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sabato 5 ottobre 2024

Lipari, il chiostro normanno incanta. Dalla Gazzetta del sud del 5 ottobre 2024


Calcio, Prima categoria: Anche la seconda giornata è amara per il Lipari

 Dopo la sconfitta casalinga di domenica scorsa, nuova battuta d'arresto quest'oggi per il Lipari IC impegnato sul campo del Melas. Gli eoliani sono stati superati per tre a uno, a segno Emma. 

Negli altri anticipi la Futura ha battuto per 2 a 1 il Sinagra; l'Or.sa. il Comprensorio del Tindari sempre per 2 a 1

La "Festa dei Popoli 2024" a Lipari nel video di "Eolie in foto" che ringraziamo (https://www.facebook.com/eolieefoto)


                           Il video di "Eolie in foto" (https://www.facebook.com/eolieefoto)

"Eoliani che non ci sono più" ( 5° Filmato - Riproposizione -durata 6 minuti e 26)

In questo filmato: 1) Angelo Granata , Salvatore Di Mauro (Turi Alivu), Leonardo Greco; 2) Giovannino Spanò; 3) ?; 4) Giuseppina Costa e Edda Ciano; 5) Angelo D'Ambra; 6) ?; 7) Nunzio Scolaro; 8) Domenico Villani e Nunzio Scolaro; 9) ?; 10) Giovannina Iacono; 11) Nunziata Pavone; 12) Diego Sidoti; 13) Salvatore (Turiddu) Lo Ricco; 14) Ute Famularo; 15) Padre Alessandro Restuccia; 16) Giovannino De Fina; 17) ?; 18) Bartoluzzo Ruggiero; 19) Rodà ? e Ninì Mollica; 20) Palazzotto ?; 21) ?; 22) Coniugi Crivelli (Girolamo Crivelli e Concetta D'Ambra); 23) ?; 24) Giovannino Bonica; 25) Bartolo Giardina; 26) Ciccio Mondello; 27 e 28) Mons. Bernardino Re; 29) Pino Cullotta, Ragusi ?, Giovannino Milano; 30) Francesco Vitale; 31) Cristoforo Spinella e Pietro Russo; 32) Giuseppe Persiani; 33) Rodà e Cristoforo Moneta; 34) China Filippo; 35) I fratelli Portelli (I Prònisi); 36) Ciccio Amato; 37) Marmora Fausto; 38) Franco Donato; 39) Francesco Ziino; 40) ? e Alessandro Profilio; 41) Renatino? e Crivelli ?; 42 e 43) Lucio Costanzo; 44) Maria Francesca e Rosa Ziino; 45) Felice Zaia; 46) Vartulu ? (Pistaciciri); 47) Pasquale Parisi e Gaetano Bertè (Mastru Aitànu); 48) Gaetano Trifoglio (Pistuni); 49) ?; 50) Coniugi Natoli; 51) Giovannino e Lina Mezzapica, in mezzo dovrebbe essere la mamma della signora; 52) Bartolo Valastro; 53) ?; 54) ?; 55) Milano? ; 56) ?; 57) Pietro Agrip; 58) ?; 59); 60) Pino Profilio; 61) Giovannino Milano; 62 e 63) Domenico Cusolito; 64) Fratelli Portelli (I Tripulini); 65) Giovanna Spinella; 66) Alessandro Profilio; 67) Pietro Arena ; 68) ?; 69) ; 70) ?; 71) ?; 72) Silvana Scaramozzino; 73) ?; 74) Raoul Di Perri; 75) Angelino Merlino; 76) Livio D'Ambra; 77) ?; 78) Antonino Puddu; 79) Tanino Ruggiero; 80) ? ? ?; 81) ?; 82) Francesco Vitale,Angelino D'Ambra e Antonino Del Bono ; 83) Giacomo Giampino; 84) ?

Pescando nel nostro archivio: Cinque ottobre 2014 infuria il maltempo, mareggiata a Marina Corta


 

Stromboli al via il Workshop internazionale “Tsunami Warning @ Stromboli”

Foto: INGV Terremoti
Il workshop (5- 7 ottobre) è organizzato dal Centro Allerta Tsunami dell’INGV sull'Isola di Stromboli dal 5 all'8 ottobre, nell'ambito dell'accordo tra il Dipartimento della Protezione Civile italiana (DPC) e l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) per lo sviluppo di un sistema integrato di monitoraggio e allerta tsunami per eventi generati dal vulcano Stromboli.

Anche questo evento si inserisce nelle attività dei 25 anni di vita dell’INGV, un periodo di grande crescita per gli studi e il monitoraggio dei maremoti nel mondo durante i quali l’Istituto ha creato da zero il Centro di Allerta Tsunami per il Mediterraneo. Il workshop ha ricevuto il riconoscimento ufficiale dalle Nazioni Unite ed è stato inserito tra le attività previste per l'Ocean Decade 2021-2030. Il convegno, infatti, apporta un contributo significativo alle sfide n.5 (soluzioni climatiche che si basano sugli oceani), n. 6 (resilienza delle comunità ai rischi oceanici e costieri) e n. 7 (espansione del Sistema globale di osservazione degli oceani) previste dall'Ocean Decade.

Esperti dell’INGV e di alcune Università italiane presentano lo stato dell'arte su quattro temi principali: osservazioni, modellazione, pericolosità e previsioni. In particolare, i ricercatori del Laboratorio di Geofisica Sperimentale dell’Università di Firenze illustrano l’attuale sistema sperimentale di riconoscimento rapido degli tsunami di Stromboli.

Partecipano, inoltre, all’evento anche diversi esperti internazionali del settore, invitati a condividere la loro esperienza e i loro approcci al monitoraggio degli tsunami generati da sorgenti vulcaniche; la loro presenza sarà fondamentale per suggerire nuove direzioni di ricerca inerenti le tematiche del workshop. Stromboli può diventare un laboratorio sperimentale di riferimento per tutti i vulcani attivi marini e costieri a livello mondiale soggetti al rischio tsunami. Oltre al progresso delle conoscenze scientifiche, il workshop ha lo scopo di supportare la protezione civile, la politica e i cittadini nel processo di mitigazione del rischio tsunami.

Nave Elio di Caronte & Tourist pronta a navigare a gas naturale liquefatto: completato con successo il primo bunkeraggio nello Stretto

 COMUNICATO STAMPA 

 

La nave Elio pronta a navigare a Gas Naturale Liquefatto: completato con successo il primo bunkeraggio nello Stretto. Pietro Franza (AD C&T): "Siamo soddisfatti dell’esito delle operazioni. La nostra priorità è continuare a viaggiare a basso impatto ambientale e nel nostro prossimo futuro ci sono BioLNG ed elettrico”.

 

Messina - 5/10/2024 - “I nostri tecnici hanno lavorato per giorni, sia a bordo che sulla banchina, per la perfetta riuscita di un’operazione complessa in sé e oltre tutto per noi anche relativamente nuova. Siamo oggi naturalmente molto soddisfatti per il fatto che tutto è andato per il meglio e perché finalmente la nostra Elio è pronta a navigare nello Stretto usando LNG piuttosto che il più convenzionale gasolio. È per noi un successo che va oltre l’episodio e per il quale vogliamo ringraziare anche i tecnici e i responsabili dell’AdSP, della Capitaneria di Porto e dei Vigili del Fuoco che hanno assicurato un supporto attento e continuo”.

 

Con queste parole Pietro Franza, AD del Gruppo Caronte & Tourist - ha commentato il primo rifornimento di Gas Naturale Liquefatto (LNG) per la Elio, effettuato nella giornata di ieri, venerdì 4 ottobre, presso il Molo Norimberga del porto di Messina dopo alcuni giorni dedicati ad una serie di obbligatorie operazioni preliminari.

 

Sono passati sei anni da quando la Elio, ammiraglia del Gruppo Caronte & Tourist, è entrata in linea con ben lucidi e in vista i galloni di prima nave bi-fuel a solcare le acque del Mediterraneo. Sei anni nel corso dei quali, tuttavia, la nave non ha mai potuto navigare bruciando LNG (se non nel viaggio dal cantiere turco di costruzione a Messina).

 

L’assenza di un deposito per lo stoccaggio dell’LNG nell’area dello Stretto - ha più volte denunciato Caronte & Tourist - ha impedito il regolare approvvigionamento non solo per le navi ma anche per le flotte di Tir in transito tra le due sponde dello Stretto che sempre più numerose stanno riconvertendosi all’LNG abbandonando il gasolio.

 

Col risultato che le navi di C&T che potrebbero essere alimentate anche con LNG (oltre la Elio ci sono la Nerea, la Pietro Mondello che sarà consegnata a brevissimo e un’altra unità) continueranno ad avere problemi di approvvigionamento se nulla cambierà.

 

Perché è chiaro - spiegano in C&T - che in assenza di un deposito far giungere alla bisogna l’LNG via terra, tramite autocisterne, risulterà antieconomico e dunque improponibile, almeno fin quando le quotazioni del gas non si stabilizzeranno al ribasso.

 

È solo profittando di una flessione del prezzo dell’LNG - infatti - che qualche mese fa è stato possibile rifornire di LNG - presso il porto di Trapani - la Nerea (l’altra unità del Gruppo progettata con un sistema di alimentazione bi-fuel) utilizzando il metodo truck-to-ship, cioè da camion a nave, metodo utilizzato nei porti europei in cui non sono presenti infrastrutture fisse per l’LNG, che assicura flessibilità e replicabilità.

 

Ed è solo grazie al perdurare di questa condizione che oggi è finalmente giunto il turno della Elio, che è stata rifornita, con lo stesso metodo, di 100 m3 di LNG (equivalenti a 44 tonnellate) giunti su due autobotti partite da Ravenna.

 

L’utilizzo del gas naturale liquefatto (LNG), rispetto al combustibile marino convenzionale, riduce le emissioni di Anidride carbonica (CO2) del 25%; dell’85% quelle di Monossido e Biossido di azoto (NOx) e del 99% quelle di Particolato (PM) e Ossido di zolfo (SOx).

Pur essendo un idrocarburo l’LNG è in atto il più “pulito” tra i combustibili di larga reperibilità.

 

“Ma nell’immediato futuro - assicura Franza - ci sono il Bio LNG, gas totalmente naturale perché ottenuto dalla lavorazione di rifiuti organici e la propulsione elettrica. Sia la Nerea che la Pietro Mondello sono dotate di un pacco batterie che può consentire a queste unità di tenere i motori termici spenti durante le soste in banchina e di manovrare in entrata o in uscita dai porti in modalità zero emissioni”.

 

Sapori, suoni, colori e amicizia: Riuscitissima la V edizione della Festa dei popoli a Lipari (foto e video (18:47) di Bartolo Ruggiero)

Si è tenuta a Lipari, ieri sera, nel tradizionale scenario di Marina Corta, con grande partecipazione di pubblico, la quinta edizione della “Festa dei popoli” un’iniziativa del Magazzino Mutuo Soccorso Eolie che, per una notte, unisce e mescola lingue, culture, sapori, suoni e colori delle tante comunità straniere che popolano l’isola e che, in atto, rappresentano circa l’11% della popolazione residente. 

Una comunità multietnica che ha in quella romena la più rappresentata, seguita da quella marocchina e srilankese. Altre comunità rappresentate sono quelle ucraine, turche, russe, bielorusse, tunisine, senegalesi, francesi, bulgare, tedesche, belga, birmane, pakistane, cubane, statunitensi, argentine e brasiliane. 

Ogni popolo, di quelli più numerosi, ha avuto un banchetto dove ha fatto degustare i propri piatti tipici nazionali; un altro banchetto è stato, invece, dedicato ai piatti provenienti dal resto del mondo. 

La piazza non ha goduto solo delle tante pietanze culinarie ma anche della buona musica etnica e non solo: il palco, appositamente allestito, ha ospitato, tra gli altri, Eugenio Bennato e i Taranta Power.


Le immagini video sono del nostro collaboratore Bartolo Ruggiero, il montaggio (in ordine casuale, rispetto alla scaletta dell'evento) di Salvatore Sarpi

Buon compleanno a...

...Valentina Alessi, Rosa Favorito, Tindara Vitagliano, Vincenzo Andaloro, Maria Cortese, Marco Giorgianni

Il #pensiero di Don Bernardino Giordano: Coraggio e paura

Buongiorno...così!

 

venerdì 4 ottobre 2024

Petizione popolare per la realizzazione di una "Casa di comunità" per i cittadini eoliani: dove firmare e le ragioni della petizione

Riceviamo da Rinascita eoliana "Riccardo Gullo sindaco" e pubblichiamo

A Stromboli chi desidera firmare la petizione può farlo presso la reception dell’ Hotel Villaggio Stromboli o contattando l'assessore Barnao  

Domande frequenti e risposte brevi sulle Case di Comunità

Le ragioni della petizione

Che cos’e’ una Casa di Comunità?

La Casa di Comunità è una delle strutture previste dal Decreto Ministeriale n. 77 del 2022, che riorganizza la sanità territoriale attraverso delle strutture di “prossimità”, ovvero che rendano l’accesso ai servizi socio-sanitari sempre piu’ facile per la popolazione. Nel Decreto le Case di Comunità sono definite come “luogo fisico di facile individuazione al quale i cittadini possono accedere per bisogni di assistenza sanitaria e socio-sanitaria”. Il Decreto prevede che, all’interno di ogni Distretto sanitario, sia costituita una Casa di Comunità ogni 40 – 50 mila abitanti (con deroghe per le zone più disagiate).

Le altre strutture previste sono gli Ospedali di Comunità (strutture socio-assistenziali intermedie tra l’assistenza domiciliare e l’ospedale) e le Centrali Operative Territoriali (con funzioni di coordinamento e di raccordo nella presa in carico dei pazienti).

Che differenza c’è con le Case della Salute?

Le Case di Comunità sono un’evoluzione delle Case della Salute, istituite con Decreto del Ministero della Salute nel 2007 (attuativo della Legge 27 Dicembre 2006 n. 296), e realizzate solo in alcune regioni. Le Case della Salute non prevedevano l’integrazione di tutti i servizi sociosanitari territoriali, come nelle Case di Comunità

Quante Case di Comunità sono previste in Italia e in Sicilia?

Con fondi PNRR[1] entro il 2026 si prevede di realizzare almeno 1038 Case della Comunità a livello nazionale (per raggiungere, con quelle già operative, circa 1300 strutture).

In Sicilia si prevede la realizzazione di 156 Case di Comunità.

Cosa è previsto per il Distretto Sociosanitario delle Isole Eolie?

Delle 21 Case di Comunità previste nella Provincia di Messina, una è progettata per Lipari, a servizio di tutto il Distretto socio-sanitario delle Isole Eolie. Non sono previsti Ospedali di Comunità o Centrali Operative Territoriali.[2]


Quali servizi offre la Casa di Comunità?

Nella Casa della Comunità si prevede che lavorino in modalità integrata e multidisciplinare tutti i professionisti per la progettazione ed erogazione di interventi sanitari e di integrazione sociale, con la partecipazione della comunità locale nelle sue varie forme: associazioni di cittadini, pazienti, caregiver, volontariato.[3]

Operative fino a 24/7 con presenza medica e infermieristica, la Case di Comunità sono il primo elemento di contatto tra il cittadino e il sistema sanitario pubblico. Comprendono, quindi, un punto di accoglienza e di orientamento, ma soprattutto vogliono essere il luogo in cui il cittadino trova risposte adeguate alle sue esigenze sanitarie o sociosanitarie, con particolare attenzione per i soggetti fragili e i pazienti cronici.

Le principali finalità delle Case di Comunità sono dunque:

·        Agevolare la presa in carico delle persone mediante un approccio multidisciplinare

·        Valutare tempestivamente il bisogno della persona e accompagnarla alla risposta più appropriata

·        Attivare percorsi di cura basati sull’integrazione tra servizi sanitari, ospedalieri e territoriali

·        Ridurre il ricorso alle strutture ospedaliere, favorendo la cura delle persone a livello locale.

 

Le Case di Comunità gestiscono sia la componente ambulatoriale che quella domiciliare dell’assistenza, quest’ultima anche con strumenti di gestione a distanza (telemedicina). In termini organizzativi, le Case di Comunità si compongono di diverse aree, tra cui:

·        Punto unico di accesso, servizi amministrativi e sistema integrato di prenotazione collegato al CUP

·        Assistenza primaria e continuità assistenziale. L’assistenza primaria è prestata da MMG (medico di medicina generale) e pediatri; sono inoltre presenti i servizi infermieristici e un’area dedicata alla continuità assistenziale (Guardia Medica)

·        Specialistica ambulatoriale e diagnostica di base

·        Prevenzione

·        Integrazione con servizi sociali e con le comunità di riferimento.

 

La novità delle Case di Comunità è anche che intendono realizzare un sistema integrato di servizi sociali e sanitari, e quindi facilitare la risposta anche ai bisogni sociali dei cittadini.

Le Case di comunità sostituiscono gli Ospedali?

No. Mentre gli Ospedali sono strutture sanitarie per il trattamento degli episodi acuti della malattia, la diagnostica avanzata e la gestione dell’alta complessità clinica, le Case di Comunità raccolgono tutte le funzioni di diagnosi, prevenzione e cura di patologie che non necessitano di ricoveri ospedalieri e, anzi, contribuiscono a ridurli.

Le Case di comunità ospiteranno anche specialisti che effettuano visite ambulatoriali?

Certamente sì; le Case di Comunità sono la sede di tutti gli ambulatori specialistici, oltre che dei medici di base

Se le visite ambulatoriali oggi a Lipari si fanno in Ospedale, c’e’ bisogno di un’altra struttura per la Casa di Comunità?

Certamente sì. Come ampiamente sottolineato più e più volte dai referenti del Distretto sanitario e dell’Ospedale, a oggi Lipari non è in grado di aumentare la presenza sul territorio di alcuni servizi (SerD, Neuropsichiatria infantile, Psichiatria), né di aumentare giornate e ore di presenza, e quindi prestazioni, di tutti gli specialisti che fanno visite ambulatoriali, per mancanza fisica di spazio.

Inoltre, le Case di comunità avvieranno presto quella che nel Decreto Ministeriale si definisce Aggregazione Funzionale Territoriale (AFT), ovvero consentiranno ai medici di famiglia (Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta) di lavorare fisicamente a contatto con gli specialisti, e aumentare l’efficacia della risposta ai pazienti. Lo stesso vale per la collaborazione tra Servizi Sociali comunali e Servizi socio-sanitari della ASP.

Se a Lipari non si riesce ad avere tutti i medici previsti dalla pianta organica dell’Ospedale, che senso ha creare un altro servizio?

Oltre al fatto che, come già spiegato, la Casa di Comunità permette di integrate il lavoro di professionisti che già operano sul territorio – aumentandone se mai le giornate e ore di presenza – la mancanza di personale medico è un problema ormai riconosciuto in tutta Italia, e che andrà affrontato a livello nazionale e regionale con soluzioni strategiche specifiche (eliminazione del numero chiuso alle università, coinvolgimento di medici stranieri ecc.).

In ogni caso, questo non e’ un motivo valido per rifiutare l’opportunità di una nuova struttura e sostenere l’evoluzione dei servizi socio-sanitari nel nostro Comune: anche quando mancano gli insegnanti, a nessuno verrebbe in mente di non ampliare o costruire le scuole…

E cosa si prevede per l’Ospedale di Lipari?

Il funzionamento dell’Ospedale di Lipari, di cui sono state ripetutamente sottolineate le carenze in varie occasioni e sedi istituzionali, non ha niente a che vedere con la realizzazione di strutture di sanità territoriale, come le Case di Comunità.

La riorganizzazione della Rete Ospedaliera nazionale e’ stata ridefinita nel 2015 da uno specifico Decreto Ministeriale, il n. 70 (o “Legge Balduzzi”), le cui direttive sono state poi sviluppate in Decreti Regionali – per la Sicilia nel Decreto dell’11 gennaio 2019 firmato dall’Assessore Razza. In quel decreto si prevede la trasformazione dell’Ospedale di Lipari in un Pronto Soccorso. A oggi pero’ non sono state attuate concrete misure per trasformare l’Ospedale in questo senso: le evidenti inefficienze e carenze dell’Ospedale di Lipari sono da ricondurre alla mancanza di personale – soprattutto medico – nonostante la riconferma di una pianta organica che prevede il mantenimento dei reparti esistenti.

L’Amministrazione comunale è costantemente impegnata in numerose interlocuzioni con la ASP provinciale e con l’Assessorato regionale (Dipartimento di Pianificazione Strategica), manifestando con proposte e progetti concreti la necessità di rispondere ai bisogni di varie categorie della popolazione e, in generale, la necessita’ di tutelare il diritto alla salute di tutti, in particolare in zone disagiate come le isole minori.



[1] Piano/Missione: PNRR/M6 – Piano nazionale di ripresa e resilienza / Missione 6 Salute; Componente:  M6C1 - Reti di prossimità, strutture  e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale; Investimento:  M6C1 I1.1 – Case della Comunità e presa in carico della persona


Lipari, l'edificio abbandonato diventerà un asilo nido. Dalla Gazzetta del sud del 4 ottobre 2024

Eoliani e amici delle Eolie...che non ci sono più (89° puntata)

 In questo filmato: Alessandro dello Skrilanka, Signora Alessandro Indricchio, Alessandro Merlino, Alessandro Profilio, Alezandru Covalciuc, Alfonsino Aiello, Mons. Alfredo Adornato