COMUNICATO STAMPA
"Il governo sospenda per tre mesi gli effetti dei protocolli di intesa sottoscritti dal presidente della Regione con Assomineraria, per permettere di istituire un tavolo tecnico e politico che approfondisca i temi della riconversione industriale nei siti compromessi da cinquant'anni di industria pesante in Sicilia". Lo ha chiesto, intervenendo in Aula il deputato Gino Ioppolo, che ha abbandonato l'Aula insieme ai colleghi Nello Musumeci e Giorgio Assenza (FI) al momento del voto agli ordini del giorno sulle trivellazioni. "Lo scorso 12 novembre questo parlamento ha approvato due mozioni sul tema delle trivellazioni, oggi con questi due ordini del giorno, siamo di fronte ad una pezza della maggioranza per tentare di raddrizzare la barra di una sconfitta parlamentare subita in quell'occasione - ha ricordato il deputato dell'opposizione".
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giovedì 11 dicembre 2014
Da Partylandia auguri per Giuseppe Di Franco, Adriana Greco e Sofia Saltalamacchia
Lo staff di Partylandia augura Buon Compleanno a Giuseppe Di Franco che compie 18 anni, ad Adriana Greco che ne compie 11 e a Sofia Saltalamacchia che ne compie 1
"No triv" manifestazione a Palermo. Il turismo siciliano contro le trivelle
Un presidio di Legambiente e Anci Sicilia con i sindaci ‘No triv’ a Palermo Il 19 dicembre alle 15.30, davanti a Palazzo d’Orleans. San Vito Lo Capo, Santa Marina Salina, Lampedusa, Favignana e Ustica sono tra le principali località turistiche che hanno già aderito. Il mondo del turismo siciliano si mobilita contro la minaccia delle trivelle che mette a serio rischio il futuro dell’Isola.
“La Sicilia e le sue coste pagherebbero il prezzo più alto per lo sblocco di questi progetti di trivellazione – ha detto Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente – un vero e proprio regalo alle grandi imprese petrolifere. Un’ipoteca sul futuro della nostra Isola. Il tutto per cosa? Per cercare di estrarre greggio di dubbia qualità che, agli attuali tassi di consumo e valutate le riserve certe censite dal Ministero dello Sviluppo Economico, potrebbe coprire il fabbisogno nazionale per soli 13 mesi”.
I sindaci saranno all’appuntamento del 19 dicembre sotto Palazzo d’Orleans per ribadire la loro ferma contrarietà alla ricerca petrolifera, opzione che stride ed è incompatibile con un progetto di sviluppo economico basato su scelte di sostenibilità.
“Il presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando – ha aggiunto Fontana – nei giorni scorsi ha ribadito l’impegno dei comuni siciliani e la partecipazione al presidio, bollando le trivellazioni come un assurdo atto di vandalismo che danneggia lo sviluppo sostenibile della nostra Isola. Perché il petrolio sporca il turismo, che è il vero oro nero della Sicilia. E questi sindaci, che amministrano località di pregio con buone politiche locali capaci di coniugare tutela e valorizzazione, sanno bene quanto vale.
Legambiente, Anci Sicilia e i sindaci No Triv chiederanno dunque al presidente della Regione Crocetta di contrastare il provvedimento contenuto nell’articolo 38 dello Sblocca Italia, impugnandolo davanti alla Corte Costituzionale come hanno già fatto altre Regioni.
mercoledì 10 dicembre 2014
TARI, esenti le aree produttive di rifiuti speciali
Con la risoluzione n. 2/DF del 9 dicembre 2014, il Dipartimento delle Finanze ha chiarito che, alla stregua di quanto previsto dall'art. 1, comma 649, l. n. 147/2013, non sono soggette alla TARI le aree sulle quali si svolgono le lavorazioni industriali o artigianali che producono in via prevalente e continuativa rifiuti speciali, e che il potere regolamentare dei Comuni può essere esercitato solo per estendere tale esenzione ad altre superfici.
Fuori i rifiuti speciali. Non sono soggette alla TARI le aree sulle quali si svolgono le lavorazioni industriali o artigianali che in genere producono in via prevalente rifiuti speciali, ivi compresi i magazzini intermedi di produzione e quelli adibiti allo stoccaggio dei prodotti finiti e le aree scoperte che danno luogo alla produzione, in via continuativa e prevalente, di rifiuti speciali non assimilabili, ove siano asservite al ciclo produttivo. Lo ha chiarito il Dipartimento delle Finanze con la risoluzione n. 2/DF del 9 dicembre 2014, richiamando la disciplina di cui all'art. 1, comma 649, l. n. 147/2013 (Legge di Stabilità 2014).
Duplicazione dei costi. Nel documento di prassi si spiega che in tali aree la presenza umana determina la formazione di una quantità non apprezzabile di rifiuti urbani assimilabili, e dunque la tassazione va esclusa. Peraltro, sottoporre a tassazione dette aree, con la sola esclusione delle superfici occupate dai macchinari, determinerebbe un'ingiustificata duplicazione dei costi, perché i produttori di rifiuti speciali devono già assolvere al costo per lo smaltimento in proprio dei rifiuti speciali medesimi. L'esenzione si applica, nel rispetto della norma, a condizione che i produttori di rifiuti speciali ne dimostrino l'avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente.
Quanto alla previsione di cui al terzo periodo del citato comma 649 (secondo cui, con proprio regolamento «il Comune individua le aree di produzione di rifiuti speciali non assimilabili e i magazzini di materie prime e di merci funzionalmente ed esclusivamente collegati all'esercizio di dette attività produttive, ai quali si estendi il divieto di assimilazione»), il Dipartimento delle Finanze chiarisce che il potere regolamentare dei Comuni non può contravvenire al principio generale formulato dalla primo periodo della norma, e dunque può essere esercitato solo per individuare ulteriori superfici, produttive di rifiuti speciali assimilabili, cui estendere l'esenzione in parola.
(fonte: www.fiscopiu.it)
Fuori i rifiuti speciali. Non sono soggette alla TARI le aree sulle quali si svolgono le lavorazioni industriali o artigianali che in genere producono in via prevalente rifiuti speciali, ivi compresi i magazzini intermedi di produzione e quelli adibiti allo stoccaggio dei prodotti finiti e le aree scoperte che danno luogo alla produzione, in via continuativa e prevalente, di rifiuti speciali non assimilabili, ove siano asservite al ciclo produttivo. Lo ha chiarito il Dipartimento delle Finanze con la risoluzione n. 2/DF del 9 dicembre 2014, richiamando la disciplina di cui all'art. 1, comma 649, l. n. 147/2013 (Legge di Stabilità 2014).
Duplicazione dei costi. Nel documento di prassi si spiega che in tali aree la presenza umana determina la formazione di una quantità non apprezzabile di rifiuti urbani assimilabili, e dunque la tassazione va esclusa. Peraltro, sottoporre a tassazione dette aree, con la sola esclusione delle superfici occupate dai macchinari, determinerebbe un'ingiustificata duplicazione dei costi, perché i produttori di rifiuti speciali devono già assolvere al costo per lo smaltimento in proprio dei rifiuti speciali medesimi. L'esenzione si applica, nel rispetto della norma, a condizione che i produttori di rifiuti speciali ne dimostrino l'avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente.
Quanto alla previsione di cui al terzo periodo del citato comma 649 (secondo cui, con proprio regolamento «il Comune individua le aree di produzione di rifiuti speciali non assimilabili e i magazzini di materie prime e di merci funzionalmente ed esclusivamente collegati all'esercizio di dette attività produttive, ai quali si estendi il divieto di assimilazione»), il Dipartimento delle Finanze chiarisce che il potere regolamentare dei Comuni non può contravvenire al principio generale formulato dalla primo periodo della norma, e dunque può essere esercitato solo per individuare ulteriori superfici, produttive di rifiuti speciali assimilabili, cui estendere l'esenzione in parola.
(fonte: www.fiscopiu.it)
Al "Bernabò Brea": 1^ Rassegna Nazionale "Arte è Scienza" - Le Scienze per i beni culturali
1^ Rassegna Nazionale "Arte è Scienza" - Le Scienze per i beni culturali
Il Museo Archeologico “Bernabò Brea” di Lipari e l’Istituto per i Processi Chimico Fisici del CNR di Messina parteciperanno all’evento proponendo dei seminari scientifici volti ad illustrare le potenzialità di alcune metodologie all’avanguardia nell’ambito della diagnostica e della conservazione di oggetti e siti di interesse archeologico.
L’attenzione verrà focalizzata sul fruttuoso ed oramai inscindibile legame che si è venuto a creare tra due mondi, quello scientifico e quello umanistico, apparentemente distanti. Chiunque operi nel
campo della diagnostica applicata ai beni archeologici, monumentali ed architettonici registra la forte esigenza di utilizzare tecniche che risultino assolutamente non invasive. Si rivela, cioè, la tendenza a minimizzare il contatto tra l’opera e lo strumento con cui si compie la misurazione, anche laddove l’oggetto della misura è una grandezza meccanica.
Programma della manifestazione presso la sede del Museo Archeologico “Bernabò Brea” di Lipari, Via del Castello, Lipari
• Presentazione dell'AIAr e del Museo Archeologico Bernabò Brea”
• Metodologie d’indagine applicate alla diagnostica dei BB.CC
• Analisi sul campo e analisi di laboratorio: due approcci differenti
• Laboratorio in situ
• Visita guidata del Museo Archeologico “Bernabò Brea”
Comitato Scientifico: Dott.ssa Maria Amalia Mastelloni, ing. Placido Vadalà, dottssa Maria Clara Martinelli, dott.ssa Rosina Celeste Ponterio, dott. Sebastano Trusso, dott. Cirino Salvatore Vasi
Prenotazioni presso il museo o sui siti web
museo.arche.brea@regione.sicilia.it
www.associazioneaiar.com/wp/eventi/arte‐e‐scienza
(Lipari, 12 - 13 dicembre 2014)
Organizzazione del Museo Archeologico Regionale "Luigi Bernabò Brea", l'Istituto per i Processi Chimico Fisici del CNR di Messina e l'Associazione Italiana di Archeometria, con la collaborazione e la partecipazione dell'Istituto Tecnico Comprensivo di Lipari "I. Conti Eller Vanicher".
Il Museo Archeologico “Bernabò Brea” di Lipari e l’Istituto per i Processi Chimico Fisici del CNR di Messina parteciperanno all’evento proponendo dei seminari scientifici volti ad illustrare le potenzialità di alcune metodologie all’avanguardia nell’ambito della diagnostica e della conservazione di oggetti e siti di interesse archeologico.
L’attenzione verrà focalizzata sul fruttuoso ed oramai inscindibile legame che si è venuto a creare tra due mondi, quello scientifico e quello umanistico, apparentemente distanti. Chiunque operi nel
campo della diagnostica applicata ai beni archeologici, monumentali ed architettonici registra la forte esigenza di utilizzare tecniche che risultino assolutamente non invasive. Si rivela, cioè, la tendenza a minimizzare il contatto tra l’opera e lo strumento con cui si compie la misurazione, anche laddove l’oggetto della misura è una grandezza meccanica.
Programma della manifestazione presso la sede del Museo Archeologico “Bernabò Brea” di Lipari, Via del Castello, Lipari
• Presentazione dell'AIAr e del Museo Archeologico Bernabò Brea”
• Metodologie d’indagine applicate alla diagnostica dei BB.CC
• Analisi sul campo e analisi di laboratorio: due approcci differenti
• Laboratorio in situ
• Visita guidata del Museo Archeologico “Bernabò Brea”
Comitato Scientifico: Dott.ssa Maria Amalia Mastelloni, ing. Placido Vadalà, dottssa Maria Clara Martinelli, dott.ssa Rosina Celeste Ponterio, dott. Sebastano Trusso, dott. Cirino Salvatore Vasi
Prenotazioni presso il museo o sui siti web
museo.arche.brea@regione.sicilia.it
www.associazioneaiar.com/wp/eventi/arte‐e‐scienza
Via Roma...quel che resta dopo la pioggia di ieri
Nella foto a sinistra è "immortalata" la situazione che si presenta oggi in tutta la via Roma di Lipari dopo la pioggia di ieri.La strada, in attesa dell'intervento di pulizia, continua a restare chiusa al traffico veicolare.
Al di la dell'intervento sull'arteria il problema, non ci stancheremo mai di scriverlo, va risolto a monte.
Così come a "monte", leggasi riapertura delle griglie, va affrontato l'invasione delle acque meteoriche davanti all'ex Esso (foto a destra) e da qui a SottomonasteroCollegamento Eolie-Lamezia Terme. La Greca (Legambiente): "Decisione sindaco va nella direzione dello sviluppo ecosostenibile del territorio"
Abbiamo appreso ed apprezzato con soddisfazione l'iniziativa da parte dell'amministrazione comunale e della compagnia delle Isole per l'avvio del collegamento tra le Eolie e Lamezia Terme.
Nel recente passato più volte abbiamo scritto in merito ai collegamenti diretti con gli aeroporti, principalmente, di Reggio e Catania.
Conosciamo anche le difficoltà in cui attualmente versa l'aeroporto di Reggio e dei risultati ottimali raggiunti da Lamezia che giustificano l'avvio dei rapporti con questa destinazione.
La decisione intrapresa dal sindaco Giorgianni va nella direzione dello sviluppo ecosostenibile del ns. territorio e semplificano i ragionamenti sui collegamenti aerei da e per le isole Eolie
Il presidente del CircoloDott. Giuseppe La Greca
Nel recente passato più volte abbiamo scritto in merito ai collegamenti diretti con gli aeroporti, principalmente, di Reggio e Catania.
Conosciamo anche le difficoltà in cui attualmente versa l'aeroporto di Reggio e dei risultati ottimali raggiunti da Lamezia che giustificano l'avvio dei rapporti con questa destinazione.
La decisione intrapresa dal sindaco Giorgianni va nella direzione dello sviluppo ecosostenibile del ns. territorio e semplificano i ragionamenti sui collegamenti aerei da e per le isole Eolie
Il presidente del CircoloDott. Giuseppe La Greca
La Regione cola a picco se s'improvvisa armatore (da il giornale.it)
Quando la Regione s'improvvisa armatore, il flop è assicurato. Nel mare magnum dei buchi neri delle partecipate che si occupano di trasporto pubblico un capitolo a parte riguarda le traversie imprenditoriali di Sicilia e Sardegna in campo marittimo.Storie diverse, ma parallele, quelle delle due isole, se si guardano i segni meno di bilancio e gli esborsi in termini di soldi del contribuente che l'avventura marinara, per le due regioni, ha comportato. Come diverse sono le vie d'uscita che Sicilia (azionista di maggioranza di Mediterranea holding con il 43%, che è socia a propria volta della Compagnia delle Isole, proprietaria del marchio Siremar) e Sardegna (azionista unico di Saremar spa col 100%) hanno escogitato per salire sulla scialuppa e salvare, se si può, il salvabile.
La Sicilia azionista di maggioranza ha scelto l'abbandono della nave. Il governatore Rosario Crocetta ha infatti annunciato la decisione di uscire definitivamente di scena dalla Mediterranea Holding spa, la società creata con un vero armatore, il napoletano Salvatore Lauro, per rilevare la Siremar, compagnia di collegamento con le isole minori. «Torneranno subito 7 milioni di euro», ha promesso a giugno il governatore-comandante. E mai promessa fu, appunto, più da marinaio, visto che la Sicilia sinora soldi non ne ha visti. L'avventura marittima comincia non con Crocetta ma col suo predecessore, Raffaele Lombardo, nel 2011. «La Siremar non ci costa niente», assicurò allora il presidente della Regione, all'epoca saldamente in sella e lontano dai guai giudiziari che lo hanno silurato. E così la Sicilia si lanciò nell'avventura, fornendo una garanzia fideiussoria a Unicredit, a sua volta garante di Compagnia delle Isole, da 39 milioni. Nasce così la Mediterranea holding di navigazione spa, socia della Compagnia delle Isole, proprietaria del marchio Siremar: 14 navi e aliscafi per i collegamenti dai porti di Milazzo, Palermo, Trapani e Porto Empedocle con Eolie, Egadi, Ustica, Pantelleria e le Pelagie. Cda light , presidente Salvatore Lauro, più due consiglieri, 500mila euro cadauno. Ma il flirt con la Regione siciliana s'incrina subito. Nel 2013 Crocetta ventila la vendita delle quote. E all'inizio del 2014 arriva la batosta del Consiglio di Stato, che individua nella fideiussione della Regione un illegittimo aiuto di Stato. Crocetta decide di scendere a terra. A giugno annuncia l'uscita dalla società e l'immediato rientro di 7 milioni di capitale. Che non si vedono.
Dalla Sicilia alla Sardegna, musica diversa ma crisi che non cambia. La Regione è socia al 100%, la società gestisce i collegamenti di linea tra la Sardegna, le isole minori e la Corsica. Bilanci catastrofici, un passivo di 1,7 milioni nel 2012 nonostante un contributo della Regione Sardegna pari a 15 milioni. Passivi che si alimentano con le assunzioni di personale. La Corte dei conti bacchetta: «Nonostante il finanziamento regionale annotano i giudici contabili la società con contabilità separata, nella gestione delle rotte esaminate, ha disavanzi per oltre 3,6 milioni nei due esercizi». La Corte dei conti predice anche: il contributo regionale può configurarsi come aiuto di Stato. E la predizione si avvera, un anno fa, quando l'Ue boccia la flotta sarda. La Saremar spa avvia la procedura di concordato preventivo. La Regione vorrebbe disfarsi della società, ma nel contempo nulla può fare perché non si possono interrompere i servizi. Ergo, il contributo regionale continua: 16 milioni freschi freschi, convenzione prorogata per tutto il 2015. La delibera del consiglio regionale sardo risale a una settimana fa.
L'ex assessore ed imprenditore Costa: "Con Mons. Miccichè, Lipari ebbe il privilegio di ascoltare la voce di una scuola di pensiero e di formazione civica"
A proposito della lettera aperta di Michele Giacomantonio a Papa Francesco, riceviamo e pubblichiamo:
Egregio Direttore,
desidero affiancare un mio pensiero alla iniziativa del Dott. Giacomantonio di scrivere al Papa una lettera riguardante il Vescovo Miccichè, pubblicata dal Suo giornale online.
Un pensiero che non vuole avere il sapore di “memoria aggiuntiva di difesa“, ma essere l’estrinsecazione di sentimenti di quella parte di Eoliani che si preoccupavano e si preoccupano per le nuove generazioni con la lungimiranza del domani, in una società così incerta nella quale tutti noi, oggi, viviamo.
Già negli anni Ottanta arrivando come pastore nella comunità eoliana, Mons. Miccichè avvertì le carenze strutturali, sia esse religiose che sociali, di questo popolo di Dio a lui affidato.
Carenze esistenti non certamente per trascuratezza della prelatura locale, quanto per l’opulenza crescente che andava disgregando il territorio e distraeva i suoi abitanti in consumismo e altre forme dispersive di vita.
Il Vescovo, con l’entusiasmo e il vigore della sua giovane età, si prodigò affinché maturasse – da un lato – la consapevolezza che l’essere cristiani non coincide con l’apparenza o la partecipazione a riti pagani, ma si attua attraverso la costante formazione interiore del singolo,con la capacità d’incidere, poi, nel contesto in cui vive. D’altro lato, Mons. Miccichè indicava come fosse necessario intervenire nel sociale per correggere le storture, assicurare a tutti pari dignità e una sana convivenza civica.
Con questi intenti, Lipari ebbe il privilegio di ascoltare la voce di una scuola di pensiero e di formazione civica, attraverso illustri oratori periodicamente chiamati a Lipari da Mons. Miccichè, che spaziavano dalle tematiche religiose ai problemi sociali e politici.
Gli uomini di quel tempo – che vedevano minato il loro orticello da questa azione pastorale – spesso gli furono ostili o tiranni, accusando il Vescovo di “fare il politico” e non il pastore di anime.
Questa è la storia dell’ultimo Vescovo con sede di dimora a Lipari, che il territorio ha avuto dopo l’accorpamento di alcune diocesi di area. Storia vissuta da chi, non più giovane come me, vuole ricordarla alla nostra società contemporanea al fine di recuperarne i valori e trasmetterli alla nuova generazione, per un futuro migliore.
In altra occasione ho avuto modo di ricordare un pensiero scritto da Mons. Miccichè e che mi piace qui ripetere: “nella fede sappiamo che l’alba verrà e sarà giorno”.
L’iniziativa del Dott. Giacomantonio è encomiabile e quindi non può che essere condivisa.
Grazie per l’ospitalità. Cordiali saluti.
Antonino Costa
Egregio Direttore,
desidero affiancare un mio pensiero alla iniziativa del Dott. Giacomantonio di scrivere al Papa una lettera riguardante il Vescovo Miccichè, pubblicata dal Suo giornale online.
Un pensiero che non vuole avere il sapore di “memoria aggiuntiva di difesa“, ma essere l’estrinsecazione di sentimenti di quella parte di Eoliani che si preoccupavano e si preoccupano per le nuove generazioni con la lungimiranza del domani, in una società così incerta nella quale tutti noi, oggi, viviamo.
Già negli anni Ottanta arrivando come pastore nella comunità eoliana, Mons. Miccichè avvertì le carenze strutturali, sia esse religiose che sociali, di questo popolo di Dio a lui affidato.
Carenze esistenti non certamente per trascuratezza della prelatura locale, quanto per l’opulenza crescente che andava disgregando il territorio e distraeva i suoi abitanti in consumismo e altre forme dispersive di vita.
Il Vescovo, con l’entusiasmo e il vigore della sua giovane età, si prodigò affinché maturasse – da un lato – la consapevolezza che l’essere cristiani non coincide con l’apparenza o la partecipazione a riti pagani, ma si attua attraverso la costante formazione interiore del singolo,con la capacità d’incidere, poi, nel contesto in cui vive. D’altro lato, Mons. Miccichè indicava come fosse necessario intervenire nel sociale per correggere le storture, assicurare a tutti pari dignità e una sana convivenza civica.
Con questi intenti, Lipari ebbe il privilegio di ascoltare la voce di una scuola di pensiero e di formazione civica, attraverso illustri oratori periodicamente chiamati a Lipari da Mons. Miccichè, che spaziavano dalle tematiche religiose ai problemi sociali e politici.
Gli uomini di quel tempo – che vedevano minato il loro orticello da questa azione pastorale – spesso gli furono ostili o tiranni, accusando il Vescovo di “fare il politico” e non il pastore di anime.
Questa è la storia dell’ultimo Vescovo con sede di dimora a Lipari, che il territorio ha avuto dopo l’accorpamento di alcune diocesi di area. Storia vissuta da chi, non più giovane come me, vuole ricordarla alla nostra società contemporanea al fine di recuperarne i valori e trasmetterli alla nuova generazione, per un futuro migliore.
In altra occasione ho avuto modo di ricordare un pensiero scritto da Mons. Miccichè e che mi piace qui ripetere: “nella fede sappiamo che l’alba verrà e sarà giorno”.
L’iniziativa del Dott. Giacomantonio è encomiabile e quindi non può che essere condivisa.
Grazie per l’ospitalità. Cordiali saluti.
Antonino Costa
No alle trivelle. Il sindaco Lo Schiavo si rivolge anche all’Unesco
COMUNICATO
Nuovo e deciso intervento del Sindaco di Santa Marina Salina Massimo Lo Schiavo in merito alla liberalizzazione delle trivelle nei mari di Sicilia. Dopo l’appello lanciato al Presidente della Regione Siciliana, il Primo Cittadino eoliano ha coinvolto nel dibattito sul tanto contestato Decreto Sblocca Italia direttamente l’Unesco.
In una nota inviata al Prof. Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Italiana per l’Unesco, il Sindaco ha ribadito le perplessità, sue e di tanti altri amministratori locali, in merito alla scelta del Governo Nazionale di semplificare le procedure per le attività di scavo avocando esclusivamente a se sia la prerogativa di autorizzare le trivellazioni in terra ed in mare sia di individuare le aree a questo preposte.
“La Sicilia – sottolinea il Sindaco Lo Schiavo nella nota – con i suoi 6 siti attualmente inclusi nella lista dei Patrimoni dell’Umanità, rappresenta una delle Regioni italiane che, più di altre, contribuisce in maniera decisa a fare dell’Italia la Nazione più rappresentata nell’elenco mondiale, con i suoi 50 siti UNESCO. Le molteplici peculiarità naturalistiche del territorio, la grande storia della Sicilia e le sue attrattive culturali – sottolinea il Primo Cittadino di Santa Marina Salina – sono ben raccontate praticamente in ogni angolo della Regione e fanno della stessa un patrimonio da tutelare nel suo complesso, quasi un “macro sito” degno probabilmente di per se di far parte della World Heritage List”.
Le ripercussioni che la liberalizzazione delle trivelle potrebbero avere sulla naturale ed antica vocazione della Sicilia all’accoglienza preoccupano Lo Schiavo: gli sforzi operati da più parti per ridare respiro all’asfittica economia regionale, puntando su modelli di sviluppo sostenibile, verrebbero messi in discussione da scelte imposte da organismi sovraordinati.
“L’art. 38 dello Sblocca Italia – si legge nella nota trasmessa all’Unesco – rappresenta plasticamente una di queste scelte non condivisibili. Il rischio che molti luoghi vengano deturpati e snaturati appare evidente: chi agisce legittimamente ma spinto da logiche esclusivamente economiche, difficilmente troverà il tempo di soffermarsi sulla natura, sulla storia e sulla vocazione di un territorio e su come tutelare lo stesso. Altrettanto evidente – sottolinea Lo Schiavo – è il rischio di commettere in Sicilia errori già commessi nel recente passato quando, in nome dell’industrializzazione a tutti i costi, chilometri e chilometri di coste sono stati destinati e consegnati, in molti casi scelleratamente ma sempre con scelte imposte ed insindacabili, agli impianti di raffinazione del petrolio ed alle installazioni petrolchimiche”.
Da qui la richiesta del Sindaco Lo Schiavo affinchè la Commissione Italiana per l’Unesco intervenga in maniera decisa sul Governo Nazionale affinchè lo stesso riconsideri il provvedimento ripartendo dalla concertazione con le Regioni e con gli Enti Territoriali interessati prima di imboccare una strada potenzialmente senza ritorno.
“Il pericolo è serio, grida d’allarme sono già state lanciate da più parti ed appare necessario intervenire rapidamente – conclude la nota del Sindaco Lo Schiavo – I cittadini, direttamente ed attraverso chi li rappresenta, hanno il diritto di essere coinvolti in scelte così importanti e che andranno a pesare, se sbagliate, esclusivamente sulle loro spalle e sulle spalle delle generazioni future”.
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