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martedì 23 agosto 2016

Non potete seguire Roma - Porto di stasera? Vi manca la tv? In piazza a Canneto la si trova


Editoriale! Bancarellopoli...invadente ma "invisibile". Povera Lipari!


E' questa la parte che immette sul C.so Vittorio Emanuele, area di transito di residenti e turisti. In particolare dei diportisti che dalle barche si spostano verso il centro.
Un'area dove le attività commerciali esistenti sono costrette a "convivere", forse anche a soccombere, con questa bancarellopoli invadente ma, stranamente, invisibile a chi dovrebbe vedere.
Premesso ciò evidenziamo che non abbiamo nulla contro gli extracomunitari ma non si possono tollerare tali invasioni.
D'altronde, però, dobbiamo evidenziare che, in un paese senza regole, anche loro si sono adeguati.
Ma sul resto del Corso non va certo meglio. Povera Lipari!
Le foto l'abbiamo "rubate" a Francesco Mandarano e Sonja Raffaele su fb

Salina e Stromboli, gemelle diverse tra maestrale e lava (da Repubblica.it)

Salina è fresca come il vento di maestrale. Stromboli è lava che si è fatta isola. Due perle delle Eolie, così simili eppure diverse. Hanno in comune il mare cristallino, profumi d'estate, il bianco dei muri, il rosa delle bouganville e lo sfondo azzurro del cielo. E non è poco. Ma una è come un grande salotto dove ogni dettaglio è curato, l'altra è più selvaggia, quasi arcaica. Una è da vivere in barca, l'altra assolutamente a terra, stretti in un rapporto ancestrale tra il mare e il vulcano.
Salina, tra bouganville e ceramiche...sognando Troisi
L’isola di Salina è elegante, ma senza sfarzi. Verde e rigogliosa come nessun’altra. Il suo nome deriva dal laghetto salato in località Lingua dal quale si estraeva il sale per la conservazione del cibo. I greci la chiamavano Didyme, “gemelle”, per via delle sue due montagne. Un attrezzato porto turistico, a Santa Marina, accoglie yacht di varie dimensioni, mentre ad un centinaio di metri il molo degli aliscafi garantisce i collegamenti turistici. Raggiungere l’isola è abbastanza semplice. Vi consigliamo di partire con l’aliscafo da Palermo o Reggio Calabria (città facilmente raggiungibili con l’aereo), oppure da Milazzo e Messina. Se decidete di alloggiare a Malfa o a Santa Marina, scegliete hotel o bed & breakfast nella parte più alta. La fatica delle salite a piedi sarà certamente ripagata da una vista unica su Lipari, Panarea e Stromboli, tra filari di malvasia e coltivazioni di capperi

Sulle orme del Postino. Quando si esce dall’aliscafo, refrigerato con l’aria condizionata, si viene subito avvolti dal vento fresco che stempera i raggi del sole sulla pelle. Santa Marina è un paese semplice dove si percepisce la sua anima marinara. Eppure non mancano eleganti e costosi negozi dove acquistare le ceramiche artistiche, drappi orientali e oggetti fatti a mano da artigiani locali. Via Risorgimento non è un vero e proprio corso, ma è qui che si trovano i negozi e buona parte dei servizi, compreso l’ufficio postale, aperto solo tre giorni a settimana. Non è lo stesso in cui fu girato il Postino, ultima commuovente pellicola di Massimo Troisi, che ha avuto Salina come principale set. In un angolo del porto una bicicletta d’epoca, incastonata in una parete di cartongesso che riproduce la locandina del film, ce lo ricorda. Un piccolo memoriale istallato per i 20 anni dalla scomparsa dell’attore. In località Pollara sono state girate le scene nella casa di Neruda, edificio privato che «si può visitare solo se il cancello è aperto», come spiegano nel bar vicino. Poco più in là c’è la costiera con la famosa spiaggia, oggi soprannominata “Cala Troisi”, raggiungibile solo via mare. Nel piazzale della chiesa di Pollara ci sono Massimo Troisi e Neruda – alias Philippe Noiret – intenti a guardarsi, seduti su una panchina di pietra, quasi a rappresentare due mondi lontani che solo davanti a questo mare potevano incontrarsi. Per raggiungere Pollara da Santa Marina e Malfa è necessario affittare un’auto, un motorino o strani tricicli con due ruote davanti e una dietro. Si sale da Malfa fin dentro i parco naturale, lungo il fianco del Monte dei Porri, poi si ridiscende verso Pollara. Qui fermatevi un attimo a respirare il vento e a godere di un magnifico paesaggio (soprattutto al tramonto) sul faraglione dalla cima dell’anfiteatro di quella che fu una bocca vulcanica, collassata nel mare.

Dal mare blu. Per vivere il mare a Salina ed evitare piccole spiagge di scomodi ciottoli, vi consigliamo di trasformarvi in provetti marinai e affittare un piccolo motoscafo. I prezzi vanno dagli 80 euro in su per una giornata (carburante escluso, e qui la benzina costa). Ma se timonare non fa per voi, potrete comunque salire sulle varie imbarcazioni che ogni giorno organizzano tour dell’isola della durata di circa tre ore, con tanto di soste per un bagno nelle calette più belle, compresa quella di Pollara. Il costo è di 25 euro a persona. Nella gita mattutina è possibile – sulla maggior parte delle barche – anche pranzare con l’aggiunta di 10 euro. Un piatto di pasta all’ “eoliana” (pesce azzurro, capperi e profumi) e un caffè. Non dimenticate maschera e boccaglio.

A spasso tra montagne e musei. Anche gli appassionati di trekking saranno accontentati. Vari itinerari escursionistici permettono di addentrarsi, senza non poche difficoltà, all’interno dell’isola. Il percorso più affascinante è certamente quello che sale da Santa Marina al Monte Fossa delle Felci. Non perdetevi, infine, un giro nei tre musei dell’isola. Il più importante è quello di Lingua, dove è possibile scoprire la storia dell’isola, gli elementi vulcanici del territorio e i resti preistorici rinvenuti. A Santa Marina, invece, è possibile ammirare, nell’edificio del Municipio, il piccolo museo del vino, dove scoprire i segreti della produzione della Malvasia. A Malfa, invece, c’è il Museo dell’Emigrazione, con testimonianze cartacee e visive del processo migratorio dalle Eolie verso le Americhe e l’Australia.

Metti una sera a cena… Mangiare male a Salina è praticamente impossibile. A pranzo non può mancare il pane “cunzato”, la tipica focaccia farcita. Si può condire con qualsiasi cosa, l’importante è che non manchi il pomodoro schiacciato. Ottima se farcita con alici, capperi e un goccio d’olio d’oliva. La migliore è quella preparata dalla bottega senza insegne a ridosso della chiesa all’inizio del lungomare. La sera, invece, sono vari i ristoranti dove gustare i piatti della tradizione eoliana, talvolta rivisitati. Il miglior ristorante è certamente “Mamma Santina”. Dalla terrazza si possono godere i colori del tramonto mentre si gustano i piatti a base di pesce. Specialità della casa, però, sono gli spaghetti alle 14 erbe, un pesto che racchiude tutti i sapori dell’isola e del Mediterraneo. Prezzi un po’ alti. Altro ristorante degno di nota è il “Tinkitè”, sempre a Santa Marina. Il ristorante – il cui nome evoca l’abbondanza – si snoda tra gli spazi aperti di un hotel. Se prenotate qui e viaggiate in coppia, chiedete di poter mangiare sulla terrazza. Niente luci e solo lume di candela. La vista su Lipari è mozzafiato. Il ristorante propone i piatti della cucina eoliana, rivisitati abilmente dallo chef. Imperdibile, come dolce, il semifreddo ai capperi. Una prelibatezza. Il servizio, però, non è risultato sempre all’altezza.


Salina e Stromboli, gemelle diverse tra maestrale e lava
Stromboli, il vulcano e la sua Sciara
Stromboli, tra il mare e il vulcano
Arrivare a Stromboli è un po’ come immergersi in un’altra dimensione. L’impatto può essere violento per chi non conosce l’isola. Stretta tra il vulcano e il mare in un rapporto ancestrale, la cittadina non ha strade dove corrono le auto, ma piccoli e stretti vicoli dove possono camminare solo le Ape della Piaggio, i motorini, le bici e i veicoli elettrici normalmente utilizzati sui campi da golf del continente (anche i carabinieri ne hanno uno). Rispetto a Salina, a Stromboli tutto è molto più spartano. Ad angoli ben curati, si alternano zone trascurate (soprattutto sul lungomare nei pressi del molo). E poi ovunque cartelli che avvisano popolazione e turisti dei pericoli del maremoto. Qui, nel 2002 un’onda di più di 10 metri, provocata dalla frana in mare della sciara del vulcano, si è abbattuta sul lungomare di Stromboli. Nessuna vittima, fortunatamente, ma molti danni. Dopo quasi 14 anni da quell’evento segni non ne sono rimasti, se non la tendenziale diffidenza a costruire abitazioni davanti alle spiagge e quei cartelli che indicano, in caso di terremoto o suono delle sirene, di fuggire lungo appositi percorsi verso i centri di raccolta. Ma se non fosse per i cartelli e per la cima fumante del vulcano, segni della viva terra in questo periodo non sono percettibili.

Le nere spiagge dell’isola. A Stromboli non mancano le spiagge, nere come la pece. Alcune sono attrezzate ma senza pretese. Più raffinati i locali intorno alla spiaggia di Ficogrande. Qui c’è anche un piccolo circolo velico dove è possibile affittare derive di varie dimensioni, per navigare senza il rumore del motore nelle acque turchesi, fino a raggiungere le rocce di Strombolicchio. Se cercate, invece, più riservatezza, potete camminare verso nord-ovest lungo via Regina Elena. Qui, sulla destra, troverete – un po’ nascoste – varie piccole calette. Alla fine dell’abitato c’è, invece, la Spiaggia Lunga, poco frequentata.

Il vulcano, dal mare. Per capire Stromboli è necessario concedersi un giro in barca accompagnati da marinai del posto. Su piccoli gozzi in cinque o dieci persone si possono scoprire i segreti di un’isola unica. Ad iniziare da Punta del Monaco, zona relativamente pianeggiante un tempo regno della Malvasia. «Oggi la vedete così, brulla e con sterpaglie. Prima del 1930 era ricca di ulivi e vigneti», spiega un pescatore del posto. «Qui si faceva la migliore Malvasia, poi il vulcano e i parassiti hanno distrutto tutto e molti sono andati via». In barca è possibile raggiungere Ginostra, il piccolo borgo marinaro di 30 anime. Ci sono solo case bianche, drappi candidi e bouganville. E, immancabile una leggera brezza che spezza il silenzio. Un piccolo spaccio vende quello che serve per mangiare e beni di prima necessità. Tutto il resto è superfluo. Sempre in banca, si raggiunge la sciara attiva che scivola lentamente in mare verso nord-ovest. Qui l’acqua turchese e il paesaggio lunare valgono l’intera vacanza. Dall’acqua si possono ammirare le varie esplosioni che avvengono in cima o sui fianchi. In genere sabbia, soffiata in cielo. E le rocce che precipitano dall’alto fino in mare, con grandi spruzzi. Non rimane che tuffarsi in acqua nei pressi delle rocce di Strombolicchio, dopo aver ammirato il “guardiano” dello scoglio, il profilo di un uomo disegnato dal vento e dal mare sulla roccia, quasi a voler indicare che lì non si può salire. Tornando verso l’isola da Strombolichio si percepisce meglio la forma dell’isola, quasi circolare. E proprio dalla sua forma che deriva il suo nome. I greci lo chiamavano Strongyl, cioè “rotondo”.

Salina e Stromboli, gemelle diverse tra maestrale e lava
Strombolicchio
Salire sul vulcano. Dall’aliscafo scendono giovani in costume da bagno, ma anche moltissimi stranieri che sembrano catapultati direttamente dalle Alpi: scarpe da trekking, zaino in spalla e i bastoncini da camminata. Loro non vanno a Stromboli per il mare. Loro vogliono raggiungere la cima fumante. E lo fanno in molti, nel tardo pomeriggio. Appuntamento in piazza San Vincenzo intorno alle 17. Poi, con bastoni e torce il gruppo inizia la salita. L’escursione dura circa cinque ore. Non presenta particolari criticità, non richiede particolare allenamento o esperienza, ma solo una buona condizione fisica e la giusta attrezzatura (che comunque si può affittare). La cima del vulcano, a circa 900 metri di altitudine, può essere raggiunta solo se accompagnati da guide autorizzate. Da soli si può raggiunge al massimo quota 400, sufficiente per ammirare da una buona posizione la sciara. Dopo il tramonto, dalla spiaggia di Ficogrande alzando la testa si vedono le luci delle torce di coloro che ridiscendono la montagna, come un lungo luminoso serpente nelle tenebre.

Stromboli e le tenebre. Di sera Stromboli è avvolta dalla tenebre. L’illuminazione pubblica non esiste e il buio è interrotto solo dalle luci delle verande delle case private o dei locali. «L’elettricità, qui, è arrivata solo 15 anni fa», spiega una commerciante. «Abbiamo una centrale elettrica e siamo autonomi. Ma quando l’Enel ha iniziato a realizzare l’impianto di illuminazione pubblica, ci sono state molte proteste. Gli abitanti vogliono conservare l’aspetto autentico dell’isola». Così si gira con le torce anche nel paese. Oppure si cammina nel buio sotto un tetto di stelle incredibilmente luminose. Anche senza la luna, forniscono quel poco di chiarore che basta per orientarsi. È sufficiente far abituare un po’ gli occhi.

Mangiare, all’insegna della tradizione. Anche a Stromboli la cucina non delude. Molti ristoranti sono curati e presentano piatti gustosi. I menu sono più semplici rispetto a Salina, più legati alla tradizione marinara. Vi consigliamo il Ristorante Punta Lena, non lontano dalla spiaggia di Ficogrande, su una terrazza in riva al mare, che guarda verso lo Strombolicchio. I piatti sono quelli della tradizione eoliana e siciliana. Ottimi gli spaghetti alla Strombolana con capperi, acciughe e tonno, ricoperti da una favolosa “mollica”. Il servizio è impeccabile e un’atmosfera decisamente rilassata, anche quando non rimangono tavoli vuoti.

Però...sono posteggiate bene!

A Lipari accade anche questo.
Piccola mareggiata in corso  a Canneto  e le barche finiscono sulla sede stradale. Certo sono messe in sicurezza...ma c'è un piccolo dettaglio...non dovrebbero stare lì e tolgono "posti auto" che a Canneto.. in questo periodo... certo non abbondano!
Come scrive l'amico Gianfranco Guarino pubblicando questa foto "Sono posteggiate bene".

Giuseppe Sinopoli e le isole della bellezza colta (di Michele Giacomantonio)

Lunedì 23 agosto nell’accogliente scenario del terrazzo del Gardino di Lipari è stato presentato il libretto de “I racconti dell’isola” di Giuseppe Sinopoli edito dalla Marsilio. Sono ormai più di quindici anni che il Maestro Sinopoli è scomparso stroncato da un infarto la sera del 20 aprile 2001 al terzo atto dell’Aida che dirigeva all’Opera di Berlino, eppure la memoria e l’affetto per il grande musicista è più vivo che mai anche a Lipari come ha dimostrato questa serata intensa e partecipata.
Il libretto, con una bellissima prefazione del figlio Giovanni ed una postfazione di Quirino Principe, contiene tre racconti: I corvi di Apollo, L’albero di Ippolito e La nave di Ulisse. I primi due, conosciuti dai liparesi che avevano potuto leggerli pubblicati da “Arcipelago in”, il terzo, inedito, trovato da Giovanni nella biblioteca della casa di Lipari.
Il contenuto di questo libretto è illuminante per chi volesse scoprire che cosa Giuseppe Sinopoli intendesse quando parlava delle Eolie come le isole della bellezza colta. Infatti in ogni riga di questa quarantina di pagine traspare lo sguardo trasfigurante con cui l’artista guarda i paesaggi a cominciare dalla sua casa del Cappero che volle intestare ad Aristaios il re-pastore del mito greco, nato mortale e poi divinizzato,  curatore degli ulivi e delle viti, delle api e delle pecore da cui ricava il formaggio ed il miele.
Una notte di primavera, - scrive ne “l’albero di Ippolito”-,   in cui il firmamento era trapunto da una vibratile rete di stelle e lattescenti galassie venavano di bianco il nero morto del cielo, mi aggiravo con passo lentissimo tra pini, ulivi, mimose ed un’infinità di piccole piante che, come muti serpentelli dai mille colorati occhi minuti, strisciavano sulla terra calda ancora del prolungato bacio di Apollo. Era l’equinozio di primavera, l’artemisio dei Dori, il giorno sacro ad Artemide. Apollo s’era calato d’un tratto nel mare di ponente infuocando l’orizzonte quasi a volerne incendiare gli abissi. Artemide […], si levava ad oriente, leggermente spostata verso sud, come a trovare una complicità nell’antico dio Vulcano”.
Nel primo racconto, quello de “I corvi di Apollo” Sinopoli ci dice che per lui tornare a Lipari ogni volta significa ritrovare il luogo privilegiato, “il centro da cui si irradiano, indietro nel tempo, innumerevoli fili, per millenni”. Ed il centro del centro era la “Casa Aristaios”, la sua abitazione nell’isola. Da lì poteva osservare “il mare muto e greve , da cui ilo sole non riusciva a liberarsi per salire alto nel cielo e superare Vulcano, gli ulivi. Aristaios, Artemide, i corvi che volavano bassi, lasciando solo di rado diffondere quel loro roco rantolo, Apollo, Dionisio, tutto,[…]nell’arcano arcipelago del vento, sembrava rispondere ad un antico richiamo”.
Lipari , le Eolie sono le isole della bellezza colta su cui vale vivere ma anche tornare per morirvi. Ne “La nave di Ulisse” Sinopoli immagina l’ultimo ritorno all’isola, quello della morte che per lui è il ricongiungersi al tutto non più divisibile.
Una notte d’estate un uomo sbarcò sull’isola. Vi giungeva dal canale di ponente, quello tra Lipari e Salina. Il suo viaggio era iniziato lontano, estremamente lontano e scese su una piccola spiaggia di fronte a Vulcano e da lì, dopo un sonno vuoto di sogni,  si avviò lentamente per l’erto sentiero che schiacciato tra le rocce conduceva fra rovi e ginestre su fino al pianoro del Cappero, alle mura di cinta di “Casa Aristaios”.

“Aveva raggiunto l’isola perché sapeva che era giunto il momento di congedarsi dalla vita, dialettica eterna di essere e coscienza, di luce ed oscurità. […] Ed il tempo diventa “non tempo” e lo spazio diventa “non spazio” e la coscienza si dilegua, vanità ultima dell’essere. La morte è questo non tempo, questo non spazio, dove l’essere spogliato della coscienza perde ogni identità particolare per divenire il ‘tutto’, l’unità non più divisibile”.

Appuntamento il 24 Agosto a Stromboli con la "Ricata"

Ettore Scola e Lipari. L'articolo di Maria Lombardo su LA SICILIA

Frasi

«Preoccupati più del tuo carattere che della tua reputazione. Perché il carattere è ciò che tu sei, la reputazione ciò che gli altri pensano tu sia.» John Wooden

PREVISIONI METEO FESTIVITA' DI SAN BARTOLOMEO (a cura di Giuseppe La Cava)

Dagli aggiornamenti dei modelli di previsione numerica si evince che nel pomeriggio-sera di oggi saranno possibili rovesci moderati di pioggia e occasionali temporali che, isolatamente, potranno far registrare precipitazioni cumulate giornaliere degne di nota.
Le precipitazioni saranno presenti anche nella mattinata di Mercoledi 24 sotto forma di occasionali piovaschi e tenderanno ad esaurirsi nel pomeriggio-sera, anche se l'indice di probalità di formazioni temporalesche sarà alto nel basso tirreno tra le Eolie e la costa tirrenica calabra.
Si prevede un temporaneo rinforzo del moto ondoso fino a molto mosso nel pomeriggio di Martedi al largo del settore occidentale dell'arcipelago, ma con tendenza ad attenuazione fino a mosso nella giornata del 24.
Calo termico causato dalla moderata ventilazione settentrionale con colonnina di mercurio che registrerà 25 C.Pertanto il clima sarà mite nelle ore centrali della giornata e fresco gradevole in serata
AGGIORNAMENTI METEO SULLA PAGINA FACEBOOKwww.facebook.com/meteoeolie

Gli auguri ai festeggiati di oggi, 23 Agosto

Eolienews augura Buon Compleanno a Federico Megna, Tommaso Ziino, Marina Acquaro, Giorgia Ventrice, Ingrid Zorici, Agostino Patti e Daniele Cannistrà

E' deceduto Giovanni Spada. Il ricordo di Gianni Iacolino

Non credo che la morte rappresenti l'inizio del secondo tempo.
Il primo tempo, Giovanni Spada lo ha vissuto da genio delle arti figurative ,della musica, della tecnica e della matematica.
Persona garbata e gentile ci ha lasciati senza clamore, così come ha serenamente vissuto.
Gianni Iacolino

NDD - Giovanni, insieme al fratello Paolino, è stato uno dei precursori del Carnevale Eoliano. A loro si deve "l'ingresso" delle maschere nei carri carnascialeschi eoliani

Ex Pumex in assemblea permanente da oggi

Comunicato stampa 
Lavoratori ex Pumex. Proclamazione stato di agitazione. Attivazione preventiva procedure di raffreddamento ex art.7 
Ieri presso il Comune di Lipari si è tenuta una partecipata ed animata assemblea dei lavoratori ex Pumex per affrontare la grave situazione venutasi a creare per la mancata emanazione del Decreto Regionale di rideterminazione del finanziamento necessario al regolare pagamento degli stipendi. 
I lavoratori, dichiarano Clara Crocè e Francesco Fucile, rispettivamente Segretario Generale e Segretario AA.LL. della FP CGIL di Messina, ritengono non più sostenibile tale situazione per l’incapacità totale della Regione Sicilia a risolvere definitivamente la vertenza e per lo stillicidio mensile cui sono sottoposti per il rischio pagamento degli stipendi. 
I lavoratori e il Segretario AA.LL., Francesco Fucile, nella tarda mattinata sono stati ricevuti dal Sindaco, Marco Giorgianni, che ha dato ampie rassicurazioni sulle notizie assunte da Palermo circa la prossima emanazione del Decreto di rideterminazione del finanziamento e che si sarebbe mantenuto costantemente in contatto con il Direttore Generale, arch. Morale, per far in modo da garantire la massima celerità. 
Alla fine della riunione i lavoratori, dichiarano Clara Crocè e Francesco Fucile, nell’auspicare che le dichiarazioni del Sindaco si concretizzino al più presto ritengono opportuno a sostegno della vertenza riunirsi da oggi, 23.08.2016, in assemblea permanente sino alla definizione dell’intera vicenda nell’auspicio che l’Assessorato alle AA.LL., nonostante il periodo feriale, valuti attentamente l’emergenza della questione.  
 Il Segretario Provinciale AA.LL. Il Segretario Generale FP CGIL (Francesco Fucile) (Clara Crocè)

Festeggiamenti per il Patrono S. Bartolomeo: Proseguono gli eventi in piazza a Marina Corta

Stasera saliranno sul palco gli Zero assoluto

Sei sempre nei nostri cuori! (8° Anniversario dalla prematura scomparsa)


Coloro che amiamo e che abbiamo perduto non sono più dove erano ma sono ovunque noi siamo. (S. Agostino)

Sono trascorsi otto anni da quella tragica alba ma sei sempre nei nostri cuori...sentiamo la tua presenza!
Il tuo ricordo, il tuo modo di essere e di donare, il grande amore che ci hai dato non ci lascerà mai. (Salvo e Silvia)