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giovedì 15 aprile 2021

Lipari: Non ci sono i numeri, consiglio slitta a domani. Intanto gli ex Pumex incrociano le braccia

Il consiglio comunale di Lipari, che si doveva tenere stamane, è slittato a domani alle 10, per mancanza del numero legale. In aula solo in 4.
Intanto gli ex Pumex, in forza al Comune di Lipari, si fermano a partire da oggi, in attesa che si definisca il transito in Resais, irto di non poche difficoltà ed incertezze, così come evidenziato anche dalle organizzazioni sindacali. 

Accadde alle Eolie. 15 aprile 1968: Pasquetta a San Calogero


 

Ricordando... Giuseppe Favaloro


Ricordiamo che le foto vengono pubblicate in modo casuale e a titolo gratuito dal direttore e non su richiesta dei lettori. Anniversari, ricordi, commemorazioni con foto a vostra scelta non sono a titolo gratuito

Governi e... governati (di Luca Chiofalo)

Pensare che il governo italiano (peraltro, con quasi tutti i partiti dentro) voglia uccidere l’economia del paese va oltre il complottismo più creativo, arriva all’idiozia cosmica.
Ci potranno essere stati e ci saranno degli errori sui singoli interventi, ma la prudenza sulle riaperture è dettata da “scientifiche” considerazioni circa i rischi di una rapida e incontrollabile risalita dei contagi e delle ospedalizzazioni.
Vogliamo aprire tutto oggi e richiudere tra 1 mese?
Non credo.
L’ emergenza è mondiale, ma neppure questa volta una parte di italiani riesce ad affrancarsi dal provincialismo di visione e giudizio: basterebbe osservare l’asprezza delle misure restrittive di altri paesi con economie vicine ma più grandi della nostra (tipo Francia e Germania) per comprendere che non si può scherzare col fuoco, pena un peggioramento repentino della situazione e compromissione delle aspettative di ripresa economica.
Con cifre ancora attorno ai 500 morti quotidiani, è cinica e fuori luogo la protesta scomposta.
Vivo anch’io le difficoltà derivanti da un’economia dimezzata e dalle prospettive incerte, ma continuo a credere che anche una sola vita umana salvata valga di più del fatturato perduto.
In ogni caso, sia chiaro che, se non si riparte in sicurezza e con alta percentuale di persone già vaccinate, il problema Covid e le sue ricadute su vita ed economia non vedranno soluzione definitiva.

N.B. I ristori non saranno adeguati, ma sono il rovescio della medaglia di un paese con infedeltà fiscale e debito pubblico tra i più alti al mondo in rapporto alla popolazione. Qualunque politico regalerebbe i soldi per ottenere consenso, ma i soldi non ci sono ed i debiti “costano”. Anche a chi pensa erroneamente che quelli di stato (o comunali...) non siano affar suo.

CORDIALMENTE
LUCA CHIOFALO

Buon Compleanno a Gaetano Bisazza, Laura Compagno, Christopher Profilio, Giuseppe Russo, Paco Costanzo, Angj Lina Reitano, Federico Banzi, Gianluca Fonti

Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie e con il Santo del giorno


«La politica e il mondo giornalistico possono vantare eroi, ma pochi possono essere paragonati a padre Damiano di Molokai. Vale la pena dare un'occhiata alle fonti di tale eroismo» (Gandhi)

Padre Damiano stesso rivela in una lettera i motivi della sua scelta: «Amo molto questi poveri indigeni per la loro semplicità e faccio per loro tutto ciò che posso. Essi mi amano come fanno i bambini con i propri genitori, e attraverso questo reciproco affetto spero di poterli condurre a Dio. Se amano il prete, infatti, ameranno più facilmente Cristo nostro Signore».

Joseph de Veuster (Damiano era il suo nome cr religione) nacque nel Belgio fiammingo nel 1840. A 19 anni chiese l'ammissione presso i padri dei Sacri Cuori. Dopo alcuni anni di preparazione, venne inviato missionario nelle Hawaii dove gli venne affidato un esteso territorio con soli 2000 abitanti. Il giovane prete non si perse d'animo. Imparò la lingua degli indigeni, condivise il loro povero cibo, dormiva come loro su un pagliericcio. Nel 1873 compì un'ulteriore discesa nell'abisso della carità, imbarcandosi per Molokai per assistere gli ammalati di lebbra. Negli anni trascorsi sul'isola Damiano restituì ai lebbrosi il senso della loro dignità, li aiutò a organizzarsi, a costruirsi una capanna, a coltivare piccoli appezza menti di terreno. Finì per sentirsi talmente in comunione con loro da iniziare la sua omelia con le parole: «Noi altri lebbrosi». Ed effettivamente la terribile malattia si annunciò sul suo corpo prima sommessamente, poi con segni sempre più evidenti. Morì il 15 aprile 1889. Ai funerali partecipò una folla straordinaria di lebbrosi inconsolabili.

Padre Damiano è stato beatificato a Bruxelles da papa Giovanni Paolo II il 3 giugno 1995.

La Congregazione per le cause dei santi ha esaminato alcuni casi di guarigioni attribuite all'intercessione di padre Damiano e ne ha riconosciuto la natura sovrannaturale.

L'11 ottobre 2009 papa Benedetto XVI ha canonizzato padre Damiano.

MARTIROLOGIO ROMANO. In località Kalawao sull’isola di Molokai in Oceania, beato Damiano de Veuster, sacerdote della Congregazione dei Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, che attese con tale dedizione all’assistenza dei lebbrosi, da morire colpito anch’egli dalla lebbra.

mercoledì 14 aprile 2021

Ancora un balzo in avanti dei contagi in Sicilia. Oggi sono 1542 i positivi. 33 i morti

Sale, purtroppo, in maniera vertiginosa il numero dei contagi in Sicilia. Sono 1.542 i nuovi casi di coronavirus su 29.503 tamponi (ieri 1.384 su 27.618) con una incidenza del 5,2% e si contano altri 33 siciliani morti.

Il numero degli attuali positivi è di 24.132 con un decremento di 539 casi rispetto a ieri grazie all'alto numero di guariti che sono 2.048. Negli ospedali i ricoverati sono 1.415, 25 in più rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 189, 9 in più rispetto a ieri.

Opere abusive, tegola su Geoterme. L'articolo del nostro direttore sulla Gazzetta del sud del 14 aprile 2021

Altro che mari esotici. La spiaggia bianca della Papesca a Lipari (anni 70) ... un tesoro perduto

 

Nei palazzi della politica locale (103° puntata): Gianfranco Guarino, consigliere e assessore - vice sindaco giunta Bruno

Sociale, Scavone: «Tre milioni ai Comuni per sostegno ai senza fissa dimora»

Riaperti i termini per la presentazione di progetti di sostegno ai senza fissa dimora. Il governo Musumeci, su proposta dell'assessore alla Famiglia, politiche sociali e lavoro Antonio Scavone, proroga la scadenza e mette a disposizione tre milioni di euro per le grandi città, soprattutto capoluoghi di provincia, e i centri isolani con una popolazione tra 30 mila e 50 mila abitanti. Somme utilizzabili per incrementare i servizi di assistenza offerti sul territorio. Dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, gli enti locali avranno 60 giorni di tempo per aderire.
«Tra i mali di questa terribile pandemia - afferma l'assessore Scavone - registriamo con particolare preoccupazione la crescita dei senza fissa dimora e dei cosiddetti “nuovi poveri”. Il rapporto povertà della Caritas italiana, relativo al primo periodo di lockdown, segnala un aumento del 30 per cento di chi per la prima volta ha sperimentato condizioni di disagio e di difficoltà economica tale da dover chiedere aiuto. Con questo intervento intendiamo dare una risposta concreta per realizzare strutture di accoglienza, sportelli per la presa in carico, alloggi sociali temporanei per adulti in difficoltà, docce e mense, alberghi diffusi per lavoratori stagionali nelle zone rurali. Tutti interventi di assistenza, oggi sempre più necessari, per assicurare a queste persone almeno il minimo indispensabile ed evitare che si sentano abbandonate».

Covid, dalla Regione 7,2 milioni a 96 Comuni per le famiglie in difficoltà

Prosegue l'intervento di sostegno economico alle famiglie in crisi a causa della pandemia da Covid-19. Il governo Musumeci, su proposta dell'assessore regionale alla Famiglia, politiche sociali e lavoro, Antonio Scavone, ha liquidato 4,6 milioni di euro a 68 Comuni siciliani, da destinare alle famiglie in difficoltà per l'acquisto di beni di prima necessità. Un trasferimento che segue quello di 2,6 milioni avvenuto qualche giorno fa in 28 enti locali e che porta così il totale erogato a 7,2 milioni di euro. Si tratta solo di una parte della dotazione da 30 milioni stanziata quest'anno dalla Regione - in aggiunta agli ulteriori 30 milioni liquidati l'anno scorso - ed erogabili soltanto a quei Comuni che sono riusciti a caricare sulla piattaforma informatica la rendicontazione di almeno il 50 per cento delle somme ricevute nel 2020.
“Noi continuiamo ad esserci - afferma l'assessore Scavone - i Comuni però facciano in fretta”. Le somme erogate possono essere utilizzate dalle famiglie per l'acquisto di beni di prima necessità, come generi alimentari, ma anche per il pagamento delle utenze. “In un periodo di grave emergenza sociale causato dalla pandemia - prosegue l'assessore - si stima che sia aumentata almeno del 30 per cento la fascia di popolazione con gravi difficoltà economiche, i cosiddetti nuovi poveri. Con questa misura vogliamo alleviare i gravi problemi del quotidiano di queste persone e dare un aiuto concreto per fare la spesa o pagare la bolletta della luce. Non appena anche gli altri Comuni caricheranno sulla piattaforma i dati sulla spesa della prima tranche, trasferiremo immediatamente i restanti 23 milioni disponibili“.

L'indifferenza eoliana e la convinzione (sbagliata) di vivere in una bolla (di Anna Spinella)

Sui blog locali in questi giorni ho letto tanto sull'argomento "isole covid free", tema che merita enorme rispetto. 
Non una parola su quello che sta accadendo da giorni a Roma, ma che accade da settimane nelle piazze delle grandi città Italiane, nelle autostrade, di fronte alle prefetture e nelle piazzole dei mercati rionali. Piccoli e medi imprenditori sono allo stremo, non ce la fanno più, casse integrazione e ristori, come bene si sa, non sono stati per nulla adeguati alle perdite, alcune categorie non hanno visto un centesimo. 
"Questi Italiani" si muovono con educazione e rispetto, sono abituati a lavorare e a mantenersi da soli, non sanno stare nelle piazze né sono bravi ad aizzare folle. Non ce la fanno più, chiedono di riaprire subito, senza più alcuna colorazione e senza coprifuoco, chiedono la libertà, la libertà di lavorare e mantenere le propri famiglie. Per molti, i risparmi stanno davvero finendo. Vedono il loro orgoglio e la propria dignità calpestata. Perché il lavoro è un diritto. Artigiani, commercianti, liberi professionisti, ambulanti, tassisti , ristoratori, titolari di palestre, artisti, musicisti, insomma madri e padri di famiglia che hanno fatto sacrifici per raggiungere una capitale blindata, con posti di blocco in autostrada, controlli in stazione, aeroporto.
Noi alle Eolie pensiamo di vivere in una bolla, si perché la scorsa stagione abbiamo lavorato, e quella nuova è ormai alle porte........ Ma ricordiamoci che "questi " che manifestano e che sono con l'acqua alla gola, rappresentano il 50‰ dei nostri turisti, gli altri saranno dipendenti statali, o sanitari, ma avranno pur parenti imprenditori con partite iva. Comunque, chi decide, in base ai numeri, potrebbe anche decidere di tingere l'Italia di rosso per tutta l'estate. Se non questa che viene, magari la prossima......mi ha colpito la nostra indifferenza, l'indifferenza Eoliana.
Anna Spinella

14 aprile 2020: Le Eolie sulla Gazzetta del sud con un articolo del nostro direttore