaria ha consentito un rapido ripristino dell’ordine ed ha fornito rapido appagamento alle esigenze delle vittime.

Depuratore di Vulcano. Esposto denuncia alla Regione e al Ministero di Man, Italia Nostra Sicilia e WWF

Questa la lettera delle associazioni Man, Italia Nostra Sicilia, e WWF Sicilia inoltrata all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente  Servizio 1 VAS e VIA; All’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente  Servizio 4 Protezione del Patrimonio Naturale- Palermo;  al Ministero per l’Ambiente, la Tutela del Territorio e del Mare - Divisione Generale per la protezione della natura e del mare; al NOE di Roma
Oggetto: richiesta urgente di sospensione immediata dell’autorizzazione VIA rilasciata al progetto del depuratore di Vulcano, ZPS ITA 030044 e SIC ITA 030027, in corso di realizzazione, progetto del Comune di Lipari
mancata valutazione degli effetti sul pantano (cod. 1150) nella “Valutazione di Incidenza” nella quale è stata omessa la presenza di tale habitat prioritario, nonostante le osservazioni presentate dall’Associazione Nesos, a firma Pietro Lo Cascio ed altri
approvazione del progetto su “Valutazione di Incidenza” difforme da quanto richiesto dal DPR 357/97 e smi art. 5 comma 3
mancato rispetto delle indicazioni del Piano di Gestione e della Circolare ARTA prot. 8756 del 10/02/2012 sull’obbligo del rispetto delle indicazioni dei PdG
possibile violazione dell’art. 733 bis del CP
possibile danno erariale
Da qualche settimana sono iniziati i lavori per il depuratore di Vulcano, nonostante siano state inviate, durante l’iter autorizzativo, puntuali osservazioni sulla “Valutazione di Incidenza” non conforme a quanto richiesto dalle norme vigenti.
Il progetto inoltre è stato approvato su “Valutazione di Incidenza” che non ha mai segnalato – in nessuna delle pagine che la compongono – la presenza di habitat prioritario cod. 1150, ovvero il pantano, ben evidenziato nel Piano di Gestione della ZPS ITA 030044 e del SIC ITA 030027.
L’approvazione non ha tenuto conto delle puntuali osservazioni inviate nel dicembre 2012 dall’Associazione Nesos a firma del naturalista Pietro Lo Cascio, del prof. Bruno Massa e del prof. Attilio Carapezza, pur avendo gli stessi evidenziato:
a) La valenza naturalistica di tale habitat, sia per la microfauna che per l’avifauna, soprattutto (ma non solo) migratoria. Molti degli uccelli che sorvolano sia in primavera che in autunno l’arcipelago delle Isole Eolie trovano solo qui e al Lago di Lingua (Salina) un habitat preziosissimo per il recupero delle energie perdute durante il duro volo migratorio. In mancanza di aree di sosta (le zone umide possiedono la maggiore biomassa insieme alle foci dei fiumi e pertanto sono habitat idoneo anche per specie non strettamente legate alle zone umide) molti uccelli rischiano di morire di inedia
b) Il possibile danno per questo importantissimo habitat, che scaturirebbe sia dalle opere in sé, sia dalla messa in funzione dell’impianto. L’iter di autorizzazione è stato inficiato dalla grave omessa segnalazione – nello lo studio che accompagnava il progetto – della presenza di tale habitat prioritario.
c) La mancata corrispondenza dello Studio di Incidenza a quanto richiesto dall’art. 5 comma 3 del DPR 357/97 e smi (Allegato G)
L’approvazione inoltre non ha tenuto conto della Circolare ARTA 8756 del 10/02/2012 con la quale l’Assessore fa carico del rispetto delle indicazioni contenute nei Piani di Gestione dei siti Natura 2000.
depuratore
Foto del sito di cantiere, a pochi metri di distanza, il pantano, habitat prioritario indicato anche nel piano di gestione della ZPS ITA030044 e del SIC ITA030027.
La Valutazione di Incidenza
La Valutazione di Incidenza deve rispondere ai requisiti posti dall’Allegato G di cui al DPR 357/97 e smi. Riportiamo quanto richiesto dall’Allegato G (previsto dall’art. 5 comma 3 del DPR 357/97 come modificato dal DPR120/03):
CONTENUTI DELLE RELAZIONI PER LA VALUTAZIONE DI INCIDENZA DI PIANI E PROGETTI
1. Caratteristiche dei piani e progetti
Le caratteristiche dei piani e progetti debbono essere descritte con riferimento, in particolare:
- alle tipologie delle azioni e/o opere
-alle dimensioni e/o ambito di riferimento
-alla complementarietà con altri piani e/o progetti;
-all’uso di risorse naturali
-alla produzione di rifiuti
-all’inquinamento e disturbi ambientali
-al rischio di incidenti per quanto riguarda le sostanze e tecnologie utilizzate
2. Area vasta di influenza dei piani e progetti – interferenza con il sistema ambientale:
Le interferenze di piani e progetti debbono essere descritte con riferimento al sistema ambientale considerando
- componenti abiotiche
- Componenti biotiche
- Connessioni ecologiche
Le interferenze debbono tener conto della qualità, della capacità di rigenerazione delle risorse naturali della zona e della capacità di carico dell’ambiente naturale, con riferimento minimo alla cartografia del progetto Corine land cover.
Una corretta Valutazione di Incidenza avrebbe con certezza evidenziato che a seguito della realizzazione di tale impianto, sia singolarmente che congiuntamente ad altri piani e progetti, su questo importantissimo pantano, l’incidenza sarebbe stata negativa.
Inoltre, per i principi comunitari, è sufficiente la possibilità (e non la certezza) perché un’opera non sia approvata, ancor più se a poter subire nocumento sono habitat o specie prioritari (art. 5 comma 10 DPR 357/97 e smi).
La stessa impermeabilizzazione dei terreni adiacenti al pantano (quando non direttamente intaccato dalle diverse fasi, cantiere ed esercizio) avrà effetti negativi dei quali non si è minimamente tenuto conto, nonostante la normativa sia esplicita a riguardo: si devono valutare gli effetti di opere anche distanti, vista la inevitabile e ormai ampiamente riconosciuta connessione dei sistemi ambientali.
La Valutazione di incidenza infatti viene richiesta per opere/piani/attività che possono avere incidenza “sui” siti e non “nei” siti.
A tale importantissimo principio si aggiunge anche la recente sentenza del CGA (n.04/14) proprio su ricorso di WWF, MAN e Legambiente, che estende a 6 km dal sito la necessità di sottoporre progetti/piani a tale procedura.
Di questo impatto (e di altri, prevedibili) non si è tenuto conto, semplicemente omettendo nella “Valutazione di Incidenza” la presenza del pantano, che pure, nel Piano di Gestione approvato dallo stesso Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, è riconosciuto, enfatizzato e dichiarato “prioritario”.
La “Valutazione di Incidenza” che accompagna il progetto invece, oltre a non citare impatti e habitat, non è conforme alle norme vigenti, non rispettando i contenuti richiesti dall’Allegato G sopra riportato. Inoltre, essendo la tipologia di progetto sottoposta a procedura VIA, non si applica il DA 30 marzo 2007 che introduce lo strumento dello “Screening” (art. 4 comma 1) preliminarmente alla fase della “Valutazione di Incidenza”.
Di fatto, si è approvato un progetto senza ottemperare a quanto richiesto dall’art. 5 comma 3 e 4, e violando l’art. 5 comma 8 (si approva il progetto/piano dopo espletamento di “Valutazione di Incidenza”) e art. 5 comma 10 del DPR 357/97 e smi (per siti con habitat prioritari), nonostante le osservazioni inviate avessero segnalato la omessa indicazione del pantano e i possibili danni in caso di realizzazione del progetto.
E’ bene anche rammentare che l’art. 5 comma 3 del sopraccitato DPR recita: “I proponenti di interventi non direttamente connessi e necessari al mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente delle specie e degli habitat presenti nel sito, ma che possono avere incidenze significative sul sito stesso, singolarmente o congiuntamente ad altri interventi, presentano, ai fini della Valutazione di Incidenza, uno studio volto ad individuare e valutare, secondo gli indirizzi espressi nell’allegato G, i principali effetti che detti interventi possono avere sul proposto sito di importanza comunitaria, sul sito di importanza comunitaria o sulla zona speciale di conservazione, tenuto conto degli obiettivi di conservazione dei medesimi” . Tale procedura si applica anche alle ZPS (art. 6 comma 2 DPR 357/97 e smi)
Nella “Valutazione di Incidenza” che accompagna il progetto non si è minimamente tenuto conto neanche degli obiettivi di conservazione (oltre a quanto brevemente segnalato sopra) che vedono la tutela dei migratori e delle zone di sosta lungo le rotte da loro seguite.
Nello studio e nel progetto approvato è stata omessa una delle due zone umide presenti nell’arcipelago, lungo una delle rotte migratorie più importanti del Paleartico Occidentale, , pur con evidenti possibili danni irreversibili (in violazione del principio di precauzione e prevenzione sancito dalle direttive comunitarie).
Pertanto, il proseguo delle opere – qualora le stesse danneggino direttamente e/o indirettamente l’habitat prioritario – potrebbe configurare la violazione dell’art. 733 bis del CP.
Si fa presente che il WWF e la LIPU hanno presentato un corposo reclamo alla DG Ambiente dell’Unione Europea, per violazione dell’art. 6 comma 2 (Direttiva 92/43/CE) e art. 4 comma 4 (Direttiva 147/2009) con molti casi siciliani e il proseguimento delle opere rischia di aggravare il possibile contenzioso comunitario, con possibile ulteriore danno erariale.
Si chiede pertanto
all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente
di sospendere in autotutela l’autorizzazione rilasciata e i lavori in corso per procedere all’attuazione di una variante, supportata da corretta “Valutazione di Incidenza”, che tenga in debito conto le valenze naturalistiche oggi pericolosamente a rischio.
al Ministero dell’Ambiente
di intervenire presso la Regione Sicilia per richiamare al rispetto delle norme comunitarie e le leggi di recepimento, che vedono con preoccupante costanza l’approvazione di progetti sulla base di Valutazioni di Incidenza non corrispondenti alle normative vigenti.
al NOE
di intervenire al fine di scongiurare la distruzione di un importantissimo habitat protetto dalla normativa vigente (comunitaria, nazionale e regionale) e di accertare eventuali responsabilità penalmente rilevanti.
Si rimane in attesa di urgente riscontro
Il presidente del WWF Sicilia, Angela Guardo; Il presidente dell’Associazione Mediterranea per la Natura, Deborah Ricciardi; Il Presidente regionale di Italia Nostra, Leandro Janni; Associazione Mediterranea per la Natura (MAN) Messina; Italia Nostra sez. Sicilia;  WWF Sicilia  Palermo