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giovedì 26 marzo 2015

Portualità nel comune di Lipari...che disastro. E Lo Cascio chiede chiarimenti


Al Signor Sindaco del Comune di Lipari 
Interrogazione consiliare su allarmante situazione di degrado dei porti del territorio comunale. Gentile Signor Sindaco, lo stato nella quale versano le strutture portuali del territorio comunale è, a dir poco, disastrosa. 
Un recente provvedimento dell’Ufficio Circondariale Marittimo ha vietato l’ormeggio sul lato Sud del pontile di Scari a Stromboli. 
Da Alicudi giunge notizia che gli aliscafi non sarebbero più in condizione di operare e che pertanto i collegamenti con l’isola verranno garantiti esclusivamente dalla nave (ma che, stando agli orari in vigore, non sono effettuati tutti i giorni). 
A Filicudi permane lo scempio dei lavori di “messa in sicurezza” perpetrati negli anni scorsi con il chiaro scopo di mettere fuori uso il pontile, per i quali non è superfluo rammentare il fatto che il Comune abbia già pagato lauti stati di avanzamento. 
Davanti al nuovo molo di Marina Corta lato Sud stazionano ancora i due cassoni semiaffondati, ma non si ha alcuna notizia dei sondaggi né dell’intervento di ampliamento del pontile a giorno di Sottomonastero da Lei annunciato alcuni mesi fa, mentre dall’agosto 2011 la banchina di attracco delle navi è e seguita ad essere indisponibile a causa del sottostante cedimento strutturale. 
Alla luce di una situazione davvero desolante, può suscitare qualche ragionevole perplessità constatare che gli sforzi progettuali della Sua amministrazione siano stati rivolti all’ipotesi di realizzazione di un’aviopista a Castellaro, inserita nei progetti DUPIM, mentre le strutture portuali fatiscenti contribuiscono all’isolamento geografico delle nostre comunità. 
 Tuttavia, a prescindere dalle considerazioni di natura politica, con la presente interrogazione desidero conoscere: quali iniziative sono state avviate dalla Sua amministrazione per ottenere, o sollecitare, un intervento di ripristino della banchina di attracco navi nel porto di Sottomonastero di Lipari; per quale motivo non sono stati ancora effettuati i sondaggi propedeutici all’intervento da Lei annunciato parecchi mesi fa relativo all’ampliamento del pontile a giorno, che si sarebbe dovuto realizzare mediante la collocazione dei cassoni acquistati dal Comune di Lipari nell’ambito delle opere di messa in sicurezza progettate dal Genio Civile OO.MM.; quali iniziative sono state avviate dal Comune di Lipari a seguito della revoca dell’incarico alla ditta aggiudicataria del bando per le opere di messa in sicurezza dello scalo di Alicudi, e in particolare se l’iter di nuova assegnazione degli stessi è già stato avviato o se si ritiene di procedere diversamente; per quale motivo non sono state ancora effettuate le necessarie, periodiche operazioni di dragaggio dello stesso scalo per consentirne la piena funzionalità; se sono stati concordati nuovi interventi con la ditta che ha effettuato i lavori di messa in sicurezza nello scalo di Filicudi Porto allo scopo di restituire piena funzionalità al lato Est del molo, e in questo caso quali soluzioni sarebbero state individuate, con quali costi e a carico di chi (dell’ente? della ditta aggiudicataria?); come la Sua amministrazione intende affrontare la situazione di emergenza venutasi a determinare presso lo scalo di Scari a Stromboli a seguito dell’anzidetta ordinanza emessa dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Lipari; se è già stato avviato l’iter necessario per la ricollocazione del respingente danneggiato dai recenti eventi meteo-marini e per il ripristino la piena funzionalità della banchina di Vulcano Porto, o quando si intende attivarsi in tal senso. 
In attesa di un Suo cortese riscontro alla presente, porgo distinti saluti 
Pietro Lo Cascio consigliere comunale de La Sinistra 

Per quanto concerne Alicudi arriva, in contemporanea con l'interrogazione di Lo Cascio, questo comunicato dell'amministrazione Giorgianni
Comunicato stampa
Porto di Alicudi 
A seguito della riunione tenutasi stamani con il Comandante della Capitaneria di Porto, l’Amministrazione sta predisponendo un intervento immediato con mezzo da terra per la rimozione del masso segnalato dalla stessa Capitaneria. E’ stato già programmato un intervento più consistente con un pontone ma si è in attesa della disponibilità del mezzo nautico per la realizzazione dello stesso.

L’Amministrazione Comunale

Laurea in Farmacia per Francesco De Salvo

Si è laureato in Farmacia, presso l'Università di Messina, con il punteggio di 91/100
Francesco De Salvo
Al neo dottore e ai suoi familiari le nostre felicitazioni

Sidoti: "Di quali irregolarità dovrà discutere il consiglio comunale?"

Riceviamo da Angelo Sidoti e pubblichiamo:
A distanza di qualche giorno dall’approvazione del bilancio preventivo del 2014 che, peraltro, ad oggi non risulta disponibile sul sito istituzionale, il Consiglio Comunale di Lipari viene convocato per affrontare il seguente argomento:“Controllo finanziario degli Enti Locali – Rendiconto 2012 – adempimenti ai sensi dell’art. 1, comma 168, L. 266/2005 (legge finanziaria 2006). Adozione misure correttive”.
Trattasi delle risultanze derivanti dell’attività di controllo condotte dalla Corte dei Conti a seguito delle relazioni trasmesse dagli organi di revisione.
“Il controllo riguarda la regolarità contabile e finanziaria delle gestione e le “pronunce specifiche emanate ai sensi dell’art.1, comma 168, legge n.266/2005 trovano come destinatari i consigli comunali allo scopo di permettere al medesimo organo di adottare le misure correttive necessarie per la tutela dell’equilibrio del loro bilancio.
Le pronunce hanno lo scopo di sollecitare le necessarie misure correttive delle irregolarità segnalate e le Sezioni vigileranno sulle correzioni adottate dai Consigli.”
Ma su quali irregolarità segnalate sarà chiamato a discutere il Consiglio Comunale?
Sono forse quelle indicate dall’Organo di Revisione alla pagina n.48 “Rilievi, Considerazioni e proposte”?
A voi lettori ne rappresento alcuni mentre ai consiglieri consiglio un ripasso su quanto deliberato in data 24/09/2013:
Residui Attivi
Analisi del contenzioso
Partecipate
Debiti Fuori Bilancio
Gestione del Servizio Idrico (vedi anche nota del Dirigente del Servizio 17/09/2013)
Potenziamento attività di accertamento dei tributi.
Potrei elencare tanti altri punti come quello ormai famoso del Referto del Controllo di Gestione. L’Organo di Revisione a tal proposito nella sua relazione al rendiconto del 2012 dichiarava “All’organo di revisione non risulta alcun adempimento di cui all’art.198 del TUEL”. INSOMMA NON E’ STATO PREDISPOSTO.
Ma nel 2013 e nel 2014 su questi temi la situazione è migliorata o siamo alle SOLITE?
Angelo Sidoti

La Naspi (la nuova indennità di disoccupazione), per i tanti stagionali eoliani, è un dramma

Da panorama.it La signora Marina abita in una ridente località della riviera ligure e ogni anno, visto che il lavoro scarseggia, si arrangia come può: per 6 mesi “fa la stagione” in una struttura turistica e poi, per i 6 mesi successivi, riceve l'assegno di disoccupazione che le spetta di diritto. Nella sua stessa situazione, in tutta Italia, ci sono altre decine di migliaia di lavoratori stagionali che, nel prossimo autunno, potrebbero però masticare un boccone molto amaro: quei sussidi alla disoccupazione che fino all'anno scorso arrivavano per 6 mesi, nel 2015 rischiano seriamente di durare molto meno, cioè non più di 3 mesi. Colpa del Jobs Act, la riforma del lavoro del governo Renzi che, almeno a sentire il presidente del consiglio, è nato invece per dare diritti a chi non li ha, per garantire nuovi ammortizzatori sociali a chi finora si è dovuto sempre arrangiare.
Appello su internet
“Noi stagionali rischiamo seriamente di rimanere per diversi mesi senza reddito”, dice Marina che, assieme a migliaia di persone trovatesi nella sua stessa situazione, ha lanciato una petizione online e ha organizzato un gruppo su Facebook, per far conoscere il problema all'opinione pubblica. La beffa per i lavoratori stagionali del turismo nasce con l'introduzione della Naspi (nuova assicurazione sociale per l'impiego) cioè il sussidio per i senza-lavoro istituito con il Jobs Act, a partire dal primo maggio prossimo, in sostituzione di quelli attualmente in vigore: l'Aspi e la mini-Aspi. I requisiti per poter incassare la nuova indennità della Naspi non sono di per sé molto stringenti: basta aver avuto un impiego per almeno 30 giorni nell'ultimo anno e avere alle spalle più di 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni.
Naspi, i nuovi sussidi per la disoccupazione
Anche chi ha lavorato a spizzichi e bocconi come i dipendenti stagionali, insomma, può incassare l'assegno di disoccupazione. E' sulla durata dell'indennità, però, che si registrano le note dolenti: il sussidio della Naspi, infatti, verrà riconosciuto per un periodo pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni anni. Nel calcolo della durata, però, non si terrà conto dei periodi di lavoro precedenti, per i quali il dipendente ha già beneficiato dell'assegno di disoccupazione. Tradotta in parole povere, questa regola un po' complicata significa una cosa ben precisa: se un cameriere, un barista o una donna delle pulizie verranno assunti per sei mesi nella prossima stagione primaverile ed estiva, a ottobre potranno appunto ricevere l'assegno per soli tre mesi. Si tratta di una situazione molto penalizzante per chi, invece, sino all'anno scorso maturava il diritto ai vecchi ammortizzatori sociali come l'Aspi ordinaria, che poteva durare anche un anno e dunque coprire il dipendente stagionale per il semestre successivo, prima dell'inizio di un nuovo periodo di lavoro estivo.
Assegni più magri
A mettere in evidenza il problema è stata anche la Filcams, la sigla dei lavoratori del commercio e del turismo della Cgil che, tuttavia, non è una voce isolata. “Anche la Federalberghi, l'associazione di categoria degli albergatori, ha sollevato la stessa questione”, dice il segretario della Filcams Cristian Sesena, “giacché i dipendenti stagionali in Italia sono più di 300 mila e sono importantissimi per il buon funzionamento delle aziende del settore turistico”. Dato che il governo dice di voler dare più diritti ai precari, almeno a parole, Sesena pone dunque una domanda: “i lavoratori stagionali non sono forse dei precari, visto che spesso non trovano molte alternative agli impieghi estivi e e devono accontentarsi di contratti di soli 3 o 6 mesi?” La Filcams inoltre, ha messo in evidenza un altro problema legato al calcolo della Naspi, basato su un complesso procedimento che penalizzerà paradossalmente i dipendenti stagionali con impieghi molto discontinui. In altre parole, a parità di retribuzione e di giorni lavorati nel corso dell'anno, un cameriere, un bagnino o un barista che hanno avuto delle lunghe pause tra un'assunzione e l'altra riceveranno un' indennità di disoccupazione ben più magra, rispetto a un loro collega che ha lavorato per lo stesso tempo, ma in maniera più lineare e continua.
Naspi, 5 cose da sap
Poiché la Naspi entrerà in vigore il 1° maggio, i lavoratori stagionali che hanno dato vita alla petizione online chiedono adesso un cambio di rotta e hanno lanciato un appello al presidente dell'Inps, Tito Boeri. L'istituto nazionale di previdenza, infatti, prossimamente dovrà divulgare le circolari esplicative sui nuovi sussidi alla disoccupazione e potrebbe dare un' interpretazione flessibile del decreto che istituisce la Naspi, in modo da non penalizzare troppo gli addetti del settore turistico. Bisognerà vedere, però, se questa possibilità rientra tra i poteri di Boeri.


Come evidenzia la signora Silvia Carbone su fb:"Per una realtà come Lipari dove ormai si vive ( o si muore, non è molto chiaro) solo di turismo, e strettamente stagionale, la nuova indennità di disoccupazione NASPI è una tragedia senza mezzi termini.
Questo è un gesto CRIMINALE di un governo che ha completamente perso di vista la situazione dell'Italia.

Ancora maltempo al sud, è allerta meteo

Una nuova perturbazione di origine africana interesserà nelle prossime ore le regioni meridionali del nostro Paese. Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento ha emesso un'allerta meteo che prevede, già dal primo pomeriggio, piogge e temporali, che localmente saranno anche molto intensi e accompagnati da fulmini e forti raffiche di vento, su Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia

Articolo direttore Sarpi su G. del sud su chiusura molo (lato sud) a Stromboli, necessità lavori porto Sottomonastero ed emergenza strade

Salvatore Sarpi
LIPARI
Il molo degli aliscafi (lato sud) di Scari (Stromboli) è stato chiuso al traffico marittimo con ordinanza del Circomare Lipari. L’inevitabile decisione arriva dopo un sopralluogo effettuato dal personale del Circondario marittimo liparese. Sopralluogo durante il quale-come si legge nell’ordinanza- è emerso lo stato di fatiscenza in cui versa quella parte della struttura “interessata da forte usura degli arredi portuali e dei respingenti utilizzati per l’approdo delle unità”. Motivazioni che non consentono, al momento, l’effettuazione in sicurezza delle operazioni portuali. 
Alla vigilia della Pasqua, durante la quale l’isola sarà meta di un considerevole numero di turisti, non è per gli isolani una bella notizia. In presenza di condizioni meteo avverse che non consentano l’approdo nel lato nord della struttura non sarà possibile ricorrere, come avviene in questi casi, all’approdo “alternativo”. L’auspicio è che l’amministrazione comunale effettui, nonostante le ristrettezze economiche, una perizia di somma urgenza che consenta un immediato ripristino dello scalo. 
E in vista della Pasqua, periodo caratterizzato in genere da un discreto movimento turistico, bisognerà attivarsi per mettere in sicurezza una parte della struttura portuale di Sottomonastero(Lipari). In più punti della struttura portuale i marosi hanno scardinato griglie e pavimentazione con conseguente pericolo per la pubblica incolumità. Capitolo a parte per Alicudi dove nei fondali insabbiati del porto rischiano di arenarsi gli aliscafo. 
E a Lipari non bisognerà intervenire solo in ambito portuale. Le strade assomigliano sempre più a “forme di gruviera” con danni sempre più frequenti ad automobili e mezzi a due ruote. “Drammatica” è la situazione sulla Marina Garibaldi, nella frazione di Canneto. Qui non vi è un solo metro di strada che non presenti buche e voragini più o meno profonde. A nulla servono interventi tampone effettuati dalla pubblica amministrazione e negli ultimi tempi anche dai cittadini. Un intervento, quello sulla Marina Garibaldi, urgente e necessario per il quale, comunque, bisogna fare i conti con il patto di stabilità. Sembra che, in tal senso, l’amministrazione Giorgianni sia orientata a redigere un elenco di priorità

Convocato per domani in sessione urgente il consiglio comunale di Lipari

Il Consiglio Comunale di Lipari è stato convocato in sessione urgente, dal presidente Adolfo Sabatini, per domani ,27 Marzo 2015, alle ore 10.00
Argomento all'ordine del giorno:
Controllo finanziario degli Enti Locali – Rendiconto 2012 – adempimenti ai sensi dell’art. 1, comma 168, L. 266/2005 ( legge finanziaria 2006 ). Adozione misure correttive.

Conferenza stampa a Palermo su "Beni e Mali Culturali di Sicilia"

COMUNICATO
È di qualche giorno fa la notizia che la Corte costituzionale ha ritenuto illegittime le norme utilizzate dal Governo Crocetta per annullare le procedure di affidamento in concessione dei servizi per il pubblico di musei e siti archeologici per le Province di Agrigento,Trapani, Palermo, Messina e Siracusa, aggiudicati nel 2012.
L'obiettivo di collocarvi precari ed avventizi è fallito, ma ha innescato contenziosi e pesanti risarcimenti.
Due anni di inerzie hanno pregiudicato gli sforzi fatti per garantire la fruizione moderna dei beni culturali e che avrebbero portato la Sicilia all'avanguardia con la definizione del più importante affidamento di servizi nei beni culturali in Europa, avviato coi bandi pubblicati nel 2010.
È così anche il ritorno della Dea e degli argenti, senza lo sviluppo coordinato del comprensorio Morgantina-Piazza Armerina, da opportunità è divenuto emblema del fallimento diffuso.
Un'occasione perduta, per siti, visitatori, erario, investimenti, alla quale occorre porre subito rimedio puntando al partenariato pubblico-privato per il rilancio del patrimonio artistico e monumentale di Sicilia ne parlano Gaetano Armao e Sebastiano Missineo (Assessori ai BBCC ed all'Identità siciliana tra il 2010 ed il 2012)
L'appuntamento è per il 27 marzo 2015 - ore 11- Grand Hotel Wagner- Via R.Wagner, n. 2 - Palermo

DELEGAZIONE SICILIANA A ROMA. MUSUMECI: "GOVERNO RENZI FACCIA PASSO INDIETRO SUI SEGRETARI COMUNALI, ABOLIRLI E' UN DELITTO".

"L' abolizione della figura del segretario comunale e' un delitto. Spero che il governo Renzi prima e il parlamento nazionale dopo, vogliano ripensarci visto che ormai costituisce l' ultima figura di garanzia sulla legittimità degli atti amministrativi". Lo ha affermato il presidente della Commissione regionale Antimafia Nello Musumeci intervenendo a Roma, in presenza del Capo dello Stato, ad un convegno sulla lotta alla mafia in ambito nazionale, regionale e locale, su iniziativa della commissione Antimafia nazionale. Della delegazione siciliana hanno fatto parte anche i vice presidenti Toto Cordaro e Gianluca Miccichè e il segretario Giorgio Ciaccio.
Musumeci, primo firmatario di una mozione approvata all'unanimità nei giorni scorsi dall'Ars - ha ribadito: "dopo l'abolizione dei Coreco, di fatto la politica ha delegato alla magistratura amministrativa contabile e penale il controllo sulla propria attività negli enti locali. Questo non può avvenire, non si può affidare alla giustizia il ruolo ordinario del controllo preventivo degli atti. Occorre mantenere e valorizzare la figura del segretario, come unico presidio di legalità nei comuni". E' intervenuto poi sull' inefficacia della legge che regola lo scioglimento dei comuni per mafia e sulla gestione dei beni confiscati, esortando l' Antimafia nazionale a sollecitare l' esame del ddl di modifica che giace nella commissione affari costituzionali.

Pasqua in vista. Sottomonastero e Marina Garibaldi di Canneto. Che bei biglietti da visita!


Ancora una volta NGI porta eoliani a casa

Anche ieri sera la nave della NGI partita alle ore 21 da Milazzo ha riporta a casa molti eoliani che erano bloccati nella città del Capo. La nave è passata dietro Vulcano e dopo un tentativo vano di attraccare al porto vulcanaro ha proseguito per Lipari arrivando alle ore 1.00 e ripartendo subito per Milazzo. Il video dell'approdo a Lipari

Disposta liquidazione salariale ed assegno per gli ex Pumex

Con la Determina 56/15 è stata disposta la liquidazione integrazione salariale ed assegno ai lavoratori socialmente utili ex "Pumex SPA" . 
Il periodo comprende: Luglio, Agosto, Settembre, Ottobre, Novembre, Dicembre 2014; Gennaio  e Febbraio 2015.

La storia delle Eolie. Conosciamola attraverso lo storico G.La Greca: 26 marzo 1930 Terremoto a Filicudi

26 marzo 1930
Terremoto a Filicudi
Il 26 marzo 1930 intorno alle 11,30 un fortissimo terremoto colpì l’isola di Filicudi. Le scarne cronache giornalistiche del tempo parlano di cinque feriti, tutti lievi, per contro tutte le case furono rese inabitabili dalla violenza del movimento sismico, e la popolazione si accampò all'aperto in preda ad un forte panico. Le scosse di assestamenti erano proseguite anche nel pomeriggio. L’isola era totalmente isolata dal resto dell’arcipelago da un violenta tempesta.
La macchina dei soccorsi si mosse direttamente da Messina. Nel pomeriggio dello stesso giorno partì il rimorchiatore “Romano” con a bordo il Prefetto del tempo Lopis, e altre autorità; tuttavia, a causa delle pessime condizioni del mare il rimorchiatore non riuscì ad approdare e rientrò a Lipari; per ripartire il giorno successivo.
Durante la sera del 26 partì da Messina anche il cacciatorpediniere “Sirtori”. Anche il Sirtori non riuscì ad approdare, nonostante diversi tentativi nel corso della notte tra il 26 ed il 27; soltanto all’alba riuscì a sbarcare le autorità.
A mezzogiorno del 27 partì da Messina il piroscafo “Vulcano” carico dì materiale destinato alla costruzione di baracche, tende e con viveri e generi di conforto per la popolazione.
Nel corso della giornate del 27 partì da Lipari anche il Vescovo, monsignor Re, a bordo di un «mas» e con lui partirono funzionari di Pubblica Sicurezza, militi ed operai.
Alcune testimonianze orali sono state racconle da Gabriella Federico e pubblicate su “Stretto Indispensabile” anno IV, n. 20 del 16 dicembre 2002:
Sono le 11.30 di una giornata qualsiasi, a Filicudi, quando un boato assordante, terribile, improvviso sconquassa l’isola: le sciare precipitano, lasciando piombare in mare grossi macigni, i muri a secco crollano, le case scricchiolano.
L’epicentro del terremoto, che tocca il decimo grado della scala Mercalli, è individuato ad ovest dell’isola. Le donne pregano di fronte alla statua di San Bartolomeo, la gente si raccoglie sul sagrato della Chiesa di Santo Stefano, finché non giungono i primi soccorsi; le navi della Marina Militare fanno sbarcare sull’isola tende e generi di prima necessità.
La ricostruzione è avviata in tempi record, grazie anche alla solidarietà dei filicudari emigrati all’estero.”
Quattro anni prima, il 17 agosto 1926, un analogo terremoto si era abbattuto sull’isola di Salina. Un sisma disastroso per i centri abitati dell’isola, specialmente a Malfa e Pollara, che provocò crolli e lesioni assai gravi in moltissime abitazioni. In seguito la chiesa di Malfa, fortemente danneggiata, restò chiusa al culto e la messa venne celebrata nel magazzino dell’abitazione del signor Giovanbattista Sangiolo.
La cronaca dell’evento del 17 agosto 1926 è riportata dalla “Riscossa Eoliana” (…) La notte del 17 agosto in tutte le isole Eolie vi fu un fortissimo terremoto in senso ondulatorio che spaventò tutti gli eoliani i quali per diverse sere, in preda a vivo panico, pernottarono all’aperto. Non vi furono danni rilevanti, né vittime umane. Pollara è stata la più colpita. Qui quasi tutte le case furono fortemente lesionate tanto che molte baracche si sono dovuto costruire per ricoverare la popolazione che non potrebbe senza grave pericolo abitare le proprie case. Meno danni subirono le case di Rinella, di Malfa e S. Marina che pure però furono abbastanza lesionate. Lipari è stata la meno colpita tanto che le lesioni ai fabbricati furono quasi insignificanti. Pare che l’epicentro del terremoto sia nelle vicinanze di Pollara e che la causa sia dovuta allo scoppio di qualche vulcano sottomarino che si troverebbe nelle vicinanze appunto delle acque del mare che bagnano Pollara. A visitare le isole in occasione del terremoto, che è stato esagerato dalla stampa quotidiana alquanto disoccupata, è venuto l’illustre comandante il corpo d’armata della Sicilia S. E. il Generale Antonio Di Giorgio, il valoroso soldato siciliano e per giunta gloria della nostra provincia di Messina, che di recente è stato proposto all’alto ed ambito posto. L’eroico generale è arrivato a Lipari con una torpediniera la mattina del 28 agosto e dopo aver visitato le altre isole ha fatto ritorno a Palermo.
La notizia venne riportata anche dai quotidiani nazionali, la cronaca che segue è riportata dalla “Stampa” di mercoledì 18 agosto 1926.

Si ha notizia che in parecchi comuni delle isole Eolie (dette anche Lipari) e specialmente nell’isola Salina, ieri, alle 2,10, si è verificata una violenta scossa di terremoto in senso ondulatorio della durata di parecchi secondi. Il fenomeno tellurico provocò enorme panico tra gli abitanti, che si riversarono nelle vie ove si accamparono, trascorrendovi la notte. Non si deplorano vittime umane, ma numerosi fabbricati sono stati danneggianti, e qualcuno è crollato. Nella frazione Pollara del comune di Malfa alcune case sono state distrutte e si assicura che vi siano anche dei feriti. Il terremoto è stato avvertito molto sensibilmente anche a Messina e in molti comuni della Calabria, i cui abitanti terrorizzati hanno trascorso la notte all’aperto. A Catanzaro stanotte, alle 2,40 si è avuta una sensibile scossa di terremoto in senso ondulatorio della durata di parecchi secondi. Data l’ora, però, il fenomeno sismico è stato avvertito da pochi. Nel corso del terremoto si manifestarono anche delle onde di maremoto.

mercoledì 25 marzo 2015

Parliamo di libri. Rubrica della biblioteca di Malfa a cura di Antonio Brundu. Oggi: Eoliani nel mondo di Italo Toni

Con questo nuovo libro, Italo Toni ha voluto riandare con la memoria alla ricerca delle storie di molti suoi conterranei, figli di queste isole umili ed austere ad un tempo, dalle quali sono stati strappati dalle vicissitudini della vita, ma nelle quali le radici del loro cuore sono ancora saldamente piantate. Italo Toni ripercorre vicende di molti eoliani, inserendole nel vasto contesto dell’emigrazione nel Nuovo Mondo e in Australia e intercettandole ai più significativi avvenimenti della storia italiana, dalla dominazione borbonica alla seconda guerra mondiale. Si tratta di un lavoro che tende a dare un volto e un’anima alle fredde cifre dell’imponente emigrazione eoliana nel mondo; la cultura dell’emigrazione è vista da Italo Toni, in primo luogo, come la soluzione di problemi, economici innanzitutto, altrimenti irrisolvibili, e come la speranza di un futuro, altrimenti chiuso. L’autore non trascura l’indagine storico-statistica e l’approfondimento sociologico, citando leggi, documenti, relazioni ed utilizzando tutti gli strumenti classici di un’indagine sull’emigrazione – dalle lettere degli emigranti agli articoli sui giornali, ai rapporti tra letteratura ed emigrazione – e la nutrita bibliografia ne dimostra l’impegno all’approfondimento e alla documentazione. L’attenzione dell’autore si accerta su alcuni aspetti, quelli più semplici e umani, della vita degli emigrati, quali il considerare la lingua come un dolce legame con il passato, che rende meno amaro il presente, o la melanconica nostalgia che invade gli emigrati, che si forzano a convincere se stessi che un giorno torneranno, pur sapendo che questo, nella maggior parte dei casi, non si potrà mai avverare. Interessante la parte del libro in cui vengono esaminati alcuni articoli di giornale, nel quale emerge lo stereotipo dell’emigrante italiano visto dall’americano borghese e le vicende sofferte e drammatiche dei nuovi cittadini americani. Il libro si chiude con una rassegna di immagini tratte dalla mostra fotografica del dott. Antonio Brundu, e del dott. Ennio Fiocco. Italo Toni con “I figli del sole” ha dimostrato come le radici dei tanti emigranti eoliani siano rimaste piantate in queste terre, anche se l’albero della loro vita è stato portato lontano…