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sabato 3 agosto 2019
Un'isola in "ostaggio" di piromani delinquenti ed impuniti. Le fiamme risalgono verso Quattropani.
(foto Nino Saltalamacchia) Due canadair in azione in questo momento, un elicottero antincendio, andato via da poco, e squadre di terra in azione per fronteggiare l'incendio che, dalla notte, appena trascorsa, sta avvolgendo un'ampia area di Lipari.
Le fiamme, partite da Lami - Pomiciazzo, non solo minacciano Acquacalda, dove l'aria per il fumo è irrespirabile, ma, in alcuni punti, stanno risalendo il costone verso Quattropani, favorite dal vento.
In poche parole i piromani delinquenti hanno dato il via alla solita, puntuale "giostra estiva" Impuniti e spavaldi continuano ad aggredire il territorio, mettendo a rischio anche la pubblica incolumità.
C'è da chiedersi se, anche quest'anno, riusciranno a farla franca!. Per individuarli serve collaborare le forze dell'ordine.....e non tacere!
Presentato il XX° libro di Italo Toni
In un incantevole scenario, quale è quello dell’agriturismo Tivoli, nel lato ovest dell’isola dove ogni sera il tramonto riempie gli occhi, è stato presentato il ventesimo libro di Italo Toni dal titolo : “La dimora di Dio e il settimo cielo”.
In un clima di armonia e bellezza, si è aperta la serata con svariati interventi.
Il primo a prendere parola è stato il giornalista Antonio Brundu che ha elogiato l’attività svolta da Italo Toni, ed elencando appunto i 20 libri scritti in 19 anni.
Un saluto è stato fatto anche dall’avvocato Onofrio Natoli che ha espresso parole di stima verso l’amico scrittore.
Impeccabile l’intervento dell’avvocato Giovanna D’Agata che ha fatto una perfetta e accurata analisi del libro, cogliendone anche i dettagli più minuziosi ed emozionanti, leggendo tra l’altro pagine del libro.
Ha proseguito con gli interventi, Catia Toni che ha invece ha fatto un’osservazione riguardo l’uomo scrittore che antepone i suoi valori ad ogni cosa e che gli stessi sono sempre presenti in ogni suo libro.
Ha preso parola anche l’architetto Bartolomeo Favaloro che ha sottolineato l’importanza della cultura, elogiando quindi la scrittura di Italo Toni, e collegando la stessa a concetti importanti come turismo culturale.
Tra il pubblico, molto partecipe alla serata, ha espresso un pensiero solido ed emozionante il dott. Francesco D’Agata che ha parlato di spiritualità e fede collegandoli alla poesia, alla bellezza che esprimono i poeti parlandone, e ricordando come questi concetti non possono essere razionalizzati.
Infine l’autore Italo Toni ha parlato dei tre volumi spirituali e raccontando tantissimi degli episodi inspiegabili accaduti durante la stesura dei libri.
Ogni intervento è stato intervallato dalla lettura di poesie estrapolate dai vari libri dell’autore, letti per l’occasione da Catia Toni e Antonio Brundu.
La serata si è conclusa con un ottimo rinfresco offerto dall’azienda agrituristica Tivoli.
In un clima di armonia e bellezza, si è aperta la serata con svariati interventi.
Il primo a prendere parola è stato il giornalista Antonio Brundu che ha elogiato l’attività svolta da Italo Toni, ed elencando appunto i 20 libri scritti in 19 anni.
Un saluto è stato fatto anche dall’avvocato Onofrio Natoli che ha espresso parole di stima verso l’amico scrittore.
Impeccabile l’intervento dell’avvocato Giovanna D’Agata che ha fatto una perfetta e accurata analisi del libro, cogliendone anche i dettagli più minuziosi ed emozionanti, leggendo tra l’altro pagine del libro.
Ha proseguito con gli interventi, Catia Toni che ha invece ha fatto un’osservazione riguardo l’uomo scrittore che antepone i suoi valori ad ogni cosa e che gli stessi sono sempre presenti in ogni suo libro.
Ha preso parola anche l’architetto Bartolomeo Favaloro che ha sottolineato l’importanza della cultura, elogiando quindi la scrittura di Italo Toni, e collegando la stessa a concetti importanti come turismo culturale.
Tra il pubblico, molto partecipe alla serata, ha espresso un pensiero solido ed emozionante il dott. Francesco D’Agata che ha parlato di spiritualità e fede collegandoli alla poesia, alla bellezza che esprimono i poeti parlandone, e ricordando come questi concetti non possono essere razionalizzati.
Infine l’autore Italo Toni ha parlato dei tre volumi spirituali e raccontando tantissimi degli episodi inspiegabili accaduti durante la stesura dei libri.
Ogni intervento è stato intervallato dalla lettura di poesie estrapolate dai vari libri dell’autore, letti per l’occasione da Catia Toni e Antonio Brundu.
La serata si è conclusa con un ottimo rinfresco offerto dall’azienda agrituristica Tivoli.
Oggi è il 3 Agosto. Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie e con il detto/proverbio del giorno.
Da Panarea vista sugli isolotti e Stromboli (Foto: Assuntina Sulfaro)
Detto/proverbio del giorno: L'Amore senza baci è pane senza sale.
Lami - Pomiciazzo: Una nuova tremenda notte di fuoco. L'incendio è ancora in corso.

Una nuova tremenda notte di fuoco a Lipari. Un incendio in località Lami - Pomiciazzo sta mettendo a dura prova i vigili del fuoco (caposquadra Pannuccio) del distaccamento di Lipari. Le fiamme, altissime, hanno aggredito, oltre al territorio, le pertinenze di una abitazione, salvata, per l'appunto, dall'intervento dei pompieri. Sul posto anche i carabinieri e la forestale.
L'incendio, che si sta spostando sul versante di Acquacalda, è tutt'ora in corso e si attende, nel momento in cui scriviamo, l'arrivo di un canadair o di un elicottero antincendio.
Al di là dei danni, sicuramente immportanti, colpisce la spavalderia dei piromani, tornati a colpire, a distanza di un paio di giorni, praticamente nella stessa area.
Aggiornamento: Mobilitato, alle 8 e 20, in considerazione che le fiamme potrebbero aggredire l'abitato di Acquacalda, il gruppo di Protezione civile comunale che sta raggiungendo la borgata.
IL VIDEO
Padre Antonello Angemi è il nuovo cappellano della Vara a Messina.
Padre Antonello si presenta da cappellano della Vara
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ll 15 agosto si avvicina e a Messina, alla Vara 2019, non ci sarà più Monsignor Vincenzo D'Arrigo che per l'età avanzata non potrà seguire da vicino l'organizzazione. Il nuovo cappellano della processione più sentita dai messinesi è il parroco di Ganzirri, Padre Antonello Angemi, già parroco a Lipari (San Giuseppe e Quattropani) che si è presentato con parole molto umili in vista della celebrazione dell'Assunta.
A scegliere Padre Antonello l'arcivescovo Giovanni Accolla. Il neo cappellano si è detto sorpreso della decisione secondo lui inaspettata anche se era già stato selezionato dall'ex arcivescovo Calogero La Piana, nel 2013, ad affiancare Monsignor D'Arrigo nella commissione storico-scientifica per la festa dell'Assunta. Il messaggio di Padre Antonello ai cittadini e non solo ai fedeli è di "guardare in alto".
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ll 15 agosto si avvicina e a Messina, alla Vara 2019, non ci sarà più Monsignor Vincenzo D'Arrigo che per l'età avanzata non potrà seguire da vicino l'organizzazione. Il nuovo cappellano della processione più sentita dai messinesi è il parroco di Ganzirri, Padre Antonello Angemi, già parroco a Lipari (San Giuseppe e Quattropani) che si è presentato con parole molto umili in vista della celebrazione dell'Assunta.
A scegliere Padre Antonello l'arcivescovo Giovanni Accolla. Il neo cappellano si è detto sorpreso della decisione secondo lui inaspettata anche se era già stato selezionato dall'ex arcivescovo Calogero La Piana, nel 2013, ad affiancare Monsignor D'Arrigo nella commissione storico-scientifica per la festa dell'Assunta. Il messaggio di Padre Antonello ai cittadini e non solo ai fedeli è di "guardare in alto".
Capire da dove erutterà un vulcano (Fonte: INGV)
Elaborato un nuovo metodo per prevedere l’ubicazione delle future bocche eruttive dei vulcani. I risultati della ricerca multidisciplinare, a cui ha partecipato l’INGV, sono stati pubblicati sulla rivista internazionale Science Advances
Fornire un modello fisico per individuare la posizione delle future bocche eruttive al fine di determinare i percorsi delle colate di lava e la distribuzione delle nubi di cenere: è l’obiettivo dello studio “Stress inversions to forecast magma pathways and eruptive vent location”, pubblicato su Science Advances e condotto dal German Research Center for Geosciences (GFZ) di Potsdam, dall’Università di Roma Tre e dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).
“Nell’immaginario comune, durante un’eruzione, il magma fuoriesce dalla cima del vulcano”, spiega Mauro Di Vito, ricercatore della Sezione “Osservatorio Vesuviano” dell’INGV (INGV-OV). “In realtà, non è raro che l’eruzione avvenga lungo i fianchi dell’edificio vulcanico. Dopo aver lasciato la camera magmatica, infatti, il magma in risalita può farsi strada lateralmente fratturando le rocce, a volte per diversi chilometri. Raggiungendo la superficie, in questi casi, il magma forma una o più bocche eruttive, anche dando luogo ad eruzioni esplosive”.
Per i vulcanologi individuare dove si stia dirigendo il magma e dove romperà la superficie è una grande sfida. I fianchi dei vulcani sono punteggiati da decine di bocche, spesso attive durante una sola eruzione, i cui allineamenti evidenziano le vie dove il magma proveniente dal sottosuolo ha raggiunto la superficie.
“Tutti i vulcani possono produrre questo tipo di bocche eruttive, dette monogeniche, ma alcuni lo fanno più di altri”, prosegue l’esperto dell’INGV. “Il modello proposto in questo studio unisce la fisica dei vulcani, che permette di comprendere come il magma fratturi le rocce per muoversi nel sottosuolo, le procedure statistiche e la conoscenza della struttura e della storia del vulcano in esame. Tramite la statistica, i parametri del modello fisico vengono affinati fino a quando il modello non riproduce i processi eruttivi passati”.
Il nuovo approccio è stato applicato alla caldera dei Campi Flegrei, vicino alla città di Napoli. Le caldere sono vulcani caratterizzati dal collasso del tetto della camera magmatica a seguito di una grande eruzione: non hanno, quindi, una parte sommitale nella quale si concentrano le eruzioni, generando una maggiore incertezza nella definizione dell’ubicazione di future bocche eruttive. In questo caso, i ricercatori hanno verificato il funzionamento del modello anche nelle prove retrospettive, verificando cioè se il modello riuscisse a individuare la posizione di bocche di eruzioni passate, non utilizzate per la sua messa a punto.
“La parte più difficile è stata realizzare un metodo valido per tutti i vulcani. Il prossimo passo sarà quello di applicare il metodo a specifici vulcani per costruire carte di pericolosità che ci aiutino ad individuare la posizione delle bocche di eruzioni future con un’affidabilità più elevata di quanto finora possibile. Se l’approccio funzionerà, infatti, potrà essere determinante nella pianificazione dell’uso del territorio in aree vulcaniche”, conclude il ricercatore.
“Nell’immaginario comune, durante un’eruzione, il magma fuoriesce dalla cima del vulcano”, spiega Mauro Di Vito, ricercatore della Sezione “Osservatorio Vesuviano” dell’INGV (INGV-OV). “In realtà, non è raro che l’eruzione avvenga lungo i fianchi dell’edificio vulcanico. Dopo aver lasciato la camera magmatica, infatti, il magma in risalita può farsi strada lateralmente fratturando le rocce, a volte per diversi chilometri. Raggiungendo la superficie, in questi casi, il magma forma una o più bocche eruttive, anche dando luogo ad eruzioni esplosive”.
Per i vulcanologi individuare dove si stia dirigendo il magma e dove romperà la superficie è una grande sfida. I fianchi dei vulcani sono punteggiati da decine di bocche, spesso attive durante una sola eruzione, i cui allineamenti evidenziano le vie dove il magma proveniente dal sottosuolo ha raggiunto la superficie.
“Tutti i vulcani possono produrre questo tipo di bocche eruttive, dette monogeniche, ma alcuni lo fanno più di altri”, prosegue l’esperto dell’INGV. “Il modello proposto in questo studio unisce la fisica dei vulcani, che permette di comprendere come il magma fratturi le rocce per muoversi nel sottosuolo, le procedure statistiche e la conoscenza della struttura e della storia del vulcano in esame. Tramite la statistica, i parametri del modello fisico vengono affinati fino a quando il modello non riproduce i processi eruttivi passati”.
Il nuovo approccio è stato applicato alla caldera dei Campi Flegrei, vicino alla città di Napoli. Le caldere sono vulcani caratterizzati dal collasso del tetto della camera magmatica a seguito di una grande eruzione: non hanno, quindi, una parte sommitale nella quale si concentrano le eruzioni, generando una maggiore incertezza nella definizione dell’ubicazione di future bocche eruttive. In questo caso, i ricercatori hanno verificato il funzionamento del modello anche nelle prove retrospettive, verificando cioè se il modello riuscisse a individuare la posizione di bocche di eruzioni passate, non utilizzate per la sua messa a punto.
“La parte più difficile è stata realizzare un metodo valido per tutti i vulcani. Il prossimo passo sarà quello di applicare il metodo a specifici vulcani per costruire carte di pericolosità che ci aiutino ad individuare la posizione delle bocche di eruzioni future con un’affidabilità più elevata di quanto finora possibile. Se l’approccio funzionerà, infatti, potrà essere determinante nella pianificazione dell’uso del territorio in aree vulcaniche”, conclude il ricercatore.
venerdì 2 agosto 2019
Ritrovate chiavi.
Queste chiavi sono state ritrovate all'anfiteatro del Castello di Lipari. Si possono ritirare presso il museo.
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