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giovedì 27 gennaio 2022

Evento franoso del costone di Ginostra. Interrogazione del Vento eoliano

 AL SINDACO DEL COMUNE DI LIPARI

RAG. MARCO GIORGIANNI

A SUA ECCELLENZA IL PREFETTO DI MESSINA


E p.c. Al Dipartimento di Protezione Civile della Regione Sicilia 

Oggetto: Interrogazione evento franoso del costone sottostante l’abitato di Ginostra del 23.11.2021 – Richiesta  interventi urgenti di messa in sicurezza 

Con la presente, i sottoscritti Consiglieri Comunali del Comune di Lipari, gruppo “Vento Eoliano” :

-          Annarita Gugliotta, nella qualità di capo gruppo

-          Francesco Rizzo, Consigliere Comunale

Premesso che In data 23.11.2021 , un’altra frana di grosse dimensioni ha interessato il costone roccioso  di Ginostra , lato area portuale . Pertanto si è resa necessaria l’interdizione del monumento dei caduti, di una abitazione privata e delle aree prospicenti il pontile di protezione civile , stante il grave stato di pericolo.

Vista la condizione di pericolo a danno dell’incolumità pubblica , malgrado l’intervento di qualche giorno addietro da parte di alcuni rocciatori,  che hanno rimosso i massi pericolanti, intervento  tampone ma non di certo risolutivo ,   infatti  il rischio di crollo persiste

con la presente

si chiede

·         Se per gli interventi  di messa in sicurezza del costone, nell’ambito dell’emergenza Stromboli 2019 , sono stati previsti dei finanziamenti , se si a quanto ammonta la cifra;

·         Se sono stati quantificati e stabiliti gli interventi urgenti da eseguire sia per evitare danni a privati, per la pubblica incolumità e per tutelare l’interesse della frazione .

Fiduciosi di un repentino riscontro stante la grave situazione di pericolo porgiamo

Cordiali saluti


f.to Avv. Annarita Gugliotta f.to Avv. Francesco Rizzo (Consiglieri Comunali del “Vento Eoliano ”)

Lipari: Cittadini in caserma per denunciare e chiedere giustizia per la fallimentare gestione della pandemia e l'inutile green pass


COMUNICATO

In questo momento, innanzi la caserma dei carabinieri di Lipari, un centinaio di cittadini eoliani sono in attesa di sporgere formale denuncia per chiedere giustizia per la fallimentare gestione della pandemia e l'inutile green pass che - pur in assenza di ogni evidenza scientifica ed empirica - sta limitando, senza alcuna giustificazione giuridica, i i diritti fondamentali di milioni di italiani. Proprio quei diritti definiti "inviolabili" dai Padri Costituenti.
Ed invero, mentre sempre più paesi nel mondo si preparano ad abrogare ogni limitazione imposta per la pandemia, il nostro governo e i nostri media nazionali insistono.
Continuano in particolare a propagandare una palese bugia: che il virus si diffonda solo per tramite dei cittadini che hanno legittimamente deciso di esercitare un loro diritto costituzionale non aderendo alla campagna vaccinale, ponendo quindi sempre più limiti per chi non accetta la loro propaganda.
Ciò nonostante gli ultimi dati pubblicati dall'ISS, che nel report del 19/1/22 riporta 2.850.000 contagi complessivi, dei quali quasi l'82% per tramite di cittadini vaccinati.
Questa inaccettabile condotta ha portato non solo alla incostituzionale limitazione di libertà fondamentali per milioni di non vaccinati, ma ha altresì portato tutti i vaccinati che si sono fidati delle parole dei nostri governanti e dei nostri media a esporsi a inutili rischi, nell'incolpevole convincimento di non potersi contagiare e soprattutto di non poter contagiare amici e parenti, magari fragili.
Ciò avrebbe portato qualsiasi governo serio ad abrogare immediatamente il green pass e a porgere le scuse al paese, ma incredibilmente questo dissennato e illegittimo atteggiamento prosegue contro ogni logica e ragione.
Ci auguriamo pertanto che la magistratura possa ascoltare l'urlo di dolore che si solleva ormai in tutto il paese innanzi a quella che viene vissuta da milioni di cittadini - e come dargli torto - come una vera e propria eversione dell'ordinamento Costituzionale.



Comitato Eoliano per la Tutela dei diritti fondamentali
Il Presidente
Avv. Gianluca Corrado

Ginostra: Sollecitato accurato controllo e determinazioni urgenti

Al Capo Dipartimento della Protezione Civile della Regione Sicilia Dott. Salvo Cocina; Al Prefetto di Messina Dott.ssa Cosima Di Stani; Al Sindaco del Comune di Lipari Rag. Marco Giorgianni; Alla Stazione Carabinieri di Stromboli; Alla Capitaneria di Porto di Lipari 

Oggetto: Sopralluogo del 27/01/2022 per pericolosa frana in località Ginostra- isola di Stromboli, avvenuta il 23/11/2021 che rischia di isolare il borgo e mette a rischio l’incolumità pubblica e privata. 
Si segnala che in data odierna, così come riferitoci dai rocciatori, si doveva svolgere un accurato sopralluogo per valutare la situazione della frana del 23/11/2021 la cui situazione, a nostro avviso, è notevolmente peggiorata, proprio dopo l’intervento dei rocciatori di questi giorni, con l’esposizione ulteriore della parte sovrastante del costone. 
In effetti, in data odierna, abbiamo visto sbarcare dall’aliscafo un funzionario comunale, probabilmente della Protezione Civile dal giubbino che indossava, che si è fermato a Ginostra solo 30 secondi facendo alcune foto a debita distanza (imbarcadero dell’aliscafo) dalla zona interessata e imbarcandosi nuovamente sull’aliscafo. 
Ritenendo tale presunto sopralluogo frettoloso e superficiale auspichiamo che venga predisposto con urgenza un ulteriore accurato controllo per le determinazioni urgenti del caso visto la gravità della situazione che si è venuta a creare in questi giorni dopo l’intervento dei rocciatori. 
Fiduciosi nel vostro operato attendiamo riscontro. 
Distinti Saluti 
Gianluca Giuffrè (3388388725) Giuffrè Pasquale Lo Schiavo Erina Monika Supicova ed altri 
Ginostra, 27/01/2022

Recuperato il cadavere rinvenuto nel mare di Alicudi. Potrebbe essere rimasto in acqua per 30 - 45 giorni

E' stato recuperato dagli uomini della Guardia Costiera e trasferito all'obitorio del cimitero di Lipari, dove resta a disposizione dell'Autorità giudiziaria, il cadavere, avvistato stamane nel mare antistante l'isola di Alicudi, da un pescatore. 
Si presume possa trattarsi di una donna ma, stante l'avanzato stato di decomposizione del corpo, soltanto un accurato esame necroscopico potrà dare delle certezze. 
Si presume possa essere rimasto in mare per un periodo che oscilla tra i 30 e i 45 giorni.

Addosso alla salma è stato ritrovato soltanto ciò che resta di un pantalone scuro, probabilmente blu. Il corpo, oltre a subire l'azione erosiva del mare, è stato attaccato dai pesci che lo hanno parzialmente mutilato. 

I carabinieri di Filicudi, che hanno competenza anche su Alicudi, hanno aperto un fascicolo sulla triste vicenda. Non essendoci segnalazioni di scomparsa nè da Alicudi, nè dalle altre isole dell'arcipelago, si presume che il corpo possa essere stato trasportato, nelle immediatezze della piccola isola eoliana, dalle correnti e c'è chi pensa a qualche migrante.

La partecipazione degli studenti del Conti alla Giornata della Memoria

Cadavere in mare ad Alicudi, in corso le operazioni di recupero (in aggiornamento)

Un cadavere, probabilmente di una donna, è stato avvistato nel mare di Alicudi, ad una cinquantina di metri dalla costa, all'altezza della località chiamata Bazzina,  da un pescatore dell'isola. 
Il cadavere sarebbe in avanzato stato di decomposizione e privo di uno degli arti inferiori. 
Sul posto per il recupero del corpo, che sarà trasferito all'obitorio del cimitero di Lipari a disposizione dell'Autorità giudiziaria, vi è una motovedetta della Guardia Costiera. 
Sono scattate anche le indagini da parte dei carabinieri di Filicudi. 
Al momento l'unica certezza è che non si tratta di una cittadina di Alicudi nè di nessuna delle altre isole dell'arcipelago non essendoci nessuna denuncia di scomparsa.  


Accadde alle Eolie. Ventisette gennaio 2020: Ufficializzata la visita di Giorgianni in Australia

Eolie ed eoliani. Foto e filmati dall'800 ai primi del 2000: 23 marzo 2014: U quadaru di San Giuseppe a Lingua (di Salinanews Eolie)

Auguri a...



Buon Compleanno a  Rosy Giuffrè, Giuseppe Merlino, Giacomo Biviano, Mariella Giardina, Salvatore Basile, Francesca Bonci, Bartolo Locantro, Domenica Parisi, Liliana Fotea, Ketty Ravì, Liliana Bauman

Indennità e terzo mandato per i sindaci. Chiesti dall' ANCI Sicilia durante l'audizione in I Commissione ARS

 “Problematiche di interesse degli enti locali”, questo il punto all’ordine del giorno dell’audizione in I commissione Affari Istituzionali all’Ars cui ha preso parte, il 25 gennaio,  l’ANCI Sicilia.

La delegazione dell’Associazione dei comuni ha sottolineato:“Ancora una volta chiediamo l’attenzione del Parlamento siciliano su questioni che riguardano l’ordinamento degli enti locali dell’Isola. Ancora una volta registriamo un’asimmetria tra le norme nazionali e quelle regionali. 

Ribadiamo la richiesta di un pieno e tempestivo adeguamento della normativa regionale a quella nazionale in merito all’indennità per i sindaci (art.1 della legge 30 dicembre 2021, n. 234 - legge di bilancio 2022)  e sul terzo mandato per i Comuni fino a 15 mila abitanti.  

A livello nazionale la norma sul terzo mandato ha già passato il vaglio di un ramo del Parlamento con approvazione della disposizione alla Camera dei deputati. Si tratta adesso di intervenire immediatamente per evitare di fare un passo indietro rispetto alla normativa nazionale”.

In merito alle indennità per i sindaci,  l’ANCI Sicilia ha precisato che “Si continua a realizzare una gravissima e ingiustificata discriminazione a danno degli amministratori degli enti locali dell’Isola. In più, bisogna ricordare che l’adeguamento delle indennità dovrà riguardare anche vice sindaci, assessori e presidenti dei Consigli comunali”.

Gioacchino Andaloro: Secondo anniversario.

"Oggi una lacrima in più scorre sul nostro volto, piangiamo la tua assenza, ma ti sentiamo, ti parliamo, non sei distante. Sappiamo che ci ami e ci proteggi da lassù, esattamente come hai fatto ogni singolo giorno sulla terra. Ci manchi tanto". 
Tua moglie e le tue “bimbe”

Il "Pensiero del giorno" con Don Bernardino Giordano: Non ho voglia

Oggi il "Giorno della memoria"... per non dimenticare


 Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata per commemorare le vittime dell'Olocausto. È stato così designato dalla risoluzione 60/7 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005, durante la 42ª riunione plenaria. La risoluzione fu preceduta da una sessione speciale tenuta il 24 gennaio 2005 durante la quale l'Assemblea generale delle Nazioni Unite celebrò il sessantesimo anniversario della liberazione dei campi di concentramento nazisti e la fine dell'Olocausto.

Si è stabilito di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 gennaio perché in quel giorno del 1945 le truppe dell'Armata Rossa, impegnate nella offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.

Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche della 60ª Armata del "1º Fronte ucraino" del maresciallo Ivan Konev arrivarono per prime presso la città polacca di Oświęcim (in tedesco Auschwitz), scoprendo il vicino campo di concentramento di Auschwitz e liberandone i superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l'orrore del genocidio nazista.

Ad Auschwitz, circa dieci giorni prima, i nazisti si erano rovinosamente ritirati portando con loro, in una marcia della morte, tutti i prigionieri sani, molti dei quali morirono durante la marcia stessa.

L'apertura dei cancelli di Auschwitz mostrò al mondo intero non solo molti testimoni della tragedia, ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati in quel lager nazista.

Nonostante i sovietici avessero liberato, circa sei mesi prima di Auschwitz, il campo di concentramento di Majdanek e «conquistato [nell'estate del 1944] anche le zone in cui si trovavano i campi di sterminio di Belzec, Sobibor e Treblinka [precedentemente smantellati dai nazisti nel 1943]» fu stabilito che la celebrazione del giorno della Memoria coincidesse con la data in cui venne liberato Auschwitz".

La data del 27 gennaio in ricordo della Shoah, lo sterminio del popolo ebraico è indicata quale data ufficiale agli Stati membri dell'ONU, in seguito alla risoluzione 60/7[8] del 1º novembre 2005.



IL GIORNO DELLA MEMORIA IN ITALIA

L'Italia ha formalmente istituito la giornata commemorativa, nello stesso giorno, alcuni anni prima della corrispondente risoluzione delle Nazioni Unite: essa ricorda le vittime dell'Olocausto, delle leggi razziali e coloro che hanno messo a rischio la propria vita per proteggere i perseguitati ebrei, nonché tutti i deportati militari e politici italiani nella Germania nazista.

Prima di arrivare a definire il disegno di legge, si era a lungo discusso su quale dovesse essere considerata la data simbolica di riferimento: si trattava di decidere su quali eventi fondare la riflessione pubblica sulla memoria. Erano emerse in particolare due opzioni alternative. Il deputato Furio Colombo aveva proposto il 16 ottobre, data del rastrellamento del ghetto di Roma (il 16 ottobre 1943 oltre mille cittadini italiani di religione ebraica furono catturati e deportati dall'Italia ad Auschwitz): questa ricorrenza avrebbe permesso di focalizzare l'attenzione sulle deportazioni razziali e di sottolineare le responsabilità anche italiane nello sterminio. Dall'altra parte vi era chi sosteneva (in particolare l'Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti) che la data prescelta dovesse essere il 5 maggio, anniversario della liberazione di Mauthausen, per sottolineare la centralità della storia dell'antifascismo e delle deportazioni politiche in Italia. Infine, anche in ragione della portata evocativa che Auschwitz – oramai simbolo universale della tragedia ebraica durante la seconda guerra mondiale – da anni rappresenta per tutta l'Europa, si è optato per adottare il giorno della sua liberazione, avvenuta il 27 gennaio.

Gli articoli 1 e 2 della legge 20 luglio 2000 n. 211 definiscono così le finalità e le celebrazioni del Giorno della Memoria:

«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all'articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.»

Oggi è il 27 gennaio. Buongiorno Eolie, buongiorno mondo con questa cartolina

Sotto il palo (Lipari)